lettere e commenti al Portale del Sud

articoli scelti di pensiero meridiano

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vengono riportati i messaggi degli ultimi sei mesi

lettere inedite che D'Annunzio

13/05/2013

Salve, sono una studentessa del liceo classico Giovanni XXIII di Marsala in provincia di Trapani. Quest'anno devo affrontare gli esami di maturità e ho in mente di portare un percorso sulla Sicilia e ovviamente non posso non parlare dei Florio. Durante i miei studi sono venuta a conoscenza di una serie di lettere inedite che D'Annunzio scrisse a Donna Franca Florio e vorrei portarne almeno una all'esame. Sono riuscita a trovare soltanto alcune frasi, ma neanche una lettera completa. Vorrei dunque sapere se avete qualche lettera o in caso contrario mi potete dare altri riferimenti?Grazie in anticipo per la risposta. C.

sant’Andrea Avellino

13/05/2013

Sono [...] su sant’Andrea Avellino (www.santandreaavellino.it). Nella Chiesa di San Nicola alla Carità, sul lato destro della prima cappella a sinistra (entrando), c’è un dipinto che raffigura sant’Andrea Avellino. Le chiedo se ha notizie sul dipinto e una sua fotografia ad alta risoluzione. Vi ringrazio ed invio cordiali saluti N.A.

tutti i nomi

10/05/2013

Desidero avere i nomi di tutti equipaggi che erano impegnati nella battaglia di Al Emen seconda Guerra Mondiale. Fiduciosa in una vostra risposta. Desidero sapere il nome preciso del destinatario grazie tante. G.

Gendarmeria

26/04/2013

Salve, sto cercando notizie per una ricerca sulla Gendarmeria del regno di Napoli ed in special modo per quanto riguarda “l’Abruzzo ultra primo” (Teramo e provincia). Sembra sparito tutto! In ogni caso sto cercando di riscoprire i caduti, gli atti di valore, i premi e le punizioni per gli uomini della gendarmeria fino alla cosiddetta unità. In fondo, a parte la politica credo che i caduti dell’”arma” (di gendarmeria) per fatti di ordine pubblico, lotta al banditismo, alla camorra ma anche per azioni di guerra ecc.. vadano ricordati come è stato sinora pei Carabinieri. In un prossimo futuro, quando anche l’Arma dei CC sarà cancellata ed inglobata dalla nuova Polizia Italiana e dalla Gendarmeria Europea. La catarsi sarà completa e ognuno potrà piangere i “propri” caduti. Se avete dei nomi, se vi risultato avvenimenti se sapete quali pubblicazioni cercare ecc…. ; Vi ringrazio anticipatamente. Enzo

Giovanni verga

24/04/2013

Salve, sono una studentessa liceale di quinto anno. Premetto che sono siciliana, precisamente della provincia di Agrigento. Sto preparando una tesina sulla "questione Meridionale", che mi ha appassionato tantissimo sin da quando ne sono venuta a conoscenza a scuola. Devo farvi i miei complimenti più sinceri e meritati perché il vostro sito mi ha aiutato tantissimo soprattutto per la trattazione della parte storica. Vi ho scritto quest'e-mail perché nella sezione "cultura" dove sono citati tutte le personalità importanti del Meridione manca  Verga  o per lo meno non lo trovo io, che in un sito per strutturato e organizzato come il vostro non può mancare. Mi sareste molto di aiuto se mi inviaste alcuni documenti che possedete su Verga e la questione meridionale nella produzione novellistica e romanzesca così da poter incrementare nel miglior dei modi la mia tesina che appena finisco vi invierò per ringraziarvi del vostro implicito ma diretto aiuto! Grazie infinite e continuate così! :) 

Veduta

24/04/2013

La colpa [della situazione attuale] che tutti abbiamo (a nord come a sud) è di avere lasciato che demagoghi, ignoranti, ladri (ben rappresentati in tutti i partiti politici, associazioni e congreghe di ogni genere) si siano impadroniti del potere. Ognuno di noi conosce alcuni di questi soggetti e li dovrebbe escludere. Chi fa affari con le varie mafie è a sud come a nord, danneggia il mondo intero e null'altro vuole se non denaro e potere. Vi spedisco una veduta di Napoli da un'isola (Capri?), il motivo è mostrarvi luoghi a voi cari com'erano 150 anni fa. Buona giornata Gg.B.

PD mai nato

22/04/2013

Io penso che il PD non sia mai nato. Le componenti che dovevano dar corso alla nascita ed alla crescita del Partito erano inconciliabili. E’ vero che i comunisti con la Bolognina avevano come dire abiurato la loro origine, tuttavia la laicità del loro agire e del loro pensare non poteva essere abbandonata. Di converso la concezione cattolica – magari cristiana intesa come auspicio – dei democristiani non poteva rinnovarsi fino al punto dal rinnegarla. Di qui un partito in fieri che non ha mai trovato la strada per diventare tale. L’elezione del Presidente della Repubblica ha dimostrato non già la debolezza che già avrebbe detto qualcosa, ma l’inesistenza del Partito. Ciò significa che questo paese dovrà sopportare per altri sette anni una figura aliena dall’autonomia perché espressione di un accordo che sottende la nomina. Ciò potrà significare la fine del sistema parlamentare sostituito da quello presidenziale e poi la “riforma della giustizia” con la subordinazione della magistratura all’esecutivo. Un caro saluto. Antonio

Il Portale del Sud aveva espresso la propria critica al PD fin dalla sua nascita, basta rileggersi l'editoriale di aprile 2007. Il futuro potrà essere quello descritto da Antonio (presidenzialismo e berlusconismo), oppure peggio. Non è pessimismo il nostro, bensì realismo basato sul fatto che sta venendo a mancare ogni riferimento democratico per coloro che pur si impegnano per la solidarietà e l'uguaglianza.

è comodo guardare e criticare

22/04/2013

Mi chiedo perché si continui a denigrare tutto e tutti.

Mi chiedo parchè quest' Italia rimanga ferma.

Mi chiedo perché le novità vengano accolte sempre male.

Mi chiedo perché si diventa critici e non attori, pittori, giocatori ecc...

Poi pensandoci...

Beh.... è molto comodo guardare e criticare, stare fermi ad aspettare che qualcuno sbagli... anche a caga##...

Gg. B.

Raccomandiamo di non inserire parole volgari nei messaggi per non vedersele mutilate con "#"

Quadri, savoia, debossizzare

18/04/2013

Mi congratulo per il vostro sito e mi permetto di inviarvi una riproduzione fotografica di un dipinto di Francesco Mancini di mia proprietà che rappresenta una festa a Napoli ( ? ), la bandiera italiana può essere l'indizio per arrivare a qualcosa (fermo restando i giudizi storici sull'invasione sabauda del sud e il valore miserrimo di questa famiglia che tanto ha danneggiato l'Italia). Purtroppo non posso affermare che il nord è debossizzato (il contrario), ora dobbiamo demaronizzarlo. Spero di emigrare al sud in un prossimo futuro, per ora vi ringrazio della vostra attenzione e spero potrete soddisfare la mia curiosità riguardo al dipinto in oggetto. Buona giornata, G.B.

Il grillo, garante del “bellissimo”

ovvero nebbia fitta: visibilità nulla!

di Antonio Casolaro (8 aprile 2013)

A ciò va aggiunto che non è dato sapere quando l’alta pressione recupererà il bel tempo o meglio il tempo che possa consentire di veder più chiaro e quindi monti, dune, colline, mari e fiumi, ma soprattutto uomini, donne, personaggi in cerca di autore, attori o sedicenti tali, comprimari e figuranti, ballerine di prima, seconda e terza fila della commedia che si sta recitando sul palcoscenico del paese, il cui esito l’autore non ha scritto e che proprio per questa ragione può concludersi in tragedia o farsa. [leggi tutto]

complimento

28/03/2013

Gent. ma Redazione, intanto mi complimento per il Sito, fatto bene e soprattutto accessibile a tutti molto chiaro e lineare. Desidero ricevere le Vs. news chiaramente per quando ci sono. Ancora complimenti per l'ottimo lavoro da Voi tutti svolto, Cordiali saluti. Approfitto per inviare a Voi tutti Tanti Auguri di Buona Pasqua. Buon Lavoro. G.R.

regno maltrattato

15/03/2013

E' stato pubblicato su Amazon il mio e book "Il Regno delle Due Sicilie, storia di un regno maltrattato". Si trova su Amazon Store ed è fruibile con Kindle, Ipad ,Tablet in genere e PC.

Buona lettura

Camillo Linguella

moti napoletani del 1820

11 marzo 2013

Spett. Il Portale del Sud, sto facendo una ricerca sui moti napoletani del 1820, ed in particolare sulla cospirazione di Morelli, Salviati e del Generale Pepe in seguito alla quale Re Ferdinando I concesse la costituzione il 6 luglio 1820. Avete notizie in merito? ed in particolare avete il testo della suddetta Costituzione? Vi ringrazio anticipatamente, inviandoVi cordiali saluti, R.G.

Vedi le pagine dedicate: Le rivolte del 1820-1821 nel Regno delle Due Sicilie di Fara Misuraca ed Alfonso Grasso e La costituzione del 1820

brano musicale

11 marzo 2013

Innanzitutto complimenti per la completezza del sito!!! Bell'assaie! Sono sicura che tempo fa è proprio qui che, aprendo la home page si poteva ascoltare un brano con voce femminile che cantava queste parole (mal trascritte da me ascoltandolo): "Figlieme è nu brigante e nun tene cchiù comandante, sott' a miez metro e terra e cumbatta ancora a guerrra, quatt mazz comm croce figlie me more pur’iss n’croce pe caccià li piemuntese ca nun se fann sul e spese ne brigante te si fatto senza chiagnere mammà che e fatto pè ffa grande o tricolore figlieme è guaglione d’onore ciore ciore ciore che fai figli mi nun è chiu turnat pe nu poco e libertà rest sola a l’aspetta ninno mio tu can nun tuorn io de te nun teng scuorno e nun me vesto a lutto pecchè ppe me tu nun si muorto". Ho cercato sia il brano che il testo (quello vero!) ..invano! Mi aiutate? Grazie mille Teresa

I brani musicali disponibili sono tutti elencati nell'apposita pagina

bandiera con lo stemma

04/03/2013

Non so se chiedo tanto, possibile avere la bandiera d'Italia con lo stemma delle due Sicilie misura 20x30? Grazie e saluti. W.L.

Cogliamo l'occasione per riconfermare che non vendiamo alcunché: libri, bandiere, ecc.

San Nicola alla Carità

28/02/2013

Non sapevo che la chiesa San Nicola alla Carità in via Toledo a Napoli fosse così bella. Più la guardo e più benedico i miei confratelli “Pii Operai” che certamente con sacrifici hanno dato a Napoli questo gioiello. Grazie. P. Rega, Parroco

tornata elettorale

21/02/2013

Al di là del cd voto ragionato, quello che fa capo alle convinzioni di una parte più o meno larga dell’elettorato, che si ritrova per affinità di vedute, per rappresentazione degli interessi, ed infine, perché no, per simpatia nei confronti di questo o quel premier o sedicente tale, c’è in questa tornata elettorale che di qui a poche ore aprirà i seggi una sorta di apatia o come forse sarebbe meglio dire d’indifferenza, se non proprio per taluni di avversità al ceto politico che si presenta e che chiede il voto. [leggi tutto il commento di Antonio Casolaro in calce all'editoriale]

Antonio Casolaro (Caserta)

uomo libero

22/02/2013

Concordo con quanto avete scritto nel Vs/ articolo "Un voto per il Sud". In sostanza è il voto dell'uomo libero, ...libero di esprimere i propri pensieri, uguale ...qualunque sia il suo idioma o colore della pelle ...a qualsiasi latitudine della terra egli viva e lavori..., unito nel rispetto e nella comune fratellanza. Vivo in Toscana (potrei anche vivere a Timbuctu - questo non significa niente) ...sento di essere una persona giovane nello spirito ( anche se il mio carico anagrafico non è indifferente) ...e certi pensieri mi esaltano... Forse non riuscirò a vivere questo cambiamento che esiste già nell'aria... ma sono sicuro che con il tempo, i nostri giovani lo attueranno. Con i miei più sinceri saluti R.G.

pensiero meridiano

21/02/2013

Brava Fara!!! Ho appena letto il suo scritto sul "pensiero meridiano". Ho proprio voglia di conoscerla. La prossima volta che verrò in Sicilia, la chiamerò. Se me lo consente. Farò girare il suo articolo tra i miei conoscenti. Cordiali saluti, E.M.

San Michele

15/02/2013

Buonasera, stavo osservando in internet le immagini a San Michele perché sto facendo una ricerca sul santo e trovato questo quadro e ho letto la storia. Vorrei saper se possibile conoscere un po' le caratteristiche del dipinto per esempio la tecnica pittorica, le dimensioni, il supporto, se è sempre rimasto nella chiesa o se proviene da qualche altro posto, oltre alla storia che ho trovato molto bella e interessante. Grazie per l'ospitalità. R.S. P.S. Anche il mio Comune, anche se in provincia di Bergamo, per il momento è ancora debossizzato, SPERIAMO DI RESISTERE

bellissimo sito

12/02/2013

Mi complimento per il bellissimo sito!  E soprattutto per i contenuti! Sono una storica dell’arte e  appassionata della storia del  meridione d’Italia.  Magnifica terra, tre anni fa sono stata 15 giorni in Sicilia ma devo  andare a Caserta!  Siete un’associazione culturale? Io ne ho una che si chiama  libertyandel.it  (Associazione nazionale difesa edifici liberty). cordiali saluti, V.S.

Alcantarini

12/02/2013

Salve, sono A.S. laureando in Laurea Magistrale in Storia dell'Arte presso l'Università [...] di Bari. La mia tesi ha preso in analisi gli insediamenti dell'Ordine Francescano degli Alcantarini nel Mezzogiorno (in particolare in Terra d'Otranto). Vorrei sapere se avete informazioni a riguardo. Ho analizzato tutti i libri possibili, e documenti, ma non riesco a capire il vero perché fossero dichiarati di Patronato Regio e godevano del Protettorato Reale. Addirittura avevano in facciata lo stemma dei Borbone che, così come ho io ipotizzato sulla base di documenti, venne apposto dopo la salita al trono di Carlo III o meglio nel 1741, data della conferma del Protettorato, riperpetrando ciò che avevano fatto anche i diversi predecesori, anche austriaci, avvicendatisi sul trono, a partire dal XVII secolo. Non credo sia solo perché era un Ordine di natura spagnola (derivanti da S. Pietro d'Alcantara) Avete qualche informazione in più? Avete notizie di altri Ordini che godevano di questo privilegio? Ripeto tutte le chiese dell'Ordine hanno, seppur scalpellato nei moti risorgimentali, lo stemma in facciata. E' stato così anche per altre chiese? Esiste un altra verità, oltre a quella evidente del protettorato reso perché di origine spagnola? Aggiungo, per inciso, che i figli del Re Carlo III, hanno, tutti quanti, quale secondo o terzo nome quello di Pasquale, perché la nascita del primo erede maschio, e poi degli altri, si deve alla taumaturgica figura di Frate Serafino Carrozzini da Soleto, frate appartenente alla Provincia Alcantarina di Terra d’Otranto, definita di S. Pasquale Baylon ( primo Santo Alcantarino dopo S. Pietro d’Alcantara). Grazie alla figura di questo frate (che a causa delle sue frequentazioni con l’alta nobiltà venne più volte redarguito e punito, anche perché amava battezzare tutti i figli dei nobili che gli rivolgevano tale proposta, nonostante nelle Costituzioni dell’Ordine fosse vietato, oltre che viaggiare con calessi e quant’altro) si riuscirono ad ottenere le intercessioni sovrane, oltre che i lasciti in denaro, per la costruzione della chiesa di S. Pasquale Baylon a Taranto e la chiesa “gemella” nel Borgo di Chiaia. Nel caso disponeste già di queste informazioni ringrazio comunque dell’attenzione rivoltami. Spero possiate Voi darmi informazioni aggiuntive. Per eventuali notizie in più, contattatemi a questa mail. Mi scuso se vi possa apparire poco chiaro il tutto mal'argomento è molto vasto per poter essere condensato in poche righe. Complimenti per il sito. E' bello trovare qualche cosa che parli del nostro SUD in maniera positiva, diversamente da quanto la storiografia postrisorgimentale abbia poi fatto. In fede, A.S.

Friuli

12/02/2013

Salve, complimentandomi per il sito e per il libro su quella che è la vera (e scandalosa) storia sull'unità d'italia chiedo se gentilmente è a vostra conoscenza qualche libro o altro materiale per approfondire come si sono svolte le vicende nel nord-est e precisamente in Friuli. Essendo ora impegnato a realizzare una piccola dispensa sul come si sono perse le identità regionali in favore ad una identità italiana con il grande aiuto della scuola e dei mass media, soffermandomi in particolare sulla perdita linguistica e sui meccanismi politici che poi proseguendo stanno portando all'Europa. Ringraziando attendo risposta. Saluti, F.T.

E se lo meritassimo?

03/02/2013

di Antonio Casolaro

Non è facile dar seguito o meglio commentare l’editoriale di questo mese del Portale del Sud. Come non essere d’accordo e come non condividere i singoli passaggi dell’ampio documento. Proprio per questo la prima conclusione, quella come dire che scaturisce d’embleé, di primo acchito, sarebbe quella di prendere atto della situazione e seraficamente arguire che stando così le cose: “godetevi” il nano e le sue imprese e buonanotte al secchio. Anche perché questo paese non è nuovo a scelte “avventuriste”, tipiche di quelle società dove abbondano i menefreghisti, gli irrispettosi e gli omertosi. (leggi tutto)

itinerario Bari-Napoli

27/01/2013

Spett.le Redazione, sono un ricercatore - dilettante - appassionato di genealogia e di storia locale. Conosco il sito da tempo ma soltanto oggi provo a contattarvi nella speranza di un riscontro. Attualmente mi sto occupando (causa ricerca storico-biografica) di un mio compaesano vissuto nel XVIII secolo e per tale fine, avrei bisogno - se possibile - di rintracciare riproduzioni (eventuali) di cartine geografiche per viaggio in poste dell'epoca con particolare riferimento alla seconda metà del '700. Sono interessato all'itinerario Bari-Napoli (sia via Potenza che per Foggia e Barletta) e, più in generale, alla rete di trasporto esistente e percorribile in Terra di Bari dell'epoca... Domanda: dove o come potrei (se esistenti) procurami tali riproduzioni (precisando che i percorsi li ho già recuperati dal Vallardi e dispongo di altre fonti letterarie) di carte geografiche? Infine, concludendo questa mia, chiedo se fosse possibile contattare il Sig. Ciro La Rosa. Grazie. Complimentandomi per il Vostro sito e per la qualità e quantità di informazioni pubblicate, porgo cordiali e distinti saluti.

Bruxelles le 26/1/2013, G.P.

Gendarmeria delle due Sicilie

22/01/2013

Salve Sono interessato alla storia del “nostro Sud”, abito a Teramo. Mi sto occupando di una ricerca sulla Gendarmeria delle due Sicilie, potete suggerirmi dei libri che ne parlano? Vorrei sapere inoltre: se esiste un museo della gendarmeria; se esiste un medagliere ed il ricordo dei suoi caduti sul campo dell’onore e della fedeltà; così che oggi, ricordiamo il carabiniere Scapaccino; il carabiniere Gabencel, la carica a Pastrengo, i duelli tra RR.CC. e fuorilegge sardi, il brig. D’Acquisto e tutti gli altri che qui non menzioniamo per brevità. Grazie, Enzo

sincera ammirazione

21/01/2013

Voglio significare la mia più sincera ammirazione per tutti coloro che si sono impegnati con determinazione alla realizzazione del sito, come necessità di far conoscere e consegnare a chi interessato, notizie, fatti ed eventi che spesso la storia ha deformato. I miei complimenti in particolare vanno a Ciro La Rosa e Fara Misuraca, che spesso incrocio nelle mie ricerche. Continuate così! P.G.

opere d'arte

01/01/2013

Buon pomeriggio, sono un appassionato delle opere pittoriche di Alfonso Grassi. Mi piace molto il quadro "I tre amici"; siete Voi i proprietari? Grazie e buone feste R.U.

ilportaledelsud.org coglie l'occasione per ribadire di non essere proprietario di alcuna opera d'arte. Quelle presentate nell'apposita sezione del portale costituiscono una semplice collezione virtuale.

motopesca SanTeodoro

29/12/2012

Buon giorno, vengo a richiedere cenni storici sull’affondamento del motopesca SanTeodoro, avvenuto a Brindisi l’8/06/1940. La richiesta è motivata causa la perdita di uno zio Imbarcato sul motopesca, saltato in aria a causa dello sbarramento minato del porto di Brindisi. Si ringrazia sin da ora per la collaborazione. Cordialità V.C.

turismo culturale in Sicilia

21/12/2012

Buongiorno, sono ... una studentessa della facoltà di economia di Catania e sto preparando una tesi sul moto turismo culturale in Sicilia con riferimento alle antiche strade romane. Ho trovato il vostro sito di grande interesse storico culturale e vorrei chiederVi se posso usare il Vostro materiale ovviamente con gli opportuni riferimenti bibliografici e sitografici. Nello specifico sono interessata alle pubblicazioni della Sign.ra Rosa Casano del Puglia sui percorsi greco-romani in Sicilia. Colgo l’occasione per augurarVi buone feste. Cordialità, G.E.

La Questione Meridionale

18/12/12

La difficoltà di integrazione del Sud nel nuovo Stato Italiano.

Subito dopo l’Unità d’Italia si pose il problema della cosiddetta “Questione Meridionale”, che nell’immediato si manifestò subito con rivolte anti-sabaude, diffuse nel Sud, particolarmente nella zona centrale del Meridione continentale, rivolte che erano fomentate dal governo borbonico in esilio e dal papato, con sostegno anche da parte francese e spagnola, oltre che delle classi dirigenti ex borboniche emarginate dal nuovo stato sabaudo, che manovravano i “briganti” per usarli come arma di ricatto nei confronti del nuovo stato, per riottenere le posizioni di potere perdute, di cui si è parlato nella precedente lettera “Briganti o partigiani ?”.

Quello che però colpisce è la diversità delle reazioni alla occupazione o “liberazione” sabauda della penisola italiana, infatti a Nord del fiume Tronto non vi furono fenomeni di rivolta armata, che invece si verificarono a Sud, anche se le rivolte si manifestavano periodicamente nell’ex Regno Borbonico, che per reprimerle usava spesso i mercenari svizzeri, soldati efficienti e costosi, che erano anche le guardie del corpo del re borbonico.

In particolare una prima diversità, tra l’ex Regno del Sud e gli altri stati pre-unitari, era nella diversa reazione alla leva militare obbligatoria generale, negli stati pre-unitari del Centro-Nord, anche essi ad economia prevalentemente agricola, ci si lamentava, ma poi si andava a fare il servizio militare (ben cinque anni !), invece nel Sud era frequente la renitenza alla leva e alcuni “renitenti” andavano ad ingrossare le fila dei “briganti-partigiani”.

Da notare le reazioni in Sicilia, dove pur non essendovi brigantaggio anti-sabaudo, la renitenza alla leva assunse grosse proporzioni nei primi anni dell’Unità, in quanto in epoca borbonica i siciliani erano esentati dal servizio militare a sorteggio, che nel resto del Sud borbonico aveva la possibilità di riscatto, pagando una somma relativamente modesta.

Il fatto di non accettare le decisioni dello Stato ovvero di farlo con maggiore difficoltà degli altri stati pre-unitari, pone quindi una prima e pesante differenza culturale del Sud nei confronti del resto della penisola, dove le popolazioni erano invece più “disciplinate” e pronte ad accettare le decisioni del governo e non si tratta di una cosa da poco, perché la disciplina è fattore di progresso, tutti gli stati più avanzati sono molto “disciplinati”, non tanto per timore delle sanzioni, quanto per cultura … guidare senza il casco o senza assicurazione, costruire abusivamente e fare allacci abusivi e occupazioni abusive … per citarne alcuni, sono comportamenti purtroppo frequenti nell’Italia del Sud e invece rari nell’Europa del Nord e scarsi o contenuti nell’Italia del Nord-Centro.

Tutto questo fa venire in mente un servizio TV sull’ex Regno Borbonico, dove i cittadini pagavano le tasse allo Stato e alla camorra e i più furbi … soltanto alla camorra, dal 1860 il tempo è passato ma l’atteggiamento culturale non sembra essere poi molto cambiato, anche se non tutto il Sud è uniforme, una prima differenziazione si può notare tra Sud-Est e Sud-Ovest, con il primo che si trova in condizioni un po’ più vicine a quelle del Nord-Centro.

Nel 1860 le differenza culturali Nord-Sud erano dovute alla diversa storia degli stati pre-unitari, il Sud aveva subito dominazioni straniere e spagnole, che culturalmente hanno allontanato il Sud dagli standard europei continentali, anche per il protrarsi del feudalesimo di fatto, per cui l’accentramento della proprietà  in poche mani, poneva il barone latifondista come proprietario non solo delle terre, ma anche delle persone, che al barone si sentivano subordinate totalmente, sia nel rapporto di lavoro, che nella vita, … la libertà arrivata dopo il 1860, anche se poca, era vista del tutto inutile per i contadini analfabeti del Sud, anzi la libertà era persino uno sconcerto, che turbava  abitudini di sottomissione secolare, di diritto e di fatto, con la mancanza di iniziativa, che se non partiva dal re o dal barone, non trovava generalmente intraprendenti i sottomessi da secoli, con effetti che sembrano perdurare in parte anche oggi.

Quindi il Regno Borbonico, nella sua generalità sfigurava persino in confronto al pur arretrato Stato Pontificio, infatti sotto l’aspetto economico, dopo l’Unità le tasse piemontesi erano notoriamente pesanti al Centro, ma pesantissime al Sud, perché nel Sud la ricchezza era concentrata in poche mani e la gran parte della popolazione viveva quindi in condizioni meno favorevoli del Centro ex pontificio, dove la distribuzione del reddito era migliore.

Nell’oscurantista Stato Pontificio c’era un elevato tasso di analfabetismo, che però era maggiore nel Regno Borbonico, il cui tasso era anche il più alto della penisola (nota 1), inoltre, pur essendo meno della metà di quello borbonico, lo Stato Pontificio aveva ben sei università, ben distribuite sul territorio, Roma, Perugia, Camerino, Urbino, Bologna e Ferrara, … al contrario il ben più grande Regno Borbonico aveva solo quattro università, Napoli, Palermo, Messina e Catania, a Salerno c’era un istituto superiore, che però non era una università, a L’Aquila l’università aveva chiuso ad inizio 800, poi i Borbone non si erano più interessati a riaprirla, quindi il Sud del 1860 era l’unico stato della penisola dove c’erano ben cinque regioni totalmente sprovviste di università, Abruzzo, Molise, Puglia, Lucania, Calabria, mentre nel 1860 tutte le altre regioni italiane del Nord-Centro avevano almeno una o più università (rapporto Svimez – quaderno 31), (nota 2).

L’arretrato Stato Pontificio aveva solo 100 km di ferrovie attorno a Roma e altri 300 km in costruzione, mentre il quasi triplo per estensione Regno Borbonico aveva anch’esso solo circa 100 km di ferrovie attorno a Napoli, con meno km in costruzione, eppure il Regno Borbonico vanta la prima ferrovia costruita nella penisola, ma questa, come tante altre prime iniziative, si fermava subito, come chi cerca di fare colpo, senza voler realmente cambiare, le ferrovie erano inoltre viste dalla monarchia borbonica anche come un pericoloso mezzo per la diffusione delle idee sovversive, oltre che un mezzo di trasporto comodo per il re, per andare alla reggia di Caserta.

Da parte revisionista c’è chi osserva che nel Sud le ferrovie servivano poco, perché il Regno Borbonico aveva una grossa flotta mercantile, inoltre il Sud avrebbe avuto anche difficoltà dei tratti montuosi per posare i binari …. eppure l’Inghilterra, totalmente bagnata dal mare, nel 1860 aveva ben 14.600 km di ferrovie e la Svizzera montagnosa aveva posato ben 1.260 km di binari (nota 3) … quindi le scuse revisioniste non reggono e poi … come si faceva ad andare da Cosenza a l’Aquila in nave ?

Anche la tanto vantata flotta mercantile borbonica in realtà era una flotta normale, per un paese che aveva una grande estensione costiera, 265.000 tonnellate per quasi 9.900 navigli, in pratica la consistenza media era quella di grossi pescherecci.

Per quanto riguarda il suddetto rapporto Svimez (quaderno 31) si può anche constatare che nel Sud del 1860 la vita media era di 32 anni, contro i 34 del Nord-Centro, basti citare che, ben otto dei tredici figli di Ferdinando II°, morirono di malattia bambini o ragazzi, ed erano i figli del re, quindi avevano la migliore alimentazione e cure !

Un’altra fonte sul divario Nord-Sud nel 1860 è fornita dal Ministero dell’istruzione – (nota 4), per cui la sola Lombardia aveva ben 28.000 km di strade carrozzabili, il doppio del molto più vasto Regno Borbonico … che aveva solo 14.000 km di strade, in proporzione persino la rete stradale pontificia era migliore di quella borbonica (nota 5).

Le industrie metallurgiche borboniche di Pietrarsa e Mongiana, erano  statali, le filande erano per lo più gestite da imprenditori svizzeri, l’industria dello zolfo ceduta in mani inglesi, persino il Banco di Napoli era controllato dai Rothschild, banchieri austriaci di origini non cristiane, ammesso che questa ultima considerazione possa avere rilevanza per i pur tanto cattolici Borbone … ma soprattutto le industrie meridionali, anche se poche ed in area spesso campana, erano allora protette dai dazi doganali, che, aboliti dopo il 1861, provocarono la crisi di molte delle esistenti industrie meridionali, non in grado di reggere la concorrenza del libero mercato.

Quanto anzidetto deve far concludere, che il Sud del 1860 non era pronto economicamente per far parte di uno stato ispirato a principi europei di economia liberale e che il pur arretrato Stato Pontificio, sia invece riuscito a farcela nel tempo, è la dimostrazione del danno che la multi-secolare dominazione ispanico-borbonica ha “culturalmente“ arrecato al Sud, basti a tal proposito osservare l’effetto della colonizzazione inglese nel Nord America e spagnola nel Sud America, infatti entrambe le Americhe sono naturalmente ricche, eppure le condizioni di vita sono di gran lunga migliori in America del Nord, come in Italia del Nord o Centro, dove gli spagnoli hanno avuto poca o nessuna influenza.  

Inoltre i Borbonici furono attuatori della restaurazione e dell’Ancien Régime, cercando di affossare in tutti i modi il cambiamento ineludibile portato dalla Rivoluzione Francese, con effetti profondamente negativi sulla futura classe dirigente del Sud.

A tale riguardo si sottolinea che il danno derivante dai retaggi ispanico-borbonici, è soprattutto “culturale” e quindi il peggiore, perché se per ricostruire una nazione rasa al suolo come l’ex Germania-Ovest, ma di cultura prussiana, sono bastati pochi anni, al contrario per cambiare la cultura ispanico-borbonica servono periodi molto più lunghi, 150 anni sembrano non bastare e non si comprende bene quanti ne serviranno ancora, anche se nel Sud-Est adriatico la situazione sembra avviata verso la crescita e il cambiamento, crisi permettendo.

Si ringrazia per la cortese pubblicazione, chiedendo di voler commentare, con il fine di perseguire l’interesse del Sud, che poi è l’interesse di tutti e di non fare come certi “movimenti”, meridionalisti a parole, che puntano solo ad esasperare gli animi con la malcelata speranza, peraltro vana, di ottenere qualche nomina politica, però i cittadini del Sud non sono affatto sprovveduti e non danno ascolto a questi improvvisati “patrioti” revisionisti, troppo tardivi per essere credibili.

L.P. Ancona.

Fonti:

1) Analfabetismo pre-unitario http://www.ilportaledelsud.org/istruzione.htm

2) Il Nord e il Sud dell’Italia a 150 anni dall’Unità (a cura dell’Istituto Sviluppo Mezzogiorno).

http://www.svimez.info/svimez/quaderni.html

3) Le ferrovie Svizzere (fonte di Berna - CH). http://insegnamento.educa.ch/sites/default/fil-es/20101215/lehrmittel_geschichte_eisenbahn_i.pdf

4) Il problema del Mezzogiorno, il divario di partenza. http://www.150anni.it/webi/index.php?s=37&wid=103

5)  Cronologia Leonardo – il sistema stradale pre-unitario. http://cronologia.leonardo.it/storia/-a1950c.htm

Fenesta Vascia

17/12/2012

In un mio concerto che darò tra qualche mese in Germania sulla cultura canora italiana, ho incluso anche Fenesta Vascia. Anche se da più di 50 anni all'estero, sono affezionato alla lingua napoletana sin dal tempo della mia giovinezza. I vostri preziosi dettagli, che vi fanno tanto onore, mi serviranno a far capire e far godere meglio questa bellissima canzone. Grazie. Forse un suggerimento: far presente che Franz Liszt ha scritto delle variazioni sulla melodia di questa canzone che aveva sentito a Napoli durante un suo viaggio in Italia...? Cordiali saluti, Dr. Antonio Dell'Anna / originario di Lecce

errata corrige

17/12/2012

Gentili Signore e Signori, in riferimento al mio articolo a Voi spedito e da Voi pubblicato, dal titolo "inferiorità numerica e di mezzi", comunico quanto segue: l'attacco di Moringue al Galpon Charqueada (Rio Grande de Sud, Brasile) non ebbe luogo nel 1838, bensì esattamente il 17 aprile 1839. Scusandomi per la svista, porgo saluti ed ossequi. Emma Letizia Prosperini Merlini.

nuovo continente

14/12/12

Buongiorno, sarei lieto di essere annoverato tra i sostenitori del suo sito e delle tesi che propugna a futura riscossa del Sud Italia (possibile Africa del nord: nuovo continente) e il Nord Italia (Sud Europa in evidente declino). S.C. Andria-Bt

ilportaledelsud.org: ci preme, bonariamente, evidenziare che quelle tra parentesi sono le idee, o i desideri, del gentile lettore che ci ha scritto. Piaccia o non piaccia infatti, le sorti del Sud del Nord e dell'Europa sono molto legate tra loro...

meridionalisti leghisti

14/12/12

Gentile redazione, i beni informati dicono che il Prof. De Crescenzo, alto esponente dei movimenti duo siciliani e affini, sia un frequentatore del vostro sito. Se così fosse mi stupisce che non ne abbia tratto giovamento, ma non bisogna disperare. Con il tempo potrebbe diventare uno storico vero, non stile "Vanna Marchi" come abbiamo visto nel video del suo incontro dibattito con Alessandro Barbero (quello integrale, non quelli taroccatati messi in rete dai suoi fan). Ma non è di questo che voglio parlare nella mia presente. Mi preme capire dal Prof. De Crescenzo, o da qualcuno dei suoi autorevoli supporter, come si concilia la sua azione e quella delle o della associazione con le frequentazioni con personaggi discutibilissimi, razzisti e antimeridionalisti viscerali. Mi riferisco naturalmente all' L'On. Borghezio che il sottoscritto non vorrebbe nemmeno incrociare in autostrada e di cui moltissimi al nord si vergognano profondamente. Ebbene assistiamo alla stranezza che i siti meridionalisti e quelli leghisti si rovesciano vicendevolmente cumoli di letame e poi i loro ducetti si incontrano in celebrazioni e manifestazioni comuni. Come può un personaggio di cui moltissimi al nord si vergognano per le sue "uscite" contro i meridionali essere punto di riferimento per chi almeno a parole, è dalla parte opposta? Naturalmente io questa domanda l'ho posta direttamente in vari siti proclamatisi meridionalisti (tra cui V.A.N.T.O.). Alcuni di loro mi hanno tacciato di antimeridionalismo (!), altri non mi hanno risposto, e alle mie insistenze mi hanno cacciato. Ma prima non si sono dimenticati di accusarmi di essere "giacobino antimeridionale!!!!". Ma la speranza è l'ultima a morire... per cui confido che qualcuno abbia una risposta logica e credibile. Per me sarebbe come ricevere una bella strenna Natalizia. Ripeto " logica e credibile". Il meridionalismo è una cosa troppo seria per lasciare che ci siano delle ambiguità che fanno molto, molto, molto discutere. Cordialmente

N. Nobili

ilportaledelsud.org: non vogliamo entrare in polemica con i singoli da lei citati, che peraltro non conosciamo, perché abbiamo ben altro a cui lavorare. Ma è vero che abbiamo da molto tempo rotto i ponti con un certo sedicente meridionalismo di facciata, dietro cui si cela (ma non troppo!) una evidente matrice fascista e nazionalsocialista. E' questa, purtroppo a fare da collante con il leghismo. Non è una "strenna", ma la semplice costatazione della realtà. Che si rivelata anche nella nascita di neologismi come la parola "duosiciliano", un termine fatto apposta per ingannare la gente, in quanto accredita la falsità che sia esistita, ed esista, una "nazione" in quello che fu il Regno delle Due Sicilie (uno "sgorbio" istituzionale voluto dal Congresso di Vienna e che durò dal 1816 al 1860, ben poco cioè rispetto ai secoli di nobile storia del Sud). Non si curi di loro, ma guardi e passi... tanto si distruggono da soli (vedi il "Trota"!)

Portachiavi civetta

08/12/2012

Mi segnalano che in questi giorni nelle aree di parcheggio e nei distributori di benzina alcune persone vi regalano assolutamente gratis portachiavi per la macchina o la moto, NON ACCETTATELI ASSOLUTAMENTE O BUTTATELI VIA, al loro interno c'è un microchip che segnala la vostra presenza in casa, quando uscite loro sono al corrente di dove vi trovate in quel preciso momento e possono entrare nella vostra abitazione senza preoccupazioni. Questa è l'ultima pensata di alcuni malviventi per fare furti nelle case. Antonio

I prigionieri dei Savoia

7 dicembre 2012

L'altro ieri, presso la Libreria Laterza di Bari, si è tenuta la presentazione del libro "I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle", di Alessandro Barbero. All'incontro, moderato dal giornalista e scrittore Lin... o Patruno (ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno), hanno preso parte anche l'editore Giuseppe Laterza e Gennaro De Crescenzo, Presidente dell'Associazione Culturale Neoborbonica. Il pubblico presente era numerosissimo, e molti - me compreso - non hanno trovato posto a sedere. De Crescenzo, oltre a presentarsi con oltre mezz'ora di ritardo, ha attaccato il professor Barbero con argomentazioni inconsistenti e marginali, senza riuscire a contrastare la tesi di fondo del libro, anzi, ammettendo lui stesso - per inciso - che "non vi fu un massacro"; sin dall'inizio mi è parso evidente che il suo vero obiettivo, e quello della sua associazione (che in realtà ha tutta l'aria di un movimento politico), fosse quello di demonizzare il processo storico che ha portato all'unificazione e qualsiasi tentativo di ridimensionare la rappresentazione che gli storici neoborbonici ne offrono nei loro libri. Gli episodi atroci non sono mancati in quel periodo, ma trovo inaccettabile l'atteggiamento antiscientifico di chi cerca di piegare la realtà storica ai propri fini politici, rifiutandosi di accettare i risultati di una ricerca seria e documentata che ha rivelato che, almeno in quel caso, non avvenne nulla di terribile o di particolarmente crudele, al di là dell'implicita crudeltà della guerra. De Crescenzo ha anche tentato di sminuire il lavoro svolto dall'autore sul piano metodologico, ma anche questo tentativo è stato brillantemente respinto da uno studioso al quale nessuno può avere la presunzione di insegnare il mestiere. Bene ha fatto Barbero anche ad accostare i movimenti neoborbonici alla Lega Nord, alla quale li accomuna il tentativo di spaccare in due il Paese, fomentando l'odio reciproco. Ciò che ho trovato insopportabile, dell'evento in questione, è stato il comportamento prevenuto di una parte del pubblico presente, che sin dall'inizio ha manifestato una rumorosa ostilità nei riguardi dell'autore, urlandogli contro e, addirittura, insultandolo. Uno di questi scalmanati si trovava proprio accanto a me, e, quando gli ha gridato "Buffone!" a pochi centimetri dalle mie orecchie, io mi sono voltato a guardarlo, e lui mi ha sorriso tutto compiaciuto della sua volgarità; il mio sguardo doveva lanciare dardi infuocati di indignazione e disprezzo, perché quel sorriso si è spento sulle sue labbra con la rapidità del fulmine. Io credo che nessuno dei contestatori presenti avesse letto il libro, ma avesse assunto quell'atteggiamento per partito preso. Prova ne sia che gli applausi agli interventi dell'autore sono diventati sempre più intensi, e le contestazioni sempre più deboli, fino a scomparire del tutto. Persino i miei rumorosi e villani vicini si son dovuti chetare, anche perché il pubblico che speravano di infiammare non era affatto disposto ad imitarne le intemperanze. Con grande soddisfazione, ho notato che alcuni contestatori non si non limitati a calmarsi, ma sono addirittura passati dalle urla agli applausi, con un clamoroso cambio di campo.. Io credo che quanto è accaduto ieri sia sintomatico non solo della pericolosa tensione politica e sociale che sta lacerando il Paese in misura crescente, ma anche di un degrado antropologico che, se da un lato porta le masse ad imitare i comportamenti aggressivi e sopraffattori tipici dei talk show, dall’altro tende a spostare nella vita civile e nel confronto culturale e politico atteggiamenti calcistici, privilegiando l’appartenenza ad una squadra o ad una tifoseria alla verità dei fatti ed alla razionalità. (Nella foto, a partire da destra: Barbero, Patruno, Laterza, De Crescenzo). B.P.

sconcertante

6/12/2012

E' sconcertante, ma anche un pochino doloroso, constatare quanti proseliti ha fatto Borghezio al Sud... Capisco che le varie etichette "autonomiste" o "indipendentiste" hanno un debito di gratitudine verso la Lega perché è ad essa che debbono la loro esistenza, ma c'e un limite a tutto. Leggere che "Garibaldi è stato uno sterminatori di popoli" non è un falso storico è bensì un insulto alla intelligenza. Da meridionale esente dalle influenze borgheziane posso dire con assoluta certezza che la possibilità che i miei avi hanno dovuto patire violenza per colpa di Garibaldi è pari a zero. Non altrettanto mi sento di dire altrettanto se si parla dei Borboni. Ma non dimentichiamo che i Borboni sono tornati da Vienna al seguito di un esercito Austriaco per puntellare un potere che era traballante quando ancora Garibaldi giocava con la trottola. E che al potere ci sono sono andati e restati usando i soldi dei Rotschild a loro "raccomandati" da Metternich. E tagliando teste. Certo anche il grande Alessandro ad Alessandria si concesse lo sfizio di salire con il suo cavallo su una collinetta di teste tagliate agli egiziani ma rimane "Alessandro il Grande" per i suoi meriti. Non neghiamo quindi i meriti dei Borboni, ma non scivoliamo in squallide imitazioni di squallidi personaggi con affermazioni che non hanno nessun fondamento. Salvo, ovviamente, dimostrare il contrario.

Cordialmente

G. Fieramosca

ilportaledelsud.org circa "sterminatore di massa": nei nostri scritti, come del resto ci è stato riconosciuto, non abbiamo mai usato termini come "sterminatore di massa" per definire Giuseppe Garibaldi. Non è nel nostro stile e abbiamo sempre cercato di raccontare gli eventi storici con il massimo distacco possibile senza fare sconti a nessuno. Non siamo storici di professione ma ci atteniamo a quella che è la deontologia dello storico: raccontare i fatti senza emettere giudizi di parte. Di contro abbiamo sempre pubblicato le lettere che ci arrivano anche se non riflettono il nostro pensiero perché riteniamo che ognuno è libero di esprimere la propria opinione. In particolare la lettera siglata F.M. (NON trattasi di Fara Misuraca) recita "Siete persone molto umili e degne di grande rispetto e ammirazione ho letto che sostenete tutte le spese del sito... Veramente da ammirare anche se c'è gente che cerca in qualche modo di insudiciare la vostra immagine con aspetti poco rilevanti come uno sterminatore di massa come il "grande" Garibaldi e il suo seguito.. con grande ammirazione. F. M." dalla cui lettura non si capisce bene se il signor FM consideri tale Garibaldi o critichi chi lo fa, tra l'altro "insudiciandoci". Come molte volte abbiamo ribadito ci teniamo molto a distinguerci dalla massa di pseudo-meridionalisti, indipendentisti, borbonici e neoborbonici e quant'altro popolano la galassia meridionale che ruota attorno alla lega nord. I fatti che portarono all'Unità d'Italia, come ben sappiamo, non sono nati dalla sera alla mattina ma sono il frutto di ben quattro rivoluzioni in mezzo secolo!

inferiorità numerica e di mezzi

Gentili Signore e Signori,

riferendomi alla lettera della persona che definisce il Generale Garibaldi "sterminatore di masse", rispondo che, a prescindere dai valori morali che egli sosteneva, il Generale si batteva sempre in condizioni di assoluta inferiorità numerica e di mezzi, quindi é difficile sostenere un'accusa simile. Alcuni esempi: nei primi mesi del 1838, al Galpon Charqueada presso Camagua, vinse i 160 soldati del tremendo Chico Moringue (Francisco de Abreu) con l'ausilio di soli 13 compagni, anzi per i primi venti minuti, si trovò solo con l'aiuto di un cuoco che gli caricava i fucili. L'impresa portò la fama del giovane capitano alle stelle in tutta l'America e in Europa. L'8 febbraio 1846 a San Antonio del Salto sconfisse con soli 286 uomini e male armati, i 1300 del dittatore argentino Orribe. A Porta San Pancrazio,Roma il 30 aprile 1849 sconfisse con soli 4000 uomini le forze dell'esercito francese quattro volte superiori. A Calatafimi con mille e cinquecento garibaldini malissimo armati, sconfisse i duemilacinquecento del maggiore Sforza. Sul Volturno sconfisse con soli ventitrémila uomini i 50.000 soldati di Francesco II. Inoltre,voi del portale del Sud, contrariamente a ciò che dice questo individuo, fate benissimo a scrivere positivamente su Garibaldi perché, essendo egli amato in tutto il mondo, principalmente in America Latina, gli obbrobri pronunciati contro di lui da questi italiani stanno gettando infamia sul nostro Paese. Con cordiali saluti ed ossequi,

Emma Letizia Prosperini Merlini

chi il passato lo "costruisce"

6/12/2012

Gentile redazione,

mi permetto di fare i complimenti per la impeccabile gestione di un sito che raccoglie opinioni e pareri di persone che pur da opposte posizioni vogliono dare un contributo alla ricerca di tutti quegli elementi che possono aiutarci a capire il passato per costruire il futuro. Non è facile farlo in un momento in cui c'e chi il passato lo "costruisce" a tavolino proprio per distruggere il futuro. In questi giorni mi sono letto molti interventi e, ovviamente, alcuni li condivido e altri no. Ma non voglio fare polemica con nessuno. In un momento in cui ci sono ti tanti leghisti che si fingono "napoletani" e tanti "napoletani" che si fingono leghisti, in un momento in cui a tanti fa comodo pensare che il nord e' fatto da leghisti ed ad altri che fa comodo pensare che il sud è fatto da mafiosi è difficile affrontare "seriamente" qualsiasi argomento. Mi limito a ringraziare quanti hanno dato contributi seri, in particolare "Briganti e Partigiani" di L.P e "Garibaldi e l'oro Inglese". E non con intenti polemici, ma sempre per amore della conoscenza, vorrei chiedere a F.M. dove e quando Garibaldi si è comportato da "sterminatore di masse". Perché in nessuno dei miei lunghi viaggi nei paesi in cui il Generale ha operato ho mai sentito parlare da qualcuno di "stermini di massa "

Cordialmente Benefazio P.

Il sito del pensiero meridiano

December 4, 2012

Gruppo: Il sito del pensiero meridiano http://www.facebook.com/groups/424235814274752/ su F.B. http://www.facebook.com/dongiacomofrancesco

Saluti e buone feste

Francesco  Dongiacomo, Solopaca

ilportaledelsud.org: grazie dell'iniziativa, ricambiamo affettuosamente gli auguri

La grande confusione

di Antonio Casolaro

3/12/2012

Vado chiedendomi da tempo: chissà quale sarà l’aspetto normale dell’uomo del predellino ? Una domanda non casuale legata al fatto che questo signore a ben vedere nella sua, come dire, autenticità non è mai apparso né è dato supporre quale essa sia. Il suo fare, il suo presentarsi sono sempre stati il portato di una sorta di recita. Dell’attore cioè che interpreta una commedia non sua e che vuole rendere e trasformare, per la enorme vanagloria della quale è succube, in opera originale quasi unica e quindi insuperabile.(leggi tutto)

CicloInVerso

03/12/2012

Gentile Redazione, in occasione del tour nell’Isola d’Ischia previsto nei giorni 14, 15 e 16 dicembre 2012, con la presente si rimette in allegato del materiale stampa (pdf). L’evento, facente parte del progetto di bicicletta e cultura Love, peace and bike a cura dell’Associazione Culturale CicloInVerso www.cicloinverso.com pagina di FB www.facebook.com/cicloinverso, vedrà interagire una tre giorni di sport, cultura, ecologia e spiritualità con musica, poesia, meditazione, libri e tradizioni dei luoghi attraversati con il Patrocinio del Sindacato Nazionale Scrittori, Literary – Sistema letterario Italiano e della Città di Ischia. Restiamo in ogni caso a disposizione per ogni ulteriore necessità, augurandovi buon lavoro e ringraziando per l’attenzione e la collaborazione accordata nell’auspicio di un cortese riscontro. Cordialmente Ufficio Stampa E mail: uf.stampa@fastwebnet.it Skype: enr1231 Tel: 0662207421 digitare 795 quando risponde il centralino

Viva il M5S

Quelle del movimento 5 stelle sono proposte che vanno lette. Consulti il blog per maggiori informazioni. F.D.

ilportaledelsud.org: alcune proposte si possono condividere, altre no, ma la ns. critica verte sulla mancanza di un collante ideale tra gli attivisti e sulla guida del movimento, che consideriamo personalistica. Non pretendiamo di aver ragione, ma rivendichiamo il diritto ad esprimente liberamente in questo spazio le nostre idee. E poi cosa teme? Il blog di Grillo è seguito molto di più del miserrimo ilportaledelsud.org...!

Francesco Paolo Percoco

30/11/2012

Buona sera, sul sito Amazon Kindle, cliccando sul mio nome Francesco Paolo Percoco,si possono acquistare a prezzo irrisorio o prenderli in prestito i miei libri: Alla pietà de' Turchini, Viaggio nell'incubo, La valle delle acacie e Maktub Così è scritto. Sarei orgoglioso se invitaste gli iscritti (anche io lo sono) a dare almeno un sguardo. Mi sarebbe oltremodo gradita una vostra conferma. Saluti. Francesco Paolo Percoco

ilportaledelsud.org: facciamo nostro l'invito, l'autore è un valente collaboratore del Portale che ne ha pubblicato diversi lavori.

clangore nei confronti del Sud

30/11/2012

Cari amici,

da un po’ di tempo mi sorprendo a domandarmi se, continuando impavida questa attività di revisionismo lineare avviata dal prof. Barbero e sostenuta di recente dal prof. Paolo Zanetov, resta ancora spazio per sentirsi serenamente uomini del Sud.

In relazione agli accertamenti capillari effettuati dal prof. Barbero a proposito di Fenestrelle prendo atto della Vostra formale accettazione della tesi sulla inesistenza del “lager”. Ovviamente avrei qualche riserva sottile, di tipo istintivo, se considero che lo stesso illustre prof. Barbero ha scritto un ennesimo, corposo volume su “Lepanto” (non se ne sentiva il bisogno!) e dal suo scritto si trae la convinzione che l’unica vera vincitrice della battaglia navale più sanguinosa del secondo millennio sia stata Venezia. Gli altri partecipanti alla Lega appaiono come “comparse”. La Spagna di Filippo II e di don Giovanni d’Austria in ruolo secondario e il Viceregno di Napoli….. inesistente. Eppure nel 1571 furono mandati a morire contro il Turco tanti nostri ragazzi su quelle galee costruite nei nostri Arsenali del Sud! Ma perché parlare di figure minori, di miseri sudditi di una provincia spagnola? Venezia offre ben altro lustro agli scritti dei dotti!

Orbene con altrettanta serena lettura mi sembra di dover accogliere con qualche riserva il torrenziale eloquio con cui nella nota del 25-11-2012 il prof. Zanetov liquida l’intero apparato economico e sociale che aveva retto fino allo sbarco di Milazzo il Regno delle due Sicilie. Egli in una commistione critica che, questa sì, avrebbe bisogno di adeguati e capillari approfondimenti, con considerazioni e valutazioni personali, mescola baronato infido, amministrazione incapace, disorganizzazione e disarticolazione militare per raggiungere il convincimento che la repressione feroce promossa dai Piemontesi fu un doveroso atto chirurgico per debellare il banditismo dilagante e non per soffocare l’opposizione armata contro una conquista militare mascherata da annessione. Vorremmo qualcosa di più documentato, di più adatto ad una analisi oggettiva e non le generiche considerazioni sul fatto che i rifugi e i sentieri di montagna erano meglio noti ai fuoriusciti meridionali che ai soldati piemontesi!

Onestamente ci sembra un po’ poco per abbattere testimonianze, tradizioni e ricordi cocenti ed anche se l’abilità di storiografo porta il prof. Zanetov a passare con disinvoltura dal brigante Crocco ai morti di Nassirya, da Enrico Mattei alla decima MAS, io resto dell’idea che tutto questo clangore nei confronti del Sud, a centocinquanta anni dalla Unità del territorio ma non dello spirito italiano, non faccia altro che accentuare le lacerazioni e le incomprensioni che hanno determinato il nascere del mostro "Padania".

Gherardo Mengoni

ilportaledelsud.org: A Fenestrelle non si buttavano vivi i napoletani nella calce viva, così come il Regno delle due Sicilie non era la "negazione di Dio"... in effetti un po' di spirito critico non guasterebbe, anzi sconsiglierebbe di "usare" la storia a fini ideologici. Comunque è bene ricordare che Il leghismo non ha alcuna motivazione nobile, tantomeno storica: basandosi sui fatti, sarebbe il Meridione ad essere in credito, con tutto quello che ha dato al Paese! Il leghismo è solo squallore delle periferie nebbiose. Fu "sdoganato" da Berlusconi (assieme al fascismo), ma poi ha mostrato il suo vero volto con le lauree albanesi di Bossi ed i soldi al Trota... Si sono fatti male da soli!

Zanetov è di destra, magari non gli piacciono i meridionali. è anti-islamico ed esaltatore di Venezia. Non è il primo, non sarà l'ultimo. Ma non avrebbe potuto smentire nulla su Fenestrelle se prima dei "meridionalisti" non si fossero inventati delle storie mai accadute.

Chi, come noi, cerca da anni di illustrare i moltissimi aspetti positivi del Sud fa un lavoro gravoso, perché è vero che ci sono molti pregiudizi. Ma la retorica e le esasperazioni di alcuni "borbonici" fanno danni peggiori dei preconcetti, perché finiscono per giustificarli.

Complimenti

25/11/2012

Un sincero complimento a tutta la redazione fate un bel lavoro. F.M.

Briganti o partigiani?

Le rivolte anti-sabaude 1861-1870

I rivoltosi, che dal 1861 fino al 1870 ed oltre, si scontrarono con il Regio Esercito Italiano, sono da considerare partigiani, briganti oppure insorgenti contro il potere, senza un vero programma?

E’ noto che, dopo la caduta del Regno di Napoli, si formò un governo borbonico in esilio, organizzatore e in parte finanziatore dei comitati clandestini di insurrezione anti-sabauda, con il fine di riportare i Borbone sul trono di Napoli, analogamente a quanto era avvenuto 60 anni prima contro la Repubblica Partenopea.

L’insurrezione anti-sabauda fu inizialmente appoggiata dalla chiesa, con sostegno anche da parte francese e spagnola, i borbonici legittimisti si organizzarono in bande armate, che nei territori più adatti alla guerriglia, impegnarono a lungo il Regio Esercito Italiano in scontri spesso sanguinosi, che causarono più morti di tutte le guerre risorgimentali.

Ai legittimisti borbonici, all’inizio ex soldati, si aggregarono anche contadini scontenti, renitenti alla leva, delinquenti comuni, garibaldini delusi, politici rivoluzionari socialisti, repubblicani, anarchici e anche i murattiani filo-francesi, che nonostante la ostentata bandiera borbonica operavano a favore della restaurazione dei Murat.

Un gruppo così eterogeneo non poteva essere governato facilmente, infatti le insurrezioni anti-sabaude non ebbero carattere unitario, né comando unico ed in tal senso fallirono i tentativi del governo borbonico in esilio di creare un Comitato di Liberazione, con un’unica strategia e formazioni militari disciplinate, né poteva essere diversamente, ai contadini  scontenti importava poco se il re era borbonico o sabaudo, perché volevano condizioni migliori di vita, i garibaldini delusi e i politici social-anarchico-repubblicani non erano certo monarchici e tanto meno erano monarchici i delinquenti comuni, che si erano aggregati per ricevere i finanziamenti e poter fare rapine contro i filo-sabaudi, mentre i murattiani, soprattutto lucani,  erano filo-francesi e non a favore dei Borbone, nonostante esibissero il vessillo borbonico per questioni di immagine.

I piemontesi poco avvedutamente commisero il grave errore di instaurare subito la leva militare obbligatoria per tutti, con renitenti e disertori che andavano ad ingrossare le bande anti-sabaude, altro grave errore fu quello di emarginare buona parte della vecchia classe politica e dirigente borbonica locale, spesso ritenuta non affidabile, che quindi aiutò la guerriglia per fini personali, come si vedrà più avanti.

A tale riguardo Carmine Donatelli detto Crocco,notoriamente anti-borbonico, già garibaldino per avere l’amnistia, poi negata, fu arrestato per il suo passato criminale, ma fatto evadere e poi reclutato come anti-sabaudo dai ricchi e importanti Fortunato, notoriamente murattiani, come altri notabili della  roccaforte murattiana lucana e questo conferma la militanza filo-francese di Crocco, che accettava al suo fianco l’ufficiale francese Langlois, mentre Borjes filo-borbonico era poco ascoltato da Crocco, che non accettava di cedergli il comando, alla fine Borjes fu allontanato e isolato, cadendo in una imboscata a Tagliacozzo, probabilmente non casuale e legata a quanto aveva compreso nella strategia filo-francese, imboscata e fucilazione alla cui preparazione prese probabilmente parte attiva il viceconsole francese a Chieti De Rotroux (1).

Va sottolineato che il francese Langlois operava per creare agli occhi dell’opinione pubblica europea la ingovernabilità dell’ex Regno Borbonico e favorire il distacco del Sud dall’Italia, sotto l’egida francese, con una casata murattiana e non per restaurare i Borbone come Borjes.

La debolezza del movimento insurrezionale era la frammentazione, ogni capo banda era geloso del suo potere e non intendeva condividerlo con altri, alcuni ufficiali stranieri finirono fucilati dai sabaudi, come i  mercenari Kalckreuth e De Namour, mentre lo spagnolo Tristany fu arrestato nel 1863 a Roma, quando il papato, sotto protezione francese, cominciava a comprendere che le formazioni anti-sabaude non erano più controllabili e che verosimilmente avevano poche possibilità di sconfiggere il Regio Esercito Italiano per ripristinare la dinastia borbonica, anche Crocco nel 1864 fu arrestato nello Stato Pontificio, dove si era rifugiato, credendo di essere aiutato, per essere poi consegnato al Regno d’Italia nel 1870, dove ebbe probabilmente salva la vita per avere taciuto i nomi dei suoi protettori e finanziatori.

D’altra parte il fatto che a cadere con i rivoltosi siano stati solo ufficiali stranieri e non ufficiali borbonici, la dice lunga sul reale attaccamento ai Borbone da parte degli ufficiali e generali ex borbonici, in buona parte transitati nel Regio Esercito Italiano, come pure circa 30.000 soldati ex borbonici, che in parte combatterono gli insorgenti, cosa che già facevano con i briganti nell’ex Regno di Napoli.

A combattere gli insorgenti furono anche i soldati di leva meridionali, che rappresentavano circa il 40% del Regio Esercito Italiano, in quanto nel 1861 su 22 milioni di abitanti italiani, circa 9 milioni erano ex sudditi borbonici, ai quali si aggiungevano gli arruolati solo meridionali nella Guardia Nazionale, che conoscevano bene i luoghi dove si combatteva la guerriglia, inoltre nel 1863 fu un ex borbonico come Pica a proporre e far approvare la legge per la repressione del brigantaggio anti-italiano.

Quanto detto sfata l’idea, tanto cara ai revisionisti filo-borbonici, che i piemontesi snidassero e uccidessero i briganti, i quali conoscevano alla perfezione i luoghi della guerriglia ed erano anche aiutati, in realtà erano soprattutto i soldati del Sud a trovare e debellare i briganti, da soli i piemontesi ne avrebbero presi veramente pochi.

Singolare il fatto che nel 1866 Francesco II non diede l’ordine di insurrezione generale in tutto il Sud, nonostante l’occasione favorevole, infatti l’esercito Italiano era impegnato contro l’Austria e per gli insorgenti c’erano possibilità di successo, considerando che l’Austria era data per favorita nel conflitto, probabilmente Francesco II aveva capito e saputo, che in caso di separazione del Sud dal Regno d’Italia, l’ex trono di Napoli difficilmente stato restituito ai Borbone, bensì ai Murat casa regnante filo-francese, secondo gli intendimenti già espressi nel 1859 da Napoleone III e poi superati dagli eventi.

A tale riguardo va sottolineato che le bande anti-sabaude furono aiutate e protette dalla vecchia classe di potere locale emarginata dal nuovo Regno d’Italia, in pratica gli ex borbonici politicamente esautorati  si fingevano liberali, aiutando al tempo stesso le bande anti-sabaude, per usarle come arma di ricatto nei confronti del nuovo regno italiano e riprendersi il potere e i privilegi che avevano perduto, dimostrando la loro indispensabile esperienza per risolvere i problemi, una volta raggiunto lo scopo le bande furono, isolate, decimate e soppresse (1), in quanto divenute “ingombranti” e non più utili ai politicanti locali, reinseriti nel “sistema”, se i piemontesi avessero mantenuto da subito a tale classe politica locale, i privilegi e il potere che aveva con i Borbone, il cosiddetto brigantaggio sarebbe stato sconfitto molto prima.

Per i notabili borghesi meridionali l’appartenenza ai gruppi filo-borbonici o filo-sabaudi era quindi spesso fittizia e di convenienza, segno evidente che la dinastia borbonica non aveva un reale aggancio ideale con la società borghese emergente e con i potentati baronali, avendo i Borbone amministrato con criteri elitari non democratici e troppo confessionali, inoltre i nobili e notabili meridionali si fidavano sempre meno di Francesco II, che aveva dato prova di scarsa capacità, e che per i limitati mezzi di cui disponeva, non era in grado di organizzare in maniera efficiente la lotta anti-sabauda, che in buona parte era stata condotta dalla chiesa e dalla Francia.

Dopo il 1867, con la fine del governo borbonico in esilio, il movimento anti-sabaudo scivolò verso il banditismo comune, che non faceva più distinzioni tra filo-sabaudi e filo-borbonici, mentre prima i rivoltosi per lo più si limitavano a colpire e rapinare per autofinanziamento solo le istituzioni neo-italiane e i filo-sabaudi, o presunti tali.

Se tale periodo di brigantaggio abbia lasciato tracce anche nel presente, non possiamo dirlo con certezza, sicuramente la questione meridionale nacque a causa della diversità del Regno Borbonico rispetto agli altri stati pre-unitari, le differenze erano dovute soprattutto  al diverso tipo di economia, che nel caso del Regno Borbonico era protetta dai dazi doganali, la cui abolizione affrettata causò danni, il Sud del 1860 non era pronto per una economia di tipo liberale e il fatto che invece tutti gli altri stati pre-unitari siano riusciti ad adattarsi al nuovo corso, la dice lunga sulle reali condizioni del Regno Borbonico, rispetto a stati ritenuti arretrati come quello pontificio, che pure nel tempo è riuscito ad adattarsi all’economia liberale, avvicinandosi agli standard del Nord.

L.P. Ancona

(1)  (1) Brigantaggio politico post unitario (1860-1870) di Paolo Zanetov.

da ammirare

17/11/2012

Siete persone molto umili e degne di grande rispetto e ammirazione ho letto che sostenete tutte le spese del sito... Veramente da ammirare anche se ce gente che cerca in qualche modo di insudiciare la vostra immagine con aspetti poco rilevanti come uno sterminatore di massa come il "grande" Garibaldi e il suo seguito.. con grande ammirazione. F. M.

Piccola pubblicità

13/11/2012

Salve, mi piacerebbe sapere se esiste un brano di prosa a firma di Alfonso Gatto col titolo "Piccola pubblicità" che dovrebbe iniziare così: "Cerco una ragazza vista una sola volta..." Grazie e cordiali saluti A.D.

Maria Cristina di Savoia

12/11/2012

Cosa ne pensate di Maria Cristina di Savoia del quale il 14 novembre ricorre la sua nascita? Grazie R.M.

(ilportaledelsud) In due parole? La regina Maria Cristina fu l'ultima dei Savoia. Lo zio Carlo Felice, che subentrò a Vittorio Emanuele 1°, non ebbe eredi ed alla sua morte il trono passò a Carlo Alberto di Carignano, lontanissimo parente il cui ramo si era scostato dai Savoia ben sette generazioni prima. Maria Cristina ebbe un'educazione severa e bigotta, da cui non riuscirà mai a separarsi, poco adatta alla convivenza con la napoletanità di Ferdinando II, personaggio quanto mai controverso, ma dal carattere pienamente meridionale ed estroverso. Come regina quindi incise poco. Morì in seguito al parto, dando alla luce Francesco 2°. Fu un tragico evento foriero di conseguenze negative per il Regno: Ferdinando infatti si risposò con l'intrigante e presuntuosa Maria Teresa, matrimonio che indebolì ulteriormente il Regno, sia dal punto di vista dinastico che da quello delle relazioni internazionali. Alla morte di Ferdinando, infatti Francesco (già di per sé inadatto al compito) salì al trono circondato da un nido di vipere, con gli zii Borbone e la matrigna "tedesca" che, ognuno per proprio conto, tramavano per deporlo...

Ipogeo e Napoli svelata

10/11/2012

Gentili Signori, nel ringraziarvi per avermi puntualmente sempre inviato la Vostra interessantissima corrispondenza colgo l'occasione per segnalarVi l'uscita di un articolo apparso a mia firma ieri su Napoli.com relativo al restauro dell'ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco (cui ho preso parte), uno dei grandi capolavori di arte sacra della città: http://www.napoli.com/... nonché l'uscita dell'articolo sulla mostra dedicata alla Napoli esoterica e organizzata dal fotografo Mario Zifarelli, con la mia consulenza scientifica, a L'Avana - Cuba: "Napoli Svelata" http://www.napoli.com/.... Inoltre link relativi ad articoli apparsi su La Repubblica.it e sul Corriere del Mezzogiorno.it attraverso cui è possibile visionare parte delle foto esposte a Cuba: http://corrieredelmezzogiorno... e http://napoli.repubblica..... Se gli articoli Vi piacciono rilanciateli sul Vostro portale e sul blog. Vi ringrazio anticipatamente per l'eventuale ospitalità.
Cordialità

Antonio Tortora

bel sito

05/11/2012

Egregi Signori! Grazie del bel sito. Per Bernardo Tanucci vedi il documento nel mio blog http://twicemodern.... Importantissimo è il vs sforzo per la cultura grazie tanto. Per Fara Misuraca: qui sotto alcuni link su mio blog in inglese riguarda la Sicilia e la sua storia http://twicemodern... http://twicemodern...  Stephan, USA

Garibaldi e l’oro inglese

05/11/2012

Ho un'altra lettera per Il Portale del Sud, ovviamente il termine "filo-borbonici" o "revisionisti" non è da intendersi mai riferito a questo sito meridionalista, che è tra i pochi obiettivamente storici e non di parte. Distinti saluti.

"I revisionisti filo-borbonici sostengono che nel 1860 Garibaldi vinceva e avanzava, grazie ad una cassa di oro inglese, con il quale comprava molti generali e ufficiali borbonici, arrivando in tal modo fino a Napoli.

Anche se fosse così, i filo-borbonici si danno la zappa sui piedi da soli, ammettendo che bastava offrire soldi per comprare facilmente chiunque nel Regno di Napoli, un regno dove quindi “regnava” la corruzione.

I filo-borbonici però non dicono, che per una cassa d’oro inglese, che poteva avere Garibaldi, c’erano almeno mille casse d’oro o di valore equivalente nelle asserite ricchissime banche borboniche e che invece  erano i Borbone, che avrebbero potuto facilmente comprare Garibaldi, i garibaldini e pure i generali piemontesi, il problema è che Garibaldi e i piemontesi non si vendevano, ma questo è fuori dai limiti culturali filo-borbonici, per i quali se qualcuno offre denaro, si deve accettare, altrimenti si è fessi e nella logica filo-borbonica meglio venduto che fesso.

In realtà i generali borbonici erano tutti di nomina reale, scelti di preferenza tra le famiglie nobili ritenute più fedeli alla monarchia, spesso anziani e non troppo capaci, fatto questo che in teoria riduceva le possibilità di colpi di stato, che invece esistevamo nominando generali giovani, combattivi e capaci, ma di estrazione borghese e liberale.

Va ricordato poi che l’accesso all’accademia militare era costoso e che solo una minoranza di famiglie potevano permettersi di inviare i propri figli alla carriera militare, per cui il censo e l’origine penalizzavano le capacità.

In questo modo il re di Napoli pensava di dormire più tranquillo, vegliato e scortato, già dal 1700, anche dai costosissimi soldati mercenari svizzeri, segno evidente della scarsa fiducia, che nutriva per il suo popolo, al contrario a fare la guardia al re del Piemonte c’erano solo soldati piemontesi, perché il re del Piemonte si fidava del suo popolo.

In ogni caso i generali borbonici provenivano da famiglie ricche o piuttosto benestanti e per loro una manciata d’oro in più, non avrebbe fatto particolare differenza e, comunque, le truppe borboniche, abbandonate dai generali presunti traditori, avrebbero potuto andare a Napoli e mettersi al servizio del re, ma questo i filo-borbonici non lo dicono, per non ammettere la sconfitta, la quale più che opera di Garibaldi, fu un abbandono generale da parte di molti della dinastia borbonica, che aveva semplicemente fatto il suo tempo, oltre ad avere commesso una serie di errori a dir poco madornali, tra i quali il mancato rispetto della Costituzione concessa e poi rimangiata.

A tale proposito e sui presunti tradimenti, si rimanda al commento sotto riportato e tratto da “Il portale del Sud – FAQ”, in cui si afferma che, data la vastità delle diserzioni, risulterebbe azzardato parlare di tradimento (nota seguente): “… Parlare di tradimenti può risultare azzardato se si pensa che a tradire fu tutta la Marina, metà dell’Esercito, gran parte della Pubblica Amministrazione e della Magistratura … “

Singolare poi che, nei decenni successivi all’Unità, circa la metà dei generali ai vertici del Regio Esercito Italiano, fossero meridionali e che non abbiano mai pensato di fare un colpo di stato filo-borbonico, con i tanti soldati meridionali presenti nell’Esercito Italiano, al contrario il Meridione divenne l’area italiana più filo-sabauda, ad esempio negli anni 20 l’ala repubblicana del fascismo progettò un colpo di stato anti-sabaudo, progetto accantonato anche nel 1938, quando Hitler sollecitava Mussolini a liberarsi della monarchia, in entrambi i casi si dovette desistere dal proposito repubblicano, anche a causa dell’eccessiva fedeltà del Sud ai Savoia.

Il sentimento di fedeltà del Sud per i Savoia fu confermato anche nei referendum del 1946, quando il Nord votò Repubblica e il Sud a larga maggioranza Monarchia, con il Partito Monarchico Sabaudo che aveva la sua roccaforte in Campania e a Napoli, basti ricordare Lauro e Covelli.

Sull’esito di tale referendum i filo-borbonici sostengono che nel Sud era stato fatto un “lavaggio del cervello”, con programmi scolastici filo-sabaudi, se così fosse dobbiamo pensare che il Nord non si era fatto influenzare dalla propaganda filo-sabauda, perché più consapevole oppure perché nel Nord, anch’esso sabaudo, i programmi scolastici erano forse … repubblicani?

l.p. Ancona"

(ilportaledelsud): Siamo lieti che abbia trovato di vostro interesse il nostro sito. Con il nostro lavori tentiamo una stesura storica quanto più possibile fedele e oggettiva. Dal 1945 in poi, una volta decaduti i Savoia, il Sud ha avuto la possibilità di giocarsi le proprie carte. C'è invece, è vero, chi si ostinia a dare tutte le colpe del degrado meridionale al 1860, dimenticando che c'è stato un ventennio fascista, una guerra mondiale, una fuga ignobile dei Savoia e soprattutto la possibilità di ripianare tutto e ricominciare da capo. Occasione che abbiamo tranquillamente e volutamente lasciato agli altri perché il nostro sud è rimasto in mano ai latifondisti (l'aristocrazia agraria, i campieri arricchiti ed i loro scagnozzi), i veri mafiosi (cioè coloro che fecero trucidare Canepa, un separatista rosso che si rivolgeva alle masse contadine, che fecero trucidare 43 sindacalisti e che azzerarono un risultato elettorale scomodo con la strage di Portella della Ginestra nel 1947). I Savoia e Garibaldi c'entrano assai poco con queste vicende, anche se storicamente non furono gli "stinchi di Santo" o "angeli della libertà" come Lei mostra di credere. Ma perché continuare a prendersela con Garibaldi e con Crispi e non con Mussolini o con Genco Russo o con il principe di Scalea e i loro tirapiedi e successori leghisti e berluscones che ancora oggi spadroneggiano? Noi non abbiamo alcuna nostalgia borbonica e quello che ci proponiamo è di svegliare le coscienze meridionali facendogli conoscere una storia di cui non debbono vergognarsi ma contemporaneamente fargli capire che non servono nostalgie per il nostro sviluppo, ma serve cambiare questo concetto di società, imperniato sulle figure del principe (sia esso premier politico o boss mafioso che risolve i problemi di tutti nel "proprio" interesse) e del suddito (che rinuncia al suo libero arbitrio in cambio di un piatto di lenticchie e della sicurezza personale).

Pirati barbareschi

05/11/2012

Grazie a Voi tutti! Onorato della pubblicazione dell'articolo sul Vostro sito! Cordiali saluti Marco Vigna

Un paese stanco e la Sicilia lo dimostra

di Antonio Casolaro

2 novembre 2012

L’editoriale del Portale del Sud di questo mese è pervenuto ad elezioni siciliane terminate e risultati definitivi diffusi. Una prima considerazione che il raffronto, tra quanto sottolineato nel saggio e quanto è emerso dalle urne, induce a fare è l’ampia corrispondenza del risultato politicamente inteso con l’analisi svolta nel documento in disamina. Il 28 ottobre è stato presentato come un bivio, uno spartiacque tra l’oscurantismo delle assemblee e degli esecutivi precedenti ed il cambiamento che la Sicilia ha bisogno e chiedeva come chiede. (leggi tutto)

polemici revisionismi

2 novembre 2012

Vorrei che la storia del passato servisse a leggere il futuro e non ha riaprire inutili e polemici revisionismi. Oggi, nel totale buio sul futuro, è proprio il Sud d'Italia ad offrire la propria personale e sofferta esperienza vissuta sulla propria pelle, a differenza di altri. Dunque il generoso Sud offre ancora una volta un tracciato storico a cui rifarsi per confrontare, commentare, capire ed orientare i fatti di oggi ed evitare una nuova ed irreversibile disfatta, che questa volta si allarga a tutte le Nazioni del Sud d'Europa (compresa Ancona). Lenor, Nocera Superiore

meraviglioso

01/11/2012

Complimenti, il sito è sempre meraviglioso! Grazie e cari saluti G.L.V. Australia

occupazione

27/10/2012

I Savoia che occupano il Sud In risposta alla lettera del 25-10-2012, sulla cosiddetta occupazione del Sud da parte dei Savoia, si fa presente che i Savoia occuparono tutta la penisola, quindi anche il Nord-Est e il Centro Italia, vennero infatti occupati il Lombardo-Veneto, i ducati emiliani, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e successivamente il Friuli V.G. e il Tentino A.A. asburgici. Qui però sorge una importante considerazione, se si sostiene che i Savoia occuparono il solo Sud, si deve pensare che quella del Nord-Est e del Centro Italia, non va considerata una occupazione e che a Nord del fiume Tronto fossero tutti … “piemontesi” o popolazioni affini? La risposta a questa domanda è importante, perché chiarirebbe, dal punto di vista revisionista-meridionale e non, il tanto discusso dualismo Nord-Sud o Nord-Centro e Sud, che dir si voglia, infatti su questo argomento le risposte sono di solito indefinite, come se da parte revisionista-meridionale non si volesse ammettere, che tutti i territori depressi occupati dai Savoia siano riusciti comunque a crescere, dal Nord-Est al Centro, tranne il Sud, con la parziale eccezione dell’Abruzzo. l.p. Ancona

(ilportaledelsud) teniamo a precisare che noi non revisioniamo niente, ma narriamo fatti storici cercando di mantenere quel distacco  senza il quale si finisce per essere faziosi. Forse perciò non siamo simpatici né ai risorgimentalisti né ai c.d. "meridionalisti". Le facciamo presente che né nel Centro, tantomeno al Nord, ci fu occupazione militare piemontese e che a seguito di questa ci fu una guerra civile, stati d'assedio, campagne e paesi distrutti. Né risulta che al centro-nord si approfittò dell'oro (il sud diede i due terzi del totale), senza investimenti corrispondenti nelle province meridionali. I piemontesi si avvalsero anche dell'ausilio della malavita organizzata per controllare il territorio e questo diede ai criminali una certa "legittimazione" che altrove non avvenne. Tutto ciò non giustifica i vizi del sud, tanti ed antichi, ma nemmeno le posizioni razziste del leghismo nei nostri confronti. Il sud ha un reddito pro-capite inferiore, perciò contribuisce meno, non per altro.

poveri del sud

25/10/2012

La storia dell'occupazione del sud d'Italia da parte dei Savoia è simile alla storia dell'occupazione del sud d'Europa ad opera dei poteri finanziari del nord Europa di oggi. Finalmente l'unità tra sud e nord d'Italia è stata raggiunta nella miseria!! Ora c'è da aspettarsi la fase dell'emigrazione dei poveri del sud Europa.

Lenor, Nocera Superiore

Immagini di generali

24/10/2012

Hello and good afternoon. Please pardon my lack of fluency in the Italian language. My name is Javier E. Sanchez and I am a graduate student in History at the University of New Mexico in the United States who is working on an academic (not for publication) research project on the senior military leadership of the Bourbon armed forces of the Kingdom of the Two Sicilies during the war of 1860-1861. As a result, I am writing brief biographical sketches on several generals and am trying to accompany as many of the sketches with an image as possible. As a result, I am searching for any images of seven generals whose images I have been hard pressed to locate. I figured that since you have a website dedicated to the siege of Gaeta, you might be able to help me out in this regard. Following is the list of seven generals whose images I am searching for: 1. Generale di Brigata Vincenzo SANCHEZ de LUNA 2. Maresciallo di Campo Giuseppe SIGRIST Imonso 3. Maresciallo di Campo Gaetano AFAN de RIVERA 4. Tenente Generale Francesco MILON 5. Generale di Brigata Antonio ECHANIZ 6. Generale di Brigata Fabio SERGARDI 7. Generale di Brigata Giuseppe RUGGIERO Please note that any help is greatly appreciated and I look forward to hearing from you soon. I seem to have exhausted the sources available to me in the United States and sincerely hope that you can help me. Have a great day.

Sincerely, Javier E. Sanchez United States

La fine delle Due Sicilie

21/10/2012

Non so dove gli storici neo borbonici o filo borboni fanno le loro ricerche. Forse scrivono sotto dettatura dello spirito di Francesco II che, ammettiamolo, qualche motivo per leggere gli avvenimenti che portarono alla sua cacciata in maniera molto personale ha ragione di averla. Tuttavia qualche ricerca nelle pagine dei giornali stranieri dell'epoca potrebbe fare scoperte interessanti, che potrebbero farlo riflettere. Questo articolo è di un giornale viennese che per Garibaldi e gli Italiani non aveva molte simpatie. Ma evidentemente non ne aveva più nemmeno per uno sovrano i cui padre /nonno erano stati schiavetti di Vienna.

Ost Deutesch Post / quotidiano di Vienna, scrive il 22 agosto 1860

"Lo sbarco di Garibaldi sulla terraferma del regno delle Due Sicilie incomincia una novella fase della rivoluzione Italiana. Gli avvenimenti della Sicilia non ne erano che un episodio. Codesta intrapresa aveva sulle prime una apparenza di forte avventatezza somigliante alla campagna d'Egitto, alla quale si mise Napoleone I per fare la guerra agli Inglesi. Ma Garibaldi è stato più fortunato dell'eroe delle piramidi, e la sua insurrezione ha prodotto il frutto che ora egli va a raccogliere nel continente. Dirimpetto alla deplorevole condizione e allo sfacelo completo di cui la monarchia de borboni offre al mondo stupefatto, non vi è più il minimo dubbio che il tentativo di Garibaldi sopra Napoli non abbia a riuscire. L'esercito e la flotta sono demoralizzati e disordinati, si è distrutto tutto ciò che esisteva, e nulla ancora è stato creato di nuovo; il Re è giovane, inesperto, giocato fra gli opposti partiti e palesemente abbandonato dalle potenze europee."

Il mio modesto parere è che il Regno delle Due Sicilie ben prima che arrivasse Garibaldi era in coma. Si chiudeva un ciclo durante il quale rivoluzioni e rivolte avevano scavato un fossato tra il popolo e la monarchia. Non è vero che Garibaldi ha sconfitto il Regno delle due Sicilie, è stato lo stesso popolo che ha spianato la strada a Garibaldi da Messina a Napoli. Tradimenti dei generali? Credo che si erano stancati di sparare sulla loro stessa gente e ne condividevano il desiderio di libertà.

(ilportaledelsud) Carlo Filangieri preferì correttamente ritirarsi, probabilmente era davvero stanco dei Borbone a cui peraltro doveva molto. I militari che continuarono a vestire la divisa borbonica facendo nel contempo intelligenza con nemico non devono ricevere invece alcuna giustificazione morale: furono dei traditori. Altrimenti dovremmo riabilitare anche la camorra, solo perché aiutò Garibaldi a controllare Napoli.

Giandomenico Fiorillo

21/10/2012

gentilissimi,

vi scrivo per chiedervi informazioni: il 9 ottobre mi sono recata ad una lezione conferenza presso Palazzo Reale tenuta dal prof. Settis e organizzata dalla fondazione Napoli Novantanove, nell'ambito dell'iniziativa "i martedì dell'arte". in questo percorso tematico, il grande maestro settis ha menzionato un certo Giandomenico Fiorillo (napoletano) , come primo docente ad avere una cattedra di storia dell'arte in Germania nel 1813. Sarà possibile avere maggiori informazioni a riguardo? ringrazio tutti voi per questo portale. M.R.M.

Numismatica

20 ottobre 2012

Dear Sir,

Please accept my congratulations on your excellent website. I have posted a link to the very interesting article of Mr. F. Di Rauso published in your site, in the site of our Phaleristica Academy of Portugal at http://www.acd-faleristica.com/archives/3064. Best regards and congratulations on your publication and website, J. V. de B. (Portogallo)

De Jongh

18/10/2012

Egreghii signori, Buongiorno. Mi chiamo C. V. e sono professore alla Facoltà di belle Arti della Università di Belgrado. Sono stato parecchie volte a Napoli e ho anche tenuto due mostre di miei opere nel anni novanta. Da poco mio interesse è concentrato alla storia di fotografia e ad una famiglia di fotografi svizzeri, de Jongh, che erano anche attivi a Belgrado alla fine del ottocento. Sto preparando un contributo sul loro attività fotografica e ho bisogno di parecchi fatti o dati che forse Loro possono aiutarmi di trovare. Dopo la letteratura, al meno tre membri di famiglia de Jongh erano ufficiali del esercito napoletano negli anni quaranta e cinquanta di ottocento, fino al fine del Regno. Padre, Emanuele Augusto, dovrebbe esser anche tenente colonnello (morto di colera nel 1854) e due figli Eduardo (1823 -1886) e Francesco (1833-1912) hanno fatto loro servizio nei reggimenti svizzeri. Forse nel 2º reggimento perché dal domicilio erano di Soletta nel cantone Vaduz. Questi due ultimi, dopo la fine del Regno di due Sicilie sono tornati in Svizzera e sono diventati assai notevoli fotografi. Come non ho nessuna prova di loro soggiorno o servizio nell'esercito napoletano, ho preso la liberta di contattarvi e chiederlo di indicarmi un indirizzo o persona dove si può sperare di trovare le informazioni precise e forse risposte ai miei domande. Con miei migliori saluti, C.V. (Serbia)

Cielo d’Irlanda

di Antonio Casolaro

2 ottobre 2012

Cielo d’Irlanda, canta una impegnata pop star italiana e ti ricorda che si può essere indipendenti ed avere successo; che la propria autonomia talvolta deve soccombere alle mafie dello spettacolo e del circo Barnum della TV. (leggi tutto)

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