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I casati del Sud di Ciro La Rosa La Rosa
CR-CU |
CRESCIMANNO
(di Capodarso e di Albafiorita)
Titoli:
barone di Capodarso, signore di Bubutello, duca di Albafiorita,
barone di Pietrevive, signore di Caccione
Dimora:
Palermo, Caltagirone
Famiglia di origine Normanna, secolo XII, denominata “Crissmann”
da cui Criscimanno.
PASQUALE acquistò il feudo di Camatrice nel 1406; PERRELLO acquistò
il feudo di Spedalotto nel 1531; FRANCESCO con privilegio del 21
novembre 1576 e del 30 maggio 1577 ottenne il titolo di “Don”;
VINCENZO barone di Bubutello nel 1635; VINCENZO barone di Capodarso
nel 1696, giurato della cittadina di Piazza nel 1705; PAOLO senatore
in Caltagirone nel 1703/4, patrizio di Caltagirone; ANTONINO barone
di Bubutello e Capodarso con privilegio del 20 febbraio 1740;
FRANCESCO primo duca di Albafiorita, barone di Caccione e di
Pietrevive con investitura del 1 settembre 1770; ANTONINO, dottore
in legge, giudice della gran Corte Civile del Regno di Sicilia,
giudice della Corte Pretoriana di Palermo anni 1752/53; GIUSEPPE
patrizio di Caltagirone nel 1787; FRANCESCO, duca di Albafiorita,
senatore di Caltagirone nel 1784, proconsole nel 1810; SALVATORE
giudice della Gran Corte Criminale nel 1813.
Il casato si divide nei rami di Capodarso in Palermo e di
Albafiorita in Caltagirone.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritto
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone d’oro con la fascia dello stesso |
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CRISCIONE
Titoli:
barone di
Corallo
Dimora:
Comiso
Famiglia
originaria di Ragusa, succedette nel titolo di barone del Corallo,
alla famiglia Occhipinti per acquisizione materna in persona di
ISIDORO con R. D. del 21 luglio 1872 e RR. LL. PP. (Regie Lettere
Patenti) del 6 novembre dello stesso anno; viventi nella prima metà
del XX secolo: FRANCESCO SAVERIO, ISIDORO , MICHELE.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito 1°
troncato: d’oro al leone di rosso, tenente con le zampe anteriori un
ramo di crescione al naturale, fasciato d’azzurro e d’oro; i pezzi
d’azzurro a tre stelle d’argento ordinati in fascia; 2° d’argento a
tre scaglioni di rosso, il secondo sormontato da una crocetta dello
stesso colore. |
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DE
CRISTOFARO
Titoli:
barone dell’Ingegno, nobile dei baroni
Dimora:
Catania
Di antica nobiltà, in Catania dal XV secolo.
GIUSEPPE primo barone dell’Ingegno con investitura del 11 novembre
1808; FRANCESCO 1° tenente del “15° Reggimento Fanteria di linea
Messapia” dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie, ha combattuto
contro i garibaldini nella campagna del Volturno nel 1860.
Con R.D. del 10 dicembre 1901 riconosciuto il titolo di barone
dell’Ingegno in persona di SEBASTIANO FRANCESCO; con D. M. del 24
aprile 1910 riconosciuto il titolo di nobile dei baroni a GIUSEPPE.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922
Arma:
d’argento al pino alla pianta erbosa sostenuto a sinistra da un
leone al naturale coronato d’oro, sormontato da tre stelle di rosso. |
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CROCE
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Famiglia originaria di Monterodomo in Abruzzo.
BENEDETTO consigliere della Suprema Corte di Giustizia del Regno
delle Due Sicilie nel 1824; ONORATO, dottore in filosofia e medicina
presso la Scuola Salernitana nel XIX secolo; BENEDETTO, nato a
Pescasseroli, illustre personaggio della cultura italiana del XX
secolo: filosofo, storico, critico, ministro della Pubblica
Istruzione nel governo Italiano dal 1920/21, senatore del Regno,
fece parte della Costituente del nuovo stato repubblicano italiano
nel 1946, fondatore “dell’Istituto Italiano di Studi Storici”, a lui
è dedicata una delle strade del centro storico di Napoli dove egli
dimorò.
Con R.D. del 31 maggio e del 20 ottobre 1921 il casato ottenne il
titolo di nobile in persona di ALFONSO trasmissibile agli eredi.
Arma:
d’oro alla croce di verde caricata al centro da uno scudetto
d’ermellino e del motto “Lex”. |
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CROLLALANZA o
DI CROLLALANZA
Titoli:
nobile
Dimora:
Bari
Motto:
“Nè
per crollar si spezza”
Antica famiglia
originaria di Milano nota dal 1162 nel contado di Chiavenna;
diramatasi in Sicilia, Piacenza, Borgogna, Tirolo, Stiria, Danzica.
E’ rappresentata da
due linee: la prima di Bari e Gratz e la seconda in Piacenza.
La linea primogenita discende da NICOLA, dottore in legge, nominato
cavaliere dall’imperatore Carlo V, riconfermato dall’imperatore
Ferdinando II con diploma del 18 ottobre 1821 dato in Vienna. ARALDO
(1892 – 1986) nobile, uomo politico di destra, meridionalista,
membro del P.N.F. (Partito Nazionale Fascista), podestà della città
di Bari dal 1926 al 1928, sottosegretario e ministro dei Lavori
Pubblici fino al 1935, artefice della bonifica dell’Agro Pontino,
giornalista,
poi
senatore
della Repubblica Italiana.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1933
Arma:
interziato: 1° d’argento all’aquila di nero, 2° d’oro al leone di
rosso tenente con la zampa anteriore destra una lancia armata
d’argento, 3° d’argento a tre fasce ondate di rosso. |
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CUFFARI
o
COFFARO
Titoli:
Nobile di Sicilia
Dimora:
Palermo, Agrigento
Nobile dal XV secolo in terra di Sicilia. PIETRO, dottore in legge,
proconservatore in Naro nel 1636; FRANCESCO ottenne la stessa
carica nel 1656; GIUSEPPE stessa carica dal 1797/98; SALVATORE
capitano di giustizia 1812/13 in Naro; PIETRO vice portolano di
Agrigento, con privilegio del 21 agosto 1761 nominato barone di San
Germano; SALVATORE, barone di San Germano, senatore anni 1803/4 in
Palermo.
Il casato venne riconosciuto di “antica nobiltà” dalla Commissione
Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie con deliberazione del
27 marzo 1843. Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla colomba d’argento volante, tenente un ramoscello
d’olivo accompagnato da un sole nascente dal mare al naturale. |
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CULTRERA
Titoli:
barone di Montesano, nobili dei baroni
Dimora:
Chiaramonte, Siracusa
Originaria di Chiaramonte. GIUSEPPE barone di Fontanazza con
privilegio del 12 luglio 1638; PAOLO, barone di Fontanazza, primo
barone di Montesano con investitura del 21 agosto 1719; GIOVANNI
ANTONIO con nomina del 2 giugno 1730 proconsole di Chiaramonte;
PAOLO, barone di Montesano, proconsole di Chiaramonte dal 1777 al
1810 con investitura del 1 febbraio 1776; PAOLO con D. M. del 10
ottobre 1899 ottenne il riconoscimento del titolo di barone di
Montesano, GAETANO ottenne quello di nobili dei baroni.
Iscritta nell’Elenco ufficiale Nobiliare Italiano 1922
Arma:
d’azzurro alla torre di rosso finestrata di nero, cimata di un
guerriero al naturale, alla campagna di verde. |
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CURATOLO
Titoli:
barone, duca di Castellamonte
Dimora:
Trapani
Nobili di Monte San Giuliano. VINCENZO capitano di giustizia 1774/5
in Monte San Giuliano; stessa carica CASIMIRO 1745/6; MELCHIORRE con
privilegio del 13 marzo 1783 ottenne il titolo di barone; GIOVANNI
con investitura del 12 settembre 1785 ottenne il titolo di marchese
della Grantorre; MARIANO giurato di Monte San Giuliano 1787/8;
ANTONINO stessa carica 1798/9 e capitano di giustizia 1801/2; con RR.
LL. PP. del 10 marzo 1918 MELCHIORRE ottenne il riconoscimento del
titolo di duca di Castellamonte e con D. M. del 22 marzo dello
stesso anno quello di barone.
Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritto
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.
Arma:
d’azzurro e d’argento al leone al naturale passante sulla
ripartizione. |
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CURTI
o
CURTO
Titoli:
barone di Pumancaro
Dimora:
Trapani, Mazzara, Mineo, Palermo
ANDREA Curto nel 1507 ottenne il feudo della salina di Santo Daro e
la tonnara di Grotta Malfitana; FRANCESCO senatore in Palermo
1647/49 con privilegio del 16 dicembre 1651 ottenne la concessione
del titolo di “regio cavaliere” ; FRANCESCO capitano di giustizia in
Mineo 1749/50; AGRIPPINO Curti il 26 ottobre 1790 ottenne il titolo
di barone di Pumancaro; MARCO capitano di giustizia in Mazzara
1799/1800; MARIO proconservatore di Licata 1786/93; ANTONINO ottenne
attestazione di nobiltà dal Senato di Palermo il 15 febbraio 1792.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.
Arma:
interziato: il primo d’oro all’aquila di nero coronata, il secondo
d’oro al leone con due teste al naturale, di rosso alla torre e
l’aquila d’oro, il terzo di rosso ai tre pali d’oro. |
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CURTOPASSI
Titoli:
marchese
Dimora:
Napoli,
Risceglie
Originaria di
Andria, dichiarata di “antica nobiltà” nelle prove d’ammissione
nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” di Sua Maestà il re
del Regno delle Due Sicilie; decorata per Reale Concessione del
titolo di marchese in data
7 aprile 1874; un ramo, oggi estinto, decorato del titolo di conte in
persona di FRANCESCO (1839-1895) ministro plenipotenziario del Regno
d’Italia presso la corte dello Zar di Russia in San Pietroburgo.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al giglio d’oro, con la pezzatura d’azzurro per il ramo
secondogenito. |
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CUSANI
Titoli:
nobile
Dimora: Napoli
Motto:
“Ab initio usque ab finem pax tecum”
Nobili in Palermo e Napoli dal XV secolo.
MARCELLO arcivescovo di Palermo e capitano generale del Regno di
Sicilia con privilegio del 26 luglio 1755; FILIPPO cavaliere di
grazia dell’Ordine Costantiniano; ANTONIO e GIUSEPPE, cavalieri
dell’Ordine Costantiniano, fondatori delle Commende San Luigi e San
Gabriele, per le quali l’investitura venne rinnovata sino al 1855;
FILIPPO il 15 ottobre 1855 ottenne la Croce dell’Ordine
Costantiniano “ex gratia”.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922, con
D.C.G. del 16 novembre 1933 iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà
Italiana.
Arma:
partito il primo di rosso alla colomba d’argento e rosso coronata
d’oro, secondo d’azzurro e d’argento alla fascia di rosso, tre
stelle d’oro, un leone controrampante al fusto di una palma al
naturale. |
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