Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

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 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

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 P-PA  PE-PI  PL-PU

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R-RI  RO-RU

S-

 

PL-PU

PLANELLI

Titoli: nobili di Bitonto

Dimora: Bitonto

Motto: “Inter bella fides”

Antica famiglia nobile di Bitonto, compresa tra i casati feudatari sin dal tempo dei Normanni nel XII secolo; ricevuta per “giustizia” nel S. M. O. di Malta dal 1616 in persona del cavaliere GIACOMO e passata poi nel 1767 al Priorato in persona del cavaliere ANTONIO.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso con una lupa passante d’oro accompagnata in capo da un giglio del medesimo e in punta di una rosa d’argento;

alias: di rosso con una lupa passante d’oro alla destra un giglio dello stesso e alla sinistra una rosa d’argento.

PLANETA

Titoli: barone di Santa Cecilia

Dimora: Sambuca, Palermo

Originaria della città di Sambuca e per successione femminile ottenne il titolo di barone di Santa Cecilia ( tale tipo di successione venne concessa da Federico II di Svevia che chiamò “prava consuetudine” l’esclusione delle donne da tale privilegio). GIOVAN BATTISTA barone di Santa Cecilia nella prima metà del XX secolo.

Arma: troncato 1° d’argento col sole in capo accostato a sinistra di una mezzaluna crescente accompagnata da una cometa accostata da due stelle e a sinistra un leoncino il tutto d’oro, nel 2° di rosso alla fascia d’azzurro, con un leoncino d’oro alla punta.

PLATANIA

Titoli: nobile del S.R.I. (Sacro Romano Impero)

Dimora: Acireale

GIOVANNI con privilegio dato in Toledo il 18 novembre 1528 esecutoriato in Messina il 12 dicembre 1530 ottenne la concessione del titolo di nobile del S. R. I. ; PIETRO con privilegio del 3 novembre 1682 ottenne la concessione del titolo di barone di Santa Lucia (passato in seguito alla famiglia Costarelli); ENRICO patrizio di Acireale 1743/4; ANTONINO catapano nobile 1757/8; PIETRO capitano di giustizia 1757/8 e patrizio di Acireale 1762/3; PAOLO il 22 giugno 1759 ottenne il privilegio della riconferma del titolo di nobile del S. R. I. del suo antenato GIOVANNI nel 1528; VINCENZO capitano di giustizia di Acireale 1790/1; IGNAZIO stessa carica 1800/1.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: d’azzurro al ponte d’oro di tre archi, con un fiume d’argento corrente, tre platani di verde sul ponte, quello di mezzo sostenuto da due leoni coronati d’oro controrampanti.

PLUTINO

Titoli: conte

Dimora: Napoli, Reggio Calabria

Famiglia appartenente al primo ordine civico di Reggio Calabria dal XV secolo, possedette numerosi feudi ed ebbe alte cariche civiche e magistrali; furono sindaci nobili TUCCIO nel 1474, FABRIZIO 1645/6, CARLO nel 1743; AGOSTINO fu uno dei 14 nobili fondatori della “Congregazione di San Domenico” in Reggio Calabria nel 1664; AGOSTINO venne creato senatore del Regno d’Italia da re Umberto I nel XIX secolo; FABRIZIO prefetto e senatore del Regno d’Italia, ottenne nel 1910 la concessione del titolo di conte trasmissibile anche ai figli maschi primogeniti.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia accompagnata da un leone illeopardito linguato di rosso, in punta da tre bande il tutto d’oro.

POERIO

Titoli: nobili di Taverna

Dimora: Napoli, Calabria

Famiglia originaria del feudo di Poerio in Calabria da cui trassero il cognome, nota dal XIII secolo; possedette feudi dal 1391 Taverna, Rocca e Poerio, Belcastro, Cardito e Ferolito; CESARE signore di Rocca e Poerio nel 1447; ricevuta nel S. M. O. di Malta e nel suo Priorato nell’anno 1588 in persona del cavaliere ORAZIO, nel 1719 con i cavalieri GIUSEPPE e CARLO, passò di nuovo nel Priorato nel 1741. ALESSANDRO (1802 – 1848) letterato e poeta, partecipò alla guerra d’indipendenza del 1848 morendo in battaglia a Mestre; CARLO (1803 – 1865) ministro del Regno delle Due Sicilie, di re Ferdinando II, nel periodo costituzionale, fu perseguitato politico ed esiliato, divenne in seguito con l’unità d’Italia senatore del Regno d’Italia.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro allo scaglione d’argento accompagnato nel capo da due stelle d’oro, in punta da una rosa rossa.

POLIZZI

Titoli: barone del Pizzuto, di Treare, marchese di Motta Camastra

Dimora: Enna, Randazzo

Venuta in Italia al seguito degli Aragonesi, FILIPPO “prefetto di casa” di re Martino e castellano di Castrogiovanni (odierna Enna) nel 1398; il casato godette nobiltà in Palermo, Castrogiovanni, Messina e Randazzo. SIMONE possedette il feudo di Burrana; FILIPPO capitano di giustizia di Traina nel 1501; GIOVANNI ANTONIO senatore 1546/53; GILIBERTO giudice del tribunale del concistoro 1643 e della gran corte civile 1646/7; BARTOLOMEO senatore in Palermo 1690/1 e 1694/5; GIROLAMO per “maritali nomine”, avendo sposato un’appartenente di casa Paternò, acquisì il titolo di marchese di Motta Camastra e barone di Treare in data 29 aprile 1746; VINCENZO ottenne attestato di nobiltà dal senato di Palermo il 4 giugno 1778; PAOLO capitano di giustizia di Troina 1786/7, GASPARE cavaliere dell’Ordine di Malta, investito dei titoli su nominati ilo 26 agosto 1785, capitano di giustizia in Randazzo 1797/8; GIUSEPPE proconservatore di Randazzo nel 1799; ANTONINO barone del Pizzuto con nomina del 29 novembre 1793, capitano di giustizia di Castrogiovanni 1799/1801.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di verde al castello di tre torri, sormontate da tre stelle il tutto d’oro;

alias d’oro a tre pali di rosso verso la punta, sormontati nel capo da una stella dello stesso.

 

 

 

POMARICI

Titoli: marchese di Castrovalva

Dimora: Matera

Il casato venne investito nel 1552 del feudo di Zangarone, inserito nel primo ordine civico della città di Matera; la famiglia venne decorata del titolo di marchese di Castrovalva con anzianità dal 1724 in base al riconoscimento dovuto per successione di casa De Roberto con R. R. del 6 gennaio 1856; ammessa nelle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie con NICOLA, guardia a cavallo nel 1836, e con CESARE nel 1853 in seguito alfiere (sottotenente) del “14° Reggimento Fanteria di Linea Sannio” che insieme a al cugino CARLO capitano del “8° Battaglione Cacciatori” parteciparono alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno dall’invasione piemontese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al melo al naturale fruttato d’oro, sopra un monte di tre cime di verde movente dalla punta e sinistrato sostenuto da un leone d’oro.

PORCINARI

Titoli: duca di Gagliati, marchese, patrizio di Aquila

Dimora: Napoli

Originaria della città di Aquila ed iscritta nel suo Patriziato dal XIII secolo, ricevuta nel S. M. O. di Malta e nel Priorato in persona del commendatore GIOVAN BATTISTA, per la prova sul primo stipite DOMENICO nell’anno 1471, decorata del titolo di marchese nel 1781; duca di Gagliati per successione famiglia Sanchez de Luna con anzianità dal 1727; titoli riconosciuti con R. D. del 18 settembre 1849; ascritta nel Registro Famiglie dei Cavalieri di Malta per “giustizia”.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato: 1° d’azzurro al maiale di nero guardante un sole d’oro orizzontale a destra, 2° tutto di verde.

LA PORTA o DELLA PORTA

Titoli: nobile

Dimora: Monte San Giuliano, Palermo

Originaria di Chiavenna, nobile in Sicilia, nell’Ordine di Malta nel 1623. GIOVANNI giurato in Siracusa 1424/5; NICCOLO’ tesoriere di Monte San Giuliano nel 1718; LUIGI, dottore in legge, giudice capitanale 1740/3; GERARDO con privilegio del 30 settembre 1767 ottenne la concessione del titolo di barone di San Gerardo, giurato in Monte San Giuliano 1794/5, tesoriere 1798/9; VINCENZO giurato Monte San Giuliano 1799/1800. La famiglia riconosciuta con deliberazione del 10 dicembre 1834 della Regia Commissione del Regno delle Due Sicilie del titolo di nobile.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso alla torre d’oro, sormontata da un’aquila di spiegata di nero, bordata di rosso, argento, oro e di nero;

alias d’azzurro a due leoni d’oro controrampanti ed una porta di città d’argento marcata dello stesso, il tutto sostenuto dalla campagna scaccata d’argento e d’azzurro.

 

POSITANI

Titoli: duca, marchese di Marescotti, nobili dei duchi e dei marchesi

Dimora: Napoli, Reggio Calabria

Nobile in Amalfi e in Reggio Calabria, decorata del titolo di duca nel 1722 e di marchese di Marescotti con anzianità dal 1729; riconosciuta di “nobiltà generosa” per la prova di ammissione alle Regie Guardie del Corpo del Regno delle Due Sicilie nel 1844 in persona di GIUSEPPE guardia del corpo a cavallo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’argento alla fascia di rosso in capo da un braccio sinistrochero di rosso, tenente con la mano di carnagione un uccello di nero, in punta da un cane d’azzurro passante sulla campagna di verde.

DELLA POSTA di Roccatramonti e di Vulgano

Titoli: duca di Civitella Alfadena, col predicato di Roccatramonti e di Vulgano

Dimora: Napoli, Capri

Motto: “Posui ori meo custodiam ut non delinquam inter coetera vivens”

Originaria di Foggia, nobile in Napoli; ricevuta nell’Ordine Costantiniano e in quello del S. M. O. di Malta dal 1734; duchi di Civitella Alfadena, predicato di Roccatramonti e di Vulgano o di Schirara; riconosciuta di “antica nobiltà nelle prove di ammissione nel Corpo delle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie nel 1858.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia cucita di rosso, sormontata da un cavallo corrente sormontato a sinistra da una cornetta da caccia, il tutto d’argento, in punta un cane d’argento su di un monte di tre cime di verde guardante una stella d’argento nel cantone destro.

POTENZA

Titoli: marchese, nobile dei marchesi

Dimora: Napoli

Originaria di Marsiconuovo in Basilicata, decorata del titolo di marchese il 26 luglio 1797 in persona di DOMENICO presidente della regia Camera della Sommaria. Il titolo venne riconfermato con D. P. del 16 dicembre 1925.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: 1° d’azzurro alla mano di carnagione in palo al polso un’aquila di nero, 2° d’azzurro al monte di tre cime d’oro sostenenti un leone al naturale coronato all’antica di tre stelle il tutto d’oro.

POTTINO

Titoli: marchese di Eschifaldo, barone di Capuano, di Raulica, di Cacchiamo, di Buongiorno, di Camporotondo, della Celsa, di Terranova, marchese di Irosa, cavaliere, don, nobile dei marchesi, nobile dei baroni.

Dimora: Petralia Soprana, Palermo

Con Regio Assenso del 14 maggio 1891 e D. M. NICCOLO’ ANTONIO venne riconosciuto del titolo di barone di Torrenova per eredità materna , Francesca De Marco, e fu autorizzato con RR. LL. PP. Del 24 febbraio 1899 ad assumere il titolo di marchese di Irosa; con D. R. del 5 agosto 1901 e con RR. LL. PP. Del 26 dicembre 1901 venne concesso a FRANCESCO il titolo di barone trasmissibile ai discendenti maschi ed in mancanza al fratello GAETANO il cui figli ottenne i titolo di barone di Terranova e di marchese nella prima metà del XX secolo.

Nel 1913 vennero riconosciuti i titoli su indicati.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito a destra 1° di rosso al levriere d’oro ritto, 2° d’azzurro al castello d’argento, nel 3° d’azzurro all’albero nodrito sopra una pianura di verde al naturale, 4° di rosso al serpente d’oro in cerchio (Pottino) a sinistra troncato di rosso e d’argento 1° di tre stelle d’argento, 2° tre ferri di lancia al naturale legati di rosso con la terza d’oro (De Marco Irosa) - alias: partito a destra (Pottino) 1° di rosso al serpe d’oro attorcigliato a forma di P, 2° d’azzurro alla fontana al naturale zampillante sostenuta a destra da un leone d’oro, sormontato a destra da un sole d’oro e a sinistra di un braccio armato di una spada (Sgadari) troncato d’argento all’aquila di nero, d’azzurro al sole d’oro accompagnato da due stelle dello stesso (Bongiorno).

 

 

 

DEL POZZO

Titoli: patrizio di Lucera

Dimora: Napoli, Lucera

Antica famiglia di Lucera, possedette i feudi di Belvedere e Francavilla; FRANCESCO “regio familiare” del duca d Calabria Carlo l’Illustre; PARIDE consigliere della Regia Camera di Santa Chiara uditore e inquisitore generale del Regno di Napoli e consigliere del re Ferrante I d’Aragona; SAVERIO capitano delle milizie di Lucera; il casato ha dato vari uomini di chiesa: CLEMENTE vescovo di Aquila nel 1654, ANTONIO arcivescovo di Sorrento nel 1652, OTTAVIO vescovo di Catanzaro nel 1749. LORENZO balio dell’Ordine Gerosolimitano in Napoli nel 1419; i cavalieri GIACOMO nel 1528 e NICOLO’ Nel 1565 combatterono valorosamente contro i “saraceni”. La famiglia riconosciuta di “nobiltà generosa” nelle prove di ammissione nelle Regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie sia nel 1838 che nel 1856 con SALVATORE e MASSIMINO guardie a cavallo presenti nei ruoli attivi del 1860.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’argento al pozzo di rosso a tre bande d’argento.

PRATO

Titoli: nobile

Dimora: Lecce

Famiglia leccese conosciuta nella sua nobiltà dal XV secolo, ricevuta nel S. M. O. di Malta dal 1594, ritenuta un ramo discendente da LEONARDO, balì di Venosa, che per le sue doti militari, quale capitano d’arme al servizio di Venezia, venne eretta una sua statua equestre in detta città. GIUSEPPE 1° tenente del “3° Reggimento Fanteria di Linea Principe” e VITTORIO capitano del “6° Reggimento Fanteria di Linea Farnese” hanno partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a cinque gigli d’oro posti tre a due.

PRENCIPE

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Genova, Roma

Famiglia di Laureana nel Cilento (Salerno); MARIO vescovo di Ariano nel 1698. Il casato iscritto in Napoli nella “Augustissima Compagnia della Disciplina della Santa Croce” fondata nel 1366, disciolta da re Ferrante d’Aragona perché molti appartenenti alla confraternita presero parte alla Congiura dei Baroni, avvenuta il 13 agosto 1486; la stessa venne ripristinata nel 1551. Con Decreto del Capo del Governo del 6 maggio 1934 venne riconosciuto ad ALBERTO il titolo trasmissibile di nobile.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’argento tenente una corona d’oro e poggiante con la zampa sinistra sulla cima maggiore di un monte di tre vette al naturale, movente alla punta.

DEL PRETE

Titoli: marchese

Dimora: Venafro

Originaria di Castelgulfo (Bologna), trasferitasi nel XIX secolo in Venafro; sua Santità papa Benedetto XV con Breve Pontificio (Decreto) del 12 aprile 1920 concesse a LUIGI ANTONIO il titolo di marchese trasmissibile ai maschi primogeniti, riconosciuto dal Regno d’Italia con R. D. del 25 giugno 1926 e RR. LL. PP. (regie Lettere Patenti) del 13 gennaio 1927.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a due leoni affrontanti sostenenti il sole raggiante, accompagnato in capo da una mitria con nastri accostata da due stelle il tutto d’oro.

PRIGNANO

Titoli: patrizio di Salerno, di Lucera

Dimora: Lucera, Salerno

Motto: “Flectar non frangar”

Originaria di Pisa, passata nel Regno di Napoli nel XIII secolo; patrizia di Salerno nelle Piazze di Campo e Portaretese, patrizia di Lucera. La famiglia diede alla chiesa il sommo Pontefice URBANO VI (1318-1389), pontificato dal 1378 al 1389, si crede deceduto a causa di un avvelenamento volontario, - al  secolo BARTOLOMEO figlio di NICOLÒ e Margherita Brancaccio -  arcivescovo di Bari che venne eletto benché non fosse cardinale e contestato da tredici cardinali dissidenti i quali gli contrapposero l’antipapa Clemente VII, al secolo cardinale Roberto di Ginevra, nel 1378; Urbano VI  scomunicò l’antipapa costringendolo a fuggire ad Avignone che  fissò qui la sua nuova sede dando così l’inizio per la Chiesa di Roma allo Scisma d’Occidente che durò una quarantina d’anni dal 1378 al 1415. Il ramo di Salerno ricevuto nel S. M. O. di Malta nel 1578 e nel 1730 nelle prove dello stipite ROBERTO del 1485, il ramo di Sanseverino inserito nello stesso Ordine nel 1598. Iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse del Regno di Napoli.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro all’aquila spiegata d’azzurro, armata e imbeccata di rosso - alias inquartato 1° e 4° d’oro all’aquila d’azzurro, 2° e 3° d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata in capo da una stella dello stesso in punta da una ghianda al naturale.

 

 

PRIMICILE CARAFA

Titoli: Marchese di Cicerale, patrizio di Salerno,

Dimora: Napoli

Originaria di Trani ed ascritta al suo Patriziato dal 1541; aggregata al Patriziato di Salerno nel 1768, decorata del titolo di marchese di Cicerale nel 1721; ascritta al Registro delle piazze Chiuse; ricevuta per “giustizia” nel S.M.O. di Malta col cavaliere MATTEO nel 1767 ramo di Salerno, quale discendente di LEONARDO patrizio di Trani nel 1541, e nel 1785 per il ramo di Trani; ascritta al Registro di Malta.

Iscritta Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: 1° d’azzurro all’aquila bicipite coronata d’oro posata sulla cima del medio di tre monti di verde accompagnata da tre stelle d’oro (Primicile) 2° di rosso a tre fasce d’argento (Carafa).

PRINCI o PRINZI

Titoli: barone della Salina di Calaci

Dimora: Trapani

PIETRO giurato di Siracusa nel 1401/2 e 1426/7; GIOVANNI stessa carica 1402/3 , 7/8, 10/11, 14/15, 27/28, 34/35, 42/43; MAGGIOTTA nel 1432/41; FRANCESCO 1462/3; messer MANTUANO iscritto nella Mastra Nobile del Mollica lista III anno 1599; ANTONINO acquistò la salina di Calaci e ne divenne barone con investitura del 21 gennaio 1741; ANTONINO, nipote del precedente, investito il 30 settembre 1762 dello stesso titolo: GIOVANNI iscritto nei ruoli dei Donativi nel 1806 come barone di Calaci.

Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro rampante contro una colonna d’argento cimata da un’aquila spiegata dello stesso.

PRIVITERA

Titoli: principe di Mola, marchese di Condagusta, barone Lando, signore di Terra e Castello di Mola, nobile dei principi.

PROCACCINI

Titoli: marchese di Montone, marchese di Raiano, conte della Saponara, barone di Aversa, Villalago, Campo Giove, Canzano, Rogano, Santa Caterina, San Demetrio, San Cosmo e Macchia.

Dimora: Napoli, Roma

Originaria degli Abruzzi, discendente da antica nobile famiglia bolognese. Si trasferì in Abruzzo da Benevento con VINCENZO e GIAMBATTISTA; possedette vari feudi; PIETRO vescovo di Avellino; GIUSEPPE sposò l’11 maggio 1890 Teresa De Bianchi Dottula e con autorizzazione D. M. 30 agosto 1890 ad assumere “maritali nomine” i titoli su descritti.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’albero al naturale addestrato da una spada alta in palo d’argento manicata d’argento, sinistrata da un leone dello stesso accompagnato da tre stelle d’argento, al capo di rosso caricata di una croce patente d’argento.

PROTO (1)

Titoli: Ramo primogenito: principe di Colubrano, duca di Alvito, nobile dei duchi di Albaneta, nobile col predicato di Morcone, Formicola, Atina, Belmonte, Campoli, Gallinaro, Picinisco, Posta, San Donato, Vicalvi e Settefrati. Ramo secondogenito: duca di Albaneta, barone di Corletto di Grima, nobile dei baroni

Dimora: Napoli, Viareggio

Originaria di Amalfi, passata in Messina ed altre città della Sicilia, ed iscritta nella Mastra Nobile di Messina; ANDREA generale e castellano di Napoli; BENEDETTO “mastro di campo generale” titolato di conte, tramutato poi nel 1723 in duca di Albaneta a favore di GIUSEPPE cavaliere dell’Ordine di Alcantara. Reintegrata nella nobiltà di Messina con diploma del Senato in data 12 ottobre 1757; DONATO duca di Albaneta sposò Clorinda Carafa, principessa di Colubrano, il figlio don FRANCESCO , gran collare dell’Ordine di San Gennaro, ereditò i titoli materni. Il ramo primogenito con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 23 novembre 1899 assunse i titoli sopra descritti. Il ramo secondogenito venne decorato con RR. LL. PP. del 19 luglio 1899 del titolo di barone di Corleto di Grima e temporaneamente del titolo di duca di Albaneta, rinnovato ad ENRICO con R. D. del 2 novembre 1923 e RR. LL. PP. del 3 gennaio 1924.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla testa di Proteo uscente dal mare d’argento fluttuoso d’azzurro.

PROTO (2)

Titoli: marchese di Santa Dorotea, barone di Arbore, nobile di Messina

Dimora: Messina

Si crede sia un ramo della precedente famiglia passata in Messina. VINICIO, notaio, giudice in Patti 1400/4; ANTONIO proconsole in Patti nel 1620; BIAGIO arcivescovo di Messina e confratello dell’Ospedale in detta città 1627; un altro BIAGIO proconsole in Patti nel 1683; FRANCESCO capitano di giustizia in Milazzo 1705/6; DOMENICO viceportulano 1713; UGO FRANCESCO MARIA titolato di marchese della Catena con privilegio del 2 giugno 1784, capitano di giustizia in Milazzo 1797/8; PAOLO iscritto nella Mastra Nobile di Messina 1798/1807 col titolo di marchese di Santa Dorotea ( invece di Catena).

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla testa di Proteo uscente dal mare d’argento fluttuoso d’azzurro – alias di nero a tre fasce ondate d’argento al capo d’oro, caricato alla testa umana di carnagione barbuta di nero.

 

PUCCI

Titoli: ramo di San Giuliano: barone di San Giuliano, Signore delle Terre della Chiesa; ramo dei Benisichi: barone di Benisichi, nobile dei baroni

Dimora: Petralia Sottana, Catania, Palermo.

Proveniente da Firenze con don PIERO, nobile esiliato, verso il 1478 fissando la sua residenza in Petralia Sottana ed è ivi sepolto nella chiesa di San Francesco; ANTONINO giurato in Caltagirone 1526/7; GIOVAN FRANCESCO proconsole in Petralia Soprana nel 1681; EGIDIO acquistò il feudo di Gibiso o Gippiso con investitura del 30 giugno 1680, e quello di Terre della Chiesa che con privilegio del 15 marzo 1681 ne ottenne il titolo di barone; GIUSEPPE barone di San Giuliano il 12 marzo 1692; FRANCESCO LEONE barone di San Giuliano il 14 agosto 1722, capitano di giustizia in Termini 1742/3; EGIDIO ultimo investito del feudo di Gibiso che vendette al canonico Gandolfo Ingaggiato nel XVIII secolo, fu commissario generale di Termini Imprese; VINCENZO giudice della corte pretoriana di Palermo 1795/1804; ANTONIO, come marito della cugina Vincenza Pucci, ottenne il 4 gennaio 1812 l’investitura di barone di Benisichi. Il casato ottenne il seggio tra i “pari del Regno” l’ultimo fu il barone GIUSEPPE EGIDIO. Il casato venne ammesso nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” in base alla prova di “nobiltà generosa”; parteciparono alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie i seguenti appartenenti alla famiglia: ERRICO 2° tenente “Tiragliatori della Guardia Reale” (corpo speciale di fucilieri della Compagnia Guardie del Corpo), LEOPOLDO 1° tenente “Granatieri della Guardia Reale”, SALVATORE capitano del “15° Reggimento Fanteria di Linea Messapia”. Il ramo di San Giuliano con D. M. del 12 ottobre 1899 in persona di GIUSEPPE EGIDIO ottenne il riconoscimento dei titoli di barone di San Giuliano e Signore delle Terre della Chiesa; il ramo di Benisichi il titolo di barone e il ramo secondogenito di nobile dei baroni. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito nel 1° d’oro alla testa di moro al naturale, nel 2° di rosso al pozzo movente dalla partizione sormontato da una stella, sinistrato da un leone coronato che vi attinge il tutto d’oro;

alias: d’azzurro con un pozzo accostato da un leone coronato che tira il secchio, sormontato da tre stelle poste in fascia, il tutto d’oro.

 

 

 

 

PULCE o PULCI

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Terni

Originaria di Firenze, si trasferì in Napoli verso la fine del XVI secolo; ANDREA per contratto matrimoniale con Maddalena Doria dei marchesi di Cercemaggiore, nel 1680 aggiunse il cognome Doria; GAETANO riconosciuto di “nobiltà generosa” per la sua discendenza dalla stirpe fiorentina dalla Regia Camera di Santa Chiara nel 1780 nell’ammissione quale cadetto dei “Reggimenti Provinciali”; LUIGI MARIA tenente colonnello dell’Esercito delle Due Sicilie riconosciuto di “nobiltà generosa” con Sovrano Rescritto del 16 agosto 1859;il personaggio più illustre del casato fu LUIGI, nato a Firenze, (1432 - 1484) autore del celebre tomo “Il Morgante Maggiore” (una delle prime opere del genere “epico-cavalleresco” in ottava rima). Un ramo della famiglia dal cognome Pulci si stabilì in Terni nella Valnerina nel XVIII secolo col titolo di nobile di Terni avendo immutata l’arma di famiglia.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento a tre pali di rosso.

PULLINO

Titoli: nobile

Dimora: Castellammare di Stabia

Originaria di Castellamonte, VITTORIO intendente di finanza di prima classe nel 1840 ebbe la carica di reggente di divisione nella Segreteria Interna delle Finanze del Regno delle Due Sicilie; il figlio GIACINTO fu ispettore generale del genio navale e deputato al parlamento del Regno d’Italia; VITTORIO ammiraglio di Squadra della Regia Marina, insieme al fratello UMBERTO ottennero il titolo di nobili con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 29 luglio 1906 e R. D. del 22 marzo dello stesso anno.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone coronato d’oro, accompagnato nel punto destro da una stella d’argento.

PUOTI

Titoli: marchese, nobili dei marchesi, patrizio di Bari

Dimora: Napoli

Motto: “Nec laeditur”

Il casato ha dato illustri giureconsulti. Il primo nome ad apparire in documenti ufficiali fu ALFONSO Poto “seniore” nel XV secolo; GIAN MARIA magistrato di gran valore, sposò l’unica figlia del marchese Basilio Calmieri ereditandone il titolo nel XVIII secolo. Aggregata nel 1791 al Patriziato di Bari ed iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse; famoso ed illustre personaggio del casato fu BASILIO (1782 – 1847), ispettore generale della Pubblica Istruzione del Regno delle Due Sicilie, eccellente letterato e filologo, autore di una celebre “Grammatica” della lingua italiana, e dei seguenti tomi: “Regole elementari della lingua italiana” del 1833, “Dello studio delle scienze e delle lettere” del 1833, “Della maniera di studiare la lingua e l'eloquenza italiana” del 1837, “Vocabolario domestico napoletano-toscano” del 1841, “L'arte di scrivere in prosa per esempii e per teoriche” del 1843, “Dizionario dei francesismi” del 1845; egli era il primogenito del marchese NICOLA di PIETRO; il casato aggregato nel 1791 al Patriziato di Bari; altri figli del marchese: GIOVANNI MARIA consigliere della Suprema Corte di Giustizia, LUCA, ANTONIO e FRANCESCO notevoli scrittori nel XIX secolo.

Con R. D. del 22 maggio 1922 GIOVANNI MARIA venne autorizzato ad usare il titolo di marchese.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’azzurro al leone d’oro rivolto in atto di avventarsi ad un braccio al naturale movente dal lato sinistro dello scudo.

 

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