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I casati del Sud
di
Ciro La Rosa
La Rosa
M-MA |
MAGGIORE
Titoli:
marchese di Santa Barbara, nobile dei marchesi
Dimora:
Ragusa, Palermo
Nobile in
Messina, Vizzini, Caltagirone. Le prime memorie certe risalgono a
FILIPPO de Maiore notaio in Messina nel 1400; SEBASTIANO giudice nel
XVI secolo; BARBARO proconsole in Vizzini 1692/95; GIOVANNI e
BARBARO capitani di giustizia in Vizzini; MARIANO, barone di Bagnara,
capitano di giustizia e tesoriere in Vizzini nel 1731; BARBARO per
donazione di Saverio Maria Guttadauro ottenne il titolo di marchese
di Santa Barbara e ne ebbe l’investitura il
5 ottobre 1740, in seguito la concessione del feudo di Santa
Barbara il
6 novembre 1742,
senatore in Caltagirone 1756/7; GIUSEPPE marchese di Santa Barbara
con privilegio del
1 ottobre 1756; FRANCESCO procuratore fiscale del Tribunale
della Gran Corte nel 1801; VINCENZO senatore in Caltagirone 1812/13;
venne riconosciuto con D. M. del
10 settembre 1903
il titolo di marchese di Santa Barbara in persona di GIUSEPPE.
Iscritta nel
Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al pino di verde in banda, caricato di un leone d’oro. |
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DE
MAGISTRIS
Titoli: nobile
Dimora: Napoli,
Rieti, Tricarico
Originaria di
Rieti, si trasferì in Basilicata nella cittadina di Tricarico nel
XVI secolo con i fratelli GIACOMO e PIETRO capitani nell’esercito
del Viceré Consalvo di Cordova; i fratelli NICOLA e GIUSEPPE ed i
loro discendenti annoverati tra i senatori di Rieti con decreto del
10 gennaio 1722; ANDREA nominato presidente del Banco delle Due
Sicilie nel 1825. Il casato venne riconosciuto di “antica nobiltà”
per l’ammissione nelle Regie Guardie del Corpo in persona di
AMBROGIO nel 1853 il quale poi come Alfiere (sottotenente) del
“Reggimento Carabinieri a Cavallo” partecipò alla difesa del Regno
delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61, fedele alla sua
“Patria Napolitana” prese parte a numerose cospirazioni antiunitarie
e patì il carcere dopo il 1861.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922
Arma: troncato
1° d’azzurro all’aquila bicipite di nero, 2° d’oro al caduceo
innestato ad un’ancora di nero. |
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MAGLIANO
Titoli:
barone di Longano
Dimora:
Napoli
Originaria di Amalfi, nobili dal XV secolo, ha dato vari uomini di
toga e d’armi. DIONIGI, per successione materna Giuseppina Zona,
assunse il titolo di barone di Longano con autorizzazione del D. M.
del 10 aprile 1911.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla fascia in capo di un giglio accostato da due stelle,
il tutto d’oro. |
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MAGLIOCCHI
Titoli:
Patrizio di Cosenza, barone.
Dimora:
Cosenza
Famiglia di antica origine genovese, trasferitasi in Cosenza intorno
alla fine del 1600.
Fu aggregata nel 1739 al Patriziato cosentino e nel 1807 ANTONIO di
Francesco ottenne il titolo di barone sul cognome. Tra i personaggi
di questa famiglia ricordiamo:il barone ANTONIO Governatore di
Maratea ed ENRICO grande filantropo e Governatore dell’Ospedale di
Cosenza alla fine del 1700.
Arma:
d’azzurro alla fede di carnagione vestita d’oro, sormontata da un
giglio dello stesso e questo da tre stelle a sei raggio pure d’oro,
ordinate in fascia nel capo dello scudo. |

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MAGNANO
Titoli:
barone di San Lio, nobile dei baroni
Dimora:
Lentini
Originaria di Bologna. BIAGIO giudice della Corte Pretoriana di
Palermo 1573/4, del Tribunale della Gran Corte del Regno 1575/7;
ORLANDO vice portulano 1572; GIUSEPPE FRANCESCO con privilegio del
26 agosto 1765 ottenne il titolo di barone di San Lio e il 17
settembre 1765 ne ottenne anche il possesso del feudo, patrizio di
Lentini 1782/923; ANTONINO capitano di giustizia in Lentini 1791/2;
ALFIO barone di San Lio, capitano di giustizia 1806/12; con D. M.
del 6 dicembre 1900 il titolo passò al nipote ALFIO.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
di rosso al leone tenente una lancia sul terreno il tutto d’oro. |
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MAIETTI
Titoli: marchese di Sassinoro
Dimora: Napoli
Di
antica nobiltà nota dal XV secolo.
L’imperatore Carlo VI concesse il titolo di marchese di Sassinoro il
15 ottobre 1729 in persona di ORAZIO per i servigi resi alla casa
reale, trasmissibile con diritto di primogenitura. Appartengono al
ramo cadetto siciliano:RAFFAELE giudice della Corte d’Appello di
Roma; MICHELE avvocato e giornalista. Il titolo venne riconosciuto
con Regio Rescritto del 15 novembre 1858 in persona di GENNARO
(1808-1860), ed ai suoi eredi in successione: CIRO (1820-1880);
GIOVANNI, avvocato e giurista (1847-1927); NICOLA, cavaliere di gran
croce e colonnello di cavalleria (1902-1965); SALVATORE SAVERIO,
commendatore e magistrato (1924-2004), attuale rappresentante nel
XXI secolo è DANIELE (1966).
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma: al palo d’oro e d’azzurro di otto pezzi. |
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DE MAJO e
DE MAJO DURAZZO
Titoli: patrizio Napoletano, nobile
Dimora: Napoli, Diano Marina
Originaria di Tramonti, possedette i feudi di Pago, Castelluccio e
Salatro. Venne iscritta al patriziato Napoletano al Seggio di
Montagna, inserita nell’Ordine di Malta nel 1546 e insignita del
titolo di duca di San Pietro nel 1718 e poi di marchese dal 4 maggio
1754. Ultimo intestatario del titolo di duca fu CARLO AMALIO
iscritto nel Cedolario del Principato Ultra il 17 giugno 1789. Una
diramazione della famiglia iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà
Napoletana fu quella che acquisì il cognome Durazzo per il
matrimonio di FRANCESCO con Ippolita Durazzo, figlia del principe
Rinaldo figlio naturale di re Ladislao, ed aggiunse alle armi il
capo di Durazzo.
Parteciparono alla campagna del 1860/61 contro l’invasione del Regno
delle Due Sicilie: GENNARO, ramo Durazzo, proveniente dalle Guardie
del Corpo, tenente del “3° Reggimento Dragoni” presente a Gaeta dove
meritò l’onorificenza della Croce al Merito dell’Ordine di
Ferdinando I; il fratello ACHILLE, guardia a cavallo delle “Regie
Guardie del Corpo”, seguì il re Francesco II nel suo esilio a Roma;
e i cugini CARLO 1° tenente della “Gendarmeria Reale a Piedi”,
OTTAVIO maggiore del “12° Reggimento Fanteria di Linea Messina”.
Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922; Il ramo
De Majo Durazzo
è iscritto nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana ed estintosi nella
seconda metà del XX secolo.
Arma: d’oro al pino di verde sopra un monte di tre
colli dello stesso, con tre uccelli d’argento al capo di Durazzo
d’azzurro seminato di gigli al lambello di rosso. |

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MANCINI
Titoli:
conti, nobili
dei marchesi di Fusignano, nobili romani
Dimora:
Roma, San Vittore del Lazio, Cori, Napoli
Affondano le
radici millenarie nel suolo italico e vantano discendenza dalla “Gens
Hostilia” della quale un ramo assunse il cognome Mancinus e di
cui L. Hostilius Mancinus fu Console nel 608 “ab urbe condita”.
A Roma i Mancini vennero chiamati anche Lucij, nome allusivo ai
pesci alzati nello stemma. Il primo rappresentante certo della
famiglia fu LUCIO che visse nel 990. La famiglia dette otto
Conservatori all’Urbe, ufficiali reggenti lo Stato con grande
autorità,
un vescovo di
Venafro, ANTONIO, un vescovo di Sora, MATTEO, ed un cardinale, FRANCESCO
MARIA. Nei secoli si suddivise in vari rami: il ramo di Sicilia
ebbe per capostipite GIACOMO che venne in Sicilia nel 1256 per
fuggire alle persecuzioni di Vitelleschi tiranno di Roma, e da lui
discesero i baroni di Tardello, Tumminii e Ogliastro.
Il ramo di Napoli
ebbe per capostipite DOMENICO NICOLA che fu creato dal Duca Alfonso
I d’Este marchese di Fusignano e che nel 1527 si trasferì nel Regno
di Napoli. Questo ramo fu ricevuto negli Ordini di Alcàntara e
Costantiniano, reintegrato nel patriziato romano nel 1745, ed ebbe
come più illustre rappresentante il conte PASQUALE STANISLAO
(1817-1888), insigne giurista, scrittore e tre volte Ministro del
Regno d’Italia (istruzione, giustizia ed esteri).
Il ramo di Nevers
nacque dal matrimonio nel 1634 tra il barone MICHELE LORENZO e la
nobile siciliana Girolama Mazzarino, sorella del potente cardinale
Giulio; i membri di questo ramo furono duchi di Nevers e Donzy,
principi di Vergagne e del Sacro Romano Impero, grandi di Spagna di
prima classe e pari di Francia: importante la figura di LUIGI GIULIO
(1716-1798), duca di Nivernais, generale, diplomatico e scrittore.
Il conte ANTONIO
fu l’iniziatore nel 1800 del ramo di San Vittore, sottoramo di
quello di Napoli, che ebbe come più fulgido rappresentante ANTONIO
(1915-1990), eroe della II guerra mondiale e Croce al Merito di
Guerra.
La famiglia è
iscritta nell’Albo d’oro delle famiglie nobili e notabili europee
dalla XII edizione ed è rappresentata nel XXI secolo dal conte
ADRIANO FULVIO MARIO e dal figlio FEDERICO ADRIANO MARIO.
N.d.A.: un
ringraziamento per le utili notizie fornite sul casato va al dr.
Federico La Longa Mancini
Arma:
d’azzurro a due pesci d’argento in palo. |
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MANFREDI
Titoli:
nobili di Monopoli
Dimora:
Monopoli, Napoli, Portici
Discende dalla famiglia Manfredi di Faenza, le prime memorie certe
provengono dalla città di Taranto nel 1380 con ANTONIO partigiano di
papa Urbano VI contro la regina Giovanna d’Angiò; ALESSANDRO
consigliere di re Ferdinando d’Aragona, vescovo di Monopoli; il
nipote SEBASTIANO si stabilì in Monopoli; la famiglia venne iscritta
al patriziato di detta città nel 1684, ricevuta nell’Ordine di
Malta nel 1795, iscritta nel 1801 nel Priorato di Barletta.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al rovere al naturale terrazzato di verde, al capo di due
gigli d’oro sinistrata da un leone al naturale. |
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MANGONI
(di Santo Stefano)
Titoli:
conte, patrizio di Cosenza, predicato di Santo
Stefano
Dimora:
Napoli, Cosenza
Motto:
“fides romanorum”
Antica famiglia cosentina; ANTONIO fu sindaco dei Nobili di Cosenza
nel 1680 e con Rescritto di re Carlo II la dichiarava nel Sedile
Chiuso; ARDUINO vice presidente della suprema Corte di Giustizia;
ROSARIO partecipò al Congresso Mondiale degli Scienziati in Napoli
nel 1845, archeologo e letterato. Riconosciuto alla famiglia il
titolo di patrizio di Cosenza con D. M. del 27 gennaio 1887,
decorata del titolo di conte da papa Leone XIII, e con R. D. del 25
giugno 1926 ottenne l’autorizzazione ad usare il titolo ed il
predicato di Santo Stefano; ARDUINO, patrizio di Cosenza, cavaliere
d’onore e di devozione dell’Ordine di Malta, dottore in
giurisprudenza nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.
Arma:
d’oro alla fede di carnagione vestita di rosso tenente fra le mani
un ramo d’olivo fogliato di verde. |
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MANNINO
Titoli:
barone di Plachi, nobile dei baroni
Dimora:
Catania
FRANCESCO, dottore in legge, acquistò il feudo di Plachi e ne tenne
l’investitura il 20 febbraio 1705; ANTONINO, dottore in legge,
barone di Plachi investitura del 29 gennaio 1729; ANTONINO con D. M.
del 12 settembre 1899 ottenne il riconoscimento del titolo suddetto;
FRANCESCO MARIA ufficiale d’artiglieria nella guerra del 1915/18.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al pino di verde sopra una rupe al naturale, sostenuto da
un leone sormontato da un sole e una stella il tutto d’oro. |
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MANNO
Titoli:
nobile
Dimora:
Sciacca
Venuta in Sicilia da Firenze con CORRADINO al servizio di re
Federico come maresciallo di campo e vicario generale di Val di
Mazzara; iscritto il casato nella Mastra Nobile del Mollica
nell’anno 1594 con LORENZO notaio in Sciacca; ALBERTO giurato in
Sciacca nel 1640; ALESSANDRO possedette metà del feudo di Lazzarino
l’8 febbraio 1610, capitano di giustizia in Sciacca nel 1640;
MARIANO possedette il feudo di Lazzarino il 1 settembre 1727;
GIOACCHINO investito del feudo di Lazzarino il 4 dicembre 1753, ebbe
attestato di nobiltà il 12 settembre 1774, fu senatore in Sciacca
dal 1794 al 1800.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso alla croce d’oro con quattro stelle dello stesso. |
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MANTEGNA
Titoli:
Principe di Gangi
Dimora:
Palermo
Motto:
“mantengo la pace, mantengo la guerra”
Di antica origine nota dal XVI secolo.
BENEDETTO ottenne dallo zio FABRIZIO Agliata Valguarnera la cessione
del titolo di principe di Gangi, con R.D. del 16 agosto 1900 e
conseguenti RR. LL. PP. (Regi Lettere Patenti) del 16 dicembre
stesso anno ebbe il riconoscimento del titolo di principe di Gangi.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a due braccia moventi dai lembi dello scudo, tenenti con
la mano di carnagione, quella destra una palma d’oro, nell’altra una
spada al naturale accompagnata da tre stelle sopra e tre sotto
d’oro. |
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MARANO
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Originaria di Vicenza dal cognome Marani, venuta a Napoli nel XVI
secolo con FRANCESCO ANTONIO, la sua sepoltura è nella chiesa di
Sant’Aniello a Caponapoli nel centro antico della città di Napoli;
DOMENICO barone del Preturo nel 1591; NICOLA con decreto della Gran
Corte del 11 dicembre 1691 ereditò tutti i beni di famiglia,
ottenendo il titolo di marchese di Petruro il 28 maggio 1695 dato in
Madrid; ALESSANDRO ultimo marchese del Petruro nel XIX secolo. Il
casato ascritto al Registro dei Feudatari, riconosciuta di antica
nobiltà nel 1843 per l’ammissione nella “Compagnia delle Regie
Guardie del Corpo” in persona di GIOVANNI CAMILLO; PIETRO ANTONIO 1°
tenente del “12° Battaglione Cacciatori” ha partecipato alla
campagna del 1860/61 contro i piemontesi che invasero il Regno delle
Due Sicilie.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone d’oro impugnante un flagello, frenato da un
braccio destro vestito di rosso – alias d’argento a tre fasce
di rosso. |

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MARCHESE
Titoli:
principe
della Scaletta, barone
Dimora:
Messina,
Palermo, Napoli
Di origine
lombarda, passò in Sicilia con i re Normanni in persona di RICCARDO
Marchisio, castellano di Taormina, al servizio di re Guglielmo il
Buono. Un ramo si stabilì in Napoli con RAOUL, dove è ancora in
essere. Godette nobiltà in Messina, Palermo, ed altre città della
Sicilia; vanta numerosi cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano,
possedette il principato di Scaletta, il marchesato di Rajata, le
baronie di Bambina, Bonalgergo, Casalotto, Castelluzzo, Foresta di
Taormina, Graneri, Guidomandri, San Marco lo Celso, Nissoria, Rapisi,
Gauteri, ed altre. SALIMBENE fu uno dei giudici della Gran Corte che
condannò Andrea Chiaramonte conte di Modica, suo benefattore, fu
stratigoto (giudice criminale) di Messina, maestro razionale e
Protonotaro del Regno e primo barone di Castelluzzo per privilegio
del 13 febbraio 1397, primo barone di Scaletta nel suo casato, per
conferma ottenutane il 15 febbraio 1398 come nipote di Niccolò
Patti, e di barone di Guidomandri per permuta fatta col priore
dell’ordine di Malta in Messina il 21 luglio 1404; GIOVANNI fu
cavaliere dell’ordine di Malta nel 1439; un GIOVANNI SALIMBENE,
pronipote di Salimbene, nel 1453 otteneva conferma e nuova
investitura di dette baronie di Scaletta e di Guidomandri;GIOVANNI
vescovo di Patti nel 1494; FRANCESCO, con privilegio dato il 25
aprile esecutoriato in data 27 agosto 1512, ottenne il titolo di
“regio cavaliere”; GIOVAN TOMMASO fu senatore di Palermo nel
1512/13; SALIMBENE, barone della Scaletta, fu strategoto di Messina
nell’anno 1523/24; un SALVO tenne la stessa carica nel 1536/37; un
BARTOLOMEO, dal 1561/63; ANDREA, GIOVANNI e FRANCESCO fu Giuseppe ed
un GIUSEPPE fu Salimbene ascritti alla mastra nobile del Mollica;
GIUSEPPE, fu giudice pretoriano di Palermo nel 1602/3, e giudice
delle Appellazioni (Corte d’appello) nell’anno 1611/12; FRANCESCO,
con privilegio dato il 22 luglio 1614 esecutoriato il 4 febbraio
1615, ottenne il titolo di principe di Scaletta; un MARCANTONIO fu
giudice pretoriano di Palermo negli anni 1627/29, 1631/32, giudice
della Gran Corte Criminale del Regno nel 1636/37 e 1640/41; ANDREA,
con privilegio del 9 febbraio esecutoriato il 6 luglio 1630, ottenne
il titolo di “Don” e forse egli stesso fu quell’Andrea Marchisio
che, con privilegio del 12 ottobre 1668, ottenne il titolo di barone
di Oronte; un ANTONIO fu giudice della Corte Pretoriana di Palermo
negli anni 1694/95, 1699/1700, della Gran Corte Criminale nel 1705,
1710/11, della civile nel 1717 e maestro razionale giurisperito del
tribunale del Real Patrimonio nell’anno 1722; un PLACIDO Marchese e
Strazzeri con privilegio del 7 giugno 1709 ottenne il titolo di
barone di Criato o Ripadimare; un GASPARE regio secreto di Palermo,
luogotenente di corriere maggiore del Regno, maestro razionale del
tribunale del Real Patrimonio, con privilegio dato il 26 dicembre
1744 reso esecutivo il 20 aprile 1749, ottenne il titolo di marchese
di Raiata; un FRANCESCO fu giurato di Messina nel 1745/46; un DIEGO
(qualificato conte non si sa con qual diritto) fu governatore della
Tavola Pecuniaria di Messina nel 1792/93 ed annotato nella mastra
nobile di detta città del 1798/1807, nella quale mastra annotati un
conte FRANCESCO Marchese del fu Francesco Marchese e Natoli, un
FRANCESCO barone di Pietrogoliti ed un NICOLÒ del fu barone
Gregorio, un sacerdote GIUSEPPE ed un GIOVANBATTISTA, figli di
Francesco Marchese e Nescion.
Iscritta
nell’Elenco Regionale delle Famiglie Nobili di Sicilia.
Arma:
d’oro, alla fascia d’azzurro, caricata da una stella di otto raggi
del campo. |
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MARCHIANÒ DE’ CORONEI
Vedi rubrica "Le
Famiglie Greco-Albanesi del Sud Italia"
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DE
MARI o
MARI
(di Gioia Del Colle e di Castellaneta)
Titoli:
principe di Acquaviva, marchese di Aspigliano e Torrepiana col
predicato di Gioia del Colle e Castellaneta, patrizio Napoletano
Dimora:
Napoli, Tropea, Messina
Motto:
“ab undis ad astra”
Originaria di Genova, diede quattro dogi alla Repubblica, nel 1528
venne aggregata all’ “Albergo” della famiglia Usodimare, diede vari
cardinali e ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1496. Si trasferì a
Napoli al seguito degli Angioini e dei Durazzo ricevendo in cambio
alte cariche pubbliche: GUGLIELMO capitano di galee; ENRICO
governatore e capitano della Basilicata nel 1309; ANGERO ciambellano
e consigliere di corte di re Roberto, suo vicario e capitano
generale in Genova. Il casato venne esiliato per aver parteggiato
per gli Angiò, ritornò nel Regno di Napoli verso la metà del XVI
secolo e reiscritta al seggio di Porto il 7 agosto 1690. Ottenne i
titoli di principe di Acquaviva nel 1665, marchese di Aspigliano nel
1641, nobili in Tropea, Reggio e Messina, insignita di vari ordini
cavallereschi e iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Napoletana.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
bandato e ondato di oro e nero. |

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MARIGLIANO e
MARIGLIANO
di Torraca e Alfanella
Titoli:
duca Del Monte,
linea
secondogenita:
marchese di Poppano col predicato di Torraca e Alfanella, Principe
di Montefalcone
Dimora:
Napoli
Motto:
“Mariniscor”
Famiglia già riconosciuta di antica nobiltà dal XV secolo.
Decorata del titolo di duca del Monte per donazione di Caterina
Chaves al nipote FRANCESCO SAVERIO Marigliano in data 29 giugno
1800, riconosciuto poi con R. D. del 15 maggio 1858 e con D. M. del
2 maggio 1901. FRANCESCO SAVERIO, duca del Monte, maggiore di
cavalleria del Regio Esercito Italiano, medaglia d’argento al valor
militare, croce di guerra, medaglia commemorativa della guerra
d’Africa e della guerra 1915/18.
Linea
secondogenita:
FILIPPO marchese di Poppano col predicato di Torraca e Alfanella;
FEDELE, figlio del precedente, con D. P. del 3 settembre 1925
riconosciuto del titolo di Principe di Montefalcone per successione
di casa de Liguoro.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato 1° d’argento, 2° d’azzurro al volatile di nero posto su di
un monte al naturale. |
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MARINCOLA
(di Soverato e di San Floro)
Titoli:
duca di Petrizzi, predicato di Soverato, nobili di San Floro
Dimora:
Napoli, Petrizzi, Catanzaro, Roma, Venezia
Motto:
“Maris in cola”
Originaria dell’Aragona, portata in Sicilia nel 1291 con LEONARDO
provveditore delle armi di re Federico III: Nobile in Catanzaro,
Taverna, San Calogero, San Floro, Soverato. Inserita nell’Ordine di
Malta nel 1587, iscritta nel Priorato di Capua nel 1802. La linea di
Petrizzi decorata del titolo di duca sul possedimento medesimo nel
1642, riconosciuto con R. Rescritto del 11 ottobre 1852; DIEGO
decorato del titolo di “Don” nel 1656; RICCO fu tra i baroni
siciliani che giurarono fedeltà a re Ludovico d’Aragona; NICOLA
cavaliere dell’Ordine di San Giacomo; TOMMASO “famigliare” di re
Carlo III d’Angiò Durazzo; GUIDO fece parte della scorta che
accompagnò Costanza quale sposa di re Ladislao; NICOLA vescovo di
Taverna; AVELLINO I, paggio di re Alfonso I d’Aragona, morì
combattendo contro i turchi ad Otranto nel 1481; AVELLINO II, barone
di Soverato, combattè valorosamente nella battaglia di Montesoro
contro i francesi di Carlo V; GIOVAN PAOLO vescovo di Teano; ORAZIO
barone di Soverato diede origine al ramo di San Floro; DIEGO,
guardia a cavallo, della Compagnia delle “Reali Guardie del Corpo”,
ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno
dall’invasione piemontese;il cugino CESARE, alfiere del “Reggimento
Reali Carabinieri a Cavallo”, passò a servire con i piemontesi,
ritirandosi poi a Venezia.
Linea di Petrizzi:
riconosciuta con Regie Rescritto del 11 ottobre 1852 duca di
Petrizzi e del predicato di Soverato.
Linea di San
FLoro:
riconosciuta con D. M. del 16 agosto 1881 e del 5 settembre 1885
nobile col predicato di San Floro.
Iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento all’ancora al naturale sormontata da due stelle d’azzurro
al mare del medesimo. |
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DE MARINIS
di Ricigliano
Titoli:
nobili, col predicato di Ricigliano
Dimora:
Cava dei Tirreni, Napoli, Roma
Originaria di Genova trasferitasi a Cava nel XVI secolo.
I fratelli SERGIO, ROBERTO, PERTELLO, CARLO furono gli imprenditori
delle costruzioni di Castelnuovo (Maschio Angioino) e dell’Arsenale
di Napoli, ricompensati con ricchezze e onori dai re Aragonesi nel
XV secolo; PERTELLO, CARLO e SERGIO creati “regi commensali e
familiari” perpetui, il primo fu anche nominato capitano di
Selvalonga; CENTOLANZA presidente della regia Camera; SALVATORE
comprò il feudo di Ricigliano nel 1700; hanno partecipato alla
difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61:
GENNARO 1° tenente dell’”11° Battaglione Cacciatori”, GUGLIELMO 1°
tenente “Guide dello Stato Maggiore”; ENRICO avvocato, deputato e
membro del Regio Governo Italiano nella prima metà del XX secolo;
ALBERTO senatore del Regno d’Italia e generale del Regio Esercito.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla fascia di rosso al capo da un leone a tre stelle
dello stesso, in punta di una sirena uscente dal mare al naturale. |
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DE MARINIS
Titoli:
Conte
Dimora:
Napoli
Di antica nobiltà nota dal XVI secolo.
Con Breve Pontificio (Decreto) dell’11 gennaio 1906 venne concesso a
VITO LUIGI da papa PIO X il titolo di conte, reso trasmissibile con
Breve Pontificio del 25 febbraio 1920, autorizzato e confermato dal
Regno d’Italia con R. D. del 26 novembre 1928 e RR. LL. PP. (Regie
Lettere Patenti) del 7 marzo 1929.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla sbarra d’argento accompagnata da due stelle d’oro al
capo, in punta una barca al naturale al mare d’argento. |
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MARINO o
DE MARINO
Titoli:
nobile, nobile di Messina
Dimora:
Palermo, Messina
Originaria di Genova, passata in Sicilia con l’imperatore Federico
II di Svevia, possessori di numerosi feudi e di censi del Regio
Demanio di Messina.
ENRICO e RUGGIERO combatterono con Corrado Doria nel 1300 nelle
acque di Ponza contro la flotta di Ruggiero di Lauria; NICOLO’
castellano di Matagrifone nel 1374; FILIPPO regio cavaliere,
capitano di giustizia in Catania 1400/1; UBERTO giudice della Gran
Corte, arcivescovo di Palermo e ambasciatore del re; LORENZO e
FRANCESCO iscritti nella Mastra Nobile del Mollica; PIETRO ottenne
il titolo di “don” con privilegio del 21 gennaio 1621; FRANCESCO
senatore in Messina 1624/5; DOMENICO duca di Gualtieri con
privilegio del 3 giugno 1625; COSTANTINO senatore di Messina anni
1656/7; FRANCESCO regio cavaliere nel 1696; GIOVANNI, barone della
Marca, governatore del Monte di Pietà in Palermo 1700/2; DOMENICO
GIUSEPPE proconsole di Messina 1722; il casato annotato nella Mastra
Nobile di Messina 1798/1807; PIETRO console nobile della seta in
Messina 1812/13. Hanno preso parte alla campagna della difesa del
Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese: DOMENICO aiutante
(sottotenente) del “Battaglione Pionieri del Genio” presente alla
difesa di Gaeta, GIUSEPPE alfiere del “12° Battaglione Cacciatori”,
MATTEO 1° tenente del “10° Reggimento Fanteria di Linea Abruzzo”.
Con D. M. del 12 ottobre 1929 vennero riconosciuti col titolo di
nobile di Messina i fratelli VINCENZO e BENEDETTO.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a tre fasce ondate d’argento con un leone coronato d’oro. |
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MAROTTA
Titoli: barone di Sant’Agata
Dimora: Polizzi, Messina
Originaria di Capua, passata in Sicilia, nobile in Palermo, Catania,
Polizzi.
GIACOMO, dottore in legge, avvocato della Gran Corte del Regno nel
1488; OTTAVIO giudice della Gran Corte Civile 1639/43 e 1647/49,
presidente del Concistoro 160; GASPARE, dottore in legge,
procuratore fiscale del Tribunale della Gran Corte nel 1668;
GANDOLFO investito del titolo di barone di Sant’Agata il 3 novembre
1717; SAVERIO investito di detta baronia il 12 luglio 1752;
GANDOLOFO barone con investitura del 23 agosto 1780 e
proconservatore di Polizzi; hanno partecipato alla campagna del
1860/61 contro i piemontesi che invasero il Regno delle Due Sicilie:
DOMENICO alfiere (sottotenente) del “2° Reggimento Fanteria di Linea
Regina”, FEDERICO 2° tenente del “5° Reggimento Fanteria di Linea
Borbone”, FERDINANDO capitano del “6° Reggimento Fanteria di Linea
Farnese”.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito: 1° e 4° d’azzurro al drago d’argento al mare del
medesimo guardante una stella d’argento, 2° e 3° d’argento a tre
bande d’azzurro. |
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MARSIGLIA
Titoli: Nobile
Dimora: Sicilia,
Francia
Originaria della
Francia, si crede originaria della città di Marsiglia da cui prese
il nome, trapiantatasi in Sicilia nel XVI secolo.
CRISTOFARO, con
deliberazione del 5 aprile 1582 ottenne attestato di nobiltà,
tenente
colonnello dell’Esercito del Regno di Napoli e Sicilia, governatore
dell’isola di Favignana nel XVI secolo; il casato venne riconosciuto
di “antica nobiltà” dalla Regia Commissione per i Titoli di Nobiltà
del Regno delle Due Sicilie nel XIX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma: troncato
di rosso e d’argento a tre rose dell’uno e dell’altro colore. |
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MARTINELLI
Titoli: patrizio
di Salerno
Dimora: Napoli,
Monopoli
Di origine
Veneta, diramatasi in Bari e Monopoli nel XVII secolo, aggregata al
Patriziato di Salerno nel XVIII, fu riconosciuta di “antica nobiltà”
nel 1852 nelle prove di ammissione alla Compagnia delle “Regie
Guardie del Corpo” in persona di VITO GIUSEPPE che poi in qualità di
2° tenente del “1° Granatieri della Guardia Reale” partecipò alla
campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie
dall’invasione piemontese.
La famiglia venne
ricevuta per “giustizia” nell’Ordine di Malta nel 1862.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla fenice sulla sua immortalità fissante un sole d’oro,
accompagnata da due spade decussate al naturale. |
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MARTINEZ
Titoli:
nobile
Dimora:
Palermo
Originaria della Spagna, nobile in Messina nel XVII secolo, inserita
nella Confraternita della Compagnia della Pace, ebbe un comandante
dell’Arsenale di Messina 1747; GIOVAN TOMMASO ricevette da Gaetano
Cottone in donazione il titolo di barone di Pampinello e ne ottenne
l’investitura il 4 luglio 1775; GIOVAN FRANCESCO giudice pretoriano
in Palermo nel 1804 e giudice del Tribunale del Concistoro ; PIETRO
carica di pretore di Palermo nel 1813.
Riconosciuta di antica nobiltà dalla Regia Commissione dei Titoli di
Nobiltà del 30 luglio 1849.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.
Arma:
tagliato 1° di rosso e il 2° d’azzurro, 1° al leone d’oro coronato,
2° luna crescente di una stella il tutto d’argento. |
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MARTINO
Titoli: barone di
Rocca e Valdina (Maurogiovanni)
Dimora: Palermo,
Sant’Angelo di Brolo
Originaria del Regno di Napoli,il casato si crede, in
realtà, che sia insieme ai Martinez, Martini, De Martino, Di Martino
rami di una stessa famiglia, fatto dimostrato dalla confusione di
cognomi attribuiti alla nascita. GUGLIELMO senatore in Palermo nel
1335; GIUSEPPE capitano di giustizia in Caltagirone 1578/89; ANTONIO
ONOFRIO ricevette il titolo di barone di San Giorgio nel 1666;
GIUSEPPE (dichiarato Martinez ma figlio di Filippo Martino) ottenne
il 6 marzo 1742 il titolo di Barone di Rocca e Valdina (Maurogiovanni),
spedaliere degli Incurabili di Palermo nel 1725; SALVATORE Di
Martino capitano di giustizia di Cefalù 1770/1; DOMENICO tesoriere
di Cefalù 1771/2; TOMMASO (chiamato Martino ma il padre Martinez) il
17 luglio 1797 ottenne il titolo di barone di Rocca e Valdina (Maurogiovanni).
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma: d’azzurro al leone
d’oro tenente una lira d’oro stesso - alias d’azzurro a due
leoni affrontanti sopra un monte ed un mare il tutto d’argento. |

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DE MARTINO (di Silvi)
Titoli: nobile,
predicato di Silvi
Dimora: Napoli
Motto:
“Tutor et Ulcisor”
Originaria di Montefusco. FRANCESCO ottenne il feudo
di Silvi (Abruzzo) nel 1550 a cui restò fino al 1695; SCIPIONE
consigliere del Sacro Regio Consiglio nel 1695; GIROLAMO ANTONIO
reggente del Consiglio del Collaterale nel 1658; OTTAVIO ricevuto
nell’Ordine di Malta nel 1625. Dichiarata ammissibile nelle Regie
Guardie del Corpo nel 1843 in persona di FRANCESCO SAVERIO;
CRISTIANO 1° tenente del “2° Reggimento Granatieri della Guardia
Reale” ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del
Regno delle Due Sicilie.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma:
troncato 1° d’azzurro a
tre alabarde d’oro sormontate da tre stelle dello stesso, 2°
fasciato d’azzurro e di rosso di otto pezzi. |
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DE MARTINO (2)
Titoli: conte, nobile
Dimora: Roma, Napoli
Diramazione della precedente famiglia, stabilitasi a
Massalubrense nel XVI secolo, nobile con D. M. del 14 marzo 1896 in
persona di RENATO; GIACOMO fu decorato del titolo di conte con R. D.
del 1920 e RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 31 luglio 1921;
GIOVANNI 1° tenente del “Reggimento Carabinieri Reali a Cavallo” ha
preso parte alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle
Due Sicilie.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano 1922.
Arma:
troncato 1° d’azzurro a
tre alabarde d’oro rivoltate sormontate da tre stelle dello stesso,
2° di rosso a tre sbarre d’argento. |
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DE MARTINO
(di Montegiordano)
Titoli:
nobile, col predicato di Montegiordano
Dimora:
Roma, Napoli
Ascritta al primo ordine civico della città di Aiello, diede
personaggi di toga e militari, infeudata della città di
Montegiordano (Calabria) nel 1748 in persona di GIUSEPPE; RAFFAELE
capitano del 15° Reggimento Fanteria Linea “Messapia” ha
partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna
del 1860/61; NICOLA maggiore generale di stanza presso la cittadella
di Messina e suo strenuo difensore, insieme al comandate Maresciallo
Fergola, contro le truppe piemontesi che la strinsero d'assedio,
capitolò con la guarnigione il 13 marzo 1861.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla torre al naturale sinistrata da un leone al naturale
al capo di un rastrello di rosso. |
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DE MARTINO
(di Pietradoro)
Titoli:
duca di Pietradoro, col predicato di Pietradoro
Dimora:
Napoli
Motto:
“Tutor et Ulcisor”
Diramazione della famiglia De Martino di Montefusco.
Decorata del titolo di duca con privilegio del 24 novembre 1791 in
persona di LEONARDO, detto titolo venne infeudato di Pietradoro
acquistato nel 1735; VINCENZO capitano del “4° Battaglione
Cacciatori” ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa
del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato d’azzurro a tre alabarde d’oro sormontate da tre stelle
dello stesso, 2° fasciato d’azzurro e di rosso di otto pezzi. |
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MARTUCCI
(1)
Vedi rubrica "Le
Famiglie Greco-Albanesi del Sud Italia" |
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MARTUCCI
(2)
Titoli:
marchese di Scarfizzi
Dimora:
Rossano, Napoli
Decorata del titolo di marchese di Scarfizzi per successione della
famiglia Malena: Maria Malena sposò FRANCESCO dal quale nacque FABIO
che con R. D. del 15 settembre 1845 gli venne riconosciuto il titolo
di marchese di Scarfizzi. Appartengono a questa famiglia: GIOVANNI
capitano del “1° Reggimento Dragoni”, VINCENZO 2° tenente del
“Reggimento Carabinieri a piedi” i quali hanno partecipato alla
difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61.
ARTURO, marchese con D. P. del 1 novembre 1927, capitano di
cavalleria, cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, medaglia
commemorativa guerra 1915/18.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartata: 1 e 4 d’oro al castagno al naturale su una pianura di
verde sinistrata da una martora al naturale, 2 e 3 d’azzurro al
leone d’oro alla banda di rosso caricata da sette stelle d’argento. |
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MASCIARELLI
Titoli:
barone, nobile
Dimora:
Napoli
Originaria della città di Aquila, trasferitasi a Celano e Magliano
della Marsica; distintasi in opere di beneficenza tre le quali la
fondazione di un “Asilo Masciarelli” per bambini bisognosi in
Magliano nella prima metà del XX secolo.
Riconosciuto ai discendenti di VINCENZO il titolo di nobile con R.
D. del 10 agosto 1928 mentre ai discendenti NICOLA venne
riconosciuto quello di barone.
Arma:
d’azzurro alla quercia al naturale sulla pianura erbosa, sinistrata
da un leone d’oro. |
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MASOLA
Titoli:
marchese di Trentola, patrizio di Aversa, nobili dei marchesi
Dimora:
Napoli
Originaria di Genova, con le prime memorie certe relative ad ENRICO
console della Repubblica di Genova nell’anno 1199, trasferitasi ad
Aversa nel 1630 ed aggregata a quel Patriziato presso il seggio di
San Luigi, ricevuta nell’Ordine di Malta nell’anno 1779, ottenne i
feudi di Cavaguolo, Rugliano e Cervignago, decorata del titolo di
marchese di Trentola nel 1640, ascritta al Priorato dell’Ordine di
Malta della città di Capua nel 1801, ammessa per “antica nobiltà”
nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo del Re delle Due
Sicilie in persona di DOMENICO ufficiale di Cavalleria, passato poi
a servire nel Regio Esercito Italiano sul finire del XIX secolo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
trinciato
e tagliato d’oro e verde alla mazzola di nero manicata al naturale -
alias d’azzurro al leone d’oro tenente con la branca destra
una mazza ferrata dello stesso, al capo di rosso alla croce
d’argento. |

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MASSA
Titoli:
nobile
Dimora:
Lecce, Andriano, Napoli, Palermo
Antica famiglia di Lecce, ascritta all’Ordine di Malta nel 1631
quali di cavalieri di giustizia, nel Priorato di Barletta nel 1801
con i fratelli BARTOLOMEO, FRANCESCO e MICHELE; riconosciuta
ammissibile nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo in persona
di SALVATORE che in qualità di 1° tenente del “10° Reggimento
Fanteria di Linea Abruzzo” partecipò alla campagna del 1860/61 per
la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a tre monti d’oro sostenti un leone dello stesso tenente
una mazza ferrata, accompagnato da una croce di rosso bordata d’oro
accostata da due stelle dello stesso. |
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MASTELLONI
(di Campochiaro, Albidona, Sant’Angelo Radiginese)
Titoli:
duca di Castelpagano, marchese di Capograssi, predicato di
Campochiaro, Albidona, Sant’Angelo Radiginese, nobili di Tarquinia
Dimora:
Napoli, Tarquinia.
Originaria di Sorrento, feudataria ai tempi degli Aragonesi, nobili
in Monopoli, “regi familiari” nel 1580; PIETRO PAOLO decorato
del titolo di marchese di Capograssi il 5 maggio 1725; riconosciuto
poi in persona di NICOLA MARIA con R. D. del 5 gennaio 1859. Il ramo
secondogenito decorato del titolo di duca di Limatola nel 1733,
riconosciuto in seguito in persona di NICOLA con R. D. del 17 luglio
1856; il casato successe nel 1890 nel titolo di Castelpagano con
anzianità del 1724, di marchese di Ripa Limosano con anzianità dal
1617 per successione di casa Capecelatro, legalizzati con RR. LL.
PP. del 1 marzo 1896. MICHELANGELO cavaliere di giustizia, cavaliere
di gran croce dell’Ordine Costantiniano, gentiluomo di camera di
S.A.R. il principe Alfonso di Borbone.
Un ramo della famiglia ottenne nella seconda metà del XIX secolo il
titolo di nobili di Tarquinia in persona di EMANUELE.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al bastone al naturale accollato di una serpe su tre monti
di verde, sostenuti da due leoni affrontati al naturale. |
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MASTROGIUDICE
e
MASTROGIUDICE SERSALE
Titoli:
patrizio napoletano, patrizio di Sorrento
Dimora:
Napoli, Sorrento
Antica famiglia sorrentina nota sin dal XI secolo, ascritta al
seggio di Dominova in detta città. GIOVANNI, arcivescovo di Sorrento
nel 1278; MARINO presidente della Regia Camera con re Carlo V; frà
GASPARE, cavaliere dell’Ordine di Malta, combattè e perì contro i
Turchi nel 1608; frà ATTILIO priore dell’Ordine di Malta in Messina.
Ascritta al Patriziato di Napoli al seggio del Nido e nel Libro
d’Oro della Nobiltà Napoletana, dichiarata ammissibile nella
Compagnia delle Regie Guardie del Corpo nel 1845.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso a due fasce d’argento col capo d’oro. |
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MASTROPAOLO
Titoli:
nobile
Dimora:
Palermo
Si crede sia originaria della Francia discendente dai conti di
Brienne, stabilitasi in Sicilia nel XIII secolo, che abbia avuto
come capostipite PAOLO, medico di corte dell’imperatore Federico II,
chiamato maestro da cui il cognome dei suoi discendenti. NICOLO’
“regio familiare” in Palermo il 7 maggio 1400; BERNARDO
proconservatore di San Pietro nel 1583; per contratto matrimoniale
con Flavia Orioles nel 1606 la famiglia acquisì la baronia della
Tonnara di San Giorgio in Patti; PIETRO, dottore in legge, giudice
della Corte Pretoriana in Palermo anni 1710/11 e 1717/18; PLACIDO,
dottore in legge, proconsole di Montalbano dal 1786 al 1804;
ANTONINO giudice del tribunale del Concistoro nel 1809; ALFIO fu
ministro del Regno delle Due Sicilie nel XIX secolo. Con D. R. del
27 agosto 1899 venne riconosciuto il titolo di nobile ad ALFIO ed ai
suoi eredi.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro all’aquila coronata fissante un sole destro il tutto
d’oro. |
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MATARAZZO e
MATARAZZO
di LICOSA
Titoli:
conte, predicato di Licosa
Dimora:
Napoli, Messina, Castellabate
Originaria del Cilento, le prime memorie certe si hanno con GIUSEPPE
feudatario di Sezzamezzano, Prignano e Melito nel XVII secolo,
ultimo intestatario fu ALESSANDRO nella prima metà del XIX secolo.
FRANCESCO decorato del titolo di conte con R. D. del 23 giugno 1918,
con estensione ai suoi eredi con R. D. del 4 marzo 1926, cavaliere
del lavoro, gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia, uomo di
grande umanità, presidente dell’Ente Autonomo Consumi che sotto la
sua guida seppe coordinare i rifornimenti di viveri in Italia nel
primo dopoguerra, decorato di due medaglie d’oro per altri meriti
filantropici dall’Opera Nazionale Balilla e dal Banco di Napoli,
donò alla città di San Paolo del Brasile una casa di salute
(sanatorio) presso l’Ospedale Italiano “Umberto I”, - ancora
esistente nella seconda metà del XX secolo - fu presidente di varie
associazioni di Mutuo Soccorso e di beneficenza.
Un ramo della famiglia decorata con RR. LL. PP. del 14 luglio 1927
del predicato di Licosa in persona del conte e commendatore
dell’Ordine della Corona d’Italia GIUSEPPE, primogenito di
FRANCESCO. Giuseppe, rientrato in Italia nel 1926, sposò la
nobildonna Anna de Notaristefani dei duchi di Vastogirardi, fondò la
"Società Caffè Matarazzo", alla cui gestione collaborò anche il
figlio conte ERMELINO, laureatosi in giurisprudenza nell'anno 1940.
A fine del secondo conflitto mondiale, ottenne la concessione per
l'imbottigliamento della Coca Cola, nel 1953 propose agli americani
un altro prodotto conosciuto col nome di Fanta, la notissima
aranciata, fondò la "Snibeg" S.p.A - Società Napoletana
Imbottigliamento Bevande Gassate - che è tra i primi stabilimenti
italiani per la produzione dei marchi della "The Coca Cola Company".
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato 1° d’argento all’aquila di nero coronata d’oro, nel 2°
scaccato d’argento e di rosso di tre file. |
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DE
MATERA o
MATERA
Titoli:
patrizio di Cosenza
Dimora:
Cosenza
Si crede originaria della città di Matera da cui trasse il cognome.
LEONE giustiziere di Calabria al tempo di Federico II; SILVESTRO
giudice della Magna Curia; BERNARDO stessa carica. Ricevuta
nell’Ordine di Malta dal 1631.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento
alla fascia d’azzurro caricata di tre conchiglie d’oro. |
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DE
MATTEIS
Titoli:
nobili di Sulmona
Dimora:
Sulmona
Antica famiglia di Sulmona nota dal XIV secolo, infeudata di Torre
Cetrata e Roccacinquemiglia, riconosciuta di “ nobiltà generosa”
dalla Regia Commissione Titoli di Nobiltà del Regno delle Due
Sicilie; hanno partecipato alla difesa del Regno dall’invasione
piemontese nella campagna del 1860/61: DOMENICO alfiere del “11°
Reggimento Cacciatori”, EVANGELISTA capitano del “4° Reggimento
Fanteria di Linea Principessa” decorato della Croce di grazia
dell’Ordine di San Giorgio per essersi distinto nella difesa di
Palermo nei giorni dal 27 al 29 maggio 1860.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro alla
sbarra d’azzurro caricata da tre stelle d’oro. |
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DI
MAURO e DI MAURO di
Capua di Sanseverino
Titoli:
patrizio di Aversa, nobile, marchese di Polvica
Dimora:
Napoli
Originaria della costiera amalfitana, ascritta al patriziato di
Aversa al Seggio di San Luigi nel 1787, possedette il feudo di
Morrone passato poi alla famiglia Capecelatro. Possedette la Terra
di Polvica, acquistata da GIUSEPPE, consigliere del Sacro Regio
Consiglio, sulla quale nel 1752 fu intestato il titolo di marchese;
l’ultimo intestatario fu GIUSEPPE ascritto nel Cedolario di Terra di
Lavoro il 22 giugno 1781; CARLO, marchese di Polvica, fu uno dei
caduti della Repubblica Napoletana del 1799. Con RR. LL. PP. del 1
marzo 1896 il titolo venne riconosciuto ad ELVIRA figlia di GIUSEPPE
a sua volta figlio del precedente CARLO; FRANCESCO cavaliere di
giustizia dell’Ordine di Malta, cavaliere dell’Ordine Costantiniano,
cameriere segreto di cappa e spada di sua Santità Pio IX.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
Di Mauro:
d’azzurro alla fascia d’argento di quattro stelle d’oro -
Di Mauro di
Capua di Sanseverino:
interzato in palo 1° d’azzurro alla fascia d’argento accompagnato da
quattro stelle d’oro, 2° d’oro alla banda d’argento bordata di nero,
3° d’argento alla fascia di rosso. |

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DE
MAYO
Titoli:
marchese e nobile romano
Dimora:
Napoli, Roma
Diramazione dei De Majo di Tramonti. Riconosciuta nobile dalla Regia
Commissione per i Titoli di Nobiltà nel 1843 per “alti uffici di
magistratura” essendo stato MUZIO uditore generale dell’esercito del
Regno di Napoli e promosso nel 1723 a consigliere del Regio Sacro
Consiglio, ed anche dalla prova per l’ammissione nelle Regie Guardie
del Corpo del re delle Due Sicilie in persona di GENNARO nel 1843;
aggregata alla nobiltà romana nella persona di LEVINO nel 1847,
decorata da papa Pio IX del titolo di marchese, riconosciuta nei due
titoli dal Regno d’Italia con D. M. del 21 gennaio 1890.
CORRADO marchese e nobile romano, commendatore del Sovrano Militare
Ordine di Malta nel XIX secolo, il figlio MARIO tenente di
cavalleria, cavaliere dell’Ordine di Malta, della Corona d’Italia,
dell’Ordine Costantiniano, della Legion d’Onore (alta onorificenza
francese) e della croce al merito della guerra 1915/18.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro al pino di verde sopra un monte di tre colli dello stesso, con
tre uccelli d’argento al capo di Durazzo d’azzurro seminato di gigli
al lambello di rosso. |

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MAZA
Titoli:
patrizio di Salerno
Dimora:
Napoli, Salerno
Famiglia di Salerno iscritta al suo Patriziato al Seggio di
Portanova, l’antico cognome era Macza, si diramò in Calabria ed a
Napoli; ammessa nelle “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” del
re del Regno delle Due Sicilie nel 1837.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a due mazze ferrate d’oro poste in croce di Sant’Andrea legate ad
una catena dello stesso. |
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MAZZA
e MAZZA TEDESCHI
Titoli:
barone di Villallegra e San Todaro, di Toscano e di Mandrile, nobile
dei baroni
Dimora:
Catania
Originaria della Spagna. PIETRO ottenne da re Martino II il feudo di
Delia; LANCIA ottenne la concessione del Mulino in Paternò il 29
maggio 1396; ANGELO giudice della appellazioni in Messina 1512/13;
FILIPPO cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1527; NICCOLO’ senatore
in Messina 1555/7; GIACOMO, dottore il legge, giudice della Corte
Capitanale in Catania con lettere vicereali del 13 settembre 1646;
ANTONINO governatore della Tavola Pecuniaria (Banca) di Catania;
GIUSEPPE nel 1740 restaurò la Regia Cappella Aragonese in Catania
distrutta dal terremoto nel 1693; GIUSEPPE deputato del Collegio dei
Nobili di Catania nel XVIII secolo; ANTONIO consigliere comunale,
consigliere provinciale, deputato della Provincia di Catania, sposò
il 25 marzo 1859 Francesca Tedeschi che portò in casa Mazza i titoli
di barone di Villallegra, San Todaro, di Toscano e Mandrile;
GIUSEPPE governatore nobile della Arciconfraternita dei Bianchi di
Catania dal 1905 al 1916, con D. M. del 10 giugno 1898 riconosciuto
il titolo di nobile, e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 9
giugno 1927 i titoli su descritti.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a due mazze d’armi decusse e legate d’oro. |
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MAZZACANE
Titoli:
principe di Omignano, patrizio di Salerno
Dimora:
Salerno
Originaria del Cilento, aggregata al Patriziato di Salerno al Seggio
di Portaretese nel 1758; LEONETTO, signore di Diano, valoroso
capitano d’armi di Carlo V, per acquisizione matrimoniale con Porzia
Capano, venne in possesso dei feudi di Omignano e Lustra; GIULIO
CESARE ottenne da re Filippo III il titolo di principe di Omignano.
Ricevuta nell’Ordine di Malta, ANTONIO cavaliere dell’Ordine di
Malta nel 1527.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla fascia d’oro caricata di una celata di nero
accompagnata da quattro rotelle d’oro. |
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MAZZACCARA
(di Ripacandida)
Titoli:
duca di Castelgaragnone, predicato di Ripacandida
Dimora:
Napoli, Cosenza
Di origine calabrese, decorata del titolo di “regio familiare” da
Ferrante I d’Aragona nel 1463 e del riconoscimento dello stemma
gentilizio. Si divise in due rami di Cosenza e Napoli, decorata del
titolo di Castelgaragnone dall’imperatore Carlo V nel 1726, la
famiglia venne aggregata al patriziato di Bari e di Lucera nel 1792,
nel 1805 ascritta nel registro delle Piazze Chiuse del Regno. Il
ramo secondogenito venne decorato del titolo di marchese di Celenza
e Valfortore in data 11 maggio 1726 sul feudo in possesso dal 1706.
ANGELO colonnello di Cavalleria del Regio Esercito Italiano,
decorato di due medaglie di bronzo al valor militare, croce al
merito di guerra, croce d’oro del servizio, medaglia commemorativa
unità d’Italia, croce della III Armata, croce Interalleata,
cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, cavaliere della
Corona d’Italia, medaglia commemorativa guerra 1915/18.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al destrochero armato, impugnante uno scettro, in capo un
sole nascente in punta sette spighe d’oro su di un monte di tre cime
di verde. |
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MAZZARA
Titoli:
marchese di Torre dei Passeri, nobili di Sulmona, barone di
Schinaforte, nobili dei marchesi
Dimora:
Sulmona
Di antica nobiltà abruzzese, feudataria; GENTILE giustiziere degli
Abruzzi nel 1332; GIOVAN BATTISTA sergente maggiore ( grado di
ufficiale superiore nell’Esercito spagnolo) del battaglione
Basilicata nel XVII secolo; VINCENZO presidente della regia Camera
della Sommaria nel 1759; dichiarata ammissibile nelle Regie Guardie
del Corpo del Regno di Napoli; i cugini GIUSEPPE e CARLO guardie a
cavallo della “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” hanno preso
parte alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due
Sicilie dall’invasione piemontese. Il
ramo primogenito
venne decorato del titolo di marchese di Torre dei Passeri nel 1744,
riconosciuto con D. M. del 5 maggio 1901; il
ramo
secondogenito
decorato del titolo di barone di Schinaforte con R. D. del 24 maggio
1903.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla fascia di nero accompagnata in punta da una pila
rivolta di nero. |
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MAZZEO
Titoli:
marchese di San Teodoro
Dimora:
Messina
Di antica nobiltà nota dal XV secolo; messer PAOLO ascritto alla
Mastra Nobile del Mollica nel 1597, GIROLAMO senatore in Messina
1606/7; GIOVANNI stessa carica 1691/2, proconservatore di Massa San
Giorgio 1695; FRANCESCO console del Mare in Messina 1704/5, ottenne
dalla donazione dello zio FRANCESCO Campolo il titolo di marchese di
San Teodoro il 1 marzo 1731.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.
Arma:
d’azzurro al guerriero al naturale impugnante una mazza di nero in
atto di percuotere un leone coronato d’oro all’albero di verde al
fusto d’oro al terrazzo al naturale. |
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MAZZIOTTI
Titoli:
barone di Celso, nobili dei baroni
Dimora:
Napoli
Originaria di Caiazzo,provincia di Caserta; ANTONELLO si trasferì a
San Rufo; FRANCESCO ANTONIO in Celso; GHERARDO consigliere della
Gran Corte nel 1820, rappresentante della provincia di Salerno;
NICOLO’ colonnello dell’esercito nel decennio francese del regno di
Napoli 1806 - 1815; FRANCESCO ANTONIO deputato del Parlamento
Napoletano nel 1848, eletto poi deputato del Regno d’Italia, con R.
D. del 25 novembre1868 decorato del titolo di barone di Celso,
riconosciuto al casato con D. M. del 20 febbraio 1890; PIETRO
deputato al parlamento nel 1878; MATTEO deputato al parlamento dal
1882 al 1909, senatore del Regno, sottosegretario alle Regie Poste e
Finanze; PIETRO ufficiale del Genio Militare morì nella 1^ guerra
mondiale, decorato di medaglia d’argento al valor militare.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
tagliato di rosso e d’azzurro, 2° al braccio di carnagione
impugnante una mazza d’arme, alla sbarra d’argento caricata di tre
rose rosse al naturale. |
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MAZZOCCOLO
Titoli:
Barone di Roccasicura, nobile di Gaeta
Dimora:
Napoli, Gaeta
Originaria di Pozzuoli, si stabilì in Gaeta nel XV secolo, ed
aggregata a quel Patriziato con Regio Dispaccio dell’8 agosto 1757,
ed in persona di GASPARE nel 1757; il casato venne decorato del
titolo di barone di Roccasicura e di nobile di Gaeta per successione
di casa D’Eboli, per l’ultima discendente dell’ava paterna di
MICHELE, la nobildonna Eleonora, ufficializzato con RR. LL. PP. E
Regio Assenso del 12 febbraio 1928. La famiglia ha dato illustri
personaggi di toga, medici ed ecclesiastici. MICHELE, dottore in
legge, barone di Roccasicura e nobile di Gaeta, cavaliere
dell’Ordine Corona d’Italia, Consigliere del Ministero della Regia
Aeronautica del Regno d’Italia.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana nel 1933, ed
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla pianta di melograno fiorita al naturale, movente
dalla sommità di in monte di verde a tre cime. |
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