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Gladstone:
Mi
consenta!
Narrerò del perché son qui, ossia della mia famosa
lettera al primo ministro lord Aberdeen, del 17 luglio
1851, che fu poi diffusa in ogni angolo d’Europa dalle
ambasciate inglesi e dai rivoluzionari napoletani,
spalleggiati e sostenuti dalla nostra stampa. Vi dirò,
con malcelato orgoglio, che così iniziò la più vasta e
tenace campagna diffamatoria dell'800! Narravo in quella
lettera delle torture che il Re di Napoli facea agli
onesti detenuti politici liberali, affinché ne sortisse
l'immagine, in più che del tiranno, del mostro; parlai
di segrete, di sepolti vivi, di carcerieri aguzzini e
seviziatori. E concludevo magistralmente con la
celeberrima sentenza:
II
governo borbonico rappresenta l’incessante, deliberata
violazione di ogni diritto; l’assoluta persecuzione
delle virtù congiunta all’intelligenza, fatta in guisa
da colpire intere classi di cittadini, la perfetta
prostituzione della magistratura, come udii spessissimo
volte ripetere; la negazione di Dio, la
sovversione d’ogni idea morale e sociale eretta a
sistema di governo.
Brigantino:
Ma voi non visitaste alcuna prigione nelle Due Sicilie!
Perché riferiste quelle cose?
Gladstone:
Mi
consenta!
… Lei deve essere un burocrate togato subumano, non
tenti di fare uso politico della verità! Tornato a
Napoli nel periodo 1888-1889, fui festeggiato dai
maggiorenti del Partito Liberale, i quali volean
glorificarmi per la lettera con la negazione di Dio, e
per quelle successive; ma io confessai candidamente di
aver scritto per incarico del ministro Palmerston, ossia
del governo inglese e della massoneria, e che non ero
stato in nessun carcere, che avevo dato per veduto da me
quello che mi avevano detto i vostri rivoluzionari !
Brigantino:
Confessione tardiva! Ormai la frittata era fatta!
Gladstone:
Infatti all'epoca nessuno, tranne s’intende il governo
napoletano, mise in dubbio le mie fantasie. Fu una
grande operazione di propaganda, che portò presto
all’isolamento diplomatico delle Due Sicilie!
Brigantino:
Ma perché tanto odio nei confronti del nostro Antico
Stato, che si faceva i fatti suoi?
Gladstone:
Se li faceva fin troppo! Noi inglesi avevamo bisogno di
vassalli, mentre Re Ferdinando II era geloso
dell'indipendenza! Noi volevamo lo zolfo siciliano,
essenziale quanto oggi lo è il petrolio, Ferdinando
intendeva invece darlo al migliore offerente. Noi
volevamo esportare macchinari ed il modello liberista,
mentre Ferdinando i macchinari se li costruiva nel suo
Stato e promuoveva una società basata sulla solidarietà
interclassistica, e non sul profitto. Insomma, le Due
Sicilie dovevano scomparire! La conclusione della
lettera era pertanto corretta: il governo borbonico era
effettivamente la negazione di Dio, ossia
dell'Inghilterra…
Brigantino:
Perché sceglieste, voi inglesi, i Savoia per
portar a termine il misfatto?
Gladstone:
Perché l'oscuro ed affamato Piemonte, morente pei
debiti, era meglio manovrabile!
Brigantino:
Ci fu anche una storia di donne ...
Gladstone:
Vero! Lord Palmerston si era offeso perché sua nipote
Penelope Smith, moglie di Carlo, fratello di
Ferdinando II, non fu ammessa a corte come principessa
reale: …ma a Napoli, per via di certe malelingue,
la chiamavano "zoccola": siete così sessualmente
arretrati voi meridios!
Brigantino:
Perché, milord, non denunciaste mai i torturatori
dell’epoca: voi stessi Inglesi, per esempio, per le
sanguinose repressioni in Irlanda, India e nella stessa
Londra? Perché non vi autodenunciaste per aver
bombardato Genova nel '49, insorta contro l'oppressione
del Savoia? Perché in quegli anni lasciaste massacrare,
senza battere ciglio, Indios e Indiani d'America? Perché
faceste finta d'ignorare che negli USA all'epoca c'erano
gli schiavi? O ancora, perché non denunciaste il governo
italo-piemontese, da voi così favorito, che nel Sud
post-unitario torturò, imprigionò e fucilò senza
processo migliaia di patrioti e di gente comune?!! …Ed
avete mai contato quanti morti ha fatto la vostra
ideologia liberale, nelle fabbriche, nelle guerre
mondiali, negli emigranti, nelle colonie, nello
sfruttamento delle risorse!
Gladstone:
Mi consenta! È l’ora di friggere! |