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I casati del Sud di Ciro La Rosa La Rosa
B-BI |
BACILE
di Castiglione
Titoli:
barone
di Castiglione, col predicato di Castiglione
Dimora:
Lecce,
Spongano
Originaria delle
Marche, dove ottenne il titolo di conte dall’imperatore Francesco I
d’Austria, ed inserita nell’Ordine di Malta; nel XVI secolo
PELLEGRINO portò la famiglia in terra d’Otranto e poi un Spongano;
GENNARO combattente valoroso contro i turchi nell’esercito
dell’imperatore Carlo VI, ricevendo diploma di privilegio; il casato
ottenne vari feudi, nel 1790 IPPAZIO ottenne la terra di Castiglione,
in Otranto, con Regio Assenso del 26 febbraio dello stesso anno; il
casato ammesso con disposizione Sovrana del 9 luglio ai “Reali
Baciamani” in persona di GENNARO (L’iscrizione nel Registro dei
Cavalieri ammessi ai “Reali Baciamani”, detta “Nota di Palazzo”, si
otteneva attraverso un Regio Rescritto, emesso in seguito ad un
rigoroso esame dei titoli di nobiltà che il Re di casa Borbone delle
Due Sicilie, secondo i tempi, rimetteva alla Real Camera di Santa
Chiara, poi abolita questa, al Ministero della Real Casa ed in fine
alla Real Maggiordomia Maggiore, costituendo vere sovrane
dichiarazioni di nobiltà); con D. M. del 2 aprile 1889 la
famiglia riconosciuta nobile col predicato di Castiglione, e con RR.
LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 20 maggio 1897 del titolo di
barone sul predicato.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla fascia di rosso bordata di oro e caricata da tre
bacili dello stesso. |
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BAFFA TRASCI
Titoli:
nobile
Dimora:
Santa
Sofia d’Epiro, Cosenza
Motto:
“Spera in Deo”
Famiglia di
origine greco-albanese, emigrò dalla Tessaglia nel 1393 a seguito
dell’invasione turca nel despotato dell’Epiro, da dove dovette
emigrare verso il 1473 a seguito dell’espansione dell’Impero
Ottomano e si trapiantò tra il XV e XVI secolo insieme agli altri
Arvaniti (albanesi residenti in Grecia) sulle coste dell’Italia
meridionale nel paese di Santa Sofia in provincia di Cosenza. La
famiglia si imparentò con altre nobili famiglie albanesi del luogo:
Trentacapilli di Bisignano, Marchiarò de Coronei di San Demetrio
Corone, Damis, Stratigò e De Benedictis di Lungro, Cadicamo di San
Demetrio Corone. Il casato ebbe origine con il matrimonio nel 1573
tra STEFANO Baffa (+1610), sacerdote greco uxorato (autorizzato a
coniugarsi), e THEODOLINDA MADDALENA ERINA Trasci (1555 - 1593)
ultima discendente della famiglia d’origine greca, insignita
dall’imperatore Carlo V del cavalierato di Coroneo in data 22
novembre 1533 in persona di GIORGIO Trasci e del titolo di nobili
dei despoti di Trachis, sebastocratori di Melide, gran conestabile
del Regno di Tessalonica, il cui primo capostipite SPIRIDIONE aveva
sposato una figlia naturale, poi legittimata, di Michele II Angelo
despota d’Epiro. Primo rappresentante della famiglia Baffa-Trasci fu
PIETRO ANTONIO (1573 - 1640) cui il sesto principe di Bisignano
Niccolò Bernardino concesse l’apposizione del doppio cognome;
FERRUCCIO sacerdote di rito latino, educatore di casa del barone
Falangola di Fagnano; LUCREZIA monaca clarissa ad Acri nel XVII
secolo; DIANORA poetessa; PIETRO STEFANO tra i fondatori della
chiesa di San Nicola della Grangia in Santa Sofia, distrutta in
seguito al terremoto del XVIII secolo; GIORGIO filantropo, fondatore
del primo ospizio per poveri in Santa Sofia nel XVII secolo; IGNAZIO
e MERCURIO ferventi giacobini, membri della guardia civica di Santa
Sofia che nel 1806 arrestarono il famoso capo brigante Antonio
Santoro detto “Re Coremme”; i fratelli DEMETRIO e BENEDETTO autori
con altri compaesani di una spedizione contro i briganti nelle gole
di Antrodoco nei pressidi Rieti nel 1820; GABRIELE membro della
Guardia Civica di Santa Sofia; VINCENZO e GIOVANNI parteciparono ai
moti del 1848 e alla battaglia di Campotenese; GABRIELE (1833-1907
consigliere comunale, poeta ed autore di numerosi componimenti in
lingua “arberesh” (albanese). Attuali rappresentanti della
famiglia: ATANASIO (1948) medico, DEMETRIO (1985) dottore in
giurisprudenza, GIOVANNI (1986) laureando in ingegneria gestionale.
n. d.
a :
un profondo ringraziamento va alla famiglia Baffa
Trasci per le utilissime notizie fornitemi sul casato
Arma:
d’azzurro, al basilisco di verde posto su di un aratro d’argento. |

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BAJADA
Titoli:
nobile, marchese di Napoli
Dimora:
Palermo
Famiglia nota
in Palermo dal XVI secolo, diramazione della famiglia Pugiades;
GIACOMO MARIANO giudice della corte pretoriana di Palermo
1748/9, del Tribunale del Concistoro 1753, della Gran Corte
1758/64, avvocato fiscale e maestro razionale del Tribunale del
Regio Patrimonio 1771/2, reggente della Consulta di Stato della
Sicilia e dei domini di Parma e Piacenza presso la Regia Corte
di Napoli nel 1774, presidente del Concistoro 1777 e marchese di
Napoli quale marito di Anna Caterina di Napoli; CORRADO
cavaliere dell’Ordine di Malta, consultore di Stato in Napoli,
maestro razionale onorario di cappa corta del tribunale del
Regio Patrimonio, secreto e amministratore della Regia Secrezia
e dogana di Palermo nel 1805, investito del titolo di marchese
di Napoli in data 25 settembre 1786.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al monte sormontato dal giglio d’oro e la bordura
composta d’oro e d’azzurro. |
 | BALSAMO
(1) Titoli: barone della Statera, principe di Castellaci Dimora: Messina È un ramo della famiglia Viperino che assunse il cognome di Balsamo nel XVIII secolo per adozione di GASPARE Viperino in casa del nobiluomo GIUSEPPE Balsamo. GERONIMO, cavaliere di Malta, GIOVANNI SALVO priore di Messina nel 1618; Monsignor DOMENICO arcivescovo di Monreale e fondatore dell’Albergo dei Poveri in detta città; FRANCESCO principe di Bellacera, venne commutato il titolo in quello di Castellaci il 10 aprile 1759, sindaco di Messina nel 1771 e senatore; GIUSEPPE nominato cavaliere dell’Ordine Costantiniano nell’anno 1801, principe di Castellaci, barone della Statera. La signora ANNA con regio Decreto del 21 gennaio 1879 nominata “dama di palazzo” di S. M. la regina Margherita di Savoia. Il casato è iscritto nel libro d’oro della nobiltà italiana, iscritto nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiana anno 1922. Arma: 1° semipartito oro e rosso, troncato d’azzurro all’uccello al naturale, 2° d’azzurro alla vipera d’oro. |  | |
BALSAMO
(2)
Titoli:
conte
Dimora:
Brindisi
Con Breve
Pontificio (Decreto) del 29 settembre 1877 di S. S. papa Pio X
venne concesso in persona di FEDERICO il titolo di conte, con
successione del primogenito maschile, ed autorizzato nel Regno
d’Italia con R. D. del 11 aprile 1926 e con RR. LL. PP. (Regie
Lettere Patenti) del 13 agosto stesso anno.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà italiana anno 1933, ed iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1933.
Arma:
d’azzurro alla torre d’argento, dalla cima della quale escono
tre spighe di frumento d’oro, sostenuta da due leoni d’oro
affrontanti, il tutto sulla campagna sbarrata d’azzurro e di
rosso. |
 | BALSANO Titoli: barone di Daina e Opezzinga Dimora: Palermo Si crede che discenda da CLODIO, cavaliere tedesco, stanziato in Trapani, quale milite di Enrico VI. TOMMASO ebbe la castellania di Catania, GIOVANNI ottenne quella di Lentini nel XIV secolo; portata in Palermo da VICARI ottenne l’18 novembre 1771 la cittadinanza di detta città e l’8 dicembre investito della baronia di Daina e Opezzinga. SALESIO fu sindaco di Palermo dal 1861 al 67, e commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. EMANUELE con Decreto Ministeriale del 14 aprile 1903 riconosciutogli il titolo di barone di Daina e Opezzinga. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922 Arma: di oro al monte di nero, sormontato da un cavallo di nero |  | BARONE
(1) Titoli: patrizio di Tropea Dimora: Tropea, Napoli Il Palizzolo fa risalire il casato dall’Irlanda col nome di “Byron” italianizzato in Barone; mentre il Toraldo nel suo testo “Il sedile e la Nobiltà di Tropea” fa discendere la famiglia da GERACIO, milite francese proveniente della Provenza al seguito di Carlo I d’Angiò, dal quale ricevette il feudo di La Cattiva e Livaldi in Calabria con concessione del 23 luglio 1279. Il casato si diramò in molte città del Meridione, ma il ramo principale si stabilì in Tropea nel XV secolo. ANTONELLO, difensore della città di Napoli contro gli Acerrani al tempo di Alfonso I d’Aragona; FERDINANDO che ha combattuto e perito nella battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571 contro i saraceni; ANTONIO, padre gesuita, autore di una vita di San Domenico. La famiglia ha dato vari cavalieri all’Ordine di Malta fra il XVI e XVII secolo, ultimo investito fu FRANCESCO nel 1704. Iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse di Napoli, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: di rosso con tre fasce ondulate d’oro, al capo di una fascia d’oro di due stelle del medesimo. |  | BARONE
(2) Titoli: marchesi di Livari Dimora: Nola, Napoli Antica famiglia di Nola conosciuta già dal XVI secolo. DOMENICO marchese di Livari con privilegio del 28 gennaio 1754; il casato venne iscritto nel Cedolario di Terra di Lavoro il 13 maggio 1777 ed in persona di PASQUALE con i medesimi titoli nel XIX secolo. La famiglia possedette la contea di Casoli. Iscritta nel registro dei Feudatari; iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’azzurro alla croce d’oro con 4 rose d’oro |  | BARRACCO Titoli: Patrizio di Cosenza, barone Dimora: Cosenza, Napoli Antica famiglia cosentina, originaria della Francia, feudatari di Lattarico e di Eboli. Fece parte dell’Ordine di Malta dal 1592 con MAURIZIO. BARRACCO “famigliare” di Carlo I d’Angiò; ANGELO “famigliare” di Alfonso I d’Aragona; GIOVANNI ambasciatore di re Federico alla corte di Ferdinando il Cattolico; FRANCESCO ANTONIO, padre gesuita. Con Regio Decreto del 14 luglio 1907 venne riconosciuto al casato il titolo di patrizio di Cosenza e di barone riconfermato poi con Decreto Presidenziale del 16 luglio 1927. Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: troncato al 1° d’azzurro al tronco d’albero e due stelle d’oro, al 2° d’oro al corno di caccia nero. |  | BARRILE o BARILE Titoli: barone di Turolifi e San Leonardo Dimora: Napoli, Caltanisetta Originaria della città di Napoli dove possedettero vari feudi nel circondario, con i titoli di baroni di Santangelo e duchi di Caivano. Nobili in Palermo, Messina, Caltanissetta. GIUSEPPE con privilegio del 4 febbraio e del 7 maggio 1643 nominato marchese di Caggi e Mongiuffi; GIOVANNI barone di Turolifi con nomina del 4 maggio 1790; stesso titolo PAOLO con riconferma del 15 settembre 1801; GIOVANNI CALOGERO
cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1846;
NICOLA capitano
del “2° Reggimento Dragoni” (cavalleria pesante) partecipò alla difesa
del Regno delle Due Sicilie nel 1860, presente alla battaglia di Caiazzo e del
Volturno. Con Decreto Presidenziale del 30 giugno 1927 vennero confermati i titoli di baroni di Turolifi e San Leonardo. Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: troncato d’azzurro al grifo d’oro con labello di rosso, al secondo d’oro a tre monti di verde sormontato da una rosa rossa. |  | |
BARTOLI
di Carrara
Titoli:
duca di Castelpoto, col predicato di Carrara
Dimora:
Napoli
Antica famiglia
di Vituliano, si trasferì a Benevento , dove nel 1695 ottenne
onori e l’iscrizione al quel patriziato. Ottenne il possesso
delle terre di Castelpoto nel 1693, di Carrara nel 1730,
decorato del titolo di duca su Castelpoto nel 1718. DOMENICO
ultimo intestatario iscritto nei Cedolari del Principato Ultra;
eredi GENNARO, OTTAVIO ufficiale del Regio Esercito, viventi
nella prima metà del XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
innestato merlato in banda di sei pezzi, il primo d’oro ad una
stella di rosso, il secondo di rosso ad una stella d’oro. |
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BASSANO
Titoli:
marchese di Tufillo
Dimora:
Napoli
Originaria
dell’Abruzzo, decorata del titolo di marchese nel 1648 che venne
in seguito posto sul feudo di Tufillo in Abruzzo in possesso
della famiglia dal 1719; il casato ricevuto per “giustizia”
nell’Ordine Costantiniano nel 1770; dichiarato ammissibile per
“antica nobiltà” nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo”
; riconosciuto col titolo di marchese CARMELO con Regio
Rescritto del 1 ottobre 1851; GIUSEPPE vivente nella prima metà
del XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla testa di carnagione cinta da turbante cimato da
un crescente d’argento. |
 | BATTAGLIA Titoli: barone di Nicolosi Dimora: Palermo, Mezzoiuso, Ragusa Nota in Sicilia di antica nobiltà nel XV secolo. VINCENZO coadiutore protonotaro di Palermo nel XVI secolo; BERNARDO vicario generale e Maestro di Cappella nel palazzo reale di Palermo; GRANDONIO barone di Torrevecchia e San Silvestro, proconsole di Ragusa 1726/34; GIUSEPPE giudice della Corte Pretoriana di Palermo dal 1708 al 1716, giudice del Tribunale del concistoro nel 1719; BARTOLOMEO giudice del concistoro nel 1793; IGNAZIO con privilegio del 2 luglio 1806 ottenne il feudo di Nicolosi e il titolo relativo di barone. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922 Arma: di rosso al braccio destro armato al naturale impugnante una bandiera d’argento astata d’oro |  | |
BAVASTRELLI
Titoli:
marchese
Dimora:
Messina
Passata da Genova
in Messina nel XVIII secolo; GIUSEPPE senatore di Messina nel 1758,
governatore nobile della Tavola Pecuniaria (Banca Centrale) nel
1760/1, annotato nel ruolo dei donativi del 1766 col titolo di
marchese. GIOVAN AMBROGIO, marchese, vivente nella prima metà del XX
secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922
Arma:
d’azzurro alla fascia d’oro, accompagnata da tre stelle dello
stesso, sormontate da un pino al naturale sulla fascia. |
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BELLAROTO
o BALLAROTO
Titoli:
barone di Castelluzzo, barone di Campoallegro
Dimora:
Partinico, Palermo
PIETRO giudice
della corte pretoriana di Palermo 1731, del tribunale del
Concistoro 1743, della gran corte civile 1747; BENEDETTO per
acquisizione matrimoniale con Caterina Sciammacca, ottenne il
titolo di barone di Castelluzzo nel 1769, e nonostante fosse
stato venduto alla famiglia Lucchesi Palli nel 1769, venne
riconosciuto con D. M. del 2 giugno 1898 a PIETRO, il quale
ottenne con lo stesso Decreto il titolo di barone di
Campoallegro; titoli riconosciuti a FERDINANDO e GIROLAMO nella
prima metà del XX secolo.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al sole d’oro. |
 | BELLUCCI Titoli: nobile di Ciolla Dimora: Napoli, Melissano Famiglia originaria delle Calabrie. DOMENICO investito del feudo nobile di Ciolla in data 10 gennaio 1552. Con l’abolizione della feudalità il feudo apparteneva al nobile MICHELE. Il casato venne dichiarato ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo del Regno delle Due Sicilie dalla Commissione dei Titoli di Nobiltà in data 3 maggio 1845. Inserito, il casato, nell’ Ordine Costantiniano. PASQUALE, nato a Melissano, ufficiale delle Regie Guardie del Corpo, decorato per le campagne di guerra sul Garigliano e Gaeta anni 1860/61 quale difensore del Regno delle Due Sicilie nel 1° Granatieri della Guardia Reale. Iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’azzurro all’Elefante sormontato da una ruota con tre stelle 2 a 1 il tutto d’argento. |  | |
DE
BELLIS
Titoli:
barone
di Malaspina
Dimora:
Napoli,
Cervinara, Avellino
Famiglia originaria
di Cervinara, riconosciuta del titolo di barone di Malaspina in
persona di BERNARDO con Decreto del Capo di Governo del 31 gennaio
1929; INNOCENZO, ufficiale del Regio Esercito, decorato della
medaglia commemorativa guerra 1915/18, dottore in legge, vivente
nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana e iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1933.
Arma:
d’azzurro al leone d’oro, rivolto e posto a destra, affrontato ad
una vipera al naturale, ondeggiante in palo, col sole d’oro al capo. |
 | BELTRANI Titoli: patrizio di Salerno e Trani Dimora: Napoli, Salerno, Trani Il casato è di origine spagnola, nobili nel XV secolo, un ramo della famiglia, con regio decreto, venne investito del titolo di conte di Mesagne. Aggregata alla nobiltà di Salerno al seggio di Portanova nell’anno 1791, in quella di Trani al seggio di San Marco nell’anno 1799. Inserita nell’Ordine di Malta. Ascritta nel Registro delle Piazze Chiuse anno 1801. GIOVANNI BATTISTA titolato di patrizio di Salerno e Trani con trasmissibilità in linea maschile. Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922 Arma: d’azzurro allo scaglione d’oro con un sole dello stesso alla punta. |  |
BENEVENTANO
(del Bosco e della Corte) Titoli : barone del Bosco, barone della Corte Dimora: Napoli, Catania, Palermo. Nota già nel XIV secolo in Lentini, Siracusa, Modica. VINCENZO barone del Bosco nominato proconservatore di Lentini nel 1620; GIUSEPPE con regio decreto del 30 aprile 1652 ebbe il titolo di barone della Corte; VINCENZO nominato con privilegio del 12 febbraio 1729 barone del Bosco di Schifano, con Regio Decreto del 20 aprile 1736 e del 30 marzo 1746 ottenne i feudi di Monteclimato, Didini, Frescura, Belfronte, Casalgerardo, Moriella; FRANCESCO PAOLO possedette il feudo di Montone con privilegio del 22 agosto 1788; FRANCESCO MARIA barone del Bosco con Regio Decreto del 10 luglio 1799, capitano di giustizia in Siracusa nell’anno 1808. FERDINANDO, figlio del barone Aloisio ramo del Bosco e Marianna Roscio, Generale di Brigata dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie, del quale fu difensore estremo nella campagna 1860/61 contro l’invasione del Regno delle Due Sicilie da parte dei piemontesi del Regno di Sardegna. Il casato è diviso nei rami dei Beneventano del Bosco e Beneventano della Corte. Il ramo della Corte con Regio Decreto del 16 agosto 1900 e del 29 settembre stesso anno ottenne la riconferma del titolo. Il ramo del Bosco con Regio Decreto del 10 agosto 1906 ottenne anch’esso la riconferma del titolo. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’oro ai tre monti di verde, con un leone ed un orso affrontanti di rosso |  | |
BENTIVEGNA
Titoli:
marchese di Ganzeria
Dimora:
Palermo
Antica e nobile
famiglia di Corleone nota dal XV secolo, possedette i feudi di
Celso e Marosella; FRANCESCO deputato al Parlamento Siciliano
nel 1848, capo di diversi movimenti rivoluzionari, fu vittima
della repressione governativa nel dicembre del 1856; il titolo
di marchese di Ganzeria proveniente dalla famiglia Guccia in
virtù delle RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 26 luglio
1929 venne autorizzato in persona di FRANCESCO.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1933.
Arma:
troncato:
1° d’azzurro al triangolo equilatero sormontato da due stelle il
tutto d’argento; nel 2° mareggiato d’azzurro e d’argento di due
pesci d’argento nuotanti uno sopra l’altro. |
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BENZO
Titoli:
duca della Verdura, nobile dei duchi
Dimora:
Palermo, Sciacca
Originaria di
Genova, portata in Palermo da STEFANO senatore in Palermo,
barone di Santo Stefano con privilegio del 13 maggio 1652 e
marchese di Alimena, titoli che la figlia Dorotea portò in casa
del Bosco per acquisizione matrimoniale; GIULIO senatore di
Palermo dal 1708 al 1746, per “maritali nomine” da
Eleonora Landolina Leofante acquisì i titoli di barone e duca
della Verdura, ultimo investito GIULIO in data 26 luglio 1808;
FRANCESCO duca e barone della Verdura, pretore della città di
Palermo 1849, intendente dal 1850 al 1858, gentiluomo di camera
di re Ferdinando II di Borbone; GIULIO pretore di Palermo nel
1860, sindaco per molte volte di detta città, senatore del Regno
d’Italia.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a tre conchiglie d’oro, poste due a uno - alias
d’argento al capo di rosso, caricato da tre conchiglie d’oro
ordinate in fascia. |

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BERLINGIERI
di Valle
Perrotta
Titoli:
marchese, nobile di Cotrone, col predicato
dei marchesi di Valle Perrotta
Dimora:
Cotrone, Napoli, Roma
Antica famiglia
di Cotrone iscritta da antico tempo al suo patriziato nel
seggio di San Dionigi.
BERTERAYMO, per
gli alti servigi resi a re Carlo I, ammesso nel possesso della
baronia di Torre Montanari e di Palena in Calabria; ANSELMO
storico della città di Cotrone; CARLO e SCIPIONE nobili nel
seggio di San Dionigi nel 1647 e 1663; CARLO capitano di truppe
equestri; GIULIO giureconsulto in Napoli; CARLO arcivescovo di
San Severino nel 1678, esperto di diritto civile e canonico; nel
1740 la famiglia venne decorata del titolo di marchese sulla
terra di Val Perotta, che passò in seguito ad altra famiglia,
nuovamente decorata del titolo di marchese il 6 marzo 1910 in
persona di ANNIBALE deputato al parlamento Nazionale, cavaliere
d’onore e devozione S. M. O. di Malta, grande Ufficiale
dell’Ordine della Corona d’Italia, commendatore dell’Ordine
Mauriziano; ANSELMO decorato del titolo di nobile di Cotrone per
riconoscimento del 1908 e del predicato dei marchesi di Perrotta;
ARTURO cavaliere “d’onore e devozione” del S. M. O. di Malta,
cavaliere dell’Ordine Mauriziano, commendatore dell’Ordine della
Corona d’Italia, cavaliere dell’Ordine Teutonico, maggiore di
complemento del Regio Esercito, medaglia commemorativa della 1^
guerra mondiale, vivente nella prima metà del XX secolo. Nella
città di Napoli esiste tutt’ora, secolo XXI, un rione, con il
toponimo del casato, sorto sull’antico territorio di loro
proprietà.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento
a tre bande scaccate d’argento e rosso, accompagnate in capo da
un lambello a tre pendenti del medesimo. |


clicca sull'immagine per ingrandire | BERTONETitoli: barone di Giandilardi, nobile dei baroni Dimora: Vittoria Nobili nel XVI secolo in Vizzini. PAOLO GIOVANNI con privilegio del 19 giugno 1670 venne nominato barone di San Leonardo; il barone FILIPPO ebbe l’incarico di Capitano di Giustizia dal 1754/55; GIUSEPPE stessa carica dal 1807/8.
GIUSEPPE 2° tenente del “4° Battaglione Cacciatori”, partecipò alla
difesa del Regno delle Due Sicilie nel 1860, presente alla battaglia del
Volturno il 1° ottobre, alla difesa di Gaeta capitolando il 14 febbraio
1861 Con Decreto Ministeriale del 20 marzo 1901 venne riconfermato il titolo di barone di Giandilardi, con Decreto Ministeriale del 1903 venne riconfermato anche il titolo di nobile dei baroni. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’argento, filettato di rosso, 1° mare d’azzurro alla barca con due vele al naturale, 2° al cappello sormontato da tre stelle di rosso. |  | BIANCHITitoli: patrizio di Trani e di Donnasibillina Dimora: Trani Motto: “post fata resurgo” Antica famiglia risalente al XIV secolo, possedette il feudo di Donnasibillina nel 1618, venne aggregata al patriziato di Trani il 5 ottobre 1751. Ammessa nelle Regie Guardie del Corpo in base alla Commissione per i titoli di Nobiltà del regno delle Due Sicilie riconoscendola di”nobiltà generosa” in persona di GIACOMO; RAFFAELE alfiere del “12° Reggimento di linea Messina” ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie contro l’invasione piemontese. Ascritta al registro delle Piazze Chiuse di Trani. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’azzurro, al sole d’oro nel cantone, alla colomba al naturale svolazzante sulle onde del mare dalle quali sorge una antenna di nave affondata. |  |
BISOGNITitoli: marchese, nobile dei marchesi Dimora: Napoli Originari di Brescia con ORAZIO, sopracomito (ufficiale di marina) dell’Armata Veneta, morto in uno scontro contro i Turchi nel 1570; GIOVANNI, condottiero nell’esercito di Carlo V, si trasferì in Calabria nel XVI secolo nella città di Monteleone, dove ottenne, per speciali meriti, di essere inserito nella Mastra Nobile di dette città. Con RR. LL. PP. (Regie lettere patenti) del 4 novembre 1737 GREGORIO, caporuota della Real Camera di Santa Chiara, ricevette il titolo di marchese, riconfermato con Regio Decreto del 15 settembre 1841 in persona di ONOFRIO segretario della Consulta Araldica del Regno delle Due Sicilie. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. Arma: troncato. 1° d’azzurro alla spada d’argento, due monti e colombe dello stesso, 2° fasciato di rosso e oro. |
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