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I casati del Sud
di
Ciro La Rosa
La Rosa
PL-PU
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PLANELLI
Titoli:
nobili di Bitonto
Dimora:
Bitonto
Motto:
“Inter bella fides”
Antica famiglia nobile di Bitonto, compresa tra i casati feudatari
sin dal tempo dei Normanni nel XII secolo; ricevuta per “giustizia”
nel S. M. O. di Malta dal 1616 in persona del cavaliere GIACOMO
e passata poi nel 1767 al Priorato in persona del cavaliere ANTONIO.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso con una lupa passante d’oro accompagnata in capo da un
giglio del medesimo e in punta di una rosa d’argento;
alias:
di rosso con una lupa passante d’oro alla destra un giglio dello
stesso e alla sinistra una rosa d’argento. |

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PLANETA
Titoli:
barone di Santa Cecilia
Dimora:
Sambuca, Palermo
Originaria della città di Sambuca e per successione femminile
ottenne il titolo di barone di Santa Cecilia ( tale tipo di
successione venne concessa da Federico II di Svevia che chiamò “prava
consuetudine” l’esclusione delle donne da tale privilegio).
GIOVAN BATTISTA barone di Santa Cecilia nella prima metà del XX
secolo.
Arma:
troncato
1° d’argento col sole in capo accostato a sinistra di una mezzaluna
crescente accompagnata da una cometa accostata da due stelle e a
sinistra un leoncino il tutto d’oro, nel 2° di rosso alla fascia
d’azzurro, con un leoncino d’oro alla punta. |
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PLATANIA
Titoli:
nobile del S.R.I. (Sacro Romano Impero)
Dimora:
Acireale
GIOVANNI con privilegio dato in Toledo il 18 novembre 1528
esecutoriato in Messina il 12 dicembre 1530 ottenne la concessione
del titolo di nobile del S. R. I. ; PIETRO con privilegio del 3
novembre 1682 ottenne la concessione del titolo di barone di Santa
Lucia (passato in seguito alla famiglia Costarelli); ENRICO patrizio
di Acireale 1743/4; ANTONINO catapano nobile 1757/8; PIETRO capitano
di giustizia 1757/8 e patrizio di Acireale 1762/3; PAOLO il 22
giugno 1759 ottenne il privilegio della riconferma del titolo di
nobile del S. R. I. del suo antenato GIOVANNI nel 1528; VINCENZO
capitano di giustizia di Acireale 1790/1; IGNAZIO stessa carica
1800/1.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al ponte d’oro di tre archi, con un fiume d’argento corrente, tre
platani di verde sul ponte, quello di mezzo sostenuto da due leoni
coronati d’oro controrampanti. |
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PLUTINO
Titoli:
conte
Dimora:
Napoli, Reggio Calabria
Famiglia appartenente al primo ordine civico di Reggio Calabria dal
XV secolo, possedette numerosi feudi ed ebbe alte cariche civiche e
magistrali; furono sindaci nobili TUCCIO nel 1474, FABRIZIO 1645/6,
CARLO nel 1743; AGOSTINO fu uno dei 14 nobili fondatori della
“Congregazione di San Domenico” in Reggio Calabria nel 1664;
AGOSTINO venne creato senatore del Regno d’Italia da re Umberto I
nel XIX secolo; FABRIZIO prefetto e senatore del Regno d’Italia,
ottenne nel 1910 la concessione del titolo di conte trasmissibile
anche ai figli maschi primogeniti.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla fascia accompagnata da un leone illeopardito linguato di rosso,
in punta da tre bande il tutto d’oro. |
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POERIO
Titoli:
nobili di Taverna
Dimora:
Napoli, Calabria
Famiglia originaria del feudo di Poerio in Calabria da cui trassero
il cognome, nota dal XIII secolo; possedette feudi dal 1391 Taverna,
Rocca e Poerio, Belcastro, Cardito e Ferolito; CESARE signore di
Rocca e Poerio nel 1447; ricevuta nel S. M. O. di Malta e nel suo
Priorato nell’anno 1588 in persona del cavaliere ORAZIO, nel 1719
con i cavalieri GIUSEPPE e CARLO, passò di nuovo nel Priorato nel
1741. ALESSANDRO (1802 – 1848) letterato e poeta, partecipò alla
guerra d’indipendenza del 1848 morendo in battaglia a Mestre; CARLO
(1803 – 1865) ministro del Regno delle Due Sicilie, di re Ferdinando
II, nel periodo costituzionale, fu perseguitato politico ed
esiliato, divenne in seguito con l’unità d’Italia senatore del Regno
d’Italia.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
allo scaglione d’argento accompagnato nel capo da due stelle d’oro,
in punta da una rosa rossa. |
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POLIZZI
Titoli:
barone del Pizzuto, di Treare, marchese di Motta Camastra
Dimora:
Enna, Randazzo
Venuta in Italia al seguito degli Aragonesi, FILIPPO “prefetto di
casa” di re Martino e castellano di Castrogiovanni (odierna Enna)
nel 1398; il casato godette nobiltà in Palermo, Castrogiovanni,
Messina e Randazzo. SIMONE possedette il feudo di Burrana; FILIPPO
capitano di giustizia di Traina nel 1501; GIOVANNI ANTONIO senatore
1546/53; GILIBERTO giudice del tribunale del concistoro 1643 e della
gran corte civile 1646/7; BARTOLOMEO senatore in Palermo 1690/1 e
1694/5; GIROLAMO per “maritali nomine”, avendo sposato
un’appartenente di casa Paternò, acquisì il titolo di marchese di
Motta Camastra e barone di Treare in data 29 aprile 1746; VINCENZO
ottenne attestato di nobiltà dal senato di Palermo il 4 giugno 1778;
PAOLO capitano di giustizia di Troina 1786/7, GASPARE cavaliere
dell’Ordine di Malta, investito dei titoli su nominati ilo 26 agosto
1785, capitano di giustizia in Randazzo 1797/8; GIUSEPPE
proconservatore di Randazzo nel 1799; ANTONINO barone del Pizzuto
con nomina del 29 novembre 1793, capitano di giustizia di
Castrogiovanni 1799/1801.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di verde al castello di tre torri, sormontate da tre stelle il tutto
d’oro;
alias
d’oro a
tre pali di rosso verso la punta, sormontati nel capo da una stella
dello stesso. |

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POMARICI
Titoli:
marchese di Castrovalva
Dimora:
Matera
Il casato venne investito nel 1552 del feudo di Zangarone, inserito
nel primo ordine civico della città di Matera; la famiglia venne
decorata del titolo di marchese di Castrovalva con anzianità dal
1724 in base al riconoscimento dovuto per successione di casa De
Roberto con R. R. del 6 gennaio 1856; ammessa nelle Regie Guardie
del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie con NICOLA, guardia a
cavallo nel 1836, e con CESARE nel 1853 in seguito alfiere
(sottotenente) del “14° Reggimento Fanteria di Linea Sannio” che
insieme a al cugino CARLO capitano del “8° Battaglione Cacciatori”
parteciparono alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno
dall’invasione piemontese.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al melo al naturale fruttato d’oro, sopra un monte di tre cime di
verde movente dalla punta e sinistrato sostenuto da un leone d’oro. |
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PORCINARI
Titoli:
duca di Gagliati, marchese, patrizio di Aquila
Dimora:
Napoli
Originaria della città di Aquila ed iscritta nel suo Patriziato dal
XIII secolo, ricevuta nel S. M. O. di Malta e nel Priorato in
persona del commendatore GIOVAN BATTISTA, per la prova sul primo
stipite DOMENICO nell’anno 1471, decorata del titolo di marchese nel
1781; duca di Gagliati per successione famiglia Sanchez de Luna con
anzianità dal 1727; titoli riconosciuti con R. D. del 18 settembre
1849; ascritta nel Registro Famiglie dei Cavalieri di Malta per
“giustizia”.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato:
1° d’azzurro al maiale di nero guardante un sole d’oro orizzontale a
destra, 2° tutto di verde. |
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LA PORTA o
DELLA PORTA
Titoli:
nobile
Dimora:
Monte San Giuliano, Palermo
Originaria di Chiavenna, nobile in Sicilia, nell’Ordine di Malta nel
1623. GIOVANNI giurato in Siracusa 1424/5; NICCOLO’ tesoriere di
Monte San Giuliano nel 1718; LUIGI, dottore in legge, giudice
capitanale 1740/3; GERARDO con privilegio del 30 settembre 1767
ottenne la concessione del titolo di barone di San Gerardo, giurato
in Monte San Giuliano 1794/5, tesoriere 1798/9; VINCENZO giurato
Monte San Giuliano 1799/1800. La famiglia riconosciuta con
deliberazione del 10 dicembre 1834 della Regia Commissione del Regno
delle Due Sicilie del titolo di nobile.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso alla torre d’oro, sormontata da un’aquila di spiegata di
nero, bordata di rosso, argento, oro e di nero;
alias
d’azzurro
a due leoni d’oro controrampanti ed una porta di città d’argento
marcata dello stesso, il tutto sostenuto dalla campagna scaccata
d’argento e d’azzurro. |

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POSITANI
Titoli:
duca, marchese di Marescotti, nobili dei duchi e dei marchesi
Dimora:
Napoli, Reggio Calabria
Nobile in Amalfi e in Reggio Calabria, decorata del titolo di duca
nel 1722 e di marchese di Marescotti con anzianità dal 1729;
riconosciuta di “nobiltà generosa” per la prova di ammissione alle
Regie Guardie del Corpo del Regno delle Due Sicilie nel 1844 in
persona di GIUSEPPE guardia del corpo a cavallo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.
Arma:
d’argento
alla fascia di rosso in capo da un braccio sinistrochero di rosso,
tenente con la mano di carnagione un uccello di nero, in punta da un
cane d’azzurro passante sulla campagna di verde. |
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DELLA POSTA
di Roccatramonti e di Vulgano
Titoli:
duca di Civitella Alfadena, col predicato di Roccatramonti e di
Vulgano
Dimora:
Napoli, Capri
Motto:
“Posui ori meo custodiam ut non delinquam inter coetera vivens”
Originaria di Foggia, nobile in Napoli; ricevuta nell’Ordine
Costantiniano e in quello del S. M. O. di Malta dal 1734; duchi di
Civitella Alfadena, predicato di Roccatramonti e di Vulgano o di
Schirara; riconosciuta di “antica nobiltà” nelle prove
di ammissione nel Corpo delle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito
delle Due Sicilie nel 1858.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla fascia cucita di rosso, sormontata da un cavallo corrente
sormontato a sinistra da una cornetta da caccia, il tutto d’argento,
in punta un cane d’argento su di un monte di tre cime di verde
guardante una stella d’argento nel cantone destro. |
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POTENZA
Titoli:
marchese, nobile dei marchesi
Dimora:
Napoli
Originaria di Marsiconuovo in Basilicata, decorata del titolo di
marchese il 26 luglio 1797 in persona di DOMENICO presidente della
regia Camera della Sommaria. Il titolo venne riconfermato con D. P.
del 16 dicembre 1925.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito:
1° d’azzurro alla mano di carnagione in palo al polso un’aquila di
nero, 2° d’azzurro al monte di tre cime d’oro sostenenti
un leone al naturale coronato all’antica di tre stelle il tutto
d’oro. |
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POTTINO
Titoli:
marchese di
Eschifaldo, barone di Capuano, di Raulica, di Cacchiamo, di
Buongiorno, di Camporotondo, della Celsa, di Terranova, marchese di
Irosa, cavaliere, don, nobile dei marchesi, nobile dei baroni.
Dimora:
Petralia
Soprana, Palermo
Con Regio Assenso
del 14 maggio 1891 e D. M. NICCOLO’ ANTONIO venne riconosciuto del
titolo di barone di Torrenova per eredità materna , Francesca De
Marco, e fu autorizzato con RR. LL. PP. Del 24 febbraio 1899 ad
assumere il titolo di marchese di Irosa; con D. R. del
5 agosto 1901 e con RR. LL. PP. Del
26 dicembre 1901
venne concesso a FRANCESCO il titolo di barone trasmissibile ai
discendenti maschi ed in mancanza al fratello GAETANO il cui figli
ottenne i titolo di barone di Terranova e di marchese nella prima
metà del XX secolo.
Nel 1913 vennero
riconosciuti i titoli su indicati.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito a
destra 1° di rosso al levriere d’oro ritto, 2° d’azzurro al castello
d’argento, nel 3° d’azzurro all’albero nodrito sopra una pianura di
verde al naturale, 4° di rosso al serpente d’oro in cerchio (Pottino)
a sinistra troncato di rosso e d’argento 1° di tre stelle d’argento,
2° tre ferri di lancia al naturale legati di rosso con la terza
d’oro (De Marco Irosa) - alias: partito a destra (Pottino) 1°
di rosso al serpe d’oro attorcigliato a forma di P, 2° d’azzurro
alla fontana al naturale zampillante sostenuta a destra da un leone
d’oro, sormontato a destra da un sole d’oro e a sinistra di un
braccio armato di una spada (Sgadari) troncato d’argento all’aquila
di nero, d’azzurro al sole d’oro accompagnato da due stelle dello
stesso (Bongiorno). |

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DEL POZZO
Titoli:
patrizio di
Lucera
Dimora:
Napoli,
Lucera
Antica famiglia
di Lucera, possedette i feudi di Belvedere e Francavilla; FRANCESCO
“regio familiare” del duca d Calabria Carlo
l’Illustre; PARIDE consigliere della Regia Camera di Santa Chiara
uditore e inquisitore generale del Regno di Napoli e consigliere del
re Ferrante I d’Aragona; SAVERIO capitano delle milizie di Lucera;
il casato ha dato vari uomini di chiesa: CLEMENTE vescovo di Aquila
nel 1654, ANTONIO arcivescovo di Sorrento nel 1652, OTTAVIO vescovo
di Catanzaro nel 1749. LORENZO balio dell’Ordine Gerosolimitano in
Napoli nel 1419; i cavalieri GIACOMO nel 1528 e NICOLO’ Nel 1565
combatterono valorosamente contro i “saraceni”. La famiglia
riconosciuta di “nobiltà generosa” nelle prove di ammissione nelle
Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie sia nel 1838
che nel 1856 con SALVATORE e MASSIMINO guardie a cavallo presenti
nei ruoli attivi del 1860.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito 1°
d’argento al pozzo di rosso a tre bande d’argento. |
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PRATO
Titoli:
nobile
Dimora:
Lecce
Famiglia leccese
conosciuta nella sua nobiltà dal XV secolo, ricevuta nel S. M. O. di
Malta dal 1594, ritenuta un ramo discendente da LEONARDO, balì di
Venosa, che per le sue doti militari, quale capitano d’arme al
servizio di Venezia, venne eretta una sua statua equestre in detta
città. GIUSEPPE 1° tenente del “3° Reggimento Fanteria di Linea
Principe” e VITTORIO capitano del “6° Reggimento Fanteria di Linea
Farnese” hanno partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie
dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a
cinque gigli d’oro posti tre a due. |
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PRENCIPE
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli,
Genova, Roma
Famiglia di
Laureana nel Cilento (Salerno); MARIO vescovo di Ariano nel 1698. Il
casato iscritto in Napoli nella “Augustissima Compagnia della
Disciplina della Santa Croce” fondata nel 1366, disciolta da re
Ferrante d’Aragona perché molti appartenenti alla confraternita
presero parte alla
Congiura dei
Baroni, avvenuta il
13 agosto
1486; la stessa venne ripristinata nel 1551. Con Decreto del Capo del Governo
del 6
maggio 1934 venne riconosciuto ad ALBERTO il titolo trasmissibile di
nobile.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al leone d’argento tenente una corona d’oro e poggiante con la zampa
sinistra sulla cima maggiore di un monte di tre vette al naturale,
movente alla punta. |
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DEL PRETE
Titoli:
marchese
Dimora:
Venafro
Originaria di
Castelgulfo (Bologna), trasferitasi nel XIX secolo in Venafro; sua
Santità papa Benedetto XV con Breve Pontificio (Decreto) del 12
aprile 1920 concesse a LUIGI ANTONIO il titolo di marchese
trasmissibile ai maschi primogeniti, riconosciuto dal Regno d’Italia
con R. D. del
25 giugno 1926 e RR. LL. PP. (regie Lettere Patenti) del
13 gennaio 1927.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a due leoni affrontanti sostenenti il sole raggiante, accompagnato
in capo da una mitria con nastri accostata da due stelle il tutto
d’oro. |
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PRIGNANO
Titoli:
patrizio di
Salerno, di Lucera
Dimora:
Lucera,
Salerno
Motto:
“Flectar non frangar”
Originaria di
Pisa, passata nel Regno di Napoli nel XIII secolo; patrizia di
Salerno nelle Piazze di Campo e Portaretese, patrizia di Lucera. La
famiglia diede alla chiesa il sommo Pontefice URBANO VI (1318-1389),
pontificato dal 1378 al 1389, si crede deceduto a causa di un
avvelenamento volontario, - al secolo BARTOLOMEO figlio di
NICOLÒ
e Margherita
Brancaccio - arcivescovo di Bari che venne eletto benché non fosse
cardinale e contestato da tredici cardinali dissidenti i quali gli
contrapposero l’antipapa Clemente VII, al secolo cardinale Roberto
di Ginevra, nel 1378; Urbano VI scomunicò l’antipapa costringendolo
a fuggire ad Avignone che fissò qui la sua nuova sede dando così
l’inizio per la Chiesa di Roma allo Scisma d’Occidente che durò una
quarantina d’anni dal 1378 al 1415. Il ramo di Salerno ricevuto nel
S. M. O. di Malta nel 1578 e nel 1730 nelle prove dello stipite
ROBERTO del 1485, il ramo di Sanseverino inserito nello stesso
Ordine nel 1598. Iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse del Regno
di Napoli.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro
all’aquila spiegata d’azzurro, armata e imbeccata di rosso -
alias inquartato 1° e 4° d’oro all’aquila d’azzurro, 2° e 3°
d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata in capo da una stella dello
stesso in punta da una ghianda al naturale. |

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PRIMICILE CARAFA
Titoli:
Marchese di Cicerale, patrizio di Salerno,
Dimora:
Napoli
Originaria di Trani ed ascritta al suo Patriziato dal 1541;
aggregata al Patriziato di Salerno nel 1768, decorata del titolo di
marchese di Cicerale nel 1721; ascritta al Registro delle piazze
Chiuse; ricevuta per “giustizia” nel S.M.O. di Malta col cavaliere
MATTEO nel 1767 ramo di Salerno, quale discendente di LEONARDO
patrizio di Trani nel 1541, e nel 1785 per il ramo di Trani;
ascritta al Registro di Malta.
Iscritta Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito: 1° d’azzurro all’aquila bicipite coronata d’oro posata
sulla cima del medio di tre monti di verde accompagnata da tre
stelle d’oro (Primicile) 2° di rosso a tre fasce d’argento (Carafa). |
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PRINCI
o
PRINZI
Titoli:
barone della
Salina di Calaci
Dimora:
Trapani
PIETRO giurato di
Siracusa nel 1401/2 e 1426/7; GIOVANNI stessa carica 1402/3 , 7/8,
10/11, 14/15, 27/28, 34/35, 42/43; MAGGIOTTA nel 1432/41; FRANCESCO
1462/3; messer MANTUANO iscritto nella Mastra Nobile del Mollica
lista III anno 1599; ANTONINO acquistò la salina di Calaci e ne
divenne barone con investitura del
21 gennaio 1741; ANTONINO, nipote del precedente, investito il
30 settembre 1762 dello stesso titolo: GIOVANNI iscritto nei ruoli
dei Donativi nel 1806 come barone di Calaci.
Iscritta
nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al
leone d’oro rampante contro una colonna d’argento cimata da
un’aquila spiegata dello stesso. |
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PRIVITERA
Titoli:
principe di Mola, marchese di Condagusta, barone Lando, signore di
Terra e Castello di Mola, nobile dei principi. |
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PROCACCINI
Titoli:
marchese di Montone, marchese di Raiano, conte della Saponara,
barone di Aversa, Villalago, Campo Giove, Canzano, Rogano, Santa
Caterina, San Demetrio, San Cosmo e Macchia.
Dimora:
Napoli, Roma
Originaria degli Abruzzi, discendente da antica nobile famiglia
bolognese. Si trasferì in Abruzzo da Benevento con VINCENZO e
GIAMBATTISTA; possedette vari feudi; PIETRO vescovo di Avellino;
GIUSEPPE sposò l’11 maggio 1890 Teresa De Bianchi Dottula e con
autorizzazione D. M. 30 agosto 1890 ad assumere “maritali nomine” i
titoli su descritti.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
all’albero al naturale addestrato da una spada alta in palo
d’argento manicata d’argento, sinistrata da un leone dello stesso
accompagnato da tre stelle d’argento, al capo di rosso caricata di
una croce patente d’argento. |
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PROTO
(1)
Titoli:
Ramo
primogenito:
principe di Colubrano, duca di Alvito, nobile dei duchi di Albaneta,
nobile col predicato di Morcone, Formicola, Atina, Belmonte, Campoli,
Gallinaro, Picinisco, Posta, San Donato, Vicalvi e Settefrati.
Ramo secondogenito:
duca di Albaneta, barone di Corletto di Grima, nobile dei baroni
Dimora:
Napoli, Viareggio
Originaria di Amalfi, passata in Messina ed altre città della
Sicilia, ed iscritta nella Mastra Nobile di Messina; ANDREA generale
e castellano di Napoli; BENEDETTO “mastro di campo generale”
titolato di conte, tramutato poi nel 1723 in duca di Albaneta a
favore di GIUSEPPE cavaliere dell’Ordine di Alcantara. Reintegrata
nella nobiltà di Messina con diploma del Senato in data 12 ottobre
1757; DONATO duca di Albaneta sposò Clorinda Carafa, principessa di
Colubrano, il figlio don FRANCESCO , gran collare dell’Ordine di San
Gennaro, ereditò i titoli materni. Il ramo primogenito con RR. LL.
PP. (Regie Lettere Patenti) del 23 novembre 1899 assunse i titoli
sopra descritti. Il ramo secondogenito venne decorato con RR. LL.
PP. del 19 luglio 1899 del titolo di barone di Corleto di Grima e
temporaneamente del titolo di duca di Albaneta, rinnovato ad ENRICO
con R. D. del 2 novembre 1923 e RR. LL. PP. del 3 gennaio 1924.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla testa di Proteo uscente dal mare d’argento fluttuoso d’azzurro. |
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PROTO (2)
Titoli:
marchese di Santa Dorotea, barone di Arbore, nobile di Messina
Dimora:
Messina
Si crede sia un ramo della precedente famiglia passata in Messina.
VINICIO, notaio, giudice in Patti 1400/4; ANTONIO proconsole in
Patti nel 1620; BIAGIO arcivescovo di Messina e confratello
dell’Ospedale in detta città 1627; un altro BIAGIO proconsole in
Patti nel 1683; FRANCESCO capitano di giustizia in Milazzo 1705/6;
DOMENICO viceportulano 1713; UGO FRANCESCO MARIA titolato di
marchese della Catena con privilegio del 2 giugno 1784, capitano di
giustizia in Milazzo 1797/8; PAOLO iscritto nella Mastra Nobile di
Messina 1798/1807 col titolo di marchese di Santa Dorotea ( invece
di Catena).
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla testa di Proteo uscente dal mare d’argento fluttuoso
d’azzurro – alias di nero a tre fasce ondate d’argento al
capo d’oro, caricato alla testa umana di carnagione barbuta di nero. |

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PUCCI
Titoli:
ramo di
San Giuliano: barone di San Giuliano, Signore delle Terre della
Chiesa; ramo dei Benisichi: barone di Benisichi, nobile dei
baroni
Dimora:
Petralia
Sottana, Catania, Palermo.
Proveniente da
Firenze con don PIERO, nobile esiliato, verso il 1478 fissando la
sua residenza in Petralia Sottana ed è ivi sepolto nella chiesa di
San Francesco; ANTONINO giurato in Caltagirone 1526/7; GIOVAN
FRANCESCO proconsole in Petralia Soprana nel 1681; EGIDIO acquistò
il feudo di Gibiso o Gippiso con investitura del 30 giugno 1680, e
quello di Terre della Chiesa che con privilegio del 15 marzo 1681 ne
ottenne il titolo di barone; GIUSEPPE barone di San Giuliano il 12
marzo 1692; FRANCESCO LEONE barone di San Giuliano il 14 agosto
1722, capitano di giustizia in Termini 1742/3; EGIDIO ultimo
investito del feudo di Gibiso che vendette al canonico Gandolfo
Ingaggiato nel XVIII secolo, fu commissario generale di Termini
Imprese; VINCENZO giudice della corte pretoriana di Palermo
1795/1804; ANTONIO, come marito della cugina Vincenza Pucci, ottenne
il 4 gennaio 1812 l’investitura di barone di Benisichi. Il casato
ottenne il seggio tra i “pari del Regno” l’ultimo fu il barone
GIUSEPPE EGIDIO. Il casato venne ammesso nella “Compagnia delle
Regie Guardie del Corpo” in base alla prova di “nobiltà
generosa”; parteciparono alla campagna del 1860 per la difesa
del Regno delle Due Sicilie i seguenti appartenenti alla famiglia:
ERRICO 2° tenente “Tiragliatori della Guardia Reale” (corpo speciale
di fucilieri della Compagnia Guardie del Corpo), LEOPOLDO 1° tenente
“Granatieri della Guardia Reale”, SALVATORE capitano del “15°
Reggimento Fanteria di Linea Messapia”. Il ramo di San Giuliano con
D. M. del 12 ottobre 1899 in persona di GIUSEPPE EGIDIO ottenne il
riconoscimento dei titoli di barone di San Giuliano e Signore delle
Terre della Chiesa; il ramo di Benisichi il titolo di barone e il
ramo secondogenito di nobile dei baroni. Iscritta nel Libro d’Oro
della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare
Italiano anno 1922.
Arma:
partito nel 1°
d’oro alla testa di moro al naturale, nel 2° di rosso al pozzo
movente dalla partizione sormontato da una stella, sinistrato da un
leone coronato che vi attinge il tutto d’oro;
alias:
d’azzurro con
un pozzo accostato da un leone coronato che tira il secchio,
sormontato da tre stelle poste in fascia, il tutto d’oro. |

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PULCE
o
PULCI
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli, Terni
Originaria di
Firenze, si trasferì in Napoli verso la fine del XVI secolo; ANDREA
per contratto matrimoniale con Maddalena Doria dei marchesi di
Cercemaggiore, nel 1680 aggiunse il cognome Doria; GAETANO
riconosciuto di “nobiltà generosa” per la sua discendenza dalla
stirpe fiorentina dalla Regia Camera di Santa Chiara nel 1780
nell’ammissione quale cadetto dei “Reggimenti Provinciali”; LUIGI
MARIA tenente colonnello dell’Esercito delle Due Sicilie
riconosciuto di “nobiltà generosa” con Sovrano Rescritto del 16
agosto 1859;il personaggio più illustre del casato fu LUIGI, nato a
Firenze, (1432 - 1484) autore del celebre tomo “Il Morgante
Maggiore” (una delle prime opere del genere
“epico-cavalleresco” in ottava rima). Un ramo della famiglia
dal cognome Pulci si stabilì in Terni nella Valnerina nel XVIII
secolo col titolo di nobile di Terni avendo immutata l’arma di
famiglia.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento
a tre pali di rosso. |
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PULLINO
Titoli:
nobile
Dimora:
Castellammare
di Stabia
Originaria di
Castellamonte, VITTORIO intendente di finanza di prima classe nel
1840 ebbe la carica di reggente di divisione nella Segreteria
Interna delle Finanze del Regno delle Due Sicilie; il figlio
GIACINTO fu ispettore generale del genio navale e deputato al
parlamento del Regno d’Italia; VITTORIO ammiraglio di Squadra della
Regia Marina, insieme al fratello UMBERTO ottennero il titolo di
nobili con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 29 luglio 1906 e
R. D. del 22 marzo dello stesso anno.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al leone coronato d’oro, accompagnato nel punto destro da una stella
d’argento. |
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PUOTI
Titoli:
marchese,
nobili dei marchesi, patrizio di Bari
Dimora:
Napoli
Motto:
“Nec laeditur”
Il casato ha dato illustri giureconsulti. Il primo nome ad
apparire in documenti ufficiali fu ALFONSO Poto “seniore” nel
XV secolo; GIAN MARIA magistrato di gran valore, sposò l’unica
figlia del marchese Basilio Calmieri ereditandone il titolo nel
XVIII secolo. Aggregata nel 1791 al Patriziato di Bari ed iscritta
nel Registro delle Piazze Chiuse; famoso ed illustre personaggio del
casato fu BASILIO (1782 – 1847), ispettore generale della Pubblica
Istruzione del Regno delle Due Sicilie, eccellente letterato e
filologo, autore di una celebre “Grammatica” della lingua
italiana, e dei seguenti tomi: “Regole elementari della lingua
italiana” del
1833,
“Dello studio delle scienze e delle lettere” del 1833, “Della
maniera di studiare la lingua e l'eloquenza italiana” del
1837,
“Vocabolario domestico napoletano-toscano” del
1841,
“L'arte di scrivere in prosa per esempii e per teoriche” del
1843,
“Dizionario dei francesismi” del
1845;
egli era il primogenito del marchese NICOLA di PIETRO; il casato
aggregato nel 1791 al Patriziato di Bari; altri figli del marchese:
GIOVANNI MARIA consigliere della Suprema Corte di Giustizia, LUCA,
ANTONIO e FRANCESCO notevoli scrittori nel XIX secolo.
Con R. D. del 22
maggio 1922 GIOVANNI MARIA venne autorizzato ad usare il titolo di
marchese.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922
Arma:
d’azzurro
al leone d’oro rivolto in atto di avventarsi ad un braccio al
naturale movente dal lato sinistro dello scudo. |
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