Porti, la ricetta di Napoli Giorgio Carozzi Un nuovo terminal dopo il molo Bausan e la banchina dell'Immacolatella: mercoledì 2 marzo 2005 Francesco Nerli, presidente dell'Autorità Portuale di Napoli, segna l'ennesimo punto a favore dello sviluppo dello shipping partenopeo. Il nuovo approdo si chiama Flavio Gioia. Correranno a inauguralo il governatore della Campania, Antonio Bassolino e il sindaco Rosa Russo Iervolino. Entrambi si coccolano Nerli. E hanno ragione. In soli quattro anni e anche grazie all'effervescenza managenale del segretario generale Pietro Capogreco, l'ex senatore diessino ha cambiato volto e sostanza a un porto che arrancava e che oggi sprigiona energia e salute in ogni settore, dal business delle crociere (terminal affidato alla gestione di Costa, Aponte & C.) ai traffici dei container (capolinea delle navi della partnership tra Cosco, Msc e Cosulich). Nerli, dunque, dimostra che si può fare, che pianificazione e sviluppo non sono sempre variabili impazzite. «Il 2004 è stato per il porto di Napoli un anno di svolta - conferma al Secolo XIX il presidente dell'Authority - che ha impresso allo scalo un'accelerazione significativa ai principali progetti varati. Il nostro piano, basato su una serie di interventi infrastrutturali ma soprattutto sulla costituzione di due società cui sono state affidate le scelte, la guida e la realizzazione della trasformazione dell'area turistica dello scalo, compresa tra il Molosiglio e l’Immacolatella, è in fase di attuazione. Il porto di Napoli sotto l'attenta regia dell'Authority, è il primo in Italia ad aver costituito la holding pubblica Nausicaa spa e la società Terminal Napoli spa. E' il primo porto ad aver dato vita ad una holding con Comune, Provincia e Regione, coinvolgendo i tre principali protagonisti della scelte urbanistiche del territorio nell'ambizioso e complesso processo di trasformazione del waterfront». La ricetta di Nerli si è imposta anche nel settore delle vacanze sul mare. «È vero – dice il presidente – siamo stati i primi ad aver costituito una società mista pubblico-privata, con la partecipazione delle maggiori compagnie da crociera del mondo per la gestione del terminal passeggeri dello scalo, la Stazione Marittima. Per questo si è parlato di un "modello Napoli" perché siamo stati i primi e perché rappresenta il primo caso di società in cui tre grandi compagnie come Costa, MSC e Royal Carribean si alleano nella gestione del terminai. L'Authority si limita a possedere una quota di minoranza e di controllo». II 2004 anno dello svolta. «Le nostre scelte sono state premiate - aggiunge Nerli - I risultati conseguiti nel settore del traffico crocieristico e passeggeri sono stati all'altezza dei progetti messi in campo. I numeri? Oltre 773 mila croceristi giunti nel nostro porto nel 2004 contro i 661.608 dei 2003, con un + 26,5%. E 541 le navi approdate contro le 465 del 2003, con un +16,3%. In totale, nel 2004 lo scalo partenopeo ha superato nel settore del traffico passeggeri (croceristi, passeggeri per il Golfo e isole, cabotaggio) gli 8 milioni e mezzo di passeggeri, confermando la sua posizione di primo piano nel panorama mediterraneo. Questo dovrà essere l'anno delle realizzazioni. La società mista Terminal Napoli spa, infatti, è operativa e dovrà a breve presentare il progetto di riorganizzazione e rifunzionalizzazione dell'intera Stazione Marittima». Intanto la holding pubblica Nausicaa spa ha concluso la fase di progettazione del waterfront portuale e dovrà nei prossimi, mesi bandire la gara per l'avvio dei lavori. Dalla prossima estate sarà operativa la nuova organizzazione delle aree destinate al traffico passeggeri con la destinazione del molo Beverello ai collegamenti con le isole e con il Golfo degli aliscafi e con il trasferimento, dei traghetti diretti sempre alle isole e al Golfo alla calata Porta Massa. L'Autorità Portuale sta procedendo con gradualità all'attuazione di un programma articolato di interventi che renderanno l'area turistica dello scalo partenopeo attraente, razionale e moderna «È un piano che ha richiesto un tempo di elaborazione non breve – conclude Nerli – ma che ora è finalmente entrato nel vivo della sua attuazione e su cui siamo impegnati fortemente».
Il Secolo XIX, marzo 2005 |