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I casati del Sud
di
Ciro La Rosa
La Rosa
F-FE |
FALANGA
di Castrogiovanni
Titoli: barone
di Castrogiovanni, Pullicarini e Scarpello, marchese della Rocca e
Sperlinga
Dimora:
Castrogiovanni, Noto, Messina
Famiglia
originaria di Castrogiovanni la cui casata può vantare la "nobiltà
di razza" ossia quel rango di cui non si conosce la data esatta
della sua comparsa. Si da per capostipite un JOACCHINO Falanga. Nel
1432 si hanno notizie certe con MELCHIORRE nobile di Castrogiovanni.
Il figlio BARTOLOMEO fu castellano di Castrogiovanni e Noto nel
1454. Dominus SIGNORELLO dottore in legge e “il magnifico”
MELCHIORRE primo barone di Scarpello nel 1578, castellano, segreto e
capitano di giustizia di Enna 1552, procuratore del collegio di S.
Francesco di Assisi di Castrogiovanni. GIOVAN TOMMASO barone di
Scarpello e primo barone di Pollicarini. MICHELANGELO barone di
Scarpello e tesoriere del monastero della Repentite di Enna.
GIOVANNI, barone di Scarpello, cavaliere dell'ordine Gerosolimitano
di Enna, capitano di giustizia di detta città nel 1680. GIOVAN
ANTONIO, barone di Scarpello, marchese di Sperlinga. GIUSEPPE
procuratore Helarianis di Messina e con i titoli di marchese
di Sperlinga, barone di Scarpello, proconservatore e giurato nobile
di Enna nel 1724, gran ufficiale dell'ordine Gerosolimitano di detta
città. GIOVAN MICHELE investito dei feudi di Sperlinga e Scarpello,
signore di Enna e Noto, rappresentante e ambasciatore della consulta
Araldis, giudice proconservatore di Messina, con lui cominciò
l'epoca d'oro della famiglia, sia per le parentele contratte che per
i servigi resi al Regno. Il casato attualmente stabilito in Messina
(aggiornamento censimento 1778 - Messina ). GIUSEPPE nobile
proprietario terriero, marchese di Sperlinga e della Rocca, il
figlio MICHELE (1865), unico erede della casata ritenuto “nobile
poeta” per le sue opere scrittorie.
Arme:
di
rosso, al castello merlato d’oro aperto e finestrato nel campo,
sinistrato da un leone rampante d’oro. |
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FALANGOLA
Titoli:
Patrizio di
Sorrento
Dimora:
Sorrento,
Napoli, Roma
Originaria di
Amalfi, si trasferì nel XIII in Sorrento. Militi di Sorrento furono
ROBERTO, GIOVANNI e LEONARDO; DOMINZIO arcivescovo di Sorrento nel
XV secolo; BERNARDINO regio capitano; FRANCESCO governatore di
Sorrento nel XVI secolo; NARDO e NICOLANTONIO capitani e proprietari
del feudo di Fagnano; FILIPPO ANTONIO capitano di ventura che militò
nella guerra delle Fiandre nel 1600; BERNARDO commendatore
dell’Ordine Gerosolimitano nel 1653; NICOLA e TOMMASO cavalieri
Gerosolimitani nel 1694 e 1696; ANTONIO vescovo di Caserta nel 1736.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
al leone troncato
d’oro e di verde. |
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DI
FALCO o DE FALCO
Titoli:
barone,
nobile dei baroni
Dimora:
Nicosia,
Catania
Nobili in
Messina si diramarono in Nicosia nel XV secolo.
BLANDANO
giudice della corte straticoziale dal 1568 al 1574 in Messina; ALFIO
inserito nella Mastra Nobile del Mollica anni 1603/4; BERNARDO Di
Falco acquistò nel 1783 l’ufficio di maestro notaro alla corte
capitaniale di Nicosia con investitura del 18 agosto 1785, senatore
in Nicosia anni 1794/99; ALESSANDRO BLANDANO De Falco, nipote del
precedente, con investitura dell’11 novembre 1802 barone
dell’ufficio di maestro notaro alla corte capitaniale di Nicosia poi
convertito nel solo titolo di barone; BLANDANO Di Falco con D. M.
del 14 aprile 1907 venne riconosciuto del titolo di barone.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro al
destrochero armato al naturale, tenente un falco del suo colore, con
tre stelle d’azzurro al capo; alias d’azzurro al
sinistrochero armato al naturale tenente un falco del suo colore,
con tre stelle poste due a uno d’argento. |

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FALCONE
Titoli:
nobile
Dimora:
Messina, Siracusa, Milazzo, Palermo
Nobile ed
antica famiglia che si vuole originaria dalla Lombardia, trapiantata
in Sicilia nel XI secolo con ETTORE milite al servizio dell’esarca
(comandante militare) bizantino Giorgio Maniace; nobile in Messina,
Milazzo ed in Siracusa. Possedette le baronie di Casalvecchio, di
Saccolino, Carrubba, Cava della Donna e Magrentini, Protonotaro,
Serravalle, Canneto o Margi del Canneto, Asaro, Lamotta, ed altre;
ALAIMO cavaliere di Malta nel 1276, priore di Messina e maestro
delle case dell’ordine di Malta del Regno di Sicilia e bassa
Calabria; FEDERICO valoroso capitano d’arme con re Pietro I
d’Aragona; FALCONE giustiziere della Valle di Castrogiovanni nel XIV
secolo; ANDREA vescovo di Modena e martire nel XIV secolo; GIOVANNI
senatore di Messina nel 1403 e tale carica, in detta città, venne
occupata da altri personaggi di questa famiglia. ANTONIO fu capitano
di giustizia di Milazzo nel 1403; MICHELE, barone di Ramosuli, fu
giurato di Siracusa nel 1527/28; LUCIO, barone di Carrubba, tenne la
carica di capitano di detta città nel 1632/3. Annotati nella Mastra
Nobile del Mollica, (lista I, anno 1587) GIOVANNI, e il padre
GIOVAN MATTEO; GIOVANNI PIETRO fu giudice pretoriano in Palermo nel
1609/10. Un ramo della famiglia si trasferì in Lentini.
Iscritta
nell’Elenco delle Famiglie Nobili Siciliane.
Arma:
d’azzurro, alla fascia di rosso, sostenente il falcone al naturale,
col cappelletto in testa – alias partito: 1° d’azzurro, 2° di
rosso di un falcone d’oro al volo posto al centro. |

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FALVELLA
Titoli:
conte
Dimora:
Napoli
Di origine
Toscana, trasferitasi in Basilicata ed in Napoli nel XVII secolo, ha
dato vari personaggi che vestirono la toga magistrale ed inseriti in
ordini cavallereschi italiani.
Con R. D. del
Regno d’Italia, del 13 marzo 1864 GIUSEPPE venne decorato del titolo
di conte trasmissibile ai primogeniti.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a tre fasce d’oro accompagnate da tre stelle dello stesso al capo,
alias d’argento a tre bande d’azzurro accompagnate da tre
stelle d’oro al capo. |

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FARACE
(1) o
FARACI
Titoli:
nobile dei baroni del Prato
Dimora:
Messina, Palermo
NICCOLÒ giudice straticoziale nel 1381, barone di Grappida; titolo
che venne confermato al figlio RUGGIERO in data 20 gennaio 1453;
BERNARDINO barone con investitura il 12 febbraio 1486; VINCENZO
investito del titolo di barone in data 13 marzo 1548; GIUSEPPE
giudice della corte pretoriana 1606/7, del tribunale della gran
corte 1610; LORENZO stessa carica 1630/31 e 1633/34; BIAGIO con
privilegio del 19 luglio del 1670 nominato barone del Prato; BIAGIO,
barone del Prato, giurato di Militello 1812/13.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobilità Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
1° d’azzurro alla colomba d’argento guardante un sole, 2° d’oro ai
tre pini di verde sradicati, alias 1° d’oro e d’azzurro alla
fascia di nero sostenente un uccello al naturale.
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FARACE
(2)
Titoli:
marchese, barone, nobile dei marchesi
Dimora:
Capri, Napoli, Roma
Originaria di Capri, discendente dalla precedente famiglia, si hanno
notizie certe nel napoletano sin dal XVII secolo con FRANCESCO nato
a Capri nel 1616; FRANCESCO 2° tenente del
“4° Battaglione Cacciatori” dell’Esercito delle Due Sicilie,
partecipò alla difesa del Regno dall’invasione piemontese nel
1860/61, presente all’assedio di Gaeta capitolando il 14 febbraio
1861. Vennero concessi ad ALFREDO - commendatore dell’Ordine
d’Italia e dei SS. Maurizio e Lazzaro, consigliere della Corte di
Cassazione, primo presidente della Regia Corte d’Appello - con R. D.
e RR. LL. PP. (regie lettere patenti) del 21 dicembre 1921 e del 25
dicembre 1925 i titoli di marchese e barone trasmissibili ai
primogeniti.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
1° troncato d’azzurro alla colomba d’argento fissante un sole d’oro,
2° d’oro al pino al naturale sulla campagna di verde. |
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LO FASO
Titoli:
duca di Serradifalco, marchese di Gastone, barone di Oliveri,
Rabione, Salicio, Grotta d’Acqua.
Dimora:
Palermo
Originaria della Lombardia. Si stabilirono in Sicilia nel XV secolo.
ANTONIO abate di Sant’Anastasia, canonico della cattedrale di
Palermo nel XVI secolo; FILIPPO vescovo di Lettere e Gragnano;
FRANCESCO acquistò i feudi di Serradifalco con investitura del 16
settembre 1666; LEONARDO con privilegio del 30 dicembre 1664 ottenne
la concessione del titolo di duca di Serradifalco; FRANCESCO, duca
di Serradifalco, barone della tonnara di Oliveri nel 1716; VINCENZO
senatore in Palermo 1749/55; LEONARDO duca di Serradifalco con
privilegio del 7 gennaio 1722, governatore della Compagnia della
Pace di Palermo nel 1752; IGNAZIO senatore in Palermo 1784/5,
rettore dell’Ospedale Grande e governatore della Compagnia della
Pace; FRANCESCO primo marchese di Gastone e Rabione con investitura
del 12 dicembre 1785; GIUSEPPE e GIOVANNI cavalieri dell’Ordine di
Malta nel 1787 e 1782; ANTONIO archeologo di fama internazionale,
cavaliere di vari ordini cavallereschi nazionali ed internazionali,
con investitura del 8 dicembre 1909 ottenne il titolo di duca di
Serradifalco, marchese di Gastone, barone di Oliveri, Rabione,
Salicio e Grotta d’Acqua.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al faggio al naturale sormontato da un’aquila nascente con
una punta di rosso, un braccio d’argento uscente dal cantone destro
impugnante una spada portante alla punta un giglio d’oro. |
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FAZIO
(di San Barbato)
Titoli:
nobile, predicato di San Barbato
Dimora:
Napoli e Calabria
Famiglia d’origine calabrese nota già nel XV secolo, trasferita a
Napoli nel XVII secolo.
Con Regio Assenso del 7 gennaio 1806 GIOVANNI ANTONIO ottenne il
possesso della terra di San Barbato in Calabria; EMANUELE capitano
del “Comando Generale” dello Stato Maggiore dell’Esercito delle Due
Sicilie partecipò alla campagna del 1860/81.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone coronato d’oro attraversato da una sbarra di
rosso. |
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FAZIO
Titoli:
barone di Nasari
Dimora:
Messina
Non è certa l’origine si pensa genovese o di Pavia, portata in
Sicilia con Federico II di Svevia.
FAZIO avvocato fiscale della gran corte del regno nel 1377; MUZIO
con privilegio del 31 agosto 1408 ottenne il feudo di Boscaglia;
MATTEO segretario del contado di Agosta nel 1409; GIOVANNI portulano
di Lentini nel 1410; GIOVANNI VINCENZO capitano di giustizia in
Caltagirone 1533/34; FRANCESCO segretario referendario del Regno di
Sicilia nel 1721; MARIO GIUSEPPE, dottore in legge, acquistò il
titolo di barone di Nasari con investitura del 27 aprile 1812; il
casato venne iscritto nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al
1807.
Iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone coronato d’oro ad una banda di rosso |
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FAZZARI
Titoli:
patrizio di Tropea
Dimora:
Tropea
Stabilitasi in Sicilia al seguito di Federico II di Svevia, ottenne,
secondo il Toraldo, la signoria di Partinico con investitura del 10
febbraio 1210. Verso la fine del XIII passò in Calabria possedendo
il feudo di Jacolino presso Mileto. Nobili in Tropea dove molti
componenti della famigli coprirono la carica di Sindaco dei Nobili
sin dal 1461; nel 1580 vennero ricevuti nell’Ordine Gerosolimitano;
GIACOMO e RAONE “regi famigliari” di Roberto d’Angiò; GOFFREDO
vescovo di Mileto nel 1328; BERNARDINO capitano dell’esercito di
Carlo V militò contro i francesi di Lautrec; LEONARDO cavaliere di
Malta, distintosi nella guerra contro i Turchi, fu il primo a
piantare nell’assalto di Castelnuovo (possedimento Veneziano) in
Morea (odierno Peloponneso) nel 1601 lo stendardo dell’Ordine di
Malta; ANTONIO capitano dell’esercito partecipò alla campagna di
Catalogna nel 1673 dove perì in combattimento; DOMENICO, capitano
del “3° Fanteria Napoletana” comandato da Domenico Pignatelli in
Catalogna, divenne Maestro di Campo nel 1708.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro ai tre pali d’oro col capo dello stesso caricato da una
rosa rossa |
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DI
FEDE
Titoli:
marchese, nobili dei marchesi
Dimora:
Gela, Vizzini
GIUSEPPE con privilegio del 9 marzo 1607 ottenne il feudo di Terra
di Sonnaro; GASPARE proconsole di Girgenti (Agrigento) nel 1632;
NUNZIO giurato, capitano di giustizia e tesoriere di Vizzini nel
1731; ANTONINO giurato nobile di Naro 1791/2, capitano di giustizia
1797/8; GASPARE giurato nobile 1799/1800, capitano di giustizia
1801/2; GIOVANNI con R. D. “motu proprio” del 22 dicembre 1898 e con
RR. LL. PP. (regie lettere patenti) del 27 aprile 1899 ottenne il
titolo di marchese per se e per gli eredi primogeniti.
Iscritta Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento all’albero al naturale sostenuto a sinistra da un leone
coronato d’oro, accompagnato al capo da tre stelle di rosso a
sinistra di un sole rosso, bordato a scacchi rosso e argento. |
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FEDERICI
(di Abriola)
Titoli:
nobili col predicato di Abriola
Dimora:
Napoli, Montalbano Jonico
È un ramo della famiglia omonima proveniente da Genova, il cui
capostipite era BARTOLOMEO conte palatino nel 1297, passata in
Campania e Calabria nel XVI secolo; ricevuta nell’Ordine di Malta
nel 1516; ottenne i feudi di Ariuso nel 1738 e Abriola nel 1758.
TOMMASO colonnello della Guardia Civica nel 1809.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a nove stelle d’oro disposte a tre. |
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FEDERICO
Titoli:
nobile dei conti di Villalta
Dimora:
Palermo
Le prime memorie certe risalgono al XIII secolo con GUGLIELMO
cavaliere di Butera e RAYNALDO cavaliere di Mineo; FEDERICO acquistò
il feudo di Cefalà nel 1790, la carica di pretore in Palermo nel
1367; ANTONINO ottenne il diritto del grano ( il prelievo di una
percentuale in moneta) sul caricatore (silos) di Sciacca; GASPARE
giudice del tribunale della Gran Corte Criminale del Regno nel
1639/41, con privilegio del 30 maggio 1643 ottenne il titolo
ereditario di conte di San Giorgio; PAOLO senatore in Palermo
1665/70: ANTONIO, conte di San Giorgio, “secreto interinale” di
Palermo 1731, governatore della Compagnia della Pace 1715, primo
conte di Villalta, deputato del Regno di Sicilia 1738/48; NICCOLÒ,
conte di Villalta con investitura del 9 settembre 1779, conte di San
Giorgio 30 aprile 1776; ANTONIO conte di Villalta e governatore
della Compagnia della Pace nel 1788; IGNAZIO ricevuto nell’Ordine di
Malta il 18 giugno 1787; GIOVANNI alfiere (sottotenente) del “6°
Reggimento Fanteria di Linea Farnese” partecipò alla campagna del
1860, sul Volturno, contro i piemontesi che invasero il Regno delle
Due Sicilie.
Con D. M. del 20 dicembre 1897 venne riconosciuto a GAETANO il
titolo di nobile dei conti di Villalta. Iscritta nel Libro d’Oro
della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare
Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro a quattro bande d’azzurro, alias d’azzurro alla banda
d’oro, in capo alla fede di carnagione, in punta d’una ancora d’oro. |

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DE FERRANTE
Titoli:
Barone, nobili dei baroni
Dimora:
Napoli, Nola
Originaria di San Paolo Belsito in provincia di Nola. Possedette il
feudo de La Starza in San Paolo Belsito, baroni dal XVIII secolo,
imparentati con i Filangieri di Candida e con i Candida Gonzaga.
FERDINANDO, barone, cavaliere di devozione e d’onore dell’Ordine di
Malta del Priorato delle Due Sicilie con bolla del 19 aprile 1841;
GENNARO, figlio del precedente, capitano d’artiglieria dell’Esercito
delle Due Sicilie, proveniente dalla Scuola Militare della
Nunziatella,fedele alla dinastia dei Borbone, subì l’arresto per non
aver aderito al nuovo Regno d’Italia nel 1860.
Con D. P. del 30 dicembre 1926 riconosciuto il titolo di nobile dei
baroni e con R. D. del 23 luglio 1926 e RR. LL. PP. (regie lettere
patenti) del 25 novembre stesso anno riconfermato il titolo di
barone con trasmissione al primogenito.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:1°
d’azzurro filetto d’oro, al ferro di cavallo d’oro con tre
anelli dello stesso, 2° al leone rampante d’oro con tre anelli dello
stesso accostati da due stelle d’argento. |
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FERRANTE
Titoli:
marchese di Ruffano, Torrepadula, e Cordiglione
Dimora:
Napoli
Proveniente da Reggio Calabria dove il 31 dicembre 1594 ne venne
confermata la nobiltà con Regio Diploma, decorata del titolo di
marchese nel 1731, ed aggregata alla nobiltà di Trani presso il
seggio dell’Arcivescovado, un ramo si trasferì a Napoli nel XVII
secolo. CAMILLO decorato del grado di “commensale e regio familiare”
nel 1594; MATTEO luogotenente della Regia Sommaria con privilegio
del 2 maggio 1752 ottenne la terra di Ruffano in Otranto e quella
di Torrepadula e il feudo di Cordiglione del quale ebbe poi il
marchesato; i titoli passati in eredità al figlio NICOLA, giudice
della Gran Corte della Vicaria nel 1768; MATTEO ultimo intestatario
dei beni fino all’abolizione della feudalità; NUNZIO, proveniente
dalla Scuola Militare della Nunziatella, colonnello della “1^
Direzione d’Artiglieria”, decorato dell’Ordine di Francesco I da re
Francesco II di Borbone, partecipò alla difesa del Regno delle Due
Sicilie dall’invasione piemontese capitolando a Capua il 2 novembre
1860; ERNESTO, figlio del precedente, anch’egli proveniente dalla
Scuola Militare della Nunziatella, capitano del “Corpo della Reale
Artiglieria” partecipò alla campagna del 1860/61 e alla difesa della
città di Gaeta capitolando con la guarnigione il 14 febbraio 1861;
STANISLAO, marchese di Ruffano, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine
Costantiniano di San Giorgio e dell’Ordine del Santo Sepolcro
nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al ferro di cavallo e corona d’oro. |
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FERRARA
o FERRARI
Titoli:
nobile
Dimora:
Modica, Palermo
Originaria della Lombardia, portata in Sicilia ai tempi di Pietro I
d’Aragona con LUIGI castellano di Piazza Armerina; PIETRO cavaliere
di Aidone e Patti nel 1283; FILIPPO cavaliere di Nicosia e
Castrogiovanni; LEONARDO cavaliere di Piazza Armerina investito del
feudo di Cellaro il 23 gennaio 1455; FILIPPO investito del feudo di
Lazzarino il 23 novembre 1479; MUZIO e COLANTONIO annotati nella
Mastra Nobile del Mollica dal 1589 al 1607; DAMIANO proprietario
del feudo di Benvini nel 1666; ANTONIO con privilegio del 19 agosto
1629 ottenne il feudo di Montagna di Monterosso; COSMA senatore in
Palermo 1649/50; FRANCESCO ultimo intestatario del feudo di
Bertavilla e Monterosso il 18 settembre 1786; GAETANO, proveniente
dalla Scuola Militare della Nunziatella, maggiore del “Real Corpo
del Genio” partecipò alla campagna del 1860 per la difesa del Regno
delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al ponte di tre archi d’oro al fiume d’argento,
alias
di rosso al leone d’oro,
alias
troncato 1° d’azzurro al compasso aperto da tre stelle il tutto
d’oro, 2° d’azzurro al monte di tre cime d’oro fiammeggiante di
rosso. |


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FERRARO
Titoli: Nobile
Dimora:
Napoli
Motto:”
Fides Rara”
E’ una diramazione della famiglia Ferrari di Cosenza e di Roma,
portata a Napoli nel 1625 con GIOACCHINO;
FILIPPO ottenne con
privilegio del 19 febbraio 1653 del re Filippo IV il diploma di
nobiltà con riconferma dell’arma.
GIOVANNI consigliere della Real
Camera di Santa Chiara, presidente della Regia Camera Sommaria nel
1760, caporuota della Vicaria Criminale.
Iscritto Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al compasso aperto accompagnata da tre stelle d’oro, in
punta di un monte dello stesso. |


ingrandisci | |
FERRERI
Titoli:
marchese e barone d’Anguilla, barone di San Bartolomeo, nobili dei
baroni e dei marchesi d’Anguilla.
Dimora:
Comiso, Palermo
Di origine normanna o catalana, - Ferrer - non sono certe le
origini. I primi a passare in Sicilia furono ANTONIO che con
privilegio del 18 giugno 1398 ottenne il feudo di Stissibilia e
FERRERIO nel 1399 che acquistò il feudo di Birribaida e Belice;
PAOLO acquistò il feudo di Migaido e Pettineo nel 1550; NICCOLO’
senatore in Palermo 1540/1; MARCANTONIO, barone di Pettineo,
senatore nel 1602/6, capitano di giustizia 1609/10 in Palermo;
FRANCESCO primo barone di San Giorgio nel 1704; GIOVAN FRANCESCO
senatore in Palermo 1709/10; MICHELE barone di Passanitello con
privilegio del 13 agosto 1717; SILVESTRE primo barone d’Anguilla nel
1710; EMANUELE senatore in Palermo 1758/68; EMANUELE, barone
d’Anguilla, proconservatore di Comiso 1761/74; GIOACCHINO giudice
delle appellazioni di Palermo 1772, della Corte Pretoriana 1773, del
Tribunale del Concistoro 1785, della Gran Corte Civile 1788,
Commissario Generale di Val di Mazzara 1793/4, uditore delle “genti
di guerra” (Tribunale Militare) 1795, presidente del Tribunale del
Regio Patrimonio 1803, cavaliere dell’Ordine di Malta, reggente del
Supremo Consiglio di Sicilia, decano del Sacro Consiglio di Santa
Chiara in Napoli, con diploma del 28 aprile 1798 dato in Palermo
venne decorato del titolo di marchese d’Anguilla; VINCENZO con
investitura del 13 marzo 1803 ottenne il titolo di marchese
d’Anguilla; BARTOLOMEO ottenne il feudo di San Bartolomeo il 22
aprile 1809; con D. M. del 10 agosto 1906 VINCENZO ottenne il
riconoscimento del titolo di marchese e barone d’Anguilla, barone di
San Bartolomeo. Sostengono alcuni storici che appartenga questa
famiglia
San VINCENZO
Ferreri (Valencia 1350 – Vannes Bretagna 1419) molto venerato nella
città di Napoli.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro a tre bande d’azzurro, alias d’azzurro a tre bande
abbassate e tre stelle ordinate nel capo il tutto d’oro. |

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FERRILLO
Titoli:
nobili
Dimora:
Napoli
Si crede di origine spagnola,originaria della città di Altavilla,
già nota nel XV secolo. Decorata del titolo di marchese in persona
di GENNARO nel 1783, era ancora in perfezionamento l’ufficialità del
titolo di marchese del casato all’atto della pubblicazione
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro allo scaglione di rosso a capo d’azzurro caricato da tre
stelle d’oro. |
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FERRO
Titoli:
nobile, signore della Salina di Punta dell’Aquila
Dimora:
Mazzara, Trapani
BERNARDO di Marsala, ottenne la nomina di Giustiziere del Vallo di
Girgenti (Agrigento) con privilegio del 17 settembre 1282 da re
Pietro d’Aragona; BARTOLUCCIO barone di Bardo con autorizzazione di
re Federico II d’Aragona; GILIBERTO senatore in Trapani 1428/51;
GIOVANNI regio cavaliere, capitano di giustizia 1444 e 1458;
BERNARDO stessa carica 1482/85; PIETRO giudice capitanale di Palermo
1569/70, della corte pretoriana 1572/3; CESARE capitano di giustizia
nel 1584, cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1627; FRANCESCO
possedette la gabella di Pelo e Merca in Palermo 1620; VINCENZO
cavaliere di Malta nel 1634; FRANCESCO barone di San Giorgio con
privilegio del 17 marzo 1743; GIOVANNI con investitura del 20
ottobre 1742 ottenne la Salina della Punta dell’Aquila; ALESSIO
cavaliere di Malta nel 1749, capitano di giustizia 1750/1 in
Trapani; GIUSEPPE cavaliere di Malta nel 1792.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso alla fascia d’oro |
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