Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

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 P-PA  PE-PI  PL-PU

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R-RI  RO-RU

S-

 

C - CA

CADELO

Titoli: barone dell’Isola e della Salina di San Giuliano

Dimora: Trapani, Palermo

Nobile in Trapani; LAZZARO, capitano delle armi, senatore 1624/5; GIROLAMO stessa carica 1694/5, 1702/3, 1707/8; LEONARDO castellano della Colombara nel 1702; passata in Palermo con LEONARDO giudice della corte pretoriana 1732/3, giudice del tribunale della gran corte criminale del Regno 1753/4, con investitura del 9 febbraio 1752 nominato barone dell’Isola di San Giuliano, di seguito investito il figlio GIROLAMO, dottore in legge, in data 3 novembre 1771. Con R. D. del 26 agosto 1900 il titolo venne riconosciuto in persona di GIROLAMO.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’argento, guardante una cometa d’oro in banda, posta nel cantone destro.

CAFARO

Titoli:  nobili

Dimora:  Napoli

Originaria di Genova, stabilitasi a Napoli ed in Sicilia.

CRISTOFORO governatore di Trani alla fine del XVI secolo ed iscritto al patriziato di detta città; GEDEONE possedette il feudo di Riardo nel 1698 e  ricevette il titolo di duca il 20 ottobre 1731, tale feudo rimase al casato fino all’abolizione della feudalità con l’ultimo intestatario in persona di MELCHIORRE; i fratelli NICOLA 1° tenente del “3° Battaglione Cacciatori” e GIUSEPPE 1° tenente del “6° Battaglione Cacciatori” hanno preso parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 dall’invasione piemontese, capitolando a Gaeta il 14 febbraio 1861.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Nobiliare Ufficiale Italiano anno 1922.

Arma:  interzato: al 1° d’azzurro al leone d’oro, al 2° d’oro e rosso, al 3° d’oro al leone d’azzurro alla lingua di rosso.

CAFFARELLI

Titoli:  barone di Gusman, nobili dei baroni

Dimora:  Vizzini, Palermo.

Nobile famiglia di Vizzini conosciuta già dal XVI secolo. VITO fu segretario comunale nel 1596 di detta città; FILIPPO con privilegio del 27 febbraio e del 17 agosto 1658 ottenne il titolo di barone di Gusman; LUCIO capitano di giustizia 1730/1; BENEDETTO, dottore in legge, capitano di giustizia in Vizzini anni 1742/43; BIAGIO sindaco dei notabili della città di Mineo anni 1787/88; NUNZIO con privilegio del 31 gennaio 1753 ebbe il titolo di barone di Sant’Olia; LUCIO GAETANO capitano di giustizia in Vizzini dal 1806/7.

Con Decreto Ministeriale del 27 gennaio 1910 venne riconfermato  al casato il titolo di barone di Gusman.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  troncato 1° d’oro all’aquila di nero, 2° di rosso al leone d’oro, 3° spaccato d’oro e di rosso.

CAFICI

Titoli: ramo di Calaforno: barone di Calaforno, signore di Tummarello, e signore di 40 salme (misura di capacità dei solidi) del feudo di Passaneto; ramo di Gesira: barone di Gesira, signore di Pilaita, nobile dei baroni.

Dimora: Favara, Vizzini

Nobile famiglia di Vizzini, conosciuta dal XVI secolo;divisa in due rami: di Vizzini con MARIO che ottenne con privilegio del 14 giugno 1770 il titolo di barone di Calaforno, signore di Tummarello, signore di 40 salme del feudo di Passaneto, capitano di giustizia 1790/1 e 1802; di Gesira con CROCE stessa carica di capitano di giustizia 1809/10 e barone di Gesira, signore di Palaita nel 1784.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento alla biscia di nero ondeggiante in fascia, accompagnata in capo da tre stelle dello stesso colore, in punta da tre fiamme di rosso ordinate in fascia.

CALA’

Titoli: nobili

Dimora:  Corleone

Si crede di origine greca, famiglia già nota dal XV secolo in Sicilia.

DOMENICO ottenne il titolo di barone di San Filippello il 25 maggio 1789 e nominato  pretore di Corleone dal 1797 al 1799. Il casato venne riconosciuto di “antica nobiltà” dalla Real Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie il 9 marzo del 1858.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al castello d’oro, sostenuto da due leoni d’oro controrampanti e affrontanti, sormontati da tre stelle dello stesso.

CALANDRA

Titoli : nobili

Dimora: Caltagirone

Godette nobiltà in Caltagirone  sin dal XIV secolo.

VITALE giurato  anno 1360, BERNARDO nel  1400, PERRELLO nel  1415; CARLO nel 1437.

Il casato possedette il feudo di Imbacciari e Sortavilla; FRANCESCO nominato  cavaliere di Malta nell’anno 1599 in Messina; SAMUELE con Regio Decreto del 27 aprile 1854 ottenne il titolo di barone di Roccolino.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  d’argento alla calandra al naturale.

CALASCIBETTA

Titoli: nobili di Sicilia

Dimora:  Palermo, Napoli

GIOVANNI ANDREA  ottenne il feudo di Montagna di Ganzera il 23 ottobre 1505; MATTEO  barone di Cutumino con privilegio del 10 ottobre 1506; GIROLAMO ebbe il feudo di Drafforosso il 29 maggio 1512; GIUSEPPE con privilegio dell’11 aprile e 27 novembre 1578 ottenne la concessione di “Don” e nomina di barone di Malapertuso con privilegio del 2 ottobre 1606; GIACINTO barone di Sabuci con privilegio del 15 marzo 1613; titolo conservato fino all’abolizione della feudalità in persona di EDUARDO che l’ebbe con concessione del 2 ottobre 1796; BARTOLOMEO capitano di giustizia di Caltagirone anni 1644/5; GIUSEPPE capitano di giustizia in Siracusa 1725/ 39 e senatore dal 1731 al 1737; ALFIO segretario referendario Regno di Sicilia 1734; GIOVANNI duca di San Nicolò nel 1783; GIOVANNI ottenne attestato di nobiltà dal Senato di Palermo  il 10 maggio 1834; ALFIO capitano di “Stato Maggiore delle Piazze”, partecipò alla campagna della difesa del Regno delle Due Sicilie 1860/61 nel corpo della “Gendarmeria Reale a piedi” col grado di 1° tenente.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiana anno 1922.

Arma:  d’azzurro al leone d’oro con la zampa anteriore destra impugnante una spada d’argento.

CALCAGNO o CALCAGNI

Titoli: duca di Ossida, marchese di Melia, conte di Guido, barone della Tonnara di San Giorgio e di Patti, barone di Lorigi, Signore delle Saline di Platanella, Cianciana e Cantarella.

Dimora: Messina, Milazzo

Originaria di Recanati, si stabilì in Messina e Milazzo nel XVII secolo; DOMENICO CORNELIO commendatore dell’Ordine di Malta, luogotenente del gran Priore nel 1712; DIEGO cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano, confrate della confraternita della “Pace e Bianchi” di Messina; CARLO senatore in Messina 1743/5, console nobile della seta 1757/8, ottenne il titolo di marchese il 21 febbraio 1752, di seguito il titolo concesso a DIEGO, governatore della Tavola Pecuniaria (Banca Centrale) di Messina anni 1777/8, con investitura del 11 marzo 1784; GIOVAN FILIPPO con privilegio del 11 gennaio 1641 ottenne il titolo di barone delle Taude di Assaro; FRANCESCO capitano di giustizia di Milazzo ani 1694/95 e 1706/7; FRANCESCO inserito nella Mastra Nobile di Milazzo nel 1764, nel 1803/4 occupò la carica di capitano di giustizia; stessa carica EMANUELE 1805/6.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al leone d’argento, tenente una rosa con la destra dello stesso colore, fogliata di verde, con la banda d’azzurro attraversante sul tutto.

CALDERONE

Titoli: barone di Baucina

Dimora: Baucina, Messina

Si crede originaria della Spagna, godette nobiltà in Messina dal secolo XV secolo; FRANCESCO acquistò la baronia di Baucina della quale ne fu investito in data 22 febbraio 1760; per investitura del 26 ottobre 1810 ne era in possesso FRANCESCO.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento al calderone di rosso, trattenuto da due leoni al naturale, controrampanti ed affrontanti.

Alias: d’azzurro a due caldaie d’oro poste in fascia, sormontate da tre stelle del medesimo, ordinate in fascia al capo.

CALEFATI o CALEFATO o CALAFATO

Titoli: barone di Canalotti

Dimora: Palermo

Motto: “Ardeo nam credo”

Originaria della città di Pisa; nobile in Messina e Caltanissetta; SMERALDA, monaca nel Monastero di San Maria di Basilicò in Messina col nome di Eustochia, annoverata tra i Beati della Chiesa Cattolica; ANDREOTTO e FRANCESCO MARIA iscritti nella mastra nobile di Messina negli anni 1588, 1595, 1598, 1600; FILIPPO NERI acquistò la terra di Bigini ottenendo il feudo nel settembre 1780; PLACIDO ottenne l’investitura di Bigini il 18 dicembre 1798; GIOVANNI riconosciuto barone di Canalotti con Regio Rescritto del 14 novembre 1846; riconosciuto in seguito con D. M. del 10 agosto 1880 in persona di PASQUALE.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al grifone d’argento coronato d’oro con la fascia d’oro attraversante.

CALENDA

Titoli: barone di Tafani.

Dimora: Napoli, Nocera

Di origine amalfitana, passata in Salerno ed iscritta al seggio di Campo; SALVATORE, dottore della “Scuola Salernitana”, che venne chiamato dalla regina Giovanna II d’Angiò Durazzo a riformare il “Collegio Medico”  di Napoli. La figlia Costanza ottenne la cattedra di medicina a Salerno nel XV secolo.

COLANTONIO capitano di giustizia dell’isola d’Ischia. Il quale insieme ai fratelli GREGORIO  e DOMENICO fondò un maggiorato nobile nel feudo di Tafani e beni in Nocera e Rocca Piemonte nel 1732.

Per concessione Regia del 20 luglio 1897 la famiglia ottenne il titolo di barone di Tafani. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma:  d’azzurro alla fascia e sormontata da due stelle e da una luna crescente d’argento.

CALI’        

Titoli:  barone di Fabio, nobili

Dimora:  Catania, Acireale

Nobili di Acireale e Catania. AGOSTINO razionale del tribunale del Regio Patrimonio nell’anno 1682; VINCENZO fu catapano (ufficiale annonario) in Acireale anno 1760/61; PIETRO PAOLO barone di Fabio con privilegio del 4 agosto 1798 e capitano di giustizia in Acireale 1804/5;

i fratelli: DOMENICO 2° tenente dell’ “8° Reggimento Fanteria di Linea Calabria”  dell’Esercito delle Due Sicilie, VINCENZO alfiere (sottotenente) del “1° Granatieri della Guardia Reale” hanno partecipato alla difesa del Regno nella campagna del 1860 capitolando nel novembre dello stesso anno a Capua.

Con Regio Decreto del 17 luglio 1903 venne concesso alla famiglia il titolo di barone di Fabio in persona di GIUSEPPE ed ai suoi discendenti diretti, ed ai collaterali il titolo di nobile.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: ramo nobili: di rosso al cane d’argento al collare d’oro - ramo baronale: d’azzurro,  alle bande al leone ed ai cinque bisanti d’oro.

CALO’ e CALO’ CARDUCCI

Titoli: nobile

Dimora: Bari, Bitonto

Si ritiene di origine greca dal cognome Calos italianizzato in Calò, passata nel Regno di Napoli nel XIII secolo; possidenti terrieri in Bitonto; la famiglia si stabilì in Bari nel 1592 ed aggregata alla nobiltà della città nel 1716 aggiungendo, un ramo del casato, al proprio cognome quello dei Carducci per parentela acquisita con detta famiglia. Ricevuta nell’Ordine di Malta per “giustizia” e nel 1805 ascritta al Registro delle Piazze Chiuse del Regno. CARLO, nobile, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’albero al naturale sradicato, sostenuto da un leone d’oro, con fascia d’oro attraversante.

CALVO o CALVI

Titoli: nobile

Dimora: Messina

Originaria di Genova ed aggregata alla nobiltà messinese nel 1508.

ANNIBALE giudice della Corte Straticoziale del Tribunale di Messina 1572/3  e della Corte del regno ed iscritto alla Mastra Nobile di Messina nel 1597; TOMMASO nominato  vescovo di Tropea  nel 1593; GIOVANNI GIACOMO proconservatore di  Noto anno 1632; MARIO  capitano di Giustizia 1717/19, senatore di Caltagirone 1709/10; ANTONIO governatore nobile della “Tavola Pecuniaria” (odierna Banca)  di Messina 1759/60. Il casato venne iscritto nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al 1807 in persona di GIUSEPPE, ENRICO ed ANTONINO.

Con Decreto Presidenziale del 7 luglio 1927 la famiglia fu riconfermata nel titolo di nobile. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: scaccato d’argento e di nero.

CAMMARATA

Titoli: barone di Casalgismondo

Dimora: Catania

Si crede di discendenza spagnola; GIAIMO capitano d’armi  del presidio di Val di Mazzara durante il regno di re Alfonso d’Aragona; MARIO giudice della Corte Pretoriana di Palermo 1639/40; stessa carico FILIPPO nel 1665 il quale fu anche giudice della Gran Corte del Regno nel 1668; VITALE cavaliere di Malta con nomina nel 1669; DIEGO protonotario del Regno nel 1762;  con Regio Decreto del 21 luglio 1869  riconfermato il 10 agosto 1873 ROCCO ottenne  il titolo di barone di Casalgismondo.

Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al leone d’oro coronato, sostenente una colonna d’argento.

CAMMARERI

Titoli: barone di Grafi

Dimora: Castroreale

Famiglia originaria di Castroreale, decorata della baronia di Grafi della quale era investito nel 1654 MICHELE MARIO; all’abolizione della feudalità ne era investito ANTONIO MICHELE in data 15 luglio 1811.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre d’oro cimata da un’aquila di nero.

CAMPAGNA

Titoli: nobile

Dimora: Messina

Originaria di Verona, nobili in Messina, ascritti nella nobile arciconfraternita della “Pace e Bianchi” della quale tennero anche il governo. NICCOLO’ , di Messina, ebbe nel 1392 la concessione di due once annuali sui proventi delle gabelle e dei diritti di segreteria di Messina; ANTONIO giudice straticoziale (giudice criminale) di detta città nel 1421/2; MELCHIORRE giudice del tribunale del Concistoro nel 1673; giudice della Gran Corte Criminale 1683 e 1689; FRANCESCO, dottore in legge, assessore del consolato della seta in Messina 1714; TOMMASO barone del Migliardo, titolo che la figlia Beatrice portò nella famiglia Donato; BERNARDO alfiere (sottotenente) del “2° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, meritando la decorazione della Croce al Merito per essersi distinto nei combattimenti sul Volturno del 1 ottobre 1860; Il casato riconosciuto nobile con deliberazione della Real Commissione dei titoli di nobiltà del Regno delle Due Sicilie in data 2 ottobre 1848

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: troncato: da una fascia in divisa d’argento carica della parola Libertas di nero; nel 1° d’azzurro al braccio destro armato al naturale movente dal lato destro dello scudo e tenente con la mano di carnagione una bandiera di rosso; 2° di nero a cinque spighe di grano d’oro uno accanto all’altra in palo.

CAMPANELLA o CAMPANELLI

Titoli: nobili

Dimora: Napoli

Di antica origine Napoletana, stanziarono nel XVII secolo in Spinazzola; FELICE ufficiale dell’Esercito Napoletano nel 1787; GIUSEPPE (1811-1884)  colonnello dell’esercito delle Due Sicilie, decorato dell’Ordine di San Ludovico di Parma e di Carlo di Spagna; EUGENIO colonnello d’artiglieria del Regio Esercito Italiano anno 1898; ARTURO generale d’artiglieria nel 1913; FELICE generale di Divisione del Regio Esercito Italiano nella prima metà del XX secolo.

Riconosciuti nobili nel 1906,il casato è iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana dal 1908; iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia arcuata di rosso e bordata d’oro sostenente una torre d’oro merlata alla ghibellina, a sinistra un leone d’oro tenente dei campanelli accompagnato da tre stelle d’oro.

CAMPANILE di Montedimezzo

Titoli: patrizio di Trani, predicato di Montedimezzo

Dimora: Napoli, Trani

Il casato è originario di Ravello sulla costiera amalfitana; nel “Codice Antico Amalfitano” degli illustri è indicata così “Sire Galganus Campanilis de Ravello in anno 1273, e Sire Angelus Campanilis de Ravello in anno 1430”. NICOLA abate di San Trifone in Ravello ed eletto vescovo nel 1455; RAINALDO razionale della Regia Camera della Sommaria; FILIBERTO autore di un tomo di araldica dal titolo ”Armi, ovvero insegne dei nobili, - Napoli anno 1613

PAOLO ottenne il feudo di Montedimezzo in Molise il 4 giugno 1791, e la conseguente iscrizione nel Cedolario, per successione del genitore GIUSEPPE. La famiglia venne iscritta nel patriziato di Trani dal 1585; reintegrata in persona del precedente PAOLO nell’anno 1718 e nel Registro delle Piazze Chiuse;DIEGO capitano del “10° Reggimento Fanteria di Linea Abruzzo” ha partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, meritò la medaglia di distinto nei combattimenti nei pressi della città di Santa Maria nell’ottobre del 1860, GIUSEPPE secondo tenente del “8° Battaglione Cacciatori” anch’egli partecipò alla difesa del Regno, presente quale difensore a Gaeta, capitolò con la guarnigione il 14 febbraio 1861; patrizi di Trani CARLO e il suo primogenito LEOPOLDO nel XIX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: d’azzurro al campanile murato al naturale, su di un terreno di verde, con cinque stelle sulla destra, a sinistra un elmo d’argento con penne dello stesso.

CAMPANINO di San Giovanni di Zoppi

Titoli: nobile col predicato di San Giovanni di Zoppi

Dimora: Capua

Famiglia di Capua, che discende da ROBERTO che possedeva nel 1228 nel Salernitano, nel territorio di Campagna, la tenuta di Trucunti; il fratello ANGELO abate dei cavalieri dell’Ordine Teutonico nel Cenobio di San Cataldo;ANTONELLO ed il figlio NICOLA distintisi nelle guerre tra gli aragonesi di Alfonso e gli angioini di Luigi, militarono con la regina Giovanna II d’Angiò, ricevendo privilegi e feudi ed ottennero il primo stemma del casato; BIAGIO nel 1700 acquistò il feudo di San Giovanni dei Zoppi, dal quale il titolo nobiliare di barone. Nel Cedolario del Principato Ultra è documentata l’attestazione del feudo di San Giovanni di Zoppi a GIROLAMO il 1 luglio 1793 per successione del fratello TOMMASO; famiglia annoverata tra i possessori di feudi da più di duecento anni. NICOLA, DIEGO, FRANCESCO, MATTEO e DONATO vicari generali della Diocesi di Campagna e Satriano, LUIGI vicario apostolico nel XIX secolo. Riconosciuta di “nobiltà generosa” nella prove di ammissione nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo in persona di DONATO nel 1839 (Verbali della Regia Commissione di Nobiltà, volume I, pagina 169 e volume III pagina 89), che in qualità di capitano del “Battaglione Tiragliatori della Guardia Reale” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, presente alla difesa della città di Gaeta capitolando con la guarnigione il 14 febbraio 1861; FERDINANDO capitano del “10° Battaglione Cacciatori” anch’egli partecipò alla difesa del Regno, comportandosi con onore alla battaglia del Volturno nell’ottobre del 1860; CESARE caduto nella 1a guerra mondiale, GIACOMO, barone di San Giovanni di Zoppi, (+1924), GIUSEPPE, dottore in giurisprudenza, magistrato, giudice militare in Albania nella 2a guerra mondiale, LEONIDA ingegnere del Genio Civile in Torre Annunziata.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: partito: 1 d’argento allo scaglione di rosso accompagnato in alto da un’aquila bicipite di nero; nel 2° d’argento alla fascia di rosso accompagnata in capo da un leone al naturale tenente una spiga d’oro ed in punta da tre stelle dello stesso.

CANDIDA

Titoli: patrizio di Lucera

Dimora:  Lucera, Napoli

Il casato discende da ALDOINO Filangieri signore della terra di  Candida, e da quel  possedimento  venne poi conosciuto e nominato il casato  già dal 1269 in Candida o Candido (altro ramo della famiglia).

Nobili in Benevento, Nola, Lucera, Taranto, il ramo di Benevento si estinse nel XVI secolo.

GIACOMO milite e “familiare” di re Roberto d’Angiò,  da Benevento portò la famiglia nel 1324 in Lucera dando poi origine anche al ramo di Napoli. ANGELO creato da re Roberto cavaliere del giustizierato di Bari; frate ANDREA presidente della Regia Camera della Sommaria, cavaliere di Rodi e priore di Barletta, nel  1424 fu tra i sottoscrittori della capitolazione della città di Lucera a re Alfonso d’Aragona; PIETRO, BERNARDINO e GIACOMO furono dei valorosi militari nel XV secolo; frate CARLO, comandante di galee da guerra, difese l’isola di Malta dall’aggressione di Napoleone nell’anno 1800, luogotenente del Gran Magistero dell’Ordine di Malta; ANDREA maresciallo della Regia Guardia del Corpo di re Gioacchino Murat nell’anno 1808.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’argento alla sirena al naturale coronata d’oro, in un mare di verde.

CANDIDO (di Cancellara)

Titoli: patrizio di Trani, predicato di Cancellara

Dimora: Trani

Altro ramo della famiglia Candida, trasferitasi in Trani nel 1742 con RICCARDO Candida, ed iscritto in quella nobiltà presso il seggio dell’Arcivescovado nel 1799.

In possesso del feudo di Cancellara e Santacroce.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922

Arma: d’azzurro alle due colonne d’argento sormontate da due leoni tenenti un castello il tutto d’oro, accompagnato da un giglio al naturale fogliato d’argento.

CANNARELLA

Titoli: marchese di Regalbono e Scuderi

Dimora: Licata, Siracusa

Nobili in Siracusa. NICCOLO’ giudice della Gran Corte de Regno anno 1507; VINCENZO giurato in Siracusa 1571/2; con investitura dell’8 ottobre 1749 IGNAZIO nominato barone di Molisana e Alfano; GAETANO sindaco di Siracusa 1783/4; DOMENICO giurato nobile 1803/4, marchese di Scuderi il 22 giugno 1810 per successione dello zio GIROLAMO Cannata; FRANCESCO per successione della famiglia Frangipane ebbe il titolo di marchese di Regalbono, il figlio

DOMENICO con Regie Lettere Patenti (RR. LL. PP.) ottenne per trasmissione il titolo di marchese di Regalbono  in data 14 ottobre 1900 ed in seguito quello di marchese di Scuderi con Decreto Ministeriale del 1927.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: troncato semipartito: 1° di rosso, due leoni sormontati da tre stelle d’oro in atto di rompere un pane d’argento (Frangipane), 2° d’argento alla canna al naturale (Cannata), d’azzurro al vaso d’oro con tre gigli al naturale.

CANNIZZARO

Titoli: barone di Belmontino inferiore, signore di Leone

Dimora: Catania, Vizzini

Proveniente dalla Spagna con re Pietro d’Aragona. Nobili in Messina, Palermo, Vizzini.

BLASCO proconservatore di Vizzini 1590; MARIO barone di Madore, mastro notaro del tribunale del Regio Patrimonio di Vizzini 1549, ministro della “Compagnia di Carità” di Palermo  1623; FRANCESCO senatore in Palermo 1662/71; MARIANO e PAOLO iscritti nella mastra nobile di Messina dal 1798 al 1807; PAOLO  con privilegio del 15 giugno 1793 ottenne il titolo di barone di Belmontino inferiore; acquisiti definitivamente con Decreto Ministeriale del 1900.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  d’azzurro alle due stelle d’oro, rosso a tre barre d’oro; alias d’azzurro alla stella d’oro, di rosso alla fascia e barre d’oro.

CANZANO (di Belviso)

Titoli:  duca di Belviso, visconte di Francavilla

Dimora:  Messina

Di origine spagnola, nobili in Messina sin dal XVI secolo.

SERAFINO tenente colonnello e governatore della Torre del Faro di Messina nel XVII secolo; GIUSEPPE cavaliere di giustizia dell’Ordine Costantiniano, maresciallo di campo, di re Ferdinando II, dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie; il figlio PAOLO ottenne, per eredità della madre Cornelia Avarna, il titolo di duca di Belviso e visconte di Francavilla con Regio Rescritto del 26 maggio1855; figli del precedente : FRANCESCO  Capitano del “2° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” decorato dell’Ordine di San Giorgio per essersi distinto nella  battaglia sul Volturno, LUCA 1° tenente del “2° Reggimento Granatieri della Guardia Reale”, e GAETANO, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella,  capitano del “Comando Generale dello Stato Maggiore” hanno preso parte alla campagna del 1860/61 contro i piemontesi che invasero il Regno delle Due sicilie. 

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  inquartato: 1° e 4° di rosso al castello d’oro, 2° e 3° d’oro alla fascia d’azzurro.

CAPASSO e CAPASSO TORRE DI CAPRARA

Titoli: conte di Pastene, patrizio Napoletano, patrizio Beneventano

Dimora: Napoli, Benevento, Roma

Antichissima famiglia già nota nel XI secolo nelle terre Campane. TOMMASO difensore degli Svevi con re Manfredi ebbe le terre confiscate da re Carlo I d’Angiò; GIOVANNI e ROBERTO reintegrati e nominati “Cavalieri Regi” ; PIETRO  tesoriere regio nel 1275; LUIGI  “ regio familiare”, ambasciatore  dell’ultimo re d’Araqona che seguì nella via dell’esilio in Francia; ANNIBALE consigliere militare di Carlo V alla battaglia di Pavia e alla presa di Goletta; FABIO trasferì la famiglia in Benevento ed iscritto nel suo patriziato il 12 ottobre 1580 ed eletto capoconsole; il figlio   ANNIBALE giureconsulto ed ambasciatore di Benevento presso la Santa Sede; FABIO  restauratore dell’arco di Traiano in Benevento nel XVII secolo. La famiglia è decorata del titolo di conte di Pastene  in persona di FABIO,  quale eredità della moglie Lucrezia Memoli nel XVII secolo. GAETANO, conte di Pastene, iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Napoletana nel 1842; SAVERIO ufficiale di cavalleria dell’Esercito del Regno di Napoli di re G. Murat, morto nella campagna di Russia. Il casato è iscritto nel seggio di Portanova in Napoli, iscritto nell’ordine Costantiniano e in quello di Malta, riconosciuto di “antica nobiltà”  nel 1851 dalla Regia Commissione per i titoli di Nobiltà in base all’ammissione nel Corpo delle Regie Guardie del Corpo del Regno delle Due Sicilie; PASQUALE, ramo di Pastene, maggiore comandante del  “2° Reggimento Lancieri Reali” dell’Esercito delle Due Sicilie, combatté nel 1860 contro i garibaldini per contrastare l’invasione piemontese del Regno e decorato della Croce di diritto dell’Ordine Costantiniano da re Francesco II.  Monsignor BARTOLOMEO, nato nel 1871,  cappellano del Tesoro di San Gennaro; GIOVANNI  conte di Pastene con Regio Decreto del 25 settembre 1924, ministro plenipotenziario del Regno d’Italia, aggiunse al proprio cognome quello materno di Torre di Caprara  con Regio Decreto del 10 agosto 1927.

Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano.

Arma:  d’azzurro ala croce d’oro di sant’Andrea, quattro teste di leone d’oro linguellate di rosso

 

 

 

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CAPOBIANCO

Titoli: marchese di Carife, patrizio Beneventano,  nobile di Anagni

Dimora: Napoli

Famiglia risalente al periodo delle crociate, originaria di Castelpoto. LORENZO trasferì la famiglia nel XVI secolo in Benevento; ANTONIO, avvocato fiscale della Gran Corte della Vicaria, nel 1646 per eredità materna, Laura Ciaccio, ottenne la terra di Carife in Calabria, e ne venne nominato marchese in data 18 giugno 1668 da Carlo II di Spagna per i servizi resi quale reggente del Supremo Consiglio d’Italia; il nipote DOMENICO marchese in data 27 aprile 1666; ultimo intestatario del titolo GIOVANNI all’inizio del XX secolo. Un ramo passò in Anagni nel XVII secolo con CARLO, ed iscritto nella mastra nobile di Anagni. Ramo di Napoli, nobili dei marchesi di Carife: il Dott. ENRICO, Vice Questore, il figlio Avv. ALBERTO (1919), Ufficiale combattente in Albania, Comandante del Battaglione Celere della Questura di Napoli e Aiutante Maggiore negli anni ’60 del XX secolo, Comandante del Gruppo delle Guardie di P.S. di Sassari e collocato a riposo col grado militare di Generale di Pubblica Sicurezza, cugino del Generale il Dott. ARNALDO,Questore Dirigente all’Ufficio Affari Generali del Ministero dell’Interno, a Roma”.

Iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro allo scaglione d’oro, accompagnato da due stelle dello stesso, alla punta dal capo canuto.

CAPOGRASSI

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Sulmona

Originaria del Cilento, prese il nome dalla terra in loro possesso, aggregata alla nobiltà di Salerno nel seggio di Portanova; PANDOLFO giudice in Salerno nel 1284; RUGGIERO capitano dell’isola d’Ischia nel 1279; ANDREA vescovo di Sulmona 1314; GIACOMO  diede origine al ramo di Sulmona e divenne il capitano nel 1324 di detta città; il nipote GIACOMO  commendatario di San Giovanni in Venere.

Il casato inserito nell’Ordine di Malta dal 1584, iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° d’azzurro al grifo d’oro coronato, 2° d’azzurro alla banda d’argento caricata di una stella codata di rosso accompagnata da due cotisse d’argento.

CAPOMAZZA

Titoli: marchese di Campolattaro, patrizio di Pozzuoli

Dimora:  Napoli, Pozzuoli

Le prime notizie certe risalgono al 1159 dall’Archivio della Chiesa della Santissima Trinità in Cava. Iscritta al patriziato di Pozzuoli.

Riconosciuta di “antica nobiltà” dalla Regia Commissione per i titoli di nobiltà nell’ammissione alle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie anno 1843; inserita nell’Ordine di Malta dal 1871; FLAVIO  e GIUSEPPE  riconosciuti patrizi di Pozzuoli nel 1858. Il ramo napoletano è decorato del titolo di marchese di Campolattaro dal 1770. EMILIO marchese di Campolattaro, patrizio di Pozzuoli e Sindaco di Napoli; BENEDETTO  cavaliere del Regno d’Italia, cavaliere dell’Ordine di Malta, vice console d’Italia in Algeri 1932, esiste ancora in Napoli, nel centro storico in viaa G. Paladino “palazzo Capomazza.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922, iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana anno 1933.

Arma: troncato d’azzurro alla testa di carnagione, affiancata da due bastoni d’oro sormontata da tre stelle del medesimo, 2° d’azzurro a tre bande d’oro

CAPONE

Titoli: nobile

Dimora:  Montella, Roma

Motto:  “durando vinco”

Antica famiglia di Montella già nota nel XV secolo. GIULIO, GIUSEPPE, ANDREA validi giuristi in Montella ed in Roma secoli XVII e XVIII; SCIPIONE presidente della Cassazione, deputato  e poi senatore del Regno d’Italia dal 1861 al 1867 ; ANDREA  avvocato generale militare del Regio Esercito Italiano nel 1932.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’argento alla testa di moro bendato

CAPPA (di San Nicandro)

Titoli: patrizio dell’Aquila col predicato di San Nicandro

Dimora: Aquila

Antica famiglia aquilana, inserita nell’Ordine di Malta nell’anno 1701, possedette i feudi di Bagno, Caporciano, Coppito, San Nicandro d’Abruzzo. Aggregata al patriziato dell’Aquila; riconosciuta di “antica nobiltà” nel 1837 nelle prove per l’ammissione alle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie dalla Regia Commissione dei titoli di nobiltà; patrizi dell’Aquila col predicato di “San Nicandro” nella persona di ANTONIO nell’anno 1920.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale  Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° d’argento alla testa di moro tenente una rosa in bocca, 2° fasciato alternato d’oro, rosso e d’azzurro.

CAPPABIANCA

Titoli: nobile di Sant’Eustachio

Dimora: Aversa, Napoli

Originaria di Aversa, iscritta nel Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1731 con GIOVANNI; DECIO, “famigliare” di re Filippo III di Spagna, ebbe la concessione, non trasferibile ad eredi, per i servigi a lui resi del titolo di marchese. Il casato acquisì il feudo di Sant’Eustachio; diede vari magistrati al Regno di Napoli.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.

Arma:  d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata da tre stelle d’oro, in punta una vipera di verde.

CAPPELLANI

Titoli: barone, barone di Formica, nobile dei baroni della Formica

Dimora: Palazzolo Acreide, Catania

PAOLO SALVATORE acquistò la baronia di Formica e ne ottenne l’investitura il 1 marzo 1772; GIUSEPPE ne fu investito il 31 agosto 1790; ORAZIANO capitano del “5° Battaglione Cacciatori” ha partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, presente nei combattimenti in Catania, e sul continente battendosi con valore con i resti del battaglione il 26 ottobre a Cascano contro le truppe sarde, capitolò con la guarnigione di Gaeta il 14 febbraio 1861. Con D. M. del 6 ottobre 1900 riconosciuto il titolo di barone di Formica in persona di SEBASTIANO; con D. M. del 1904 SALVATORE ottenne il riconoscimento del titolo di nobile dei baroni di Formica, di barone sul cognome con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 21 agosto 1908.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato nel 1° e 4° di rosso al leone coronato d’oro; nel 2° e 3° d’argento all’aquila coronata di nero - alias d’azzurro a tre crescenti d’argento posti due a uno macchiati di nero, accompagnati da una stella d’oro e sormontati in capo da un bisante dello stesso.

 

CAPPELLI o CAPPELLO

Titoli: marchese

Dimora: Sicilia

Originaria di Padova si stabilirono in Sicilia nel XIII secolo. NICCOLO’ il 24 aprile 1333 ottenne il feudo di Molisana, trasmesso al figlio RINALDO. ANTONIO ottenne da re Martino il 4 giugno 1393 il feudo di Bonfallura. BALDASSARRE fu giurato in Noto nel 1556; ORAZIO ANTONIO  con dispaccio reale del 7 luglio 1810 ebbe il titolo di marchese trasmissibile agli eredi.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  troncato d’argento e di nero al cappello all’opposto

CAPUANO

Titoli: patrizio napoletano

Dimora: Napoli

Di origine longobarda, annoverata tra le famiglie illustri di Amalfi, dove diede anche un arcivescovo. Diramata a Napoli con la venuta degli Angioini, aggregata ai seggi di Nido e Portanova, iscritta in vari ordini cavallereschi e vestì la porpora cardinalizia, nel 1809 venne iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Napoletana. Riconosciuta di “antica nobiltà” nelle prove della Regia  Commissione per l’ammissione nelle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie. MICHELE alfiere del “2° Reggimento Dragoni” (cavalleria pesante) partecipò alla campagna del 1860/61 alla difesa del regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Con Decreto Ministeriale dell’anno 1900 venne riconosciuta col titolo di patrizio Napoletano, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di ermellino alla testa di leone nera recisa, linguata e sanguinolenta di rosso, coronata d’oro.

CAPUTI

Titoli: nobile

Dimora: Livorno, Napoli

Famiglia originaria di Napoli, trasferitasi in Livorno nel XVII secolo con VINCENZO; iscritta al certo nobile di Livorno con proposta della Magistratura civica di San Miniato con deliberazione del 20 agosto 1845 in persona di RAFFAELE, accolta con Regio Rescritto in data 2 gennaio 1846.

Arma: di rosso alla testa di leopardo d’argento coronata d’oro.

CAPUTO (1)

Titoli: duca

Dimora:  Napoli, Cosenza

Si hanno memorie certe sin dal XIII secolo; PIETRO decorato dell’Ordine del  “Cingolo Militare” dal re Carlo I d’Angiò; LORENZO giustiziere di Terra di Lavoro nel 1290; CARLO e LUIGI marescialli dell’Esercito con nomina rispettivamente nel 1384 e 1393.

Il casato venne messo al bando dalla capitale, Napoli, nel secolo XVI, per rivalità con altre famiglie dei seggi nobili e dovette riparare in altri luoghi. Un ramo si stabilì in Cosenza dove venne decorato nel 1724 del titolo di duca, fecero parte dell’Ordine di Malta, riconosciuti di “antica nobiltà” per l’ammissione nelle regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie; 

ANTONIO alfiere del “2° Reggimento Lancieri Reali” ha partecipato alla campagna del 1860 contro i piemontesi per la difesa del Regno  capitolando nel novembre dello stesso anno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  di rosso alla testa di leone coronata d’oro

CAPUTO (2)

Titoli:  patrizio di Tropea

Dimora: Tropea

Ramo della precedente famiglia con  BARNABA che  si trasferì a Tropea nel 1400; TOMMASO sindaco di Tropea nell’anno 1567; un altro TOMMASO ammesso nell’Ordine di Malta quale cavaliere di giustizia; un terzo TOMMASO ufficiale delle “Regie Guardie del Corpo” del Regno delle Due Sicilie nel 1849 e decorato dell’Ordine Pontificio di San Silvestro; GIOVAN BATTISTA

2° tenente della “Reale Gendarmeria a piedi” ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° d’azzurro ai 3 monti d’oro con 2 leoni dello stesso, linguati di rosso sostenenti una testa al naturale coronata d’oro, 2° di verde con 4 onde d’argento

CARAVITA (di Siringano/Toritto)

Titoli : marchese, principe di Sirignano, patrizio Napoletano, duca di Toritto

Dimora: Napoli

Di origine spagnola, si ritiene discendente della famiglia Garavito. Le prime memorie si hanno  in Eboli nel 1309 in persona di GUALTIERI e GIOVANNI. Il casato si trasferì a Napoli nel 1630, nobili fuori piazza nel 1639, ed iscritto poi al Monte Manso nel XVIII secolo; con Dispaccio Reale del 31 ottobre 1804 iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Napoletana. Il casato si divise in due rami nel XVII secolo con i figli di AGOSTINO  consigliere del Sacro Regio Consiglio, il primo con ANTONIO decorato del titolo di marchese nel 1778 e del titolo di principe di Sirignano, il secondo con PIETRANTONIO che  ottenne il titolo di duca di Toritto nel 1710 e l’iscrizione al Registro delle Famiglie dei Cavalieri di Giustizia. GIOVAN MARIA  gran priore dell’Ordine di Malta in Lombardia ed ambasciatore dell’Ordine  presso la Santa Sede nel 1678; TOMMASO, cavaliere dell’Ordine di San Giacomo della Spada, edificò il villaggio di Caravita in  Pomigliano d’Arco nel 1647; PAOLO arcivescovo di Conza nel 1678; SEMPLICIO arcivescovo di Amalfi nel 1681; GIUSEPPE  duca di Toritto, consigliere della Regia Camera di Santa Chiara; ANDREA prefetto archiviario dell’Abbazia di Montecassino, pubblicò “I Codici e le arti di Montecassino”; FERDINANDO, ramo dei Siringano, guardia a cavallo della “Compagnia delle Reali Guardie del Corpo” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860; FRANCESCO (1908-1998) principe di Sirignano, fu uno dei personaggi più in vista del novecento napoletano, campione automobilistico, pianista, subacqueo, uomo di grande cultura pubblicò un libro ironico intitolato "Memorie di un uomo inutile".

La famiglia è tuttora divisa nei rami di Sirignano, marchesi e principi, e di Toritto, duchi.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

A Napoli al Rione Sirignano, di fronte alla Villa comunale, è sito il monumentale edificio denominato palazzo Sirignano, acquistato da GIUSEPPE nel 1884, oggi sede della Sociatà Tirrenia di Navigazione

Arma: d’azzurro al leone d’oro con una fascia di rosso caricata di tre stelle d’argento passante al centro

 

 

 

 

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CARCHIOLO

Titoli: barone di Donna Maria

Dimora: Catania

SANTO primo barone di Donna Maria con privilegio del 1734; GIROLAMO ne ottenne il titolo con investitura del 16 luglio 1782; con D. M. del 1924 ne ottenne il riconoscimento SALVATORE.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato rosso e d’azzurro alla fascia d’oro attraversante, nel capo da un sole d’oro, in punta da una conchiglia d’argento.

CARDILLO e CARDILLO CLOOS

Titoli: Nobile

Dimora: Catania, Palermo

Le prime memorie risalgono al XV secolo; DOMENICO Ministro della Regia Azienda, Consultore della Suprema Giunta di Sicilia in Napoli, con privilegio del 13 dicembre 1772 riconfermato nel 1774 ottenne il titolo di marchese; AGOSTINO giudice della Gran Corte del Regno di Napoli nel 1764, presidente del Tribunale del Concistoro nel 1797, del Regio Patrimonio nel 1805 e della Gran Corte nel 1810, cavaliere di Malta; ANTONIO, marchese, senatore del Regno delle Due Sicilie dal 1824 al 1830; VINCENZO 2° tenente del “3° Reggimento Fanteria di Linea Principe” ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno dall’invasione piemontese.

Con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 11 dicembre 1912 il titolo di marchese passò alla famiglia Cloos la quale divenne poi  Cardillo Cloos.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: troncato d’azzurro alla fascia d’oro, in capo corona d’oro sormontata da tre stelle delle stesso, in punta un cardellino sopra un ramo d’olivo (casa Cardillo Cloos)

troncato con la fascia di rosso, 1° d’azzurro alla corona di marchese sormontata da tre stelle d’argento ordinate al capo, al cardellino al naturale sopra un ramo d’olivo  fiorito d’argento al terrazzo di verde (casa Cardillo)

CARDONA

Titoli: nobile

Dimora : Siracusa

Famiglia di origine spagnola passata in Sicilia al seguito di re Pietro d’Aragona. ANTONIO vicerè di Sicilia nel 1417; GIOVANNI conte di Prades nel 1477; PIETRO maestro giustiziere del Regno, ottenne il 1 dicembre 1444 le terre di Collesano, Caronia, Petralla, il feudo di Bilici e nomina di conte di Collesano; ARTALE, conte di Collesano, il 25 agosto 1451 ottenne la terra e il castello di Nasso, il castello di Capo d’Orlando e di Polizzi, la nomina di Gran Cancelliere del Regno di Sicilia; PIETRO cavaliere del Toson d’Oro (ordine che dichiarava gli investiti  “cugini” del re di Spagna), Grande Almirante (ammiraglio) del Regno, tenente generale di re Ferdinando il Cattolico, Gran Contestabile del Regno di Sicilia, stratico di Messina nel 1497; ENRICO  arcivescovo di Monreale nel 1512 e cardinale di San Marcello; RAIMONDO, conte di Albeto, (Albento), capitano generale delle forze di terra e di mare dell’imperatore Carlo V, vicerè di Sicilia dal 1506 al 1509, luogotenente e  Grand’Ammiraglio del Regno di Napoli nell’anno 1519, con privilegio del 15 giugno 1521 ebbe la concessione di amministrare la città di Mazzara con piena giurisdizione. Aggregati alla mastra nobile di Siracusa nel 1755. GIOVANNI BATTISTA senatore del Regno di Sicilia nel 1809/10.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano nel 1922.

Arma: di rosso a 3 cardoni d’oro fogliati di verde, alias  inquartato 1° d’azzurro ai 3 cardoni d’oro, 2° d’oro ai 4 pali di rosso traversata da una banda d’oro, 3° d’azzurro alla banda d’oro, 4° d’azzurro ai due leoni e colonna al naturale coronata d’oro.

CARDONA