Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

 D  

 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

 N 

 O

 P-PA  PE-PI  PL-PU

 Q

R-RI  RO-RU

S-

 

GO - GU

GOMEZ PALOMA

Titoli: marchese

Dimora: Napoli

Originaria della Spagna, di gran fulgore per incarichi militari e civili; SALVATORE (1715-1779),marchese dell’Olivera, tenente generale dell’Esercito del Regno di Napoli di stanza nei “Reali Presidi” – n.d.a: “I Reali Presidi (strategicamente importanti perchè controllavano il traffico marittimo civile e militare nel centro-nord del mar Tirreno), erano una enclave del Regno di Napoli sulla costa Toscana: Territori ubicati sul litorale Toscano e dell'isola d'Elba: Longone, Portoferraio, Orbetello, Port'Ercole, Porto Santo Stefano e Talamone; eredità dei Borbone di Spagna quali territori del Vicereame di Napoli dal 1503, possedimenti donati a Carlo III dal padre Filippo V, persi quando il Regno di Napoli dovette cederli, suo malgrado, alla Francia nell'aprile del 1801 per scongiurare vanamente l'invasione del Regno, e definitivamente persi poi nella "Restaurazione" scaturita dal Congresso di Vienna nel 1815 quando vennero assegnati al Granducato di Toscana. L'amministrazione militare, nel primo decennio del XIX secolo, era curata dal Brigadiere Generale Cusani con una apposita guarnigione denominata "Battaglione dei Reali Presidi", che venne poi abolito con la riforma ferdinandea dell'esercito nel 1815” -. ENRICO colonnello del “Reggimento Fanteria di Linea Re”;il casato inserito nel S. M. O. di Malta; CARLO, marchese, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato, 1° d’oro alla torre di rosso sormontata da un guerriero uscente imbracciante lo scudo e tenente nella destra una spada sguainata , 2° d’azzurro alla colomba d’argento rivoltata e sostenuta dal più alto di tre monti al naturale imbeccante un ramoscello d’olivo con tre stelle in capo d’argento, 3° di rosso a quattro sbarre d’argento, 4° d’azzurro a quattro sbarre d’oro.

GORDONE

Titoli: barone di Camastra

Dimora:  Messina

Nobile in Messina dal XV secolo.

Nicolò nominato primo barone di Camastra nel XVII secolo, il figlio DOMENICO barone in data 4 giugno 1718; GIOVANNI, barone di Camastra, giurato nobile in Messina 1741/2, rettore nobile degli “Spersi” (orfanotrofio) 1757/8; PIETRO barone di Camastra con nomina del 20 novembre 1802. Annotata nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al 1807, diede vari personaggi all’Ordine dei Cavalieri di Malta, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla croce di Malta di rosso al capo d’argento all’aquila di nero coronata d’oro.

GRANAFEI

Titoli: nobile dei marchesi di Terranova

Dimora: Napoli, Mesagne

Famiglia originaria della Grecia, iscritta nel primo ordine civico di Brindisi; SCIPIONE ottenne il possesso di Carovigno e del marchesato di Serranova nel 1678; nel 1796 i fratelli DONATO MARIA e VINCENZO ricevuti per “giustizia” nell’Ordine di Malta ed iscritti al Priorato di Barletta; con Riconoscimento Ministeriale del 19 ottobre 1892 riconosciuta nel titoli di nobile col predicato dei marchesi di Serranova; GIORGIO, nobile dei marchesi, ASLAN capitano di vascello, cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, decorato di due medaglia al valor militare, promosso per meriti di guerra, viventi nella prima metà del XX secolo; UGO tenente del “Reggimento Cavalleria Lodi” caduto nella guerra Italo-turca a Sciara-Sciatt il 23 ottobre 1911, decorato di due medaglie d’argento al valor militare.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno

1922.

Arma: d’oro al leone tenente tre spighe di frumento sostenuto da un monte di tre colli il tutto nero.

GRANITO

Titoli: marchese di Castellabate, patrizio di Salerno, principe di Belmonte, duca di Acerenza, marchese di Galatone, conte di Copertino, Grande di Spagna

Dimora: Napoli, Salerno

Motto: “Rumpar non flectar”

Originaria di Salerno. Nota dal XIV secolo in persona di RICCARDO giudice di Salerno, con  il casato iscritto nel seggio di Campo in detta citt, ed in Lucera con ANTONIO  nel 1535; PARIDE ottenne il feudo di Castellabate nel 1733 e con privilegio del 29 novembre 1745 il titolo di marchese su tale possedimento, successero a lui LUIGI ed ANGELO iscritti nel registro delle Piazze Chiuse del Regno; GIOACCHINO consigliere del Sacro Regio Consiglio, vicepresidente della suprema Corte di Giustizia nel 1815; ANGELO sopraintendente generale degli Archivi del Regno, presidente della Commissione per i Titoli di Nobiltà, autore di una monografia sulla Congiura del Principe di Macchia. I titoli riferiti furono tutti riconosciuti, per successione della famiglia Pignatelli, con RR. LL. PP. (regie lettere patenti) in data 3 aprile 1887 e riconosciuta del “Grandato di Spagna” nel 1912.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro e oro, 1° al leone nascente linguato di rosso, 2° a sei punte

GRASSI o DE GRASSI (di Pianura)

Titoli: predicato di Pianura, conte palatino, patrizio di Bologna.

Dimora: Napoli, Bologna.

Si ritiene originaria della Polonia, stabilitasi in Bologna nel X secolo.

ILDEBRANDO cardinale nel 1145, divenuto poi vescovo di Modena e Bologna; PIETRO creato cardinale da papa Alessandro III nel 1177; NEGRO podestà di Parma nel 1175; GIACOPINO cavaliere regio nel 1321; GIOVANNI e PIETRO militi al servizio della Repubblica di Firenze nel 1326; ANTONIO, dottore in legge, canonico di San Pietro, vescovo di Tivoli nel 1482, nunzio apostolico (ambasciatore) presso l’imperatore Ferdinando III nel 1484, il quale lo nominò consigliere e conte palatino insieme al fratello con diritto ereditario e l’aggiunta nel blasone dell’aquila imperiale; ACHILLE vescovo di Tivoli e di Città di Castello nel 1506, nunzio apostolico presso l’imperatore Massimiliano che lo creò conte palatino e  con nomina del 10 marzo 1511  vescovo di Monte Fiascone, governatore dell’Umbria; ACHILLE uditore della Sacra Rota, vescovo di Monte Fiascone e di Corneto, nunzio apostolico presso il Vicerè di Napoli, partecipò al Concilio di Trento tenutosi tra la prima e seconda metà del XVI secolo; ANNIBALE  vescovo di Faenza, fu inviato da papa Pio V presso il re di Spagna e di Francia in missione diplomatica per perorare la causa della loro discesa in campo contro i Turchi; PARIDE colonnello di fanteria  al servizio della Repubblica Veneta e del Pontefice nel XVII secolo; ACHILLE marchese di Morcone. La famiglia fu reintegrata nel patriziato di Bologna il 22 novembre 1687, si trapiantò in Napoli nel XVI secolo con FRANCESCO che acquistò il feudo di Pianura (casale divenuto nel 1926 quartiere della città di Napoli) ove esiste tutt’ora il  palazzo gentilizio del casato detto “il Mulino”, ed una strada intitolata a GIORGIO; ai suoi discendenti furono riconosciuti i titoli del  predicato di Pianura, conte palatino e patrizio di Bologna con D. M. del 18 marzo 1895.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’oro ad una mezza aquila bicipite, 2° d’azzurro alla mezza aquila d’argento coronata d’oro, nella partizione tra i quattro pendenti di un lambello di rosso.

LA GRECA

Titoli: marchese di Polignano

Dimora : Napoli, Arcidosso, Bari

Si ritiene di origina greca come testimonia lo stesso cognome, già nota a Napoli ed in terra di Puglia sin dal XVI secolo.

PASQUALE ottenne il feudo di Polignano nel 1796; decorata col titolo di marchese con Real Privilegio del Regno di Napoli in data 20 ottobre 1798.

La Famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre d’oro poggiata d’argento, con due stelle d’oro, una fascia divisa d’oro caricata di un’aquila di nero di un leone al naturale sormontati da una stella d’argento e una d’oro.

GRECO

Titoli: marchese di Valdina

Dimora: Palermo, Acireale

BALDASSARRE procuratore fiscale del Tribunale del regio Patrimonio nel 1682; VINCENZO giudice della Regia Udienza in Messina nel 1693, della corte pretoriana di Palermo 1695/96, del Tribunale Gran Corte del Regno nel 697; FILIPPO con privilegio del 7 gennaio 1710 ottenne il titolo di barone di santa Margherita; IGNAZIO MARIA, barone di Santa Margherita, marchese di Valdina con privilegio del 6 febbraio 1764, governatore del Monte di Pietà di Palermo anni 1767/8; ANTONINO con privilegio del 23 dicembre 1775 nominato barone della Torre; GAETANO giudice della corte pretoriana di Palermo 1779/80, del tribunale del Concistoro 1795/97; LUIGI ebbe attestato di nobiltà dal Senato di Palermo il 16 marzo 1799, investito del titolo di marchese di Valdina con privilegio del 12 dicembre 1799; GIUSEPPE catapano (Ufficiale Annonario) nobile di Acireale dal 1804 al 1805; NICOLA AMODIO, capitano del “10° Reggimento Fanteria di Linea Abruzzo” ha partecipato alla battaglia di Calatafini, Palermo e di Santa Maria Capua Vetere, capitolando nel novembre a Capua, insieme al fratello PIACENTINO 2° tenente dello stesso reggimento.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla cometa d’argento accompagnata da tre conchiglie dello stesso due in capo ed una in punta.

GRIGNANO

Titoli: nobile

Dimora: Marsala

Il Villabianca sostiene che il casato provenga dalla Francia dai conti Grignani.

STEFANO nel 1411 ambasciatore di Marsala presso la regina Bianca; ANTONIO combatté quale milite di re Alfonso, ottenendo con privilegio del 8 gennaio 1450 la carica a vita di capitano di giustizia in Marsala ed il titolo di “regio milite”; GIOVANNI ANTONIO giurato in Mazzara nel 1498; ANTONIO e VINCENZO proprietari di una salina in Marsala in data 3 gennaio 1507; ONOFRIO senatore di Trapani dal 1527/39; ANTONINO prefetto di Marsala 1694/95 e 1701/2; ANTONIO ottenne il titolo “ad personam” di conte di san Carlo il 15 ottobre 1748, fece parte della nobiltà di Marsala nel 1759.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato di rosso e argento all’aquila al naturale coronata d’oro, tenente con l’artiglio destro un fascio di spighe.

GUALTIERI

Titoli: nobili

Dimora: Napoli

Originaria di Otranto, passata in Calabria, Benevento e Napoli. Possedette vari feudi e occupò cariche ecclesiastiche, aggregata alla nobiltà di Crotone, riconosciuta di “antica nobiltà” dalla regia Camera di Santa Chiara in Napoli con decreto del 5 dicembre 1793 e dalla Commissione per i Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie negli anni 1843, 1844, 1855, 1859. FRANCESCO, guardia a cavallo, della “Compagnia Reali Guardie del Corpo” ha partecipato insieme al fratello ERRICO, alfiere (sottotenente) del “Reggimento Ussari della Guardia Reale” alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre bande d’oro sormontata da una luna crescente e da una stella caudata dello stesso.

GUARDATI

Titoli: patrizio di Sorrento

Dimora: Napoli

Antica famiglia di Sorrento, feudataria ai tempi dei Normanni. Nobile in Sorrento iscritta al Seggio di Porta e di Campo. Ricevuta nell’Ordine di Malta  nel 1609, decorata dell’Ordine cavalleresco spagnolo  di Calatrava e di Alcantara. Iscritta nel registro delle Piazze Chiuse del Regno, dichiarata ammissibile nelle Reali Guardie del Corpo nel 1845.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al castello merlato d’oro.

GUARINI

Titoli: duca di Poggiardo, nobili di Lecce

Dimora: Lecce

Nota nel XI secolo, i primi personaggi illustri furono con le loro imprese militari RUGGIERO, GABRIELE e ROBERTO che combatterono con i principi Tancredi e Boemondo.

Possedettero numerosi feudi, come da diploma di re Ferrante d’Aragona del 11463 in persona di GIOVAN PIETRO, di Poggiardo, San Cesario, San Pietro, Dicama, Acquatica, Sovrano, Castrignano, Alesiano. Ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1596, nell’Ordine Costantiniano nel 1823; SAVERIO comandante del ”11 ° Reggimento Fanteria di Linea Messina” dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla banda d’oro al capo di un rastrello di cinque pendenti di rosso.

GUASCONE

Titoli: marchese di Villamena

Dimora: Palermo

Originaria di Firenze è un ramo della famiglia Guasconi, portata in Sicilia con GIOVANNI, capitano di giustizia in Mazzara il 4 luglio 1393; FRANCESCO commissario generale del regno in Sicilia nel 1577; MARCANTONIO senatore in Palermo dal 1608 al 1626; CARLO stessa carica nel 1654 e 1675 cavaliere dell’Ordine di San Giacomo della Spada; GIROLAMO giudice pretoriano di Palermo 1642/43, deputato demaniale 1658; FRANCESCO ottenne il “privilegio degli impieghi senatoriali” con decreto del 12 giugno 1659 per gli alti servigi resi per aver scongiurato il diffondersi della carestia in Palermo in funzione di capitano d’arme con l’approvvigionamento di ottocento salme di frumento, barone di Sant’Anna, luogotenente e tesoriere generale, collettore del Regio Fisco; GIOVANNI BATTISTA segretario e notaio del Regio Patrimonio e del Duomo di Palermo nel 1777; FRANCESCO SAVERIO con privilegio 30 dicembre 1778 ottenne il titolo di marchese di Villamena; BERNARDO cavaliere dell’Ordine di Malta con nomina del 13 luglio 1769; GIOVANNI investito del titolo di marchese di Villamena il 15 febbraio 1791, senatore in Palermo dal 1775/6, cavaliere dell’Ordine di Malta, ciambellano di corte del granduca di Toscana.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre scaglioni d’oro, il secondo sormontato da una crocetta dello stesso.

GUASTELLA

Titoli: barone del Piano del Grillo, nobile dei baroni del Piano del Grillo

Dimora: Chiaramonte Gulfi

FRANCESCO sindaco di Caltagirone 1677/8, carica di senatore 1685/6; ANTONINO capitano di giustizia nella stessa città anni 1697/9; MATTEO con privilegio del 6 agosto 1784 ottenne il titolo di barone di Piano del Grillo; venne poi riconosciuto in persona di ERNESTO TEODORO con D. M. del 16 luglio 1900; GAETANO barone, IGNAZIA nobile dei baroni, viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla campagna mareggiata d’argento con l’avambraccio vestito di rosso uscente in banda dal mare verso sinistra, indicante una stella d’argento posta nel cantone destro.

GUCCIA

Titoli: marchese di Ganzaria

Dimora: Palermo

Antica famiglia palermitana: GIOVAN BATTISTA, dottore in legge, acquistò il feudo di Balata detto anche di Rifalsafi il 26 gennaio 1797, in seguito quello di Ganzaria del quale ottenne con privilegio del 7 maggio 1812 il titolo di marchese, acquistò anche l’ufficio di segretario della città di Castronovo per il quale ottenne “lettere di perpetua salvaguardia” in data 31 luglio 1815.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’azzurro alla campagna mareggiata, una conchiglia bivalve sormontata da otto gocce, accostate da due stelle il tutto d’argento.

GUERRITORE (Guerritore Broya)

Titoli: barone, patrizio di Ravello

Dimora: Napoli, Nocera, Pagani

Nobile ed antica famiglia amalfitana, si ritiene provenga dalla Spagna. Nota già dall’XI secolo, prese stabile dimora in Ravello nel XV secolo, possedette i feudi di Nocera e Pagani.

SIMONE avvocato e lettore di istituzione romane nei Regi Studi nel 1535; ANDREA giudice della Gran Corte della Vicaria nel XVI secolo; FRANCESCO ANTONIO stabilitosi in Nocera ottenne il 28 settembre 1572 da re Filippo II di Spagna il diploma di “Regio Familiare”, il 24 maggio 1574 ammesso nel Sedile di Ravello. Il casato fu ricevuto per “giustizia” nell’Ordine di Malta. Diviso attualmente in cinque rami, un altro con R. D. del 26 maggio 1887 aggiunse al casato il cognome della famiglia Broya di Nocera Inferiore.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla croce d’oro caricata da nove tende d’azzurro – alias: partito 1° d’azzurro al leone d’oro rivolto con una spada in bocca, 2° d’oro a nove tende d’azzurro.

 

GUGGINO

Titoli: barone di Guasto, nobili dei baroni di Guasto

Dimora: Palermo, Bivona

Nota in Palermo dal XV secolo. FRANCESCO MARIA con privilegio del 9 ottobre 1764 ottenne il titolo di barone di Guasto; ONOFRIO, barone, proconservatore di Bivona anni 1809/10.

Con D. M. del 24 dicembre 1904 venne riconosciuto il titolo di barone di Guasto in persona di FRANCESCO .

Iscritta nel libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato semipartito: 1° d’azzurro all’albero al naturale accostato da due braccia armate al naturale con l’albero sormontato da tre stelle d’oro; 2° d’azzurro alla gallina sopra la pianura erbosa all’albero di verde, al 3° d’ argento a tre pali d’azzurro.

GURGO

Titoli: duca di Castelmenardo, patrizio di Salerno

Dimora: Napoli

Si ritiene di origine Lombarda, passata nella città di Andria verso il 1400, integrata nella nobiltà di Vicenza e nella nobiltà di Napoli nel 1705. Con diploma Imperiale del 10 dicembre 1718, reso esecutivo nel Regno di Napoli il 28 ottobre 1719, il reggente del Consiglio del Collaterale FLAVIO venne decorato dall’imperatore Carlo VI del titolo di duca sulla terra di Castelmenardo. Nel 1732 il casato venne aggregato al patriziato di Salerno nel seggio di Campo. Nel 1843 fu dichiarata ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo in persona di IGNAZIO che col grado di 2° tenente del “2° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” ed il fratello LUIGI, guardia a cavallo, della “Compagnia Reali Guardie del Corpo”, hanno partecipato alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito d’azzurro e argento al cervo al naturale sulla partizione.

 

Centro Culturale e di Studi Storici "Brigantino - il Portale del Sud" - Napoli e Palermo ilportaledelsud@fastwebnet.it ®copyright 2008: tutti i diritti riservati. Webmaster: Brigantino.

Sito derattizzato e debossizzato