Crispi fu condotto da due bersaglieri di Adua, che (ci dissero) se lo lavoravan ben bene, anche a nome di tanti altri colleghi. Faceva freddo: eravamo sulle sommità dei Tremonti Lunardi, donde un ingannevole miraggio proietta immagini di benessere, che però immantinente si riduce a modestia, indi in ammanco, per alfine dissolversi nella realtà del nulla. Sulla spianata vi era un gran tavolo sgangherato, e dei Lazzari s'apprestavan alla Bonafficiata. Lazzaro assuntore: Pascalì, na seggia a o dottore, e n'ata a o Ministro! Accesi il registratore. Brigantino: Presidente Francesco Crispi, presentatevi pure! Crispi: Non mi conosci, nullità? Fui politico (e mascolo) potente. Ribera di Girgenti mi diè natali nel 1818 da albanese schiatta, dipartendomi infin a Napoli al 1901. In questa fetentissima città cominciò, con l'avvocatura, la mia fulgida carriera, poi nel 1844 entrai nella massoneria inglese, che fomentava la rivolta antiborbonica. Lazzaro assuntore: 'A mano è libera! Brigantino: Perché l'Inghilterra era contro le Due Sicilie? Crispi: In due parole? Perché facevano schifo! L'Inghilterra volea Ferdinando sottomesso, qual suo valletto mediterraneo, e invece il Borbone (cornutissimo) facea l'indipendente! Non solo, ma ardì montar industrie, invece che comperar le buone merci inglesi! Nel 1848, scoppiò l'insurrezione per la siciliana indipendenza, e lì fui membro del governo provvisorio, nonché deputato ai Comuni. Gli Inglesi avean inviato molti denari, ed io votai secondo la di loro coscienza, per la proclamazione di un re di Sicilia prono ad Albione: un Savoia, per l'appunto. Ma il popolo, massa di minchioni, non fu con noi e le Potenze straniere si ritrassero, pel timore di smarrirsi nella rivoluzione. Il moto così fallì e andai all'esilio in Piemonte, poi a Londra, dove nel 1853 conobbi Mazzini e mutai il mio pensiero, votandomi all'unità d'Italia. Lazzaro assuntore: 80! A vucchella! Ministro, avite accummenzato bbuono! Guagliò, tutti assieme, m'arraccumanno! Crispi fu raggiunto da ottanta sputazzate in faccia! Brigantino: La Giovane Italia di Mazzini era integrata nella massoneria inglese? Crispi: Mi consenta, picciotto fetuso! La massoneria era istrumento del governo inglese! Questo ora si prodigava per la fabbricazione di uno Stato italiano unico, non già soltanto sentinella del Mediterraneo, bensì anche baluardo a Francia ed Austria! Mazzini, meschinetto, non fu mai integrato, ma usato! Il tema dell'unità di Italia, interpretato da Mazzini così romanticamente, serviva solo a dare lustrini al piano inglese, ed a mettere in imbarazzo le Potenze nemiche. Lazzaro assuntore: 32! 'O capitone! Jamme belli, guagliò! Crispi si buscò altre trentadue sputazzate in faccia! Mi accorsi nel contempo che i bersaglieri, a ogni tirata, buttavano nell'olio bollente l'anima di un politico, contrassegnata all'uopo: mi sembrò, dalle fattezze, di ravvisar Cavour, che invero frisse, rilasciando molto grasso. Brigantino: Così fu inventato il Risorgimento? Crispi: Esattamente! L'ingerenza inglese fu mascherata in una rivoluzione italiana, di cui Albione moveva nell'ombra i fili: fu proclamata la Non Ingerenza negli affari italiani. Al dunque, infatti, Austria, Prussia e Russia restarono alla finestra, divise peraltro da reciproci rancori. Lazzaro assuntore: 'O pate delle criature! Crispi se la cavò stavolta con ventinove sputazzate, e quel che riconobbi come Vittorio Emanuele Secondo finì nell'olio bollente, singhiozzando in francese. Brigantino: E voi vi trasformaste nuovamente. Crispi: Sei un cronista da operetta! Nel 1859, divenni monarchico e fui il principale organizzatore della spedizione dei mille. Brigantino: Si pensa che foste voi a creare la Mafia. Crispi: La Mafia? Allora non esisteva, ed io organizzai qualcosa, ma non darmi troppi meriti, puzzone! Se di lì a poco la Mafia proliferò, ciò avvenne in virtude di Garibaldi, con le vendite delle terre siciliane. Intanto io da filo sabaudo mi convertii al socialismo. Lazzaro assuntore: 62! 'O muorto acciso! Altro Lazzaro: Ambo! Lazzaro assuntore: Fermi tutti! Allora si raddoppia! Ben centoventiquattro sputazzate in faccia al Crispi! Lord Palmerston e Napoleone III andarono a farsi friggere! Brigantino: Continuaste a cambiare bandiera anche dopo l'unità. Crispi: Non ero io a cambiare, erano gli altri, caro il mio minchione! Nel 1861 fui deputato e ridivenni moderato. Nel 1876 fui pria presidente della Camera e indi poscia Ministro degli Interni. Brigantino: è vero che foste bigamo? Crispi: Fu una macchinazione della Magistratura comunista! Ed io non ebbi tempo per depenalizzare quella naturale pratica maschile! Brigantino: L'accusa non fermò la vostra carriera. Crispi: Dal 1887 fui Presidente del Consiglio. Attuai, con il Savoia, una politica di gran prestigio internazionale, promossi l'espansione coloniale in Africa. Elevai dazi a difesa della giovin industria nazionale, cambiai l'Italia, il fisco, la scuola! Rafforzai lo Stato. In due parole? Fui un grande! Brigantino: Perché tanta violenza contro la Sicilia nei moti del 1893? Crispi: I miei ex paesani, straminchioni, non capiscono altro linguaggio che il bastone! Quei morti di fame insorsero, quando di emigrare avean libertà piena! Ingrati! Proclamai lo stato d'assedio, con fucilazioni ed arresti in massa. Tolsi la libertà di stampa in tutta Italia e misi il Partito Socialista fuori legge. Morale? I Siciliani si piegarono! Brigantino: Milioni di Meridionali furono costretti ad emigrare. Crispi: Questo mi inorgoglisce! Ho creato almeno 6 milioni di posti di lavoro. All'estero. Ho liberato la nazione di zavorra maleodorante. Gli elettori mi premiarono nel 1895 con la maggioranza assoluta. Brigantino: Poi nel 1896 l'esercito fu sconfitto ad Adua e la vostra stella si eclissò. Crispi: Maledetti negri! Ma la nostra civiltà resta superiore alla loro! Lazzaro assuntore: 71! L'ommo 'e merda! Altro Lazzaro: Cartella e Panariello! Fatta! Crispi fu sommerso dalle sputazzate, e nella padella finirono a calci Rattazzi, Giolitti, De Pretis, Beccaris e tanti altri. Ma, MERAVIGLIA! Alla vista dell'ultimo uomo che veniva buttato nell'olio bollente, GRIDAI stupito: Brigantino: ISSO ....!!! Ma come è possibile, se era ancora vivo quando ho intrapreso il viaggio?! Non mi vorrete far sperare che ... |