lettere inedite che
D'Annunzio
13/05/2013
Salve, sono una studentessa del liceo
classico Giovanni XXIII di Marsala in provincia di Trapani. Quest'anno devo
affrontare gli esami di maturità e ho in mente di portare un percorso sulla
Sicilia e ovviamente non posso non parlare dei Florio. Durante i miei studi
sono venuta a conoscenza di una serie di lettere inedite che D'Annunzio
scrisse a Donna Franca Florio e vorrei portarne almeno una all'esame. Sono
riuscita a trovare soltanto alcune frasi, ma neanche una lettera completa.
Vorrei dunque sapere se avete qualche lettera o in caso contrario mi potete
dare altri riferimenti?Grazie in anticipo per la risposta. C. |
sant’Andrea Avellino
13/05/2013
Sono [...] su sant’Andrea Avellino (www.santandreaavellino.it).
Nella Chiesa di San Nicola alla Carità, sul lato destro della prima cappella
a sinistra (entrando), c’è un dipinto che raffigura sant’Andrea Avellino. Le
chiedo se ha notizie sul dipinto e una sua fotografia ad alta risoluzione.
Vi ringrazio ed invio cordiali saluti N.A. |
tutti i nomi
10/05/2013
Desidero avere i nomi di tutti equipaggi
che erano impegnati nella battaglia di Al Emen seconda Guerra Mondiale.
Fiduciosa in una vostra risposta. Desidero sapere il nome preciso del
destinatario grazie tante. G. |
Gendarmeria
26/04/2013
Salve, sto cercando notizie per una
ricerca sulla Gendarmeria
del regno di Napoli ed in special modo per quanto riguarda “l’Abruzzo ultra
primo” (Teramo e provincia). Sembra sparito tutto! In ogni caso sto cercando
di riscoprire i caduti, gli atti di valore, i premi e le punizioni per gli
uomini della gendarmeria fino alla cosiddetta unità. In fondo, a parte la
politica credo che i caduti dell’”arma” (di gendarmeria) per fatti di ordine
pubblico, lotta al banditismo, alla camorra ma anche per azioni di guerra
ecc.. vadano ricordati come è stato sinora pei Carabinieri. In un prossimo
futuro, quando anche l’Arma dei CC sarà cancellata ed inglobata dalla nuova
Polizia Italiana e dalla Gendarmeria Europea. La catarsi sarà completa e
ognuno potrà piangere i “propri” caduti. Se avete dei nomi, se vi risultato
avvenimenti se sapete quali pubblicazioni cercare ecc…. ; Vi ringrazio
anticipatamente. Enzo |
Giovanni verga
24/04/2013
Salve, sono una studentessa liceale di
quinto anno. Premetto che sono siciliana, precisamente della provincia di
Agrigento. Sto preparando una tesina sulla "questione Meridionale", che mi
ha appassionato tantissimo sin da quando ne sono venuta a conoscenza a
scuola. Devo farvi i miei complimenti più sinceri e meritati perché il
vostro sito mi ha aiutato tantissimo soprattutto per la trattazione della
parte storica. Vi ho scritto quest'e-mail perché nella sezione "cultura"
dove sono citati tutte le personalità importanti del Meridione manca Verga
o per lo meno non lo trovo io, che in un sito per strutturato e organizzato
come il vostro non può mancare. Mi sareste molto di aiuto se mi inviaste
alcuni documenti che possedete su Verga e la questione meridionale nella
produzione novellistica e romanzesca così da poter incrementare nel miglior
dei modi la mia tesina che appena finisco vi invierò per ringraziarvi del
vostro implicito ma diretto aiuto! Grazie infinite e continuate così! :) |
Veduta
24/04/2013
La colpa [della situazione attuale] che
tutti abbiamo (a nord come a sud) è di avere lasciato che demagoghi,
ignoranti, ladri (ben rappresentati in tutti i partiti politici,
associazioni e congreghe di ogni genere) si siano impadroniti del potere.
Ognuno di noi conosce alcuni di questi soggetti e li dovrebbe escludere. Chi
fa affari con le varie mafie è a sud come a nord, danneggia il mondo intero
e null'altro vuole se non denaro e potere. Vi spedisco una veduta di Napoli
da un'isola (Capri?), il motivo è mostrarvi luoghi a voi cari com'erano 150
anni fa. Buona giornata Gg.B.
 |
PD mai nato
22/04/2013
Io penso che il PD non sia mai nato. Le
componenti che dovevano dar corso alla nascita ed alla crescita del Partito
erano inconciliabili. E’ vero che i comunisti con la Bolognina avevano come
dire abiurato la loro origine, tuttavia la laicità del loro agire e del loro
pensare non poteva essere abbandonata. Di converso la concezione cattolica –
magari cristiana intesa come auspicio – dei democristiani non poteva
rinnovarsi fino al punto dal rinnegarla. Di qui un partito in fieri che non
ha mai trovato la strada per diventare tale. L’elezione del Presidente della
Repubblica ha dimostrato non già la debolezza che già avrebbe detto
qualcosa, ma l’inesistenza del Partito. Ciò significa che questo paese dovrà
sopportare per altri sette anni una figura aliena dall’autonomia perché
espressione di un accordo che sottende la nomina. Ciò potrà significare la
fine del sistema parlamentare sostituito da quello presidenziale e poi la
“riforma della giustizia” con la subordinazione della magistratura
all’esecutivo. Un caro saluto. Antonio
Il Portale del Sud aveva espresso la
propria critica al PD fin dalla sua nascita, basta rileggersi l'editoriale
di aprile 2007. Il futuro potrà essere quello descritto da Antonio
(presidenzialismo e berlusconismo), oppure peggio. Non è pessimismo il
nostro, bensì realismo basato sul fatto che sta venendo a
mancare ogni riferimento democratico per coloro che pur si impegnano per la solidarietà
e l'uguaglianza. |
è comodo guardare e
criticare
22/04/2013
Mi chiedo perché si continui a
denigrare tutto e tutti.
Mi chiedo parchè quest' Italia
rimanga ferma.
Mi chiedo perché le novità vengano
accolte sempre male.
Mi chiedo perché si diventa critici e
non attori, pittori, giocatori ecc...
Beh.... è molto comodo guardare e
criticare, stare fermi ad aspettare che qualcuno sbagli... anche a
caga##...
Gg. B.
Raccomandiamo di non inserire
parole volgari nei messaggi per non vedersele mutilate con "#"
|
Quadri, savoia,
debossizzare
18/04/2013
Mi congratulo per il vostro sito e mi
permetto di inviarvi una riproduzione fotografica di un dipinto di Francesco
Mancini di mia proprietà che rappresenta una festa a Napoli ( ? ), la
bandiera italiana può essere l'indizio per arrivare a qualcosa (fermo
restando i giudizi storici sull'invasione sabauda del sud e il valore
miserrimo di questa famiglia che tanto ha danneggiato l'Italia). Purtroppo
non posso affermare che il nord è debossizzato (il contrario), ora dobbiamo
demaronizzarlo. Spero di emigrare al sud in un prossimo futuro, per ora vi
ringrazio della vostra attenzione e spero potrete soddisfare la mia
curiosità riguardo al dipinto in oggetto. Buona giornata, G.B. |
Il grillo, garante del
“bellissimo”
ovvero nebbia fitta: visibilità nulla!
di Antonio Casolaro (8 aprile 2013)
A ciò va aggiunto che non è dato sapere
quando l’alta pressione recupererà il bel tempo o meglio il tempo che possa
consentire di veder più chiaro e quindi monti, dune, colline, mari e fiumi,
ma soprattutto uomini, donne, personaggi in cerca di autore, attori o
sedicenti tali, comprimari e figuranti, ballerine di prima, seconda e terza
fila della commedia che si sta recitando sul palcoscenico del paese, il cui
esito l’autore non ha scritto e che proprio per questa ragione può
concludersi in tragedia o farsa. [leggi
tutto] |
complimento
28/03/2013
Gent. ma Redazione, intanto mi
complimento per il Sito, fatto bene e soprattutto accessibile a tutti molto
chiaro e lineare. Desidero ricevere le Vs. news chiaramente per quando ci
sono. Ancora complimenti per l'ottimo lavoro da Voi tutti svolto, Cordiali
saluti. Approfitto per inviare a Voi tutti Tanti Auguri di Buona Pasqua.
Buon Lavoro. G.R. |
regno maltrattato
15/03/2013
E' stato pubblicato su Amazon il mio e
book
"Il Regno delle Due Sicilie, storia di un regno maltrattato". Si trova
su Amazon Store ed è fruibile con Kindle, Ipad ,Tablet in genere e PC.
Buona lettura
Camillo Linguella |
moti napoletani del 1820
11 marzo 2013
Spett. Il Portale del Sud, sto facendo
una ricerca sui moti napoletani del 1820, ed in particolare sulla
cospirazione di Morelli, Salviati e del Generale Pepe in seguito alla quale
Re Ferdinando I concesse la costituzione il 6 luglio 1820. Avete notizie in
merito? ed in particolare avete il testo della suddetta Costituzione? Vi
ringrazio anticipatamente, inviandoVi cordiali saluti, R.G.
Vedi le pagine dedicate:
Le rivolte del 1820-1821 nel Regno delle Due Sicilie di Fara Misuraca ed
Alfonso Grasso e
La
costituzione del 1820 |
brano musicale
11 marzo 2013
Innanzitutto complimenti per la
completezza del sito!!! Bell'assaie! Sono sicura che tempo fa è proprio qui
che, aprendo la home page si poteva ascoltare un brano con voce femminile
che cantava queste parole (mal trascritte da me ascoltandolo): "Figlieme è
nu brigante e nun tene cchiù comandante, sott' a miez metro e terra e
cumbatta ancora a guerrra, quatt mazz comm croce figlie me more pur’iss
n’croce pe caccià li piemuntese ca nun se fann sul e spese ne brigante te si
fatto senza chiagnere mammà che e fatto pè ffa grande o tricolore figlieme è
guaglione d’onore ciore ciore ciore che fai figli mi nun è chiu turnat pe nu
poco e libertà rest sola a l’aspetta ninno mio tu can nun tuorn io de te nun
teng scuorno e nun me vesto a lutto pecchè ppe me tu nun si muorto". Ho
cercato sia il brano che il testo (quello vero!) ..invano! Mi aiutate?
Grazie mille Teresa
I brani musicali disponibili sono
tutti elencati nell'apposita
pagina |
bandiera con lo stemma
04/03/2013
Non so se chiedo tanto, possibile avere
la bandiera d'Italia con lo stemma delle due Sicilie misura 20x30? Grazie e
saluti. W.L.
Cogliamo l'occasione per riconfermare
che non vendiamo alcunché: libri, bandiere, ecc. |
San Nicola alla Carità
28/02/2013
Non sapevo che la chiesa San Nicola alla
Carità in via Toledo a Napoli fosse così bella. Più la guardo e più benedico
i miei confratelli “Pii Operai” che certamente con sacrifici hanno dato a
Napoli questo gioiello. Grazie. P. Rega, Parroco |
tornata elettorale
21/02/2013
Al di là del cd voto ragionato, quello
che fa capo alle convinzioni di una parte più o meno larga dell’elettorato,
che si ritrova per affinità di vedute, per rappresentazione degli interessi,
ed infine, perché no, per simpatia nei confronti di questo o quel premier o
sedicente tale, c’è in questa tornata elettorale che di qui a poche ore
aprirà i seggi una sorta di apatia o come forse sarebbe meglio dire
d’indifferenza, se non proprio per taluni di avversità al ceto politico che
si presenta e che chiede il voto. [leggi
tutto
il commento di
Antonio Casolaro
in
calce all'editoriale]
Antonio Casolaro (Caserta) |
uomo libero
22/02/2013
Concordo con quanto avete scritto nel Vs/
articolo "Un
voto per il Sud". In sostanza è il voto dell'uomo libero, ...libero di
esprimere i propri pensieri, uguale ...qualunque sia il suo idioma o colore
della pelle ...a qualsiasi latitudine della terra egli viva e lavori...,
unito nel rispetto e nella comune fratellanza. Vivo in Toscana (potrei anche
vivere a Timbuctu - questo non significa niente) ...sento di essere una
persona giovane nello spirito ( anche se il mio carico anagrafico non è
indifferente) ...e certi pensieri mi esaltano... Forse non riuscirò a vivere
questo cambiamento che esiste già nell'aria... ma sono sicuro che con il
tempo, i nostri giovani lo attueranno. Con i miei più sinceri saluti R.G. |
pensiero meridiano
21/02/2013
Brava Fara!!! Ho appena letto il
suo
scritto sul "pensiero meridiano". Ho proprio voglia di conoscerla. La
prossima volta che verrò in Sicilia, la chiamerò. Se me lo consente. Farò
girare il suo articolo tra i miei conoscenti. Cordiali saluti, E.M. |
San Michele
15/02/2013
Buonasera, stavo osservando in internet
le immagini a San Michele perché sto facendo una ricerca sul santo e trovato
questo quadro e ho letto la storia. Vorrei saper se possibile conoscere un
po' le caratteristiche del dipinto per esempio la tecnica pittorica, le
dimensioni, il supporto, se è sempre rimasto nella chiesa o se proviene da
qualche altro posto, oltre alla storia che ho trovato molto bella e
interessante. Grazie per l'ospitalità. R.S. P.S. Anche il mio Comune, anche
se in provincia di Bergamo, per il momento è ancora debossizzato, SPERIAMO
DI RESISTERE |
bellissimo sito
12/02/2013
Mi complimento per il bellissimo sito! E
soprattutto per i contenuti! Sono una storica dell’arte e appassionata
della storia del meridione d’Italia. Magnifica terra, tre anni fa sono
stata 15 giorni in Sicilia ma devo andare a Caserta! Siete un’associazione
culturale? Io ne ho una che si chiama libertyandel.it (Associazione
nazionale difesa edifici liberty). cordiali saluti, V.S. |
Alcantarini
12/02/2013
Salve, sono A.S. laureando in Laurea
Magistrale in Storia dell'Arte presso l'Università [...] di Bari. La mia
tesi ha preso in analisi gli insediamenti dell'Ordine Francescano degli
Alcantarini nel Mezzogiorno (in particolare in Terra d'Otranto). Vorrei
sapere se avete informazioni a riguardo. Ho analizzato tutti i libri
possibili, e documenti, ma non riesco a capire il vero perché fossero
dichiarati di Patronato Regio e godevano del Protettorato Reale. Addirittura
avevano in facciata lo stemma dei Borbone che, così come ho io ipotizzato
sulla base di documenti, venne apposto dopo la salita al trono di Carlo III
o meglio nel 1741, data della conferma del Protettorato, riperpetrando ciò
che avevano fatto anche i diversi predecesori, anche austriaci,
avvicendatisi sul trono, a partire dal XVII secolo. Non credo sia solo
perché era un Ordine di natura spagnola (derivanti da S. Pietro d'Alcantara)
Avete qualche informazione in più? Avete notizie di altri Ordini che
godevano di questo privilegio? Ripeto tutte le chiese dell'Ordine hanno,
seppur scalpellato nei moti risorgimentali, lo stemma in facciata. E' stato
così anche per altre chiese? Esiste un altra verità, oltre a quella evidente
del protettorato reso perché di origine spagnola? Aggiungo, per inciso, che
i figli del Re Carlo III, hanno, tutti quanti, quale secondo o terzo nome
quello di Pasquale, perché la nascita del primo erede maschio, e poi degli
altri, si deve alla taumaturgica figura di Frate Serafino Carrozzini da
Soleto, frate appartenente alla Provincia Alcantarina di Terra d’Otranto,
definita di S. Pasquale Baylon ( primo Santo Alcantarino dopo S. Pietro
d’Alcantara). Grazie alla figura di questo frate (che a causa delle sue
frequentazioni con l’alta nobiltà venne più volte redarguito e punito, anche
perché amava battezzare tutti i figli dei nobili che gli rivolgevano tale
proposta, nonostante nelle Costituzioni dell’Ordine fosse vietato, oltre che
viaggiare con calessi e quant’altro) si riuscirono ad ottenere le
intercessioni sovrane, oltre che i lasciti in denaro, per la costruzione
della chiesa di S. Pasquale Baylon a Taranto e la chiesa “gemella” nel Borgo
di Chiaia. Nel caso disponeste già di queste informazioni ringrazio comunque
dell’attenzione rivoltami. Spero possiate Voi darmi informazioni aggiuntive.
Per eventuali notizie in più, contattatemi a questa mail. Mi scuso se vi
possa apparire poco chiaro il tutto mal'argomento è molto vasto per poter
essere condensato in poche righe. Complimenti per il sito. E' bello trovare
qualche cosa che parli del nostro SUD in maniera positiva, diversamente da
quanto la storiografia postrisorgimentale abbia poi fatto. In fede, A.S. |
Friuli
12/02/2013
Salve, complimentandomi per il
sito e per il libro su quella che è la vera (e scandalosa) storia
sull'unità d'italia chiedo se gentilmente è a vostra conoscenza
qualche libro o altro materiale per approfondire come si sono svolte
le vicende nel nord-est e precisamente in Friuli. Essendo ora
impegnato a realizzare una piccola dispensa sul come si sono perse
le identità regionali in favore ad una identità italiana con il
grande aiuto della scuola e dei mass media, soffermandomi in
particolare sulla perdita linguistica e sui meccanismi politici che
poi proseguendo stanno portando all'Europa. Ringraziando attendo
risposta. Saluti, F.T.
|
E se lo meritassimo?
03/02/2013
di Antonio Casolaro
Non è facile dar seguito o meglio
commentare l’editoriale di
questo mese del Portale del Sud. Come non essere d’accordo e come non
condividere i singoli passaggi dell’ampio documento. Proprio per questo la
prima conclusione, quella come dire che scaturisce d’embleé, di primo
acchito, sarebbe quella di prendere atto della situazione e seraficamente
arguire che stando così le cose: “godetevi” il nano e le sue imprese e
buonanotte al secchio. Anche perché questo paese non è nuovo a scelte
“avventuriste”, tipiche di quelle società dove abbondano i menefreghisti,
gli irrispettosi e gli omertosi.
(leggi tutto) |
|
itinerario
Bari-Napoli
Spett.le Redazione, sono un
ricercatore - dilettante - appassionato di genealogia e di storia
locale. Conosco il sito da tempo ma soltanto oggi provo a contattarvi
nella speranza di un riscontro. Attualmente mi sto occupando (causa
ricerca storico-biografica) di un mio compaesano vissuto nel XVIII
secolo e per tale fine, avrei bisogno - se possibile - di rintracciare
riproduzioni (eventuali) di cartine geografiche per viaggio in poste
dell'epoca con particolare riferimento alla seconda metà del '700. Sono
interessato all'itinerario Bari-Napoli (sia via Potenza che per Foggia e
Barletta) e, più in generale, alla rete di trasporto esistente e
percorribile in Terra di Bari dell'epoca... Domanda: dove o come potrei
(se esistenti) procurami tali riproduzioni (precisando che i percorsi li
ho già recuperati dal Vallardi e dispongo di altre fonti letterarie) di
carte geografiche? Infine, concludendo questa mia, chiedo se fosse
possibile contattare il Sig. Ciro La Rosa. Grazie. Complimentandomi per
il Vostro sito e per la qualità e quantità di informazioni pubblicate,
porgo cordiali e distinti saluti.
Bruxelles le 26/1/2013, G.P.
|
Gendarmeria delle due
Sicilie
22/01/2013
Salve Sono interessato alla storia del
“nostro Sud”, abito a Teramo. Mi sto occupando di una ricerca sulla
Gendarmeria delle due Sicilie, potete suggerirmi dei libri che ne parlano?
Vorrei sapere inoltre: se esiste un museo della gendarmeria; se esiste un
medagliere ed il ricordo dei suoi caduti sul campo dell’onore e della
fedeltà; così che oggi, ricordiamo il carabiniere Scapaccino; il carabiniere
Gabencel, la carica a Pastrengo, i duelli tra RR.CC. e fuorilegge sardi, il
brig. D’Acquisto e tutti gli altri che qui non menzioniamo per brevità.
Grazie, Enzo |
sincera ammirazione
21/01/2013
Voglio significare la mia più sincera
ammirazione per tutti coloro che si sono impegnati con determinazione alla
realizzazione del sito, come necessità di far conoscere e consegnare a chi
interessato, notizie, fatti ed eventi che spesso la storia ha deformato. I
miei complimenti in particolare vanno a Ciro La Rosa e Fara Misuraca, che
spesso incrocio nelle mie ricerche. Continuate così! P.G. |
opere d'arte
01/01/2013
Buon pomeriggio, sono un appassionato
delle opere pittoriche di Alfonso Grassi. Mi piace molto il quadro "I tre
amici"; siete Voi i proprietari? Grazie e buone feste R.U.
ilportaledelsud.org coglie l'occasione
per ribadire di non essere proprietario di alcuna opera d'arte. Quelle
presentate nell'apposita sezione del portale costituiscono una semplice
collezione virtuale. |
motopesca SanTeodoro
29/12/2012
Buon giorno, vengo a richiedere cenni
storici sull’affondamento del motopesca SanTeodoro, avvenuto a Brindisi
l’8/06/1940. La richiesta è motivata causa la perdita di uno zio Imbarcato
sul motopesca, saltato in aria a causa dello sbarramento minato del porto di
Brindisi. Si ringrazia sin da ora per la collaborazione. Cordialità V.C. |
turismo
culturale in Sicilia
21/12/2012
Buongiorno, sono ... una
studentessa della facoltà di economia di Catania e sto
preparando una tesi sul moto turismo culturale in Sicilia con
riferimento alle antiche strade romane. Ho trovato il vostro
sito di grande interesse storico culturale e vorrei chiederVi se
posso usare il Vostro materiale ovviamente con gli opportuni
riferimenti bibliografici e sitografici. Nello specifico sono
interessata alle pubblicazioni della Sign.ra Rosa Casano del
Puglia sui percorsi greco-romani in Sicilia. Colgo l’occasione
per augurarVi buone feste. Cordialità, G.E.
|
La Questione Meridionale
18/12/12
La difficoltà di integrazione del Sud nel
nuovo Stato Italiano.
Subito dopo l’Unità d’Italia si pose il
problema della cosiddetta “Questione Meridionale”, che nell’immediato si
manifestò subito con rivolte anti-sabaude, diffuse nel Sud, particolarmente
nella zona centrale del Meridione continentale, rivolte che erano fomentate
dal governo borbonico in esilio e dal papato, con sostegno anche da parte
francese e spagnola, oltre che delle classi dirigenti ex borboniche
emarginate dal nuovo stato sabaudo, che manovravano i “briganti” per usarli
come arma di ricatto nei confronti del nuovo stato, per riottenere le
posizioni di potere perdute, di cui si è parlato nella precedente lettera
“Briganti o partigiani ?”.
Quello che però colpisce è la diversità
delle reazioni alla occupazione o “liberazione” sabauda della penisola
italiana, infatti a Nord del fiume Tronto non vi furono fenomeni di rivolta
armata, che invece si verificarono a Sud, anche se le rivolte si
manifestavano periodicamente nell’ex Regno Borbonico, che per reprimerle
usava spesso i mercenari svizzeri, soldati efficienti e costosi, che erano
anche le guardie del corpo del re borbonico.
In particolare una prima diversità, tra
l’ex Regno del Sud e gli altri stati pre-unitari, era nella diversa reazione
alla leva militare obbligatoria generale, negli stati pre-unitari del
Centro-Nord, anche essi ad economia prevalentemente agricola, ci si
lamentava, ma poi si andava a fare il servizio militare (ben cinque anni !),
invece nel Sud era frequente la renitenza alla leva e alcuni “renitenti”
andavano ad ingrossare le fila dei “briganti-partigiani”.
Da notare le reazioni in Sicilia, dove
pur non essendovi brigantaggio anti-sabaudo, la renitenza alla leva assunse
grosse proporzioni nei primi anni dell’Unità, in quanto in epoca borbonica i
siciliani erano esentati dal servizio militare a sorteggio, che nel resto
del Sud borbonico aveva la possibilità di riscatto, pagando una somma
relativamente modesta.
Il fatto di non accettare le decisioni
dello Stato ovvero di farlo con maggiore difficoltà degli altri stati
pre-unitari, pone quindi una prima e pesante differenza culturale del Sud
nei confronti del resto della penisola, dove le popolazioni erano invece più
“disciplinate” e pronte ad accettare le decisioni del governo e non si
tratta di una cosa da poco, perché la disciplina è fattore di progresso,
tutti gli stati più avanzati sono molto “disciplinati”, non tanto per timore
delle sanzioni, quanto per cultura … guidare senza il casco o senza
assicurazione, costruire abusivamente e fare allacci abusivi e occupazioni
abusive … per citarne alcuni, sono comportamenti purtroppo frequenti
nell’Italia del Sud e invece rari nell’Europa del Nord e scarsi o contenuti
nell’Italia del Nord-Centro.
Tutto questo fa venire in mente un
servizio TV sull’ex Regno Borbonico, dove i cittadini pagavano le tasse allo
Stato e alla camorra e i più furbi … soltanto alla camorra, dal 1860 il
tempo è passato ma l’atteggiamento culturale non sembra essere poi molto
cambiato, anche se non tutto il Sud è uniforme, una prima differenziazione
si può notare tra Sud-Est e Sud-Ovest, con il primo che si trova in
condizioni un po’ più vicine a quelle del Nord-Centro.
Nel 1860 le differenza culturali Nord-Sud
erano dovute alla diversa storia degli stati pre-unitari, il Sud aveva
subito dominazioni straniere e spagnole, che culturalmente hanno allontanato
il Sud dagli standard europei continentali, anche per il protrarsi del
feudalesimo di fatto, per cui l’accentramento della proprietà in poche
mani, poneva il barone latifondista come proprietario non solo delle terre,
ma anche delle persone, che al barone si sentivano subordinate totalmente,
sia nel rapporto di lavoro, che nella vita, … la libertà arrivata dopo il
1860, anche se poca, era vista del tutto inutile per i contadini analfabeti
del Sud, anzi la libertà era persino uno sconcerto, che turbava abitudini
di sottomissione secolare, di diritto e di fatto, con la mancanza di
iniziativa, che se non partiva dal re o dal barone, non trovava generalmente
intraprendenti i sottomessi da secoli, con effetti che sembrano perdurare in
parte anche oggi.
Quindi il Regno Borbonico, nella sua
generalità sfigurava persino in confronto al pur arretrato Stato Pontificio,
infatti sotto l’aspetto economico, dopo l’Unità le tasse piemontesi erano
notoriamente pesanti al Centro, ma pesantissime al Sud, perché nel Sud la
ricchezza era concentrata in poche mani e la gran parte della popolazione
viveva quindi in condizioni meno favorevoli del Centro ex pontificio, dove
la distribuzione del reddito era migliore.
Nell’oscurantista Stato Pontificio c’era
un elevato tasso di analfabetismo, che però era maggiore nel Regno
Borbonico, il cui tasso era anche il più alto della penisola (nota 1),
inoltre, pur essendo meno della metà di quello borbonico, lo Stato
Pontificio aveva ben sei università, ben distribuite sul territorio, Roma,
Perugia, Camerino, Urbino, Bologna e Ferrara, … al contrario il ben più
grande Regno Borbonico aveva solo quattro università, Napoli, Palermo,
Messina e Catania, a Salerno c’era un istituto superiore, che però non era
una università, a L’Aquila l’università aveva chiuso ad inizio 800, poi i
Borbone non si erano più interessati a riaprirla, quindi il Sud del 1860 era
l’unico stato della penisola dove c’erano ben cinque regioni totalmente
sprovviste di università, Abruzzo, Molise, Puglia, Lucania, Calabria, mentre
nel 1860 tutte le altre regioni italiane del Nord-Centro avevano almeno una
o più università (rapporto Svimez – quaderno 31), (nota 2).
L’arretrato Stato Pontificio aveva solo
100 km di ferrovie attorno a Roma e altri 300 km in costruzione, mentre il
quasi triplo per estensione Regno Borbonico aveva anch’esso solo circa 100
km di ferrovie attorno a Napoli, con meno km in costruzione, eppure il Regno
Borbonico vanta la prima ferrovia costruita nella penisola, ma questa, come
tante altre prime iniziative, si fermava subito, come chi cerca di fare
colpo, senza voler realmente cambiare, le ferrovie erano inoltre viste dalla
monarchia borbonica anche come un pericoloso mezzo per la diffusione delle
idee sovversive, oltre che un mezzo di trasporto comodo per il re, per
andare alla reggia di Caserta.
Da parte revisionista c’è chi osserva che
nel Sud le ferrovie servivano poco, perché il Regno Borbonico aveva una
grossa flotta mercantile, inoltre il Sud avrebbe avuto anche difficoltà dei
tratti montuosi per posare i binari …. eppure l’Inghilterra, totalmente
bagnata dal mare, nel 1860 aveva ben 14.600 km di ferrovie e la Svizzera
montagnosa aveva posato ben 1.260 km di binari (nota 3) … quindi le scuse
revisioniste non reggono e poi … come si faceva ad andare da Cosenza a
l’Aquila in nave ?
Anche la tanto vantata flotta mercantile
borbonica in realtà era una flotta normale, per un paese che aveva una
grande estensione costiera, 265.000 tonnellate per quasi 9.900 navigli, in
pratica la consistenza media era quella di grossi pescherecci.
Per quanto riguarda il suddetto rapporto
Svimez (quaderno 31) si può anche constatare che nel Sud del 1860 la vita
media era di 32 anni, contro i 34 del Nord-Centro, basti citare che, ben
otto dei tredici figli di Ferdinando II°, morirono di malattia bambini o
ragazzi, ed erano i figli del re, quindi avevano la migliore alimentazione e
cure !
Un’altra fonte sul divario Nord-Sud nel
1860 è fornita dal Ministero dell’istruzione – (nota 4), per cui la sola
Lombardia aveva ben 28.000 km di strade carrozzabili, il doppio del molto
più vasto Regno Borbonico … che aveva solo 14.000 km di strade, in
proporzione persino la rete stradale pontificia era migliore di quella
borbonica (nota 5).
Le industrie metallurgiche borboniche di
Pietrarsa e Mongiana, erano statali, le filande erano per lo più gestite da
imprenditori svizzeri, l’industria dello zolfo ceduta in mani inglesi,
persino il Banco di Napoli era controllato dai Rothschild, banchieri
austriaci di origini non cristiane, ammesso che questa ultima considerazione
possa avere rilevanza per i pur tanto cattolici Borbone … ma soprattutto le
industrie meridionali, anche se poche ed in area spesso campana, erano
allora protette dai dazi doganali, che, aboliti dopo il 1861, provocarono la
crisi di molte delle esistenti industrie meridionali, non in grado di
reggere la concorrenza del libero mercato.
Quanto anzidetto deve far concludere, che
il Sud del 1860 non era pronto economicamente per far parte di uno stato
ispirato a principi europei di economia liberale e che il pur arretrato
Stato Pontificio, sia invece riuscito a farcela nel tempo, è la
dimostrazione del danno che la multi-secolare dominazione ispanico-borbonica
ha “culturalmente“ arrecato al Sud, basti a tal proposito osservare
l’effetto della colonizzazione inglese nel Nord America e spagnola nel Sud
America, infatti entrambe le Americhe sono naturalmente ricche, eppure le
condizioni di vita sono di gran lunga migliori in America del Nord, come in
Italia del Nord o Centro, dove gli spagnoli hanno avuto poca o nessuna
influenza.
Inoltre i Borbonici furono attuatori
della restaurazione e dell’Ancien Régime, cercando di affossare in tutti i
modi il cambiamento ineludibile portato dalla Rivoluzione Francese, con
effetti profondamente negativi sulla futura classe dirigente del Sud.
A tale riguardo si sottolinea che il
danno derivante dai retaggi ispanico-borbonici, è soprattutto “culturale” e
quindi il peggiore, perché se per ricostruire una nazione rasa al suolo come
l’ex Germania-Ovest, ma di cultura prussiana, sono bastati pochi anni, al
contrario per cambiare la cultura ispanico-borbonica servono periodi molto
più lunghi, 150 anni sembrano non bastare e non si comprende bene quanti ne
serviranno ancora, anche se nel Sud-Est adriatico la situazione sembra
avviata verso la crescita e il cambiamento, crisi permettendo.
Si ringrazia per la cortese
pubblicazione, chiedendo di voler commentare, con il fine di perseguire
l’interesse del Sud, che poi è l’interesse di tutti e di non fare come certi
“movimenti”, meridionalisti a parole, che puntano solo ad esasperare gli
animi con la malcelata speranza, peraltro vana, di ottenere qualche nomina
politica, però i cittadini del Sud non sono affatto sprovveduti e non danno
ascolto a questi improvvisati “patrioti” revisionisti, troppo tardivi per
essere credibili.
L.P. Ancona.
Fonti:
1) Analfabetismo pre-unitario
http://www.ilportaledelsud.org/istruzione.htm
2) Il Nord e il Sud dell’Italia a 150
anni dall’Unità (a cura dell’Istituto Sviluppo Mezzogiorno).
http://www.svimez.info/svimez/quaderni.html
3) Le ferrovie Svizzere (fonte di Berna -
CH).
http://insegnamento.educa.ch/sites/default/fil-es/20101215/lehrmittel_geschichte_eisenbahn_i.pdf
4) Il problema del Mezzogiorno, il
divario di partenza.
http://www.150anni.it/webi/index.php?s=37&wid=103
5) Cronologia Leonardo – il sistema
stradale pre-unitario.
http://cronologia.leonardo.it/storia/-a1950c.htm |
Fenesta Vascia
17/12/2012
In un mio concerto che darò tra qualche
mese in Germania sulla cultura canora italiana, ho incluso anche Fenesta
Vascia. Anche se da più di 50 anni all'estero, sono affezionato alla
lingua napoletana sin dal tempo della mia giovinezza. I
vostri preziosi dettagli, che vi fanno tanto onore, mi serviranno a far
capire e far godere meglio questa bellissima canzone. Grazie. Forse un
suggerimento: far presente che Franz Liszt ha scritto delle variazioni sulla
melodia di questa canzone che aveva sentito a Napoli durante un suo viaggio
in Italia...? Cordiali saluti, Dr. Antonio Dell'Anna / originario di Lecce |
errata corrige
17/12/2012
Gentili Signore e Signori, in riferimento
al mio articolo a Voi spedito e da Voi pubblicato, dal titolo "inferiorità
numerica e di mezzi", comunico quanto segue: l'attacco di Moringue al Galpon
Charqueada (Rio Grande de Sud, Brasile) non ebbe luogo nel 1838, bensì
esattamente il 17 aprile 1839. Scusandomi per la svista, porgo saluti ed
ossequi. Emma Letizia Prosperini Merlini. |
nuovo continente
14/12/12
Buongiorno, sarei lieto di essere
annoverato tra i sostenitori del suo sito e delle tesi che propugna a futura
riscossa del Sud Italia (possibile Africa del nord: nuovo continente) e il
Nord Italia (Sud Europa in evidente declino). S.C. Andria-Bt
ilportaledelsud.org:
ci preme, bonariamente, evidenziare che quelle tra parentesi sono le
idee, o i desideri, del gentile lettore che ci ha scritto. Piaccia o non
piaccia infatti, le sorti del Sud del Nord e dell'Europa sono molto legate
tra loro... |
meridionalisti leghisti
14/12/12
Gentile redazione, i beni informati
dicono che il Prof. De Crescenzo, alto esponente dei movimenti duo siciliani
e affini, sia un frequentatore del vostro sito. Se così fosse mi stupisce
che non ne abbia tratto giovamento, ma non bisogna disperare. Con il tempo
potrebbe diventare uno storico vero, non stile "Vanna Marchi" come abbiamo
visto nel video del suo incontro dibattito con Alessandro Barbero (quello
integrale, non quelli taroccatati messi in rete dai suoi fan). Ma non è di
questo che voglio parlare nella mia presente. Mi preme capire dal Prof. De
Crescenzo, o da qualcuno dei suoi autorevoli supporter, come si concilia la
sua azione e quella delle o della associazione con le frequentazioni con
personaggi discutibilissimi, razzisti e antimeridionalisti viscerali. Mi
riferisco naturalmente all' L'On. Borghezio che il sottoscritto non vorrebbe
nemmeno incrociare in autostrada e di cui moltissimi al nord si vergognano
profondamente. Ebbene assistiamo alla stranezza che i siti meridionalisti e
quelli leghisti si rovesciano vicendevolmente cumoli di letame e poi i loro
ducetti si incontrano in celebrazioni e manifestazioni comuni. Come può un
personaggio di cui moltissimi al nord si vergognano per le sue "uscite"
contro i meridionali essere punto di riferimento per chi almeno a parole, è
dalla parte opposta? Naturalmente io questa domanda l'ho posta direttamente
in vari siti proclamatisi meridionalisti (tra cui V.A.N.T.O.). Alcuni di
loro mi hanno tacciato di antimeridionalismo (!), altri non mi hanno
risposto, e alle mie insistenze mi hanno cacciato. Ma prima non si sono
dimenticati di accusarmi di essere "giacobino antimeridionale!!!!". Ma la
speranza è l'ultima a morire... per cui confido che qualcuno abbia una
risposta logica e credibile. Per me sarebbe come ricevere una bella strenna
Natalizia. Ripeto " logica e credibile". Il meridionalismo è una cosa troppo
seria per lasciare che ci siano delle ambiguità che fanno molto, molto,
molto discutere. Cordialmente
N. Nobili
ilportaledelsud.org:
non vogliamo entrare in polemica con i singoli da lei citati, che
peraltro non conosciamo, perché abbiamo ben altro a cui lavorare. Ma è vero
che abbiamo da molto tempo rotto i ponti con un certo sedicente
meridionalismo di facciata, dietro cui si cela (ma non troppo!) una evidente
matrice fascista e nazionalsocialista. E' questa, purtroppo a fare da
collante con il leghismo. Non è una "strenna", ma la semplice costatazione
della realtà. Che si rivelata anche nella nascita di neologismi come la
parola "duosiciliano", un termine fatto apposta per ingannare la gente, in
quanto accredita la falsità che sia esistita, ed esista, una "nazione" in
quello che fu il Regno delle Due Sicilie (uno "sgorbio" istituzionale voluto
dal Congresso di Vienna e che durò dal 1816 al 1860, ben poco cioè rispetto
ai secoli di nobile storia del Sud). Non si curi di loro, ma guardi e
passi... tanto si distruggono da soli (vedi il "Trota"!) |
Portachiavi civetta
08/12/2012
Mi
segnalano che in questi giorni nelle aree di parcheggio e nei distributori
di benzina alcune persone vi regalano assolutamente gratis portachiavi per
la macchina o la moto, NON ACCETTATELI ASSOLUTAMENTE O BUTTATELI VIA, al
loro interno c'è un microchip che segnala la vostra presenza in casa, quando
uscite loro sono al corrente di dove vi trovate in quel preciso momento e
possono entrare nella vostra abitazione senza preoccupazioni. Questa è
l'ultima pensata di alcuni malviventi per fare furti nelle case. Antonio |
I prigionieri dei Savoia
7
dicembre 2012
L'altro
ieri, presso la Libreria Laterza di Bari, si è tenuta la presentazione del
libro "I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di
Fenestrelle", di Alessandro Barbero. All'incontro, moderato dal giornalista
e scrittore Lin... o Patruno (ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno),
hanno preso parte anche l'editore Giuseppe Laterza e Gennaro De Crescenzo,
Presidente dell'Associazione Culturale Neoborbonica. Il pubblico presente
era numerosissimo, e molti - me compreso - non hanno trovato posto a sedere.
De Crescenzo, oltre a presentarsi con oltre mezz'ora di ritardo, ha
attaccato il professor Barbero con argomentazioni inconsistenti e marginali,
senza riuscire a contrastare la tesi di fondo del libro, anzi, ammettendo
lui stesso - per inciso - che "non vi fu un massacro"; sin dall'inizio mi è
parso evidente che il suo vero obiettivo, e quello della sua associazione
(che in realtà ha tutta l'aria di un movimento politico), fosse quello di
demonizzare il processo storico che ha portato all'unificazione e qualsiasi
tentativo di ridimensionare la rappresentazione che gli storici neoborbonici
ne offrono nei loro libri. Gli episodi atroci non sono mancati in quel
periodo, ma trovo inaccettabile l'atteggiamento antiscientifico di chi cerca
di piegare la realtà storica ai propri fini politici, rifiutandosi di
accettare i risultati di una ricerca seria e documentata che ha rivelato
che, almeno in quel caso, non avvenne nulla di terribile o di
particolarmente crudele, al di là dell'implicita crudeltà della guerra. De
Crescenzo ha anche tentato di sminuire il lavoro svolto dall'autore sul
piano metodologico, ma anche questo tentativo è stato brillantemente
respinto da uno studioso al quale nessuno può avere la presunzione di
insegnare il mestiere. Bene ha fatto Barbero anche ad accostare i movimenti
neoborbonici alla Lega Nord, alla quale li accomuna il tentativo di spaccare
in due il Paese, fomentando l'odio reciproco. Ciò che ho trovato
insopportabile, dell'evento in questione, è stato il comportamento prevenuto
di una parte del pubblico presente, che sin dall'inizio ha manifestato una
rumorosa ostilità nei riguardi dell'autore, urlandogli contro e,
addirittura, insultandolo. Uno di questi scalmanati si trovava proprio
accanto a me, e, quando gli ha gridato "Buffone!" a pochi centimetri dalle
mie orecchie, io mi sono voltato a guardarlo, e lui mi ha sorriso tutto
compiaciuto della sua volgarità; il mio sguardo doveva lanciare dardi
infuocati di indignazione e disprezzo, perché quel sorriso si è spento sulle
sue labbra con la rapidità del fulmine. Io credo che nessuno dei
contestatori presenti avesse letto il libro, ma avesse assunto
quell'atteggiamento per partito preso. Prova ne sia che gli applausi agli
interventi dell'autore sono diventati sempre più intensi, e le contestazioni
sempre più deboli, fino a scomparire del tutto. Persino i miei rumorosi e
villani vicini si son dovuti chetare, anche perché il pubblico che speravano
di infiammare non era affatto disposto ad imitarne le intemperanze. Con
grande soddisfazione, ho notato che alcuni contestatori non si non limitati
a calmarsi, ma sono addirittura passati dalle urla agli applausi, con un
clamoroso cambio di campo.. Io credo che quanto è accaduto ieri sia
sintomatico non solo della pericolosa tensione politica e sociale che sta
lacerando il Paese in misura crescente, ma anche di un degrado antropologico
che, se da un lato porta le masse ad imitare i comportamenti aggressivi e
sopraffattori tipici dei talk show, dall’altro tende a spostare nella vita
civile e nel confronto culturale e politico atteggiamenti calcistici,
privilegiando l’appartenenza ad una squadra o ad una tifoseria alla verità
dei fatti ed alla razionalità. (Nella foto, a partire da destra: Barbero,
Patruno, Laterza, De Crescenzo). B.P.
 |
sconcertante
6/12/2012
E' sconcertante, ma anche un pochino doloroso, constatare quanti
proseliti ha fatto Borghezio al Sud... Capisco che le varie
etichette "autonomiste" o "indipendentiste" hanno un debito di
gratitudine verso la Lega perché è ad essa che debbono la loro
esistenza, ma c'e un limite a tutto. Leggere che "Garibaldi è stato
uno sterminatori di popoli" non è un falso storico è bensì un
insulto alla intelligenza. Da meridionale esente dalle influenze
borgheziane posso dire con assoluta certezza che la possibilità che
i miei avi hanno dovuto patire violenza per colpa di Garibaldi è
pari a zero. Non altrettanto mi sento di dire altrettanto se si
parla dei Borboni. Ma non dimentichiamo che i Borboni sono tornati
da Vienna al seguito di un esercito Austriaco per puntellare un
potere che era traballante quando ancora Garibaldi giocava con la
trottola. E che al potere ci sono sono andati e restati usando i
soldi dei Rotschild a loro "raccomandati" da Metternich. E tagliando
teste. Certo anche il grande Alessandro ad Alessandria si concesse
lo sfizio di salire con il suo cavallo su una collinetta di teste
tagliate agli egiziani ma rimane "Alessandro il Grande" per i suoi
meriti. Non neghiamo quindi i meriti dei Borboni, ma non scivoliamo
in squallide imitazioni di squallidi personaggi con affermazioni che
non hanno nessun fondamento. Salvo, ovviamente, dimostrare il
contrario.
G. Fieramosca
ilportaledelsud.org
circa "sterminatore di massa": nei nostri scritti, come del resto
ci è stato riconosciuto, non abbiamo mai usato termini come
"sterminatore di massa" per definire Giuseppe Garibaldi. Non è nel
nostro stile e abbiamo sempre cercato di raccontare gli eventi
storici con il massimo distacco possibile senza fare sconti a
nessuno. Non siamo storici di professione ma ci atteniamo a quella
che è la deontologia dello storico: raccontare i fatti senza
emettere giudizi di parte. Di contro abbiamo sempre pubblicato le
lettere che ci arrivano anche se non riflettono il nostro pensiero
perché riteniamo che ognuno è libero di esprimere la propria
opinione. In particolare la lettera siglata F.M. (NON trattasi di
Fara Misuraca) recita "Siete persone molto umili e degne di grande
rispetto e ammirazione ho letto che sostenete tutte le spese del
sito... Veramente da ammirare anche se c'è gente che cerca in
qualche modo di insudiciare la vostra immagine con aspetti poco
rilevanti come uno sterminatore di massa come il "grande" Garibaldi
e il suo seguito.. con grande ammirazione. F. M." dalla cui lettura
non si capisce bene se il signor FM consideri tale Garibaldi o
critichi chi lo fa, tra l'altro "insudiciandoci". Come molte volte
abbiamo ribadito ci teniamo molto a distinguerci dalla massa di
pseudo-meridionalisti, indipendentisti, borbonici e neoborbonici e
quant'altro popolano la galassia meridionale che ruota attorno alla
lega nord. I fatti che portarono all'Unità d'Italia, come ben
sappiamo, non sono nati dalla sera alla mattina ma sono il frutto di
ben quattro rivoluzioni in mezzo secolo!
|
inferiorità numerica e di mezzi
Gentili
Signore e Signori,
riferendomi alla lettera della persona che definisce il Generale Garibaldi
"sterminatore di masse", rispondo che, a prescindere dai valori morali che
egli sosteneva, il Generale si batteva sempre in condizioni di assoluta
inferiorità numerica e di mezzi, quindi é difficile sostenere un'accusa
simile. Alcuni esempi: nei primi mesi del 1838, al Galpon Charqueada presso
Camagua, vinse i 160 soldati del tremendo Chico Moringue (Francisco de Abreu)
con l'ausilio di soli 13 compagni, anzi per i primi venti minuti, si trovò
solo con l'aiuto di un cuoco che gli caricava i fucili. L'impresa portò la
fama del giovane capitano alle stelle in tutta l'America e in Europa. L'8
febbraio 1846 a San Antonio del Salto sconfisse con soli 286 uomini e male
armati, i 1300 del dittatore argentino Orribe. A Porta San Pancrazio,Roma il
30 aprile 1849 sconfisse con soli 4000 uomini le forze dell'esercito
francese quattro volte superiori. A Calatafimi con mille e cinquecento
garibaldini malissimo armati, sconfisse i duemilacinquecento del maggiore
Sforza. Sul Volturno sconfisse con soli ventitrémila uomini i 50.000 soldati
di Francesco II. Inoltre,voi del portale del Sud, contrariamente a ciò che
dice questo individuo, fate benissimo a scrivere positivamente su Garibaldi
perché, essendo egli amato in tutto il mondo, principalmente in America
Latina, gli obbrobri pronunciati contro di lui da questi italiani stanno
gettando infamia sul nostro Paese. Con cordiali saluti ed ossequi,
Emma
Letizia Prosperini Merlini |
chi il passato lo "costruisce"
6/12/2012
Gentile
redazione,
mi
permetto di fare i complimenti per la impeccabile gestione di un sito che
raccoglie opinioni e pareri di persone che pur da opposte posizioni vogliono
dare un contributo alla ricerca di tutti quegli elementi che possono
aiutarci a capire il passato per costruire il futuro. Non è facile farlo in
un momento in cui c'e chi il passato lo "costruisce" a tavolino proprio per
distruggere il futuro. In questi giorni mi sono letto molti interventi e,
ovviamente, alcuni li condivido e altri no. Ma non voglio fare polemica con
nessuno. In un momento in cui ci sono ti tanti leghisti che si fingono
"napoletani" e tanti "napoletani" che si fingono leghisti, in un momento in
cui a tanti fa comodo pensare che il nord e' fatto da leghisti ed ad altri
che fa comodo pensare che il sud è fatto da mafiosi è difficile affrontare
"seriamente" qualsiasi argomento. Mi limito a ringraziare quanti hanno dato
contributi seri, in particolare "Briganti e Partigiani" di L.P e "Garibaldi
e l'oro Inglese". E non con intenti polemici, ma sempre per amore della
conoscenza, vorrei chiedere a F.M. dove e quando Garibaldi si è comportato
da "sterminatore di masse". Perché in nessuno dei miei lunghi viaggi nei
paesi in cui il Generale ha operato ho mai sentito parlare da qualcuno di
"stermini di massa "
Cordialmente Benefazio P. |
Il sito del pensiero meridiano
December
4, 2012
Gruppo:
Il sito del pensiero meridiano
http://www.facebook.com/groups/424235814274752/ su F.B.
http://www.facebook.com/dongiacomofrancesco
Saluti e
buone feste
Francesco
Dongiacomo, Solopaca
ilportaledelsud.org: grazie
dell'iniziativa, ricambiamo affettuosamente gli auguri |
La grande confusione
di Antonio Casolaro
3/12/2012
Vado
chiedendomi da tempo: chissà quale sarà l’aspetto normale dell’uomo del
predellino ? Una domanda non casuale legata al fatto che questo signore a
ben vedere nella sua, come dire, autenticità non è mai apparso né è dato
supporre quale essa sia. Il suo fare, il suo presentarsi sono sempre stati
il portato di una sorta di recita. Dell’attore cioè che interpreta una
commedia non sua e che vuole rendere e trasformare, per la enorme vanagloria
della quale è succube, in opera originale quasi unica e quindi insuperabile.(leggi tutto) |
CicloInVerso
03/12/2012
Gentile
Redazione, in occasione del tour nell’Isola d’Ischia previsto nei giorni 14,
15 e 16 dicembre 2012, con la presente si rimette
in allegato del materiale stampa (pdf). L’evento, facente parte del
progetto di bicicletta e cultura Love, peace and bike a cura
dell’Associazione Culturale CicloInVerso
www.cicloinverso.com pagina di FB
www.facebook.com/cicloinverso, vedrà
interagire una tre giorni di sport, cultura, ecologia e spiritualità con
musica, poesia, meditazione, libri e tradizioni dei luoghi attraversati con
il Patrocinio del Sindacato Nazionale Scrittori, Literary – Sistema
letterario Italiano e della Città di Ischia. Restiamo in ogni caso a
disposizione per ogni ulteriore necessità, augurandovi buon lavoro e
ringraziando per l’attenzione e la collaborazione accordata nell’auspicio di
un cortese riscontro. Cordialmente Ufficio Stampa E mail:
uf.stampa@fastwebnet.it Skype: enr1231 Tel: 0662207421 digitare 795
quando risponde il centralino
|
Viva il M5S
Quelle
del movimento 5 stelle sono proposte che vanno lette. Consulti il blog per
maggiori informazioni. F.D.
ilportaledelsud.org: alcune
proposte si possono condividere, altre no, ma
la
ns. critica verte sulla mancanza di un collante ideale tra gli attivisti
e sulla guida del movimento, che consideriamo personalistica. Non
pretendiamo di aver ragione, ma rivendichiamo il diritto ad esprimente
liberamente in questo spazio le nostre idee. E poi cosa teme? Il blog di
Grillo è seguito molto di più del miserrimo ilportaledelsud.org...! |
Francesco Paolo Percoco
30/11/2012
Buona
sera, sul sito Amazon Kindle, cliccando sul mio nome Francesco Paolo Percoco,si
possono acquistare a prezzo irrisorio o prenderli in prestito i miei libri:
Alla pietà de' Turchini, Viaggio nell'incubo, La valle delle acacie e
Maktub Così è scritto. Sarei orgoglioso se invitaste gli iscritti (anche
io lo sono) a dare almeno un sguardo. Mi sarebbe oltremodo gradita una
vostra conferma. Saluti. Francesco Paolo Percoco
ilportaledelsud.org: facciamo
nostro l'invito, l'autore è un valente collaboratore del Portale che ne ha
pubblicato diversi lavori. |
clangore nei
confronti del Sud
30/11/2012
Cari
amici,
da un
po’ di tempo mi sorprendo a domandarmi se, continuando impavida questa
attività di revisionismo lineare avviata dal prof. Barbero e sostenuta
di recente dal prof. Paolo Zanetov, resta ancora spazio per sentirsi
serenamente uomini del Sud.
In
relazione agli accertamenti capillari effettuati dal prof. Barbero a
proposito di Fenestrelle prendo atto della Vostra formale accettazione
della tesi sulla inesistenza del “lager”. Ovviamente avrei qualche
riserva sottile, di tipo istintivo, se considero che lo stesso illustre
prof. Barbero ha scritto un ennesimo, corposo volume su “Lepanto” (non
se ne sentiva il bisogno!) e dal suo scritto si trae la convinzione che
l’unica vera vincitrice della battaglia navale più sanguinosa del
secondo millennio sia stata Venezia. Gli altri partecipanti alla Lega
appaiono come “comparse”. La Spagna di Filippo II e di don Giovanni
d’Austria in ruolo secondario e il Viceregno di Napoli….. inesistente.
Eppure nel 1571 furono mandati a morire contro il Turco tanti nostri
ragazzi su quelle galee costruite nei nostri Arsenali del Sud! Ma perché
parlare di figure minori, di miseri sudditi di una provincia spagnola?
Venezia offre ben altro lustro agli scritti dei dotti!
Orbene con altrettanta serena lettura mi sembra di dover accogliere con
qualche riserva il torrenziale eloquio con cui nella nota del 25-11-2012
il prof. Zanetov liquida l’intero apparato economico e sociale che aveva
retto fino allo sbarco di Milazzo il Regno delle due Sicilie. Egli in
una commistione critica che, questa sì, avrebbe bisogno di adeguati e
capillari approfondimenti, con considerazioni e valutazioni personali,
mescola baronato infido, amministrazione incapace, disorganizzazione e
disarticolazione militare per raggiungere il convincimento che la
repressione feroce promossa dai Piemontesi fu un doveroso atto
chirurgico per debellare il banditismo dilagante e non per soffocare
l’opposizione armata contro una conquista militare mascherata da
annessione. Vorremmo qualcosa di più documentato, di più adatto ad una
analisi oggettiva e non le generiche considerazioni sul fatto che i
rifugi e i sentieri di montagna erano meglio noti ai fuoriusciti
meridionali che ai soldati piemontesi!
Onestamente ci sembra un po’ poco per abbattere testimonianze,
tradizioni e ricordi cocenti ed anche se l’abilità di storiografo porta
il prof. Zanetov a passare con disinvoltura dal brigante Crocco ai morti
di Nassirya, da Enrico Mattei alla decima MAS, io resto dell’idea che
tutto questo clangore nei confronti del Sud, a centocinquanta anni dalla
Unità del territorio ma non dello spirito italiano, non faccia altro che
accentuare le lacerazioni e le incomprensioni che hanno determinato il
nascere del mostro "Padania".
Gherardo Mengoni
ilportaledelsud.org: A Fenestrelle
non si buttavano vivi i napoletani nella calce viva, così come il Regno
delle due Sicilie non era la "negazione di Dio"... in effetti un po' di
spirito critico non guasterebbe, anzi sconsiglierebbe di "usare" la
storia a fini ideologici. Comunque è bene ricordare che Il leghismo non
ha alcuna motivazione nobile, tantomeno storica: basandosi sui fatti,
sarebbe il Meridione ad essere in credito, con tutto quello che ha dato
al Paese! Il leghismo è solo squallore delle periferie nebbiose. Fu
"sdoganato" da Berlusconi (assieme al fascismo), ma poi ha mostrato il
suo vero volto con le lauree albanesi di Bossi ed i soldi al Trota... Si
sono fatti male da soli!
Zanetov è di destra, magari non
gli piacciono i meridionali. è anti-islamico ed esaltatore di Venezia.
Non è il primo, non sarà l'ultimo. Ma non avrebbe potuto smentire nulla
su Fenestrelle se prima dei "meridionalisti" non si fossero inventati
delle storie mai accadute.
Chi, come noi, cerca da anni di
illustrare i moltissimi aspetti positivi del Sud fa un lavoro gravoso,
perché è vero che ci sono molti pregiudizi. Ma la retorica e le
esasperazioni di alcuni "borbonici" fanno danni peggiori dei
preconcetti, perché finiscono per giustificarli.
|
Complimenti
25/11/2012
Un
sincero complimento a tutta la redazione fate un bel lavoro. F.M. |
Briganti o partigiani?
Le
rivolte anti-sabaude 1861-1870
I
rivoltosi, che dal 1861 fino al 1870 ed oltre, si scontrarono con il Regio
Esercito Italiano, sono da considerare partigiani, briganti oppure
insorgenti contro il potere, senza un vero programma?
E’ noto
che, dopo la caduta del Regno di Napoli, si formò un governo borbonico in
esilio, organizzatore e in parte finanziatore dei comitati clandestini di
insurrezione anti-sabauda, con il fine di riportare i Borbone sul trono di
Napoli, analogamente a quanto era avvenuto 60 anni prima contro la
Repubblica Partenopea.
L’insurrezione anti-sabauda fu inizialmente appoggiata dalla
chiesa, con sostegno anche da
parte francese e spagnola, i borbonici legittimisti si organizzarono in
bande armate, che nei territori più adatti alla guerriglia, impegnarono a
lungo il Regio Esercito Italiano in scontri spesso sanguinosi, che causarono
più morti di tutte le guerre risorgimentali.
Ai
legittimisti borbonici, all’inizio ex soldati, si aggregarono anche
contadini scontenti, renitenti alla leva, delinquenti comuni, garibaldini
delusi, politici rivoluzionari socialisti, repubblicani, anarchici e anche i
murattiani filo-francesi, che nonostante la ostentata bandiera borbonica
operavano a favore della restaurazione dei Murat.
Un gruppo
così eterogeneo non poteva essere governato facilmente, infatti le
insurrezioni anti-sabaude non ebbero carattere unitario, né comando unico ed
in tal senso fallirono i tentativi del governo borbonico in esilio di creare
un Comitato di Liberazione, con un’unica strategia e formazioni militari
disciplinate, né poteva essere diversamente, ai contadini scontenti
importava poco se il re era borbonico o sabaudo, perché volevano condizioni
migliori di vita, i garibaldini delusi e i politici
social-anarchico-repubblicani non erano certo monarchici e tanto meno erano
monarchici i delinquenti comuni, che si erano aggregati per ricevere i
finanziamenti e poter fare rapine contro i filo-sabaudi, mentre i murattiani,
soprattutto lucani, erano filo-francesi e non a favore dei Borbone,
nonostante esibissero il vessillo borbonico per questioni di immagine.
I
piemontesi poco avvedutamente commisero il grave errore di instaurare subito
la leva militare obbligatoria per tutti, con renitenti e disertori che
andavano ad ingrossare le bande anti-sabaude, altro grave errore fu quello
di emarginare buona parte della vecchia classe politica e dirigente
borbonica locale, spesso ritenuta non affidabile, che quindi aiutò la
guerriglia per fini personali, come si vedrà più avanti.
A tale
riguardo Carmine Donatelli detto Crocco,notoriamente anti-borbonico, già
garibaldino per avere l’amnistia, poi negata, fu arrestato per il suo
passato criminale, ma fatto evadere e poi reclutato come anti-sabaudo dai
ricchi e importanti Fortunato, notoriamente murattiani, come altri notabili
della roccaforte murattiana lucana e questo conferma la militanza
filo-francese di Crocco, che accettava al suo fianco l’ufficiale francese
Langlois, mentre Borjes filo-borbonico era poco ascoltato da Crocco, che non
accettava di cedergli il comando, alla fine Borjes fu allontanato e isolato,
cadendo in una imboscata a Tagliacozzo, probabilmente non casuale e legata a
quanto aveva compreso nella strategia filo-francese, imboscata e fucilazione
alla cui preparazione prese probabilmente parte attiva il viceconsole
francese a Chieti De Rotroux (1).
Va
sottolineato che il francese Langlois operava per creare agli occhi
dell’opinione pubblica europea la ingovernabilità dell’ex Regno Borbonico e
favorire il distacco del Sud dall’Italia, sotto l’egida francese, con una
casata murattiana e non per restaurare i Borbone come Borjes.
La
debolezza del movimento insurrezionale era la frammentazione, ogni capo
banda era geloso del suo potere e non intendeva condividerlo con altri,
alcuni ufficiali stranieri finirono fucilati dai sabaudi, come i mercenari
Kalckreuth e De Namour, mentre lo spagnolo Tristany fu arrestato nel 1863 a
Roma, quando il papato, sotto protezione francese, cominciava a comprendere
che le formazioni anti-sabaude non erano più controllabili e che
verosimilmente avevano poche possibilità di sconfiggere il Regio Esercito
Italiano per ripristinare la dinastia borbonica, anche Crocco nel 1864 fu
arrestato nello Stato Pontificio, dove si era rifugiato, credendo di essere
aiutato, per essere poi consegnato al Regno d’Italia nel 1870, dove ebbe
probabilmente salva la vita per avere taciuto i nomi dei suoi protettori e
finanziatori.
D’altra
parte il fatto che a cadere con i rivoltosi siano stati solo ufficiali
stranieri e non ufficiali borbonici, la dice lunga sul reale attaccamento ai
Borbone da parte degli ufficiali e generali ex borbonici, in buona parte
transitati nel Regio Esercito Italiano, come pure circa 30.000 soldati ex
borbonici, che in parte combatterono gli insorgenti, cosa che già facevano
con i briganti nell’ex Regno di Napoli.
A
combattere gli insorgenti furono anche i soldati di leva meridionali, che
rappresentavano circa il 40% del Regio Esercito Italiano, in quanto nel 1861
su 22 milioni di abitanti italiani, circa 9 milioni erano ex sudditi
borbonici, ai quali si aggiungevano gli arruolati solo meridionali nella
Guardia Nazionale, che conoscevano bene i luoghi dove si combatteva la
guerriglia, inoltre nel 1863 fu un ex borbonico come Pica a proporre e far
approvare la legge per la repressione del brigantaggio anti-italiano.
Quanto
detto sfata l’idea, tanto cara ai revisionisti filo-borbonici, che i
piemontesi snidassero e uccidessero i briganti, i quali conoscevano alla
perfezione i luoghi della guerriglia ed erano anche aiutati, in realtà erano
soprattutto i soldati del Sud a trovare e debellare i briganti, da soli i
piemontesi ne avrebbero presi veramente pochi.
Singolare
il fatto che nel 1866 Francesco II non diede l’ordine di insurrezione
generale in tutto il Sud, nonostante l’occasione favorevole, infatti
l’esercito Italiano era impegnato contro l’Austria e per gli insorgenti
c’erano possibilità di successo, considerando che l’Austria era data per
favorita nel conflitto, probabilmente Francesco II aveva capito e saputo,
che in caso di separazione del Sud dal Regno d’Italia, l’ex trono di Napoli
difficilmente stato restituito ai Borbone, bensì ai Murat casa regnante
filo-francese, secondo gli intendimenti già espressi nel 1859 da Napoleone
III e poi superati dagli eventi.
A tale
riguardo va sottolineato che le bande anti-sabaude furono aiutate e protette
dalla vecchia classe di potere locale emarginata dal nuovo Regno d’Italia,
in pratica gli ex borbonici politicamente esautorati si fingevano liberali,
aiutando al tempo stesso le bande anti-sabaude, per usarle come arma di
ricatto nei confronti del nuovo regno italiano e riprendersi il potere e i
privilegi che avevano perduto, dimostrando la loro indispensabile esperienza
per risolvere i problemi, una volta raggiunto lo scopo le bande furono,
isolate, decimate e soppresse (1), in quanto divenute “ingombranti” e non
più utili ai politicanti locali, reinseriti nel “sistema”, se i piemontesi
avessero mantenuto da subito a tale classe politica locale, i privilegi e il
potere che aveva con i Borbone, il cosiddetto brigantaggio sarebbe stato
sconfitto molto prima.
Per i
notabili borghesi meridionali l’appartenenza ai gruppi filo-borbonici o
filo-sabaudi era quindi spesso fittizia e di convenienza, segno evidente che
la dinastia borbonica non aveva un reale aggancio ideale con la società
borghese emergente e con i potentati baronali, avendo i Borbone amministrato
con criteri elitari non democratici e troppo confessionali, inoltre i nobili
e notabili meridionali si fidavano sempre meno di Francesco II, che aveva
dato prova di scarsa capacità, e che per i limitati mezzi di cui disponeva,
non era in grado di organizzare in maniera efficiente la lotta anti-sabauda,
che in buona parte era stata condotta dalla chiesa e dalla Francia.
Dopo il
1867, con la fine del governo borbonico in esilio, il movimento anti-sabaudo
scivolò verso il banditismo comune, che non faceva più distinzioni tra
filo-sabaudi e filo-borbonici, mentre prima i rivoltosi per lo più si
limitavano a colpire e rapinare per autofinanziamento solo le istituzioni
neo-italiane e i filo-sabaudi, o presunti tali.
Se tale
periodo di brigantaggio abbia lasciato tracce anche nel presente, non
possiamo dirlo con certezza, sicuramente la questione meridionale nacque a
causa della diversità del Regno Borbonico rispetto agli altri stati
pre-unitari, le differenze erano dovute soprattutto al diverso tipo di
economia, che nel caso del Regno Borbonico era protetta dai dazi doganali,
la cui abolizione affrettata causò danni, il Sud del 1860 non era pronto per
una economia di tipo liberale e il fatto che invece tutti gli altri stati
pre-unitari siano riusciti ad adattarsi al nuovo corso, la dice lunga sulle
reali condizioni del Regno Borbonico, rispetto a
stati ritenuti arretrati come
quello pontificio, che pure nel tempo è riuscito ad adattarsi all’economia
liberale, avvicinandosi agli standard del Nord.
L.P. Ancona
(1) (1)
Brigantaggio politico post unitario (1860-1870) di Paolo Zanetov. |
da ammirare
17/11/2012
Siete persone molto umili e degne di
grande rispetto e ammirazione ho letto che sostenete tutte le spese del
sito... Veramente da ammirare anche se ce gente che cerca in qualche modo di
insudiciare la vostra immagine con aspetti poco rilevanti come uno
sterminatore di massa come il "grande" Garibaldi e il suo seguito.. con
grande ammirazione. F. M. |
Piccola pubblicità
13/11/2012
Salve, mi piacerebbe sapere se esiste un
brano di prosa a firma di Alfonso Gatto col titolo "Piccola pubblicità" che
dovrebbe iniziare così: "Cerco una ragazza vista una sola volta..." Grazie e
cordiali saluti A.D. |
Maria Cristina di Savoia
12/11/2012
Cosa ne pensate di Maria Cristina di
Savoia del quale il 14 novembre ricorre la sua nascita? Grazie R.M.
(ilportaledelsud) In due parole? La
regina Maria Cristina fu l'ultima dei Savoia. Lo zio Carlo Felice, che
subentrò a Vittorio Emanuele 1°, non ebbe eredi ed alla sua morte il trono
passò a Carlo Alberto di Carignano, lontanissimo parente il cui ramo si era
scostato dai Savoia ben sette generazioni prima. Maria Cristina ebbe
un'educazione severa e bigotta, da cui non riuscirà mai a separarsi, poco
adatta alla convivenza con la napoletanità di Ferdinando II, personaggio
quanto mai controverso, ma dal carattere pienamente meridionale ed
estroverso. Come regina quindi incise poco. Morì in seguito al parto, dando
alla luce Francesco 2°. Fu un tragico evento foriero di conseguenze negative
per il Regno: Ferdinando infatti si risposò con l'intrigante e presuntuosa
Maria Teresa, matrimonio che indebolì ulteriormente il Regno, sia dal punto
di vista dinastico che da quello delle relazioni internazionali. Alla morte
di Ferdinando, infatti Francesco (già di per sé inadatto al compito) salì al
trono circondato da un nido di vipere, con gli zii Borbone e la matrigna
"tedesca" che, ognuno per proprio conto, tramavano per deporlo... |
Ipogeo e Napoli svelata
10/11/2012
Gentili Signori, nel ringraziarvi per
avermi puntualmente sempre inviato la Vostra interessantissima
corrispondenza colgo l'occasione per segnalarVi l'uscita di un articolo
apparso a mia firma ieri su Napoli.com relativo al restauro dell'ipogeo
della Chiesa di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco (cui ho preso
parte), uno dei grandi capolavori di arte sacra della città:
http://www.napoli.com/... nonché l'uscita dell'articolo sulla mostra
dedicata alla Napoli esoterica e organizzata dal fotografo Mario Zifarelli,
con la mia consulenza scientifica, a L'Avana - Cuba: "Napoli Svelata"
http://www.napoli.com/.... Inoltre link relativi ad articoli apparsi su
La Repubblica.it e sul Corriere del Mezzogiorno.it attraverso cui è
possibile visionare parte delle foto esposte a Cuba:
http://corrieredelmezzogiorno... e
http://napoli.repubblica..... Se gli articoli Vi piacciono rilanciateli
sul Vostro portale e sul blog. Vi ringrazio anticipatamente per l'eventuale
ospitalità.
Cordialità
Antonio Tortora |
bel sito
05/11/2012
Egregi Signori! Grazie del bel sito. Per
Bernardo Tanucci vedi il documento nel mio blog
http://twicemodern.... Importantissimo è il vs sforzo per la cultura
grazie tanto. Per Fara Misuraca: qui sotto alcuni link su mio blog in
inglese riguarda la Sicilia e la sua storia
http://twicemodern...,
http://twicemodern... Stephan, USA |
Garibaldi e l’oro inglese
05/11/2012
Ho un'altra lettera per Il Portale del
Sud, ovviamente il termine "filo-borbonici" o "revisionisti" non è da
intendersi mai riferito a questo sito meridionalista, che è tra i pochi
obiettivamente storici e non di parte. Distinti saluti.
"I revisionisti filo-borbonici sostengono
che nel 1860 Garibaldi vinceva e avanzava, grazie ad una cassa di oro
inglese, con il quale comprava molti generali e ufficiali borbonici,
arrivando in tal modo fino a Napoli.
Anche se fosse così, i filo-borbonici si
danno la zappa sui piedi da soli, ammettendo che bastava offrire soldi per
comprare facilmente chiunque nel Regno di Napoli, un regno dove quindi
“regnava” la corruzione.
I filo-borbonici però non dicono, che per
una cassa d’oro inglese, che poteva avere Garibaldi, c’erano almeno mille
casse d’oro o di valore equivalente nelle asserite ricchissime banche
borboniche e che invece erano i Borbone, che avrebbero potuto facilmente
comprare Garibaldi, i garibaldini e pure i generali piemontesi, il problema
è che Garibaldi e i piemontesi non si vendevano, ma questo è fuori dai
limiti culturali filo-borbonici, per i quali se qualcuno offre denaro, si
deve accettare, altrimenti si è fessi e nella logica filo-borbonica meglio
venduto che fesso.
In realtà i generali borbonici erano
tutti di nomina reale, scelti di preferenza tra le famiglie nobili ritenute
più fedeli alla monarchia, spesso anziani e non troppo capaci, fatto questo
che in teoria riduceva le possibilità di colpi di stato, che invece
esistevamo nominando generali giovani, combattivi e capaci, ma di estrazione
borghese e liberale.
Va ricordato poi che l’accesso
all’accademia militare era costoso e che solo una minoranza di famiglie
potevano permettersi di inviare i propri figli alla carriera militare, per
cui il censo e l’origine penalizzavano le capacità.
In questo modo il re di Napoli pensava di
dormire più tranquillo, vegliato e scortato, già dal 1700, anche dai
costosissimi soldati mercenari svizzeri, segno evidente della scarsa
fiducia, che nutriva per il suo popolo, al contrario a fare la guardia al re
del Piemonte c’erano solo soldati piemontesi, perché il re del Piemonte si
fidava del suo popolo.
In ogni caso i generali borbonici
provenivano da famiglie ricche o piuttosto benestanti e per loro una
manciata d’oro in più, non avrebbe fatto particolare differenza e, comunque,
le truppe borboniche, abbandonate dai generali presunti traditori, avrebbero
potuto andare a Napoli e mettersi al servizio del re, ma questo i
filo-borbonici non lo dicono, per non ammettere la sconfitta, la quale più
che opera di Garibaldi, fu un abbandono generale da parte di molti della
dinastia borbonica, che aveva semplicemente fatto il suo tempo, oltre ad
avere commesso una serie di errori a dir poco madornali, tra i quali il
mancato rispetto della Costituzione concessa e poi rimangiata.
A tale proposito e sui presunti
tradimenti, si rimanda al commento sotto riportato e tratto da “Il portale
del Sud – FAQ”, in cui si afferma che, data la vastità delle diserzioni,
risulterebbe azzardato parlare di tradimento (nota seguente): “… Parlare
di tradimenti può risultare azzardato se si pensa che a tradire fu tutta la
Marina, metà dell’Esercito, gran parte della Pubblica Amministrazione e
della Magistratura … “
Singolare poi che, nei decenni successivi
all’Unità, circa la metà dei generali ai vertici del Regio Esercito
Italiano, fossero meridionali e che non abbiano mai pensato di fare un colpo
di stato filo-borbonico, con i tanti soldati meridionali presenti
nell’Esercito Italiano, al contrario il Meridione divenne l’area italiana
più filo-sabauda, ad esempio negli anni 20 l’ala repubblicana del fascismo
progettò un colpo di stato anti-sabaudo, progetto accantonato anche nel
1938, quando Hitler sollecitava Mussolini a liberarsi della monarchia, in
entrambi i casi si dovette desistere dal proposito repubblicano, anche a
causa dell’eccessiva fedeltà del Sud ai Savoia.
Il sentimento di fedeltà del Sud per i
Savoia fu confermato anche nei referendum del 1946, quando il Nord votò
Repubblica e il Sud a larga maggioranza Monarchia, con il Partito Monarchico
Sabaudo che aveva la sua roccaforte in Campania e a Napoli, basti ricordare
Lauro e Covelli.
Sull’esito di tale referendum i
filo-borbonici sostengono che nel Sud era stato fatto un “lavaggio del
cervello”, con programmi scolastici filo-sabaudi, se così fosse dobbiamo
pensare che il Nord non si era fatto influenzare dalla propaganda
filo-sabauda, perché più consapevole oppure perché nel Nord, anch’esso
sabaudo, i programmi scolastici erano forse … repubblicani?
l.p. Ancona"
(ilportaledelsud): Siamo lieti che
abbia trovato di vostro interesse il nostro sito. Con il nostro lavori
tentiamo una stesura storica quanto più possibile fedele e oggettiva. Dal
1945 in poi, una volta decaduti i Savoia, il Sud ha avuto la possibilità di
giocarsi le proprie carte. C'è invece, è vero, chi si ostinia a dare tutte
le colpe del degrado meridionale al 1860, dimenticando che c'è stato un
ventennio fascista, una guerra mondiale, una fuga ignobile dei Savoia e
soprattutto la possibilità di ripianare tutto e ricominciare da capo.
Occasione che abbiamo tranquillamente e volutamente lasciato agli altri
perché il nostro sud è rimasto in mano ai latifondisti (l'aristocrazia
agraria, i campieri arricchiti ed i loro scagnozzi), i veri mafiosi (cioè
coloro che fecero trucidare Canepa, un separatista rosso che si rivolgeva
alle masse contadine, che fecero trucidare 43 sindacalisti e che azzerarono
un risultato elettorale scomodo con la strage di Portella della Ginestra nel
1947). I Savoia e Garibaldi c'entrano assai poco con queste vicende, anche
se storicamente non furono gli "stinchi di Santo" o "angeli della libertà"
come Lei mostra di credere. Ma perché continuare a prendersela con Garibaldi
e con Crispi e non con Mussolini o con Genco Russo o con il principe di
Scalea e i loro tirapiedi e successori leghisti e berluscones che ancora
oggi spadroneggiano? Noi non abbiamo alcuna nostalgia borbonica e quello che
ci proponiamo è di svegliare le coscienze meridionali facendogli conoscere
una storia di cui non debbono vergognarsi ma contemporaneamente fargli
capire che non servono nostalgie per il nostro sviluppo, ma serve cambiare
questo concetto di società, imperniato sulle figure del principe (sia esso
premier politico o boss mafioso che risolve i problemi di tutti nel
"proprio" interesse) e del suddito (che rinuncia al suo libero arbitrio in
cambio di un piatto di lenticchie e della sicurezza personale). |
Pirati barbareschi
05/11/2012
Grazie a Voi tutti! Onorato della
pubblicazione
dell'articolo sul Vostro sito! Cordiali saluti Marco Vigna |
Un paese stanco e la
Sicilia lo dimostra
di Antonio Casolaro
2 novembre 2012
L’editoriale
del Portale del Sud di questo mese è pervenuto ad elezioni siciliane
terminate e risultati definitivi diffusi. Una prima considerazione che il
raffronto, tra quanto sottolineato nel saggio e quanto è emerso dalle urne,
induce a fare è l’ampia corrispondenza del risultato politicamente inteso
con l’analisi svolta nel documento in disamina.
Il 28 ottobre è stato presentato come un
bivio, uno spartiacque tra l’oscurantismo delle assemblee e degli esecutivi
precedenti ed il cambiamento che la Sicilia ha bisogno e chiedeva come
chiede.
(leggi tutto) |
polemici revisionismi
2 novembre 2012
Vorrei che la storia del passato servisse
a leggere il futuro e non ha riaprire inutili e polemici revisionismi. Oggi,
nel totale buio sul futuro, è proprio il Sud d'Italia ad offrire la propria
personale e sofferta esperienza vissuta sulla propria pelle, a differenza di
altri. Dunque il generoso Sud offre ancora una volta un tracciato storico a
cui rifarsi per confrontare, commentare, capire ed orientare i fatti di oggi
ed evitare una nuova ed irreversibile disfatta, che questa volta si allarga
a tutte le Nazioni del Sud d'Europa (compresa Ancona). Lenor, Nocera
Superiore |
meraviglioso
01/11/2012
Complimenti, il sito è sempre
meraviglioso! Grazie e cari saluti G.L.V. Australia |
occupazione
27/10/2012
I Savoia che occupano il Sud In risposta
alla lettera del 25-10-2012, sulla cosiddetta occupazione del Sud da parte
dei Savoia, si fa presente che i Savoia occuparono tutta la penisola, quindi
anche il Nord-Est e il Centro Italia, vennero infatti occupati il
Lombardo-Veneto, i ducati emiliani, il Granducato di Toscana, lo Stato
Pontificio e successivamente il Friuli V.G. e il Tentino A.A. asburgici. Qui
però sorge una importante considerazione, se si sostiene che i Savoia
occuparono il solo Sud, si deve pensare che quella del Nord-Est e del Centro
Italia, non va considerata una occupazione e che a Nord del fiume Tronto
fossero tutti … “piemontesi” o popolazioni affini? La risposta a questa
domanda è importante, perché chiarirebbe, dal punto di vista
revisionista-meridionale e non, il tanto discusso dualismo Nord-Sud o
Nord-Centro e Sud, che dir si voglia, infatti su questo argomento le
risposte sono di solito indefinite, come se da parte
revisionista-meridionale non si volesse ammettere, che tutti i territori
depressi occupati dai Savoia siano riusciti comunque a crescere, dal
Nord-Est al Centro, tranne il Sud, con la parziale eccezione dell’Abruzzo.
l.p. Ancona
(ilportaledelsud) teniamo a precisare
che noi non revisioniamo niente, ma narriamo fatti storici cercando di
mantenere quel distacco senza il quale si finisce per essere faziosi.
Forse perciò non siamo simpatici né ai risorgimentalisti né ai c.d.
"meridionalisti". Le facciamo presente che né nel Centro, tantomeno al Nord,
ci fu occupazione militare piemontese e che a seguito di questa ci fu una guerra
civile, stati d'assedio, campagne e paesi distrutti. Né risulta che al
centro-nord si approfittò dell'oro (il sud diede i due terzi del totale),
senza investimenti corrispondenti nelle province meridionali. I
piemontesi si avvalsero anche dell'ausilio della malavita organizzata per
controllare il territorio e questo diede ai criminali una certa
"legittimazione" che altrove non avvenne. Tutto ciò non giustifica i vizi
del sud, tanti ed antichi, ma nemmeno le posizioni razziste del leghismo nei
nostri confronti. Il sud ha un reddito pro-capite inferiore, perciò
contribuisce meno, non per altro. |
poveri del sud
25/10/2012
La storia dell'occupazione del sud
d'Italia da parte dei Savoia è simile alla storia dell'occupazione del sud
d'Europa ad opera dei poteri finanziari del nord Europa di oggi. Finalmente
l'unità tra sud e nord d'Italia è stata raggiunta nella miseria!! Ora c'è da
aspettarsi la fase dell'emigrazione dei poveri del sud Europa.
Lenor, Nocera Superiore |
Immagini di generali
24/10/2012
Hello and good afternoon. Please pardon
my lack of fluency in the Italian language. My name is Javier E. Sanchez and
I am a graduate student in History at the University of New Mexico in the
United States who is working on an academic (not for publication) research
project on the senior military leadership of the Bourbon armed forces of the
Kingdom of the Two Sicilies during the war of 1860-1861. As a result, I am
writing brief biographical sketches on several generals and am trying to
accompany as many of the sketches with an image as possible. As a result, I
am searching for any images of seven generals whose images I have been hard
pressed to locate. I figured that since you have a website dedicated to the
siege of Gaeta, you might be able to help me out in this regard. Following
is the list of seven generals whose images I am searching for: 1. Generale
di Brigata Vincenzo SANCHEZ de LUNA 2. Maresciallo di Campo Giuseppe SIGRIST
Imonso 3. Maresciallo di Campo Gaetano AFAN de RIVERA 4. Tenente Generale
Francesco MILON 5. Generale di Brigata Antonio ECHANIZ 6. Generale di
Brigata Fabio SERGARDI 7. Generale di Brigata Giuseppe RUGGIERO Please note
that any help is greatly appreciated and I look forward to hearing from you
soon. I seem to have exhausted the sources available to me in the United
States and sincerely hope that you can help me. Have a great day.
Sincerely, Javier E. Sanchez United
States |
La fine delle Due Sicilie
21/10/2012
Non so dove gli storici neo borbonici o
filo borboni fanno le loro ricerche. Forse scrivono sotto dettatura dello
spirito di Francesco II che, ammettiamolo, qualche motivo per leggere gli
avvenimenti che portarono alla sua cacciata in maniera molto personale ha
ragione di averla. Tuttavia qualche ricerca nelle pagine dei giornali
stranieri dell'epoca potrebbe fare scoperte interessanti, che potrebbero
farlo riflettere. Questo articolo è di un giornale viennese che per
Garibaldi e gli Italiani non aveva molte simpatie. Ma evidentemente non ne
aveva più nemmeno per uno sovrano i cui padre /nonno erano stati schiavetti
di Vienna.
Ost Deutesch Post / quotidiano di Vienna,
scrive il 22 agosto 1860
"Lo sbarco di Garibaldi sulla terraferma
del regno delle Due Sicilie incomincia una novella fase della rivoluzione
Italiana. Gli avvenimenti della Sicilia non ne erano che un episodio.
Codesta intrapresa aveva sulle prime una apparenza di forte avventatezza
somigliante alla campagna d'Egitto, alla quale si mise Napoleone I per fare
la guerra agli Inglesi. Ma Garibaldi è stato più fortunato dell'eroe delle
piramidi, e la sua insurrezione ha prodotto il frutto che ora egli va a
raccogliere nel continente. Dirimpetto alla deplorevole condizione e allo
sfacelo completo di cui la monarchia de borboni offre al mondo stupefatto,
non vi è più il minimo dubbio che il tentativo di Garibaldi sopra Napoli non
abbia a riuscire. L'esercito e la flotta sono demoralizzati e disordinati,
si è distrutto tutto ciò che esisteva, e nulla ancora è stato creato di
nuovo; il Re è giovane, inesperto, giocato fra gli opposti partiti e
palesemente abbandonato dalle potenze europee."
Il mio modesto parere è che il Regno
delle Due Sicilie ben prima che arrivasse Garibaldi era in coma. Si chiudeva
un ciclo durante il quale rivoluzioni e rivolte avevano scavato un fossato
tra il popolo e la monarchia. Non è vero che Garibaldi ha sconfitto il Regno
delle due Sicilie, è stato lo stesso popolo che ha spianato la strada a
Garibaldi da Messina a Napoli. Tradimenti dei generali? Credo che si erano
stancati di sparare sulla loro stessa gente e ne condividevano il desiderio
di libertà.
(ilportaledelsud) Carlo Filangieri
preferì correttamente ritirarsi, probabilmente era davvero stanco dei
Borbone a cui peraltro doveva molto. I militari che continuarono a vestire
la divisa borbonica facendo nel contempo intelligenza con nemico non devono
ricevere invece alcuna giustificazione morale: furono dei traditori.
Altrimenti dovremmo riabilitare anche la camorra, solo perché aiutò
Garibaldi a controllare Napoli. |
Giandomenico Fiorillo
21/10/2012
gentilissimi,
vi scrivo per chiedervi informazioni: il
9 ottobre mi sono recata ad una lezione conferenza presso Palazzo Reale
tenuta dal prof. Settis e organizzata dalla fondazione Napoli Novantanove,
nell'ambito dell'iniziativa "i martedì dell'arte". in questo percorso
tematico, il grande maestro settis ha menzionato un certo Giandomenico
Fiorillo (napoletano) , come primo docente ad avere una cattedra di storia
dell'arte in Germania nel 1813. Sarà possibile avere maggiori informazioni a
riguardo? ringrazio tutti voi per questo portale. M.R.M. |
Numismatica
20 ottobre 2012
Dear Sir,
Please accept my congratulations on your
excellent website. I have posted a link to the very interesting article of
Mr. F. Di Rauso published in your site, in the site of our Phaleristica
Academy of Portugal at
http://www.acd-faleristica.com/archives/3064. Best regards and
congratulations on your publication and website, J. V. de B. (Portogallo) |
De Jongh
18/10/2012
Egreghii signori, Buongiorno. Mi chiamo
C. V. e sono professore alla Facoltà di belle Arti della Università di
Belgrado. Sono stato parecchie volte a Napoli e ho anche tenuto due mostre
di miei opere nel anni novanta. Da poco mio interesse è concentrato alla
storia di fotografia e ad una famiglia di fotografi svizzeri, de Jongh, che
erano anche attivi a Belgrado alla fine del ottocento. Sto preparando un
contributo sul loro attività fotografica e ho bisogno di parecchi fatti o
dati che forse Loro possono aiutarmi di trovare. Dopo la letteratura, al
meno tre membri di famiglia de Jongh erano ufficiali del esercito napoletano
negli anni quaranta e cinquanta di ottocento, fino al fine del Regno. Padre,
Emanuele Augusto, dovrebbe esser anche tenente colonnello (morto di colera
nel 1854) e due figli Eduardo (1823 -1886) e Francesco (1833-1912) hanno
fatto loro servizio nei reggimenti svizzeri. Forse nel 2º reggimento perché
dal domicilio erano di Soletta nel cantone Vaduz. Questi due ultimi, dopo la
fine del Regno di due Sicilie sono tornati in Svizzera e sono diventati
assai notevoli fotografi. Come non ho nessuna prova di loro soggiorno o
servizio nell'esercito napoletano, ho preso la liberta di contattarvi e
chiederlo di indicarmi un indirizzo o persona dove si può sperare di trovare
le informazioni precise e forse risposte ai miei domande. Con miei migliori
saluti, C.V. (Serbia) |
Cielo d’Irlanda
di Antonio Casolaro
2 ottobre 2012
Cielo d’Irlanda, canta una impegnata pop
star italiana e ti ricorda che si può essere indipendenti ed avere successo;
che la propria autonomia talvolta deve soccombere alle mafie dello
spettacolo e del circo Barnum della TV.
(leggi tutto) |
|
"Brigantino- il Portale del Sud"
non organizza gli eventi e non è
responsabile né garante
dell'attendibilità delle notizie, né di errori/omissioni in
esse eventualmente presenti.
Regolamento per download, invio corrispondenza e materiale al Portale del Sud
Ai sensi della legge n. 62
del 7 marzo 2001 il presente sito non costituisce testata giornalistica.
Centro Culturale e di Studi Storici
"Brigantino- il Portale del Sud"
- Napoli e Palermo
ilportaledelsud@fastwebnet.it
®copyright
2013: tutti i diritti riservati. Webmaster: Brigantino.
Sito derattizzato e debossizzato
|
|