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I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

 D  

 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

 N 

 O

 P-PA  PE-PI  PL-PU

 Q

R-RI  RO-RU

S-SA  SC-SI  SL-SY

T-TE  TI-TU

 U

 V-VE  VI-VU  W-X-Y-Z

B-BI

BACILE di Castiglione

Titoli: barone di Castiglione, col predicato di Castiglione

Dimora: Lecce, Spongano

Originaria delle Marche, dove ottenne il titolo di conte dall’imperatore Francesco I d’Austria, ed inserita nell’Ordine di Malta; nel XVI secolo PELLEGRINO portò la famiglia in terra d’Otranto e poi un Spongano; GENNARO combattente valoroso contro i turchi nell’esercito dell’imperatore Carlo VI, ricevendo diploma di privilegio; il casato ottenne vari feudi, nel 1790 IPPAZIO ottenne la terra di Castiglione, in Otranto, con Regio Assenso del 26 febbraio dello stesso anno; il casato ammesso con disposizione Sovrana del 9 luglio ai “Reali Baciamani” in persona di GENNARO (L’iscrizione nel Registro dei Cavalieri ammessi ai “Reali Baciamani”, detta “Nota di Palazzo”, si otteneva attraverso un Regio Rescritto, emesso in seguito ad un rigoroso esame dei titoli di nobiltà che il Re di casa Borbone delle Due Sicilie, secondo i tempi, rimetteva alla Real Camera di Santa Chiara, poi abolita questa, al Ministero della Real Casa ed in fine alla Real Maggiordomia Maggiore, costituendo vere sovrane dichiarazioni di nobiltà); con D. M. del 2 aprile 1889 la famiglia riconosciuta nobile col predicato di Castiglione, e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 20 maggio 1897 del titolo di barone sul predicato.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia di rosso bordata di oro e caricata da tre bacili dello stesso.

BAFFA TRASCI

Vedi rubrica "Le Famiglie Greco-Albanesi del Sud Italia"

 

BAJADA

Titoli: nobile, marchese di Napoli

Dimora: Palermo

Famiglia nota in Palermo dal XVI secolo, diramazione della famiglia Pugiades; GIACOMO MARIANO giudice della corte pretoriana di Palermo 1748/9, del Tribunale del Concistoro 1753, della Gran Corte 1758/64, avvocato fiscale e maestro razionale del Tribunale del Regio Patrimonio 1771/2, reggente della Consulta di Stato della Sicilia e dei domini di Parma e Piacenza presso la Regia Corte di Napoli nel 1774, presidente del Concistoro 1777 e marchese di Napoli quale marito di Anna Caterina di Napoli; CORRADO cavaliere dell’Ordine di Malta, consultore di Stato in Napoli, maestro razionale onorario di cappa corta del tribunale del Regio Patrimonio, secreto e amministratore della Regia Secrezia e dogana di Palermo nel 1805, investito del titolo di marchese di Napoli in data 25 settembre 1786.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al monte sormontato dal giglio d’oro e la bordura composta d’oro e d’azzurro.

BALSAMO (1)

Titoli: barone della Statera, principe di Castellaci

Dimora: Messina

È un ramo della famiglia Viperino che assunse il cognome di Balsamo nel XVIII secolo per adozione di GASPARE Viperino in casa del nobiluomo GIUSEPPE  Balsamo.

GERONIMO, cavaliere di Malta, GIOVANNI SALVO priore di Messina nel 1618; Monsignor DOMENICO arcivescovo di Monreale e fondatore dell’Albergo dei Poveri in detta città;  FRANCESCO principe di Bellacera, venne commutato il titolo in quello di Castellaci il 10 aprile 1759, sindaco di Messina nel 1771 e senatore; GIUSEPPE nominato  cavaliere dell’Ordine Costantiniano nell’anno 1801, principe di Castellaci, barone della Statera.

La signora ANNA con regio Decreto del 21 gennaio 1879 nominata “dama di palazzo” di S. M. la regina Margherita di Savoia.

Il casato è iscritto nel libro d’oro della nobiltà italiana, iscritto nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiana anno 1922.

Arma: 1° semipartito oro e rosso, troncato d’azzurro all’uccello al naturale, 2° d’azzurro alla vipera d’oro.

BALSAMO (2)

Titoli: conte

Dimora: Brindisi

Con Breve Pontificio (Decreto) del 29 settembre 1877 di S. S. papa Pio X venne concesso in persona di FEDERICO il titolo di conte, con successione del primogenito maschile, ed autorizzato nel Regno d’Italia con R. D. del 11 aprile 1926 e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 13 agosto stesso anno.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà italiana anno 1933, ed iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1933.

Arma: d’azzurro alla torre d’argento, dalla cima della quale escono tre spighe di frumento d’oro, sostenuta da due leoni d’oro affrontanti, il tutto sulla campagna sbarrata d’azzurro e di rosso.

BALSANO

Titoli: barone di Daina e Opezzinga

Dimora: Palermo

Si crede che discenda da CLODIO, cavaliere tedesco, stanziato in Trapani, quale milite di Enrico VI.

TOMMASO ebbe la castellania di Catania, GIOVANNI ottenne quella di Lentini nel XIV secolo;

portata in Palermo da VICARI ottenne l’18 novembre 1771 la cittadinanza di detta città e l’8 dicembre investito della baronia di Daina e Opezzinga. SALESIO fu sindaco di Palermo dal 1861 al 67, e commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. EMANUELE  con Decreto Ministeriale del 14 aprile 1903 riconosciutogli il titolo di barone di Daina e Opezzinga.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: di oro al monte di nero, sormontato da un cavallo di nero

BARONE (1)

Titoli:  patrizio di Tropea

Dimora:  Tropea, Napoli

Il Palizzolo fa risalire il casato dall’Irlanda col nome di “Byron” italianizzato in Barone; mentre il Toraldo nel suo testo “Il sedile e la Nobiltà di Tropea” fa discendere la famiglia da GERACIO, milite francese proveniente della Provenza al seguito di Carlo I d’Angiò, dal quale ricevette il feudo di La Cattiva e Livaldi in Calabria con concessione del 23 luglio 1279.

Il casato si diramò in molte città del Meridione, ma il ramo principale si stabilì in Tropea nel XV secolo.

ANTONELLO, difensore della città di Napoli contro gli Acerrani al tempo di Alfonso I d’Aragona; FERDINANDO che ha combattuto e perito nella battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571  contro i saraceni; ANTONIO, padre gesuita, autore di una vita di San Domenico.

La famiglia ha dato vari cavalieri all’Ordine di Malta fra il XVI e XVII secolo, ultimo investito fu FRANCESCO nel 1704. Iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse di Napoli, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  di rosso con tre fasce ondulate d’oro, al capo di una fascia d’oro di due stelle del medesimo.

BARONE (2)

Titoli:  marchesi di Livari

Dimora:  Nola, Napoli

Antica famiglia di Nola conosciuta già dal XVI secolo. DOMENICO marchese di Livari  con privilegio del 28 gennaio 1754; il casato venne iscritto nel Cedolario di Terra di Lavoro il 13 maggio 1777 ed  in persona di PASQUALE con i medesimi titoli nel XIX secolo. La famiglia possedette la contea di Casoli.

Iscritta nel registro dei Feudatari; iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  d’azzurro alla croce d’oro con 4 rose d’oro

BARRACCO

Titoli:  Patrizio di Cosenza, barone

Dimora:  Cosenza, Napoli

Antica famiglia cosentina, originaria della Francia, feudatari di Lattarico e di Eboli.

Fece parte dell’Ordine di Malta dal 1592 con MAURIZIO. BARRACCO  “famigliare” di Carlo I d’Angiò; ANGELO “famigliare” di Alfonso I d’Aragona; GIOVANNI ambasciatore di re Federico alla corte di Ferdinando il Cattolico; FRANCESCO ANTONIO, padre gesuita. Con Regio Decreto del 14 luglio 1907 venne riconosciuto al casato  il titolo di patrizio di Cosenza e di barone riconfermato poi con Decreto Presidenziale del 16 luglio 1927.

Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato al 1° d’azzurro al tronco d’albero e due stelle d’oro, al 2° d’oro al corno di caccia nero.

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BARRILE o BARILE

Titoli: barone di Turolifi e San Leonardo

Dimora:  Napoli, Caltanisetta

Originaria della città di Napoli dove possedettero vari feudi nel circondario, con i titoli di baroni di Santangelo e duchi di Caivano.

Nobili in Palermo, Messina, Caltanissetta. GIUSEPPE con privilegio del 4 febbraio e del 7 maggio 1643 nominato marchese di Caggi e Mongiuffi; GIOVANNI barone di Turolifi  con nomina del 4 maggio 1790; stesso titolo PAOLO con riconferma del 15 settembre 1801; GIOVANNI CALOGERO cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1846; NICOLA capitano del “2° Reggimento Dragoni” (cavalleria pesante) partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nel 1860, presente alla battaglia di Caiazzo e del Volturno.

Con Decreto Presidenziale del 30 giugno 1927 vennero confermati i titoli di  baroni di Turolifi e San Leonardo.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  troncato d’azzurro al grifo d’oro con labello di rosso, al secondo d’oro a tre monti di verde sormontato da una rosa rossa.

BARTOLI di Carrara

Titoli: duca di Castelpoto, col predicato di Carrara

Dimora: Napoli

Antica famiglia di Vituliano, si trasferì a Benevento , dove nel 1695 ottenne onori e l’iscrizione al quel patriziato. Ottenne il possesso delle terre di Castelpoto nel 1693, di Carrara nel 1730, decorato del titolo di duca su Castelpoto nel 1718. DOMENICO ultimo intestatario iscritto nei Cedolari del Principato Ultra; eredi GENNARO, OTTAVIO ufficiale del Regio Esercito, viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: innestato merlato in banda di sei pezzi, il primo d’oro ad una stella di rosso, il secondo di rosso ad una stella d’oro.

BASSANO

Titoli: marchese di Tufillo

Dimora: Napoli

Originaria dell’Abruzzo, decorata del titolo di marchese nel 1648 che venne in seguito posto sul feudo di Tufillo in Abruzzo in possesso della famiglia dal 1719; il casato ricevuto per “giustizia” nell’Ordine Costantiniano nel 1770; dichiarato ammissibile per “antica nobiltà” nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” ; riconosciuto col titolo di marchese CARMELO con Regio Rescritto del 1 ottobre 1851; GIUSEPPE vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla testa di carnagione cinta da turbante cimato da un crescente d’argento.

BATTAGLIA

Titoli:  barone di Nicolosi

Dimora: Palermo, Mezzoiuso, Ragusa

Nota in Sicilia di antica nobiltà nel XV secolo. VINCENZO  coadiutore protonotaro di Palermo nel XVI secolo; BERNARDO vicario generale e Maestro di Cappella nel palazzo reale di Palermo; GRANDONIO barone di Torrevecchia e San Silvestro, proconsole di Ragusa 1726/34; GIUSEPPE giudice della Corte Pretoriana di Palermo dal 1708 al 1716, giudice del Tribunale del concistoro nel 1719; BARTOLOMEO giudice del concistoro nel 1793; IGNAZIO  con privilegio del 2 luglio 1806 ottenne il feudo di Nicolosi e il titolo relativo di barone.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922

Arma: di rosso al braccio destro armato al naturale impugnante una bandiera d’argento astata d’oro

BAVASTRELLI

Titoli: marchese

Dimora: Messina

Passata da Genova in Messina nel XVIII secolo; GIUSEPPE senatore di Messina nel 1758, governatore nobile della Tavola Pecuniaria (Banca Centrale) nel 1760/1, annotato nel ruolo dei donativi del 1766 col titolo di marchese. GIOVAN AMBROGIO, marchese, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro, accompagnata da tre stelle dello stesso, sormontate da un pino al naturale sulla fascia.

BELLAROTO o BALLAROTO

Titoli: barone di Castelluzzo, barone di Campoallegro

Dimora: Partinico, Palermo

PIETRO giudice della corte pretoriana di Palermo 1731, del tribunale del Concistoro 1743, della gran corte civile 1747; BENEDETTO per acquisizione matrimoniale con Caterina Sciammacca, ottenne il titolo di barone di Castelluzzo nel 1769, e nonostante fosse stato venduto alla famiglia Lucchesi Palli nel 1769, venne riconosciuto con D. M. del 2 giugno 1898 a PIETRO, il quale ottenne con lo stesso Decreto il titolo di barone di Campoallegro; titoli riconosciuti a FERDINANDO e GIROLAMO nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al sole d’oro.

DE BELLIS

Titoli: marchesi di Laterza,patrizi di Casamassima e Rutigliano

Dimore: Napoli,Casamassima, Rutigliano

Motto: “dum pugno et Bello vim vi repello”

La famiglia de Bellis nasce a Bari col Miles Nicolaus Bellus citato in un documento angioino del 1282 nobile cavaliere della Terra di Bari. La famiglia nel XV secolo si dirama nel barese e nel napoletano creando il ramo baroni di Cervinara e altro un ceppo nobile a Casamassima e Rutigliano, dove possedettero grandi tenute terriere ed edificheranno nobili dimore. Col matrimonio tra il Cavavlier PIETRO e la nobildonna Perez Navarrete, il casato ereditò il titolo di marchese di Laterza e Bernalda. Altri membri della famiglia di distingueranno in campo medico ed ecclesiastico e agrario tra cui il Vescovo DOMENICO BELLISARIO, il giudice della Vicaria Camera Sommaria DOMENICO, il Cav. LORENZO, il Cav. PIETRO rettore e patriota, il Cav. NICOLA.

N.d.A.: si ringrazia il dottor Carlo Longo De Bellis per le notizie sul casato.

Stemma: d'azzurro al castello d'oro, torricellato di tre pezzi, aperto e fenestrato del campo, merlato alla guelfa, la torre di centro più alta aperta e fenestrata del campo.

BELLUCCI

Titoli: nobile di Ciolla

Dimora:  Napoli, Melissano

Famiglia originaria delle Calabrie. DOMENICO investito del feudo nobile di Ciolla in data 10 gennaio 1552. Con l’abolizione della feudalità il feudo apparteneva al nobile MICHELE.

Il casato venne dichiarato ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo del Regno delle Due Sicilie dalla Commissione dei Titoli di Nobiltà in data 3 maggio 1845.

Inserito, il casato,  nell’ Ordine Costantiniano. PASQUALE (1819-1888) nato a Melissano, ufficiale delle Regie Guardie del Corpo, decorato per le campagne di guerra sul Garigliano e Gaeta anni 1860/61 quale difensore del Regno delle Due Sicilie nel 1° Granatieri della Guardia Reale. MICHELE ufficiale superiore dello Stato Maggiore (1826-1908), figlio del colonnello di cavalleria FRANCESCO, fu tra i migliori ufficiali durante l'assedio di Gaeta, alla resa della piazzaforte avvenuta il 14 febbraio 1861 si ritirò a vita privata, decorato nel 1848 della medaglia d'oro per la campagna di Sicilia e della croce di cavaliere di diritto di San Giorgio, distintosi nella battaglia del 1° ottobre 1860 sul Volturno ottenne la croce di Cavaliere dell'Ordine di San Ferdinando.

Iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’Elefante sormontato da una ruota con tre stelle 2 a 1 il tutto d’argento.

DE BELLIS

Titoli: barone di Malaspina

Dimora: Napoli, Cervinara, Avellino

Famiglia originaria di Cervinara, riconosciuta del titolo di barone di Malaspina in persona di BERNARDO con Decreto del Capo di Governo del 31 gennaio 1929; INNOCENZO, ufficiale del Regio Esercito, decorato della medaglia commemorativa guerra 1915/18, dottore in legge, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1933.

Arma: d’azzurro al leone d’oro, rivolto e posto a destra, affrontato ad una vipera al naturale, ondeggiante in palo, col sole d’oro al capo.

BELTRANI

Titoli:  patrizio di Salerno e Trani

Dimora: Napoli, Salerno, Trani

Il casato  è  di origine spagnola, nobili nel XV secolo, un ramo della famiglia,  con regio decreto,  venne investito del titolo di conte di Mesagne. Aggregata alla nobiltà di Salerno al seggio di Portanova nell’anno 1791, in  quella di Trani al seggio di San Marco nell’anno 1799. Inserita nell’Ordine di Malta. Ascritta nel Registro delle Piazze Chiuse anno 1801.

GIOVANNI BATTISTA titolato di patrizio di Salerno e Trani con trasmissibilità in linea maschile.

Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’azzurro allo scaglione d’oro con un sole dello stesso alla punta.

BENEVENTANO (del Bosco e della Corte)

Titoli : barone del Bosco, barone della Corte

Dimora: Napoli, Catania, Palermo.

Nota già nel XIV secolo in Lentini, Siracusa, Modica.

VINCENZO barone del Bosco nominato proconservatore di Lentini nel 1620; GIUSEPPE con regio decreto del 30 aprile 1652 ebbe il titolo di  barone della Corte; VINCENZO nominato con privilegio del 12 febbraio 1729 barone del Bosco di Schifano, con Regio Decreto del 20 aprile 1736 e del 30 marzo 1746 ottenne i feudi di Monteclimato, Didini, Frescura, Belfronte, Casalgerardo, Moriella; FRANCESCO PAOLO possedette il feudo di Montone con privilegio del 22 agosto 1788; FRANCESCO MARIA barone del Bosco con Regio Decreto del 10 luglio 1799,  capitano di giustizia in Siracusa nell’anno 1808.

FERDINANDO, figlio del barone Aloisio ramo del Bosco e Marianna Roscio, Generale di Brigata dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie, del quale fu difensore estremo nella campagna 1860/61 contro l’invasione del Regno delle Due Sicilie da parte dei piemontesi del Regno di Sardegna.

Il casato è diviso nei rami dei  Beneventano  del Bosco e Beneventano della Corte.

Il ramo della Corte con Regio Decreto del 16 agosto 1900 e del 29 settembre stesso anno ottenne  la riconferma del titolo.

Il ramo del Bosco con Regio Decreto del 10 agosto 1906 ottenne anch’esso la riconferma del titolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro ai tre monti di verde, con un leone ed un orso affrontanti di rosso

 

 

Maresciallo di Campo Ferdinando Beneventano del Bosco. Clicca per ingrandire

BENTIVEGNA

Titoli: marchese di Ganzeria

Dimora: Palermo

Antica e nobile famiglia di Corleone nota dal XV secolo, possedette i feudi di Celso e Marosella; FRANCESCO deputato al Parlamento Siciliano nel 1848, capo di diversi movimenti rivoluzionari, fu vittima della repressione governativa nel dicembre del 1856; il titolo di marchese di Ganzeria proveniente dalla famiglia Guccia in virtù delle RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 26 luglio 1929 venne autorizzato in persona di FRANCESCO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1933.

Arma: troncato: 1° d’azzurro al triangolo equilatero sormontato da due stelle il tutto d’argento; nel 2° mareggiato d’azzurro e d’argento di due pesci d’argento nuotanti uno sopra l’altro.

BENZO

Titoli: duca della Verdura, nobile dei duchi

Dimora: Palermo, Sciacca

Originaria di Genova, portata in Palermo da STEFANO senatore in Palermo, barone di Santo Stefano con privilegio del 13 maggio 1652 e marchese di Alimena, titoli che la figlia Dorotea portò in casa del Bosco per acquisizione matrimoniale; GIULIO senatore di Palermo dal 1708 al 1746, per “maritali nomine” da Eleonora Landolina Leofante acquisì i titoli di barone e duca della Verdura, ultimo investito GIULIO in data 26 luglio 1808; FRANCESCO duca e barone della Verdura, pretore della città di Palermo 1849, intendente dal 1850 al 1858, gentiluomo di camera di re Ferdinando II di Borbone; GIULIO pretore di Palermo nel 1860, sindaco per molte volte di detta città, senatore del Regno d’Italia.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre conchiglie d’oro, poste due a uno - alias d’argento al capo di rosso, caricato da tre conchiglie d’oro ordinate in fascia.

 

 

 

BERLINGIERI di Valle Perrotta

Titoli: marchese, nobile di Cotrone, col predicato dei marchesi di Valle Perrotta

Dimora: Cotrone, Napoli, Roma

Antica famiglia di Cotrone iscritta da antico tempo al suo patriziato nel seggio di San Dionigi.

BERTERAYMO, per gli alti servigi resi a re Carlo I, ammesso nel possesso della baronia di Torre Montanari e di Palena in Calabria; ANSELMO storico della città di Cotrone; CARLO e SCIPIONE nobili nel seggio di San Dionigi nel 1647 e 1663; CARLO capitano di truppe equestri; GIULIO giureconsulto in Napoli; CARLO arcivescovo di San Severino nel 1678, esperto di diritto civile e canonico; nel 1740 la famiglia venne decorata del titolo di marchese sulla terra di Val Perotta, che passò in seguito ad altra famiglia, nuovamente decorata del titolo di marchese il 6 marzo 1910 in persona di ANNIBALE deputato al parlamento Nazionale, cavaliere d’onore e devozione S. M. O. di Malta, grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia, commendatore dell’Ordine Mauriziano; ANSELMO decorato del titolo di nobile di Cotrone per riconoscimento del 1908 e del predicato dei marchesi di Perrotta; ARTURO cavaliere “d’onore e devozione” del S. M. O. di Malta, cavaliere dell’Ordine Mauriziano, commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, cavaliere dell’Ordine Teutonico, maggiore di complemento del Regio Esercito, medaglia commemorativa della 1^ guerra mondiale, vivente nella prima metà del XX secolo. Nella città di Napoli esiste tutt’ora, secolo XXI, un rione, con il toponimo del casato, sorto sull’antico territorio di loro proprietà.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento a tre bande scaccate d’argento e rosso, accompagnate in capo da un lambello a tre pendenti del medesimo.

BERTONE

Titoli: barone di Giandilardi, nobile dei baroni

Dimora: Vittoria

Nobili nel XVI secolo in Vizzini.

PAOLO GIOVANNI con privilegio del 19 giugno 1670 venne nominato barone di San Leonardo; il barone FILIPPO ebbe l’incarico di Capitano di Giustizia dal 1754/55; GIUSEPPE stessa carica dal 1807/8. GIUSEPPE 2° tenente del “4° Battaglione Cacciatori”, partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nel 1860, presente alla battaglia del Volturno il 1° ottobre, alla difesa di Gaeta capitolando il 14 febbraio 1861

Con Decreto Ministeriale del 20 marzo 1901 venne riconfermato il titolo di barone di Giandilardi, con Decreto Ministeriale del 1903 venne riconfermato anche il titolo di nobile dei baroni.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  d’argento, filettato di rosso, 1° mare d’azzurro alla barca con due vele al naturale, 2° al cappello sormontato da tre stelle di rosso.

BIANCHI

Titoli:  patrizio di Trani e di Donnasibillina  

Dimora:  Trani

Motto: “post fata resurgo”

Antica famiglia risalente al XIV secolo, possedette il feudo di Donnasibillina nel 1618, venne aggregata al patriziato di Trani il 5 ottobre 1751. Ammessa nelle Regie Guardie del Corpo in base alla Commissione per i titoli di Nobiltà del regno delle Due Sicilie riconoscendola di”nobiltà generosa” in persona di GIACOMO; RAFFAELE alfiere del “12° Reggimento di linea Messina”  ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie contro l’invasione piemontese.

Ascritta al registro delle Piazze Chiuse di Trani. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro, al  sole d’oro nel cantone, alla colomba al naturale svolazzante sulle onde del mare dalle quali sorge una antenna di nave affondata.

BISOGNI

Titoli: marchese, nobile dei marchesi

Dimora: Napoli

Originari di Brescia con ORAZIO, sopracomito (ufficiale di marina) dell’Armata Veneta, morto in uno  scontro contro i Turchi nel 1570; GIOVANNI, condottiero nell’esercito di Carlo V, si trasferì in Calabria nel XVI secolo  nella città di Monteleone, dove ottenne, per speciali meriti, di essere inserito nella Mastra Nobile di dette città. Con RR. LL. PP. (Regie lettere patenti)  del 4 novembre 1737 GREGORIO, caporuota della Real Camera di Santa Chiara, ricevette il titolo di marchese, riconfermato con Regio Decreto del 15 settembre 1841 in persona di  ONOFRIO segretario della Consulta Araldica  del Regno delle Due Sicilie.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.

Arma: troncato. 1° d’azzurro alla spada d’argento, due monti e colombe dello stesso, 2° fasciato di rosso e oro.

 

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