Le pagine della cultura

 

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

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 P-PA  PE-PI  PL-PU

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R-RI  RO-RU

S-SA  SC-SI  SL-SY

T-TE  TI-TU

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 V-VE  VI-VU  W-X-Y-Z

O

OLIVA

Titoli: nobile di Gaeta

Dimora: Gaeta, Napoli

Originaria di Gaeta nota sin dal XV secolo, ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1771, ascritta nell’Elenco del Priorato di Capua nel 1801. NICOLA, 1° tenente, del “12° Reggimento Fanteria di Linea Messina” ha partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860, capitolò col suo reparto il 2 novembre in Capua.

NICOLA con R. D. del 1922 ottenne il titolo di nobile di Gaeta.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: 1° troncato di rosso al leone d’oro coronato del medesimo linguato d’argento, d’argento a cinque fascetti di verde e di rosso, 2° d’argento all’albero di nero.

OLIVERI

Titoli: duca d’Acquaviva

Dimora: Palermo

Famiglia di origine spagnola,le prime notizie si hanno con ANGELO Oliverio pretore di Palermo 1373/4; GARZIA capitano di fanteria spagnola, senatore di Palermo 1599/1600 e nel 1607/8, capitano di giustizia 1601/2; PIETRO giudice della Corte Pretoriana di Palermo 1658/9, con privilegio del 15 novembre 1672 venne nominato “maestro razionale giurisperito” (perito legale) del Tribunale del Real Patrimonio, con privilegio del 28 settembre 1675 presidente del Tribunale e reggente del “Supremo Consiglio d’Italia” (organo di controllo fiscale-giuridico-militare dei possedimenti spagnoli in Italia); MICHELE con privilegio del 4 agosto 1686 ottenne il titolo di duca d’Acquaviva; GIROLAMO carica di proconservatore della città di Randazzo nel 1680; PIETRO duca di Acquaviva nomina del 23 febbraio 1699, governatore del Monte di Pietà di Palermo 1700/1 e 1707/8; GIUSEPPE giurato di Licata 1701/2; FRANCESCO con privilegio del 1 aprile 1751 venne investito del titolo di duca d’Acquaviva e Terra di Acquaviva con il feudo di Michinesi, governatore del Monte di Palermo 1749 e della Compagnia della Carità 1755/1763; GIUSEPPE giurato nobile di Licata 1787/88; PIETRO, duca d’Acquaviva, governatore del Monte di Pietà di Palermo 1796/98.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla colonna al naturale, cimata da una colomba al naturale – alias d’oro all’olivo sradicato di verde, accostato da due leopardi dello stesso.

 

 

OMODEI

Titoli: nobili, barone di Reda

Dimora: Trapani, Avola, Augusta

Famiglia che deriva da un ramo del casato degli Amidei di Firenze, passata in Sicilia in un primo tempo con CORRADO milite al seguito dell’imperatore Federico II, stabilitosi in Messina, mentre i suoi discendenti passarono in Trapani; in un secondo momento con PUCCIO al seguito di re Pietro d’Aragona in Palermo. FRANCESCO De Homodei, notaio, proprietario del feudo di Maletto in data 13 aprile 1344; NICOLO’, residente in Malta, ebbe la concessione della terra di Pietralonga nel 1371; FRANCESCO pretore di Palermo 1383/4; ARRIGO capitano di giustizia in Trapani 1462; FRANCESCO in data 14 gennaio 1458 ottenne i feudi di Falconeri, Capaci, le saline di Piatanella, Cantarella e Cianciana ed inoltre i feudi di Sant’Andrea, Cannamela e Monterosso; GIOVANNI vescovo di Mazzara nel 1531; ANTONINO, barone di Vallelunga, senatore di Palermo 1514/5, capitano d’armi in Augusta 1550; GAETANO capitano di giustizia in Augusta nel 1694 e nella Mastra Nobile di detta città annotato insieme con ERCOLE, OTTAVIO e FRANCESCO. La nobiltà del ramo di Augusta venne riconosciuta dal Senato di Palermo in data 14 maggio 1774; ORRIGO, capitano di giustizia di Trapani nel 1759, ottenne il 30 marzo 1762 l’investitura di barone della Salina di Reda; GIOVANNI riconosciuto del titolo di barone di Reda, prefetto di Trapani 1787/8; AMEDEO con D. M. del 2 aprile 1879 ottenne il riconoscimento del titolo di barone di Reda e GREGORIO con CESARE il titolo di nobili. Hanno partecipato alla difesa del regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 i seguenti appartenenti al casato: ACHILLE - figlio di GIOVANNI barone di Reda colonnello della Guardia Reale - proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano del “10° Battaglione Cacciatori” ebbe la citazione al merito di “distinto” nel combattimento in Mola di Gaeta, dove rimase ferito; MICHELE 1° tenente del “1° Reggimento Fanteria di Linea Re” prese parte ai combattimenti in Sicilia ed in Calabria, presente allo scontro di Macerone per contrastare le truppe piemontesi dove venne fatto prigioniero; DOMENICO 2° tenente del “5° Reggimento Fanteria di Linea Borbone” combatté in Sicilia e all’assedio di Messina capitolando nel marzo del 1861.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’argento e rosso al leone all’opposto - alias partito d’argento e nero, al volo abbassato all’opposto.

 

 

D’ONDES

Titoli: duca dell’Isola, barone di Rampigallo, di Ponte di Sciacca, di Gondrano, marchese di Roccaforte, nobile dei duchi.

Dimora: Palermo, Genova.

Motto: Certa pro Iustitia”

Proveniente dalla Francia, stabilitasi in Sicilia con GIAMBATTISTA che sposò la baronessa donna Rosalia Crisi di Santa Ludovina il 7 giugno 1678. BARTOLOMEO professore di diritto all’università di Palermo; VITO insigne pubblicista, professore di diritto costituzionale all’università di Genova, deputato al parlamento del Regno d’Italia dal 1861 al 1871; GIOACCHINO conte di Gallitano con R. D. del 22 febbraio 1861; FRANCESCO marchese di Roccaforte, barone di Rampigallo nel 1892 per successione della casa Inveges e casa Cottù, titoli che con R. D. del 1924 vennero riconosciuti a LORENZO ed in seguito a FRANCESCO “per anticipata successione” nello stesso anno.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’oro a tre bande d’azzurro.

D’ONOFRIO

Titoli: barone di Mancipa Passarello Villadoro, di Artesina

Dimora: Calascibetta, Palermo

Conosciuta nella sua nobiltà dal XV secolo. Matteo governatore della Tavola Pecuniaria (Banca Centrale) di Palermo; GIOVANNI, dottore in legge, giudice della Corte Pretoriana di Palermo 1672/3, del tribunale della Gran Corte del Regno 1670/1, acquistò il feudo di Passarello e Mancipa il 6 ottobre 1678, il feudo di Artesina il 21 gennaio 1698, i feudi di Artesinella, Camali e Mandra il 30 gennaio 1696; GESUALDO per transazione di Pietro Galletti, figlio di Margherita D’Onofrio, ottenne i feudi e i titoli di cui sopra, capitano di giustizia di Calascibetta 1786/6; ANTONINO marchese di Villadoro ottenne con privilegio del 20 dicembre 1799 i sunnominati titoli, giurato in Calascibetta 1812/13;hanno preso parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61: GAETANO alfiere (sottotenente) del “1° Battaglione Cacciatori” che ha combattuto a Milazzo, sul Volturno e sul Garigliano; MICHELE alfiere del “5° Reggimento Fanteria di Linea Borbone” presente a Corleone, ha partecipato con compagnie scelte alla difesa di Gaeta sino alla capitolazione avvenuta il 14 febbraio 1861.

Iscritta nell’ Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso all’aquila spiegata e coronata d’argento.

ORILIA

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Cava dei Tirreni, Lucera

Antica e nobile famiglia francese, venuta in Italia quali militi al seguito degli Angioini nel XIII secolo; trasferitasi in Cava dei Tirreni, ed iscritta nel suo primo ordine civico con i capitani FLAMINIO, ONOFRIO ed il sergente maggiore (all’epoca grado militare equivalente a quello odierno di ufficiale superiore) MUZIO; CARELLO (o GURELLO) Gran Protonotario – segretario di Stato – di re Ladislao D’Angiò Durazzo, fece costruire a sue spese in Napoli la chiesa di Monteoliveto detta di Sant’Anna dei Lombardi nel 1414 “dotandola di molte rendite”, all’interno di essa esiste tutt’ora una loro cappella di giuspadronato della famiglia; CARLO cavaliere di Filippo V di Spagna.

Con R. D. del 19 agosto 1912 e RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 17 novembre dello stesso anno venne riconosciuto al casato il titolo di nobile.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia di rosso, accompagnata da due stelle d’oro, in punta un monte di verde.

“Compianto del Cristo Morto” terracotta di Giudo Mazzoni. Cappella Orilia, Chiesa di Sant'Ana dei Lombardi, Napoli. Clicca sull’immagine per ingrandire.

 

 

 

Orilia, Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, secolo XV, Napoli. Clicca sull’immagine per ingrandire.

ORINETA

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Di origine francese venuta in Napoli con Carlo I d’Angiò, detta anche Aurineto.

ODDONE, compagno d’arme di re Carlo I e suo “regio familiare”; ROBERTO “famigliare” di re Roberto; GIOVAN BATTISTA capitano generale dello “Stato di Milano” nel 1681; il casato possedette vari feudi e marchesati; nobili in Napoli fuori piazza, la famiglia venne iscritta nel Registro dei familiari dei Cavalieri di Malta.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla sirena al naturale coronata d’oro, uscente dal mare, sormontata da una banda arcuata di rosso orlata d’oro, una stella d’oro nel cantone sinistro.

ORLANDO (1)

Titoli: marchese, patrizio di Bari

Dimora: Napoli, Bari

Originaria di Tropea, si trasferì in Napoli dove si imparentò con nobili famiglie napoletane; ereditarono il titolo di marchese per concessione della famiglia Simonetti e l’inserimento nello stemma della loro arma in data 21 luglio 1787; il casato venne aggregato al patriziato di Bari il 27 luglio 1796 in persona di GAETANO, avvocato fiscale della Regia Camera della Sommaria in Napoli;la famiglia ascritta al registro piazze chiuse in persona di FRANCESCO nel XVIII secolo; GAETANO sopraintendente del Grande Archivio della Regia Camera della Sommaria, segretario del Supremo Tribunale Conservatore della Nobiltà del Regno di Napoli; la famiglia dichiarata di “antica nobiltà” nelle prove di ammissione nelle Regie Guardie del Corpo in persona di FRANCESCO che in qualità di 2° tenente del “3° Reggimento Cacciatori della Guardia Reale” (corpo scelto esperto in combattimenti tattici) presente nella campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie sul Volturno e sul Garigliano, capitolò col suo reparto nel dicembre; i fratelli: VINCENZO, capitano del “9° Reggimento Fanteria di Linea Puglia” e PASQUALE maggiore dello stesso reggimento, caduto negli scontri di Palermo contro i garibaldini il 25 maggio 1860.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: 1° d’oro al leone al naturale rampante all’albero di pino di verde sulla campagna del medesimo, sormontato da una stella d’argento (Orlando), 2° d’azzurro alla testa di cane al naturale fissante un sole al cantone destro (Simonetti).

ORLANDO (2)

Titoli: conte

Dimora: Palermo, Carini, Salemi, Livorno

MATTEO possessore del feudo di Lo Cathuso e di Verbumcando nel XIV secolo; GIOVANNI, dottore in legge, giurato di Caltagirone 1460/72; ANTONINO capitano di giustizia in Salemi 1525/6; MATTEO, vissuto in Carini, ordinario dei Frati Carmelitani, insegnò presso l’università di Napoli, Firenze, fece parte della Congregazione Propaganda Fide, tradusse in arabo le Sacre Scritture, procuratore generale dell’Ordine dei Carmelitani, vescovo di Cefalù ed ivi sepolto il 13 novembre 1695; FILIPPO acquistò nel 1658 il feudo di Rabigallo: GIOVANNI investito del detto feudo il 30 aprile 1659; CARLO governatore della Tavola Pecuniaria (Banca) di Palermo dal 1659 al 1679; IGNAZIO titolato del feudo di Rabigallo il 25 agosto 1678; GIUSEPPE abate di Sant’Anastasia nel 1745; DESIDERIO giudice della Corte Pretoriana; un illustre personaggio del casato fu VITTORIO EMANUELE (1860-1952), ramo di Carini, laureato in diritto costituzionale, avvocato, nel 1885 pubblica Della resistenza politica individuale e collettiva, nel 1889 pubblica i suoi Principi di diritto costituzionale e nel 1890 i Principi di diritto amministrativo, assumendo nel 1891 la cattedra nell'Università di Roma e di Palermo, ministro e presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia nella prima metà del XX secolo, cavaliere dell’Ordine della SS. Annunziata, la sua opera nel campo del diritto costituzionale rimarrà la più avanzata fino alla Costituzione della Repubblica Italiana, consultore nazionale dal 1945 al 1946, deputato alla Costituente della Repubblica Italiana dal 1946 al 1948, senatore di diritto dal 1948 al 1953, tenne il discorso d'apertura della prima legislatura della Repubblica Italiana; ROSOLINO FRANCESCO con R. D. “motu proprio” del 16 maggio 1909 e RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 1 maggio 1910 ottenne il titolo di conte. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla losanga fiorita d’oro (rami di Salemi e Palermo) - alias di rosso all’incudine col martello in fascia al naturale battente un pezzo di ferro d’oro scintillante, l’incudine accompagnata da tre cappi d’oro, in punta di una stella d’argento (ramo di Carini).

 

 

 

 

ORTOLANI

Titoli: barone di Bordonaro Soprano, nobili dei baroni

Dimora: Cefalù e Palermo

D’origine pisana, passata in Sicilia nel XIII secolo; ANDREA il 12 gennaio 1399 ottenne il feudo e il castello di Delia, vice secreto della città di Naro, gli venne concesso da re Martino d’Aragona il feudo di Pigillo ed acquistò quello di Dammisa in data 7 febbraio 1405; GIOVANNI ANDREA ottenne la conferma dei feudi il 276 giugno 1453; FILIPPO acquistò da casa Ventimiglia il feudo di Bordonaro Soprano il 29 marzo 1577; ANDREA giudice della corte pretoriana di Palermo 1624/25, del tribunale del Concistoro nel 1628, della gran corte del Regno dal 1631 al 1633; EGIDIO barone di Bordonaro il il 1 agosto 1662; FILIPPO giurato in Cefalù nel 1701/2; ALESSANDRO proconservatore di Cefalù nel 1706; CARLO barone di Bordonaro Soprano, giurato di Cefalù 1763/4, baglivo 1801/2; GABRIELE riconosciuto con D. M. del 4 settembre 1901 del titolo di barone di Bordonaro; PIETRO colonnello dei Reali Carabinieri nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Uffciale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° di verde al leoncino coronato, sormontato da tre stelle, accostato da due alberi d’oro, 2° d’azzurro al cane bianco d’argento

alias d’azzurro al leone col capo rivoltato rampante in pianura erbosa, movente dal fianco destro, sormontato da una cometa d’oro

alias troncato 1° di verde al leone coronato sormontato da tre stelle accostato da due alberi d’oro, 2° d’azzurro al cane d’argento legato all’albero al naturale, custodito da una griglia d’oro sulla pianura erbosa.

 

 

OTTAVIANI

Titoli: conte

Dimora: Palermo

Motto: “Ne Pereat”

MINALDO giurato in Caltagirone1425; AGOSTINO patrizio di Caltagirone nel 1549; FRANCESCO con privilegio del 20 novembre 1638 ottenne il titolo di barone di Rinelli; LORENZO riconosciuto con R.D. del 1904 del titolo di conte per successione di casa Pettine.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato: 1° d’oro alla torre di rosso merlata alla guelfa aperta, 2° di rosso al leone d’oro col ramoscello di palma il tutto d’argento; 3° d’azzurro al braccio destro armato tenente con le mani di carnagione un nastro d’oro, 4° al leone di rosso tenente con la zampa anteriore destra una spada al naturale, alla fascia d’argento caricata di una stella d’oro.

 

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