Le pagine della Cultura

 

 L’enigma Sicilia

articolo di Friedrich Häusler, Erlesheim, febbraio 1962 (postatoci a G.Tizza)

Premessa

Fra il meraviglioso gioco di colori sulla riva del mare amorevolmente soleggiata e gli spaventosi tumulti sotterranei provenienti dalle fauci di fuoco dei vulcani, il fumo delle fumarole, il bollore dei fanghi e delle acque termali e le evaporazioni delle solfatare si sente la tensione della drammaticità delle attività creatrici naturali nelle quotidiane ripercussioni che si sfogano in Sicilia. Ad essi le generazioni passate hanno aggiunto quelle opere architettoniche, oggi in rovina, la cui tensione drammatica si estende dalla maestà dei templi greci fino all’intimo calore dei mosaici del primo periodo del cristianesimo.

L’enigma dell’effetto sovrapposto di questo mondo di immagini si diffonde oggi tramite esperienze e relazioni di viaggi, e opere fotografiche, in tutto il mondo culturale. L’enigmatica impressione fotografica si è schiarita di poco da quanto ci raccontano i tesori rinvenuti negli archivi e nelle biblioteche. Forse qualche oscurità si è oscurata ancora di più e qualche nebbia si è resa più densa dalla incomprensibilità dalla spenta presa di coscienza che si ricava dai testi ritrovati. Solo dopo una interiore illuminazione tramite le leggi cosmiche e l’evoluzione umana si può ridare vita alle vecchie immagini. Ma queste leggi devono essere,

esse stesse, disponibili in una forma nuova, in modo che siano accessibile alla moderna ragione umana. In forma archetipa ed esemplare le leggi dell’evoluzione scoperte da Rudolf Steiner si possono trovare nelle sue pubblicazioni di scienze spirituali.

Decenni fa, alla luce dei risultati di Rudolf Stainer riferiti alla globalità del mondo moderno, ho cercato di chiarire la natura precipua della storia siciliana. A causa dell’affievolimento dell’interesse generale per la Sicilia, dovuto a cause esterne, un impegno del genere non ha potuto portare che ad un manoscritto. Oggi sembra che sia diventato di nuovo attuale per il fatto che il suo contenuto, il suo valore e il suo significato in molte rappresentazioni moderne del mondo siciliano che si muovono nell’immaginario potrebbe accrescersi. La pubblicazione viene tentata per i succitati motivi, anche se la presente metodica di rappresentazione può comprensibilmente suscitare critiche. Si è cercato di seguire le linee guida marcate dalle rovine conservate nei vari capitoli del libro. Con ciò agli incroci, in cui si incontrano le fila del tessuto, si ritrovano, su diverse fila, le stesse immagini. Se non si porge attenzione al fatto che queste immagini come le lettere prendono in una parola un significato diverso da un’altra, possono essere percepiti come stucchevoli ripetitivi. Una seconda difficoltà risulta dalla peculiarità della storia siciliana, che scorre in una successione di situazioni assolutamente caotiche e periodi tali, in cui con un sovrumano spiegamento di forze si tende a raggiungere un sociale ordine di benessere. Se si vuole dirigere la prospettiva dallo sfondo del caos sulla dominazione e sulle forze di ordinamento, si riscontra la necessità di addurre una miriade di particolari, che potrebbe essere vista come un semplice fardello.

I particolari decorsi della evoluzione siciliana hanno la loro motivazione nel fatto che sull'isola, posta al baricentro della regione del Mediterraneo, si irradiano tutti gli avvenimenti che si susseguono sulla costa del Mar Mediterraneo. I riflessi che emanano dal punto di focalizzazione non vengono però trattenuti dalle coste mediterranee, bensì permeano l’intero mondo culturale.

Con ciò viene affermato allo stesso tempo, che lo sviluppo delle attività culturali creatrici in Sicilia si è dovuto limitare ai secoli che vanno dall’VIII a.C, al XV d.C. Allo stesso tempo viene con ciò accettato, che le  strapotenti figure di condottieri che fuoriescono dal processo di divenire, non potevano essere più veicoli di forze eroiche primordiali e neanche rappresentanti di una umana drammaticità moderna. L’incosciente essere compresi in un tessuto storico in cui non è penetrata la coscienza umana prevale e va a coprire i più potenti sforzi di un pensiero e di un volere personali. Questi sforzi sono, ciononostante, indicativi. Si muovono però sempre fra i pericoli, che si manifestino essi stessi ancora dai postumi fosforescenti del processo storico di allora.

Il mago Cagliostro che, alla fine del XVIII secolo brillava alle corti dei Re d’Europa e nei loro istituti scientifici, e i capi dell’odierno sottomondo americano provenienti dalla Sicilia hanno mostrato allo sbigottito mondo contemporaneo, quali effetti rivoluzionari possono avere figure brutali inferiori per la razza umana. Una volta tramite loro venivano chiamate a testimoniare nell’uomo le migliori forze costruttive a possenti sforzi per il futuro.

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