Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

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 P-PA  PE-PI  PL-PU

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R-RI  RO-RU

S-

 

ME-MI

MELACRINO

Titoli: Nobile

Dimora: Reggio Calabria

Originaria di Reggio Calabria, nota dal XVI secolo, ha dato vari personaggi di toga ed ecclesiastici.

Riconosciuta nobile con D. M. del 7 giugno 1900.

Iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’azzurro al melo fruttato sulla campagna erbosa, sostenuto da un leoncino di tre stelle il tutto d’oro.

MELAZZO o MILAZZO

Titoli: Barone di San Giorgio, col privilegio del “Don”

Dimora: Palermo, Messina

ANTONIO giurato in Caltagirone dal 1447 al 1493; NICCOLO’ stessa carica 1500/1; GIACOMO senatore in Palermo 1500/1 e 1504/5; TOMMASO e GIACOMO annotati nella Mastra Nobile del Mollica; ANTONINO alfiere (sottotenente) della Milizia dei cavalli di San Filippo con privilegio del 16 gennaio 1621, ottenne il privilegio del “Don” per se e per i suoi discendenti; ONOFRIO ebbe la concessione del titolo di barone di San Giorgio con privilegio del 20 dicembre 1765; titolo poi riconosciuto a LEOPOLDO con decreto del Capo del Governo il 25 giugno 1927; EMANUELE 2° tenente del “1° Reggimento fanteria di Linea Re” partecipò alla campagna del 1860 /61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, presente alla battaglia di Macerone dove venne fatto prigioniero.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre merlata di tre pezzi d’oro finestrata di nero, alla campagna al naturale, sinistrata al leone controrampante con sei stelle d’oro.

MELFI

Titoli: barone di Santa Maria, nobile dei baroni

Dimora: Chiaramonte, Scicli

Originaria del Napoletano, passata in Sicilia con ANTONIO GIUSEPPE che ebbe la carica di “capitano delle armi di guerra” in Scicli nel 1456; FRANCESCO regio luogotenente nell’Ufficio di Regio Maestro Secreto con privilegio del 26 aprile 1572, “regio cavaliere”, proconservatore in Scicli 1588; NICOLO’ stessa carica dal 1575 al 1586: SANTORO francescano e missionario in India nel 1692; FRANCESCO per contratto matrimoniale con Giovanna Mulè del 15 agosto 1660 si trasferì in Chiaromonte Gulfi; GIOVAN BATTISTA capitano di giustizia nel 1708; NUNZIO dottore in giurisprudenza capitano di giustizia nel 1776, acquistò da Giuseppe Biazzo il titolo di barone di Santa Maria con Dispaccio Patrimoniale del 17 giugno 1779; ROSA badessa di Santa Caterina in Chiaromonte e poetessa; NUNZIO sindaco di Chiaromonte dal 1831 al 1833, presidente della Municipalità di Chiaramonte nel 1848; BONAVENTURA sindaco di Chiaramonte 1838; in persona di CORRADO venne riconosciuto il titolo di barone di Santa Maria con diritto di primogenitura con decreto ministeriale del 19 ottobre 1900

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’azzurro alla fascia accompagnata da tre stelle, in punta uno scorpione il tutto d’oro, 2° di rosso alla fascia abbassata sostenente un agnello pasquale con la croce banderuolata d’azzurro, accompagnata in punta da due stelle il tutto d’argento.

MELISSARI

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Di antica nobiltà nota dal XV secolo, ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1583 in persona di GIOVANNI; ANTONIO 1° tenente del “1° Battaglione Cacciatori” ha partecipato alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie, presente alla battaglia del Volturno del 1° ottobre; DIEGO riconosciuto nobile con Decreto Presidenziale del 3 settembre 1926.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla rovere d’oro accompagnata da una stella d’oro nel cantone sinistro, addestrata alla torre al naturale sinistrata al cinghiale di nero, terrazzato di verde – alias: d’azzurro alla quercia al naturale nel terreno di verde addestrata alla torre al naturale con una stella d’oro, al cinghiale al naturale.

MELISURGO

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Roma

Famiglia distintasi nelle scienze e nelle arti con valenti rappresentanti.

Originaria dell’isola di Creta e di Corfù dei ducali greci “Melissenos e Melissurgos” , passò in Italia con EMANUELE Mellissurgos che si rifugiò a Bari quando i Turchi invasero l’isola di Creta il 4 settembre 1692; da lui discesero SPIRIDONE e poi FRANCESCO, NICOLA, GIULIO CESARE. Riconosciuta nobile con D. M. del 26 giugno 1895; ALFONSO commendatore della Corona d’Italia; GUGLIELMO ingegnere, architetto, cavaliere Ufficiale dell’Ordine Mauriziano, ingegnere dell’Ufficio Tecnico del Comune di Napoli dal 1883 al 1900, ispettore delle opere del “Risanamento” della città di Napoli, perito tecnico dell’Avvocatura Municipale, direttore dell’Ufficio Tecnico del Risanamento 1900/7, professore onorario della Scuola Superiore di Architettura delle Belle Arti di Napoli, autore della prima ricerca documentata sulle profondità e caverne della città di Napoli con il tomo dal titolo “Napoli Sotterranea” edito nel 1889; EMANUELE ideatore della prima linea ferroviaria dell’Appennino ( Napoli – Bari – Brindisi) di cui ne ebbe la concessione da re Ferdinando II di Borbone; GIULIO CESARE progettò per la città di Napoli via Partenope, via Caracciolo, la ferrovia Cumana a fine del XIX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre monti di verde, da tre margherite gambute fogliate al naturale, al capo di quattro api d’oro al sole dello stesso movente al cantone destro.

MELODIA

Titoli: barone

Dimora: Altamura

Antica famiglia di Altamura, fin dal XIII secolo ricoprì la carica di “iudex civitatis Altamurae” prime memorie registrate alla Curia di Altamura il 19 giugno 1283 e 14 giugno 1298 e negli anni a seguire, ultima menzione 28 ottobre 1409 con ANGELO “giudice annuale”; LEONE senior e LEONE junior sindaci dei Nobili rispettivamente nel 1390 e 1482. Il casato diede vari sindaci, camerlinghi, eletti nobili all’Università di Altamura. FRANCESCO con Regio Assenso del 17 marzo 1590 investito del feudo di San Pietro in Melicozza comprensivo del castello che rimase in famiglia sino al 1698; il capitano MARIO ebbe la concessione dal duca di Parma il 27 aprile 1644 il castello di Uggiano in Otranto; MARIO junior con Regio Assenso del 1748 ottenne l’investitura da Carlo di Borbone del feudo di Camporeale in Abruzzo; passata per “giustizia” nell’Ordine di Malta; con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 1912 e 1924 venne concesso a NICOLA il titolo di barone trasmissibile ai figli maschi primogeniti; NICOLA ministro del Regno d’Italia, senatore del Regno, ex vice presidente del Senato, deputato al parlamento, cavaliere di Gran Croce, del Gran Cordone dei SS. Maurizio e Lazzaro, della Corona d’Italia, tenente colonnello di fanteria del Regio Esercito; TOMMASO commendatore della Corona d’Italia, sindaco d’Altamura nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia di rosso orlata e carica di un leopardo al capo di una stella il tutto d’oro.

MENDOLA

Titoli: barone di Fontana degli Angeli

Dimora: Favara

PIETRO capitano di giustizia in Mazzara dal 1541/7; ANTONIO barone di Montefranco nella prima metà del secolo XVII; ANDREA, di Favara, acquistò la baronia di Fontana degli Angeli con investitura del 26 ottobre 1812, riconosciuta alla famiglia poi con R. D. de 13 febbraio 1927.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’albero di mandorlo sradicato al naturale, sinistrato da un cane d’argento legato con la testa rivoltata, sormontata dallo scudo di una cometa d’oro.

MERLO

Titoli: principi di Patti, barone di Tripi, barone di Tagliavia, marchese di Santa Elisabetta, nobile dei baroni di Tagliavia

Dimora: Palermo

Originaria della Spagna, passata in Sicilia in due periodi diversi: il primo con ENRICO nel 1371, con FILIPPO castellano di Catania nel 1425 e con BLASCO “regio familiare”; il secondo con CARILLO de Merlo, capitano di 200 fanti spagnoli, che rivestì incarichi importanti in Sicilia stabilendosi definitivamente in Palermo nel 1500. GIUSEPPE governatore del Monte di Pietà in Palermo 1688; DOMENICO ebbe la baronia di Scannatura di Palermo nel 1780; GIUSEPPE ottenne il feudo di Santa Elisabetta con il titolo di marchese il 20 settembre 1785; GIUSEPPE marchese, deputato del Supremo Magistrato della Salute Pubblica, membro dell’Istituto di Scienze, Lettere ed Arti, senatore di Palermo; CARLO ufficiale dell’Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie nel 1820; DOMENICO maresciallo di campo dell’Esercito delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Costantiniano ; GIUSEPPE, fratello del precedente, barone di Tagliavia con Sovrano Rescritto del 7 giugno 1820, cavaliere dell’Ordine Imperiale della Corona di Ferro; DOMENICO, marchese, senatore del Regno d’Italia. Per successione della famiglia Paratore ottenne i titoli di principe di Patti, barone di Tripi; il titolo di principe venne riconosciuto con RR. LL. PP. Del 13 agosto 1921 in persona di DOMENICO; i titoli di barone di Tripi ricosciuti con R.D. del Capo di Governo del 19 agosto 1929 in VINCENZO di barone di Tagliavia con D. M. del 30 settembre 1921 in GIUSEPPE e successivamente ad ENRICO nel1926.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: trinciato d’azzurro e d’oro, la banda di rosso, al merlo d’oro sulla banda con la testa ruotata sormontata da tre stelle d’argento. Alias: trinciato d’azzurro e d’oro, la banda di rosso, al merlo di nero sulla banda con la testa ruotata sormontata da tre stelle d’argento.

 

 

MESSANELLI

Titoli: marchese della Teana

Dimora: Napoli

Di origine Normanna, infeudata nel 1497 del paese di Teana in Basilicata. Con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 10 gennaio 1625 OTTAVIO fu creato marchese su detto feudo; tale riconosciuto titolo a RAFFAELE con Regio Rescritto del 6 ottobre 1851; il casato venne ricevuto nell’Ordine di Malta nel 1578; riconosciuto di antica nobiltà dalla Regia Commissione per l’ammissione nel Corpo delle Regie Guardie del Corpo nel 1849 in persona di ANTONIO, poi, quale maggiore del “1° Reggimento Ussari della Guardia Reale” insieme al cugino FERDINANDO, guardia a cavallo della “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo”, parteciparono alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla croce di cinque fusi d’argento.

MESSINA

Titoli: barone

Dimora: Palazzolo Acreide, Palermo, Malta

Capostipite della casa CORRADO, capo della guardia personale di re Pietro d’Aragona; nobili in Messina, Noto, Palermo. In Malta esiste un ramo del casato col titolo di barone di Grafi, Comichi, e di conte in persona di GIOVANNI e FRANCESCO nel 1902. Il ramo di Sicilia con GIOVANNI LUCA notaro del Regio Portulano con privilegio del 30 gennaio 1519; PIETRO con privilegio del 10 novembre 1539 nominato regio secreto in Noto; MICHELE con Decreto del 10 luglio 1548 “Credenziere” – tesoriere – della Gabella delle Carni in Noto, con privilegio del 29 maggio 1548 ottenne il titolo di “Regio Cavaliere” ed il riconoscimento dello stemma gentilizio; PIETRO ANTONIO cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1567; STEFANO senatore in Palermo dal 1551 al 1575; GIUSEPPE iscritto nella Mastra Nobile del Mollica anni 1593/96 con privilegio del 16 luglio 1616 ottenne il titolo di “Don”; SALVATORE con R. D. del 28 giugno 1842 ottenne il titolo di barone. Appartengono a questa famiglia: PASQUALE, capitano del “3° Reggimento Fanteria di Linea Principe” che ha preso parte all’assedio di Messina capitolando nel marzo del 1861, ANTONIO maggiore del “11° Reggimento Fanteria di Linea Palermo”, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, partecipò anch’egli alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, capitolando nel settembre 1860.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso alla croce d’oro al mare d’argento - alias: troncato d’argento e di rosso al leone di nero e d’oro, tenente nella destra un bisante d’oro - alias: di rosso al leone al naturale movente in un mare d’azzurro, sostenente un’ancora di nero, sormontato da tre stelle d’oro.

 

 

MEZZACAPO

Titoli: marchese di Monterosso, nobili dei marchesi

Dimora: Napoli, Maiori, Malta

Originaria di Maiori iscritta a tra le sei più importanti famiglie del luogo, aggregata alla nobiltà della città di Scala nel 1569 e di Amalfi nel 1582, ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1708 con ANDREA FILIPPO, nel Priorato dell’Ordine con GAETANO e GIOVANNI nel 1774; decorata del titolo di marchese di Monterosso nel 1788 per successione della famiglia Branner y Beck ed iscritta nel Registro di Malta. Riconosciuta ammissibile nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo nel 1847 in persona dei cugini FILIPPO (1822) capitano del “3° Reggimento Cacciatori della Guardia Reale”, e FILIPPO (1823) alfiere del “3° Reggimento Cacciatori della Guardia Reale” che hanno partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: partito 1° di verde alla banda di rosso, accostata di sei gigli d’oro, al 2° d’argento ad una testa di moro bendata di rosso, 3° d’argento a tre bande di rosso.

MEZZASALMA

Titoli: Nobile

Dimora: Messina

Di antica nobiltà nota dal XV secolo. NICOLO’ MARIA iscritto nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al 1807, deputato al Parlamento Siciliano nel 1815, segretario generale d’Intendenza, giudice della Gran Corte del Tribunale di Messina; FRANCESCO dichiarato nobile nella seconda metà del XIX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito d’azzurro e d’argento, al leone dell’uno e dell’altro, al capo d’oro all’aquila di nero.

MIANI

Titoli: conte

Dimora: Polignano

Famiglia di origine veneta, si stabilì in Puglia nel XVI secolo.

DOMENICO deputato al parlamento del Regno d’Italia, decorato del titolo di conte da S. M. il re d’Italia con R. D. del 2 dicembre 1884; NICOLA, figlio del precedente, titolo di conte nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento a tre fasce di rosso al capo d’azzurro, alla punta del miglio d’oro.

DE MICELI

Titoli: Signore di Tenatti, signore della Salina di Nicosia

Dimora: Palermo

Famiglia già nota dal XV secolo. PIETRO giudice della Corte Pretoriana dal 1745/6, acquistò dalla famiglia Diana il titolo di barone di San Lorenzo e della Salina di Nicosia con investitura del 9 agosto 1773; ANTONINO barone di Tenatti con privilegio del 23 ottobre 1799; ROSARIO il 28 giugno del 1805 ottenne l’investitura della Salina di Nicosia.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’azzurro a due sbarre d’oro.

DE MICHELE

Titoli: barone del Grano, barone San Giuseppe, barone Villaurea, nobile dei baroni

Dimora: Palermo, Termini Imerese

Famiglia di antica nobiltà dal XV secolo; MICHELE investito del titolo di barone del Grano del 12 luglio 1793; IGNAZIO capitano di giustizia di Termini Imerese dal 1789/99; IGNAZIO giurato in Termini 1800/1; FRANCESCO, barone di San Giuseppe, con privilegio del 13 marzo 1799 ottenne la Signoria di Villaurea, poi baronia di San Giuseppe e Villaurea, ammesso tra i baroni del Parlamento del Regno di Sicilia; PIETRO con D. M. del 6 luglio 1899 ottenne il titolo di barone del Grano.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: fasciato d’oro e d’azzurro caricate da ventuno tortelli o bisanti dell’uno e dell’altro.

MICHELETTI

Titoli: patrizio di Aquila

Dimora: Napoli

Aggregata al Patriziato di Aquila nel XIV secolo.

LIONELLO e LUIGI, militi delle compagnie di ventura, combatterono valorosamente nel 1424 con le truppe di Giacomo Caldora, (n.d.a.- al servizio della regina Giovanna II d’Angiò, contro il capitano di ventura Braccio da Montone, condottiero al servizio di Alfonso d’Aragona, che si era recato ad assediare la città dell’Aquila e qui vi perdette la vita)

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro in capo un pomo al naturale fogliato, in punta una rosa d’oro.

MIGLIARESE (1)

Titoli: patrizio di Pozzuoli

Dimora: Pozzuoli

Appartenente al patriziato di Pozzuoli sin dal XV secolo; riscritta in seguito con Regio Rescritto del 24 novembre 1858 in persona di GIUSEPPE. Riconosciuta di “nobiltà generosa” nel 1843 dalla Regia Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiana 1922.

Arma: d’azzurro ad un giglio d’oro.

MIGLIARESE (2)

Titoli: patrizio di Tropea

Dimora: Tropea

E’ un ramo della precedente famiglia, passata in Cosenza e poi a Tropea ed aggregata a quel Patriziato dal 1581; diede un sindaco alla Piazza dei Nobili di detta città; ANTONIO , illustre letterato, restaurò l’Accademia letteraria degli “Affaticati”, tradusse le favole di Fedro e delle opere di Omero. La famiglia iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse. ALFONSO patrizio di Tropea nella prima metà del XX secolo.

Arma: d’oro a sette monti di verde sostenenti un leone di rosso linguellato d’azzurro.

MIGLIORINI

Titoli: marchese

Dimora: Palermo, Ercolano (Resina)

Iscritta nella Mastra Nobile di Messina nel 1798, diede vari personaggi illustri in alti uffici della magistratura, decorata con Regio Privilegio del 13 settembre 1806, in Palermo, del titolo di marchese in persona di FRANCESCO.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla pianta di miglio d’oro sormontata da tre stelle d’argento ordinate in capo.

MIGLIORINO

Titoli: barone di Scarpello

Dimora: Messina

Il Galluppi sostiene che provenga dalla famiglia Migliori di Firenze, con NICOLO’ Migliori, armatore dell’Armata Navale di re Martino in Sicilia; il figlio MARCANTONIO insignito del titolo di cavaliere dell’Ordine dello Speron d’Oro da re Alfonso nel 1440; nel 1403 LORENZO notaio pubblico in Siracusa; ANTONIO giudice in Calabria nel 1547; DIEGO negli Uffici Nobili di Messina dal 1621 al 1644; SCIPIONE giudice della Corte Straticoziale di Messina 1665/6; GIUSEPPE console nobile di mare e di terra, senatore di Messina 1727/8, con privilegio del 22 marzo 1717 ottenne la concessione di titolo di barone poi con R. D. del 26 settembre 1747 quello barone di Scarpello; SCIPIONE , barone con privilegio del 5 luglio 1749, senatore in Messina 1755/6; FRANCESCO consultore e governatore del Regno di Sicilia nel 1798, segretario di Stato di re Ferdinando IV di Borbone, ministro di giustizia e degli affari ecclesiastici, iscritto nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al 1807, decorato del titolo di marchese “ad personam” il 12 dicembre 1806; SCIPIONE, barone di Scarpello investitura del 8 dicembre 1808; ANTONINO e GIUSEPPE iscritti nella Mastra Nobile di Messina dal 1798 al 1803.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla pianta di miglio d’oro accostata da sei stelle poste tre a tre – alias: D’azzurro alla pianta di miglio d’oro di tre stelle d’argento ordinate al capo.

 

 

MILETI

Titoli: patrizio di Amantea

Dimora: Amantea

Originaria di Amantea, nota dal XV secolo, aggregata nel 1690 alla Piazza Nobile di detta città.

FRANCESCO patrizio di Amantea nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al pino sulla campagna di verde con un uccello al naturale accompagnato in capo da tre stelle d’oro in banda.

MILITELLO

Titoli: barone di Castagna, nobili dei baroni

Dimora: Palermo, Castrogiovanni

Famiglia nota dal XV secolo. BARTOLOMEO acquistò il feudo di Castagna con relativa investitura del 21 agosto 1664, con privilegio del 20 agosto 1666 ottenne la nomina di barone di Castagna; GIUSEPPE barone di Castagna con privilegio del 29 gennaio 1684; GIACOMO giudice tribunale della regia udienza di Messina nel 1705; CALOGERO, barone di Castagna con privilegio del 25 febbraio 1742, capitano di giustizia di Nicosia 1761/71; FRANCESCO, barone di Castagna, senatore di Nicosia 1805/6, capitano di giustizia 1792/3; ENRICO iscritto col titolo di barone di Castagna nell’Elenco definitivo delle famiglie Nobili Siciliane.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: non reperita

 

MILO

Titoli: Marchese di Campobianco, barone di Salina e di Trapani

Dimora: Marsala, Mazzara del Vallo

GUARNERO nel 1403 aveva la carica di portulanotto dei porti e marine di Castellammare del Golfo; ANDREA ottenne da re Alfonso la salina di Trapani nella Marina di San Teodoro detta di Milo; BARTOLOMEO barone di Salina di Milo con nomina del 1 febbraio 1631, senatore di Trapani 1643/4, 1662/3 e 1671/2, capitano di giustizia 1665/7; VINCENZO giurato in Mazzara 1706/7; FRANCESCO acquistò da DIEGO Sansone la baronia di Campobianco con investitura del 15 marzo 1698 e con privilegio del 9 maggio 1733 il titolo di marchese; VINCENZO vice ammiraglio della “corte Almirantica” (Regio Comando dell’Ammiragliato) di Marsala e FRANCESCO sindaco di Marsala iscritti nella Nobiltà di detta città nel 1759; FRANCESCO marchese in data 4 novembre 1761, cavaliere dell’Ordine Costantiniano nel 1771, capitano di giustizia in Mazzara nel 1795; IGNAZIO il 7 settembre 1803 giurò come maestro notaro della Corte Civile di Mazzara; ROCCO senatore di Mazzara 1812/13; CESARE colonnello dell’Esercito delle Due Sicilie nel 1824; DOMENICO, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano di 1^ classe del “Real Corpo del Genio”, GIOVANNI 1° tenente e FRANCESCO 2° tenente del “11 Reggimento fanteria di Linea Palermo” parteciparono alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61.

VINCENZO signore della Salina di Infelsa nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla banda sostenente un leone inleopardito coronato, il tutto d’argento.

MILONE

Titoli: barone di Aliminusa, signore di Mendolazza.

Dimora: Palermo

ANTONINO con privilegio del 17 dicembre 1722 ottenne il titolo di barone di Sant’Elia; EMANUELE acquistò i feudi di Aliminusa e Mendolazza in data 9 agosto 1796; ANGELO investito di detti feudi il 6 gennaio 1813. Con Decreto del Capo di Governo del 1927 i titoli di barone di Aliminusa e Signore di Mendolazza vennero riconosciuti in persona di LUIGI.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobilità Italiana e iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro al melone di verde aperto di rosso, seminato di nero.

MILONE (di Sant’Elia)

Titoli: nobile col predicato di Sant’Elia

Dimora: Palermo, Genova

Possedettero terre in Sicilia e Sardegna; ad ANTONINO CESARE venne conferito la baronia e contea di Sant’Elia il 15 maggio 1552, titolo rinnovato alla famiglia il 17 dicembre 1772 dal Vicerè di Sicilia. Furono amministratori della fondazione “Ajroli” con riconoscimento della Real Corte Pretoriale di Palermo del 26 marzo 1619 e successiva approvazione del 28 maggio 1624; TITO ANNIO, letterato e giornalista, ufficiale del Regio Esercito Italiano, medaglia di benemerenza per “Propaganda e Stampa”, insignito di alte onorificenze nazionali, reduce della 1a guerra mondiale, con R. D. del 29 giugno 1933 e dell’8 marzo 1934 riconosciutogli il titolo di nobile col predicato di Sant’Elia.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: troncato d’oro e d’azzurro alla torre di rosso, fondata di verde, sinistrata dal leone al naturale, la torre sormontata da un melone di verde, aperto di rosso e alle sementi di nero.

MINERVINI

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Cosenza

Originaria di Mormanno (Cosenza) nota dal XV secolo. Riconosciuta con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 13 novembre 1898 del titolo di nobile in persona di FRANCESCO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’azzurro al leone d’oro, 2° d’argento al ramoscello di quercia sostenente una civetta al naturale.

MINNECI ALBAMONTE

Titoli: signore di Savuco e di Rodichello, barone

Dimora: Palermo, Roma

Sono un ramo degli Albamonte Siciliano, discendenti di Ettore Fieramosca. Iscritti nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Nobiliare Italiano anno 1922; VINCENZO con autorizzazione tramite RR. LL. PP. del 12 febbraio 1928 ottenne il titolo di barone e con conseguente concessione Reale del 5 luglio 1928.

Arma: partito 1° di rosso al sole nascente da un monte d’argento uscente, 2° d’azzurro a quindici mezzelune d’argento.

MIRA

Titoli: marchese di San Giacinto

Dimora: Palermo

GERARDO capitano di giustizia in Salemi dal 1539 al 1540; MARTINO vescovo di Cefalù nel XVII secolo; GIUSEPPE governatore della “Tavola Numeraria” (banca) di Palermo nel 1698, senatore 1700/1, governatore del Monte di Pietà 1701/2: NICOLÒ giudice della corte pretoriana di Palermo 1699/1705, giudice del tribunale del Concistoro 1716, presidente nel 1743; STEFANO giudice pretoriano di Palermo 1682/3, giudice gran corte civile del Regno 1685/87, avvocato fiscale del Regio Patrimonio 1700, dal matrimonio con Flavia Valdibella acquisì il titolo di marchese di San Giacinto; MELCHIORRE, marchese di San Giacinto, barone della tonnara di Sciacca il 27 marzo 1733, governatore del Monte di Pietà di Palermo 1759/64.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla colonna a base d’oro sormontata da una mira d’argento.

MIRABELLI e MIRABELLI CENTURIONE

Titoli: nobile, nobile di Amantea

Dimora: Amantea, Napoli, Palermo

Si crede sia originaria di Mirabello con TRASMONDO signore del castello di Mirabello, come riferisce il Candida, mentre altri credono discenda da ANTONIO Mirabel d’origine francese, coppiere della regina Eleonora stabilitosi in Sicilia. Il casato ricevuto nel S. M. O. di Malta nel 1706 con FORTUNATO, nel 1798 con ANTONIO, nel S. M. O. Costantiniano nel 1816 con ROBERTO col titolo di maresciallo professo; SAVERIO comandante della fortezza di Messina nel 1782, il quale sposò la nobile Maria Centurione ed aggiunse al proprio cognome quello della consorte, il figlio PASQUALE cavaliere di giustizia dell’Ordine Costantiniano il 20 marzo 1852, intendente della Provincia di Avellino. Il ramo Mirabella Centurione è rappresentato da FILIPPO, il ramo Mirabella da ROBERTO deputato al parlamento del Regno d’Italia, viventi nella prima metà del XX secolo.

Arma: d’azzurro alla sirena con due code al naturale, al mare d’argento al capo fasciato di rosso caricata da tre stelle d’oro.

MIRABELLI (2)

Titoli: conte

Dimora: Napoli

Nota dal XVI secolo, ha dato vari personaggi negli alti uffici della magistratura, decorata con R. D. del 3 giugno 1892 e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 25 luglio 1892 del titolo di conte in persona del presidente della Corte di Cassazione GIUSEPPE, senatore del Regno d’Italia; GENNARO conte nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: di rosso al pino di verde, sinistrato al leone al naturale, accompagnato da un sole d’oro uscente dal cantone destro.

MIRAGLIA

Titoli: conte

Dimora: Napoli

In riconoscimento degli alti servigi resi alla nazione e alle sorti del Banco di Napoli al commendator NICOLA venne riconosciuto con R. D. del 19 gennaio 1926 “motu proprio” dal re Vittorio Emanuele III il titolo di conte, trasmissibile al maschi primogeniti – esiste tutt’ora in Napoli una piazza dedicata alla sua persona - MICHELE, ufficiale del Regio Esercito delle Due Sicilie, ha partecipato alla campagna del 1860/61 contro l’invasione piemontese del Regno; CARLO, insignito del titolo di conte, (+1975); attuale rappresentante nel XXI secolo è RAIMONDO (1975).

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso a due leoni affrontanti controrampanti d’oro, sostenenti uno specchio ovale sopra un sostegno d’oro.

DE MIRANDA

Titoli: nobile

Dimora: Ariano di Puglia, Napoli

Di origine spagnola proveniente dalla città di Oviedo, nota dal XV secolo, riconosciuta nobile con D. M. dell’8 dicembre 1918. MAURIZIO capitano del “9° Reggimento Fanteria di Linea Puglia” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860, presente alla difesa di Palermo, capitolò col suo reparto a Capua nel novembre del 1860; FILIPPO titolato di nobile nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fenice al naturale mirante il sole in angolo destro, sulla sua immortalità di rosso.

MIRELLI

Titoli: principe di Teora, marchese di Calitri, nobile dei principi di Teora e dei marchesi di Calitri.

Dimora: Napoli

Originaria di Genova, passata nel Regno di Napoli nel XIII secolo, ebbe il feudo di Sant’Antimo, l’ultimo intestatario fu GIUSEPPE MARIA il 7 settembre 1796;il casato ottenne la giurisdizione (il diritto legislativo) sulla terra di San Menna; aggregata al Patriziato di Benevento e alla nobiltà di Viterbo, ricevuta nel S. M. O. di Malta nel 1703 in persona di ERBERTO, balio di Venosa, ed iscritta al Registro delle Famiglie dei Cavalieri di Giustizia nelle prove della discendenza da SIGISMONDO vivente nel 1423. Decorata del titolo di principe di Teora nel 1689 in persona di FRANCESCO MARIA dall’imperatore Carlo II d’Asburgo, e per successione di casa Carafa investita del titolo di marchese di Calitri dal 1682. I titoli vennero riconosciuti con Regi Rescritti del 5 marzo 1843 e del 15 maggio 1858.

n.d.a.: E’ nota a Napoli via “Arco Mirelli” strada che da corso Vittorio Emanuele scende verso la Riviera di Chiaia, deriva il toponimo da un arco che congiungeva palazzo Mirelli con palazzo Bovino ex sede del Consolato Francese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro coronato del medesimo, tenente nella branca destra un mazzetto di fragole.

DE MIRO

Titoli: marchese di Aieta, nobile dei duchi di Colle Corvino, patrizio di Sorrento

Dimora: Napoli, Sorrento, Gragnano

Originaria di Gragnano, ascritta al Patriziato di Sorrento. GASPARE giustiziere delle Calabrie nel 1262; VINCENZO reggente del Consiglio Collaterale ( organo di controllo fiscale, amministrativo e militare del Viceregno) con l’imperatore Carlo VI. Il casato edificò la chiesa di Sant’Angelo ed il convento di San Nicola – detto Miro – in Gragnano. Il ramo primogenito si estinse nel XVIII secolo ed era decorato del titolo di duca di Colle Corvino dal 1680; la linea secondogenita per successione della famiglia Cosentino venne decorata dal titolo di marchese di Aieta con D. M. del 15 aprile 1898.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al leone d’oro al capo d’azzurro, addestrato e sinistrato da tre torri d’argento.

 

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