Le pagine della cultura

 

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

 D  

 E  

 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

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 O

 P-PA  PE-PI  PL-PU

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R-RI  RO-RU

S-SA  SC-SI  SL-SY

T-TE  TI-TU

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 V-VE  VI-VU  W-X-Y-Z

TI-TU

TIRELLI

Titoli: patrizio di Cosenza

Dimora: Napoli, Cosenza

Famiglia già nota dal XIV secolo; iscritta da antico tempo al patriziato di Cosenza, il casato ottenne la “regia familiarità” dalla regina Giovanna II d’Angiò Durazzo; GIACOMO capitano d’arme di Carlo Durazzo; LUDOVICO consigliere di Alfonso I d’Aragona; LORENZO capitano di cavalli all’assedio di Casale, distintosi nella campagna delle Fiandre.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro e d’argento alla fascia arcuata in divisa d’oro.

TIXON

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Originaria della Spagna, venuta nel Napoletano con DIEGO e PEDRO alcaldi (sindaci) dei nobili della città di Malaga nel 1630; riconosciuta di “nobiltà generosa” dalla Commissione dei Titoli di Nobiltà in persona di LEONARDO nel 1855; LEONARDO tenente generale del Regio Esercito Italiano nel XIX secolo; il figlio LEONARDO, dottore in giurisprudenza, decorato al valor militare con la croce di guerra per il 1° conflitto mondiale vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato: 1° di verde al guerriero a cavallo con la lancia in destro al naturale; 2° d’azzurro a cinque lettere G d’oro in decusse, racchiudente la sigla I.N.E.O.S.; 3° d’azzurro a cinque gigli d’oro ordinati in decusse; 4° di rosso alla sbarra d’oro ingollata da due teste di coccodrillo d’argento; nel capo 1° d’oro all’aquila coronata di nero; 2° di rosso al castello fondato sopra una roccia finestrato di nero, il tutto d’oro; 3° di verde al moro nudo incatenato al collo la catena agganciata al destro del capo, al naturale.

TODARO

Titoli: barone della Galia

Dimora: Trapani, Palermo

Famiglia siciliana nota dal XVII secolo, originaria di Monte San Giuliano, insignita del titolo di barone di Galia con l’ultimo investito BENEDETTO il 4 maggio 1779; il ramo primogenito si è estinto alla fine del XIX secolo, il ramo cadetto discende da FELICE che fu riconosciuto nel titolo di barone di Galia con D. M. del 1899.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’aquila coronata d’oro, tenente nel rostro un ramoscello di olivo al naturale, sormontata da tre stelle d’oro in fascia.

TOMASI

Titoli: signore di Canetici

Dimora: Sciacca

Famiglia che non ha rapporti di parentela con i Tommasi o Tomasi di Lampedusa.

Il sacerdote DOMENICO acquistò da Giovanni Cottù, barone di Nadore, 30 salme della baronia su detta, delle quali ebbe investitura il fratello ANTONINO il 24 settembre 1797, il quale acquistò il feudo di Canetici, del quale ottenne investitura il 20 agosto 1809, ed occupò la carica di capitano di giustizia in Sciacca dal 1812/13.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro sostenuto da un monte di tre cime di verde dalla punta e sormontato da tre gigli d’oro divisi da un labello a quattro pendenti di rosso.

TOMMASI

Titoli: marchese di Casalicchio (Napoli)

Dimora: Napoli

DONATO avvocato fiscale del Tribunale del Regio Patrimonio nel 1793, consigliere della Regia Camera del Regio Patrimonio e commissario generale in Sicilia nel 1800; acquistò il feudo di Casalicchio il 19 febbraio 1809, sul quale ottenne con privilegio del 6 ottobre 1810 il titolo di marchese. Con Regio Rescritto del 5 giugno 1854 FELICE ottenne il riconoscimento di tale titolo, che passò, per il matrimonio della figlia ANGELA, con il marchese di Civita Retenga, Salvatore Torre, in tale casato; GIUSEPPE senatore del Regno d'Italia; il figlio MARIO generale di cavalleria del regio Esercito, medaglia d'argento e di bronzo al valor militare, croce al merito di guerra per le campagne della I Guerra Mondiale, grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro sostenuto da un monte di tre cime di verde dalla punta e sormontato da tre gigli d’oro divisi da un labello a quattro pendenti di rosso.

TORALDO, TORALDO SERRA e TORALDO di Calimera

Titoli: patrizio di Tropea, marchese. Ramo secondario: col predicato di Calimera

Dimora: Tropea, Napoli

Motto: “Illaesus superest honor”

Di antichissima stirpe, si ritiene di origine germanica discendente da LANDOLFO al seguito dell’imperatore Federico II di Svevia. Il casato prese nome dalla signoria di Toraldo, da loro posseduta, presso Sessa. Un ramo passò anche a Napoli ed iscritto al Seggio di Nido, oggi estinto. LUISE ebbe il possesso della cittadina di Polignano (Bari) nel 1480, da cui il fratello GASPARE ne ebbe investitura di marchesato, valoroso milite e umanista, il 22 novembre 1509; FRANCESCO, principe di Massalubrense, capitano del popolo durante la rivolta di Masaniello e vi perdette la vita. Un ramo passò in Tropea ed ascritto al suo patriziato nel 1508; GASPARE barone di Badolato, combatté valorosamente a Lepanto il 7 ottobre 1571 con un gran numero di calabresi, partecipando alla vittoria della “Santa Lega” sull’impero Ottomano; IGNAZIO combatté contro i francesi nel 1814 a Borgoforte; CARLO deputato al Parlamento Napoletano nel 1848. Il casato dichiarato ammissibile nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” con deliberazione della Commissione dei Titoli di Nobiltà in data 11 dicembre 1850. Il titolo di marchese venne rinnovato con R. D. del 2 luglio, del 5 novembre 1911 e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 13 ottobre dello stesso anno; il ramo secondario aggiunse il predicato di Calimera. ALFONSO GIUSEPPE marchese, nobile di Tropea; FELICE marchese, nobile di Tropea; TOMMASO nobile di Tropea col predicato di Calimera. Rappresentanti attuali del casato nel XXI secolo: NICOLA MARIA Toraldo Serra (1936) - aggiunse con i fratelli PIER RAFFAELE, CARLO FELICE e RAFFAELLA MARIA il cognome materno Serra per Decreto del Presidente della Repubblica del 26 aprile 1965 - , dottore in giurisprudenza e scienze politiche, avvocato, professore, ufficiale di complemento dell’Aeronautica Militare Italiana, cavaliere di “grazia e devozione” del S. M. O. di Malta, croce al merito Melitense; marchese ANTONIO (1920) dottore in giurisprudenza, “bachelier en droit”, cavaliere di gran croce d’onore e devozione del S. M. O. di Malta, commendatore di giustizia del S. M. O. Costantiniano di San Giorgio, membro del Consiglio di Presidenza del Collegio Araldico, della Commissione Araldica Napoletana, e della G.A.C., vice presidente e già presidente vicario e cancelliere del C.A.N. del C.N.I., già membro del Magistrale Collegio dei Consultori Araldici del S. M. O. di Malta, grande ufficiale dell’Ordine al merito Melitense.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro al monte alla tedesca di verde a cinque cime, carico di un leone d’argento, sovraccaricato di un labello di rosso sulla spalla sinistra – alias: partito 1° d’oro al monte alla tedesca di verde a cinque cime, carico di un leone d’argento, sovraccaricato di un labello di rosso sulla spalla sinistra, 2° sopra fusato d’argento e di rosso col capo d’oro carico di un’aquila coronato di nero (Toraldo Grimaldi di Tarsia) – alias: d’oro con lo scudetto di verde a forma di foglia caricato di un leone d’argento attraversato da un labello a tre pendenti di rosso

 

 

 

 

TORELLA di Romagnano

Titoli: barone, nobile, col predicato di Romagnano

Dimora: Napoli

CARLO con Regio Assenso del 19 febbraio 1736 ottenne la convalida del feudo di Romagnano; FRANCESCO ne fu l’ultimo intestatario nel Cedolario di Principato Citra; con Decreto Presidenziale del 19 ottobre 1927 vene riconosciuto alla famiglia il titolo di nobile con il predicato di Romagano; con R. D. “motu proprio” del 15 dicembre 1927 venne concesso ad ANDREA e ai suoi discendenti maschi primogeniti il titolo di barone. ANDREA dottore in chirurgia, grande Ufficiale dell’Ordine Mauriziano, dell’Ordine della Corona d’Italia, cavaliere della Legion d’Onore; RAIMONDO, dottore in giurisprudenza, decorato medaglia commemorativa 1a guerra mondiale, croce di guerra; TITO LIVIO, capitano di cavalleria del Regio Esercito, decorato medaglia commemorativa 1a guerra mondiale, croce di guerra; ERACLIO procuratore generale della Corte di Cassazione del Regno, grande ufficiale dello Stato, cavaliere di gran croce della Corona d’Italia.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al toro d’argento passante sulla campagna di verde, accompagnata in capo da tre stelle d’oro, ordinate in fascia.

TORNABENE

Titoli: barone della Tonnara di Fiume, di Noto e Caponero

Dimora: Catania

Famiglia stabilitasi in Sicilia dal XV secolo, si ritiene discenda dai Tornabuoni di Firenze e portata in Sicilia da PIETRO che stabilitosi in Catania ottenne cariche cittadine ed acquistò la baronia di Castania; TOMMASO, quale marito di Grazia Paternò, possedette Castania insieme con metà della foresta di Randazzo e con le saline di Nicosia, ne ottenne investitura il 7 luglio 1483 il figlio NICOLÒ; SILVESTRE, con privilegio dato il 26 maggio 1507 ottenne concessione del titolo di “regio cavaliere”; BERNARDO senatore di Catania negli anni 1509/11, 1542/3, 1549/52; ORAZIOe OTTAVIO con privilegio dato il 31 agosto 1591, ottennero concessione del titolo di “regio cavaliere”; FRANCESCO capitano di giustizia in Catania nell’anno 1622/33; FABRIZIO patrizio in detta città negli anni 1629/34; FRANCESCO, barone della Mendola, senatore di Catania negli anni 1693/6;GIOVAN BATTISTA capitano di giustizia in detta città nel 1694/5; CESARE acatapano nobile di Catania nell’anno 1695/6; BERNARDO, CARLO e GIOVAN BATTISTA annotati nella mastra nobile di Catania, del 16 gennaio 1696, tra i “regi cavalieri”; LUDOVICO, barone di Fiume di Noto, capitano di giustizia in Catania nell’anno 1727/8 e nell’anno 1775/6 senatore in detta città. Con decreto ministeriale del 12 settembre 1899 il titolo di barone della tonnara di Fiume di Noto e Caponero venne riconosciuto a FRANCESCO; in seguito i titoli di barone della Tonnara di Fiume, di Noto e Caponero furono riconosciuti al casato dal matrimonio di MARIA GIUSEPPA con il nobile Raffaele Zappalà con D. M. del 1911.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro al leone sormontato da una piccola decussa scorciata, il tutto d’azzurro.

TORRE (1)

Titoli: conte di Caprara

Dimora: Benevento

Con R. D. del 3 maggio 1874 venne concesso, al commendatore CARLO senatore del regno d’Italia, di poter portare il titolo di conte di Caprara, e di trasmetterlo ai discendenti maschi primogeniti.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° d’azzurro alla torre d’argento finestra di nero, sormontata da tre stelle d’oro in fascia, nel 2° d’oro al grifone di rosso impugnante spada di nero in sbarra sormontata da tre d’azzurro in fascia.

TORRE (2)

Titoli: marchese di Civitaretenga, marchese di Casalicchio

Dimora: Napoli

SALVATORE con Regio Rescritto del 27 dicembre 1852 ottenne il titolo di marchese di Civitaretenga per successione casa Grimaldi; titolo riconfermato con Decreto Presidenziale del 5 luglio 1926 in persona di GIOACCHINO e con R. D. del 30 giugno 1926 e RR. LL. PP. dello stesso anno autorizzato ad assumere il titolo di marchese di Casalicchio quale eredità materna di Angelina Tommasi.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro ad una torre d’oro merlata alla guelfa di quattro pezzi, finestrata di rosso, fondata sulla sommità di un monte di tre cime di verde, accompagnata da una mezzaluna figurata accostata da due stelle il tutto d’argento.

LA TORRE

Titoli: principe della Torre, barone di Tusa (Paria)

Dimora: Sicilia

Famiglia di origine francese dal cognome La Tour, passata prima in Milano e poi in Sicilia, GI0VANNI ottenne, nel 1400, concessione di una vigna in Castronovo e forse egli stesso fu castellano della città di Girgenti nel 1422; PARISIO capitano di giustizia in Caltagirone negli anni 1462/3 e 1468/9; BARTOLOMEO senatore in Catania negli anni 1506/7, 1511/2, 1522/3, 1526/7, 1535/6 e deputato del regno nel 1511; FRANCESCO capitano di giustizia di Mazzara nell’anno 1534/5; FRANCESCO giurato di Caltagirone nel 1627/8, capitano di giustizia negli anni dal 1631 al 1646; ANTONIO governatore del Monte di Pietà in Palermo nel 1637/8; CARLO, con privilegio dato il 22 febbraio 1644, ottenne concessione del titolo di barone del Grano; ALESSANDRO senatore di Catania nell’anno 1646/7, FRANCESCO de la Torre, con privilegio dato il 19 agosto esecutorio il 22 dicembre 1664, ottenne concessione del titolo di principe della terra e Torre di Sant’Agata; ORAZIO giudice della Gran Corte del Regno negli anni 1647/57, avvocato fiscale del tribunale del Real Patrimonio nel 1660, presidente del Concistoro nel 1665, presidente della Gran Corte nel 1669, reggente il supremo consiglio d’Italia in Madrid, luogotenente di maestro giustiziere nel 1670, deputato del regno nel 1671, cavaliere dell’ordine di Alcantara, governatore di Milano nell’anno 1671, maestro razionale di cappa corta del Real Patrimonio, presidente del Concistoro nel 1673, e acquistò nell’anno 1669 la terra di Tusa; ALESSANDRO, principe della Torre, maestro razionale di cappa corta del tribunale del Real Patrimonio nell’anno 1689; ORAZIO deputato del regno nel 1790 e vescovo di Mazzara nel 1792; GIULIO, principe della Torre, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1785/6, senatore nell’anno 1790/1; GIUSEPPE, cavaliere dell’ordine Costantiniano, colonnello di fanteria, brigadiere e ispettore degli eserciti del regno di Napoli e Sicilia, governatore della città di Siracusa, morì nel 1799; ultimo investito dei titoli di principe della Torre GIULIO nell’ottobre del 1875, di barone di Tusa il 10 giugno 1812.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre d’argento sostenuta da due leoni d’oro affrontanti, sormontata da tre gigli dello stesso colore in fascia, col capo d’oro carico di un’aquila bicipite di nero, con le due teste coronate.

DE TORRES

Titoli: duca, marchese, patrizio d’Aquila

Dimora: Napoli

Il casato è un ramo della famiglia spagnola de Torres passato in Italia con don LUIGI del Supremo Consiglio dell’imperatore Carlo V, arcivescovo di Salerno, insieme ai nipoti LUIGI arcivescovo di Monreale, e don HERNANDO cavaliere dell’Ordine di San Giacomo della Spada, il quale inviato dal re Cattolico come ambasciatore presso la Santa Sede, sposò Pantasilea ultima del casato dei Sanguini, stabilendosi in Roma ed aggregato a quel patriziato. Ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1574; LUDOVICO mecenate di Torquato Tasso , nominato cardinale nel 1606 da Sua Santità Paolo V; COSIMO anch’egli nominato cardinale nel 1622. La famiglia insignita del marchesato di Pizzoli presso l’Aquila il 4 ottobre 1623 ed aggregata al patriziato di detta città; il titolo di marchese di Pizzoli passò in casa Dragonetti per il matrimonio di LAURA, ultima discendente del ramo principale, con il marchese Giulio Dragonetti; EGIDIO cavaliere gerosolimitano, patrizio dell’Aquila e FRANCESCO duca e marchese viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso a cinque torri d’oro ordinate in croce di sant’Andrea.

TORRIANO o TURRIANO di Santa Maria di Spataro

Titoli: barone della Torre

Dimora: Messina

Famiglia messinese del XVIII secolo; ORAZIO senatore in detta città negli anni 1752/59, 1775/6, console nobile della Seta nel 1769/70 e, con lettere patrimoniali del 30 agosto 1765, ottenne di poter commutare il titolo di barone di Santa Maria di Spataro in quello di barone della Torre e tramutare il primo titolo in predicato familiare; LETTERIO annotato nella mastra nobile di Messina del 1798-1807.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre d’oro accostata da due leoni controrampanti e coronati, sormontati da tre gigli ordinati in fascia sul capo dello stesso colore.

TORTORICI di Vignagrande

Titoli: barone di Vignagrande, barone di Rincione,

Dimora: Pietraperzia

PIETRO proconservatore di Pietraperzia nel 1802, tale carica tenne MICHELE, già alfiere di fanteria della Milizia Urbana di Pietraperzia, ottenne il feudo di Vignagrande il 21 marzo 1803, del quale il 22 settembre 1871 ne ottenne il titolo di barone. Con D.M. del 22 luglio 1871 MICHELE, commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, ottenne il riconoscimento di barone di Vignagrande, con RR. LL. PP. del 27 giugno 1897 venne autorizzato ad assumere il titolo di barone di Rincione per successione della famiglia Giarrizzo. MICHELE, nipote del precedente, ottenne i titoli su descritti con D. M. del 5 giugno 1911, già sindaco di Pietraperzia, consigliere e deputato provinciale, presidente della “Congregazione di Carità”, primo podestà del comune di Pietraperzia, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a due tortore appollaiate su di un noce al naturale, su di una campagna troncata: scaccata d’argento e di rosso su due file, sotto alla fascia d’argento e di rosso.

TORTORICI di Villanova

Titoli: barone di Villanova

Dimora: Palermo

Non è un ramo della precedente famiglia; FRANCESCO ottenne con D. M. del 4 marzo 1900 per “maritali nomine” il titolo di barone di Villanova, derivante dalla moglie Rosa Scudero il quale padre Giuseppe ne aveva ricevuto il riconoscimento con D. M. del 9 febbraio 1879; GIUSEPPE autorizzato con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) di Regio Assenso ad assumere e trasmettere il titolo di barone di Villanova ai maschi primogenito.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al pino sopra un terreno e sostenuto da un leone, con una tortora volante in sbarra verso l’albero, il tutto al naturale, sormontato da un sole d’oro.

TORTORICI (3)

Titoli: duca di San Nicolò, marchese di Montaperto, barone di Santa Elisabetta, barone di Calamonaci, signore della Terra di Raffadali, signore della terra di Santa Elisabetta.

Dimora: Bisacquino, Palermo

È un ramo della precedente famiglia, GIUSEPPE proconservatore di Bisacquino nel 1680; ANTONIO giurato di detto comune 1798/9; GIOVANNI autorizzato con D. M. del 12 gennaio 1900 ad assumere. “maritali nomine”, quale marito di Antonia Montaperto i su nominati titoli.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al pino sopra un terreno e sostenuto da un leone, con una tortora volante in sbarra verso l’albero, il tutto al naturale, sormontato da un sole d’oro.

TOSCANO

Titoli: patrizio di Cosenza

Dimora: Cosenza

Il casato iscritto fin dagli antichi tempi nel patriziato di Cosenza, con le prime memorie dal 1326; VINCIGUERRA, di Cosenza, “familiare e falconiere” del Duca di Calabria; PIETRO tra i feudatari di Cosenza nel XVI secolo; PAOLO abate di Chiaravalle; GIOVAN MATTEO poeta del XVI secolo; con diploma del 5 febbraio 1536 dell’imperatore Carlo V, registrato nell’Archivio di Napoli nei “Privilegiorum” del Collaterale detti “Nuovi” nel volume III pagina 38/41, venne nominato “cavaliere aurato” (cavaliere dell’Ordine del Cingolo Militare) ad ALFONSO Tusco Toscano è concesso l’uso dell’arma gentilizia descritta a margine, accordando l’uso dell’aquila imperiale in capo; DAVIDE patrizio di Cosenza nel XIX secolo. Il casato riconosciuto patrizio di Cosenza con Decreto del Capo del Governo del 19 marzo 1934.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento al leone di rosso, attraversata da una fascia del medesimo colore, caricata di tre gigli d’oro, il leone mirante una stella dello stesso nel cantone destro.

TOSTI

Titoli: duca di Valminuta, conte palatino

Dimora: Napoli, Roma

Motto: “Virtute rutilat”

Famiglia riconosciuta di antica nobiltà nel 1734 da re Carlo di Borbone; aggregata alla nobiltà di Gaeta nel 1736; decorata del titolo di conte palatino; con R. D. del 9 maggio 1880 del titolo di duca di Valminuta, i titoli riconosciuti con D. M. del 24 marzo 1911 e del 12 gennaio 1926. LUIGI, cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta, generale di cavalleria, gentiluomo di Corte di S.M. la regina Margherita e di S.A.R. la duchessa d’Aosta; GIOVANNI cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta; ANTONIO cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta; FULCO cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta, senatore del Regno, capitano di vascello della Regia Marina; MAURO ministro plenipotenziario del Regno; FRANCESCO cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta; GUIDO cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta; GABRIO cavaliere d’onore e devozione del S.M.O. di Malta; VANNI cavaliere d’Onore e devozione del S.M.O. di Malta.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al grifone d’oro linguato di rosso, accompagnato in punta da una stella d’oro, con la banda d’oro attraversata da un’altra banda del campo sovraccaricata da tre plinti (basamenti) d’argento.

TRABUCCO

Titoli: signore della Torretta di Marineo

Dimora: Palermo

famiglia siciliana nota dal XVI secolo, GIUSEPPE giudice della Gran Corte del Regno negli anni 1604/5, 1608/9, 1620/2; SALVATORE acquistò il feudo Torretta di Marineo, di cui ottenne investitura il 23 giugno 1773 e trasmise al figlio GIUSEPPE, che ne fu investito il 26 ottobre 1787 del titolo di barone della Torretta di Marineo per se i i suoi discendenti.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al monte di tre cime, uscente dalla punta, sulla sommità un bastone posto in banda, sostenente un leone d’oro, accompagnato da tre stelle dello stesso colore in fascia.

TRAMONTANA di Girgenti

Titoli: barone di Mezzograno

Dimora: Agrigento (Girgenti)

Famiglia siciliana nota dal XVI secolo, CESARE e FRANCESCO annotati nella mastra nobile del Mollica; SALVATORE che, come marito di Giovanna Tancredi, per “maritali nomine” barone del Mezzograno nella fine del secolo XVII; GIULIO giurato di Castronovo nell’anno 1798/9; SALVATORE , barone del Mezzograno per investitura del 21 giugno 1796, capitano di giustizia in Castronovo nell’anno 1800/1; dottor GIUSEPPE proconservatore in Naro nel 1804 ed insignito del titolo di barone di Mezzograno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro, accompagnata in capo da una stella d’argento, da tre monti d’oro di tre cime in punta.

TRAMONTANA

Titoli: barone

Dimora: Palermo

Motto: Patria honor fides”

Famiglia siciliana che con decreto “motu proprio” del re d’Italia Vittorio Emanuele III del 9 aprile e RR. LL. PP del 20 maggio 1928 ottenne il titolo di barone con successione del primogenito.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al palo d’oro accostato da due stelle dello stesso colore.

TRANFO

Titoli: patrizio di Tropea; il ramo quinto titolato di principe di Cosoleto

Dimora: Tropea, Palmi, Napoli

Motto: “ Sicut oliva in domo Domini”

Secondo alcuni storici il casato deriverebbe dalla famiglia Transo. Si trasferì da Nicotera a Tropea nel 1533 ed aggregata a quel patriziato sino all’abolizione dei sedili. Nel 1588 GIOVAN GIACOMO possedette Precacore, elevato a ducato il 26 settembre 1654 in persona di CARLO. La famiglia si divide in cinque rami. Il casato venne decorato del titolo di principe di Cosoleto per successione della famiglia Francoperta e tale titolo detenuto dal quinto ramo della famiglia in persona dei discendenti di GAETANO. Ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1724 in persona di ANTONIO; dichiarata ammissibile nella “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” nel 1850 in persona di ANTONIO, patrizio di Tropea, che poi in qualità di 2° tenente del “Battaglione Tiragliatori della Guardia Reale” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860/61 capitolando con l’armata il 14 febbraio 1861 in Gaeta.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro all’olivo al naturale sopra un monte di tre cime di verde movente dalla punta.

TRANSO o DI TRANSO

Titoli: marchese, patrizio napoletano

Dimora: Napoli

Famiglia di antica origine detta “di rango” (quando non sono certi i primi dati del casato e risalgono quasi sempre al X secolo), le prime memorie certe si hanno nella città di Gaeta ai tempi del regno angioino. Molti cavalieri appartenenti alla famiglia vennero uccisi nella difesa di Gaeta contro le truppe di Carlo VIII di Francia. BUONOMOLO, scampato alla strage, si trasferì in Sessa da dove perpetuò la famiglia. Il casato venne poi reintegrato nella nobiltà di Gaeta ed inserita nella nobiltà di Napoli al Seggio di Montagna. Ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1502, e decorata del titolo di marchese per successione di casa Gattola, titolo concesso da re Carlo di Borbone il 5 agosto 1741 a Riccardo Maria Gattola e passato alla figlia Maria Giuseppe e per “maritali nomine” al coniuge PIETRO Transo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro al leone di verde linguato di rosso.

TRAPANI

Titoli: marchese della Petina, marchese di Montepagano, nobile dei marchesi della Petina

Dimora: Napoli, Reggio Calabria

Famiglia originaria di Mazzara e trasferitasi in Reggio Calabria. FILIPPO MARIA il29 aprile 1719 decorato dall’imperatore Carlo VI del titolo di marchese di Petina, titolo che venne infisso su di un altro territorio denominato anch’esso Petina in Abruzzo. Con Real Rescritto del 13 marzo 1856 il titolo venne riconosciuto a PASQUALE, discendente di Filippo, il quale per il matrimonio con Maddalena di Gaeta, acquisì anche il titolo di marchese di Montepagano con Real Rescritto del 20 maggio 1841.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al castello d’argento di tre pezzi alla ghibellina e sinistrato da un porco marino d’argento.

TRASMONDI

Titoli: marchese di Introdacqua

Dimora: Sulmona

Di antica origine, decorata del titolo di marchese d’Introdacqua in persona di NICOLA ANTONIO da re Carlo II nel 1700, riconosciuto con R. Rescritto del Regno delle Due Sicilie il 24 aprile 1839; EMANUELE marchese di Introdacqua nel XIX secolo, ultimo iscritto FRANCESCO MARIA nella prima metà del XX secolo. Un ramo si trasferì in Roma ed ottenne da papa Gregorio XVI il titolo di barone.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato da uno scaglione d’argento; 1° d’oro a due colombe al naturale affrontate, 2° di rosso alla mezza luna d’oro.

TRAVALI

Titoli: nobile

Dimora: Palermo

La nobiltà del casato venne provata il 10 dicembre 1834 dalla Commissione per i Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie; GIUSEPPE con “biglietto reale” del 14 maggio 1813 venne nominato capitano d’ordine della Camera dei Comuni; BENEDETTO segretario particolare di Ruggiero Settimo nel 1848 ed incaricato del protocollo del Consiglio dei Ministri e nel 1860 fu capo di gabinetto del Consiglio dei Ministri del Governo dittatoriale di Garibaldi, nel 1862 direttore generale del Tesoro in Sicilia; GIUSEPPE, dottore in legge, soprintendente del Regio Archivio di Stato di Palermo, membro e segretario della Commissione Araldica siciliana, vice-segretario della Regia Accademia delle Scienze, lettere e belle arti di Palermo, ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, grande ufficiale della Corona d’Italia, ufficiale dell’Accademia di Francia.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro all’albero sradicato al naturale sostenuto da un leone d’oro con la testa rivolta.

TRESCA e TRESCA CARDUCCI

Titoli: nobile, il ramo Tresca Carducci: principe di Valenzano, duca di Ostuni, patrizio di Bari

Dimora: Lecce, Bari, Napoli

Famiglia feudataria stabilitasi con i normanni nella città di Giovinazzo diramandosi nel XV secolo in Bari; un ramo si stabilì nel XVI secolo in Lecce per il matrimonio di FABRIZIO, nativo di Bari, con Andronica Castriota Scanderberg in Lecce. Il casato ricevuto nell’Ordine di Malta dal 1702 ed iscritto nel Registro delle Piazze Chiuse. FRANCESCO, VINCENZO e BERNARDINO iscritti nel Priorato di Barletta nel 1801. FRANCESCO nobile nella prima metà del XX secolo. Un ramo del casato aggiunse il cognome Carducci per parentela contratta in Bari, iscritta nell’Ordine di Malta dal 1587, ed iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse, DOMENICO Tresca Carducci per il matrimonio con Maria Carmela Zavaglios, unica figlia del principe Francesco, ereditò i seguenti titoli: principe di Valenzano, duca di Ostuni, patrizio di Bari; GIOVANNI Tresca Carducci, combattente della I guerra mondiale, decorato croce di guerra, e del distintivo d’onore feriti in guerra

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922; Il ramo Tresca Carducci iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata in capo da tre rose d’argento ordinate in fascia, in punta di tre bande d’oro.

TRIMARCHI

Titoli: barone di Villa Marchese

Dimora: Messina

Famiglia stabilitasi in Messina nel XVI secolo, discendente da POLIDORO seguace di re Alfonso d’Aragona e milite nella conquista del Regno di Napoli; GIORGIO famoso capitano di ventura nelle milizie di Francesco Sforza; suoi discendenti : LUIGI segretario e consultore di re Giovanni d’Aragona; GIUSEPPE che nell’impresa contro i saraceni nell’isola di Gerbi si distinse come valoroso combattente ed armò una propria galeotta (nave da battaglia); GIUSEPPE consigliere del concistoro nel 1775 e giudice della Gran Corte in Palermo nel 1784. Il casato possedette la baronia di Banderia e Villa Marchese, nel 1592 inserita nell’Ordine di Malta; MATTEO il 5 ottobre 1791 investito del titolo di barone di Villa Marchese.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla sbarra d’oro accompagnata da tre martelli d’oro disposti due a uno.

TRIOLO

Titoli: barone di Radilbesi

Dimora: Alcamo

Famiglia siciliana, si crede originaria di Venezia, passata in Napoli e poi in Sicilia nel secolo XVI con GIAN ANDREA, capitano d’arme dell’imperatore Carlo V, stabilendosi in Piazza Armerina, e i discendenti in Alcamo; FRANCESCO capitano e giustiziere di Alcamo nel 1626; GIUSEPPE stessa carica nel 1663; FRANCESCO governatore di Alcamo nel 1688; GIUSEPPE cavaliere di “giustizia” dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio nel 1799. Il casato possedette il feudo di Geraci, le baronie di Sant’Anna e di Ribaldesi. GIOVANNI barone di Ribaldesi con investitura del 6 giugno 1762.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia accompagnata da tre bisanti posti due a uno il tutto d’oro.

TUCCARI

Titoli: barone di San Carlo, nobile dei baroni

Dimora: Castiglione di Sicilia, Roma

Si ritiene originaria di Lucca passata in Messina nel 1286 con POMPEO, da qui in Castiglione territorio di Catania. Il casato venne ricordato tra le famiglie che andarono ad accogliere imperatore Carlo III di Spagna nell’indice delle famiglie nobili esistenti nell’Archivio Provinciale di Messina; ascritta nella Mastra Nobile di Messina e nel 1622 in persona di GIOVANNI, senatore, che trapiantò il suo ramo da Messina in Castiglione di Sicilia; GIOVANNI fissò la sua dimora in Castiglione, sposò nel 1809 Barbara Calì Sardo di San Carlo e per estinzione della famiglia ne ereditò il titolo di barone di San Carlo, riconosciuto poi ad ATTILIO con RR. LL. PP (Regie Lettere Patenti) del 16 novembre 1924; titolo riconosciuto con D. P. del 7 ottobre 1930 e conseguentemente con D.M. del 17 maggio 1928 in persona di GIOVANNI ed ENRICO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro allo scaglione d’argento accompagnato in capo da una cometa ondeggiante in banda e in punta da una ruota di otto raggi, il tutto d’oro.

TUFARELLI

Titoli: conte

Dimora: Napoli, Calabria

Originaria della Calabria, passata in Napoli nel XVII secolo, ed imparentata con le più nobili famiglie. Decorata da Sua Santità papa Leone XIII del titolo di conte in data 20 dicembre 1881, e riconosciuto dal Regno d’Italia con R. D. del 9 agosto 1926 e RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 13 gennaio 1927. FRANCESCO conte nella prima metà del XX secolo; CARMELO, magistrato, decorato croce di guerra del 1915/18; GIULIO maggiore d’artiglieria, decorato medaglia di bronzo al valor militare guerra 1915/18; GIORGIO invalido di guerra e decorato croce di guerra 1915/18.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al braccio destro vestito di verde movente dal lato sinistro dello scudo, tenente con la mano di carnagione tre rose di rosso gambute e fogliate di verde, sormontate da tre stelle d’oro.

DEL TUFO di Pieschici e di Torre Loggia

Titoli: principe, principe d’Ischitella, principe di Migliano, duca di Roccamandolfi, marchese di Matino, marchese di San Marco, marchese di Collelungo, marchese di Trevico; ramo secondario: patrizio di Aversa, marchese di Chiuppeto

Dimora: Napoli, Aversa

Antica famiglia di Aversa, di origine normanna, probabilmente prese il cognome dalla signoria di Tufo posseduta dal 1119. Ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1512, iscritta al Registro dei Cavalieri di giustizia; passata in Napoli fu una delle famiglie fondatrici del “Monte delle 20 famiglie”, decorata del titolo di marchese di Matino con Real Diploma del 31 agosto 1644.

FRANCESCO alfiere del “15° Battaglione Cacciatori” ha partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.

Per il matrimonio di GIOVANNI, marchese di Matino, con la nobile Caterina Pignatelli, passarono nella famiglia i seguenti titoli: duca di Roccamandolfi, marchese di san Marco, marchese di Collelungo; ASCANIO ultimo intestatario del feudo di Matino nel Cedolario di Terra d’Otranto. Per il matrimonio di CESARE con donna Antonia Pinto y Mendoza, unica figlia del principe di Ischitella, i seguenti titoli passarono nella famiglia del Tufo: principe d’Ischitella, principe sul cognome, principe di Migliano, marchese di Trevico. Tutti i titoli su indicati vennero riconosciuti ad ASCANIO, figlio dei predetti, con RR. LL.PP. (Regie Lettere Patenti) del 16 maggio e D. M. del 19 giugno 1898. Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

L’altro ramo patrizio di Aversa, decorato del marchesato di Chiuppeto, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di nero alla punta d’argento carica di uno scaglione del campo e sormontata da un lambello di tre pendenti d’oro.

TUPPUTI e TUPPUTI SCHINOSA

Titoli: marchese

Dimora: Bisceglie, Napoli

Famiglia di origine lombarda, passata a Napoli ed in Andria trasferendosi poi in Bisceglie; decorata del titolo di marchese dal 1579 con concessione di re Filippo II in persona di Don TOMMASO, riconosciuta in tale titolo dalla Real Camera di Santa Chiara nel 1785 e con Regio Rescritto dell’11 aprile 1840. Illustre personaggio di questa famiglia fu il generale OTTAVIO (1789 – 1865), ufficiale del Regno di Napoli di Gioacchino Murat, combatté con le truppe napoleoniche in Spagna e Russia, presente alla battaglia di Jena ed in tutte le campagne che terminarono con la pace di Tilsitt. Compì numerosi atti di valore, elogiato personalmente da Napoleone a re Murat, riportò otto ferite in guerra, alla battaglia di Vilna venne decorato della Legion d’Onore (la più alta onorificenza francese), decorato per il suo alto valore della croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Spagna, di cavaliere di San Stanislao in Polonia, continuò la carriera con i Borbone del Regno delle Due Sicilie, coinvolto nei moti costituzionali del 1820 venne condannato a morte e poi graziato, nel 1860 all’arrivo dei piemontesi nominato comandate generale della Guardia Nazionale di Napoli, senatore del Regno d’Italia nel 1861, a lui è dedicata una strada nel quartiere di Forcella in Napoli. GIUSEPPE adottato dallo zio materno Giuseppe Schinosa, aggiunse al proprio il cognome Schinosa, dando origine ad un altro ramo della famiglia alla fine del XIX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone al naturale coronato d’oro, tenente tra le branche un ramo di alloro di verde, attraversato da una fascia di rosso convessa, orlata d’oro caricata da una stella dello stesso posta tra due mezzelune d’argento affrontate.

DE TURRIS

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Originaria di Massalubrense, detta anticamente de Turri; NICOLÒ consigliere di re Roberto; il casato possedette i feudi in Abruzzo, ammesso nell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, il 15 gennaio 1834 venne dichiarata ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo dalla Regia Commissione dei Titoli di Nobiltà.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre di nero sulla campagna al naturale, con una mano di carnagione uscente dalla destra della torre impugnante una spada d’argento, tenuta in palo.

TURRISI

Titoli: ramo principale barone di Gorgo e di Buonvicino; ramo secondario: signore di San Giorgio Ogliastro

Dimora: Palermo, Castel buono

Famiglia siciliana. MARIO il 29 dicembre 1803 ottenne il titolo di barone di Gorgo o Gorgio e di Buonvicino; con il quale titolo troviamo iscritto nell’elenco Ufficiale definitivo delle Famiglie Nobili e Titolate della Regione Siciliana MAURO già deputato al parlamento nazionale e senatore del Regno d’Italia nel XIX secolo; un altro ramo investito del titolo di signore di San Giorgio Ogliastro in persona di VINCENZO il 14 ottobre 1805, e di signore di Palmintieri il 10 dicembre 1812.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’azzurro alla torre quadrata d’oro di due palchi, fondata sopra un ristretto di terra al naturale, sostenuta da due leoni d’oro linguati di rosso, affrontanti, accompagnata in capo da tre stelle d’argento.

TURRISI GRIFEO

Titoli: per successione casa Grifeo principe di Partanna, duca di Cimmina, duca di Floridia;

per successione casa Gravina: principe di Palagonia, principe di Lercara, duca di Alcara, marchese di Francoforte, marchese di Antella, marchese di Bifora, marchese di Delia, barone di Calatabiano, barone di Sanfratello, barone di Fiumefreddo, di San Basile e Laura, barone di Stallaini, signore della Cadera e di Misilini

Dimora: Palermo, Castelbuono

Ramo della famiglia precedente, succeduto ai titoli delle famiglie Grifeo e Gravina, riconosciuti con D. M. del 1902 in persona di MAURO; e di seguito a GIUSEPPE capitano dei bersaglieri, decorato di medaglia di bronzo al valor militare guerra 1915/18 vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: 1°d’azzurro alla torre quadrata d’oro di due palchi, fondata sopra un ristretto di terra al naturale, sostenuta da due leoni d’oro linguati di rosso, affrontanti, accompagnata incapo da tre stelle d’argento (Turrisi) 2° d’oro troncato: sopra il grifone di nero passante, sotto tre bande d’azzurro (Grifeo).

 

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