Brigantino: Bixio, racconti qualcosa di sé per i nostri lettori… Bixio: Nino Gerolamo Bixio mi nomai, nacqui a Genova nel 1821 e mi dipartii di febbre gialla ad Acien, Sumatra, nel 1873. Da allora son legato a questa catena. Fui marinaio e commerciante, poi entrai nella setta mazziniana. Nel 1848-9 partecipai alle guerre all’Austria ed alla Repubblica Romana. Nel 1857 dissentii finalmente da Mazzini e mi votai a Cavour. Seguii Garibaldi, il mio Achille, nella guerra del 1859 e comandai il Lombardo nella spedizione di Sicilia. Fui nominato deputato dell’Italia unita e poi senatore; fui assunto nell'esercito come generale. Nel 1870 ripresi la via del mare che si rivelò fatale…. Brigantino: Ci parli delle sue malefatte: l'eccidio di Bronte, per esempio … Bixio: Mi consenta, non fu tutto merito mio! Nella spedizione dei Mille, su per i villaggi dell'Etna eran scoppiati tumulti in nome di Garibaldi, che aveva promesso, il 2 giugno1860, di dare la terra ai contadini. Mentì, sapendo di mentire. A Bronte la tregenda scoppiò dal 2 al 5 agosto 1860, capeggiata dall'avvocato Nicolò Lombardo, un vecchio di sessant'anni. Garibaldi dovette rispettare i patti coi liberali, e dar le terre a loro (altro che contadini!). Mi affidò quindi il compito di reprimere ogni scellerata rivendicazione di quegli straccioni. Pigliai due battaglioni, mi recai sul posto e trovai l’orda agricola. "Caricateli alla baionetta!", ordinai allora. Quei tristi furono infilzati, altri presi e legati. Poi lanciai un proclama: "Bronte è dichiarato in istato d'assedio: consegna delle armi o morte! Disciolti Municipio, Guardia Nazionale, tutto; imposta la tassa di guerra…". I rei vennero giudicati da un Consiglio di Guerra senza difesa. E subito ordinai che ne andassero a morte i primi che capitarono, tra cui Pippo, storpio nano. Dopo che Bronte, Randazzo, Castiglione, Regalbuto, Centorbi, ed altri paesi mi videro, e sentirono la stretta della mia mano possente, mi gridarono dietro: "Belva!" ma niuno osò muoversi! Più di mille contadini sterminai, molti per mia stessa mano. Qualche bifolco diceva: "Dove mi conducete? A morte? O perché? Non mi è toccato neppure un palmo di terra! Se avevate detto che c'era la libertà!"…Ma, si sa, voi Meridionali, non perdete occasione per far del vittimismo! Don Virgilio: Dottò … arrivano i LAZZARI !!! Portati da pullman gran turismo con la scritta "Paradiso Viaggi", sbarcarono in piazza un migliaio di Lazzari, vocianti e allegrissimi. Si affacciò dal balcone del Palazzo un Giovin Signore. il Re: Si dia inizio alla giostra! ….Guagliù, jate cuoncio cuoncio! Tutti: Evviva lu Re nuosto! Evviva Ferdinando! I Lazzari si proiettarono verso il monte della Cuccagna, per raggiungere Bixio e tirare la catena, azionando così il meccanismo che avrebbe rilasciato doni e cibarie … Forse per la concitazione, il primo lazzaro germì Bixio, con ferrea presa, nelle parti basse. Poi un rapido gesto di strappo, un urlo disumano … Bixio: Ogni volta! Da 131 anni! Due Cuccagne al giorno! Sempre allo stesso posto mi acchiappate!!! |