Le Pagine di Storia

Letture e monografie del periodo

Ferdinando IV di Borbone

(III di Sicilia, I delle due Sicilie)

1751 - 1825

Medaglia in bronzo del 1799 (collezione Francesco di Rauso, Caserta). Clicca sull'immagine per ingrandire

Ricordato anche come Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, assunse nel 1816 il numerale "I" con l'unificazione dei due Regni di Sicilia nel Regno delle Due Sicilie, pensando così di mettersi al riparo da future divisioni dei suoi domini, già tentate dall'Inghilterra nel corso del Congresso di Vienna, tenutosi l'anno precedente.

Figlio di Carlo, salì al trono il 6 ottobre 1759 quando il padre assunse la corona spagnola. Essendo Ferdinando minorenne, fu insediato un consiglio di reggenza guidato dal primo ministro Tanucci. Il Re venne affidato al il principe di San Nicandro, che provvide alla sua istruzione.

Nel maggio 1768 sposò giovanissimo Maria Carolina d'Asburgo-Lorena (1752-1814), figlia dell'imperatrice Maria Teresa, che mirò a svincolare lo Stato dalla tutela spagnola, promosse numerose riforme e si mostrò spregiudicata protettrice di spiriti "illuminati".

La loro Corte offrì ospitalità agli intellettuali e Napoli era seconda solo a Parigi per il fiorire degli studi filosofici, giuridici e scientifici (Della Porta, Giannone, Vico, Genovesi, Filangieri), le dottrine illuministiche nacquero nella capitale del Sud, che insieme a Milano generò (e non assorbì semplicemente l'illuminismo).

Medaglia del 1779 in bronzo coniata a Palermo per la fondazione della Reale Accademia degli studi di Palermo. Clicca sull'immagine per ingrandire. Visita la pagina delle medaglie storiche siciliane.

Occorre confutare il luogo comune sulla rozzezza del re Ferdinando, sul disgusto che l'erede del raffinato Carlo avrebbe provato nei confronti di ogni forma di cultura. L'attenzione e sensibilità del Re alla vita culturale è testimoniata anche dal trasferimento da Roma a Napoli della famosa Collezione archeologica Farnese, di sua personale proprietà e di incommensurabile valore, donata al Museo Borbonico, ancora oggi uno dei più importanti del mondo (dopo l'annessione, fu ribattezzato "Museo nazionale").

Fu certamente di gusti popolareschi e preferì il contatto diretto con la gente semplice, come i pescatori del quartiere di Santa Lucia, da qui il soprannome di "re lazzarone". Per rimarcare la propria indipendenza dal papato nel 1776 Ferdinando IV soppresse la secolare usanza dell'omaggio feudale alla Chiesa, la cosiddetta la Chinea (una mula bianca con relativa somma di denaro che ogni anno il 28 giugno i re meridionali offrivano al papa in segno di vassallaggio), sopravvissuta al concordato del 1741.

Medaglia in argento del 1768, coniata per il matrimonio di Ferdinando IV con Maria Carolina (collezione Francesco di Rauso, Caserta) clicca sull'immagine per ingrandire

Il 20 giugno 1773 iniziarono i lavori per la costruzione del cantiere navale di Castellammare di Stabia, necessario per il potenziamento dell'Armata del Mare ed il 19 ottobre 1783 fu varata la prima nave, la fregata "Minerva" (nel 1778 era stato chiamato a Napoli per riorganizzare la Marina l'ammiraglio inglese John Francis Edwards Acton (1736-1811). Grazie all'appoggio della regina Maria Carolina, questi ebbe importanti incarichi politici, quali ministro degli Esteri e Primo Ministro. La sua famiglia si trapiantò nel nostro Paese e divenne napoletana.

Maria Carolina, dipinto del Landini, 1787, Museo di Capodimonte

Intanto alla fine del 1700 sorgevano a Napoli i primi pastifici artigianali, che vennero perfezionandosi con l'introduzione di nuovi macchinari. Ferdinando, pur non dichiarandosi "illuminato", promosse iniziative che oggi chiameremo sociali, il suo capolavoro fu l'istituzione dell'opificio di San Leucio, presso la reggia di Caserta.

Medaglia del 1772 in bronzo coniata a Palermo per la costruzione dell’Albergo dei Poveri in Palermo. Clicca sull'immagine per ingrandire. Visita la pagina delle medaglie storiche siciliane.

Inizialmente era il luogo preferito dal sovrano per la caccia ma poi fu trasformato nel luogo dove furono prodotti velluti e sete di grandissimo pregio, era retto da uno statuto a impronta " socialista", dettato personalmente da Ferdinando, rifinito dai suoi giuristi, che fu magnificato in tutta Europa. Lasciamo la parola al Re:

"avendo avuto la disgrazia di perdere il mio primogenito (Carlo Tito di soli tre anni) e per questo motivo non andandoci più stimai di fare di quella abitazione un più utile uso. Gli abitanti con altre quattordici famiglie aggregate erano giunti al numero di 134 anche per la bontà dell'aria, la tranquillità e la pace domestica in cui vivevano. E temendo che tanti fanciulli e fanciulle per mancanza di educazione divenissero un giorno una pericolosa società di scostumati e malviventi pensai di trasformare il mio casino in casa di educazione. Rivolsi dunque altrove le mie mire e pensai di ridurre quella popolazione che sempre più aumenta utile allo stato, utile alle famiglie e utile finalmente ad ognuno di essi. Utile allo stato introducendo una manifattura di sete grezze e lavorate di diverse specie procurando di ridarle alla miglior perfezione possibile e tale da servir da modello ad altre più grandi. Utile alle famiglie portandole ad uno stato da potersi mantenere con agio senza pianger miserie togliendosi ogni motivo di lusso col'uguaglianza e semplicità di vestire. Utile ad ogni individuo perché ben educati dai loro genitori, istruiti in seguito nelle scuole già introdotte ed in ultimo animati dal lavoro dei loro compagni e fratelli e dal buon lucro ci si avvezzeranno e talmente ci si affezioneranno che fuggiranno l'ozio padre di tutti i vizi."

Schieratosi contro la Francia, dovette lasciare Napoli nel 1798, alla vigilia dell'invasione francese.

Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, divenne Ferdinando I del Regno delle due Sicilie nel 1816.

La regina Maria Carolina

I vicerè di Sicilia

  • (1755 Giovanni Fogliani Aragona marchese di Pellegrino)

  • 1773 Serafino Filangeri Arcivescovo di Palermo

  • 1775 Marc'Antonio Colonna principe di Stigliano

  • 1781 Domenico Caracciolo marchese di Villamarina

  • 1786 Francesco d'Aquino, principe di Caramanico

  • 1794 Francesco D'Aquino principe di Caramanico

  • 1795 Francesco Lopez y Royo Arcivescovo di Palermo

  • 1798 Tommaso Ferrao principe di Luzzi

  • 1802 Domenico Pignatelli Arcivescovo di Palermo

  • 1803 Alessandro Filangeri Principe di Cutò

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