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“Elisa Anfuso dipinge l'uomo con il
sentimento di chi cerca nell'equilibrio formale l'espressione originaria
della bellezza. Nei suoi intenti c'è l'indagine sulle creature umane di ogni
tempo, fanciulle in fiore e giovinetti colti nel momento vibrante del loro
germoglio. Le teneri carni, d'alabastro e di luce, si offrono alla visione
nell'abbraccio della vita. L'atteggiamento è pudico e sensuale allo stesso
tempo. Ciò si evince in particolare dalle mani che coprono i seni e le
guance, poi si insinuano tra i capelli quasi a cercarne la morbidezza,
quindi sfiorano i corpi torniti come per sentire il palpito dell'esistenza.
Il disegno, dinamico e avvolgente, costruisce i volumi e poi li pettina con
una tessitura graffiante che si fa vaporosa dove le carni come cera luminosa
si offrono al giorno, diventa invece argillosa, terrosa, nelle parti più
incavate dove la luce lascia il passo alle ombre modellate. Nelle ultime
opere Elisa Anfuso compie un esercizio di perfezione e rigore che la conduce
nell'ambito della pittura colta dove la bellezza espressiva si accompagna al
valore tecnico“. (“Elisa Anfuso. Il germoglio della vita“, Paolo
Giansiracusa)
Tratto dalla presentazione della
mostra "Del Corpo... Dell'Anima", Galleria Artesia Catania 17 - 31 Maggio 2008 |