Le pagine della cultura

 

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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S-SA

SABATELLI

Titoli: conte

Dimora: Napoli

Famiglia nota per i suoi personaggi che hanno fatto parte della vita militare occupandone alti gradi. Decorata del titolo di conte con successione primogenitale maschile il 9 febbraio 1855 da Sua Santità Pio IX in persona di FELICE, titolo riconosciuto dal Regno delle Due Sicilie con Regio Rescritto del 22 marzo dello stesso anno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla sbarra d’argento accompagnata in capo da tre stelle d’oro, in punta da una sirena di carnagione tenente con la destra un’ancora al naturale.

SABATINI

Titoli: principe di Santa Margherita, barone di Martini

Dimora: Palermo

Famiglia siciliana che si divise nei rami di Palermo, Messina, Randazzo.

Il titolo di principe di Santa Margherita pervenne nel casato per successione di don ALOISIO GIACOMO detto Palermo nel 1397. Re Ferdinando II del Regno delle Due Sicilie, con decreto del 29 novembre 1852 riconobbe il titolo a Francesca Paola Palermo che aveva sposato nel 1842 DOMENICO Sabatini, maggiore delle “Reali Guide a Cavallo” addetto alla persona della Regina Maria Cristina e maggiore della Guardia Nazionale. Il subentrante Regno d’Italia con RR. LL. PP. e Regio Assenso del 22 novembre 1908 autorizzò ad assumere e trasmettere i titoli di principe di Santa Margherita e di barone di Martini a FRANCESCO PAOLO figlio dei predetti.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al castello d’oro di tre torri, quella di mezzo più alta, aperto e finestrato di nero, fondato sulla punta dello scudo, col capo d’oro caricato di un leone di rosso (riconoscimento del 1908).

SACCHI

Titoli: patrizio di Amantea

Dimora: Amantea

Antica famiglia feudataria calabrese nota dal XV secolo, ascritta al patriziato di Amantea dai più antichi tempi. GIULIO nobile nella seconda metà del XIX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone rampante di rosso.

SALOMONE

Titoli: barone

Dimora: Nicosia

Famiglia siciliana nota dal XV secolo; nella quale passò il titolo di barone già dei Di Falco.

Dichiarata di “ nobiltà generosa” nelle prove di ammissione alla “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” in persona di SERAFINO il quale in qualità di maggiore del “1° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61 insieme a: GASPARE, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano di prima classe del “battaglione Zappatori del Genio”, ANTONIO capitano del “1° Reggimento Fanteria di Linea Re”. S.M. il re d’Italia Vittorio Emanuele III con RR. LL.PP. di Regio Assenso del 23 giugno 1927 autorizzò GIUSEPPE, di GUGLIELMO e di Anna Maria Di Falco ad assumere e trasmettere in linea maschile primogenitale il titolo di barone.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso alla croce d’oro accompagnata nel primo cantone da due triangoli equilateri dello stesso, contrapposti ed agganciati, nel 2° una stella d’argento, nel 3° un semivolo d’oro; nel 4° da una punta d’oro posta in banda ed uscente dall’angolo inferiore dello scudo e caricata di tre bande del campo ritirate verso il lembo destro.

SALUZZO

Titoli: principe dell’Impero Asburgico, principe di San Mauro, principe di Belvedere in Calabria, duca di Corigliano, marchese di Anzi, marchese sul cognome, conte dell’Impero Asburgico, patrizio napoletano, barone di Palma Campania, di Bonifati, Mottafellone e di Trivigno, patrizio genovese, nobile dei principi dell’Impero Asburgico, Grandi di Spagna.

Dimora: Napoli, Corigliano, Belvedere in Calabria, Otranto

L’Adimari fa discendere la famiglia dalla città di Savona nel suo tomo “Famiglie Nobili” edito in Napoli nel 1691. Passata da Genova venne aggregata nell’ ”Albergo Calvi” (congregazione di famiglie nobili) nel 1528 e dette anche un doge alla Repubblica nel 1673 in persona di AGOSTINO; GIACOMO fu ambasciatore di Genova in Germania nel 1600. Portatisi da Genova a Napoli nel XVII secolo, possedettero importanti feudi: tra i quali Corigliano e San Mauro in Calabria, Lequile in terra d’Otranto. Ebbe il titolo di duca sulla città di Corigliano in persona di AGOSTINO con diploma dato in Madrid il 18 maggio 1649, principe di Lequile il 13 agosto 1691 concesso a GIOVAN FILIPPO; di principe di San Mauro con diploma dato in Vienna il 9 novembre 1726. Aggregata al Monte Manso nel 1748 ed al patriziato napoletano nel Seggio di Nido il 12 giugno 1781 in persona di AGOSTINO e dei suoi fratelli FERDINANDO e ALBERTO ed ascritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Napoletana; principe dell’Impero d’Austria e conti per tutta la discendenza dato in Vienna 21 luglio 1810. Principe di Belvedere in Calabria, con annesso Grandato di Spagna per concessione di Filippo V, e per eredità di Giulia Carafa moglie di FILIPPO duca di Corigliano nel XIX secolo; FERDINANDO cardinale di S. R. C. ; FILIPPO tenente generale dell’Esercito del Regno di Napoli e consigliere di Stato nel XVIII secolo.

Nella città di Napoli esiste tutt’ora, in piazza San Domenico, il palazzo dei Saluzzo di Corigliano.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro e d’argento al leone d’oro nascente dalla troncatura.

SALVO e SALVO UGO

Titoli: marchese di Pietraganzilli, cavaliere, marchese di Ugo e nobili dei marchesi di Pietraganzilli

Dimora: Palermo, Termini Imerese

Si crede originaria di Genova o della Toscana; stabilitasi prima in Napoli e poi in Sicilia.

PIETRO ottenne metà del feudo di Bertolino; del quale feudo vennero investiti i figli FRANCESCO il 21 gennaio 1517; CALOGERO il 29 aprile 1551; EGIDIO, di Messina, con privilegio del 23 aprile 1573 dato in Madrid, ottenne per sé e per i suoi il titolo di “regio cavaliere” e la concessione dello stemma gentilizio. VINCENZO il 30 aprile 1798 ottenne attestato di nobiltà dal Senatori Palermo, fu segretario della Legazione del Re delle Due Sicilie presso la Corte Austriaca, con privilegio del 10 /31 agosto 1814 ottenne la concessione del titolo di marchese di Pietraganzilli; FRANCESCO giudice della Gran Corte del Regno delle Due Sicilie; GIOVANNI, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano di 2° classe “Real Artiglieria” della 6° Direzione di Taranto dell’Esercito delle Due Sicilie nel 1860; GIUSEPPE letterato, scrittore alla Biblioteca Vaticana e bibliotecario capo della Biblioteca Nazionale di Palermo nella prima metà del XX secolo; NARCISO assessore del Comune di Palermo, economo del “Benefici Vacanti della Diocesi di Palermo e di Monreale”, cavaliere dell’Ordine della Corone d’Italia; VINCENZO di GIUSEPPE e della marchesa Caterina Ugo, con D. M. del 12 gennaio 1926 fu autorizzato ad usare il titolo di marchese Ugo per successione materna.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone coronato d’oro tenente con le branche anteriori una croce di nero sormontata da una stella d’argento (D. M. del 24 ottobre 1926).

SALVO (2)

Titoli: barone di Santa Croce di Roccaforte.

Dimora: Castroreale

Famiglia siciliana nota dal XV secolo. MELCHIORRE nel 1790 ottenne il titolo di barone di Santa Croce di Roccaforte; ANTONINO barone nel XIX secolo; MELCHIORRE barone vivente negli anni ’30 del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’argento coronato d’oro, linguato di rosso, tenente con le branche

anteriori un mazzetto di quattro spighe di grano d’oro.

SAMBIASE SANSEVERINO

Titoli: principe di Bonifati, duca di San Donato, duca di Malvito.

Dimora: Napoli, Cosenza

Diramazione del casato dei Sanseverino, discendente da RUGGIERO Sanseverino, signore di Martorano, che prese il nome di Sambiase dal feudo posseduto in Calabria, nome rimasto ai suoi discendenti. Nobili in Cosenza dove furono iscritti dai più antichi tempi al suo patriziato, aggregati al Seggio di Portanova in Napoli. Ricevuti per giustizia nel S. M. O. di Malta per il ramo patrizio di Cosenza nel 1595 (Archivio Ordine di Malta 1686) con NICOLO’ nel 1668 e nel 1721 con GUIDO. Il ramo dei principi di Campana, estinto nel 1830, fu decorato del Grandato di Spagna di I classe in persona del principe di Campana, duca di Crosia e conte di Bocchigliero don FELICE con diploma dato in Vienna il 5 novembre 1718. Con concessione data in Madrid il 28 dicembre 1695 il casato ottenne il titolo di duca di Malvito (Calabria) in persona di PAOLO, esecutivo il 30 giugno 1696 (Archivio di Simancas vol. 574, fog. 271° t. Segretarias Provinciales – Privilegiorum Neapolis – Registrato Archivio di Stato, Napoli, Privilegiorum del Coll. Vol. 586 n. 3 Medina Coeli). Il ramo della famiglia Telesio, principi di Bonifati, si estinse nel 1732 con Roberto al quale successe la sorella Giulia che fu moglie di SAVERIO duca di Malvito. Alla famiglia Ametrano, duchi di San Donato (Calabria) successe la famiglia Sambiase nel 1636 che ne ebbe l’investitura con l’obbligo di aggiungere il titolo ai secondogenito e il cognome Ametrano; i duchi di Crosio, la famiglia Mandatoricci, si estinsero nel 1625 con Vittoria moglie di GIUSEPPE. Il casato riconosciuto di “antica nobiltà” nelle prove di ammissione nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” in persona di GIOVANNI presente nei ruoli attivi nel 1860 dell’Esercito delle Due Sicilie.

Con Regio Rescritto del Regno delle Due Sicilie del 16 maggio 1853 furono riconosciuti i titoli di principe di Bonifati, duca di Malvito, duca di San Donato a GIUSEPPE in successione PAOLO con D. M. del 16 agosto 1909, ultimo riconoscimento con D. P. del 27 luglio 1932.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento alla fascia sormontata da un labello di cinque denti, il tutto di rosso.

DE SANCTIS

Titoli: barone

Dimora: Napoli

Famiglia abruzzese che si crede discenda da i De Sanctis di Sant’Andrea e Cerreto. Nota dal XV secolo; con R. D. del 17 settembre 1911 e RR. LL. PP. del 4 febbraio 1912 ottenne la concessione del titolo di barone con successione primogenito maschile. SIGISMONDO, barone, maggiore dei Granatieri del Regio Esercito Italiano, decorato di medaglia commemorativa guerra 1915/18, cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al monte di tre cime di verde, uscente dalla punta dello scudo, sostenente un leone d’oro fissante una cometa dello stesso, ondeggiante in banda nel cantone destro.

SANDOVAL

Titoli: duca di Sinagra

Dimora: Sicilia

Si crede che sia stata portata in Sicilia da GIOVANNI, discendente dalla casa reale di Leon, capitano della guardia del Vicerè, marchese di Vigliena, nella prima metà del XVII secolo. GIOVANNI cavaliere dell’Ordine dell’Alcantara, con privilegio dato in Madrid il 24 dicembre 1648 reso esecutivo in Messina il 17 maggio 1649 ottenne il titolo di marchese di San Giovanni ed il titolo di principe di Castelreale, GIOVANNI castellano di Cefalù nel 1664; GASPARE proconservatore di Siracusa 1680/94; DIEGO senatore in Palermo 1778/9, duca di Sinagra e conte di Naso, GIOVANNI ANTONIO principe di Castelreale, marchese di San Giovanni, duca di Sinagra, e conte di Naso il 1 settembre 1790, senatore in Palermo 1783/4, deputato del Regno 1794, sindaco di Palermo 1795.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla banda ingollata da due teste di leone di nero.

SANGERMANO di Monteverde

Titoli: nobile, predicato di Monteverde (Calabria)

Dimora: Monteverde (Calabria)

Con privilegio di re Carlo II di Spagna dato in Toledo il 29 aprile 1698 si effettuò l’atto di vendita della città di Monteverde a MICHELE, dottore in legge, per ducati 8.500; poiché detta città posseduta da Onorato II Grimaldi, principe di Monaco e marchese di Campagna, il quale per non aver osservato i patti convenuti nella donazione, ossia di fedeltà al sovrano di Napoli, perdette il feudo e venne acquistata dal predetto MICHELE Sangermano. GIOVAN BATTISTA, figlio del precedente, ottenne il feudo con “Decreto di Preambolo” della Gran Corte della Vicaria del 19 luglio 1729 e successivamente alla figlia EMANUELA (Emmanuella) che effettuò la transazione al cugino MICHELE approvata dalla Gran Corte della Vicaria con decreto del 21 giugno 1785, che fu anche l’ultimo intestatario nel Registro del Cedolario della città di Monteverde il 19 luglio dello stesso anno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di ermellino alla banda d’oro caricata di tre conchiglie d’azzurro poste in palo.

SANITÀ e SANITÀ di Colle Macine

Titoli: barone, nobile, predicato di Colle Macine, nobile di Sulmona

Dimora: Chieti, Sulmona

Antica famiglia feudataria abruzzese, nobile di Sulmona, ricevuta nel S. M. O. di Malta dal 1597 col cavaliere FABRIZIO (Archivio del Gran Priorato di Napoli); il riconoscimento dei titoli avvenne con D. M. del 20 settembre 1907; FERDINANDO barone, nobile, col predicato di Colle di Macine negli anni ’30 del XX secolo. Il ramo secondogenito riconosciuto con Decreto del Capo del Governo del 2 febbraio 1930 nobile di Sulmona in persona di FRANCESCO SAVERIO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a due scaglioni d’oro.

SANSÒ o SANZÒ

Titoli: nobile

Dimora: Capua

Famiglia di Capua dichiarata nobile con Regio Privilegio del 12 febbraio 1584; ottenne la “regia familiarità” con Privilegio del 15 agosto 1624 da re Filippo V di Spagna in qualità di “familiare e continuo commensale” in persona di ANNIBALE (1605-1665). Diversi esponenti della famiglia prestarono servigi nella carriera delle armi. ANNIBALE agli inizi del XIX secolo era il sesto maggior contribuente del Comune di Capua, possedeva in detta città una rendita di 246 ducati assieme al duca Sancipriano. La famiglia riconosciuta di “nobiltà generosa” nelle prove di ammissione nella “Compagnia delle Reali Guardie del Corpo” di S. M. il Re delle Due Sicilie nel 1847.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro all’ala spiegata di nero.

SANSONE

Titoli: duca di Torrefranca, nobile dei duchi

Dimora: Mazzara del Vallo

Originaria di Milano e trasferitasi in Sicilia con GIOVANNI GIROLAMO, nipote di AMBROGIO ambasciatore dell’Imperatore Carlo V, visitatore (ispettore) generale delle fortezze del Regno nel 1536, che si stabilì in Mazzara del Vallo; dal quale derivarono i rami di: baroni di Campobasso con GIROLAMO nel 1634, e duca di Gallizia detti anche duchi di Sansone. GIUSEPPE alfiere del “1° Reggimento fanteria di Linea Abruzzo” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 contro l’invasione piemontese.

FRANCESCO nel 1858 ebbe il titolo di duca di Torrefranca; CESARE, discendente da Girolamo, fu iscritto con tale titolo nel 1772.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone in atto di abbracciare e sollevare una torre d’oro.

SANTANGELO

Titoli: marchese

Dimora: Napoli

Famiglia napoletana decorata dei più importanti Ordini Cavallereschi, e di alti uffici.

NICOLA, investito del titolo di marchese con R. D. del 16 novembre 1847, consigliere d’intendenza, nel 1809 era segretario generale di Terra di Lavoro, giudice delle Gran Corte Civile nel 1822, intendente in Capitanata (Foggia), nominato ministro segretario di Stato per gli affari interni del Regno delle Due Sicilie il 23 ottobre 1831 in carica sino al 1847, nel 1845 presidente del “Congresso Mondiale degli Scienziati” tenutosi in Napoli il 19 novembre 1847, nominato consigliere di Stato, acquistò il palazzo Carafa in Napoli alla via oggi denominata San Biagio dei Librai nell’anno 1815, in tale palazzo, dichiarato monumento nazionale, era in essere un museo privato - creato dal padre l’avvocato FRANCESCO (1754 – 1836) - visitato dai maggiori studiosi dell’epoca, le collezioni, formate da vasi, bronzi, terrecotte, vetri e monete, erano collocate tra il piano nobile e l’appartamento superiore e, salvo, qualche iscrizione, nessun reperto era posizionato all’aperto; a causa delle crescenti difficoltà economiche, nel 1864, Nicola intraprese contatti con alcuni antiquari parigini allo scopo di vendere le collezioni per la considerevole cifra di 215.000 lire. L’allora Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Giuseppe Fiorelli, non potendo lo Stato Italiano permettersi l’esorbitante richiesta, riuscì a convincere il Municipio di Napoli ad acquistare l’intera raccolta per la somma pattuita che, così, fu esposta finalmente al pubblico, in tre sale del primo piano del Museo Nazionale di Napoli, per la prima volta a partire dal 27 gennaio 1867; collezione che ancora oggi, secolo XXI, si può ammirare.

N.d.a.: attualmente, anno 2008, il palazzo Carafa-Santangelo dopo quasi un cinquantennio di totale abbandono e abusi edilizi, è in restauro.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato: 1° d’oro al lambello a tre pendenti di rosso accompagnato in capo da un’aquila di nero spiegata; nel 2° vaiato di rosso e d’argento.

SANT’ANGELO

Titoli: barone

Dimora: Palermo

Di origine siciliana, nota dal XVII secolo; con D. M. del 6 ottobre 1927 venne riconosciuto al casato il titolo di barone con successione del primogenito maschile.

LUIGI, barone, vivente negli anni ’30 del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’albero d’oro, accompagnato ai lati da due croci dello stesso, alla fascia di rosso attraversante.

SANTOSTEFANO

Titoli: marchesi di Murata La Cerda, signore di Calcusa e di Fontana Murata, duca della Verdura, conte delle Mandre

Dimora: Palermo

Originaria della Biscaglia, si crede abbia assunto il cognome Santostefano da un eremo dedicato a detto Santo, vicino ad un castello di famiglia in tempi remoti. Passata in Sicilia nelle città di Palermo, Trapani e Monte San Giuliano, inserita nell’S.M. O. di Malta dal 1360. MARTINO nel 1329 acquistò il feudo di Falconeri; LEONE possedette il castello e la terra di Aquilia in Val di Noto; GIORGIO “regio cavaliere”, senatore in Trapani 1431/2, capitano di giustizia 1437/8 e 1441/3; SIMONE castellano di Troina nel 1548; PIETRO proconservatore in Trapani 1633; LUIGI comprò la baronia di Calcusa e Fontana Murata, delle quali ottenne investitura il 11 agosto 1662, senatore in Palermo nel 1645/6; GIUSEPPE fu investito del feudo di Calcusa e Fontana Murata il 13 novembre 1644, sulla quale baronia con privilegio del 13 febbraio 1659 ottenne il titolo di marchese di Murata La Cerda, cavaliere dell’Ordine di Alcantara, governatore del Monte di Pietà di Palermo 1646 – 1659/6; GIUSEPPE, marchese, governatore di Castellammare di Palermo nel 1737, colonnello nell’Esercito di Carlo III di Borbone; LUIGI, marchese, governatore nobile della “Compagnia dei Bianchi” in Palermo nel 1773; ALESSIO, marchese per investitura del 6 luglio 1807, fu gentiluomo di camera di S. M. Siciliana re Ferdinando III di Sicilia (IV di Napoli), intendente delle province di Messina, Lecce e Caserta, ministro delle Finanze nel Governo Provvisorio di Sicilia nel 1848/49; FULCO colonnello di cavalleria del Regio Esercito Italiano partecipò alle guerre d’indipendenza, commendatore degli Ordini dei SS. Maurizio e Lazzaro e della Corona d’Italia; GIUSEPPE iscritto nell’Elenco Definitivo delle famiglie Siciliane; GIULIO ufficiale di cavalleria del Regio Esercito, marchese, per successione della casa Benzo, per contratto matrimoniale in data 30 gennaio 1865 del padre Giuseppe con Felicia Benzo dei duca della Verdura, acquisì il titolo di duca della Verdura.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: troncato: 1° d’azzurro alla torre d’oro, fondata a destra, sostenente un soldato in atto di suonare una tromba al naturale, all’albero di verde a sinistra, a i cui rami è attaccato un calderone d’oro, con due lupi di rosso passanti al tronco, nel 2° di rosso all’aquila d’oro, il tutto con la bordatura di quindici pezzi alternati di rosso alla torre d’oro, d’oro al leone di rosso e d’azzurro a tre gigli d’oro.

SAPORITO

Titoli: barone di Scarapullè e Danile

Dimora: Sant’Angelo di Brolo

Famiglia trasferita in Sicilia dal XIX secolo, insignita del titolo di barone di Scarapullè e Danile per successione di casa Giuffrè con titolo riconosciuto con D. M. del 6 aprile 1909 per “maritali nomine” di GIAN GREGORIO sposo di Enrichetta Giuffrè, precedentemente al suddetto Gian Gregorio venne conferito con Regio Decreto del 20 marzo 1904 l’arma descritta.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro partito da un palo d’argento. 1° alla fascia d’argento accompagnata in capo da un leone sormontato da una stella il tutto d’oro, nel 2° alla roccia sostenente un pavone il tutto al naturale dal sole d’oro.

SAPUPPO

Titoli: nobile, conte

Dimora: Catania

Famiglia catanese conosciuta dal XVI secolo; con R. D. “motu proprio” del 12 ottobre del re d’Italia Vittorio Emanuele III e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 1 luglio 1920 venne concesso ad ANTONIO il titolo di conte con successione maschile e con R. D. del 18 marzo 1920 l’arma descritta, con D. M. del 21 maggio 1925 riconosciuti anche del titolo di nobili.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla scala con un cane arrampicante, poggiato sulla campagna di verde, sormontata da una cometa d’argento ondeggiante in banda.

SARACENO (GERIFALCO)

Titoli: nobile

Dimora: Atella, Matera, Venosa

Antica famiglia nobile di origine napoletana, anticamente chiamata “Gerifalco”, prese il nuovo nome a seguito di una vittoria contro un valoroso infedele, il casato fu titolare della Baronia della Torella. TOMMASO, nel 1154 ebbe un feudo in dono dal Conte di Tricarico Ruggero Sanseverino. GIOVANNI giudice nel 1284. GIOVAN MICHELE (+1568), dal 1557 Arcivescovo di Acerenza e Matera, Governatore di Roma, nominato Cardinale da Papa Giulio III nel 1575, nel 1585 rinunciò alla cattedra vescovile a favore del nipote SIGISMONDO che divenne vescovo in quell’anno. ANNIBALE Vescovo di Lecce, NICOLA FRANCESCO chierico. VITO (Atella 1850 – 1907) sindaco di Spinazzola dal 1894 al 1902; EDUARDO, (Atella 1902 – Napoli 1997) dottore in chimica e farmacia, imprenditore, membro del P.N.F. (Partito Nazionale fascista) federale di Napoli dal 1937 al 1940, di Brindisi nel 1941, di Salerno dal 1942 al 1943, presidente dell'associazione industriali di Potenza. Un ramo della famiglia - ora estinto - fu investito del titolo di marchese di Montemesola vicino Taranto; CELESTINO e ORAZIO sindaci di Brindisi nel XIX secolo.

Esistono tutt’ora palazzi gentilizi del casato in Taranto, Brindisi e Spinazzola.

Arma: d’oro alla testa di moro al naturale con la fascia di verde al giglio d’oro.

SARDO (1)

Titoli: barone di Fontana Coperta

Dimora: Trapani, Monte San Giuliano, Firenze

Famiglia siciliana di Lentini ed esistente ai tempi di re Martino d’Aragona e diramata in diverse città della Sicilia ed ha come capostipite ANTONIO barone di Motta Camastra, dal quale discende NARCISO cavaliere gerosolimitano. GUGLIELMO caporale delle genti d’arme sotto i Martini, LUIGI senatore in Catania dal 1515 al 1530; FRANCESCO MARIA la tenne in Siracusa nel 1581-82; FRANCESCO è iscritto nella mastra nobile del Mollica (lista X, anno 1596); ANTONINO giurato in Siracusa negli anni 1622/23, 1625/26, 1643/44, 1647/48; FILIPPO la tenne negli anni 1696/97, 1699/700 e fu senatore nell’anno 1720/21; GIUSEPPE, ramo di Trapani, barone di Fontanacoperta, capitano di giustizia in Monte San Giuliano nell’anno 1740/41; ANTONINO e PIETRO furono proconservatori interini di Monte San Giuliano nel 1759 e 1778; PIETRO0 patrizio in detta città nel 1787/88;GIUSEPPE, barone di Fontanacoperta, capitano di giustizia di Monte San Giuliano nel 1805/6 e senatore nel 1812/13. Nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della Regione Siciliana, è iscritto, con il titolo di barone di Fontanacoperta, PIETRO di Giuseppe, di Pietro.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a quattro pali d’oro con tre gigli due e uno dello stesso caricati sul tutto.

SARDO (2)

Titoli: nobile di Messina, trattamento di Don e Donna.

Dimora: Messina

Famiglia siciliana trae origine da GILOTTA o GIULIO nobile messinese, figlio di GIOVANNI GILIBERTO che si trasferì in Castiglione di Sicilia nel 1523, governatore di Castiglione e di Aidone con le podestà civili e penali. Il casato aggregato alla nobiltà messinese e alla Mastra Nobile Senatoria; insigniti con privilegio del 18 febbraio 1618 da Filippo III del titolo di don e donna in perpetuo di tutti i discendenti maschi e femmine. Diede dottori, giudici, consultori, arcipreti, abati protonotari apostolici, camerieri d’onore dei Pontefici, cavalieri di Malta, cavalieri del Santo Sepolcro e della Corona d’Italia, sindaci e giurati. Con D. M. del 23 luglio 1926 completato il 16 novembre 1927 e nuovo D. M. del 6 settembre 1928 fu riconosciuto a VINCENZO MARIA il titolo di nobile di Messina e il trattamento di don e donna per sé e discendenti.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a quattro pali di rosso, col capo del primo carico di tre giglio d’oro posti due a uno.

SARNO e SARNO PRIGNANO

Titoli: nobile

Dimora: Portici

Originaria della città di Sarno, dalla quale assunse il cognome, le notizie della casato si hanno con certezza sin dal periodo Svevo XIII secolo circa; nobile in Napoli al Seggio di Montagna ed in Benevento. Un ramo della famiglia Prignano si estinse nei Sarno, aggiungendone il cognome. LUDOVICO governatore di Sarno per il re Ladislao d’Angiò Durazzo, portò la famiglia in Napoli. Feudataria di San Giorgio nel 1641, l’ultima intestazione del feudo il 9 settembre 1771 in persona di ANTONIO; dichiarata di “nobiltà generosa” per l’ammissione nella “Compagnia delle regie Guardie del Corpo” in persona di ANTONIO nel 1841 (Verbali della Regia Commissione dei Titoli di Nobiltà, volume II pag. 120).

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: 1° d’azzurro all’albero di palma di verde sradicato di rosso, sostenuto da due leoni coronati d’oro affrontanti controrampanti al fusto (Sarno), 2° d’oro all’aquila spiegata d’azzurro imbeccata di rosso (Prignano).

SARRIANO

Titoli: duca di Ponte, conte di Casalduni.

Dimora: Napoli

Antica famiglia feudataria, decorata del titolo di conte di Casalduni con concessione del 3 aprile 1602 in persona di FABRIZIO, duca di Ponte in persona di DOMENICO il 31 ottobre 1722, dei quali ebbe l’ultima intestazione il 22 settembre 1767 CARLO, il quale ebbe anche in pari data l’intestazione dei feudi di Ferrari in Terra di Lavoro per successione del fratello DOMENICO. Ricevuta nel S. M. O. di Malta e passata in Priorato nel 1751 in persona del commendatore PASQUALE e nel 1762 del commendatore GIOVANNI. Ammessa nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” nel 1855 (Verbali della Regia Commissione dei Titoli di Nobiltà, volume IX, pag. 240); iscritta nel Registro dei Feudatari da oltre 200 anni. GAETANO, figlio di Carlo, duca di Ponte e conte di Casalduni; CARLO vivente negli anni ’30 del XX secolo duca di Ponte conte di Casalduni.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia sostenente un leone coronato, nascente e accompagnata nella punta da tre stelle poste in fascia il tutto d’oro.

SARZANA

Titoli: nobile, nobile dei baroni, barone di Filippello

Dimora: Corleone, Marsala, Palermo.

Antica famiglia siciliana originaria della Catalogna venuta in Sicilia al seguito dei Martini, stabilitasi in Corleone, Palermo, Marsala. JORLANDO che approdò in Sicilia nel 1392 al seguito di Martino il Giovane che lo creò giudice di Corleone; all’incoronazione di re Martino fra i grandi di Corte vi erano i”milites” PIETRO e GIOVANNI, il primo consigliere e castellano del castello di Monteforte e il secondo gentiluomo di camera e Regio Portulano del Regno di Sicilia. Il ramo primogenito restò in Corleone, altri rami in Palermo e Marsala ove goderono di grande autorità, diedero prelati, portulani, regi familiari, capitani di giustizia. Fra LUCA dei Minori Conventuali, vescovo di Cefalù dal 1445, ebbe il merito di riscattare la sua città dal Regio Fisco; don ANTONIO, scrittore dell’Ordine dei Benedettini, abate di Santa Maria della Campora presso Firenze, nel 1579; il casato ebbe numerosi feudi e contrasse numerose alleanze. Al ramo cadetto di Marsala appartiene GIUSEPPE che da S. S. Pio IX con Breve del 15 marzo 1870 fu insignito del titolo di conte per i maschi primogeniti; ANGELO, di Domenico, assunse per eredità materna, Maria Calà baronessa di Filippello, tale titolo con RR. LL. PP. di Regio Assenso del 6 luglio 1924 e con D. M. del 8 agosto stesso anno.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° d’oro al basilisco di verde, linguato di rosso, mirante una stella d’argento posta nell’angolo superiore destro dello scudo, nel 2° mareggiato d’azzurro e d’argento alla mezza luna montante dello stesso (D. M. del 5 maggio 1927).

DE SARZANA

Titoli: nobile

Dimora: Corleone, Marsala

Motto: “Tu ispira”

Il casato è un ramo della precedente famiglia della linea di Marsala, discendente da GIUSEPPE giurato nobile di Marsala nel 1620 e 1628. RAFFAELLO nobile ed EMANUELE monsignore protonotario apostolico, viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato: 1 d’oro al basilisco di verde, linguato di rosso, 2° mareggiato d’azzurro e d’argento.

SAVARESE

Titoli: barone

Dimora: Napoli, Torre del Greco

Famiglia napoletana conosciuta già dal XVI secolo; decorata del titolo di barone con R. D. del 5 giugno 1856 in persona di GIACOMO (Na 1817 – 1884) illustre economista, nel 1839 fondò il primo asilo infantile in Napoli, fu attivo parlamentare, ministro dei Lavori Pubblici del Regno delle Due Sicilie nel 1848;il titolo passò al figlio ALFONSO nell’agosto del 1884.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia di rosso accompagnata in capo da due teste di moro affrontate e in punta di un giglio d’oro.

 

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