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Meridione, storia e
cronaca
Letteratura istruttiva e costruttiva
di Nunziante Minichiello
La tradizione vuole che si scriva e si
racconti soprattutto per far piacere e per divertire: tanta letteratura
agiografica e distrattiva e scarsa o nessuna letteratura istruttiva e
costruttiva. Ovunque esistono quasi solo i vip, i capi, i leaders, i
politici, i ricchi, i famosi, mentre gli altri sono popolo, anonimo, da
contorno, da platea! I meriti, gli agi, i vantaggi e gli appannaggi sono dei
potenti, mentre le sconfitte, gli errori, il basso reddito, i bassi salari,
il degrado, l’arretratezza, i debiti, la insicurezza, le varie evasioni, la
disoccupazione, le miserie, i sacrifici ed i problemi sono del popolo o, se
si preferisce, della gente comune! I potenti divinizzati e mai raggiunti da
un “guai a voi…”!
Viltà, omertà, tornaconto, disinteresse,
cinismo? Certamente politicamente, civilmente, socialmente, economicamente e
culturalmente momenti diseducativi. Qualche eccezione, pur veramente
eccezionale, conferma la regola.
La storia e la cronaca perdono
credibilità e lettori quando raccontano per dimostrare teoremi
precostituiti. Molte le distrazioni dagli obblighi costituzionali degli
eletti che impiegano tempo a non finire per spartirsi potere ed incarichi e
per non mancare agli appuntamenti della pubblicità e dello spettacolo. Ad
ogni modo la storia e la cronaca continuano a ricordare pure l’atavica
arretratezza e ad evidenziare che nelle zone sottosviluppate viene
mortificato lo spirito di iniziativa e vengono rese difficili e rare le
iniziative.
Qualche risultato incoraggiante però
evidenzia anche nel Mezzogiorno volontà di crescere. Questo non resti caso
isolato. L’atmosfera del Sud favorisca il proliferare di fenomeni che
portino allo sviluppo vero e definitivo. In pratica, senza aspettarlo ancora
dall’alto, il Sud si liberi dalla dominazione di baronie vecchie e nuove,
che forse hanno ancora bisogno di degrado e di arretratezza, e si lasci
guidare, alla lettera, solo dalla Costituzione.
La Costituzione infatti dà direttive alla
politica ed al popolo; dà libertà di giudicare politica ed eventi senza
temere vendette o ritorsioni; impone equità e facilita concordia in spirito
di solidarietà; consente di realizzare autentica democrazia fondata sulla
sovranità popolare.
La politica cambi registro, già perché
non si tollera che la politica sia la migliore attività per fare fortuna ed
avere successo e già perché si è convinti che porti bene cambiare
frequentemente persone e coalizioni. Persone e coalizioni che la
Costituzione può far vedere sfilare davanti al Popolo giudicante ed anche
davanti a giudici ordinari.
La Costituzione fu scritta per il Popolo.
Il Popolo ne sia geloso custode. La politica non parli, ma scriva: leggi,
ordinanze, rilievi, inviti, comunicati e si faccia notare con le opere. Ed
avrà fatto solo il suo dovere, d’altra parte ben riconosciuto.
Da
www.minichiello.it aggiornamento del 24/11/2007 |