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Principato Citeriore

Nocera Superiore

Il convento di Santa Maria degli Angeli

Vicende costruttive

Il convento francescano di Santa Maria degli Angeli, ubicato nel territorio di Nocera Superiore, è stato fondato alla fine del Cinquecento, con precisione nel 1589, data dell’atto notarile con il quale il vescovo di Nocera, Mons. Supplicio Costanzo, ne autorizzava la costruzione. Nella Cronaca di padre Biagio del 1655 il convento non risulta ancora completato, mentre la chiesa viene descritta come una nave grande e spaziosa. Inoltre si descrive il luogo e si afferma che ha il suo frontespizio ed affacciata la chiesa con il convento all’occidente, ribadendo che il chiostro non è ancora fatto per non esserci in questo luogo fuorché un braccio finito con otto celle. A distanza di circa un ventennio, il terremoto del 1688 e quello successivo del 1694, con i loro rovinosi effetti su gran parte dell’edilizia in Campania, imposero la modifica dei progetti ed anche il piano dei lavori. Sicuramente nel 1706, data apposta sul portone d’ingresso al convento, la nuova struttura doveva essere pronta compreso il chiostro. Negli anni successivi, nel 1715, fu realizzato il ciclo di affreschi di Filippo Pennino nel chiostro. E 1718 è la data che si legge sul portale della chiesa. Le vicende costruttive successive, però, determinano significativi aspetti della storia conservativa dei dipinti. Agli inizi del XIX secolo, infatti, il convento divenne sede di Chiericato richiedendo nuovi spazi da destinare ad aule e camerate per i giovani. L’ampliamento fu operato costruendo sopra i bracci del porticato iniziando dal lato Ovest e proseguendo ancora nel 1936. Nel 1914 una preoccupata relazione della Cronaca conventuale denuncia il precario livello statico dell’ala Nord giudicata pericolante e malsicura a causa della costruzione del nuovo seminario sopra l’ala del refettorio…che aveva schiacciato i muri di sostegno, le fondazioni e gli archi…Lavori di consolidamento nel chiostro furono eseguiti a più riprese fra il 1960 ed il 1980.

La pressione dei piani alzati sui bracci del porticato ha avuto conseguenze anche sull’impianto degli affreschi in particolare sulle voltine delle campate che in alcuni punti si presentano crepate in maniera anche abbastanza vistosa. In qualche caso si evidenziano colature di cemento, causate da iniezioni di consolidamento, che deturpano interi brani degli affreschi.

I portali

La struttura del convento è caratterizzata da un insieme di portali, in gran parte in pietra lavica, di cui il più prestigioso è certamente quello di ingresso alla chiesa. Esso, pur recando incisa una data 1718, con ogni probabilità appartiene alla fase originaria dei lavori in quanto la sua fattura denuncia un apparato compositivo più vicino alla cultura tardomanierista che a quella barocca. La sua struttura è articolata da due colonne laterali su due dadi che reggono un architrave decorato, in termini classici, con un’alternanza di triglifi e di metope scolpite in maniera semplificata, dove sono raffigurati le figure di s. Bonaventura, s. Bernardino da Siena, s. Ludovico d’Angiò, s. Francesco, e i simboli araldici dell’Ordine Francescano, della città di Nocera de’ Pagani, e dei Carafa. Proprio lo stemma di questi ultimi, feudatari della cittadina fino al 1648, costituisce un ulteriore post quem non per la datazione del portale. Probabilmente la data settecentesca è dovuta soprattutto a lavori di adeguamento. A lato si trova un secondo portale, più snello e sormontato da una finestra mistilinea, anch’esso in tufo grigio, datato 1744, che fungeva da ingresso al piccolo vano della Congrega di San Giuseppe. Sull’altro lato si trova il portale di ingresso al convento, datato 1706 alla base destra, composta da una linea molto semplice con conci regolari ed una chiave di volta, che presenta una chiara corrispondenza con la cultura del tempo. Allo stesso modo, all’interno si trovano alcuni portali più piccoli che conducono a diversi ambienti conventuali.

I dipinti su tela e su tavola

Il corredo artistico del convento di S. Maria degli Angeli è composto anche da dipinti su tavola e su tela di ottima fattura. I dipinti su tavola sono la Pentecoste, databile agile ultimi decenni del XVI secolo,collocata sulla cantoria, e S. Giuseppe falegname con la sacra famiglia, collocato nella chiesa a lato sinistro dell’ingresso. Quest’ultimo probabilmente costituisce la cona dell’originaria congrega dei falegnami. La sua datazione, infatti, dovrebbe collocarsi agile inizi del XVII secolo in quanto sono ben evidenti influenze artistiche di stampo tardomanierista della cerchia dei Riformati alla Santafede. In tale circolazione, ma con una datazione di poco successiva, almeno al secondo decennio del Seicento, dovrebbe collocarsi anche la tela della sacrestia raffigurante la Madonna con Bambino e s. Antonio (s. Ludovico da Tolosa). In ordine cronologico segue la grande tela sagomata a capoaltare, opera attribuita al pittore umbro Ippolito Borghese, raffigurante la Gloria di san Diego e san Giuseppe , proveniente dalla chiesa di San Diego all’Ospedaletto a Napoli e trasferita a Nocera intorno alla metà del XIX secolo. Ad una visione settecentesca appartengono le tele collocate sulla cantoria raffiguranti L’estasi di san Pietro d’Alcantara su un lato e la Predicazione di santa Rosa da Viterbo su un altro.


Tratto dal Comunicato n. 15 del 18 marzo 2008 della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico di Salerno e Avellino.

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