Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

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 B-BI BL-BU

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 F-FE  FI-FU

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PACCA

Titoli: marchese di Matrice, patrizio di Benevento, nobile di Corneto di Velletri e Viterbo.

Dimora: Benevento, Napoli, Viterbo

Le prime memorie certe risalgono al secolo XIV in Amalfi durante il Regno Angioino di Ladislao Durazzo con COLA coppiere del re, morto in seguito ad un avvelenamento ordito a i danni del re Angioino nella città di Capua; GIOVANNI professore di diritto e ambasciatore di Innocenzo VIII nel 1486 per la città di Benevento; ORAZIO e DONATO edificarono nel 1633 in Benevento la chiesa di Santa Maria del Popolo; la famiglia venne iscritta nel 1666 al Patriziato di detta città; FRANCESCO arcivescovo di Benevento nel XVII secolo; il casato decorato del titolo di marchese di Matrice nel 1721 ed iscritto nel 1757 nell’Ordine di Malta al Priorato di Capua; BARTOLOMEO vescovo di Velletri, illustre personaggio del casato, cardinale di S. R. C. (Santa Romana Chiesa) con nomina del Pontefice Pio VII il 23 febbraio 1801, nunzio apostolico (ambasciatore) in Prussia, Francia e Portogallo, venne nominato il 18 giugno 1808 segretario di Stato, fedele compagno del Papa durante l’occupazione napoleonica, perseguitato venne rinchiuso nella fortezza di Fenestrelle in Piemonte per tre anni, nel 1813 di nuovo internato per ordine di Napoleone, con l’avvenuta restaurazione del 1814 rientrò col Pontefice in Roma e nominato Camerlengo il 20 settembre 1814, nel 1817 governatore di Roma, uomo di grande sensibilità ed umanità, promulgò per primo con “L’EDITTO PACCA”, nello stesso anno, la tutela ed il vincolo del patrimonio artistico per la sua conservazione ed impedimento dell’esodo all’estero dei tesori d’arte d’Italia, morì nel 1844; TIBERIO direttore della polizia dello stato Pontificio nel 1835; BARTOLOMEO nominato vescovo da papa Pio IX il 15 marzo 1875. Il casato è imparentato con le più importanti famiglie nobili del meridione; PAOLO capitano di I classe del “Real Corpo Artiglieria Reale” dell’Esercito delle Due Sicilie, figlio del marchese ORAZIO, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, partecipò alla difesa del Regno dall’invasione piemontese, presente sul Volturno meritò la Croce di Diritto dell’Ordine di San Giorgio e promosso maggiore sul campo da re Francesco II, capitolò con la guarnigione di Gaeta il 14 febbraio 1861

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: interziato: 1° d’oro al giovane guerriero al naturale, 2° d’azzurro all’anziano guerriero al naturale, 3° di nero al teschio do morto accollato da due ossa di morto decussate d’argento.

PACE

Titoli: barone di Feudarasi, nobile dei baroni

Dimora: Montemaggiore, Palermo, Comiso

Nota nella città di Trapani dal 1499; NICOLO’ senatore 1495/99; FRANCESCO “regio cavaliere” e capitano di giustizia in Trapani; DOMENICO FILIPPO con R. D. del 19 novembre 1899 ebbe la concessione dello stemma gentilizio e con RR. LL. PP. del 19 gennaio 1900 venne riconosciuto il titolo di barone di Feudarasi.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento al leone di rosso tenente con le branche anteriori uno scudo di verde caricato di una P d’oro.

PADIGLIONE

Titoli: patrizio di San Marino

Dimora: Napoli

Originaria di Napoli si hanno le prime memorie certe dal XVI secolo; aggregata al patriziato di San Marino in persona del commendatore CARLO, insigne scrittore di araldica, riconosciuto con D. M. dell’11 novembre 1886.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro al padiglione accostato da due stelle il tutto d’argento, 2°fasciato di rosso e d’oro di otto pezzi.

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PADULA

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Motto: Laboremus fideliter”

Originaria della Basilicata, nota dal XVI secolo; rappresentata dal prof. comm. ANTONIO accademico Pontiniano, commendatore dell’Ordine Mauriziano, autore di pubblicazioni in lingua portoghese nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fasci d’oro di tre rose rosse, accompagnata da un leone d’oro fissante una stella nel cantone destro, in punta un cigno al naturale e nuotante in una palude d’argento.

PAGANO e PAGANO GUARNASCHELLI

Titoli: conte, nobile dei conti

Dimora: Roma, Napoli

Motto: “Perseverando”

Di origine napoletana,si crede una diramazione della precedente famiglia, nobile in Messina dal XVI secolo al XVIII secolo, possedette numerosi feudi tra cui il principato di Ucria, le baronie di Casalotto, Santa Domenica, San Giorgio. BIAGIO giudice del tribunale del Concistoro 1586/97, della Gran Corte Civile 1592/3; SEBASTIANO acquistò dalla famiglia Spadafora nel XVII secolo i feudi di Santa Domenica e Purrito; FRANCESCO succedette a casa Parquet nella baronia di Ucria con privilegio dato in Madrid il 22 agosto 1670 ricevendone il titolo di principe;ANTONINO FILIBERTO investito del titolo di barone di Giurafi l’8 giugno 1684; PIETRO investito di barone di Casalotto con privilegio del 9 febbraio 1752; DOMENICO barone di San Giorgio con privilegio del 18 maggio 1769; con R. D. “motu proprio” del 27 febbraio 1910 e RR. LL. PP. del 30 giugno stesso anno a GIOVAN BATTISTA, primo presidente della Corte di Cassazione di Roma, senatore del Regno d’Italia, venne concesso il titolo di conte e l’arma.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: tagliato1° d’azzurro alla bilancia attraversata da una spada all’ingiù posta in sbarra,

2° d’argento al leone d’azzurro.

alias: d’oro al pavone rotante d’azzurro.

alias: bandato d’oro e d’azzurro di sei pezzi, al capo d’azzurro caricato dal labello a tre pendenti di rosso.

 

 

PAGANO (2)

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Nocera, Pagani

Motto: “Fortior pugnavi”

Illustre ed antica famiglia d’origine normanna, ascritta al Patriziato Napoletano nei seggi di Montagna e Porto, al Patriziato Salernitano ai seggi di Portaretese e Portanova, al Patriziato di Lucera e in quello di Crotone; ricevuta nel S. M. O. di Malta dal 1579 ed iscritta nel Registro dei Cavalieri di Malta per “giustizia”; il casato si divise in vari rami, possedette numerosi feudi. UGO o UGONE nato a Nocera dei Pagani, si ritiene sia uno dei fondatori dell’Ordine “dei Poveri Cavalieri di Cristo, Custodi del Tempio di re Salomone” comunemente detto “Ordine dei Cavalieri Templari” nel 1119 di cui fu Gran Maestro (Enciclopedia Storico Nobiliare di Vittorio Spreti – pagina 32/34 tomo V – pubblicazione anno 1933); GIOVANNI cardinale nel 1228; NICOLÒ arcivescovo di Bari nel 1339; GALEOTTO consigliere di re Roberto d’Angiò, ottenne da Ludovico d’Angiò di poter aggiungere nello stemma le insegne Angioine; NICOLÒ arcivescovo di Napoli nel 1399; GIOVANNI BATTISTA consigliere di re Alfonso d’Aragona; CARLO e FRANCESCO presidente della Regia Camera della Sommaria in Napoli durante il Regno Aragonese; ALBERTO, cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano, ufficiale del “3° Reggimento Napoletano” al comando del marchese di Torrecuso; NICOLA e ANTONIO iscritti nell’Elenco del Priorato di Barletta dell’Ordine di Malta;dichiarata ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo; parteciparono alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 contro l’invasione piemontese: NICOLA, 2° esente (ufficiale), della “Compagnia delle Reali Guardie del Corpo”, SCIPIONE capitano del “3° Battaglione Cacciatori”, proveniente dalle Guardie del Corpo, presente alla battaglia del Volturno in ottobre e nel novembre a Capua, capitolò a Gaeta il 14 febbraio 1861.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° ermellino al lambello di rosso di tre pendenti; 2° bandato d’oro e azzurro; tutto con la bordatura composta da otto pezzi alternati, d’argento alla croce potenziata accantonata da quattro crocette, il tutto d’oro, di Gerusalemme d’azzurro seminato di gigli d’oro al lambello di rosso di cinque pendenti d’Angiò.

PAGLIANO

Titoli: conte, nobili dei conti

Dimora: Napoli

Motto: “Agere”

Famiglia nota dal XV secolo, diede vari personaggi di toga e d’arme; decorata con R. D. “motu proprio” del 20 maggio 1926 e RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 7 ottobre stesso anno, in persona di SALVATORE del titolo di conte, senatore del Regno d’Italia, gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia, procuratore generale onorario della Corte di Cassazione.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro al mare all’onda d’argento sormontato da una stella d’oro al 2° ripartito: 1° di rosso al sinistrochero di carnagione impugnante una spada posta in palo, 2° d’oro alla mezza aquila bicipite di nero.

PAINO o PAJNO

Titoli: barone di Luccoveni

Dimora: Palermo

Famiglia nobile dal XVI secolo. Per il matrimonio di FERDINANDO con Giulia Macaluso acquisì il titolo di barone di Luccoveni, in eredità al figlio GIUSEPPE; ultimo intestatario del titolo GIULIO CESARE nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a due spighe d’oro decussate, in punta da un monte di tre cime di verde.

PALADINO

Titoli: nobile

Dimora: Lecce

Nobile famiglia originaria di Lecce nota dal XV secolo; passata per “giustizia” nell’Ordine dei cavalieri di Malta fin dal 1558 in persona di CARLO (Gran Magistero di Roma processo 196);

il casato possedette i feudi di Lizzanello nel 1671 col titolo di conte passato poi alla famiglia Chiurlia; iscritta nel Priorato di Barletta nel 1801.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato 1° e 4° d’argento ad un giglio rosso, 2° e 3° di rosso ad un giglio d’argento con la croce d’oro attraversante il tutto.

PALADINO BRANDO

Titoli: marchese, nobile dei marchesi

Dimora: Napoli

Della stessa origine dei Paladino di Lecce, le prime memorie risalgono al 1399; con R. D. del 1 ottobre 1899 venne autorizzato ad aggiungere al proprio il cognome Brando; con RR. DD. del 26 e 28 novembre 1908 ALESSANDRO venne autorizzato per acquisizione matrimoniale con la marchesa Teresa Spaventa ad assumere “maritali nomine” il titolo di marchese.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla croce d’oro accantonata da quattro gigli d’oro.

PALERMO (1)

Titoli: barone di Lazzarino

Dimora: Sciacca, Palermo

Originaria di Scicli, nobile in Palermo, Messina, Sciacca.

ENRICO il 9 dicembre 1282 venne nominato da re Pietro notaio dell’Isola di Malta; ANDREA, notaio, ottenne da re Ludovico il feudo di Rabiato; NICCOLO’ ANDREA acquistò il feudo di Bulgarano con investitura del 13 settembre 1516; FRANCESCO con privilegio del 21 giugno 1638 ottenne il titolo di barone di San Giuseppe, di San Leonardo e di Camalotto; ANTONIO giudice pretoriano in Palermo 1677/93, giudice della Gran Corte Civile del Regno 1683 e di quella Criminale nel 1693; CESARE barone di Castelluzzo con investitura del 20 luglio 1685; GIOVANNI barone di santo Stefano, con privilegio dato in Madrid dell’11 ottobre 1708 nominato principe di Santo Stefano; GIUSEPPE , dei principi di Santa Margherita o Santo Stefano, cavaliere dell’Ordine di Malta, deputato della Sanità in Messina nel 1743, con Regio Biglietto dato in Napoli il 3 luglio 1745 ottenne il titolo di marchese; GIROLAMO, frate teatino, vescovo di Mazzara, deputato del regno, giudice del Tribunale della regia Monarchia, abate di santa Maria di Terrana, vescovo di Laodicea nel XVIII secolo; TOMMASO senatore in Messina 1772; GIUSEPPE, marchese, tenente colonnello dell’Esercito del Regno di Napoli nel 1800; GASPARE, dei principi di Santa Margherita, cavaliere dell’Ordine di Malta, rettore dell’Opera di “Navarro”, governatore del Monte di Pietà in Palermo 1795/6, deputato del regno 1798, senatore di Palermo 1795/6 e 1811, autore della “Guida di Palermo”. Un ramo si trasferì in Sciacca: VITO proconservatore nel 1738, investito del feudo di Lazzarino e del titolo di barone; PIETRO barone di Lazzarino, senatore 1797/8.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobilità Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato 1° di rosso alla fascia d’opro accompagnata da due stelle sotto uno scaglione d’oro, 2° e 3° d’azzurro alla campagna di verde con una scala d’oro in sbarra con un leone rampicante tenente una banderuola di rosso, 4° di rosso alle decusse accantonate di quattro stelle il tutto d’oro; alias: partito 1° d’oro con il grifo rampante d’azzurro sormontato da un lambello di rosso di tre pendenti. 2° d’ azzurro al leone illeopardito sostenente sul dorso un giglio d’argento; alias: partito 1° d’azzurro all’aquila di rosso, 2° d’azzurro alla palma sradicata al naturale.

 

 

 

 

 

 

PALERMO (2)

Titoli: nobile di Reggio Calabria

Dimora: Vibo Valentia (Monteleone)

Iscritta nella nobiltà di Monteleone, oggi Vibo Valentia, riconosciuta con D. P. del 13 maggio 1927 col titolo di nobile di Reggio Calabria, nota dal XV secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’azzurro ripartito di un filetto d’oro, al leone d0oro sormontato da un lambello di tre pendenti di rosso, al leone d’oro sormontato da un giglio d’argento, 2° troncato sopra di rosso a tre bottigliette d’oro, sotto a cinque bisanti di rosso.

PALIZZOLO

Titoli: barone di Ramione, nobile, cavaliere

Dimora: Palermo

Originaria di Monte San Giuliano: FRANCESCO (detto Palazzolo) capitano di giustizia in detta città 1545/6; GIOVANNI ANTONIO (anch’egli detto Palazzolo) con privilegio dato in Bruxelles del 10 dicembre 1553 ottenne la concessione del titolo di “Regio Cavaliere” e la conferma dell’arma gentilizia con l’aggiunta di due stelle; CARLO giurato in Monte San Giuliano 1643/4; FRANCESCO carica di patrizio di San Giuliano nel 1701; FERDINANDO FRANCESCO proconservatore dal 1729 al 1774; SALVATORE giudice della Corte Pretoriana in Palermo 1802/3, del Tribunale del Concistoro 1809, consigliere della Suprema Corte di Giustizia, cavaliere dell’Ordine di Francesco I, GIUSEPPE intendente della Valle di Girgenti (Agrigento) nel 1851; MARIO tenente colonnello del Regio Esercito Italiano nella prima guerra d’indipendenza fu ufficiale d’ordinanza di Vittorio Emanuele II, cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia; GIOVANNI ufficiale di cavalleria, decorato di medaglia d’argento al valor militare nelle guerre d’indipendenza;ai fratelli EUGENIO e ALFREDO con D. M. del 19 ottobre 1892 venne riconosciuto il titolo di nobile e cavaliere; VINCENZO Palizzolo Gravina, autore di validi lavori di araldica tra cui “Il Blasone in Sicilia” edito nel 1875, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro, commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, con R. D. del 7 aprile 1874 ottenne il titolo di barone di Ramione ed iscritto nell’Elenco Ufficiale della Nobiltà Siciliana; GIUSEPPE generale dei “Reali Carabinieri” nella prima metà del XX secolo; GIOVANNI colonnello d’artiglieria commendatore dell’Ordine del Santo Sepolcro prima metà XX secolo.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiltà Italiana anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre pali scorciati e aguzzi il primo e il terzo di una stella, il tutto d’argento.

DI PALMA

Titoli: nobile, nobile di Messina

Dimora: Messina

D’origine normanna, nobile in Messina, Marsala, Monte San Giuliano.

RAINERI giudice straticoziale in Messina nel 1381; GIUSEPPE proconsole in Monte San Giuliano nel 1634; CLEMENTE giurato in Monte San Giuliano 1701/2, ottenne il 1 novembre 1723 il feudo di Radilbesi; ANTONIO proconsole di Monte San Giuliano ne, 1734; VINCENZO barone della Salina di Fragianni con privilegio del 13 marzo 1749, nobile di Marsala, carica di prefetto in detta città nel 1775; STANISLAO e GIUSEPPE giurati in Monte San Giuliano 1798/1800; VINCENZO capitano giustizia in Marsala 1802/3; MICHELE iscritto nella Mastra Nobile di Messina 1798/1807.

Con D. M. del 27 gennaio 1906 GIUSEPPE ottenne attestazione di nobile e di nobile di Messina.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: bandato d’azzurro al capo di una palma accostata da due rose di rosso

alias troncato alla fascia in divisa d’oro: 1° d’azzurro, 2° bandato d’oro e d’azzurro di sei pezzi (ramo di Messina)

alias alla palma al naturale sradicata di verde fruttata (ramo di Monte San Giuliano)

DI PALMA - DI PALMA CASTIGLIONE

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Nola, Messina

D’origine normanna, prese il nome della terra di Palma detta anche di Castiglione; le prime memorie certe risalgono al 1190, la famiglia venne ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1300 e come Balì (Gran Maestro dell’Ordine) di Venosa; un ramo ottenne il titolo di marchese di Pietramelara, nobile in Napoli, Nola, Messina; iscritta nella Mastra Nobile della città di Messina nel 1743, dichiarata ammissibile nelle “Regie Guardie del Corpo” del Re delle Due Sicilie nel XIX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: bandato d’oro e d’azzurro al capo del secondo carico di una palma al naturale posta in sbarra.

PALMERI di Miccichè

Titoli: marchese di Villalba, nobile dei marchesi, barone di Miccichè, nobile dei baroni

Dimora: Palermo

Antica famiglia nota dal XII secolo, nobile in Palermo, Licata, Caltagirone. ENRICO, milite di re Pietro d’Aragona, tenne la carica di giustiziere in Palermo nel 1282; FALCO o FULCO, milite della città di Naro, ebbe la concessione del casale e feudo di Ravanusa, il 12 maggio 1366 gli venne confermati i feudi di Monterosso, Milgi, Jancarano e Jandigaldino; RUGGIERO pretore di Palermo 1394/5; FEDERICO giurato in Caltagirone 1401/2, in Salemi stessa carica PALMERIO; SALVATORE iscritto nell’elenco dei feudatari del 1408 come barone di Canicattì; RUGGIERO giurato in Caltagirone 1467/86; MAURO capitano di giustizia in Caltagirone 1652/63; PLACIDO nominato capitano d’armi per la città di Sciacca nel 1655; NICOLO’ barone di Miccichè con privilegio del 22 giugno 1752; VINCENZO investito dei feudi di Gasena il 1 ottobre 1780; NICOLÒ brillante storico e saggista scrisse vari testi di storie e di costume sulla vita durante il Regno delle Due Sicilie, nella prima metà del XIX secolo; PLACIDO, barone di Miccichè, con diploma del 10 settembre 1813 ebbe il titolo di marchese di Villalba, riconosciuto in seguito a RODRIGO con R. D. del 16 marzo 1846; con D. M. del 3 marzo 1882 titolo nobile dei marchesi, nobile dei baroni in persona di NICOLÒ VINCENZO colonnello del Regio Esercito Italiano.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al palmizio di verde, al fusto d’oro, sopra una zolla di verde, nel punto del capo al giglio d’oro e alla sinistra un leoncino d’argento - alias: scaccato d’argento e d’azzurro a quattro file.

 

 

 

PALMERINO o PALMERINI

Titoli: barone di Giaconia

Dimora: Palermo

E’ un ramo della omonima famiglia di Pisa, portata in Sicilia da ANTONIO ai tempi di re Alfonso d’Aragona nel XV secolo. DOMENICO ottenne l’investitura in data 24 marzo 1617 di barone del mezzograno sull’Ufficio di Portulanotto di Sciacca ( una percentuale in denaro sulla produzione locale di grano); GIACOMO barone di Burgio nel XVII secolo; NICCOLO’ per il matrimonio con Susanna Tornamira, ottenne l’investitura del titolo di barone di Giaconia o Gotto il 5 giugno 1707 e con privilegio del 7 marzo 1710 il titolo di principe di Torre di Gotto, governatore del Monte di Pietà di Palermo 1746; BENEDETTO investito del titolo di barone di Giaconia il 30 agosto 1796.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’oro allo scaglione di rosso, accompagnato da tre rami di palma di verde in palo due a uno.

PALMIERI (1)

Titoli: marchese di Monferrato, nobile dei marchesi

Dimora: Napoli

Motto: “Iustus ut Palma florebit”

D’origine francese, famiglia di specchiata nobiltà, fedele alle istituzione e all’ultima casa regnante del Meridione i Borbone, ha dato illustri personaggi d’arme. Si diramò nel Mezzogiorno d’Italia dal XV secolo, possedette diversi feudi, il titolo di marchese di Martignano riconosciuto poi in quello di Monferrato, inserita nell’Ordine di Malta dal 1584 con GIOVANNI MARIA e con FERRANTE nel 1654; ANIELLO, capitano d’armi, nel 1639 formò una compagnia di fanti al servizio della Spagna, sposò nel 1652 Diana da Rossi figlia ereditiera di Fabrizio, comandante supremo d’Artiglieria di Sua Maestà Cattolica il re di Spagna, marchese di San Secondo e di Monferrato, quest’ultimo titolo passò in casa Palmieri con privilegio del 30 gennaio 1741 e poi in persona del discendente di Aniello con riconferma del 27 novembre 1753. Tra i vari personaggi del casato si menzionano: GIOVAN GISMONDO consiglieri di re Carlo d’Angiò nel XIV secolo; LEONARDO vescovo di Molfetta; ANDREA MATTEO cardinale nel XVII secolo; GIOVANNI VINCENZO commendatore dell’Ordine di San Giovanni della Spada. Occuparono i maggiori Uffici nella corte reale Borbonica fedelissimi e benemeriti al Regno di Napoli e poi delle Due Sicilie: GIUSEPPE tenente colonnello dell’Esercito del regno di Napoli nel 1783, amministratore generale delle Regie Finanze della provincia di Lecce e poi direttore del Ministero delle Finanze; GIROLAMO gentiluomo di camera di re Ferdinando I di Borbone, a sue spese formò un reggimento di Cavalleria di cui fu colonnello; il figlio LUIGI,marchese di Monferrato, anch’egli colonnello dello stesso reggimento, fu un uomo di grande fedeltà alla Patria, combatté contro i francesi della Repubblica Partenopea del 1799, partecipò alla ripresa di Molfetta, Napoli e Portici, durante il decennio francese (1806 - 1815) per aver tramato contro gli occupanti francesi venne giustiziato in Napoli il 2 giugno 1807; VINCENZO gentiluomo di camera e maggiordomo di re Francesco I, ufficiale delle “Regie Guardie del Corpo”, cavaliere dell’Ordine Piano, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Francesco I; presenti nella campagna del 1860/61 contro l’invasione del Regno da parte dei piemontesi i seguenti rappresentanti del casato: GIUSEPPE (1805-1884),- figlio del marchese LUIGI -, generale di Brigata comandante della “2° Brigata Palmieri” dell’Esercito delle Due Sicilie, fu strenuo difensore della Patria Napolitana, insieme al figlio RICCARDO, capitano dei “Granatieri della Guardia Reale”, ed il nipote ANIELLO, aiutante (sottotenente), del “Battaglione Genio Pionieri”; a fine campagna militare venne arrestato e detenuto in Genova il 1 gennaio 1861 e liberato quindici giorni dopo, scrisse le sue memorie e relative considerazioni sugli ultimi anni del regno nel tomo “Cenno storico Militare dal 1859 al 1861”.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla palma e al terrazzo di verde, fruttata d’oro accostata da due leoni al naturale affrontanti e controrampanti.

PALMIERI (2)

Titoli: nobile di Monopoli

Dimora: Monopoli, Napoli

Motto: “Iustus ut Palma florebit”

Ramo della precedente famiglia, fu anch’essa fedele all’ultima casa regnate del Meridione d’Italia i Borbone delle Due Sicilie, stabilitasi in Monopoli con STEFANO governatore delle armi di Brindisi nel 1317; la famiglia venne ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1584 ed ascritta al priorato di Barletta; PIETRO, GIOVAN BERNARDO e DONATO sindaci dei Nobili di Monopoli nel 1545, 1571 e 1582; MICHELE vescovo di Troia e poi di Monopoli nel 1824; dichiarata ammissibile nelle “Regie Guardie del Corpo” dell’ Esercito del Regno delle Due Sicilie; hanno partecipato alla difesa del Regno dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61 i seguenti rappresentanti del casato: GIOVANNI capitano del “Real Corpo d’Artiglieria”, proveniente dalla scuola militare della Nunziatella; LUIGI, proveniente dalla “Compagnia delle Reali Guardie del Corpo”, figlio del maggiore di cavalleria GIOVANNI, capitano del “1° Reggimento Granatieri della Guardia Reale”; PASQUALE tenente del “1° Reggimento Cacciatori a Cavallo” che fu presente in tutta la campagna dalla Sicilia a Gaeta.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro con tre rami di palma d’oro impugnati e accostati da due stelle d’argento.

PALOMBA

Titoli: marchese di Pascarola

Dimora: Napoli

Originaria di Napoli, ha dato vari personaggi di toga e d’armi, nobile dal XV secolo.

DOMENICO MARIA ottenne il titolo di marchese di Pascarola nel XVIII secolo, ed in seguito venne ratificato al primogenito nel 1722 che ottenne anche l’ultima investitura del feudo inserita nel Cedolario di Terra di Lavoro fino all’abolizione della feudalità nel 1806; hanno combattuto per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61: LUIGI, figlio del capitano LORENZO, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano di II classe della “Real Artiglieria” presente alla difesa di Gaeta, PASQUALE capitano del “Reggimento Cacciatori a Cavallo” presente in tutta la campagna militare dalla Sicilia a Gaeta, capitolarono con la guarnigione il 14 febbraio 1861.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al colombo d’argento tenente nel becco un ramoscello d’olivo di verde.

PALUMBO

Titoli: nobile, barone

Dimora: Napoli, Capua

Riconosciuta nobile dal XVI secolo, ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1776 in persona di GIOVAN DOMENICO; riconosciuta di “nobiltà generosa” nelle prove di ammissione nelle Regie Guardie del Corpo; hanno partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 dall’invasione piemontese: EMANUELE, figlio del barone GIUSEPPE, tenente colonnello “3^ Divisione d’Artiglieria Reale” presente alla difesa Gaeta e nominato generale di brigata, decorato della Croce di Grazia dell’Ordine di San Giorgio; NICOLA, alfiere (sottotenente) del “1° Reggimento Fanteria di Linea Re” combatté a Palermo ed a Macerone; ONOFRIO, tenente colonnello “Reggimento Carabinieri a Piedi” presente in Calatafini ed a Palermo capitolò a Nocera; VINCENZO 2° tenente “10° Reggimento Fanteria di Linea Abruzzo”, decorato al merito per la battaglia di Calatafimi, presente a Palermo, capitolò in Capua il 2 novembre 1860.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso alla colomba d’argento tenente nel becco un ramo d’ulivo d’oro.

PANCAMO

Titoli: barone

Dimora: Palermo

Conosciuta nella sua nobiltà dal XVI secolo, originaria di Agrigento; GIOVANNI ottenne il titolo di barone con R. D. il 23 ottobre 1927 e poi con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 23 febbraio 1928.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’argento all’aquila di nero, 2° di rosso al leopardo d’oro.

PANDOLFELLI

Titoli: patrizio di Trani

Dimora: Napoli, Trani

Aggregata al Patriziato della città di Trani al seggio dell’Arcivescovado nel XVI secolo, decorata del titolo di marchese in persona di LUDOVICO; ricevuta nell’Ordine di Malta nel XVIII secolo; GAETANO, GENNARO e MICHELE patrizi di Trani, ultimo ascritto nel Registro delle Piazze Chiuse GENNARO nel XIX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fenice sulla sua immortalità di rosso fissante un sole d’oro al cantone destro.

PANEBIANCO

Titoli: conte

Dimora: Palermo, Roma

Originaria del paese di Terranova in Sicilia; ANTONIO MARIA nominato cardinale dal Pontefice

Pio IX nel Concistoro del 27 settembre 1861, con Breve Pontificio (Decreto) il Pontefice in data 27 febbraio 1877 concesse all’avo del cardinale il titolo, trasmissibile ai primogeniti, di conte, il quale titolo venne poi riconosciuto dalla Consulta Araldica del Regno d’Italia con R. D. del 26 agosto 1926 e successivamente dalle RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 8 dicembre dello stesso anno.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone al naturale passante alla campagna d’oro, tenente con la branca destra un pane, poggiante un latro sulla branca sinistra, accompagnata al capo di tre stelle d’argento in fascia.

PANZUTI

Titoli: conte, nobile dei conti

Dimora: Napoli

Originaria di Napoli, nobile dal XVI secolo; SAVERIO, giureconsulto, prese parte alla CONGIURA DI MACCHIA, ordita da Gaetano Gambacorta principe di Macchia, contro gli spagnoli nel 1700, condannato fuggì a Vienna, si mise al servizio dell’Austria nella guerra di successione spagnola, in seguito l’imperatore d’Austria Giuseppe I lo decorò del titolo di conte con diploma del 15 ottobre 1707 con successione di primogenitura maschile. Con R. D. “motu proprio” del 16 giugno 1904 e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 23 novembre 1906 venne rinnovato al casato il titolo di conte.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento alla fascia di rosso, sormontata dal braccio armato tenente una corazza, il tutto al naturale, accompagnata in punta da tre sbarre di rosso.

PAPARDO

Titoli: principe del Parco

Dimora: Messina

Nobile in Messina dal XV secolo; PIETRO giudice delle Appellazioni 1484/87, giudice straticoziale 1497/8, avvocato del Tribunale della Gran Corte, sindacatore in Polizzi 1488; ANDREA giudice della Gran Corte nel 1507; DOMENICO, LEONARDO e FILIPPO (chiamati Papardo) con privilegio del 16 novembre 1528 ottennero la concessione del titolo di nobile del S. R. I.; NICOLÒ, senatore 1580/81, iscritto nella Mastra Nobile del Mollica (anni 1587, 1594, 1596); BARTOLOMEO proconservatore in Messina nel 1603, senatore dal 1604 al 1636; NICCOLÒ MARIA senatore in Messina dal 1630 al 1637; BERNARDO sposò Violante del Pozzo, principessa del Parco, baronessa dell’Ufficio di Maestro Notaro delle segrezie e dogane delle città di Agosta e Linguaglossa, da cui ereditò i titoli nobiliari; il figlio FRANCESCO, principe del Parco, senatore in Messina 1765/73; GIOVANNI, principe del Parco, notaro della Mastra Nobile di Messina 1799/1807; RAIMONDO, principe del Parco, senatore in Messina 1848.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: inquartato 1° e 4° d’oro a tre scaglioni dello stesso, cuciti nel 2° e 3° d’oro alla fascia d’azzurro, sopra il tutto al collo di pozzo di rosso a due dragoni di verde controrampanti ed affrontanti con le code annodate e decusse.

PAPÈ

Titoli: duca di Pratoameno, principe di Valdina, duca di Giampileri, barone di Valleleunga, nobile dei principi.

Dimora: Palermo

Originaria d’Aversa, passata poi in Sicilia con ADRIANO, padre di CRISTOFORO che fu governatore della Compagnia dei Bianchi in Palermo dal 1642 al 1648, protonotaro del Regno 1628, deputato; GIACINTO il 13 giugno 1666 esercitò l’ufficio di protonotaro del Regno, barone di Vallelunga con privilegio dato in Madrid il 30 gennaio 1671, ottenne anche il titolo di duca di Pratoameno; UGO , dottore in legge, governatore della Compagnia dei Bianchi nel 1677, e nel 1690, maestro portulano nel 1693, con privilegio del 30 novembre 1675 nominato duca di Giampileri; CRISTOFORO cavaliere dell’Ordine di San Giacomo, gentiluomo di camera del duca di Baviera, tenente generale d’artiglieria degli eserciti di Spagna nel XVII secolo; DOMENICO, duca di Giampileri, senatore in Palermo 1711/2; GIUSEPPE protonotaro del Regno, acquistò il titolo di principe di Valdina con investitura del 21 luglio 1796; GIACINTO duca di Pratoameno, fondò nel 1752 “l’Accademia Palermitana di Arti e Scienze”, maestro razionale del Tribunale del Regio Patrimonio 1758, gentiluomo di camera 1768, cavaliere dell’Ordine di San Gennaro nel 1772; UGO vescovo di Mazzara nel 1773; IGNAZIO, duca di Gampileri, barone di Calattubo, intendente generale dell’esercito del regno di Napoli e Sicilia nel 1772, maestro razionale di cappa e spada del tribunale del regio Patrimonio 1658; PIETRO logoteta ( revisore dei conti e degli atti contabili), maestro di cerimonia del Regno di Sicilia nel 1793, cavaliere dell’Ordine di Malta e gentiluomo di camera nel 1800 di re Ferdinando IV di Borbone, cavaliere dell’Ordine di San Gennaro nel 1806; PIETRO gentiluomo di camera di re Francesco II di Borbone nel 1860.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla fascia d’argento caricata da tre decusse di rosso, in punta un pampino (foglia) di verde, al capo sostenuto di rosso e carico di un’aquila bicipite coronata di nero e accostata da due gigli di rosso – Ramo di Valdina.

d’oro a due fasce, superiore d’argento, inferiore di rosso, caricata da tre decusse di rosso, sormontata da un’aquila imperiale di nero accostata da due gigli di rosso, inferiore di rosso in punta di un pampino (foglia) di verde - Ramo di Pratoameno.

 

 

 

PAPPALEPORE

Titoli: marchese del Canneto, patrizio di Bari, nobile dei marchesi

Dimora: Rutigliano, Bari

Motto: Semper Rectum

Originaria di Rutigliano, si hanno le prime notizie dal 1592 con FRANCESCO ANTONIO, dottore in legge, proveniente dalla Spagna dalla città di Barcellona. In Bari nel XVIII secolo ed aggregata al Patriziato di detta città il 12 giugno 1787 in persona di VITO GIUSEPPE iscritto nel Registro delle Piazze Chiuse nel 1805. Dal matrimonio di Francesco con Vittoria Nicolai, ultima dei marchesi di Canneto, il loro figlio VITO ottenne con R. D. del 3 ottobre 1842 l'attestazione del titolo stesso con anzianità dal 1724, l'ufficialità con Regio Rescritto del 8 ottobre 1843; riconosciuto poi al casato dal Regno d'Italia con D. M. del 27 gennaio 1906 il titolo marchese del Canneto e patrizio di Bari

Iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato 1° e 4° d'argento al leone rivoltato, afferrante e sbranante una lepre al naturale, 2° d'azzurro alla torre d'oro, 3° all'aquila d'oro.

PAPPALETTERE

Titoli: nobile di Barletta

Dimora: Barletta

Di antica nobiltà in Barletta, feudataria dal XIV secolo, ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1650, e successivamente con FRANCESCO e con RUGGIERO nel 1744, ascritta nel 1801 nell’Elenco del Priorato di Barletta; riconosciuta di “antica nobiltà” nelle prove di ammissione nelle “Regie Guardie del Corpo” del Regno delle Due sicilie nel 1839 in persona dei fratelli PASQUALE e CARLO.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla rondine di nero volante in sbarra col becco tenente un breve svolazzante con il motto “Pappalettere” di nero.

PARAVAGNA

Titoli: principe di Maropati, marchese di Annoja

Dimora: Napoli

Originaria della provincia di Genova da Prato in Val Bisagno. Nel 1558 ascritta al Patriziato genovese “all’Albergo Spinola” (l’Albergo era costituito da un insieme di famiglie che provenivano dallo stesso territorio) . GIACOMO ANTONIO fu investito da re Filippo IV di Spagna del titolo di marchese di Terra di Annoja con privilegio del 31 ottobre 1664; FRANCESCO ANTONIO decorato del titolo di principe di Maropati dall’imperatore Carlo VI, i titoli furono riconosciuti con Regio Rescritto del 20 luglio 1846 del Regno delle Due Sicilie, e successivamente con D. P. del 22 giugno 1928 dal Regno d’Italia in persona di ALFREDO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato 1° e 4° di rosso, 2° e 3° d’oro all’aquila spiegata di nero, coronata del campo.

PARISI

Titoli: marchese, nobile dei marchesi

Dimora: Napoli

D’origine francese, diramazione della famiglia Parisio di Cosenza, come accertato nella “pruova di Balio” di FRANCESCO SAVERIO nel 1716 che si fa ascendere da RUGGIERO Parise, capostipite nel 1533. DEMETRIO, alfiere (sottotenente), del “Battaglione Treno d’Artiglieria” presente nella campagna del 1860 per la difesa del regno delle Due Sicilie sul Volturno e sul Garigliano, il suo reparto sconfinò e si sciolse nello Stato Pontificio nel novembre dello stesso anno. Il casato venne decorato del titolo di marchese dalla Regia Commissione per i titoli nobiliare del regno delle Due Sicilie il 22 agosto 1859.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia accompagnata da due stelle al capo, e da un tronco nel terreno sormontato da una stella il tutto d’oro alla punta.

PARISIO (1)

Titoli: patrizio di Cosenza

Dimora: Cosenza

D’origine francese, patrizia cosentina dal XV secolo, nell’Ordine dei Cavalieri di Malta e nel suo Priorato dal 1584 in persona del cavaliere PIERTANTONIO, nel 1636 col cavalier IRENEO e nel 1716 con FRANCESCO SAVERIO nelle “pruove di Balio” quale discendente di RUGGIERO de Parise, capostipite nel 1533. Iscritta al Priorato di Malta in Capua nel 1801. PASQUALE, 1° tenente del” Corpo di Artiglieria reale” ha partecipato alla campagna del 1860/61 contro l’invasione del regno delle Due Sicilie da parte dei piemontesi.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia accompagnata in capo da due stelle in punta, da un albero inclinato sormontato da una stella il tutto d’oro;

alias: d’azzurro al grifo alato di verde con la testa rivoltata tenente in bocca un dardo d’argento, su un terrazzo di verde accompagnato da un artiglio di rosso sostenente un bastone al naturale.

 

PARISIO (2)

Titoli: patrizio di Benevento

Dimora: Benevento

E’ un ramo della famiglia Parisio di Cosenza, ascritta al Patriziato di Benevento, nobile in Messina, Cosenza, Reggio Calabria e nell’isola di Malta, ricevuta nell’Ordine dei Cavalieri di Malta dal 1584, diede un cardinale a Santa Romana Chiesa nel 1530; il casato ottenne la Signoria di Valvano nel 1701, decorata nel 1638 del titolo di marchese di Panicocoli (odierna città di Villaricca in provincia di Napoli); ERNESTO nobile e patrizio di Benevento nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia accompagnata al capo di due stelle, in punta da un tronco sormontato da una stella il tutto d’oro.

PARISIO e PARISIO PERROTTI

Titoli: marchesi, nobili dei marchesi

Dimora: Napoli

Motto: “Olim meminisse juvabit”

E’ la linea secondogenita della famiglia Parisio di Benevento discendente da SALVATORE patrizio di Benevento, zio di ERNESTO (ramo di Benevento), il quale per disposizione testamentaria aggiunse al proprio il cognome dei marchesi Perrotti, estinti, sposandone l’ultima erede Giustiniana il 4 novembre 1840; venne riconfermato il titolo di marchese con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 12 dicembre 1901; SALVATORE, marchese, capitano di fregata della Regia Marina del regno d’Italia, cavaliere “d’onore e devozione” del S. M. O. di Malta nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: 1° d’azzurro alla fascia accompagnata in capo da tre stelle poste in fascia, il tutto d’oro, in punta dalla campagna mareggiata ed il tronco uscente dal mare, il tutto al naturale (Parisio)

2° d’azzurro alla campagna erbosa al naturale sostenente un grifo alato, col capo rivoltato tenente in bocca un dardo d’argento, sormontato da un artiglio di rosso movente dal fianco sinistro tenente un basto di legno al naturale posto in banda. Il tutto con la bordatura d’oro caricata in capo dal motto: “Olim meminisse juvabit”, di nero e sui fianchi quattro pere per parte, fogliate al naturale.

PARODI

Titoli: duca di Belsito, marchese di Magnisi, barone di Casalgiordano

Dimora: Palermo

Originaria di Genova. Maria Antonia Giusino Paternò, riconosciuta con RR. LL. PP. Del 4 giugno 1900 e del 15 maggio 1888 dei titoli di duca di Belsito, marchese di Magnesi, barone di Casalgiordano sposò il 2 settembre 1865 FORTUNATO Parodi, genovese, tenente generale del regio Esercito Italiano, commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia, cavaliere dell’Ordine della Corona di Prussia, decorato della medaglia d’argento al valor civile, il quale aggiunse i titoli su descritti “maritali nomine” con D. M. del 20 maggio 1898 e del 20 giugno 1900.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° d’oro all’aquila al naturale nascente, beccata di rosso, 2° d’azzurro alla pala di legno al naturale col manico all’ingiù.

PARRILLI

Titoli: patrizio di Salerno, barone

Dimora: Napoli, Salerno

D’origine spagnola, venuta a Napoli e da qui trasferitasi in Salerno, ascritta al Patriziato di Salerno ed al Registro delle Piazze Chiuse; ARTURO patrizio di Salerno nel prima metà del XX secolo. Un altro ramo della famiglia che discende da FELICE, procuratore regio presso il Consiglio dei Maggiorati, ottenne da Murat, re di Napoli, il 17 dicembre 1814 il titolo di barone.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’azzurro al monte di tre cime d’oro, sormontate da un uccello imbeccante una foglia al naturale, 2° scaccato d’argento e di rosso con una fascia d’oro attraversante accompagnante in capo un sole dello stesso.

PARRINELLI

Titoli: barone di Carostà

Dimora: Galati Mamertino, Messina

Famiglia nota dal XVI secolo in Galati; GIACOMO ottenne con privilegio del 16 marzo 1647 il titolo di barone di Carostà; GIUSEPPE fu proprietario del feudo di Fico nel 1685.

Con D. M.  del 15 maggio 1900 SAVERIO ottenne la riconferma del titolo di barone di Carostà.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento al cipresso e alla campagna di verde, sostenente due leoni affrontanti di rosso.

PASCA di Magliano

Titoli: barone di Magliano, nobile dei baroni

Dimora: Napoli, Capua

Motto: Non idcirco deficiam”

Famiglia di origine francese nota dall’878, venuta in Italia nella metà del XII secolo, feudataria dal 1148, nel 1242 possedeva il feudo di Magliano, in seguito i feudi di Marciano, Prignano, Melito, Puglisi, Castagneto, Gioia, Cuccaro, Sicignano in Principato Citeriore; mutuatari di Carlo I d’Angiò, nel 1340 “regi familiari” della duchessa di Calabria e della regina Giovanna I d’Angiò; castellani di Vico nel 1395; il 10 marzo 1536 Carlo V riconobbe a DOMIZIO il diritto di aggiungere alle proprie insegne l’aquila imperiale ed il titolo di Conte palatino; il 22 giugno 1683 DIONISIO ebbe il possesso dei feudi sopra indicati che rimasero in famiglia sino all’abolizione della feudalità nel 1806 con NICOLA; il casato ascritto con Regio Rescritto del 24 settembre 1855 nel registro dei Feudatari; nel 1720 fra i dieci grandi baroni del Regno presso Carlo VI; iscritta al Patriziato di Benevento; ROBERTO capitano di fregata dell’Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie (Na 1821 – Na 1897) fu tra i pochi ufficiali di marina a seguire Re Francesco II di Borbone nell’assedio di Gaeta, venne nominato Generale Ufficiale della Real Marina, ebbe l’ingrato compito di essere tra i firmatari della resa di Gaeta presso Villa Reale di Caposele, avvenuta il 14 febbraio 1861, con la quale si sancì la fine del Regno e il passaggio delle Due Sicilie al Regno di Sardegna; MICHELE (1881 – 1967) barone di Magliano, cavaliere di giustizia del S. M. O. Costantiniano di San Giorgio, commendatore dell’ Ordine della Corona d’Italia, cavaliere dell’Ordine Mauriziano, stella d’argento al merito rurale, nonché podestà di Capua; attuale barone di Magliano è ALESSANDRO nato nel 1939, dottore in Giurisprudenza, cavaliere del lavoro; EMANUELE, architetto, nobile dei baroni, nato nel 1941; ROBERTO nato nel 1944, dottore in economia e commercio, professore ordinario di economia politica presso l’Università La Sapienza di Roma.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: (decreto del Capo di Governo del 6 maggio 1928) troncato 1° d’azzurro a tre stelle d’oro poste in fascia, nel 2° d’argento a tre scudetti d’azzurro, caricati di un giglio sormontati da un lambello di rosso a tre pendenti, col capo d’oro all’aquila bicipite di nero coronata del campo su ciascuna delle teste, fra di esse la corona imperiale.

 

 

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PASQUALINO

Titoli: patrizio di Bari

Dimora: Palermo

Si crede sia diramazione della famiglia Pasqualigo di Venezia; ascritta al Patriziato di Bari in data anteriore al 1570, di seguito anche nel 1716 e nel 1788 ed al Registro delle Piazze Chiuse del Regno di Napoli quale patrizia di Bari. Passò in Calabria dove ottenne il feudo di Rocchetta, quindi in Sicilia nel 1630 con FRANCESCO, che ebbe alti uffici di magistratura; ascritta alla Mastra Nobile di Palermo col titolo di marchese; ammessa nella Corte di Casa Borbone delle Due Sicilie con l’ufficio di “gentiluomo di camera di entrata” in persona di FRANCESCO presidente della gran Corte dei Conti di Palermo con Regio Rescritto del 30 maggio 1843. MARIA, vedova Bacci, marchesa di Marineo, contessa di Capaci, baronessa della Salina di Chiusagrande nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla banda d’argento accostata in capo da due civette affrontanti, ed in punta da una torre posta in sbarra, il tutto d’argento.

PASSALACQUA

Titoli: patrizio di Cosenza

Dimora: Cosenza

Antica famiglia originaria della città di Squillace le cui memorie certe risalgono all’epoca normanna con ERRICO che seguendo il conte Ruggiero si distinse per valore nell’assedio di