artisti del sud: Ettore Frani

Phisis

 

Tratto dalla mostra “PHISIS”, curata da Maurizio Vitiello, tenutasi presso il “MUSEO MINERALOGICO CAMPANO Fondazione Discepolo”, diretto da  Umberto Celentano (Via San Ciro, 2  80069 Vico Equense - Napoli; tel./fax 081/801.56.68; www.museomineralogicocampano.it).

10 aprile 2005 - 30 giugno 2005

scheda della mostra a cura di Maurizio Vitiello

L'opera presentata, Phisis”,  rimanda in maniera “altra” e trasversale alla sezione di un minerale, pur essendo il particolare, al microscopio, di una neoplasia, quasi a voler significare l'opera devastante a volte perpetrata dall'uomo nei confronti della natura e dell'ambiente in nome di un consumismo, che in verità a poco a poco ci consuma.

Già abbiamo scritto su Ettore Frani, in occasione dell’ultima sua mostra, curata da Antonio Picariello, allestita alla “Neoartgallery”  di Roma, che si presentava eloquente nel suo taglio deciso e modernissimo.
Le opere dell’artista fanno scattare pensieri che si rincorrono.
Sono palpabili nelle immagini le irrequietezze della vita contemporanea e le dissolute visioni che si aprono all’uomo contemporaneo.
Le sue immagini sono di sensibilissima rifrazione cosmica e di notevole impatto umano.
La sua serie di quadri ci racconta di sentimenti fugati e di sentimenti rappresi ed anche di sentimenti ricercati.
Ogni suo lavoro è sulla vita che c’è e su quella che ti sfugge.
Scrive Antonio Picariello in un passaggio di un precedente catalogo: “Ettore Frani ribalta l’insieme con la semplicità della sensibilizzazione. Tema universale tra immagine del dolore che fossilizza la sensazione, la partecipazione nel durante senza la possibilità di revisione, l’attimo centrato con il piacere di esistere cogliendo i frammenti che si combinano non nel genere e con la catalogazione ma con la casualità della vicinanza: frammenti di cemento fossilizzati con piccole sostanze organiche, frammenti carnali e pietre, polvere e carte memorie visioni atti della gioia e della disperazione, oblomovismi urbani, tutto attaccato in un figurativo che si scioglie tra bitume, cenere e olio, riconoscibile per segno ma accettato solo per la sensibilia ambientale ed ecomusealità della cultura.”
In conclusione, con questa breve nota intendiamo segnalare che Ettore Frani è un artista di notevole spessore, che sostanzia nei suoi ultimi lavori volti inseguiti da storie del quotidiano ed elaborazioni informali, su cui la materia o elaborata o gettata o segnata eleva a dignità consunzioni temporali o ammette stratificazioni artificiali.

Maurizio Vitiello

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