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I casati del Sud
di
Ciro La Rosa
La Rosa
P-PA |
PACCA
Titoli: marchese di
Matrice, patrizio di Benevento, nobile di Corneto di Velletri e
Viterbo.
Dimora: Benevento, Napoli,
Viterbo
Le prime memorie certe risalgono al secolo XIV in
Amalfi durante il Regno Angioino di Ladislao Durazzo con COLA
coppiere del re, morto in seguito ad un avvelenamento ordito a i
danni del re Angioino nella città di Capua; GIOVANNI professore di
diritto e ambasciatore di Innocenzo VIII nel 1486 per la città di
Benevento; ORAZIO e DONATO edificarono nel 1633 in Benevento la
chiesa di Santa Maria del Popolo; la famiglia venne iscritta nel
1666 al Patriziato di detta città; FRANCESCO arcivescovo di
Benevento nel XVII secolo; il casato decorato del titolo di marchese
di Matrice nel 1721 ed iscritto nel 1757 nell’Ordine di Malta al
Priorato di Capua; BARTOLOMEO vescovo di Velletri, illustre
personaggio del casato, cardinale di S. R. C. (Santa Romana Chiesa)
con nomina del Pontefice Pio VII il 23 febbraio 1801, nunzio
apostolico (ambasciatore) in Prussia, Francia e Portogallo, venne
nominato il 18 giugno 1808 segretario di Stato, fedele compagno del
Papa durante l’occupazione napoleonica, perseguitato venne rinchiuso
nella fortezza di Fenestrelle in Piemonte per tre anni, nel 1813 di
nuovo internato per ordine di Napoleone, con l’avvenuta
restaurazione del 1814 rientrò col Pontefice in Roma e nominato
Camerlengo il 20 settembre 1814, nel 1817 governatore di Roma, uomo
di grande sensibilità ed umanità, promulgò per primo con “L’EDITTO
PACCA”, nello stesso anno, la tutela ed il vincolo del patrimonio
artistico per la sua conservazione ed impedimento dell’esodo
all’estero dei tesori d’arte d’Italia, morì nel 1844; TIBERIO
direttore della polizia dello stato Pontificio nel 1835; BARTOLOMEO
nominato vescovo da papa Pio IX il 15 marzo 1875. Il casato è
imparentato con le più importanti famiglie nobili del meridione;
PAOLO capitano di I classe del “Real Corpo Artiglieria Reale”
dell’Esercito delle Due Sicilie, figlio del marchese ORAZIO,
proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, partecipò alla
difesa del Regno dall’invasione piemontese, presente sul Volturno
meritò la Croce di Diritto dell’Ordine di San Giorgio e promosso
maggiore sul campo da re Francesco II, capitolò con la guarnigione
di Gaeta il 14 febbraio 1861
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma: interziato: 1° d’oro
al giovane guerriero al naturale, 2° d’azzurro all’anziano guerriero
al naturale, 3° di nero al teschio do morto accollato da due ossa di
morto decussate d’argento. |
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PACE
Titoli: barone di Feudarasi,
nobile dei baroni
Dimora: Montemaggiore,
Palermo, Comiso
Nota nella città di Trapani dal 1499; NICOLO’
senatore 1495/99; FRANCESCO “regio cavaliere” e capitano di
giustizia in Trapani; DOMENICO FILIPPO con R. D. del 19 novembre
1899 ebbe la concessione dello stemma gentilizio e con RR. LL. PP.
del 19 gennaio 1900 venne riconosciuto il titolo di barone di
Feudarasi.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma: d’argento al leone di
rosso tenente con le branche anteriori uno scudo di verde caricato
di una P d’oro. |
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PADIGLIONE
Titoli: patrizio di San
Marino
Dimora: Napoli
Originaria di Napoli si hanno le prime memorie certe
dal XVI secolo; aggregata al patriziato di San Marino in persona del
commendatore CARLO, insigne scrittore di araldica, riconosciuto con
D. M. dell’11 novembre 1886.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma: troncato d’azzurro al
padiglione accostato da due stelle il tutto d’argento, 2°fasciato di
rosso e d’oro di otto pezzi. |


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PADULA
Titoli: nobile
Dimora: Napoli
Motto: “Laboremus
fideliter”
Originaria della Basilicata, nota dal XVI secolo;
rappresentata dal prof. comm. ANTONIO accademico Pontiniano,
commendatore dell’Ordine Mauriziano, autore di pubblicazioni in
lingua portoghese nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma: d’azzurro alla
fasci d’oro di tre rose rosse, accompagnata da un leone d’oro
fissante una stella nel cantone destro, in punta un cigno al
naturale e nuotante in una palude d’argento. |
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PAGANO e
PAGANO GUARNASCHELLI
Titoli:
conte, nobile dei conti
Dimora:
Roma, Napoli
Motto:
“Perseverando”
Di origine napoletana,si crede una diramazione della precedente
famiglia, nobile in Messina dal XVI secolo al XVIII secolo,
possedette numerosi feudi tra cui il principato di Ucria, le baronie
di Casalotto, Santa Domenica, San Giorgio. BIAGIO giudice del
tribunale del Concistoro 1586/97, della Gran Corte Civile 1592/3;
SEBASTIANO acquistò dalla famiglia Spadafora nel XVII secolo i feudi
di Santa Domenica e Purrito; FRANCESCO succedette a casa Parquet
nella baronia di Ucria con privilegio dato in Madrid il 22 agosto
1670 ricevendone il titolo di principe;ANTONINO FILIBERTO investito
del titolo di barone di Giurafi l’8 giugno 1684; PIETRO investito di
barone di Casalotto con privilegio del 9 febbraio 1752; DOMENICO
barone di San Giorgio con privilegio del 18 maggio 1769; con R. D. “motu
proprio” del 27 febbraio 1910 e RR. LL. PP. del 30 giugno stesso
anno a GIOVAN BATTISTA, primo presidente della Corte di Cassazione
di Roma, senatore del Regno d’Italia, venne concesso il titolo di
conte e l’arma.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
tagliato1° d’azzurro alla bilancia attraversata da una spada
all’ingiù posta in sbarra,
2° d’argento al leone d’azzurro.
alias:
d’oro al pavone rotante d’azzurro.
alias:
bandato d’oro e d’azzurro di sei pezzi, al capo d’azzurro caricato
dal labello a tre pendenti di rosso. |


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PAGANO
(2)
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli, Nocera, Pagani
Motto:
“Fortior pugnavi”
Illustre ed antica famiglia d’origine normanna, ascritta al
Patriziato Napoletano nei seggi di Montagna e Porto, al Patriziato
Salernitano ai seggi di Portaretese e Portanova, al Patriziato di
Lucera e in quello di Crotone; ricevuta nel S. M. O. di Malta dal
1579 ed iscritta nel Registro dei Cavalieri di Malta per
“giustizia”; il casato si divise in vari rami, possedette numerosi
feudi.
UGO o UGONE nato a Nocera dei Pagani, si ritiene sia uno dei
fondatori dell’Ordine “dei Poveri Cavalieri di Cristo, Custodi del
Tempio di re Salomone” comunemente detto “Ordine dei
Cavalieri Templari” nel 1119 di cui fu Gran Maestro
(Enciclopedia Storico Nobiliare di Vittorio Spreti – pagina 32/34
tomo V – pubblicazione anno 1933); GIOVANNI cardinale nel 1228;
NICOLÒ arcivescovo di Bari nel 1339; GALEOTTO consigliere di re
Roberto d’Angiò, ottenne da Ludovico d’Angiò di poter aggiungere
nello stemma le insegne Angioine; NICOLÒ arcivescovo di Napoli nel
1399; GIOVANNI BATTISTA consigliere di re Alfonso d’Aragona; CARLO e
FRANCESCO presidente della Regia Camera della Sommaria in Napoli
durante il Regno Aragonese; ALBERTO, cavaliere dell’Ordine
Gerosolimitano, ufficiale del “3° Reggimento Napoletano” al comando
del marchese di Torrecuso; NICOLA e ANTONIO iscritti nell’Elenco del
Priorato di Barletta dell’Ordine di Malta;dichiarata ammissibile
nelle Regie Guardie del Corpo; parteciparono alla difesa del Regno
delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 contro l’invasione
piemontese: NICOLA, 2° esente (ufficiale), della “Compagnia delle
Reali Guardie del Corpo”, SCIPIONE capitano del “3° Battaglione
Cacciatori”, proveniente dalle Guardie del Corpo, presente alla
battaglia del Volturno in ottobre e nel novembre a Capua, capitolò a
Gaeta il 14 febbraio 1861.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato 1° ermellino al lambello di rosso di tre pendenti; 2°
bandato d’oro e azzurro; tutto con la bordatura composta da otto
pezzi alternati, d’argento alla croce potenziata accantonata da
quattro crocette, il tutto d’oro, di Gerusalemme d’azzurro seminato
di gigli d’oro al lambello di rosso di cinque pendenti d’Angiò. |
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PAGLIANO
Titoli:
conte, nobili dei conti
Dimora:
Napoli
Motto:
“Agere”
Famiglia nota dal XV secolo, diede vari personaggi di toga e d’arme;
decorata con R. D. “motu proprio” del 20 maggio 1926 e RR.
LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 7 ottobre stesso anno, in
persona di SALVATORE del titolo di conte, senatore del Regno
d’Italia, gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia, procuratore
generale onorario della Corte di Cassazione.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato d’azzurro al mare all’onda d’argento sormontato da una
stella d’oro al 2° ripartito: 1° di rosso al sinistrochero di
carnagione impugnante una spada posta in palo, 2° d’oro alla mezza
aquila bicipite di nero. |
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PAINO o
PAJNO
Titoli:
barone di Luccoveni
Dimora:
Palermo
Famiglia nobile dal XVI secolo. Per il matrimonio di FERDINANDO con
Giulia Macaluso acquisì il titolo di barone di Luccoveni, in eredità
al figlio GIUSEPPE; ultimo intestatario del titolo GIULIO CESARE
nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a due spighe d’oro decussate, in punta da un monte di tre
cime di verde. |
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PALADINO
Titoli:
nobile
Dimora:
Lecce
Nobile famiglia originaria di Lecce nota dal XV secolo; passata per
“giustizia” nell’Ordine dei cavalieri di Malta fin dal 1558 in
persona di CARLO (Gran Magistero di Roma processo 196);
il casato possedette i feudi di Lizzanello nel 1671 col titolo di
conte passato poi alla famiglia Chiurlia; iscritta nel Priorato di
Barletta nel 1801.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartato 1° e 4° d’argento ad un giglio rosso, 2° e 3° di rosso ad
un giglio d’argento con la croce d’oro attraversante il tutto. |
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PALADINO BRANDO
Titoli:
marchese, nobile dei marchesi
Dimora:
Napoli
Della stessa origine dei Paladino di Lecce, le prime memorie
risalgono al 1399; con R. D. del 1 ottobre 1899 venne autorizzato ad
aggiungere al proprio il cognome Brando; con RR. DD. del 26 e 28
novembre 1908 ALESSANDRO venne autorizzato per acquisizione
matrimoniale con la marchesa Teresa Spaventa ad assumere “maritali
nomine” il titolo di marchese.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla croce d’oro accantonata da quattro gigli d’oro. |
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PALERMO (1)
Titoli:
barone di Lazzarino
Dimora:
Sciacca, Palermo
Originaria di Scicli, nobile in Palermo, Messina, Sciacca.
ENRICO il 9 dicembre 1282 venne nominato da re Pietro notaio
dell’Isola di Malta; ANDREA, notaio, ottenne da re Ludovico il feudo
di Rabiato; NICCOLO’ ANDREA acquistò il feudo di Bulgarano con
investitura del 13 settembre 1516; FRANCESCO con privilegio del 21
giugno 1638 ottenne il titolo di barone di San Giuseppe, di San
Leonardo e di Camalotto; ANTONIO giudice pretoriano in Palermo
1677/93, giudice della Gran Corte Civile del Regno 1683 e di quella
Criminale nel 1693; CESARE barone di Castelluzzo con investitura del
20 luglio 1685; GIOVANNI barone di santo Stefano, con privilegio
dato in Madrid dell’11 ottobre 1708 nominato principe di Santo
Stefano; GIUSEPPE , dei principi di Santa Margherita o Santo
Stefano, cavaliere dell’Ordine di Malta, deputato della Sanità in
Messina nel 1743, con Regio Biglietto dato in Napoli il 3 luglio
1745 ottenne il titolo di marchese; GIROLAMO, frate teatino, vescovo
di Mazzara, deputato del regno, giudice del Tribunale della regia
Monarchia, abate di santa Maria di Terrana, vescovo di Laodicea nel
XVIII secolo; TOMMASO senatore in Messina 1772; GIUSEPPE, marchese,
tenente colonnello dell’Esercito del Regno di Napoli nel
1800; GASPARE, dei principi di Santa Margherita, cavaliere
dell’Ordine di Malta, rettore dell’Opera di “Navarro”, governatore
del Monte di Pietà in Palermo 1795/6, deputato del regno 1798,
senatore di Palermo 1795/6 e 1811, autore della “Guida di
Palermo”. Un ramo si trasferì in Sciacca: VITO proconservatore
nel 1738, investito del feudo di Lazzarino e del titolo di barone;
PIETRO barone di Lazzarino, senatore 1797/8.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobilità Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartato
1° di rosso alla fascia d’opro accompagnata da due stelle sotto uno
scaglione d’oro, 2° e 3° d’azzurro alla campagna di verde con una
scala d’oro in sbarra con un leone rampicante tenente una banderuola
di rosso, 4° di rosso alle decusse accantonate di quattro stelle il
tutto d’oro; alias: partito 1° d’oro con il grifo rampante
d’azzurro sormontato da un lambello di rosso di tre pendenti. 2° d’
azzurro al leone illeopardito sostenente sul dorso un giglio
d’argento; alias: partito 1° d’azzurro all’aquila di rosso,
2° d’azzurro alla palma sradicata al naturale. |


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PALERMO
(2)
Titoli:
nobile di Reggio Calabria
Dimora:
Vibo Valentia (Monteleone)
Iscritta nella nobiltà di Monteleone, oggi Vibo Valentia,
riconosciuta con D. P. del 13 maggio 1927 col titolo di nobile di
Reggio Calabria, nota dal XV secolo.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito 1° d’azzurro ripartito di un filetto d’oro, al leone d0oro
sormontato da un lambello di tre pendenti di rosso, al leone d’oro
sormontato da un giglio d’argento, 2° troncato sopra di rosso a tre
bottigliette d’oro, sotto a cinque bisanti di rosso. |
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PALIZZOLO
Titoli:
barone di Ramione, nobile, cavaliere
Dimora:
Palermo
Originaria di Monte San Giuliano: FRANCESCO (detto
Palazzolo) capitano di giustizia in detta città 1545/6; GIOVANNI
ANTONIO (anch’egli detto Palazzolo) con privilegio dato in Bruxelles
del 10 dicembre 1553 ottenne la concessione del titolo di “Regio
Cavaliere” e la conferma dell’arma gentilizia con l’aggiunta di due
stelle; CARLO giurato in Monte San Giuliano 1643/4; FRANCESCO carica
di patrizio di San Giuliano nel 1701; FERDINANDO FRANCESCO
proconservatore dal 1729 al 1774; SALVATORE giudice della Corte
Pretoriana in Palermo 1802/3, del Tribunale del Concistoro 1809,
consigliere della Suprema Corte di Giustizia, cavaliere dell’Ordine
di Francesco I, GIUSEPPE intendente della Valle di Girgenti
(Agrigento) nel 1851; MARIO tenente colonnello del Regio Esercito
Italiano nella prima guerra d’indipendenza fu ufficiale d’ordinanza
di Vittorio Emanuele II, cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia;
GIOVANNI ufficiale di cavalleria, decorato di medaglia d’argento al
valor militare nelle guerre d’indipendenza;ai fratelli EUGENIO e
ALFREDO con D. M. del 19 ottobre 1892 venne riconosciuto il titolo
di nobile e cavaliere; VINCENZO Palizzolo Gravina, autore di validi
lavori di araldica tra cui “Il Blasone in Sicilia” edito nel
1875, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro,
commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, con R. D. del 7
aprile 1874 ottenne il titolo di barone di Ramione ed iscritto
nell’Elenco Ufficiale della Nobiltà Siciliana; GIUSEPPE generale dei
“Reali Carabinieri” nella prima metà del XX secolo; GIOVANNI
colonnello d’artiglieria commendatore dell’Ordine del Santo Sepolcro
prima metà XX secolo.
Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiltà Italiana anno 1922.
Arma:
d’azzurro a tre pali scorciati e aguzzi il primo e il
terzo di una stella, il tutto d’argento. |
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DI PALMA
Titoli:
nobile, nobile di Messina
Dimora:
Messina
D’origine normanna, nobile in Messina, Marsala, Monte San Giuliano.
RAINERI giudice straticoziale in Messina nel 1381; GIUSEPPE
proconsole in Monte San Giuliano nel 1634; CLEMENTE giurato in Monte
San Giuliano 1701/2, ottenne il 1 novembre 1723 il feudo di
Radilbesi; ANTONIO proconsole di Monte San Giuliano ne, 1734;
VINCENZO barone della Salina di Fragianni con privilegio del 13
marzo 1749, nobile di Marsala, carica di prefetto in detta città nel
1775; STANISLAO e GIUSEPPE giurati in Monte San Giuliano 1798/1800;
VINCENZO capitano giustizia in Marsala 1802/3; MICHELE iscritto
nella Mastra Nobile di Messina 1798/1807.
Con D. M. del 27 gennaio 1906 GIUSEPPE ottenne attestazione di
nobile e di nobile di Messina.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
bandato d’azzurro al capo di una palma accostata da due rose di
rosso
alias
troncato alla fascia in divisa d’oro: 1° d’azzurro, 2° bandato d’oro
e d’azzurro di sei pezzi
(ramo di Messina)
alias
alla palma al naturale sradicata di verde fruttata (ramo
di Monte San Giuliano) |


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DI PALMA -
DI PALMA CASTIGLIONE
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli, Nola, Messina
D’origine normanna, prese il nome della terra di Palma detta anche
di Castiglione; le prime memorie certe risalgono al 1190, la
famiglia venne ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1300 e come Balì
(Gran Maestro dell’Ordine) di Venosa; un ramo ottenne il titolo di
marchese di Pietramelara, nobile in Napoli, Nola, Messina; iscritta
nella Mastra Nobile della città di Messina nel 1743, dichiarata
ammissibile nelle “Regie Guardie del Corpo” del Re delle Due Sicilie
nel XIX secolo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.
Arma:
bandato d’oro e d’azzurro al capo del secondo carico di una palma al
naturale posta in sbarra. |
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PALMERI
di Miccichè
Titoli:
marchese di Villalba, nobile dei marchesi, barone di Miccichè,
nobile dei baroni
Dimora:
Palermo
Antica famiglia nota dal XII secolo, nobile in Palermo, Licata,
Caltagirone. ENRICO, milite di re Pietro d’Aragona, tenne la carica
di giustiziere in Palermo nel 1282; FALCO o FULCO, milite della
città di Naro, ebbe la concessione del casale e feudo di Ravanusa,
il 12 maggio 1366 gli venne confermati i feudi di Monterosso, Milgi,
Jancarano e Jandigaldino; RUGGIERO pretore di Palermo 1394/5;
FEDERICO giurato in Caltagirone 1401/2, in Salemi stessa carica
PALMERIO; SALVATORE iscritto nell’elenco dei feudatari del 1408 come
barone di Canicattì; RUGGIERO giurato in Caltagirone 1467/86; MAURO
capitano di giustizia in Caltagirone 1652/63; PLACIDO nominato
capitano d’armi per la città di Sciacca nel 1655; NICOLO’ barone di
Miccichè con privilegio del 22 giugno 1752; VINCENZO investito dei
feudi di Gasena il 1 ottobre 1780; NICOLÒ brillante storico e
saggista scrisse vari testi di storie e di costume sulla vita
durante il Regno delle Due Sicilie, nella prima metà del XIX secolo;
PLACIDO, barone di Miccichè, con diploma del 10 settembre 1813 ebbe
il titolo di marchese di Villalba, riconosciuto in seguito a RODRIGO
con R. D. del 16 marzo 1846; con D. M. del 3 marzo 1882 titolo
nobile dei marchesi, nobile dei baroni in persona di NICOLÒ VINCENZO
colonnello del Regio Esercito Italiano.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al palmizio di verde, al fusto d’oro, sopra una zolla di
verde, nel punto del capo al giglio d’oro e alla sinistra un
leoncino d’argento - alias: scaccato d’argento e d’azzurro a
quattro file. |

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PALMERINO o PALMERINI
Titoli:
barone di Giaconia
Dimora:
Palermo
E’ un ramo della omonima famiglia di Pisa, portata in Sicilia da
ANTONIO ai tempi di re Alfonso d’Aragona nel XV secolo. DOMENICO
ottenne l’investitura in data 24 marzo 1617 di barone del mezzograno
sull’Ufficio di Portulanotto di Sciacca ( una percentuale in denaro
sulla produzione locale di grano); GIACOMO barone di Burgio nel XVII
secolo; NICCOLO’ per il matrimonio con Susanna Tornamira, ottenne
l’investitura del titolo di barone di Giaconia o Gotto il 5 giugno
1707 e con privilegio del 7 marzo 1710 il titolo di principe di
Torre di Gotto, governatore del Monte di Pietà di Palermo 1746;
BENEDETTO investito del titolo di barone di Giaconia il 30 agosto
1796.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922
Arma:
d’oro allo
scaglione di rosso, accompagnato da tre rami di palma di verde in
palo due a uno. |
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PALMIERI
(1)
Titoli:
marchese di Monferrato, nobile dei marchesi
Dimora:
Napoli
Motto:
“Iustus ut Palma florebit”
D’origine francese, famiglia di specchiata nobiltà, fedele alle
istituzione e all’ultima casa regnante del Meridione i Borbone, ha
dato illustri personaggi d’arme. Si diramò nel Mezzogiorno d’Italia
dal XV secolo, possedette diversi feudi, il titolo di marchese di
Martignano riconosciuto poi in quello di Monferrato, inserita
nell’Ordine di Malta dal 1584 con GIOVANNI MARIA e con FERRANTE nel
1654; ANIELLO, capitano d’armi, nel 1639 formò una compagnia di
fanti al servizio della Spagna, sposò nel 1652 Diana da Rossi figlia
ereditiera di Fabrizio, comandante supremo d’Artiglieria di Sua
Maestà Cattolica il re di Spagna, marchese di San Secondo e di
Monferrato, quest’ultimo titolo passò in casa Palmieri con
privilegio del 30 gennaio 1741 e poi in persona del discendente di
Aniello con riconferma del 27 novembre 1753. Tra i vari personaggi
del casato si menzionano: GIOVAN GISMONDO consiglieri di re Carlo
d’Angiò nel XIV secolo; LEONARDO vescovo di Molfetta; ANDREA MATTEO
cardinale nel XVII secolo; GIOVANNI VINCENZO commendatore
dell’Ordine di San Giovanni della Spada. Occuparono i maggiori
Uffici nella corte reale Borbonica fedelissimi e benemeriti al Regno
di Napoli e poi delle Due Sicilie: GIUSEPPE tenente colonnello
dell’Esercito del regno di Napoli nel 1783, amministratore generale
delle Regie Finanze della provincia di Lecce e poi direttore del
Ministero delle Finanze; GIROLAMO gentiluomo di camera di re
Ferdinando I di Borbone, a sue spese formò un reggimento di
Cavalleria di cui fu colonnello; il figlio LUIGI,marchese di
Monferrato, anch’egli colonnello dello stesso reggimento, fu un uomo
di grande fedeltà alla Patria, combatté contro i francesi della
Repubblica Partenopea del 1799, partecipò alla ripresa di Molfetta,
Napoli e Portici, durante il decennio francese (1806 - 1815) per
aver tramato contro gli occupanti francesi venne giustiziato in
Napoli il 2 giugno 1807; VINCENZO gentiluomo di camera e maggiordomo
di re Francesco I, ufficiale delle “Regie Guardie del Corpo”,
cavaliere dell’Ordine Piano, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di
Francesco I; presenti nella campagna del 1860/61 contro l’invasione
del Regno da parte dei piemontesi i seguenti rappresentanti del
casato: GIUSEPPE (1805-1884),- figlio del marchese LUIGI -, generale
di Brigata comandante della “2° Brigata Palmieri” dell’Esercito
delle Due Sicilie, fu strenuo difensore della Patria Napolitana,
insieme al figlio RICCARDO, capitano dei “Granatieri della Guardia
Reale”, ed il nipote ANIELLO, aiutante (sottotenente), del
“Battaglione Genio Pionieri”; a fine campagna militare venne
arrestato e detenuto in Genova il 1 gennaio 1861 e liberato quindici
giorni dopo, scrisse le sue memorie e relative considerazioni sugli
ultimi anni del regno nel tomo “Cenno storico Militare dal 1859
al 1861”.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla palma e al terrazzo di verde, fruttata d’oro
accostata da due leoni al naturale affrontanti e controrampanti. |
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PALMIERI
(2)
Titoli:
nobile di Monopoli
Dimora:
Monopoli, Napoli
Motto:
“Iustus ut Palma florebit”
Ramo della precedente famiglia, fu anch’essa fedele all’ultima casa
regnate del Meridione d’Italia i Borbone delle Due Sicilie,
stabilitasi in Monopoli con STEFANO governatore delle armi di
Brindisi nel 1317; la famiglia venne ricevuta nell’Ordine di Malta
dal 1584 ed ascritta al priorato di Barletta; PIETRO, GIOVAN
BERNARDO e DONATO sindaci dei Nobili di Monopoli nel 1545, 1571 e
1582; MICHELE vescovo di Troia e poi di Monopoli nel 1824;
dichiarata ammissibile nelle “Regie Guardie del Corpo” dell’
Esercito del Regno delle Due Sicilie; hanno partecipato alla difesa
del Regno dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61 i
seguenti rappresentanti del casato: GIOVANNI capitano del “Real
Corpo d’Artiglieria”, proveniente dalla scuola militare della
Nunziatella; LUIGI, proveniente dalla “Compagnia delle Reali Guardie
del Corpo”, figlio del maggiore di cavalleria GIOVANNI, capitano del
“1° Reggimento Granatieri della Guardia Reale”; PASQUALE tenente del
“1° Reggimento Cacciatori a Cavallo” che fu presente in tutta la
campagna dalla Sicilia a Gaeta.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro con tre rami di palma d’oro impugnati e accostati da due
stelle d’argento. |
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PALOMBA
Titoli:
marchese di Pascarola
Dimora:
Napoli
Originaria di Napoli, ha dato vari personaggi di toga e d’armi,
nobile dal XV secolo.
DOMENICO MARIA ottenne il titolo di marchese di Pascarola nel XVIII
secolo, ed in seguito venne ratificato al primogenito nel 1722 che
ottenne anche l’ultima investitura del feudo inserita nel Cedolario
di Terra di Lavoro fino all’abolizione della feudalità nel 1806;
hanno combattuto per la difesa del Regno delle Due Sicilie
dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61: LUIGI, figlio
del capitano LORENZO, proveniente dalla Scuola Militare della
Nunziatella, capitano di II classe della “Real Artiglieria” presente
alla difesa di Gaeta, PASQUALE capitano del “Reggimento Cacciatori a
Cavallo” presente in tutta la campagna militare dalla Sicilia a
Gaeta, capitolarono con la guarnigione il 14 febbraio 1861.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso al colombo d’argento tenente nel becco un ramoscello
d’olivo di verde. |
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PALUMBO
Titoli:
nobile, barone
Dimora:
Napoli, Capua
Riconosciuta nobile dal XVI secolo, ricevuta nell’Ordine di Malta
dal 1776 in persona di GIOVAN DOMENICO; riconosciuta di “nobiltà
generosa” nelle prove di ammissione nelle Regie Guardie del Corpo;
hanno partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella
campagna del 1860/61 dall’invasione piemontese: EMANUELE, figlio del
barone GIUSEPPE, tenente colonnello “3^ Divisione d’Artiglieria
Reale” presente alla difesa Gaeta e nominato generale di brigata,
decorato della Croce di Grazia dell’Ordine di San Giorgio; NICOLA,
alfiere (sottotenente) del “1° Reggimento Fanteria di Linea Re”
combatté a Palermo ed a Macerone; ONOFRIO, tenente colonnello
“Reggimento Carabinieri a Piedi” presente in Calatafini ed a Palermo
capitolò a Nocera; VINCENZO 2° tenente “10° Reggimento Fanteria di
Linea Abruzzo”, decorato al merito per la battaglia di Calatafimi,
presente a Palermo, capitolò in Capua il 2 novembre 1860.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso
alla colomba d’argento tenente nel becco un ramo d’ulivo d’oro. |
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PANCAMO
Titoli:
barone
Dimora:
Palermo
Conosciuta nella sua nobiltà dal XVI secolo, originaria di
Agrigento; GIOVANNI ottenne il titolo di barone con R. D. il 23
ottobre 1927 e poi con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 23
febbraio 1928.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito 1°
d’argento all’aquila di nero, 2° di rosso al leopardo d’oro. |
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PANDOLFELLI
Titoli:
patrizio di Trani
Dimora:
Napoli, Trani
Aggregata al Patriziato della città di Trani al seggio
dell’Arcivescovado nel XVI secolo, decorata del titolo di marchese
in persona di LUDOVICO; ricevuta nell’Ordine di Malta nel XVIII
secolo; GAETANO, GENNARO e MICHELE patrizi di Trani, ultimo ascritto
nel Registro delle Piazze Chiuse GENNARO nel XIX secolo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla fenice sulla sua immortalità di rosso fissante un sole d’oro al
cantone destro. |
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PANEBIANCO
Titoli:
conte
Dimora:
Palermo, Roma
Originaria del paese di Terranova in Sicilia; ANTONIO MARIA nominato
cardinale dal Pontefice
Pio IX nel Concistoro del 27 settembre 1861, con Breve Pontificio
(Decreto) il Pontefice in data 27 febbraio 1877 concesse all’avo del
cardinale il titolo, trasmissibile ai primogeniti, di conte, il
quale titolo venne poi riconosciuto dalla Consulta Araldica del
Regno d’Italia con R. D. del 26 agosto 1926 e successivamente dalle
RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 8 dicembre dello stesso
anno.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone al naturale passante alla campagna d’oro, tenente
con la branca destra un pane, poggiante un latro sulla branca
sinistra, accompagnata al capo di tre stelle d’argento in fascia. |
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PANZUTI
Titoli:
conte, nobile dei conti
Dimora:
Napoli
Originaria di Napoli, nobile dal XVI secolo; SAVERIO, giureconsulto,
prese parte alla
CONGIURA DI MACCHIA,
ordita da Gaetano Gambacorta principe di Macchia, contro gli
spagnoli nel 1700, condannato fuggì a Vienna, si mise al servizio
dell’Austria nella guerra di successione spagnola, in seguito
l’imperatore d’Austria Giuseppe I lo decorò del titolo di conte con
diploma del 15 ottobre 1707 con successione di primogenitura
maschile. Con R. D. “motu proprio” del 16 giugno 1904 e con
RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 23 novembre 1906 venne
rinnovato al casato il titolo di conte.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla fascia di rosso, sormontata dal braccio armato
tenente una corazza, il tutto al naturale, accompagnata in punta da
tre sbarre di rosso. |
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PAPARDO
Titoli:
principe del Parco
Dimora:
Messina
Nobile in Messina dal XV secolo; PIETRO giudice delle Appellazioni
1484/87, giudice straticoziale 1497/8, avvocato del Tribunale della
Gran Corte, sindacatore in Polizzi 1488; ANDREA giudice della Gran
Corte nel 1507; DOMENICO, LEONARDO e FILIPPO (chiamati Papardo) con
privilegio del 16 novembre 1528 ottennero la concessione del titolo
di nobile del S. R. I.; NICOLÒ, senatore 1580/81, iscritto nella
Mastra Nobile del Mollica (anni 1587, 1594, 1596); BARTOLOMEO
proconservatore in Messina nel 1603, senatore dal 1604 al 1636;
NICCOLÒ MARIA senatore in Messina dal 1630 al 1637; BERNARDO sposò
Violante del Pozzo, principessa del Parco, baronessa dell’Ufficio di
Maestro Notaro delle segrezie e dogane delle città di Agosta e
Linguaglossa, da cui ereditò i titoli nobiliari; il figlio
FRANCESCO, principe del Parco, senatore in Messina 1765/73;
GIOVANNI, principe del Parco, notaro della Mastra Nobile di Messina
1799/1807; RAIMONDO, principe del Parco, senatore in Messina 1848.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.
Arma:
inquartato 1° e 4° d’oro a tre scaglioni dello stesso, cuciti nel 2°
e 3° d’oro alla fascia d’azzurro, sopra il tutto al collo di pozzo
di rosso a due dragoni di verde controrampanti ed affrontanti con le
code annodate e decusse. |
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PAPÈ
Titoli:
duca di Pratoameno, principe di Valdina, duca di Giampileri, barone
di Valleleunga, nobile dei principi.
Dimora:
Palermo
Originaria d’Aversa, passata poi in Sicilia con ADRIANO, padre di
CRISTOFORO che fu governatore della Compagnia dei Bianchi in Palermo
dal 1642 al 1648, protonotaro del Regno 1628, deputato; GIACINTO il
13 giugno 1666 esercitò l’ufficio di protonotaro del Regno, barone
di Vallelunga con privilegio dato in Madrid il 30 gennaio 1671,
ottenne anche il titolo di duca di Pratoameno; UGO , dottore in
legge, governatore della Compagnia dei Bianchi nel 1677, e nel 1690,
maestro portulano nel 1693, con privilegio del 30 novembre 1675
nominato duca di Giampileri; CRISTOFORO cavaliere dell’Ordine di San
Giacomo, gentiluomo di camera del duca di Baviera, tenente generale
d’artiglieria degli eserciti di Spagna nel XVII secolo; DOMENICO,
duca di Giampileri, senatore in Palermo 1711/2; GIUSEPPE protonotaro
del Regno, acquistò il titolo di principe di Valdina con investitura
del 21 luglio 1796; GIACINTO duca di Pratoameno, fondò nel 1752
“l’Accademia Palermitana di Arti e Scienze”, maestro razionale del
Tribunale del Regio Patrimonio 1758, gentiluomo di camera 1768,
cavaliere dell’Ordine di San Gennaro nel 1772; UGO vescovo di
Mazzara nel 1773; IGNAZIO, duca di Gampileri, barone di Calattubo,
intendente generale dell’esercito del regno di Napoli e Sicilia nel
1772, maestro razionale di cappa e spada del tribunale del regio
Patrimonio 1658; PIETRO logoteta ( revisore dei conti e degli atti
contabili), maestro di cerimonia del Regno di Sicilia nel 1793,
cavaliere dell’Ordine di Malta e gentiluomo di camera nel 1800 di re
Ferdinando IV di Borbone, cavaliere dell’Ordine di San Gennaro nel
1806; PIETRO gentiluomo di camera di re Francesco II di Borbone nel
1860.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro alla fascia d’argento caricata da tre decusse di rosso, in
punta un pampino (foglia) di verde, al capo sostenuto di rosso e
carico di un’aquila bicipite coronata di nero e accostata da due
gigli di rosso –
Ramo di Valdina.
d’oro a due fasce, superiore d’argento, inferiore di rosso, caricata
da tre decusse di rosso, sormontata da un’aquila imperiale di nero
accostata da due gigli di rosso, inferiore di rosso in punta di un
pampino (foglia) di verde -
Ramo di Pratoameno. |

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PAPPALEPORE
Titoli:
marchese del Canneto, patrizio di Bari, nobile dei marchesi
Dimora:
Rutigliano, Bari
Motto:
“Semper Rectum”
Originaria di Rutigliano, si hanno le prime notizie dal 1592 con
FRANCESCO ANTONIO, dottore in legge, proveniente dalla Spagna dalla
città di Barcellona. In Bari nel XVIII secolo ed aggregata al
Patriziato di detta città il 12 giugno 1787 in persona di VITO
GIUSEPPE iscritto nel Registro delle Piazze Chiuse nel 1805. Dal
matrimonio di Francesco con Vittoria Nicolai, ultima dei marchesi di
Canneto, il loro figlio VITO ottenne con R. D. del 3 ottobre 1842
l'attestazione del titolo stesso con anzianità dal 1724,
l'ufficialità con Regio Rescritto del 8 ottobre 1843; riconosciuto
poi al casato dal Regno d'Italia con D. M. del 27 gennaio 1906 il
titolo marchese del Canneto e patrizio di Bari
Iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartato
1° e 4° d'argento al leone rivoltato, afferrante e sbranante una
lepre al naturale, 2° d'azzurro alla torre d'oro, 3° all'aquila
d'oro. |
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PAPPALETTERE
Titoli:
nobile di
Barletta
Dimora:
Barletta
Di antica nobiltà
in Barletta, feudataria dal XIV secolo, ricevuta nell’Ordine di
Malta nel 1650, e successivamente con FRANCESCO e con RUGGIERO nel
1744, ascritta nel 1801 nell’Elenco del Priorato di Barletta;
riconosciuta di “antica nobiltà” nelle prove di ammissione nelle
“Regie Guardie del Corpo” del Regno delle Due sicilie nel 1839 in
persona dei fratelli PASQUALE e CARLO.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro alla
rondine di nero volante in sbarra col becco tenente un breve
svolazzante con il motto “Pappalettere” di nero. |
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PARAVAGNA
Titoli:
principe di Maropati, marchese di Annoja
Dimora:
Napoli
Originaria della provincia di Genova da Prato in Val Bisagno. Nel
1558 ascritta al Patriziato genovese “all’Albergo Spinola”
(l’Albergo era costituito da un insieme di famiglie che provenivano
dallo stesso territorio) . GIACOMO ANTONIO fu investito da re
Filippo IV di Spagna del titolo di marchese di Terra di Annoja con
privilegio del 31 ottobre 1664; FRANCESCO ANTONIO decorato del
titolo di principe di Maropati dall’imperatore Carlo VI, i titoli
furono riconosciuti con Regio Rescritto del 20 luglio 1846 del Regno
delle Due Sicilie, e successivamente con D. P. del 22 giugno 1928
dal Regno d’Italia in persona di ALFREDO.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartato 1° e 4° di rosso, 2° e 3° d’oro all’aquila spiegata di
nero, coronata del campo. |
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PARISI
Titoli:
marchese, nobile dei marchesi
Dimora:
Napoli
D’origine francese, diramazione della famiglia Parisio di Cosenza,
come accertato nella “pruova di Balio” di FRANCESCO SAVERIO
nel 1716 che si fa ascendere da RUGGIERO Parise, capostipite nel
1533. DEMETRIO, alfiere (sottotenente), del “Battaglione Treno
d’Artiglieria” presente nella campagna del 1860 per la difesa del
regno delle Due Sicilie sul Volturno e sul Garigliano, il suo
reparto sconfinò e si sciolse nello Stato Pontificio nel novembre
dello stesso anno. Il casato venne decorato del titolo di marchese
dalla Regia Commissione per i titoli nobiliare del regno delle Due
Sicilie il 22 agosto 1859.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla fascia accompagnata da due stelle al capo, e da un tronco nel
terreno sormontato da una stella il tutto d’oro alla punta. |
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PARISIO (1)
Titoli:
patrizio di Cosenza
Dimora:
Cosenza
D’origine francese, patrizia cosentina dal XV secolo, nell’Ordine
dei Cavalieri di Malta e nel suo Priorato dal 1584 in persona del
cavaliere PIERTANTONIO, nel 1636 col cavalier IRENEO e nel 1716 con
FRANCESCO SAVERIO nelle “pruove di Balio” quale discendente
di RUGGIERO de Parise, capostipite nel 1533. Iscritta al Priorato di
Malta in Capua nel 1801. PASQUALE, 1° tenente del” Corpo di
Artiglieria reale” ha partecipato alla campagna del 1860/61 contro
l’invasione del regno delle Due Sicilie da parte dei piemontesi.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla fascia accompagnata in capo da due stelle in punta,
da un albero inclinato sormontato da una stella il tutto d’oro;
alias:
d’azzurro al grifo alato di verde con la testa rivoltata tenente in
bocca un dardo d’argento, su un terrazzo di verde accompagnato da un
artiglio di rosso sostenente un bastone al naturale. |

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PARISIO
(2)
Titoli:
patrizio di
Benevento
Dimora:
Benevento
E’ un ramo della
famiglia Parisio di Cosenza, ascritta al Patriziato di Benevento,
nobile in Messina, Cosenza, Reggio Calabria e nell’isola di Malta,
ricevuta nell’Ordine dei Cavalieri di Malta dal 1584, diede un
cardinale a Santa Romana Chiesa nel 1530; il casato ottenne la
Signoria di Valvano nel 1701, decorata nel 1638 del titolo di
marchese di Panicocoli (odierna città di Villaricca in provincia di
Napoli); ERNESTO nobile e patrizio di Benevento nella prima metà del
XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla fascia accompagnata al capo di due stelle, in punta
da un tronco sormontato da una stella il tutto d’oro. |
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PARISIO
e PARISIO PERROTTI
Titoli:
marchesi,
nobili dei marchesi
Dimora:
Napoli
Motto:
“Olim meminisse juvabit”
E’ la linea
secondogenita della famiglia Parisio di Benevento discendente da
SALVATORE patrizio di Benevento, zio di ERNESTO (ramo di Benevento),
il quale per disposizione testamentaria aggiunse al proprio il
cognome dei marchesi Perrotti, estinti, sposandone l’ultima erede
Giustiniana il 4 novembre 1840; venne riconfermato il titolo di
marchese con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 12 dicembre
1901; SALVATORE, marchese, capitano di fregata della Regia Marina
del regno d’Italia, cavaliere “d’onore e devozione” del S. M. O. di
Malta nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
1° d’azzurro alla
fascia accompagnata in capo da tre stelle poste in fascia, il tutto
d’oro, in punta dalla campagna mareggiata ed il tronco uscente dal
mare, il tutto al naturale (Parisio)
2° d’azzurro alla
campagna erbosa al naturale sostenente un grifo alato, col capo
rivoltato tenente in bocca un dardo d’argento, sormontato da un
artiglio di rosso movente dal fianco sinistro tenente un basto di
legno al naturale posto in banda. Il tutto con la bordatura d’oro
caricata in capo dal motto: “Olim meminisse juvabit”, di nero
e sui fianchi quattro pere per parte, fogliate al naturale. |
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PARODI
Titoli:
duca di Belsito, marchese di Magnisi, barone di Casalgiordano
Dimora:
Palermo
Originaria di Genova. Maria Antonia Giusino Paternò, riconosciuta
con RR. LL. PP. Del 4 giugno 1900 e del 15 maggio 1888 dei titoli di
duca di Belsito, marchese di Magnesi, barone di Casalgiordano sposò
il 2 settembre 1865 FORTUNATO Parodi, genovese, tenente generale del
regio Esercito Italiano, commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e
Lazzaro, grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia,
cavaliere dell’Ordine della Corona di Prussia, decorato della
medaglia d’argento al valor civile, il quale aggiunse i titoli su
descritti “maritali nomine” con D. M. del 20 maggio 1898 e
del 20 giugno 1900.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato 1° d’oro all’aquila al naturale nascente, beccata di rosso,
2° d’azzurro alla pala di legno al naturale col manico all’ingiù. |
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PARRILLI
Titoli:
patrizio di Salerno, barone
Dimora:
Napoli, Salerno
D’origine spagnola, venuta a Napoli e da qui trasferitasi in
Salerno, ascritta al Patriziato di Salerno ed al Registro delle
Piazze Chiuse; ARTURO patrizio di Salerno nel prima metà del XX
secolo. Un altro ramo della famiglia che discende da FELICE,
procuratore regio presso il Consiglio dei Maggiorati, ottenne da
Murat, re di Napoli, il 17 dicembre 1814 il titolo di barone.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito 1° d’azzurro al monte di tre cime d’oro, sormontate da un
uccello imbeccante una foglia al naturale, 2° scaccato d’argento e
di rosso con una fascia d’oro attraversante accompagnante in capo un
sole dello stesso. |
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PARRINELLI
Titoli:
barone di Carostà
Dimora:
Galati Mamertino, Messina
Famiglia nota dal XVI secolo in Galati; GIACOMO ottenne con
privilegio del 16 marzo 1647 il titolo di barone di Carostà;
GIUSEPPE fu proprietario del feudo di Fico nel 1685.
Con D. M. del 15 maggio 1900 SAVERIO ottenne la riconferma del
titolo di barone di Carostà.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento
al cipresso e alla campagna di verde, sostenente due leoni
affrontanti di rosso. |
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PASCA
di Magliano
Titoli:
barone di Magliano, nobile dei baroni
Dimora:
Napoli, Capua
Motto: “Non
idcirco deficiam”
Famiglia di origine francese nota dall’878, venuta in Italia nella
metà del XII secolo, feudataria dal 1148, nel 1242 possedeva il
feudo di Magliano, in seguito i feudi di Marciano, Prignano, Melito,
Puglisi, Castagneto, Gioia, Cuccaro, Sicignano in Principato
Citeriore; mutuatari di Carlo I d’Angiò, nel 1340 “regi familiari”
della duchessa di Calabria e della regina Giovanna I d’Angiò;
castellani di Vico nel 1395; il 10 marzo 1536 Carlo V riconobbe a
DOMIZIO il diritto di aggiungere alle proprie insegne l’aquila
imperiale ed il titolo di Conte palatino; il 22 giugno 1683 DIONISIO
ebbe il possesso dei feudi sopra indicati che rimasero in famiglia
sino all’abolizione della feudalità nel 1806 con NICOLA; il casato
ascritto con Regio Rescritto del 24 settembre 1855 nel registro dei
Feudatari; nel 1720 fra i dieci grandi baroni del Regno presso Carlo
VI; iscritta al Patriziato di Benevento; ROBERTO capitano di fregata
dell’Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie (Na 1821 – Na 1897)
fu tra i pochi ufficiali di marina a seguire Re Francesco II di
Borbone nell’assedio di Gaeta, venne nominato Generale Ufficiale
della Real Marina, ebbe l’ingrato compito di essere tra i firmatari
della resa di Gaeta presso Villa Reale di Caposele, avvenuta il 14
febbraio 1861, con la quale si sancì la fine del Regno e il
passaggio delle Due Sicilie al Regno di Sardegna; MICHELE (1881 –
1967) barone di Magliano, cavaliere di giustizia del S. M. O.
Costantiniano di San Giorgio, commendatore dell’ Ordine della Corona
d’Italia, cavaliere dell’Ordine Mauriziano, stella d’argento al
merito rurale, nonché podestà di Capua; attuale barone di Magliano è ALESSANDRO nato nel
1939, dottore in Giurisprudenza, cavaliere del lavoro; EMANUELE,
architetto, nobile dei baroni, nato nel 1941; ROBERTO nato nel 1944,
dottore in economia e commercio, professore ordinario di economia
politica presso l’Università La Sapienza di Roma.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
(decreto
del Capo di Governo del 6 maggio 1928) troncato 1°
d’azzurro a tre stelle d’oro poste in fascia, nel 2° d’argento a tre
scudetti d’azzurro, caricati di un giglio sormontati da un lambello
di rosso a tre pendenti, col capo d’oro all’aquila bicipite di nero
coronata del campo su ciascuna delle teste, fra di esse la corona
imperiale. |


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PASQUALINO
Titoli:
patrizio di
Bari
Dimora:
Palermo
Si crede sia diramazione della famiglia Pasqualigo di
Venezia; ascritta al Patriziato di Bari in data anteriore al 1570,
di seguito anche nel 1716 e nel 1788 ed al Registro delle Piazze
Chiuse del Regno di Napoli quale patrizia di Bari. Passò in Calabria
dove ottenne il feudo di Rocchetta, quindi in Sicilia nel 1630 con
FRANCESCO, che ebbe alti uffici di magistratura; ascritta alla
Mastra Nobile di Palermo col titolo di marchese; ammessa nella Corte
di Casa Borbone delle Due Sicilie con l’ufficio di “gentiluomo di
camera di entrata” in persona di FRANCESCO presidente della gran
Corte dei Conti di Palermo con Regio Rescritto del
30 maggio 1843.
MARIA, vedova Bacci, marchesa di Marineo, contessa di Capaci,
baronessa della Salina di Chiusagrande nella prima metà del XX
secolo.
Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla
banda d’argento accostata in capo da due civette affrontanti, ed in
punta da una torre posta in sbarra, il tutto d’argento. |
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PASSALACQUA
Titoli:
patrizio
di Cosenza
Dimora:
Cosenza
Antica
famiglia originaria della città di Squillace le cui memorie certe
risalgono all’epoca normanna con ERRICO che seguendo il conte
Ruggiero si distinse per valore nell’assedio di |
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