Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

 D  

 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

 N   O  P-PA  PE-PI  PL-PU

 Q

R

 

A-AM

ABBATE o ABATE

Titoli: nobili di Sicilia

Dimora: Palermo, Messina, Catania 

Il Mugnos riferisce che l’etimologia del cognome deriva da PAPIRO Cavaliere Romano, il quale si ritirò presso il monastero di Montecassino nel XII secolo, diventandone poi l’abate. Morto il suo unico figlio, Ascanio, depose l’abito talare e prese moglie, i figli nati da quel matrimonio furono detti dell’Abate o Abbate.

Si stabilirono in Sicilia al seguito di Federico II di Aragona[III di Sicilia] nel 1299, noti già al tempo dei Vespri Siciliani in Palermo con PALMERIO compagno di Giovanni da Procida.

Possedettero vari feudi: Favignana, Carini, Ghibellina, Ucria, Cefalù, Badia, Cudia …

GABRIELE fu barone di Ucria con investitura del 16 luglio 1453, RINALDO capitano di giustizia in Palermo negli anni 1536/37, VINCENZO  ebbe la concessione del titolo di Regio Cavaliere il 12 marzo 1576, GIACOMO capitano di giustizia in Palermo 1584/85, GIUSEPPE senatore in Palermo nel 1728/29, 43/44, 48/59; IGNAZIO VINCENZO fu primo barone di Ficarra, Signore di Castelbrolo e Jannello con investitura del 12 marzo 1738 e primo marchese di Lungarni il 18 settembre 1723. LUIGI proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, 1° tenente dell’ “Officio Topografico” partecipò alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie, dopo la guerra entrò nell’Esercito Italiano e terminò la carriera come generale comandante la Divisione Militare di Messina nel 1880.

La famiglia diede anche un santo: Sant’Alberto frate carmelitano, figlio di Benedetto e Giovanna Palizzi.

La Regia Commissione dei titoli di nobiltà del Regno delle Due Sicilie confermò il titolo di Marchese il 6 aprile 1847. Iscritta nell’Elenco Ufficiale  Nobiliare Italiano edito nel 1922.

Arma: Spaccato di verde e d’argento

ABBATI

Titoli: nobili di Barletta

Dimora:  Conca, Orsara, Barletta

Famiglia originaria della Basilicata, si trasferì in Barletta nel XVIII secolo, dove il 23 luglio 1763 venne inserita ufficialmente nella nobiltà di quella città in persona di messer MICHELANGELO di Giuseppe di Nicola.

Iscritta nel libro d’oro della nobiltà italiana per il riconoscimento ufficiale dell’anno 1913, e nell’ elenco ufficiale nobiliare italiano del 1922.

Arma: troncato il primo d’argento, tre stelle d’azzurro, scaccato il secondo d’argento e di rosso

ABELA o ABELLA

Titoli:  barone di Camolio

Dimora: Siracusa

Famiglia di origine spagnola, passò in Sicilia nel 1282 all’epoca dei Vespri  Siciliani.

FERRARO, per i suoi servigi in favore degli Aragonesi, ebbe in dono l’isola di Malta; RAIMONDO fu Marescalco del Regno di Sicilia, consigliere di re Martino  e Governatore di Malta. Con l’arrivo di  re Federico (Ferrante) gli venne tolta l’autorità sull’isola, ma in compenso i suoi figli ebbero i feudi di Gianesi, le castellanie di Agirò e Raginelgi, la capitania di Palermo nel 1360.

GIULIO con privilegio del 14 febbraio 1469 venne nominato cavaliere del Sacro Romano Impero dall’Imperatore  Federico d’Austria, per atti di valore in suo favore. PAOLO  Abela e Alagona investito del titolo di barone di Camolio il 30 ottobre 1599, titolo che all’abolizione della feudalità, 1810, era in possesso di GIUSEPPE.

La famiglia ha dato vari personaggi all’ordine di Malta, tra cui GIOVANNI FRANCESCO commendatore dell’ordine, che pubblicò una storia sull’isola di Malta “Descrizione di Malta”.

E’ iscritta nell’elenco ufficiale  nobiliare italiano edito nel 1922.

Arma: d’azzurro allo scaglione d’oro, accompagnato da tre stelle dello stesso colore.

ACCIARDI

Titoli:  nobili di Lettere

Dimora:  Napoli, Lettere

Antica famiglia aristocratica di Lettere già nota dal 1681, dichiarata nobile nelle “prove di nobiltà” per ammissione nelle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie con deliberazione della Commissione dei titoli di Nobiltà del 2 agosto 1853 in persona di GIUSEPPE il quale con il grado di alfiere (sottotenente) del “2° Reggimento Lancieri Reali” partecipò alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922

Arma: trinciato di rosso  e d’oro il primo caricato di un’ascia d’oro

ADAMO

Titoli: Baroni Del Monte, Della Grazia  e di Santa Maria di Spataro

Dimora: Canicattì, Messina

Di origine Lombarda, si stabilì in Sicilia al seguito di Pietro I° d’Aragona con CHILDEPERTO nel XIV secolo.

ANTONIO fu Consigliere Regio di Re Martino, GIOVANNI barone di Cefalà e Promastro di Giustizia del regno.

GIOVANNI fu giurato in Palermo negli anni 1485/86 89/90.

GIROLAMO barone di Perrana con investitura del 17 luglio 1756. ANTONIO barone di Santa Maria di Spataro il 20 marzo 1737, di Del Monte con l’acquisto dei feudi Della Grazia.

GIANGIACOMO regio castellano di Caltagirone. GIACOMO cavaliere dell’ordine gerosolimitano.

All’abolizione della feudalità GAETANO GIUSEPPE era in possesso del titolo di barone del Monte e Della Grazia per investitura regia del 30 maggio 1810.

Iscritta nell’Elenco ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: spaccato di rosso e d’azzurro con la divisa d’oro, nel primo leone d’argento passante, nel secondo di tre stelle d’argento

ADILARDI

Titoli: patrizio di Tropea

Dimora: Tropea 

Famiglia di origine francese, già nota in Tropea e in Nicotera dal 1567. Iscritta nel  Registro delle Piazze Chiuse nel 1804 in persona di GIUSEPPE  e NICOLA di CARMINE con il titolo di patrizio  e di nobile.

Iscritta nell’elenco Ufficiale  Nobiliare italiano  del 1922.

Arma: di rosso a tre bande d’oro

ADONNINO

Titoli: conti 

Dimora: Messina, Licata

Famiglia di origine Fiorentina che tramutarono il cognome da Donnino in Adonnino.

ANDREA fu un valente letterato che con privilegio del 1 febbraio 1678, reso esecutivo il 23 settembre 1679,  ebbe il titolo di conte. Con l’abolizione della feudalità il titolo era in possesso di GIOVANBATTISTA con investitura del 17 agosto 1765, ANDREA  nominato duca di Catena (Casalmonaco) il 17 dicembre 1748, mentre  con l’investitura del 20 agosto 1803 il titolo passò ad ANDREA Adonnino e Lancillotti.

Iscritta nella Mastra nobile di Messina. La famiglia ebbe numerosi feudi tra cui Finocchiaro, Caltagirone, e le baronie di Palerie Suttafari. Il ramo di Licata era insignito del titolo di conte.

Arma: d’azzurro al leone coronato d’oro, che tiene con le zampe anteriore un tizzone dello stesso acceso di rosso

ADRAGNA

Titoli: barone

Dimora: Trapani 

Famiglia nota in Salemi, Mazzara e Trapani fin dal XV secolo.

FRANCESCO ottenne con privilegio del 23 aprile 1763 l’investitura del titolo di barone della Salina di Altavilla. Tale titolo venne riconosciuto nel 1927 a GIROLAMO di FRANCESCO. NICOLA, figlio del barone FRANCESCO, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, 2° capitano dell’ “Officio Topografico” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61

E’ iscritta nel libro d’Oro della Nobiltà Italiana, ed in quello dell’elenco ufficiale nobiliario italiano  del 1922.

Arma: di rosso al castello merlato d’argento, posto nella campagna al naturale, alla porta  di guardia un guerriero d’argento, posto tra due cani al naturale.

AFFAITATI

Titoli: Nobili di Barletta e Monopoli, Marchesi

Dimora: Napoli, Monopoli, Barletta, Benevento

Antica famiglia originaria di Cremona già nota nel XII secolo, trapiantata a Napoli con RUGGIERO e LEUCIO al seguito di re Ladislao Angiò Durazzo e della Regina Giovanna  II.  Nobili in Cremona, Bari, Monopoli, Benevento.

Cavalieri dell’Ordine di Malta nel 1565, PIETRO  capo dei Guelfi di Cremona, OTTAVIO, capitano al servizio di Filippo II di Spagna, marchese d Grumello conte di Romanengo. GIOVANNI BATTISTA partecipò alla battaglia di Lepanto contro i “saraceni” il 7 ottobre 1571. Il ramo di Cremona si estinse nel XVII  secolo.

Oltre che a Napoli si trasferirono anche a Bari ed a Barletta ove furono  iscritti al patriziato di detta città. Marchesi di Canosa con privilegio del 1677. Un ramo si stabilì a Monopoli.

Iscritti al Priorato di Barletta dell’Ordine di Malta. Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al grifo d’oro

AGNELLO

Titoli: Baroni

Dimora:  Cefalù

Nota in Sicilia già dal XV secolo  nella città di Lentini. Ebbe un arcivescovo in Messina, il ramo di Lentini si estinse e gli successe il ramo pisano della famiglia in persona di PAOLO  nel 1449 che si stabilì in Sicilia. ANTONIO proprietario della tonnara di Rigitano l’11 gennaio 1452, GIACOMO il 26 settembre 1453 ottenne il feudo di Francavilla; NICOLO’ nel 1519 castellano di Castrogiovanni; ANTONINO proconservatore di Cafalù nel 1734; GIUSEPPE  barone di Ramata con privilegio del 24 marzo 1777  ebbe il feudo di Lorito; FRANCESCO  capitano di giustizia in Cefalù dal 1762 al 63; il feudo di Ogliastro  10 luglio 1766 e quello di Signefari  passati al figlio PIETRO il 4 aprile 1789.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliario Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro ai quattro pali d’oro, passante un agnello d’argento

AIDONE

Titoli: Barone

Dimora:  Sciacca

Famiglia di origine aragonese, portata in Sicilia da CORRADO, segretario di Federico II d’Aragona; GUGLIELMO il 3 giugno 1393 ottene il feudo di Azolina; BERNARDO il 23 ottobre 1453 barone del feudo di Montagna di Marzo; GIOVANNI barone del feudo di San Giuliano nel 1513. Nel XVI secolo venne confermato il feudo di Monte di Marzo a GERARDO.

Tutti occuparono primarie  cariche pubbliche  nella città di Sciacca.

ANTONIO possedette metà del feudo di Lazzarino con privilegio del 15 luglio 1776.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: di rosso alla fascia d’argento, accompagnata nel capo da due stelle e in punta dallo scaglione d’argento

dAIELLO

Titoli: Nobili di Sant’Irene

Dimora: Napoli

Originaria di Napoli, riconosciuta di “antica nobiltà”, dalla Real Commissione per i titoli di nobiltà  nelle prove d’ammissione alle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Regno Due Sicilie nel 1834.

Per  l’ammissibilità a tale Corpo, il quale rappresentava la Guardia personale del Re, elemento fondamentale era il possesso dei quattro quarti di nobiltà e detenere una rendita mensile  di 12 ducati (n.d.a.)

NICOLA ottenne, con intestazione del Real Cedolario nell’anno 1801, il feudo di Sant’Irene. I fratelli: GIOVANBATTISTA capitano del “14° Reggimento Cacciatori”, RAFFAELE capitano della “Gendarmeria Reale”, NICOLA capitano del “2° Lancieri”, figli del barone GENNARO, parteciparono alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie presenti dal Volturno a Gaeta capitolando il 14 febbraio 1861.

Agli eredi spetta il predicato di Sant’Irene  trasmissibile ai maschi e femmine.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone tenente un giglio accompagnato nel capo da due stelle il tutto d’oro

AIROLDI

Titoli: duca di Cruyllas, marchese di Santa Colomba, conte di Lecco, signore di Bellagio, col trattamento di Don e Donna.

Dimora:  Palermo

Nobile famiglia lombarda, portata in Sicilia nel XVII secolo; GIOVAN BATTISTA acquistò nel 1711 il titolo di marchese di Santa Colomba; ALFONSO giudice del Tribunale della Monarchia di Sicilia, vescovo di Eraclea, cappellano maggiore di Sicilia, deputato del Regno e cavaliere dell’Ordine di San Gennaro; STEFANO maestro razionale del tribunale del Regio Patrimonio e della Gran Corte, presidente del Concistoro, cavaliere di Malta; GIOVAN BATTISTA, per “maritali nomine” di Concetta Gravina, ottenne il titolo di duca di Cruyllas con investitura del 18 giugno 1791, capitano di giustizia in Palermo 1801/2, pretore in data 1808/9. Vennero riconosciuti i titoli su detti in persona di CESARE  con D. M. del 18 novembre 1897 e con D. M. del 30 marzo 1901; FRANCESCO vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato: 1° d’oro all’aquila coronata di nero; 2° partito e troncato trinciato e tagliato e tagliato d’azzurro e d’argento.

ALAGNA di  Mothia

Titoli: barone di Mothia, patrizio d’Amalfi

Dimora: Marsala, Amalfi,Messina, Napoli

Alagna o " D’Alagno"  famiglia di origine amalfitana. MAURO fu vicario di Amalfi, PIETRO d’Alagno fu conte della repubblica di Amalfi; ANDREA fu vescovo di Ravello (1294-1329), BELTRANDO fu vescovo di Ravello (1401-1408) poi di Famacosta e arcivescovo di Amalfi. Il casato fu feudatario sotto Carlo I D'Angiò, passato a Napoli nell'anno 1260, fu iscritto al seggio di Nido; nel 1418 NICOLA  fu capitano di giustizia di Torre del Greco avendola avuta in feudo da Giovanna II D’Angiò Durazzo regina di Napoli. La figlia LUCREZIA fu la favorita di Alfonso D'Aragona, che nel 1456  nominò i fratelli, UGO conte di Borrello e di Gioia, gran Cancelliere del Regno e  senatore romano, MARIANO  conte di Buchianico di Monteleone, Guardiagrele e Maino in Abruzzo.  Goderono sempre del patriziato di Amalfi. Secondo il Mango il ramo di Sicilia e di Taranto si riannodano a quello di Napoli, quale discendenti di MARIANO. In Sicilia in Messina dal secolo XIV al XVI dove godette nobiltà nella Mastra Nobile di detta città, in provincia di Messina possedette il feudo di Tortorice. Alla fine del XVI secolo e ai primi del XVII si è  trasferita a Marsala, con PAOLO marchese e notaio in Marsala da cui, discende come primogenito, il marchese NATALE (1691-1755) i cui figli sono: il marchese ROSARIO, notaio e giudice criminale in Marsala (1720 1799), nel 1792 fu insignito della Baronia di Mothia, trasmissibile al primo genito, da Ferdinando IV re di Napoli e di Sicilia (I° Volume regie  investiture 1129 foglio 63), venne poi nominato sovrintendente alle antichità  del territorio di Trapani, sepolto nella chiesa del Carmine in Marsala, oggi sede dell'Archivio Storico. NATALE, barone di Mothia, giureconsulto (1752-1810), il figlio  GIUSEPPE, barone di Mothia (1787-1856). Attuale rappresentante è GIUSEPPE, barone di Mothia, architetto nato nel 1937 residente in Marsala.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

N. d. a.: un ringraziamento particolare all’Arch. Giuseppe Alagna per le utilissime notizie fornitemi per il completamento della storia del casato.

Arma: d’oro alla croce di rosso caricata di cinque gigli d’argento

ALBAMONTE

Titoli: Baroni

Dimora: Palermo

Secondo il Mugnos la famiglia si affermò all’epoca dei Vespri Siciliani anno 1282 con LEONE governatore di Naro. GIOVANNI, da re Federico III d’Aragona, ottenne, per il suo valore, il feudo di Motta d’Affermo. Riconfermato a GIOVANNI GIACOMO  il 15 settembre 1457 con l’aggiunta dei feudi di Spataro. GUGLIELMO, capitano di ventura con Prospero Colonna al servizio del re di Spagna, fu uno dei tredici cavalieri della disfida di Barletta, avvenuta nell’anno  1503,   con Ettore Fieramosca che li vide  vittoriosi sui francesi.

FRANCESCO, dottore in teologia, sindaco apostolico in Terrasanta dal 1702 al 1709, protonotario e arciprete di Borgettone nel 1702, annotato nella “Bibliotheca Sicula” del Mongitore.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al monte d’argento, al sole figurato nascente,  alias: inquartato nel primo e di quarto di verde a quattro fasce d’argento, nel secondo e nel terzo di rosso alla stella d’oro

ALBAMONTE SICILIANO

Titoli:  Conte Palatino, nobile di Capua

Dimora:  Napoli, Capua

E’ un ramo  della  precedente famiglia, si trasferì in Capua nel XVI secolo, dove venne detta “Siciliano” per le sue origini,  con GUGLIELMO uno dei tredici cavalieri della disfida di Barletta che si trasferì a Capua, il suo sepolcro e nella chiesa di Santa Caterina, un discendente CRISTOFORO sposò nel 1559 Costanza Fieramosca che gli portò in dote il feudo di Romagnano. SALVATORE, ebbe confermato da Filippo II re di Spagna, in data 20 marzo 1585, il cognome Albamonte Siciliano, l’iscrizione nella nobiltà di Capua e il blasone attuale.

GIUSEPPE nominato conte Palatino il 20 aprile 1709  con trasmissibilità maschile e femminile.

DIONISIO nell’Ordine di Malta nel 1793. Ultimo vivente, anni ‘30 circa del XX secolo, era CARLO, ammiraglio della Regia Marina italiana, al quale  vennero riconfermati i titoli nel 1911 ed iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di azzurro alla fascia d’oro, accompagnata da un’aquila bicipite di nero alla corona e da una stella  d’oro

ALBERTINI

Titoli: principi, marchesi, patrizi Napoletani

Dimora: Napoli, Palermo

Originaria di Maiorca , stabilitisi al tempo di Carlo I D’Angiò a Nola, un ramo passò in Sicilia nel XV secolo ed un altro ad Otranto. Aggregati al seggio di Portanova nel 1721 in Napoli ed iscritta nel Libro d’Oro della nobiltà Napoletana, Taranto e Palermo. Fecero parte dell’Ordine di Malta nel XVI secolo. Decorata dell’Ordine di San Gennaro. Tra i vari personaggi illustri GIROLAMO vescovo di Avellino nel 1541; CAMILLO priore di Barletta dell’Ordine di Malta nel 1643; ALBERTINO Governatore di Catanzaro. Principi di Leveranno e San Severino di Camerota nel 1627 e di Cimatile nel 1645; marchese di San Marzano nel 1612.

Con Regio Rescritto del 13 dicembre 1855 i titoli suddetti vennero confermati con l’aggiunta di Patrizi di  Napoli.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’aquila spiegata d’argento coronata d’oro, attraversata da una fascia di rosso caricata di cinque gigli d’oro

d’ALESSANDRO

Titoli:  duca di Pecolanciano, nobili dei duchi, principi di Piedimonte

Dimora: Napoli, Pescolanciano, Marigliano

Motto: “te sine quid moliar?”

Si  ritiene di origine Greca, le prime memorie certe risalgono a GUIDONE  milite Crociato nel 1187; il ramo napoletano è ora estinto (1936). Ha posseduto vari feudi tra i quali quello di Castellina con il titolo di Duca nel 1639 e di Pescolanciano anch’esso col titolo di duca nel 1658 ancora detenuto dalla famiglia. Iscritta nei Registri dei feudatari.

Tra i vari personaggi abbiamo: GIOVANBATTISTA fondatore del Monte della Misericordia di Napoli.

Ascritti all’Ordine di Malta, iscritti nel Libro d’Oro della Nobiltà italiana ed iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Un ramo della famiglia  nel XV secolo passò in Marigliano; MUZIO nel XVI secolo possedeva il feudo di Cisterna, ascritti all’Ordine di Malta.

Iscritti nel libro d’Oro della Nobiltà Italiana anno 1933 col titolo di duchi di Pescolanciano, principi di Piedimonte, con il trattamento di “Don” e Donna”.

Arma: d’oro al leone di rosso con la banda di nero caricata di tre stelle del campo

dALESSIO

Titoli: Nobili napoletani

Dimora: Cammarata, Nicosia, Napoli

Provenienti da Roma si stabilirono in Sicilia, secondo il Mugnos, con i fratelli PARTENIO  e GUIDONE.

MATTEO ottenne il feudo di Nissuria da parte del re Federico III d’Aragona; ANTONIO, dottore in legge, con privilegio del 4 novembre 1401 ottenne una salina in Marsala; FRANCESCO il feudo di Bugidiano nel 1479; NICCOLO’  tesoriere della città di Catania nel 1511; GIOVANNI  capitano di giustizia nel 1535; NICCOLO’ con il matrimonio con Garita di Mulicato incamerò in data 29 ottobre 1502 la baronia di Sisto.

GIOVANNI VINCENZO capitano di giustizia in Nicosia 1798/99; PIETRO BERNARDO ottenne il feudo di Pasquali con privilegio del 19 novembre 1771.

PASQUALE maggiore del “9° Reggimento Puglia” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nel 1860, ferito gravemente a Palermo il 27 maggio contro i garibaldini, viene decorato da re Francesco II della Croce di Diritto di San Giorgio.

Un ramo della famiglia si stabilì in Napoli, discendente dai baroni di Sisto, quali ufficiali dell’esercito. GIANDOMENICO capitano generale di artiglieria; il figlio CARLO  per il matrimonio con una nobildonna  della famiglia Bonito venne iscritta alla nobiltà di Amalfi nel 1650.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di oro a tre rose di rosso poste due a uno

ALFANO

Titoli:  nobili di Nola, baroni di Cannice

Dimora:  Napoli, Nola 

Originari di Nola ed iscritta in quella nobiltà nel 1554.

CARLO acquisì il titolo di barone di Cannice con il matrimonio con Maria Benedetta De Notaris nel 1763. Riconosciuto il casato  in tali titoli nel 1899 con l’aggiunta di nobile di Nola, solo per i maschi,  e di  Berlem estensibile ai maschi e alle femmine. VITO 1° tenente del “Reggimento Carabinieri Reali” partecipò alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie, combatté sul Volturno il 1 ottobre, preso prigioniero con il suo reparto a Caserta il giorno successivo.

Iscritta nell’Ordine di Malta anno 1791.

Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare  Italiano anno 1922. 

Arma : d’azzurro alla fascia d’argento accompagnata da tre stelle  ordinate e da un monte di tre vette tutto in oro

ALMIRANTE

Titoli: duca di Cerza Piccola

Dimora: Napoli

Per concessione del 9 settembre 1691 venne decorata del titolo di duca di Cerza Piccola; ultimo intestatario nel 1794 PAOLO e ai suoi discendenti maschi primogeniti.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: nel 1° d’oro ad una lanterna di rosso, 2° di rosso a due ancore d’oro poste in croce di Sant’Andrea.

AMARELLI

Titoli: nobili di Sicilia

Dimora:  Messina

Famiglia Calabrese, iscritta nella nobiltà di Messina nell’anno 1656. Riconfermati nel 1835 con GIUSEPPE. Riconosciuti di “antica nobiltà” dalla Regia Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie per l’ammissione nelle Regie Guardie del Corpo nel 1843.

Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’argento lampassato di rosso

AMARI

Titoli:  conte di Sant’Adriano, barone dei Salti dei Mulini

Dimora : Palermo

Originaria di Trapani, le prime memorie certe risalgono a messer  LEONARDO, gentiluomo di camera di Filippo III d’Aragona.

FILIPPO ottenne  il feudo di  Gibilvasili; NICOLO’ cavaliere dell’Ordine di San Giovanni della Spada; ANTONIO ottenne nel 1350 i feudi di Ficuzzi, Casacchio, Sullia; MICHELE maestro razionale di cappa corta del tribunale Regio Patrimoniale nel 1738,  venne poi investito del titolo di conte di Sant’Adriano il 7 maggio 1722; GIOACCHINO senatore nel 1746; MICHELE  e Bajardi  conte di Sant’Adriano, marchese di San Carlo, ministro delle finanze nel 1848,  senatore del Regno d’Italia dal 1861, consigliere della Gran Corte dei Conti, commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, pubblicò una “Storia del Vespro” e “Storia dei Mussulmani in Sicilia”.

I titoli nobiliari vennero riconfermati nel 1913 in persona di GABRIELE MARIA; GABRIELE  assunse il titolo di barone dei Salti dei Mulini di Piazza il 15 marzo 1928.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma : d’argento alla sirena al naturale, posta sopra un mare d’azzurro movente alla punta con  il capo dello stesso colore, caricato di una stella d’oro.

AMATO

Titoli :  patrizi di Amantea e nobili

Dimora:  Amantea, Napoli 

Antica famiglia di Amantea, con possedimenti di feudi e cariche civili in detta città.

 Un ramo si stabilì in Sicilia. Baroni di Rocca Guglielmina; iscritta nell’Ordine di Malta  sin dal 1551. LUIGI  decorato del titolo di barone il 25 marzo 1815, maresciallo del re Gioacchino Murat. FRANCESCO alfiere (sottotenente) del “11 Reggimento fanteria di Linea Palermo” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nel 1860, presente nei combattimenti in Siracusa, capitolò nel settembre a Napoli.

Iscritti nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Con Decreto governativo del 6 agosto 1928 riconosciuti patrizi di Amantea e nobili,  titoli  trasmissibili in linea maschile e femminile.

Arma: d’azzurro all’ippogrifo d’oro armato e lampassato di rosso, al capo d’azzurro caricato di tre stelle d’oro

D’AMBROSIO

Titoli:  nobili, principi di Marzano

Dimora:  Napoli

Con privilegio del 14 febbraio 1733 ottenne il titolo di principe, riconfermato con decretazione della Regio Camera della Sommaria il 31 marzo 1762 per il feudo di Marzano.  Tra i vari possedimenti: il feudo di Rocca Monfina in Terra di Lavoro.

GAETANO principe di Marzano ed intestatario ne 1781 nel Cedolario di Terra del Lavoro.

VINCENZO maggiore del “6° Reggimento Farnese”, partecipò alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie, distintosi nella difesa di Palermo il 27 maggio, decorato della Croce di Diritto di San Giorgio da re Francesco II, fatto prigioniero a Caserta il 2 ottobre

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma : d’azzurro ai due mezzi leoni d’oro linguati di rosso affrontanti un fascio di spighe al naturale sormontati da una stella d’oro, bordato d’argento caricata della scritta: “singula Coelo ex alto”.

D’AMELIO

Titoli :  patrizi di Bari,  Meladugno, e Binetto

Dimora :  Bari

Si ritiene sia di origine francese con il cognome  “D’Amely” italianizzato in D’Amelio.

Le prime notizie certe si hanno in Bari nel XVI secolo, aggregata al patriziato di questa città anno 1746.

Feudatari di Binetto e Meladugno. Cavalieri di giustizia dell’Ordine Costantiniano nell’anno 1792 ed in quello di Malta nell’anno 1795. Ascritta nel 1805 al registro delle Piazze Chiuse.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma : d’argento a due leoni addossati e coricati sostenenti sul dorso una torre merlata al naturale

D’AMICO

Titoli:  nobile di Messina, marchese di Calvello, nobili di Sicilia

Dimora : Messina, Milazzo, Catania

Antica famiglia nota nel XII secolo; RUGGIERO  giustiziere di Sicilia e Calabria nel 1239; NICOBERTO  cavaliere di Milazzo 1283, GIACOMO tesoriere Generale del regno di Sicilia 1453, ALFONSO  ottenne la castellania di Milazzo 1457; ANTONIO con privilegio del 5 marzo 1574 ottenne il titolo di cavaliere; VITO barone del Grano con  privilegio del 19 settembre 1651, riconfermato il 20 luglio 1652.

FRANCESCO e FILIPPO Cavalieri dell’Ordine di Malta.

ANTONIO il 7 agosto 1759,per i servigi prestati alla Corona  di Spagna, ottenne il titolo di marchese. FRANCESCO CARLO duca di Calvello con privilegio del 21 marzo 1777.

Iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Con provvedimento governativo del 1926 il casto venne iscritto al titolo di nobile di Sicilia.

Iscritti nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana anno 1933.

Arma :  d’oro, alla banda d’azzurro, sostenente uno sparviero al naturale passante sulla medesima

AMMAZZALORSA

Titoli: nobile di Monopoli

Dimora: Bisceglie

Famiglia originaria di Napoli, nell’Ordine di Malta nel 1608 nel Priorato di Barletta; riconosciuta nobile di Monopoli con D. M. del 1920. PASQUALE, nobile, decurione perpetuo della città Monopoli nel 1764; MICHELE e CARLO VITTOERIO, nobili di Monopoli, viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro all’orso rampante al naturale, con le zampe anteriori tenente una mazza nodosa di verde.

 

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