Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

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GOMEZ PALOMA

Titoli: marchese

Dimora: Napoli

Originaria della Spagna, di gran fulgore per incarichi militari e civili; SALVATORE (1715-1779),marchese dell’Olivera, tenente generale dell’Esercito del Regno di Napoli di stanza nei “Reali Presidi” – n.d.a: “I Reali Presidi (strategicamente importanti perchè controllavano il traffico marittimo civile e militare nel centro-nord del mar Tirreno), erano una enclave del Regno di Napoli sulla costa Toscana: Territori ubicati sul litorale Toscano e dell'isola d'Elba: Longone, Portoferraio, Orbetello, Port'Ercole, Porto Santo Stefano e Talamone; eredità dei Borbone di Spagna quali territori del Vicereame di Napoli dal 1503, possedimenti donati a Carlo III dal padre Filippo V, persi quando il Regno di Napoli dovette cederli, suo malgrado, alla Francia nell'aprile del 1801 per scongiurare vanamente l'invasione del Regno, e definitivamente persi poi nella "Restaurazione" scaturita dal Congresso di Vienna nel 1815 quando vennero assegnati al Granducato di Toscana. L'amministrazione militare, nel primo decennio del XIX secolo, era curata dal Brigadiere Generale Cusani con una apposita guarnigione denominata "Battaglione dei Reali Presidi", che venne poi abolito con la riforma ferdinandea dell'esercito nel 1815” -. ENRICO colonnello del “Reggimento Fanteria di Linea Re”;il casato inserito nel S. M. O. di Malta; CARLO, marchese, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato, 1° d’oro alla torre di rosso sormontata da un guerriero uscente imbracciante lo scudo e tenente nella destra una spada sguainata , 2° d’azzurro alla colomba d’argento rivoltata e sostenuta dal più alto di tre monti al naturale imbeccante un ramoscello d’olivo con tre stelle in capo d’argento, 3° di rosso a quattro sbarre d’argento, 4° d’azzurro a quattro sbarre d’oro.

GORDONE

Titoli: barone di Camastra

Dimora:  Messina

Nobile in Messina dal XV secolo.

Nicolò nominato primo barone di Camastra nel XVII secolo, il figlio DOMENICO barone in data 4 giugno 1718; GIOVANNI, barone di Camastra, giurato nobile in Messina 1741/2, rettore nobile degli “Spersi” (orfanotrofio) 1757/8; PIETRO barone di Camastra con nomina del 20 novembre 1802. Annotata nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al 1807, diede vari personaggi all’Ordine dei Cavalieri di Malta, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla croce di Malta di rosso al capo d’argento all’aquila di nero coronata d’oro.

GRANAFEI

Vedi rubrica "Le Famiglie Greco-Albanesi del Sud Italia"

 

GRANITO

Titoli: marchese di Castellabate, patrizio di Salerno, principe di Belmonte, duca di Acerenza, marchese di Galatone, conte di Copertino, Grande di Spagna

Dimora: Napoli, Salerno

Motto: “Rumpar non flectar”

Originaria di Salerno. Nota dal XIV secolo in persona di RICCARDO giudice di Salerno, con  il casato iscritto nel seggio di Campo in detta citt, ed in Lucera con ANTONIO  nel 1535; PARIDE ottenne il feudo di Castellabate nel 1733 e con privilegio del 29 novembre 1745 il titolo di marchese su tale possedimento, successero a lui LUIGI ed ANGELO iscritti nel registro delle Piazze Chiuse del Regno; GIOACCHINO consigliere del Sacro Regio Consiglio, vicepresidente della suprema Corte di Giustizia nel 1815; ANGELO sopraintendente generale degli Archivi del Regno, presidente della Commissione per i Titoli di Nobiltà, autore di una monografia sulla Congiura del Principe di Macchia. I titoli riferiti furono tutti riconosciuti, per successione della famiglia Pignatelli, con RR. LL. PP. (regie lettere patenti) in data 3 aprile 1887 e riconosciuta del “Grandato di Spagna” nel 1912.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro e oro, 1° al leone nascente linguato di rosso, 2° a sei punte

GRASSI o DE GRASSI (di Pianura)

Titoli: predicato di Pianura, conte palatino, patrizio di Bologna.

Dimora: Napoli, Bologna.

Si ritiene originaria della Polonia, stabilitasi in Bologna nel X secolo.

ILDEBRANDO cardinale nel 1145, divenuto poi vescovo di Modena e Bologna; PIETRO creato cardinale da papa Alessandro III nel 1177; NEGRO podestà di Parma nel 1175; GIACOPINO cavaliere regio nel 1321; GIOVANNI e PIETRO militi al servizio della Repubblica di Firenze nel 1326; ANTONIO, dottore in legge, canonico di San Pietro, vescovo di Tivoli nel 1482, nunzio apostolico (ambasciatore) presso l’imperatore Ferdinando III nel 1484, il quale lo nominò consigliere e conte palatino insieme al fratello con diritto ereditario e l’aggiunta nel blasone dell’aquila imperiale; ACHILLE vescovo di Tivoli e di Città di Castello nel 1506, nunzio apostolico presso l’imperatore Massimiliano che lo creò conte palatino e  con nomina del 10 marzo 1511  vescovo di Monte Fiascone, governatore dell’Umbria; ACHILLE uditore della Sacra Rota, vescovo di Monte Fiascone e di Corneto, nunzio apostolico presso il Vicerè di Napoli, partecipò al Concilio di Trento tenutosi tra la prima e seconda metà del XVI secolo; ANNIBALE  vescovo di Faenza, fu inviato da papa Pio V presso il re di Spagna e di Francia in missione diplomatica per perorare la causa della loro discesa in campo contro i Turchi; PARIDE colonnello di fanteria  al servizio della Repubblica Veneta e del Pontefice nel XVII secolo; ACHILLE marchese di Morcone. La famiglia fu reintegrata nel patriziato di Bologna il 22 novembre 1687, si trapiantò in Napoli nel XVI secolo con FRANCESCO che acquistò il feudo di Pianura (casale divenuto nel 1926 quartiere della città di Napoli) ove esiste tutt’ora il  palazzo gentilizio del casato detto “il Mulino”, ed una strada intitolata a GIORGIO; ai suoi discendenti furono riconosciuti i titoli del  predicato di Pianura, conte palatino e patrizio di Bologna con D. M. del 18 marzo 1895.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’oro ad una mezza aquila bicipite, 2° d’azzurro alla mezza aquila d’argento coronata d’oro, nella partizione tra i quattro pendenti di un lambello di rosso.

LA GRECA

Vedi rubrica "Le Famiglie Greco-Albanesi del Sud Italia"

 

GRECO

Titoli: marchese di Valdina

Dimora: Palermo, Acireale

BALDASSARRE procuratore fiscale del Tribunale del regio Patrimonio nel 1682; VINCENZO giudice della Regia Udienza in Messina nel 1693, della corte pretoriana di Palermo 1695/96, del Tribunale Gran Corte del Regno nel 697; FILIPPO con privilegio del 7 gennaio 1710 ottenne il titolo di barone di santa Margherita; IGNAZIO MARIA, barone di Santa Margherita, marchese di Valdina con privilegio del 6 febbraio 1764, governatore del Monte di Pietà di Palermo anni 1767/8; ANTONINO con privilegio del 23 dicembre 1775 nominato barone della Torre; GAETANO giudice della corte pretoriana di Palermo 1779/80, del tribunale del Concistoro 1795/97; LUIGI ebbe attestato di nobiltà dal Senato di Palermo il 16 marzo 1799, investito del titolo di marchese di Valdina con privilegio del 12 dicembre 1799; GIUSEPPE catapano (Ufficiale Annonario) nobile di Acireale dal 1804 al 1805; NICOLA AMODIO, capitano del “10° Reggimento Fanteria di Linea Abruzzo” ha partecipato alla battaglia di Calatafini, Palermo e di Santa Maria Capua Vetere, capitolando nel novembre a Capua, insieme al fratello PIACENTINO 2° tenente dello stesso reggimento.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla cometa d’argento accompagnata da tre conchiglie dello stesso due in capo ed una in punta.

GRIFEO

Titoli: ramo principale nobili dei principi di Partanna, i titoli della linea primogenita di principe di Partanna, per successione femminile passarono alla famiglia Turrisi di Sicilia. Il ramo secondario insignito del titolo di conte sul cognome, principi di Pantelleria e conti di Buscemi.

Dimora: Napoli, Caltagirone

Motto: “Noli me tangere”

Antichissima e nobile famiglia siciliana, si crede di origine greca discendente da Niceforo Focas; Possedette i principati di Partanna e di Ganci; i ducati di Ciminà, di Floridia e di Gualteri; i marchesati di Serradifalco, e di Miraelrio, le baronie di Protonotaro, Tripi, la dogana del Fondaco di Trapani, la salina di Montefranco, la tonnara di S. Nicola, ed altri.

Il Villabianca (Sicilia Nobile, volume I, pag.79) asserisce: “Graffeo, famiglia che prende sua origine dagli imperatori Greci, e da Euripione Graffeo intralciato con la casa reale Normanna.....”; mentre il Mugnos attesta che il primo ad assumere il cognome di Grifeo sia stato LEONE Focas che nel 970 uccise il capitano dei Bulgari Grifeo e adottò per sè e per i suoi discendenti lo stemma col grifo ed il cognome Grifeo. Il Villabianca dice che la baronia di Partanna era posseduta già dall’anno 1190 da GIORGIO “figlio di GIOVANNI stratigoto di Messina o di SERGIO logoteta generale del Regno di Sicilia”.

Secondo altri autori il primo barone di Partanna fu il milite ORLANDO giudice in Messina nel 1303 ed annotata la famiglia da altri, come possessori del feudo di Partanna sotto re Federico dagli eredi di ORLANDO come baroni in persona di BENVENUTO sotto re Martino.

GIORGIO maestro razionale del regno, e nel 1365 possedette il feudo di Torretta PIETRO castellano di Trapani nel 1422; Girolamo giudice pretoriano di Palermo nel 1579/80; MARIO, principe di Partanna e duca di Ciminà, governatore della nobile compagnia della Carità nel 1641, governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1647, pretore della stessa città nel 1646-47; DOMENICO, principe di Partanna, governatore della nobile compagnia dei Bianchi nel 1656/57; GIROLAMO, principe di Partanna, capitano di giustizia di Palermo nel 1710/11, pretore della stessa città nel 1732/33; GIAMBATTISTA Grifeo e Papè, marchese di Miraelrio, fu governatore del Monte di Pietà nel 1724 e la stessa carica tenne IGNAZIO, fratello del precedente, che fu pure senatore di Palermo nel 1724/25; BENEDETTO, principe di Partanna e duca di Ciminà, capitano di giustizia di Palermo nel 1748/49 e nel 1758/59; GIROLAMO, principe di Partanna, cavaliere dell’ordine di San Gennaro, capitano di giustizia nel 1771/73 e pretore nel 1782/84; BENEDETTO MARIA Grifeo e Del Bosco, deputato del Regno nel 1786, senatore di Palermo nel 1799-1800, gentiluomo di camera con esercizio, cavaliere dell’Ordine di San Gennaro, principe di Partanna, duca di Ciminà e di Floridia con investitura del 20 giugno 1806, fu marito di Lucia Migliaccio Borgia, duchessa di Floridia, dama di corte della regina delle Due Sicilie, dama dell’Ordine di Maria Luisa di Spagna e della Croce Stellata d’Austria - sposò alla morte del marito, con nozze morganatiche - ( esclusione da ogni eredità e successione reale sia per se che per gli eventuali figli che nascessero dall’unione) – re Ferdinando di Borbone delle Due Sicilie; VINCENZO MARIA Grifeo e Migliaccio, figlio del precedente, ottenne investitura del titolo di principe di Partanna il 10 giugno 1812, cavaliere del Toson d’oro e dell’Ordine del San Gennaro, cavaliere d’onore e di devozione dell’Ordine di Malta, cavaliere di giustizia dell’Ordine Costantiniano, consigliere di Stato, gentiluomo di camera del re delle Due Sicilie, inviato straordinario e ministro plenipotenziario presso la Corte di Prussia ecc., ebbe in moglie Agata Gravina, principessa di Palagonia, principessa di Lercara, duchessa di Valverde, duchessa di Alcara, marchesa di Francofonte, marchesa di Delia, marchesa di Bifara, marchesa di Antella, baronessa di Calatabiano,...BENEDETTO Grifeo e Gravina principe di Partanna..., con regio rescritto del 4 febbraio 1830 ottenne per anticipata successione il titolo di duca di Cimminà, sposò Eleonora Statella dei principi di Cassaro, dama di corte della regina Maria Sofia delle Due Sicilie; fu padre di STEFANIA Grifeo Statella che portò tutti i titoli di casa Grifeo e Gravina al marito Antonio Turrisi Colonna. FRANCESCO Grifeo Gravina (1821-1900) con R. D. del 24 agosto 1872 ottenne il titolo di duca di Valverde, gentiluomo di corte della regina Margherita, cavaliere d’onore e devozione dell’Ordine di Malta, cavaliere ufficiale della Corona d’Italia e dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. DOMENICO gentiluomo di camera, consigliere di Stato, gran croce dell’Ordine di San Ferdinando e cavaliere dell’Ordine Costantiniano; GIUSEPPE GIROLAMO con real rescritto del 28 aprile 1829 dato in Napoli, ottenne la concessione di conte, fu capo squadrone delle “Regie Guardie d’Onore” del Re delle Due Sicilie, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Costantiniano; il figlio LEOPOLDO Grifeo Grimaldi (1822) conte, capo squadrone delle “Regie Guardie d’Onore” del Re delle Due Sicilie, gran croce dell’Ordine costantiniano, agli 11 figli di quest’ultimo con D.M. del 18 giugno 1901 vennero riconosciuti i titoli di nobile dei principi di Partanna; ANTONIO (†1863) proveniente dalle guardie del corpo, alfiere del "2° Dragoni" partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall'invasione piemontese, nel novembre del 1860 il reparto si sciolse sconfinando nello Stato Pontificio. Alla linea secondogenita appartengono i principi di Pantelleria, duchi di Buscemi e duchi sul cognome dalla discendenza femminile di ANTONIA Reggio, figlia della principessa Caterina Requesens e moglie del conte LEOPOLDO, che assunse i suddetti titoli con Regio Rescritto del 12 ottobre 1852 per se e i suoi eredi.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Si ringrazia il dottor Giuseppe M. S. Grifeo per l’immagine completa del casato e della relativa pubblicazione

Arma:

1) d’oro, troncato da un filetto di azzurro, nel primo un grifone di nero passante sulla partizione; nel secondo tre sbarre d’azzurro.

2) d’oro, troncato, nel primo un grifone di rosso passante, nel secondo tre sbarre d’azzurro con Decreto Reale del 18 giugno 1901venne assegnato a Leopoldo Grifeo Grimaldi (nato a Catania il 4 novembre 1822), con il titolo di Nobile dei Principi di Partanna.

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Alfiere Antonio Grifeo. Archivio Ciro La Rosa. Clicca per ingrandire

GRIGNANO

Titoli: nobile

Dimora: Marsala

Il Villabianca sostiene che il casato provenga dalla Francia dai conti Grignani.

STEFANO nel 1411 ambasciatore di Marsala presso la regina Bianca; ANTONIO combatté quale milite di re Alfonso, ottenendo con privilegio del 8 gennaio 1450 la carica a vita di capitano di giustizia in Marsala ed il titolo di “regio milite”; GIOVANNI ANTONIO giurato in Mazzara nel 1498; ANTONIO e VINCENZO proprietari di una salina in Marsala in data 3 gennaio 1507; ONOFRIO senatore di Trapani dal 1527/39; ANTONINO prefetto di Marsala 1694/95 e 1701/2; ANTONIO ottenne il titolo “ad personam” di conte di san Carlo il 15 ottobre 1748, fece parte della nobiltà di Marsala nel 1759.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato di rosso e argento all’aquila al naturale coronata d’oro, tenente con l’artiglio destro un fascio di spighe.

GUALTIERI

Titoli: nobili

Dimora: Napoli

Originaria di Otranto, passata in Calabria, Benevento e Napoli. Possedette vari feudi e occupò cariche ecclesiastiche, aggregata alla nobiltà di Crotone, riconosciuta di “antica nobiltà” dalla regia Camera di Santa Chiara in Napoli con decreto del 5 dicembre 1793 e dalla Commissione per i Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie negli anni 1843, 1844, 1855, 1859. FRANCESCO, guardia a cavallo, della “Compagnia Reali Guardie del Corpo” ha partecipato insieme al fratello ERRICO, alfiere (sottotenente) del “Reggimento Ussari della Guardia Reale” alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre bande d’oro sormontata da una luna crescente e da una stella caudata dello stesso.

GUARDATI

Titoli: patrizio di Sorrento

Dimora: Napoli

Antica famiglia di Sorrento, feudataria ai tempi dei Normanni. Nobile in Sorrento iscritta al Seggio di Porta e di Campo. Ricevuta nell’Ordine di Malta  nel 1609, decorata dell’Ordine cavalleresco spagnolo  di Calatrava e di Alcantara. Iscritta nel registro delle Piazze Chiuse del Regno, dichiarata ammissibile nelle Reali Guardie del Corpo nel 1845.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al castello merlato d’oro.

GUARINI

Titoli: duca di Poggiardo, nobili di Lecce

Dimora: Lecce

Nota nel XI secolo, i primi personaggi illustri furono con le loro imprese militari RUGGIERO, GABRIELE e ROBERTO che combatterono con i principi Tancredi e Boemondo.

Possedettero numerosi feudi, come da diploma di re Ferrante d’Aragona del 11463 in persona di GIOVAN PIETRO, di Poggiardo, San Cesario, San Pietro, Dicama, Acquatica, Sovrano, Castrignano, Alesiano. Ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1596, nell’Ordine Costantiniano nel 1823; SAVERIO comandante del ”11 ° Reggimento Fanteria di Linea Messina” dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla banda d’oro al capo di un rastrello di cinque pendenti di rosso.

GUASCONE

Titoli: marchese di Villamena

Dimora: Palermo

Originaria di Firenze è un ramo della famiglia Guasconi, portata in Sicilia con GIOVANNI, capitano di giustizia in Mazzara il 4 luglio 1393; FRANCESCO commissario generale del regno in Sicilia nel 1577; MARCANTONIO senatore in Palermo dal 1608 al 1626; CARLO stessa carica nel 1654 e 1675 cavaliere dell’Ordine di San Giacomo della Spada; GIROLAMO giudice pretoriano di Palermo 1642/43, deputato demaniale 1658; FRANCESCO ottenne il “privilegio degli impieghi senatoriali” con decreto del 12 giugno 1659 per gli alti servigi resi per aver scongiurato il diffondersi della carestia in Palermo in funzione di capitano d’arme con l’approvvigionamento di ottocento salme di frumento, barone di Sant’Anna, luogotenente e tesoriere generale, collettore del Regio Fisco; GIOVANNI BATTISTA segretario e notaio del Regio Patrimonio e del Duomo di Palermo nel 1777; FRANCESCO SAVERIO con privilegio 30 dicembre 1778 ottenne il titolo di marchese di Villamena; BERNARDO cavaliere dell’Ordine di Malta con nomina del 13 luglio 1769; GIOVANNI investito del titolo di marchese di Villamena il 15 febbraio 1791, senatore in Palermo dal 1775/6, cavaliere dell’Ordine di Malta, ciambellano di corte del granduca di Toscana.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre scaglioni d’oro, il secondo sormontato da una crocetta dello stesso.

GUASTELLA

Titoli: barone del Piano del Grillo, nobile dei baroni del Piano del Grillo

Dimora: Chiaramonte Gulfi

FRANCESCO sindaco di Caltagirone 1677/8, carica di senatore 1685/6; ANTONINO capitano di giustizia nella stessa città anni 1697/9; MATTEO con privilegio del 6 agosto 1784 ottenne il titolo di barone di Piano del Grillo; venne poi riconosciuto in persona di ERNESTO TEODORO con D. M. del 16 luglio 1900; GAETANO barone, IGNAZIA nobile dei baroni, viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla campagna mareggiata d’argento con l’avambraccio vestito di rosso uscente in banda dal mare verso sinistra, indicante una stella d’argento posta nel cantone destro.

GUCCIA

Titoli: marchese di Ganzaria

Dimora: Palermo

Antica famiglia palermitana: GIOVAN BATTISTA, dottore in legge, acquistò il feudo di Balata detto anche di Rifalsafi il 26 gennaio 1797, in seguito quello di Ganzaria del quale ottenne con privilegio del 7 maggio 1812 il titolo di marchese, acquistò anche l’ufficio di segretario della città di Castronovo per il quale ottenne “lettere di perpetua salvaguardia” in data 31 luglio 1815.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’azzurro alla campagna mareggiata, una conchiglia bivalve sormontata da otto gocce, accostate da due stelle il tutto d’argento.

GUERRITORE (Guerritore Broya)

Titoli: barone, patrizio di Ravello

Dimora: Napoli, Nocera, Pagani

Nobile ed antica famiglia amalfitana, si ritiene provenga dalla Spagna. Nota già dall’XI secolo, prese stabile dimora in Ravello nel XV secolo, possedette i feudi di Nocera e Pagani.

SIMONE avvocato e lettore di istituzione romane nei Regi Studi nel 1535; ANDREA giudice della Gran Corte della Vicaria nel XVI secolo; FRANCESCO ANTONIO stabilitosi in Nocera ottenne il 28 settembre 1572 da re Filippo II di Spagna il diploma di “Regio Familiare”, il 24 maggio 1574 ammesso nel Sedile di Ravello. Il casato fu ricevuto per “giustizia” nell’Ordine di Malta. Diviso attualmente in cinque rami, un altro con R. D. del 26 maggio 1887 aggiunse al casato il cognome della famiglia Broya di Nocera Inferiore.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla croce d’oro caricata da nove tende d’azzurro – alias: partito 1° d’azzurro al leone d’oro rivolto con una spada in bocca, 2° d’oro a nove tende d’azzurro.

 

GUGGINO

Titoli: barone di Guasto, nobili dei baroni di Guasto

Dimora: Palermo, Bivona

Nota in Palermo dal XV secolo. FRANCESCO MARIA con privilegio del 9 ottobre 1764 ottenne il titolo di barone di Guasto; ONOFRIO, barone, proconservatore di Bivona anni 1809/10.

Con D. M. del 24 dicembre 1904 venne riconosciuto il titolo di barone di Guasto in persona di FRANCESCO .

Iscritta nel libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato semipartito: 1° d’azzurro all’albero al naturale accostato da due braccia armate al naturale con l’albero sormontato da tre stelle d’oro; 2° d’azzurro alla gallina sopra la pianura erbosa all’albero di verde, al 3° d’ argento a tre pali d’azzurro.

GURGO

Titoli: duca di Castelmenardo, patrizio di Salerno

Dimora: Napoli

Si ritiene di origine Lombarda, passata nella città di Andria verso il 1400, integrata nella nobiltà di Vicenza e nella nobiltà di Napoli nel 1705. Con diploma Imperiale del 10 dicembre 1718, reso esecutivo nel Regno di Napoli il 28 ottobre 1719, il reggente del Consiglio del Collaterale FLAVIO venne decorato dall’imperatore Carlo VI del titolo di duca sulla terra di Castelmenardo. Nel 1732 il casato venne aggregato al patriziato di Salerno nel seggio di Campo. Nel 1843 fu dichiarata ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo in persona di IGNAZIO che col grado di 2° tenente del “2° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” ed il fratello LUIGI, guardia a cavallo, della “Compagnia Reali Guardie del Corpo”, hanno partecipato alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito d’azzurro e argento al cervo al naturale sulla partizione.

 

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