In relazione al rientro dei Savoia in Italia, desideriamo esprimere quanto segue:
I Savoia si estinsero il 27 aprile 1831, con la morte di Carlo Felice. Subentrò un lontano parente, Carlo Alberto, settimo principe di Carignano. Per rintracciare la comune origine dinastica bisogna risalire al 1600!
I Carignano provvidero a disfarsi alla prima utile occasione della Savoia, in cambio di più prestigiosi ingrandimenti territoriali.
Sono stranieri, che mai hanno parlato in Italiano, né condiviso il comune sentire delle popolazioni; hanno oppresso già prima dell'unità, basti citare l'eccidio di Genova del 1849, disposto dal re "galantuomo".
Chi li difende, rivendica loro il merito dell'unità. Ma a ben vedere l'aggressione agli altri Stati Italiani del 1860, fu fatta per appropriarsi dell'ingente ricchezza del Sud. Il Piemonte stava infatti fallendo a causa delle dissennate politiche guerresche.
Non si mossero per fini nobili, quindi, ma per l'ingrandimento dei propri domini, imponendo a tutti gli Italiani le istituzioni sabaude, mantenendole a cannonate, stati d'assedio, leggi speciali. Né si può parlare di monarchi privi di poteri e quindi di responsabilità: essi detennero il Potere Esecutivo fino al 1946, cioè fino all'ultimo.
Negli 85 anni di regno, iniziati con plebisciti-farsa e terminati con un sacrosanto "fuori!", l'Italia ha aggredito altre nazioni: guerre d'indipendenza, coloniali, turche, mondiali, etiopiche, greche, fasciste, africane, russe, spagnole, bombardamenti, gas asfissianti, la nazione distrutta, ecc. Ed ancora prima: cannonate sulle masse in Milano, Beccaris decorato dal re! Ed il Savoia di turno ("buono", "soldato", "sciaboletta", "di maggio") si fregiò di improbabili titoli come addirittura quello di "imperatore", non disdegnando di firmare di proprio pugno infami leggi razziali;
Nel 1943 ci fu la diserzione del re di fronte al nemico (prima amico): l'abbandono dell'esercito, attaccandosi ad un trono vacillante, infischiandosene di tutto e di tutti.
Ne hanno da chiedere scusa, e non solo agli Ebrei cui fecero tanto danno!
Le colpe dei padri discendono ai figli? No di certo, almeno per i comuni mortali. Quelli cioè che, a stento, ricordano i nomi dei nonni. Un po' diverso, se permettete, è per chi rivendica con inopportuno orgoglio l'appartenenza ad una dinastia, condividendone titoli e prerogative. Inoltre l'attuale "capo dinastia" ha ucciso con una fucilata, sparata ad altezza d'uomo, un ragazzo tedesco. Varrà per l'irresponsabile napoletano, che ha recentemente ucciso, sparando in aria, un'innocente ragazza, la stessa comprensione usata per il Savoia? Oppure il primo sarà chiamato assassino ed il secondo "principe"?
il Portale del Sud - nota per la stampa, gennaio 2003