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I casati del Sud
di
Ciro La Rosa
La Rosa
SL-SY
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SOFIO
Titoli:
nobile di Messina
Dimora:
Messina, Napoli
Famiglia messinese appartenente all’antico Ordine Civico e
senatoriale della città; con Decreto Presidenziale del 21 aprile
1927 venne riconosciuto al casato il titolo di nobile di Messina per
i maschi e le femmine; GIOVANNI PLACIDO, nobile di Messina,
cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia; FRANCESCO commendatore
della Corona d’Italia, dell’Ordine del Merito del Cile, dell’Aquila
Rossa di Prussia, console onorario del Cile, presidente dell’Ente
Morale “Casa Famiglia Regina Elena” vivente nella prima metà del XX
secolo.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
all’albero al naturale nella punta dello scudo, sostenuto a destra
da un leone d’oro rivolto, sormontato da una aquila d’argento. |
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SOLLIMA dei Merli
e SOLLIMA
degli Orinali
Titoli:
nobile
Dimora:
Sicilia
Famiglia siciliana, si crede originaria della Germania, fiorente in
Sicilia nel XV secolo. Inserita nell’Ordine di Malta dal 1543,
possedette i feudi di Acquasanta, Badalani, Barilo, Carolari,
Castania, Portadimare, Rincione, Risignuolo, Saline di Valdemone e
Solla, marchesati di Casale e San Marino ed il principato di
Roccacolomba. Matteo giudice staticoziale nel 1462-63; SALVO negli
anni 1487/8, 1494/5, 1506/7, 1511/2, 1514/5, 1519/0, avvocato della
regia gran corte, sindacatore di Castroreale, Milazzo, Santa Lucia e
Rametta nell’anno 1488; NICOLÒ
regio segretario e capitano di giustizia di Salemi nel 1482;ANTONIO
luogotenente e maestro giustiziere nell’ufficio di protonotaro nel
1488; DOMENICO venne nominato a 18 settembre 1488 credenziere della
credenzeria e dogana di Messina; GIOVANNI maestro razionale del
tribunale del Real Patrimonio e deputato del regno negli anni 1534,
1544, 1549; fra ANNIBALE, fra BALDASSARRE, ELIA, FRANCESCO MARIA,
FRANCESCO e fra PIETRO iscritti nella mastra nobile del Mollica;
GIOVANNI, barone di Catania, senatore di Palermo nell’anno 1614/5;
GIUSEPPE Sollima degli Orinali, con privilegio dato il 13 dicembre
1648 esecutoriato il 31 maggio 1649, ottenne concessione del titolo
di marchese di Santa Marina; NICOLÒ
console nobile del mare di Messina nel 1701 e senatore nell’anno
1704/5; GIUSEPPE senatore di detta città negli anni 1714/5, 1728/9,
1743/4; FRANCESCO console nobile della seta in Messina nel 1746/7;
GIOVAN VITO e ANTONIO nel 1759 facevano parte della nobiltà di
Marsala; NICOLÒ,
GIOVANNI, CRISTOFORO, ANTONINO, messer FRANCESCO, LETTERIO, GIUSEPPE
e RAIMONDO sono iscritti nella mastra nobile
di Messina nel 1798-1807; FRANCESCO giudice della gran Corte
Criminale nell’anno 1808/9. Con deliberazioni del 22 gennaio e 10
aprile 1849 la Real Commissione dei Titoli di Nobiltà riconobbe la
nobiltà della famiglia. IL casato si divide in due rami dei “Merli”
e degli “Orinali”.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro a due bande di rosso accompagnate nel cantone sinistro di un
merlo di nero (Sollima dei Merli); d’azzurro a due bande
d’argento alternate da dieci orinali dello stesso (Sollima degli
Orinali). |

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SORRENTINO
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Famiglia napoletana riconosciuta col titolo di nobile per i
discendenti di ambo i sessi con Decreto regio del 13 marzo 1927 e RR.
LL. PP. del 7 luglio stesso anno; LUIGI cavaliere della Corona
d’Italia, ingegnere, nobile, vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,iscritta nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al leone d’oro linguato di rosso posto nel lato sinistro,
accompagnato nell’angolo destro del capo di una bilancia a due coppe
con una stella il tutto d’oro. |
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SORRENTINO MOLIGNANI
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli, Sorrento
Il casato ha avuto origine con i Molignano, patrizia di Sorrento,
riconosciuta nobile nel 1507 da re Ferdinando il Cattolico in
persona di FRANCESCO,(Archivio di Stato Napoli, Privilegiorum,
volume IX anni 1507/1508), figlio di MARIANO Molignano milite al
tempo degli Aragonesi detto il Sorrentino. Il casato ammesso nella
“Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” nel 1835, in base alla
dichiarazione di “nobiltà generosa” (Verbali Regia Commissione
Titoli di Nobiltà, volume I, folio 70, Archivio Stato di Napoli).
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
1°
troncato d’azzurro a tre stelle d’oro; 2° d’oro a tre melanzane al
naturale, con la fascia di rosso attraversante sulla troncatura, e
un leone al naturale attraversante sul tutto. |
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SPADARO
Titoli:
nobile
Dimora:
Messina
Famiglia del messinese nota dal XVII secolo. Iscritti nella mastra
nobile di Messina dal 1798/1807 GIUSEPPE di Antonino, GIOVANNI,
LUIGI e MICHELE di Placido. Dichiarata nobile per Deliberazione
della Commissione dei titoli di nobiltà in data 25 aprile 1841.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso a
due spade decussate d’argento e sormontate da un giglio coronato
d’oro. |
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SPADARO
di Passanitello
Titoli:
barone di Passanitello, col predicato di Passanitello
Dimora:
Scicli, Mineo, Catania.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
di rosso
alla torre d’argento di due palchi aperta di nero sulla campagna di
verde, sostenuta a sinistra di un leone d’oro tenente in sbarra una
spada d’argento. |
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SPANÒ
Titoli:
barone di San Giuliano
Dimora:
Marsala
Famiglia di Marsala nota dal XVII secolo;
ANTONIO,
barone di San Giuliano, titolo in cui gli succedette il figlio
GIOVAN VITO, che ne ottenne investitura il 10 aprile 1768 capitano
di giustizia in Marsala nel 1804/5. ANTONIO, barone di San Giuliano,
tenne la carica di senatore
in
Marsala nel 1812/3.
ALESSANDRO, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella,
tenente colonnello comandante del “1° Battaglione Gendarmeria Reale
a piedi” dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie,di stanza in
Napoli, presente nei ruoli attivi del 1860; FRANCESCO alfiere del
“2° Reggimento Lancieri” ha partecipato alla difesa del Regno
dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61.
Il titolo di
barone venne riconfermato con D. M. del 14 gennaio 1909 in persona
di SCIPIONE, e in data 13 febbraio 1928 in persona di GIUSEPPE.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma:
d’oro al palmizio in un ristretto di terra e sostenuto a sinistra da
un leone al naturale, accompagnato nell’angolo destro da una
crocetta di rosso. |
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SPARANO
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Iscritta nel primo ordine civico di Montecorvino
Rovella con VITO nel 1204. GIACOMO nel 1362 fu ostiario (addetto
alla custodia personale) dell’Imperatore di Costantinopoli, figlio
di Carlo II, TOMMASO segretario della regina Giovanna I nel 1359;
MATTEO tesoriere in terra d’Otranto per re Ladislao d’Angiò Durazzo;
il casato diede valorosi capitani d’arme, così è riportato
testualmente da “Descrizione del Regno di Napoli 1640, folio 187”
del Beltramo “DECIO capitano degli Archibugieri nella guerra di
Lombardia col duca di Savoia nel 1620; VINCENZO e GIULIO suoi
figliuoli, emulando la fama paterna giunsero alle medesime cariche.
FULVIO loro zio fu anch’egli capitano di Sant’Elia e col medesimo
carico serve oggi MATTEO suo figliuolo in Milano”. ALFONSO
barone di Poppano nel 1645 (Quinternione 147, folio 88 tergo,
Archivio di Stato di Napoli). VITO ANTONIO, nobile, fu
tra i cittadini di Montecorvino, deputati nel 1638 dall’Università
di detta città, per conto dell’imperatore Filippo IV contro la
infeudazione della città al principe di Noja Pignatelli; monsignor
GIUSEPPE arcivescovo di Acerenza e Matera nel 1770.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma:
di rosso ad un monte di tre cime di verde sostenente un
fascio d’asparagi e due leoni affrontanti, il tutto sormontato da
tre gigli d’oro ordinati in fascia al capo. |
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SPASIANO
Titoli:
patrizio
di Sorrento
Dimora:
Sorrento
Di antica
iscrizione nel Patriziato di Sorrento al Seggio di Dominova,
ricevuta nel Sovrano Ordine di Malta “per giustizia” dal 1603
(Archivio Ordine di Malta proc. 4795) e nel 1657 (Archivio di
Stato di Napoli volume III, Priorato di Capua). Riconosciuta di
“nobiltà generosa” nel 1858 per l’ammissione nella “Compagnia delle
Regie Guardie del Corpo” in persona di FERDINANDO e VINCENZO (Archivio
di Stati di Napoli, Regia Commissione per i Titoli Nobiliari, volume
XII, pagina 5). IL casato iscritto nel Registro delle Piazze
Chiuse per i discendenti di ANDREA patrizio di Sorrento.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato
d’oro e di rosso al leone dell’uno e dell’altro, tenente nelle
branche superiori uno scudetto d’azzurro carico di due spade al
naturale senza guardia, decussate. |
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SPAVENTA
Titoli:
marchese
Dimora:
Aquila
Antica famiglia
feudataria, decorata del titolo di marchese per Sovrana Concessione
del 15 maggio 1841, e per successione della famiglia Resta del
titolo pontificio di marchese di Sogliano, poi con riconoscimento
del Regno delle Due Sicilie con Regio Rescritto del 21 settembre
1855, e successivamente con D. R. e RR. LL.PP. del 28 novembre 1908
TERESA fu autorizzata a succedere al titolo di marchese ed anche il
marito Alessandro Paladino Brando.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al leone d’oro linguato di rosso fissante un sole d’oro e
attraversato da una banda abbassata d’argento, carica di un monte di
tre cime di verde al centro della pezza. |
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SPECCHI GAETANI
Titoli:
marchese
di Sortino, barone di Magazzinazzi
Dimora:
Naro,
Siracusa
ALESSANDRO senatore
di Trapani 1616/7, 20/2,31/35, 39/40, capitano di giustizia negli
anni 1623/4, 44/5; TIBERIO senatore in detta città 1665/6, 77/8;
ALESSANDRO stessa carica 1701/2e quale erede di Niccolò Lo Giudice
ebbe in data 31 luglio 1720 la baronia della tonnara di Magazzinazzi;
IGNAZIO investito della baronia di Magazzinazzi 18 febbraio 1766;
ALESSANDRO barone e patrizio di Naro 1805/6; BLASCO stessa carica
nel 1812/3; IGNAZIO con Regio Rescritto del 10 ottobre 1851 ottenne
il titolo di marchese di Sortino ed iscritto nell’Elenco col titolo
di barone di Magazzinazzi al quale successe il figlio ALESSANDRO.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a tre bisanti (specchi) d’argento. |
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SPECIALE
Titoli:
barone
di Baccarizzo, signore di Santa Maria la Nova, di Mallia e
dell’Officio di Segreto di Nicosia, barone di Sant’Andrea, barone
del Pozzo
Dimora:
Noto,
Catania, Nicosia e Calabria.
Si ritiene
d’origine pisana, nota dal XIII secolo. NICOLÒ vicerè del Regno di
Sicilia nel 1424, scrisse un saggio sui “Vespri Siciliani” e acquisì
i feudi di Paternò, Spaccaforno, Castelluzzo, Graneri, Cassibile,
Sammarco, e Cipulla. PIETRO vicerè nel1448, signore di Alcamo,
Calatafimi,maestro razionale del Regno e pretore di Palermo nel
1461; VASSALLO ambasciatore di Sicilia presso re Giacomo d’Aragona;
ANDREA duca di Valverde e Bologna, nel 1728 superiore della
Compagnia della Carità di Palermo, e nel 1737 governatore del Monte
di Pietà nel 1749; GIUSEPPE stesse cariche e signore di Ducco,
Aquila e Gemaria in Val di Mazzara. Il ramo nobile di Messina
possedette la baronia di Comiso nei secoli XIII, XIV, e XV; un altro
ramo ebbe il titolo di duca di Valverde e Bologna l’ultimo investito
fu FRANCESCO PAOLO il 20 febbraio 1807.
Nell’elenco ufficiale
definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana
sono notati: GABRIELE con i titoli di barone di Vaccarizzo, signore
di Santa Maria la Nova, di Mallia e dell’Officio di secreto di
Nicosia; PIETRO con i titoli di barone di Sant’Andrea e barone del
Pozzo.
La famiglia si divide nei seguenti rami: barone di Salinella, barone
di Montegrosso, barone di Baccarizzo e Signore di Santa Maria la
Nova, di Mallia e dell’Officio Segreto di Nicosia, barone di
Sant’Andrea, barone del Pozzo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di verde
alla banda d’oro caricata di una branca di leone di rosso recisa, in
capo da una stella d’oro. |
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SPINA
Titoli:
patrizio
di Cosenza
Dimora:
Spezzano, Cosenza
Famiglia originaria
di Amalfi, passata a Scala e poi a Napoli, diramandosi a Firenze, un
ramo si stabilì in Cosenza, ed iscritto a quel patriziato.
Riconosciuta per “giustizia” nell’Ordine Costantiniano nel 1777,
dichiarata ammissibile nelle “Regie Guardie del Corpo” nel 1843 (Verbali
Regia Commissione per i Titoli di Nobiltà, volume III, pag. 209,
volume IV, pag. 84 e volume VI pag. 17: Archivio di Stato Napoli)
. Riconosciuta nel titolo di patrizio di Cosenza con Decreto
Ministeriale del 10 gennaio 1889; PASQUALE patrizio di Cosenza,
vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro a
tre fasce spinate d’azzurro con la banda d’argento caricata di tre
rose di rosso attraversante il tutto. |
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SPIRITI
Titoli:
patrizio
di Cosenza, duca di Castelnuovo
Dimora:
Napoli,
Cosenza
Originaria della
Germania, passata prima a Viterbo e poi a Cosenza verso il 1300 ed
in Gaeta. Ricevuta nel S. M. O. di Malta col ramo di Gaeta nel 1779
in persona del cavaliere PAOLO, il ramo di Cosenza in priorato con
io cavaliere ANTONIO nel 1617 e col cavaliere LUIGI nel 1774
patrizio di Cosenza. Ottenne il feudo di Mortara col titolo di
marchese concesso ad OTTAVIO dall’imperatore Carlo V; il ramo si
estinse nella famiglia Vasaturo; mentre la famiglia Marotta si
estinse negli Spiriti che incamerarono il titolo di duca di
Castelnuovo con concessione di R. D. del 3 agosto 1855 in persona di
NICOLA. ANDREA generale del pontefice Alessandro VI; GIOVAN BATTISTA
ambasciatore della città di Viterbo presso il papa Giulio II e capo
dell’esercito dell’imperatore Massimiliano d’Austria, dal quale
ottenne il privilegio di inserire nello scudo l’aquila imperiale;
CRISTOFORO creato da papa GIULIO III vescovo di Cosenza e patriarca
di Costantinopoli. Il casato riconosciuto di “nobiltà generosa” nel
1850 per l’ammissione nelle Regie Guardie del Corpo: Il ramo di
Cosenza è iscritto nei Registri dell’Ordine di Malta in persona dei
discendenti di SALVATORE .
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
d’argento
a tre pali d’azzurro, col capo partito a destra d’oro alla mezza
aquila di nero, a sinistra d’azzurro ad un mezzo seguito da altri
due gigli, il tutto d’oro. |
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SPITALIERI
Titoli:
barone
di Muglia, signore di Sollicchiara, signore di Pietrabianca
Dimora:
Adernò,
Catania
Si crede originaria
della Spagna partecipò alla prima crociata per la conquista della
Terra Santa, ed assunse il nome di Spitalieri. ANTONIO regio milite
nel 1465 ottenne da re Giovanni d’Aragona il permesso di armare a
proprie spese delle triremi per combattere i Saraceni; GIOVAN
VINCENZO vicario generale del Regno e nel 1500 passò con la famiglia
ad Adernò come governatore; nel 1660 ottenne il titolo di barone
della Cisterna con ANTONIO il 26 febbraio 1636; GIOVAN VINCENZO
barone di Muglia il 2 gennaio 1637; barone di Sant’Elia con Rosario
nel 1700; di marchese con FELICE nel 1800. Barone di Sollicchiara
per acquisizione matrimoniale di ROSARIO con Dorotea Rametta; di
barone di Sisto per il matrimonio di ANGELO ANTONIO con Carmela
D’Alessio; di barone di Palazzo Ameno per il matrimonio di FELICE
con Agata Contarella. Ad ANTONINO furono riconosciuti con D. M. i
titoli su indicati.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso
al leone tenente con le branche anteriori e per la lama una spada in
palo e movente dalla pianura fissante il sole all’orizzonte il tutto
d’oro. |
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SPOTO
Titoli:
barone
di Salici, signore di Solacio
Dimora:
Sicilia
Originaria della
Sicilia di Sant’Angelo Muzzaro (Muxaro) dal XVII secolo;
STANISLAO proconservatore
in Sant’Angelo Muxaro nel 1752; GIACOMO l’11 ottobre 1791 ottenne
investitura del feudo Salacio, nel quale gli succedette il figlio
STANISLAO, che ne ottenne investitura il 9 marzo 1803.
Il casato
ottenne la riconferma dei titoli di barone di Salici e signore di
Solacio in persona di GIACOMO con D. M. del 1899.
Iscritta nel Libro
d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a due leoni coronati, affrontanti sostenenti una spada,
accompagnati da tre stelle il tutto d’oro. |
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SPROVIERI
Titoli:
nobile
Dimora:
Acri in
Calabria
Famiglia originaria
di Montalto, passata in Acri nel 1640; VINCENZO sindaco di Acri nel
1798 e durante la repubblica Partenopea, prese parte ai moti del
1848, partecipò alla spedizione dei Mille, nel 1866 colonnello
ispettore delle Guardie Nazionali Mobili, decorato della medaglia
d’argento al valor militare, senatore del Regno; FRANCESCO anch’egli
nella spedizione dei Mille, senatore, decorato di medaglia d’argento
al valor militare; FILIPPO commendatore della Corona d’Italia,
podestà della città di Acri nella prima metà del XX secolo
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento alla banda di rosso, accompagnata in capo da tre stelle
d’oro, ed in punta da uno sparviero al naturale. |
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SQUITTI
Titoli:
barone
di Palermiti e Guarna
Dimora:
Napoli
Famiglia napoletana
nota dal XVII secolo; TOMMASO ottenne il titolo di barone di
Palermiti e Guarna con R. D. del 13 luglio 1886; NICOLA barone di
Palermiti e Guarna nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso
alla croce d’oro piena di nero accantonata nel 1° e 4° punto da
una colomba ferma sopra un monticello e tenente nel becco un
ramoscello di ulivo il tutto d’oro; nel 2° e 3° di una croce
trifogliata accantonata da quattro stelle d’oro. |
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STAGNO
Titoli:
principe
di Alcontres, principe di Montesalso, marchese di Roccalumera,
barone della Floresta, delle Saline di Castrogiovanni e dei Terraggi
di Licata, nobile dei principi.
Dimora:
Messina
Le origini sono
incerte, si crede originaria della Francia o della Spagna; si da per
capostipite BERNARDO governatore dei ducati di Atene e Neopatria nel
1313; fu padre di TOMMASO barone di Scuderi, Passarelli e Calandrino
in Sicilia; MANFREDI possedette l’ufficio di portulanotto di
Girgenti con re Martino; PANTALEO giudice straticoziale di Messina
dal 1444 al 1464; PIETRO, MANFREDI, NICOLO’ ANTONIO e GIOVANNI
furono senatori in Messina tra il 1457 e il 1514; iscritti nella
Mastra Nobile del Mollica dagli anni 1587 al 1607: FRANCESCO,
FILIPPO, GIOVANNI ANTONIO, GIUSEPPE e ANTONINO; PIETRO per
successione di casa Campolo ottenne in data 22 novembre 1736
investitura della baronia delle Saline di Castrogiovanni; GIUSEPPE,
barone delle Saline di Castrogiovanni, senatore di Messina 1750/1,
1774, 1782, acquistò da casa Termini il titolo di principe di
Casteltermini che, con lettere patrimoniali del 10 agosto 1759,
tramutò in quello di principe di Montesalso con investitura del 9
luglio 1762; PIETRO, signore dei Terraggi di Licata, senatore di
Messina, che oltre ad ottenere i titoli suddetti, per “maritali
nomine” in seguito al matrimonio con Letteria Ardoino e Celestri
acquisì i titoli di principe di Alcontres, Palizzi, marchese di
Roccalumera, di Soreto, barone della Floresta e dell’ufficio di
maestro notaro e segretario del Tribunale del Regio Patrimonio nel
1781; PIETRO ereditò tutti i titoli suddetti, gentiluomo di camera e
sedette al Parlamento come “Pari del Regno” (deputati scelti con
decisione del sovrano) nel 1848; CARLO iscritto nell’Elenco
Ufficiale Nobiliare Siciliano con tutti i titoli predetti. PIETRO
principe di Alcontres, principe di Montesalso, marchese di
Roccalumera, barone della Floresta, delle Saline di Castrogiovanni e
dei Terraggi di Licata nella prima metà del XX secolo; nobile dei
principi i fratelli GUGLIELMO e FERDINANDO.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro a
cinque fasce ondate d’azzurro. |
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STAZZONE
Titoli:
marchese
di Bonfornello
Dimora:
Troina,
Palermo
Famiglia siciliana
originaria di Troina del secolo XVI;
dottor GIOVAN ANTONIO proconservatore di detta città nel 1680; PAOLO
capitano di giustizia in detta città nel 1740/1 e proconservatore
nel 1745, 1758; ANTONINO capitano di giustizia nel 1762/63 e
proconservatore negli anni 1769, 1793; GAETANO capitano di giustizia
nel 1773/4; ANGELO proconservatore negli anni 1797 e 1804;
SILVESTRO, acquistò il titolo di marchese di Bonfornello, di cui
ottenne investitura il 26 febbraio 1782; SILVESTRE capitano di
giustizia in Troina nel 1793/4; PAOLO, marchese di Bonfornello,
giudice della Gran Corte Criminale del Regno nel 1810.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
partito:
1° d’azzurro alla sbarra di rosso accompagnata da tre stelle d’oro;
nel 2° di rosso ala banda d’azzurro sostenente un leone coronato
d’oro, accompagnato in punta da due stelle dello stesso. |
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DE STEFANO
Titoli:
marchese
di Ogliastro, patrizio di Salerno
Dimora:
Napoli,
Ogliastro, Salerno, Roma
Famiglia patrizia
di Salerno e feudataria da antico tempo, ricevuta nel S. M. O. di
Malta dal 1664; feudataria di Ogliastro col titolo di marchese ed
iscritta nell’ultima intestazione nel Cedolario di Principato Citra
il 13 marzo 1782; PIETRO ne ottenne per successione eguale
intestazione feudale nei Cedolari il 14 settembre 1741; il casato
possedette anche i feudi di Casalnuovo, con intestazione del 22
dicembre 1797 in persona di GIOVAN BATTISTA e NICOLA. Riconosciuta
di “nobiltà generosa” nel 1848 per l’ammissione nella “Compagnia
delle Regie Guardie del Corpo” in persona di GIUSEPPE (Regia
Commissione dei Titoli Nobiliari, Verbali, volume V, pag. 244,
Archivio di Stato Napoli). Iscritta al Registro delle Piazze
Chiuse.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
troncato: 1° d’azzurro ala banda accompagnata da due stelle il tutto
d’oro; nel 2° d’argento al portico di tre arcate di pietra merlate,
fondato nel mare, il tutto al naturale. |
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DI
STEFANO
Titoli:
barone
di San Lorenzo, signore di San Giovanni
Dimora:
Palermo
Famiglia originaria
di Messina nota dal XV secolo;
GIROLAMO giudice
straticoziale di Messina nel 1650/1 e della Gran Corte Criminale del
Regno nel 1652/3; GUGLIELMO con privilegio dato in Madrid il 7 marzo
1710 reso esecutivo in Messina il 15 gennaio 1711, ottenne la
concessione del titolo di duca di San Lorenzo; CARLO LUIGI - figlio
del precedente - duca di san Lorenzo, “regio cavaliere” per lettere
osservatoriali del 7 dicembre 1726 e proconservatore in Scicli
nell’anno 1734; GIUSEPPE senatore di Messina nel 1737/8; ANTONINO
che acquistò nel 1787 il feudo San Lorenzo; ANTONINO FEDERICO
(nipote del precedente) il 1 agosto 1797 ottenne investitura del
feudo San Giovanni e il 16 giugno 1808 del feudo
San Lorenzo. Con D. M. del 14 giugno 1925 i titoli di barone di San
Lorenzo e signore di San Giovanni vennero confermati in persona di
SALVATORE.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro al leone d’oro rampante ed appoggiato al tronco di una
quercia al naturale piantata su un terreno di verde. |
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STELLA
Titoli:
barone
di Bonagia, duca di Castel di Mirto
Dimora:
Palermo,
Catania
Famiglia siciliana
si crede di origine Spagnola, venuta in Sicilia sotto gli Svevi in
persona di GUERA GUGLIELMO al seguito di Costanza d’Aragona moglie
dell’imperatore Federico II di Svevia; IMERANO arcivescovo di Capua,
gran cancelliere del regno di Napoli nel 1320; ALBERTINO coppiere
della regina Eleonora, GIAMPIETRO cappellano maggiore del regno nel
1414; GIROLAMO barone della Nunziata, capitano giustiziere, giurato
di Catania, capitano d’arme del Regno, nominato “regio cavaliere”da
re Filippo IV; GIUSEPPE vescovo di Mazzara del Vallo nel 1742; il
casato possedette numerosi feudi, decorata del titolo di Barone di
Bonagia, della Marca e Salina di San Todaro, marchese della Gran
Montagna, della Scaletta, duca di Castel di Mirto.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a tre pianticelle di grano in fascia, sormontata da una stella, il
tutto d’oro. |
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STENDARDO
Titoli:
nobile
Dimora:
Cava dei
Tirreni, Trani
Di origine
francese, della città di Berre in Provenza; dal nome Etendard
italianizzato in Stendardo. Venne in Italia con GUGLIELMO
maresciallo e grande ammiraglio di Carlo I d’Angiò.
Nobile in Napoli,
al seggio di Montagna; in Sicilia con GALEAZZO i cui figli vennero
tutti trucidati nelle giornata dei Vespri Siciliani. Il ramo
napoletano si estinse con GIANNOTTO la cui figlia GIOVANNELLA sposò
nel 1417 Masino Boffa, conte di Alife, nobile di Pozzuoli e gran
cancelliere del Regno, i cui figli presero il cognome di Boffa
Stendardo ed in seguito Stendardo. Da questi discesero i figli:
MATTEO Boffa Stendardo conte di Alife con il quale si estinse il
ramo di Pozzuoli, GIANNOTTO Boffa Stendardo barone di Sant’Antimo da
cui discese GIOVANNI Stendardo che si stabilì in Cava dei Tirreni;
da GIOVANNI ANDREA Stendardo nel 1611 discesero GIROLAMO che rimase
in Cava dei Tirreni; e GIUSEPPE che fu aggregato al patriziato di
Trani. Dichiarata di “nobiltà generosa” per l’ammissione nella
“Compagnia delle Guardie del Corpo” nell’anno 1854 (Verbali
Regia Commissione dei Titoli Nobiliari, volume IX, pag. 30).
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento al leone di nero con la banda di rosso attraversante sul
tutto. |
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DE STERLICH
Titoli:
Marchese
di Cermignano
Dimora:
Napoli,
Di origine
germanica, stabilitasi in Abruzzo con i Normanni nel XII secolo;
ascritta al primo ordine civico della città di Chieti con GIOVAN
COLA nel 1459. Ricevuta nell’Ordine di Malta in Priorato nel 1664 e
nel 1775 in persona di GIUSEPPE MARIA, passata in convento nel 1776
con frà GIOVANNI; decorata del titolo di marchese di Cermignano per
riconoscimento della Regia Camera della Sommaria nel 1706. Ascritta
nel Registro dei Feudatari in persona del marchese di Cermignano
RINALDO.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
di rosso
alla fascia d’argento. |
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STOCCO
Titoli:
patrizio di Cosenza
Dimora:
Cosenza
Si crede di origine inglese, iscritta nel patriziato
di Cosenza dai più antichi tempi, si diramò in Taverna, Scigliano e
Nicastro. Il casato ottenne la concessione di inserire nel campo
dello scudo l’insegna dell’aquila imperiale su concessione
dell’imperatore Carlo V e nel contempo la conferma dell’antica arma,
parteggiò per gli Aragonesi, ed in ricompensa per i servigi militari
resi, re Ferdinando II d’Aragona concesse a PAOLO il feudo di Porta
detto della Ciambra, in terra di Nicastro, concessione riconfermata
da re Federico nel 1497 e dal vicerè don Giovanni d’Aragona nel
1508; FERDINANDO, filosofo, matematico e poeta, restaurò l’Accademia
letteraria Cosentina di cui fu il principe; ANSELMO prese parte alla
congiura di Tommaso Campanella. Ricevuta per “giustizia” nel S. M.
O. di Malta nel 1798 (Archivio Ordine di Malta, processo 4510)
e nel 1662 (Archivio di Stato di Napoli, volume 4, Priorato di
Capua) ed iscritta al Registro delle famiglie dei cavalieri di
Malta per “giustizia”.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma:
d’azzurro a due spade al naturale all’elsa d’oro passante in
croce di Sant’Andrea con le punte in basso, accompagnate da tre
gigli d’oro col capo d’oro all’aquila bicipite di nero. |
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STRATIGÒ COZZO
Titoli:
conte di Gallitano, barone di Galassi
Dimora:
Palermo, Grecia
Originaria della Grecia con uno Stratigò o Straticò (cognomizzazione
di una professione che indicava in Sicilia la carica di giudice
della corte criminale); insignita della baronia di Galassi e della
contea di Gallitano per successione della famiglia Cozzo, di cui
aggiunse il cognome, che ne aveva avuto il titolo il primo nel 1771
e il secondo nel 1809. Nella prima metà del XX secolo ne erano
titolate GIUSEPPINA e CATERINA, figlie di NICCOLÒ e Assiotea Cozzo,
per eredità materna con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) di
Assenso del
16 settembre 1926
e Regio Riconoscimento del 1902.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
partito: d’oro all’aquila al naturale (Stratigoto); troncato
d’oro e di rosso, il secondo a tre monti di rosso (Cozzo). |
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STRUFFI
Titoli:
nobile
Dimora:
Sessa
Nobile famiglia originaria di Firenze, stabilitasi
nel napoletano dal 1697 e riconosciuta nobile con Privilegio in pari
data. Ammessa nella “Compagnia delle Reali Guardie del Corpo” in
data 1836 in persona di BARTOLOMEO (Verbali Regia Commissione per
i Titoli di Nobiltà, volume I, folio 46). che in veste di
capitano del “1° Reggimento Granatieri della Guardia Reale” ha
partecipato alla prima fase della difesa del Regno delle Due Sicile
dall’invasione piemontese nel 1860.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma: troncato
di rosso e d’azzurro. Nel primo una capra d’oro circondata dal
motto: “Dat aureum vellus”; nel secondo allo scaglione
d’argento. |
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STUART FITZ JAMES
Titoli:
conte di Modica
Dimora:
Inghilterra, Sicilia, Spagna, Francia
Motto:
“Ortu et honore”
Originaria della Francia, un ramo si stabilì in
Spagna, ed un altro in Sicilia; il figlio naturale di JAMES Stuart,
duca di York, divenuto re d’Inghilterra col nome di GIACOMO II
(ultimo re cattolico d’Inghilterra) e di Lady Arabella Churchill fu
JAMES Stuart Fitz James (1671-1734) che si stabilì in Sicilia, in
seguito si fece naturalizzare francese e divenne maresciallo di
Berwick, elevato a ducato nel 1710 da re Luigi XIV di Francia. In
Sicilia il casato acquisì per successione femminile alle famiglie De
Silva e Alvarez de Toledo i seguenti titoli: conte di Modica, barone
di Alcamo, di Bompietro, di Calatafimi, di Chiaramonte, di
Monterosso, di Ragusa La Vecchia e La Nuova, di Scicli, di Vittoria,
il cui ultimo possessore fu CARLO MICHELE, duca di Berwick, nel
1816. Venne riconosciuto il titolo di conte di Modica, in
successione primogenita maschile, in persona di SANTIAGO con D. M.
del 20
dicembre 1928, vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,
iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
n.
d. a.:
Fitz o Fiz:
è una
antica parola anglo-normanna che significa “figlio della famiglia
di… generato da…” e che fa parte della composizione dei cognomi
indicandone la discendenza come ad esempio l’italico: De, Di, Della
, La o il celtico: O’ , Mc , Mac,
o il sassone: Von e Van, anteponendolo al cognome.
Arma:
inquartato: 1° e 4° contro inquartato d’azzurro a tre gigli
d’oro (Francia) e di rosso a tre leopardi d’oro passanti l’uno
sull’altro (Inghilterra) nel 2° d’oro al leone di rosso chiuso in
una cinta doppio fiorita e contro fiorita dello stesso (Scozia) nel
3° d’azzurro all’arpa cordata d’oro (Irlanda) con la bordatura
composta da sedici pezzi, otto d’azzurro ad un giglio d’oro ed otto
di rosso al leopardo di nero. |
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SYLOS LABINI, SYLOS CALÒ,
SYLOS SERSALE
Titoli:
nobile di Bitonto
Dimora:
Bitonto, Bari, Roma
Originaria della Spagna. Le prime memorie risalgono
al XI secolo con San DOMENICO Sylos nato a Cannes. Il casato giunse
in Italia con DIEGO e ANDREA nel 1503, durante la guerra tra Luigi
XII di Francia e re Ferdinando il Cattolico per la conquista del
reame di Napoli; i quali militi del capitano Consalvo di Cordova,
dopo la vittoria di Cerignola, ottennero in premio diverse terre tra
cui Bitonto dove stabilirono la loro dimora, DIEGO che aveva sposato
Minerva Vulcano l’ultima del casato, ammesso per sé e i suoi
successori all’iscrizione nella Piazza della nobiltà e Sedile di
Sant’Anna nel 1554. Il Candida riferisce: “ La famiglia Sylos
delle più nobili e signorili di Burgos, e che Diego Sylos, passato
militare in Italia, nasceva da don Michele e donna Isabella Pasquera,
ed aveva sostenuto in Burgos la carica di alcalde maggiore”. Da
Diego nacquero MICHELE, ORAZIO e LEONARDO che diedero origine a rami
diversi. Da Michele i Sylos Labini, con GIOVANNI, capitano di
cavalleria, che nel 1801 sposò Lucrezia Labini ultima del casato; da
LEONARDO discendono i Sylos Calò che aggiunsero il cognome per
estinzione della famiglia Calò di Bitonto; GIOVANNI ALFONSO con
testamento del 1604 istitutì un “Monte per i Maritaggi”. La famiglia
ricevuta nel S. M. O. di Malta per “giustizia” dal 1603 in persona
del cavaliere ALFONSO; il cavaliere FRANCESCO NICOLO’ capitano di
galea nel 1648 perito nella battaglia di Negroponte contro gli
infedeli (Del Pozzo, tomo: Historia, parte II, pag. 174);il
cavaliere ALFONSO COSTANZO ottenne la commenda di Melfi e resse il
priorato di Barletta fino al 1639. Riconosciuta di “nobiltà
generosa” nell’ammissione nella “Compagnia delle regie Guardie del
Corpo” nel 1850. Il casato è rappresentato dai rami Sylos Labini,
Sylos Calò, Sylos Sersale nel XX secolo.
Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano
anno 1922.
Arma:
interzato in fascia nel 1° d’argento con la croce greca di rosso;
nel 2° d’oro pieno; nel 3° d’azzurro a tre conchiglie d’oro. |
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