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I casati del Sud di Ciro La Rosa La Rosa
BL-BU |
BLANCO
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Di antica nobiltà
spagnola, diramatasi nel napoletano, occupando i più alti uffici,
venne riconosciuta nobile con diploma del 2 febbraio 1656; aggregata
al patriziato di Napoli nei seggi di Porto e Portanova, decorata il
13 dicembre del 1632 del titolo di marchese di San Giovanni di
Censito, passato per successione femminile a casa de Cillis. Hanno
partecipato alla difesa del Regno delle Due sicilie dall’invasione
piemontese nella campagna del 1860/61 i seguenti personaggi del
casato: ACHILLE, proveniente dalla Scuola Militare della
Nunziatella, primo tenente della “10^ Direzione del Real Genio
Militare” in Napoli; DOMENICO capitano del “1° Reggimento Ussari
della Guardia Reale”; EMANUELE (1816) capitano di seconda classe del
“Corpo della Real Artiglieria”; EMANUELE (1836) alfiere
(sottotenente) del “9° Reggimento Fanteria di Linea Puglia”;
FORTUNATO primo tenente del “4° Reggimento Fanteria di Linea
Principessa”.
Ricevuta per
“giustizia” nell’Ordine di Malta sin dal 1611, ed iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Napoletana.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a nove stelle d’oro disposte in file da tre. |
 | DE BLASIOTitoli: barone di Palizzi. Dimora: Roma, Reggio Calabria Originaria di Reggio Calabria ed iscritta nella mastra nobile di detta città. ALFONSO principe dell’accademia letteraria dei “Ravvivati”;GABRIELE, consigliere di re Ferdinando il Cattolico, capitano nell’esercito di Filippo III di Spagna. La famiglia ebbe fino all’abolizione della feudalità la baronia di Palizzi in Calabria. CARLO, barone di Palizzi, “pari” del Regno durante il periodo costituzionale del 1848, ed intendente in Calabria; FRANCESCO, figlio del precedente, 2° Capitano d’Artiglieria della “6a Divisione Vial” dell’Esercito delle Due Sicilie prese parte alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno contro l’invasione piemontese e decorato della Croce di Diritto dell’Ordine di San Giorgio; TIBERIO LUIGI deputato al parlamento nazionale del Regno d’Italia; VINCENZO ufficiale dei Granatieri ha partecipato alla guerra d’indipendenza del 1866. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922, con Regio Decreto del 30 settembre 1926 venne dichiarato trasmissibile in linea di primogenitura il titolo di barone. Arma :D’azzurro al libro aperto incorniciato d’oro, sormontato da una cometa d’oro. |  | DI BLASITitoli: marchese di Camporeale, barone di Salina Dimora: Messina, Castelvetrano, Palermo Originaria di Benevento, passata in Sicilia al tempo di Carlo d’Angiò, si stanziò nelle città di Salemi, Castelvetrano, Palermo, Messina. PIETRO giudice della corte pretoriana in Palermo nell’anno 1608, avvocato consultore del tribunale della Santa Inquisizione, giudice del tribunale del Concistorio e della Gran Corte Civile e Criminale, barone di Diesi e di Sparancia anno 1634; GIUSEPPE acquistò nel 1687 la salina di Perollo col titolo di barone con investitura dell’11 aprile 1688; SCIPIONE senatore in Palermo anni 1712/13, 1724/25; VINCENZO governatore del Monte di Pietà di Palermo anno 1747, senatore e sindaco di Palermo anni 1752/55; GABRIELE MARIA abate e Arcivescovo di Messina anno 1764; GIOVANNI EVANGELISTA abate, secolo XVIII, storiografo del Regno di Sicilia autore di “Storia di Sicilia”, “Storia dei Vicerè”; FRANCESCO giurato in Salemi anni 1798/99, 1812/13; ANTONINO stessa carica anni 1799/1800; GIOVANNI giudice della Corte Pretoriana, avvocato fiscale e maestro razionale del Regio Tribunale del Patrimonio anno 1797/1803, ottenne l’investitura del titolo di marchese di Camporeale; GIUSEPPE, cavaliere costantiniano, con privilegio del 18 novembre 1810 venne riconfermato lo stesso titolo. Con Regio Rescritto del 27 settembre 1843 venne riconosciuto il titolo di marchese di Camporeale in persona del retroammiraglio della Marina delle Due Sicilie cavalier GIUSEPPE. Riconfermati con Decreto Ministeriale del 10 ottobre 1899 i titoli di barone di Salina e di marchese di Camporeale. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’azzurro all’albero d’oro, terrazzato di verde, leone rampante a sinistra sormontato da una cometa d’argento; alias: d’azzurro alla fascia d’oro, accompagnata al capo da una cometa d’oro, in punta da una stella dello stesso. |  | BLUNDOTitoli: barone di Giubino Dimora: Palermo Si ritiene che provenga dall’isola di Malta. Il primo a recarsi in Sicilia fu STEFANO, notaio e scrittore di re Ferdinando d’Aragona, concessionario del feudo di Imbaccari nell’anno 1415. FRANCESCO con privilegio del 31 dicembre 1608 e con riconferma del 1613 ottenne il titolo trasmissibile agli eredi maschi di “Regio Cavaliere”; VINCENZO acquistò il feudo di Giubino nel 1687; GIUSEPPE, regio cavaliere, barone di Giubino nel 1769; stessi titoli VINCENZO nell’anno 1789. Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. Arma: d’azzurro al ponte d’argento, posto sopra onde marine, sostenente due donne strette per le mani al naturale. |  | |
BONA
Titoli:
barone
di Realmaimone (Racalmaimone)
Dimora:
Caltabellotta, Palermo
ANTONINO giudice
della corte capitaniale di Palermo 1574/5; GASPARE giudice della
Gran Corte del Regno 1609/11; FILIPPO il 10 ottobre 1649 ottenne il
feudo di Racalmaimone; FILIPPO titolo di barone di Giardinello in
data 31 gennaio 1775.
Il titolo di barone
di Realmaimone venne riconosciuto in persona di GIUSEPPE EMANUELE
con D. M. del 12 aprile 1901.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento
al tronco d’albero reciso con un solo ramo fogliato uscente a
sinistra, il tronco sostenuto da un uccello rivoltato, il tutto al
naturale. |
 | BONAJUTOTitoli: nobile di Sicilia Dimora: Catania, Palermo Originaria della Toscana si vuole della città di Firenze, nobili in Siracusa, Catania, Palermo. BARTOLO, notaio, proprietario del feudo di Cavalera ebbe riconfermata la proprietà con privilegio del 27 agosto 1428; ANTONIO investito del feudo di Oximo il 13 novembre 1438, con privilegio del 9 aprile 1524 ottenne il titolo di “Regio Cavaliere”; GASPARE senatore in Palermo negli anni 1589/90; GIROLAMO, barone della Cavalera, senatore in Siracusa negli anni 1603/4; FRANCESCO capitano di Giustizia di Catania dal 1696 al ’98; FERDINANDO barone della SS. Annunziata con privilegio del 20 settembre 1703. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922. Arma: d’oro a tre cipressi di verde alla campagna dello stesso, sinistrato di mezzo al leone rampante al naturale. |  | |
BONANNI
e
BONANNI
di
Ocre
Titoli:
patrizio
dell’Aquila, barone di Ocre, nobili dei baroni di Ocre
Dimora:
Napoli,
L’Aquila
Antica famiglia
della città dell’Aquila, originaria di Pisa, diramazione della
famiglia Bonanno di Linguaglossa in Sicilia, avendo anche la stessa
arma gentilizia; CESIDIO (1793 – 1865) consultore di Stato, e
ministro di Grazia e Giustizia del Regno delle Due Sicilie, ottenne,
con R. D. del 11 novembre 1858 dal re Ferdinando II, il titolo
trasmissibile di barone di Ocre; LUIGI primo tenente della
“Gendarmeria Reale a Piedi” partecipò alla difesa del regno
dall’invasione piemontese nel 1860, presente alla battaglia di
Macerone contro l’avanguardia delle truppe savoiarde; CESIDIO nipote
del precedente patrizio dell’Aquila e barone di Ocre, il ramo
secondogenito rappresentato da FRANCESCO patrizio dell’Aquila e
nobile dei baroni di Ocre, viventi nella prima metà del XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro al
gatto passante di nero. |
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BONAZZI
di San Nicandro
Titoli:
barone, patrizio di Bari, nobile di Bergamo, col
predicato di San Nicandro
Dimora:
Napoli, Benevento, Parma
Originaria di
Bergamo, ed aggregata al suo patriziato dal 1450; ricevuta
nell’Ordine di Malta dal 1711; si diramò in Bari dal XVI secolo,
il casato ottenne nel 1623 il grado di “cavaliere aurato”
(Ordine del Cingolo Militare) e l’annesso titolo di conte
Palatino, l’aggregazione a quella nobiltà nel 1749, l’iscrizione
al Registro delle Piazze Chiuse del Regno nel 1806; succeduta
nel 1818 alla famiglia Piccolo o Pizzoli sulla terra di San
Nicandro (Foggia); con R. D. del 13 dicembre 1881 riconosciuta
nei titoli di patrizio di Bari, nobile col predicato di San
Nicandro, nobile di Bergamo e con R. D. del 5 luglio 1882
riconosciuta del titolo di barone; FRANCESCO autori di saggi
storici di araldica, decorato del titolo di conte “ad
personam” con concessione sovrana del 13 gennaio 1892.
POMPEO, barone, vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartato: 1° e 4° d’oro al giglio di giardino tagliato di
verde fiorito al naturale (Bonazzi) 2° e 3° d’azzurro alla
fenice sulla sua immortalità fissante un sole d’oro a destra. |
 | BONELLITitoli: marchese Dimora: Napoli, Barletta Antichissima famiglia di Barletta, ricordata in un diploma degli imperatori Basilio e Costantino conservato nella chiesa di Santa Maria di Nazareth in detta città. ANDREA uno dei maggiori giureconsulti del XIII secolo; il casato fece parte dell’Ordine di Malta dal 1655 al 1839, dichiarato ammissibile nelle Reali Guardie del Corpo dalla Real Commissione dei titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie, investita del titolo di marchese con concessione sovrana del re Ferdinando II di Borbone in data 30 settembre 1846, titolo riconfermato con Regio Rescritto del 30 ottobre 1854; FRANCESCO comandante “3° Reggimento Cacciatori della Guardia Reale” dell’Esercito delle Due Sicilie, promosso generale il 19 aprile 1860 combatté sul Volturno contro i garibaldini per la difesa del Regno; RAFFAELE senatore del Regno d’Italia. Un ramo della famiglia venne autorizzato a premettere al proprio cognome quello estinto dei De Baumont di Taranto. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. Arma: bandato e ondato d’argento e d’azzurro. |  |
BONFIGLIO
Titoli:
barone di Carmito, nobile dei baroni
Dimora:
Lentini, Messina
Di origine germanica, nobile in Sicilia nella città di Catania, Caltagirone,
Messina, Palermo e Lentini.
ROBERTO, milite e regio tesoriere, ottenne con privilegio del 13 giugno 1376
la concessione della gabella delle acque di Lentini; GERARDO da Messina
capitano di giustizia in Polizzi 1403, stessa carica in Caltagirone nel
1400/1; NICCOLO’ senatore in Messina dal 1413 al 1423 ed ottenne il 2
maggio 1418 la baronia di Carpito; FILIPPO barone di Callari nel 1421;
GIOVANNI con privilegio del 25 settembre 1423 e del 1430 ottenne il feudo di
Trisina e Cudrò il quale divenne principato con privilegio del 17 aprile,
con riconferma del 21 agosto 1630 in persona di FRANCESCO; PAOLO principe di
Cudrò con privilegio del 17 febbraio 1677 maestro razionale di cappa e spada
presso il Tribunale Regio del Patrimonio; ANTONIO capitano di giustizia in
Lentini nel 1782/83 e 1802/3; FRANCESCO barone di Carpito con privilegio
del 23 dicembre 1790.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
spaccato d’argento e di nero al leone bicolore. |
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BONSIGNORE
Titoli:
barone, conte di Valle Giunchi
Dimora :
Patti, Leonforte
Nota già nel XV secolo in Patti, GIOVANNI nominato il 1 ottobre 1403
“domestico e famigliare” di casa reale d’Aragona. FELICE barone di
Trabonello con privilegio del 20 ottobre 1726; GIROLAMO nominato barone
di San Giuseppe il 23 novembre 1726; GIUSEPPE con nomina del 11 aprile
1789 ebbe il titolo d barone di San Giovanni, giurato in Patti e
tesoriere negli anni 1798/1800; SALVATORE con privilegio del 10
gennaio 1805 nominato conte di Valle dei Giunchi.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone fasciato di rosso e d’argento coronato dello stesso. |
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BOVIO
Titoli:
nobili di Bitonto, nobili dei baroni
Dimora:
Bitonto
Originari di Ravello passata in Bitonto con SERGIO, aggregata alla
nobiltà di Bitonto già dal XV secolo. La famiglia per i servigi resi a
casa d’Angiò ottenne di aggiungere una “K” con corona d’oro allo
stemma. Iscritta nell’Ordine di Malta negli anni 1619, 1663, 1745, nel
1774 in persona di SERGIO e NICOLA. GIOVANNI BATTISTA con Regio
Decreto del 1891 ottenne il titolo di nobile dei baroni.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922
Arma: di verde al bue passante sormontato da una K con corona
reale e con la bordatura d'argento. |
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BRAYDA o
BRAIDA
Titoli:
patrizio di
Giovinazzo
Dimora:
Napoli, Giovinazzo
Antica famiglia
originaria della Francia, venuta nel napoletano quali cavalieri al
servizio degli Angioini; GIOVANNI giustiziere in Basilicata nel 1279;
CARLO giustiziere in Capitanata
(odierna provincia di
Foggia) nel 1290; decorata di vari titoli nobiliari, tra cui il titolo
di marchese di Rampolla in persona di ETTORE, mutato poi in quello di
marchese di Soleto, su concessione di re Filippo IV in data 29 maggio
1613; nobile in Barletta e in Giovinazzo. Con deliberazione del 13
febbraio 1858 fu dichiarata ammissibile nella “Compagnia delle Regie
Guardie del Corpo” dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie.
Iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a tre
caprioli d’argento. |
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BRUNO
Titoli:
barone di Belmonte
Dimora:
Catania
Godette nobiltà in Catania e Spaccaforno, iscritta nella Mastra Nobile
di Catania nel XVI secolo, possedette il feudo di Canetili. VINCENZO il
23 marzo 1805 venne nominato barone di Belmonte, ANTONINO stesso
titolo; RAFFAELE, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella,
1° tenente del “1° Granatieri della Guardia Reale” partecipò alla difesa
del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del
1860.
Con Decreto Presidenziale del 19 aprile 1927 il titolo di barone venne
riconfermato nella persona di CESARE.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
1° d’argento alla traversa di rosso, accompagnata da due teste di donna
al naturale, 2° d’argento al leone al naturale, scaccato d’argento e
nero |
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BUGLIO
Titoli:
marchese di Bifora
Dimora:
Catania
Famiglia siciliana già nota nel XIV secolo.
OTTAVIO senatore in Catania dal 1623 al 1646; GIROLAMO senatore in
Palermo dal 1639 al 1659; MARIO, già barone di Burgio e Favarotta,
ottenne con privilegio dell’11 aprile e del 24 ottobre 1658 il
titolo di marchese di Bifora; MARIO, per eredità materna, ottenne il
titolo di principe di Alcara (Lercara), barone di Murgo e Arbiato,
con privilegio del 1708 e del 1709, ottenne il titolo di principe di
Casalmonaco e duca di Lercara; CARLO ONOFRIO, giudice della Gran
Corte Civile del Regno dal 1713 al 1715 del tribunale di Messina,
maestro razionale del tribunale del Regio Patrimonio, con privilegio
del 1738 legalizzato nel 1751 ricevette il titolo di marchese,
riconfermato al figlio FRANCESCO con investitura del 6 agosto 1762.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare del 1922.
Arma:
fasciato d’azzurro, caricato del pesce buglio dello stesso nel mare
fluttuante di nero. |
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BUONGIOVANNI
Titoli:
patrizio di Tropea
Dimora:
Tropea
Proveniente dalla città di Maida in Calabria, si trasferì in Tropea
nel XVI secolo ed aggregata a quella nobiltà.
QUINZIO, dottore in medicina all’Università di Napoli, fu medico
personale del papa Gregorio XIII; FRANCESCO, astronomo ed autore di
libri in materia, vissuto nella prima metà del XVIII secolo.
Iscritta nel Registro delle Porte Chiuse, iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al serpente d’oro attorcigliato ad una incudine, con una
mazza e martello in oro levati in atto di percuoterlo |
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BUONOCORE
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Già nota in Napoli nel XIV secolo. FRANCESCO, generale Maestro di
Campo, morto nell’assedio di Valmomtone nel 1557; ammessa nel 1763
nei Reggimenti Nazionali, dove occorreva il requisito di “nobiltà
generosa”. Riconosciuta di “antica nobiltà”, nell’ammissione nelle
Guardie del Corpo dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie, dalla
Real Commissione dei titoli di Nobiltà nell’anno 1847 in persona di
GIUSEPPE, il quale in qualità di 1° tenente del “11° Reggimento
Fanteria di Linea” partecipò alla prima fase della difesa del Regno
delle Due Sicilie in Sicilia contro i garibaldini nel 1860, il
reggimento venne sciolto a Napoli nel settembre dello stesso anno.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922
Arma :
d’azzurro ai tre monti di verde, con due leoni affrontanti e tenenti
un cuore di rosso. |
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BURGIO
Titoli
: duca di Vallefiorita, principe d’Aragona, conti palatini, barone
delle Gazzere
Dimora:
Palermo, Mazzara
Motto :
“ non sine certamine”
Famiglia antichissima, le prime memorie risalgono al XII secolo.
Appartiene a questa famiglia San Nicasio martire. Il casato diede
molti cavalieri all’Ordine di Malta. GUGLIELMO creato conte palatino
dall’imperatore Federico II di Svevia nel 1239. GIOVANNI arcivescovo
di Palermo ed ambasciatore del parlamento Siciliano presso la corte
di re Giovanni; NICOLO’ nominato duca di Villafiorita da Filippo V
nel 1712; GIUSEPPE nominato capitano di giustizia in Palermo
nell’anno 1812 e pretore della città nell’anno 1818. LUIGI duca di
Villafiorita e principe d’Aragona e Comiso, fondatore di un
orfanotrofio; FRANCESCO fu uno dei capi della rivolta nel 1848.
Il casato è diviso nei rami:
duchi di Villafiorita, principi d’Aragona titoli riconosciuti con
Decreto Ministeriale del 22 giugno 1908;
conti palatini e baroni di Gazzere con Decreto Ministeriale dell’1
maggio 1925.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro allo scaglione d’oro accompagnato da tre stelle dello
stesso. |
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