Massoneria
I fratelli litigiosi costretti alla tregua
di Alberto Statera
Covent Garden, al 60 di Great Queen Street, dove
sorge Freemasons' Hall, palazzo Artdecò edificato negli
Anni Trenta su progetto degli architetti H. V. Ashley e Winton
Newman, si riunisce nei giorni scorsi la Gran Loggia Unita
d'Inghilterra, la madre di tutte le massonerie mondiali che colà
ha la sua sede, con i Gran Maestri più importanti d'Europa. Tra
i simboli iniziatici disseminati nel palazzo, che viene
utilizzato anche come set di film ed è stato calcato di recente
da Sharon Stone in «Basic Insinct 2», incedono davanti a
Spencer Northampton, «Gran Maestro dei Gran Maestri», lo
spagnolo, il francese, il belga, il tedesco. E gli italiani, che
sono due, di diverse «obbedienze»; il Gran Maestro del Grande
Oriente d'Italia Gustavo Raffi, avvocato sessantatreenne di
Ravenna, e il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia
Fabio Venzi, sociologo romano quarantunenne. Northampton ha
convocato i fratelli d'Europa per studiare le strategie da
attuare allo scopo di unire le forze di tutte le massonerie in
un grande affiato ideale - e non solo - in questo mondo percorso
da germi dilaganti di odio e di follia nel quale la massoneria
deve recuperare il suo ruolo etico.
Gli italiani a Freemasons' sono la pietra dello
scandalo, dilaniati come sono dalle lotte intestine e dalla
conflittualità tra le massonerie regolari, inquinate da quelle
irregolari, dal!'indebolimento del «fondamento iniziatico», da
una crescente «profanizzazione», tra mafie, politica, affari e
inchieste giudiziarie, ultima delle quali quella della Procura
di Catanzaro, appena sottratta al pm Luigi De Magistris, sul
comitato d'affari trasversale con base in una loggia coperta di
San Marino, dedito alla grassazione di fondi europei e
all'irregolare assegnazione di appalti pubblici.
Per capire che cosa veramente sta succedendo nel
potere massonico italiano, che litiga persino al cospetto del
Gran Maestro dei Gran Maestri londinese, come è capitato a
Freemasons' Hall, e che tanta parte si dice abbia nei
periclitanti assetti del capitalismo e della politica italiana,
bisogna attrezzarsi per fare un viaggio lungo la bellezza di 750
pagine nella straordinaria inchiesta (“Fratelli d'Italia”, in
libreria questa settimana per Rizzoli) che il giornalista
Ferruccio Pinotti ha compiuto tra templi e procure, scandali e
eroi del passato, tarocchi e finanzieri, compassi e furbetti del
grembiulino.
L'immenso tempio massonico è immerso nella
penombra, al fondo della sala incombe un enorme monolite bianco
sovrastato da un triangolo contenente un occhio. E' di qui che
parte il viaggio esoterico di Pinotti dinanzi ai maestri massoni
che entrano con movenze lente, indossando abiti da cerimonia sui
quali spiccano i paramenti dei liberi muratori, alla vita il
grembiulino, al collo una fascia di raso che termina con un
medaglione; altri, di grado più elevato, indossano lunghi
mantelli, cinture e spade. Sono professionisti, medici,
intellettuali, banchieri, militari, artisti che si stringono per
mano, si abbracciano, in nome della fratellanza. I politici
latitano, niente fotografie in grembiulino.
Siamo a Rimini per la Gran Loggia del 2007 che
riunisce per tre giorni gli adepti del Grande Oriente d'Italia,
la principale Comunione massonica italiana. Il Gran Maestro
Gustavo Raffi apre la sua allocuzione con queste parole: «Siamo
una delle più importanti agenzie produttrici di etica che abbia
creato dal suo seno la storia dell'Occidente». Non sono parole
sue, ma del professor Paolo Prodi, storico, fratello del
presidente del Consiglio. Esulta Raffi perché gli adepti hanno
superato il massimo storico dell'era repubblicana: 18.117
fratelli, rispetto ai 12.630 di dieci anni fa, nonostante la
dolorosa scissione che ha dato vita alla Gran Loggia Regolare
d'Italia, l'unica riconosciuta dalla Gran Loggia Unita
d'Inghilterra e che adesso Northampton ordina di riportare
dentro il Grande Oriente d'Italia.
Si distinguono per tasso massonico, nell'ordine,
Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, che, da
sole, contengono più del 50 per cento dei fratelli del Grande
Oriente. Un tasso massonico con incrementi senza precedenti.
Un'autentica corsa alla Loggia, rivela il Gran Maestro: ogni
anno riceviamo 1.600 domande, età media 42 anni, ma non possiamo
accoglierne più di un migliaio; almeno finché non ci sono
passaggi all'«Oriente Eterno», che in linguaggio profano
tradurremmo come passaggi al cimitero.
Sì, dopo la P2, «la massoneria è in fase di
ripresa», conferma Francesco Cossiga, di antica famiglia
massonica, il quale intervistato da Pinotti, sostiene che in
epoca piduista, «nelle votazioni per l'elezione del presidente
della Repubblica arrivò ai massoni, deputati e senatori, una
circolare di Licio Gelli perché votassero Sandro Pertini. «Ma di
questo – aggiunge - in Italia non si può par1are». Lui, invece,
del suo predecessore al Quirinale ormai defunto è abilitato a
dire ciò che vuole.
Se gode di ottima salute il Grande Oriente,
sembra non vada peggio alla Gran Loggia Nazionale, detta più
comunemente Loggia di Piazza del Gesù - Palazzo Vitelleschi, di
cui hanno fatto parte Totò, Gino Cervi e Hugo Pratt, il creatore
di Corto Maltese.
Il Gran Maestro Luigi Danesin, consulente del
lavoro e cofondatore della Banca Popolare di Venezia, esibisce
8.800 aderenti, di cui il 27 per cento donne, unica obbedienza
tra le grandi famiglie massoniche italiane che ammette la
presenza femminile, trascurando la tradizione britannica, che
concepisce invece la massoneria come un club esclusivamente
maschile. Certo - spiega Alessandro Meluzzi, ex deputato di
Forza Italia, massone che sta per diventare diacono della
comunità di Pierino Gelmini, quel prete assai ricco accusato di
pedofilia - la Loggia implica un'iniziazione solare, mentre le
donne rappresentano la metà lunare del cielo, le stelle
d'Oriente, non d'Occidente. Non arriva a dire come Giuseppe
Miraglia, libero muratore di Schiavonea, frazione di Corigliano
Calabro che «le donne bisogna andarci a letto insieme e farle
stare a casa». Che bisogna «andare in Africa a sterilizzare
queste africane, perché fanno figli come conigli».
Sul Gran Maestro femminista Danesin, Licio Gelli,
anche lui intervistato da Ferruccio Pinotti, cui consegna la
presunta «notizia» di un'antica giovanile iscrizione di Carlo
Azeglio Ciampi alla Loggia Hermes di Livorno, pur non
condividendo i «grembiulini rosa» che non è opportuno siano
presenti quando si prendono «decisioni delicate», cala la sua
ala protettiva: «Questi che le mostro sono i moduli delle
domande per chi vuole entrare, li consegno io stesso al Gran
Maestro Danesin», garantisce.
La terza comunione più diffusa è la Gran Loggia
Regolare d'Italia, nata da una scissione guidata dall' ex Gran
Maestro del Grande Oriente Giuliano Di Bernardo quando gli
dichiararono guerra all'interno perché accettò di collaborare
all'inchiesta del procuratore di Palmi Agostino Cordova su
massoneria e malavita organizzata. Unica riconosciuta dalla
massoneria inglese, la Gran Loggia Regolare, 3.000 iscritti, è
guidata oggi da Fabio Venzi, che a Freemasons' Hall pare non
abbia gradito affatto l!'invito di Spencer Northampton a
ricongiungersi con i fratelli del Grande Oriente,
accapigliandosi pubblicamente con Gustavo Raffi.
Giuliano Di Bernardo, nel frattempo, si è messo a
capo degli Illuminati d'Italia, un consesso che si richiama agli
Illuminati di Baviera fondato nel Settecento, ma anche
all'Ordine americano cui apparterrebbe pure Bill Clinton.
Tra i cofondatori del consesso italico troviamo
Carlo Freccero, ex Fininvest e poi direttore Rai, Rubens
Esposito, responsabile degli Affari legali sempre della Rai,
Sergio Bindi, consigliere della Rai e antico collaboratore del
segretario democristiano Flaminio Piccoli, Severino Antinori,
specialista della fecondazione assistita, il filosofo Vittorio
Mathieu, il generale Bartolomeo Lombardo, ex direttore del
Sismi, e il giovane lobbista Piergiorgio Bassi. La Rai sembra un
luogo di coltura della massoneria, se è vero, come testimonia il
professor Aldo Mola, che al Grande Oriente giunse a un certo
punto in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio
Ciarocca, alto funzionario del Servizio Pubblico, di cui
facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini,
il genero di Fanfani Stelio Valentini, il comunista Gianni
Cervetti, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini,
Michele Sindona, il cardinale Franziskus Konig, e l'antico
direttore generale della Rai Ettore Bernabei, notoriamente
soprannumerario dell'Opus Dei.
Massoni, ex massoni e uomini dell'Opus Dei, il
diavolo e l'acquasanta, il laicismo massonico e l'eccellenza
cattolica negli affari. Un occhio particolare all'economia,
negli Illuminati di Di Bernardo si entra oggi con il grado di
quadrato, si diventa cerchi e infine triangoli, lo strumento
utilizzato dal demiurgo di Platone per creare il mondo.
Chi c'è ancora tra i vostri? - chiede
Pinotti al Sovrano Grande Illuminato.
Lui, dopo un po' di resistenza, lascia capire che
vicino agli Illuminati c'è il banchiere Vincenzo De Bustis, oggi
Deutsche Bank, l'uomo, considerato amico di Massimo D'Alema, che
portò al Monte dei Paschi di Siena per un prezzo considerato
allora esorbitante la Banca del Salento. E accetta persino di
rispondere a questa domanda: «Qual è il profilo ideale di un
illuminato nel mondo della finanza? Il Sovrano, non esita troppo
e risponde: «Giovanni Bazoli, il presidente di IntesaSanpaolo».
Come se il capo degli illuminati gestisse una
specie di stanza di compensazione paramassonica nella vecchia e
stantia diatriba tra finanza laica e cattolica, che tuttavia la
velocizzazione del grande business finanziario sembra relegare
ragionevolmente nel passato, rispetto ai tempi dei grandi
massoni dell'economia Alberto Beneduce e Vittorio Valletta.
Mussari, Passera, Bazoli, Profumo: chi può
credere veramente che questi signori, professionisti di vaglia
che si confrontano ormai con un mercato globale, misurino le
loro mosse di business sui binari dell' ortodossia di massonerie
laiche o cattoliche? Pur con le massonerie regolari e irregolari
oggi aggressive e arrembanti nel vuoto della politica. «Ai tempi
di Cordova c'erano le Logge segrete, oggi tornano le Logge
coperte dedite agli affari - sostiene il Grande Illuminato Di
Bernardo - Ma mentre prima nelle Logge segrete c'erano
prevalentemente uomini d'affari, lobbisti privati, oggi sembrano
farne parte anche rappresentanti delle istituzioni o figure a
loro vicine». Il caso Telekom Serbia, l'affaire Telecom, le
inchieste delle Procure di Potenza e di Roma, la maxi-inchiesta
della Procura di Catanzaro su massoneria e comitati d'affari,
spunta sempre una sorta di «dominio occulto delle forze
economiche e finanziarie», come le chiama il Gran Maestro Raffi.
Ma massoniche o cattoliche?
O piuttosto cattolico-massoniche? «Nella vulgata
di una certa finanza cattolica - divisa Raffi - chi non è dei
loro, nel 99 per cento dei casi è massone. Si parla tanto di
massoneria, ma sono altre le forze che stanno occupando la
società italiana. lo, per esempio, andrei magari a vedere com'è
organizzato in Lombardia lo strapotere di Comunione e
Liberazione».
Per stare al mondo non della pura etica, ma degli
affari, che sempre più spesso si confonde apparentemente con
quello dell'anima, vale la pena di segnalare il terrore di
Stefano Ricucci, furbetto del quartierino, quando i magistrati
gli chiesero qualcosa sui furbetti del grembiulino: «Ahò, dotto'
- rispose al pm - ma lei vuole che a me mi uccidono stasera qui
dentro. Lei forse non si rende conto di chi sta a toccare».
Toccava
la Banca Finnat di Giampiero Nattino, una delle più
potenti figure della finanza vaticana, consultore della
Prefettura degli affari economici della Santa Sede. E Ricucci
sbottava: «Da quando ero piccolo così, lo sa tutta Italia che la
massoneria... De Bustis, Caltagirone, Nattino sono tutti la
massoneria».
La massoneria poi cos'è? - sembra chiedersi
Pinotti al termine del!'interminabile viaggio di 750 pagine. Una
cosa che ha il cuore a sinistra e la testa a destra? Boh. Di
certo «non è vero che tutti i massoni sono delinquenti ma non ho
mai conosciuto un delinquente che non fosse anche un massone»,
come disse il massone Felice Cavallotti prima di essere ucciso
in duello da un suo fratello massone.
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"Fratelli
d'Italia", libro-inchiesta di Ferruccio Pinotti, è in
uscita dal 28 novembre 2007 per le edizioni
Futuropassato della Bur (pp.760, 14 Euro). Racconta
l’Italia silenziosa e clandestina della massoneria,
determinante nella vita del nostro Paese, specialmente
nel suo livello economico-finanziario. Fatti e nomi di
chi è gravitato o gravita ancora nell'orbita della
massoneria, condotta attraverso interviste, documenti,
atti giudiziari, testimonianze inedite.
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