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Abbandonata Genova la rassegna internazionale si trasferisce in Campania

Crociere, Napoli milionaria

Seatrade sceglie il Vesuvio

di Bianca d'Antonio

Napoli. Confermate le anticipazioni del Secolo XIX. Dopo aver “bagnato il naso” a Genova, Napoli batte anche Barcellona e si aggiudica la sesta edizione del Seatrade Med & Cruise, una delle principali manifestazioni dello shipping internazionale e dei business legati al mondo delle crociere.

Dopo il trasloco da Genova, città e porto considerati non più idonei all'evento, gli organizzatori londinesi di Seatrade hanno iniziato a trattare con Napoli e Barcellona. Alla fine, grazie anche alle sinergie fra l'Authority guidata da Francesco Nerli, gli enti locali (Bassolino e Rosa Russo lervolino) e gli imprenditori (Nicola Coccia, Presidente di Confitarma), il capoluogo campano ha battuto la concorrenza dell'agguerrito porto catalano, in lizza fino all'ultimo. Il Seatrade si svolgerà dal 18 al 20 ottobre del 2006 e convoglierà su Napoli circa 4000 tra espositori, delegati e visitatori di 50 Paesi e 250 espositori che rappresentano l'intero mercato crocieristico. Considerevole la ricaduta economica diretta sulla regione: 10/12 milioni di euro. Oltre all'indotto e agli effetti futuri sul turismo. Un piatto ricco, sfuggito completamente a Genova.

Il Seatrade targato Napoli si svilupperà su una tensostruttura (alla stazione marittima) di 6600 mq. Di cui 4000 per spazi espositivi. Intanto lo staff portuale, capitanato dal presidente Francesco Nerli, dal segretario generale dell'Authority Pietro Capogreco e dal presidente della Terminal Napoli Nicola Coccia (tutti impegnati ieri sera in abbonanti e festose libagioni), sta già lavorando per l'edizione del 2008 (la manifestazione ha cadenza biennale). La notizia della scelta è stata ufficializzata ieri da Nerli e da Nicola Coccia alla presenza dell'amministratore delegato del Seatrade, Chris Haymann e dei responsabili degli enti locali.

«Seatrade - ha affermato Nerli - farà di Napoli la capitale mondiale del mercato crocieristico. Si tratta di una scelta non casuale, che risponde ad una serie di motivazioni: il porto, nel traffico crocieristico, registra una crescita, dal 2000 al 2005, del 114% con circa 870 mila passeggeri e del 43% nel settore cabotiero con oltre un milione di passeggeri. Inoltre, nello scalo partenopeo, le crociere arrivano ormai tutto l'anno. E questo significa che è possibile organizzarsi».

«Al Seatrade saranno presenti i più grossi tour operator a livello mondiale - ha aggiunto Nicola Coccia - sono loro che devono calamitare il turismo su Napoli. Se ci sapremo vendere questa carta, il futuro turistico della Campania avrà fatto un enorme passo avanti. Nei prossimi 10 anni circa dieci milioni di crocieristi transiteranno per l'Italia. Napoli è in pole position per catturarne una bella fetta. Del resto stanno crescendo le compagnie che scelgono Napoli come home port e questo significa che i passeggeri si fermano in città o prima o dopo l'imbarco. In quest'ottica, il Seatrade diventa in assoluto l'occasione da non perdere».

Umberto Masucci, presidente di Federagenti, non ha nascosto la propria soddisfazione per la scelta campana: «Seatrade è la fiera numero uno al mondo in materia di traghetti e crociere, è importante che sia rimasta in Italia. E il sistema Italia che deve dare una buona immagine di sé. Dobbiamo ragionare in questi termini. Lo impone il mercato. Il futuro della portualità italiana è nella collaborazione».


Il Secolo XIX, 23 novembre 2005

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