Il Portale del Sud

Le interviste di Brigantino e don Virgilio

Luigi

Settembrini

(1813-1876)

 (serie infamoni napoletani)

 

Da ogni bocca dirompea co' denti

un peccatore, a guisa di maciulla,

sí che tre ne facea cosí dolenti.

 
Il sole di Napoli è una cosa troppo bella! Figuratevi che riesce a intrufolarsi nello stretto vicolo dove abito, vico Storto Pallonetto Santa Lucia, scaldando i panni stesi tra gli alti palazzi, fissandovi sopra la fragranza portata dalla brezza di mare. Quella mattina scesi allegro le quattro rampe di scale, e salutai don Virgilio, il fidato guardaporte.

Don Virgilio: Dottò, buonciorno! Ca' stà il cavaliere Luigi Settembrini, chillo amico d'o vuosto che nun potete alleggerire .... accussì dicette Brigantino, don Luigi, parola mia!

Settembrini: Ma che dici, Virgì! A Brigantino, si sa, gli piace scherzare! Su, andiamo a votare per l'Italia, il Plebiscito ci aspetta!

Ma che stava succedendo?! Solo allora mi accorsi che i nostri abiti erano ... avete presente quelli dei ritratti dei bisnonni e dei trisavoli? Beh, proprio quelli! Vidi quindi nel vico lo striscione con scritto: "21 ottobre 1860, Viva l'Italia, Viva Vittorio Emanuele, Viva il Plebiscito!", guardato a vista da Nicolino Piezzelignamme e Sasà Dentecane, due avanzi di galera che mò avevano il cappello con tanto di coccarda tricolore. "Chi non vota, ci dovrà spiegare .. a nuje personalmente", andavano ripetendo.

Settembrini: Che splendida partecipazione popolare!

A palazzo Reale, trasformato in bivacco da garibaldesi e Piemontesi, stava il seggio elettorale. All'interno, Settembrini fu accolto con un lungo applauso, a cui si unirono senza capire le centinaia di armati che presidiavano il seggio. Il presidente del seggio si lasciò andare a stò panegirico:

Presidente di seggio: Italiani! Dinanzi a voi, il vivente monumento della nostra rivoluzione: Luigi Settembrini, patriota, letterato ed uomo di legge! Per la sua devozione alla causa, dovette abbandonare l'avvocatura, e si dedicò alla letteratura nella scuola di Puoti. Fu perseguitato dai borbonici, arrestato nel 1839 per aver fondato, con Musolino, la setta dei Figliuoli della Giovine Italia e fu incarcerato fino al 1842. Nel 1847 pubblicò, anonima, la "Protesta del popolo delle Due Sicilie", asperrima denuncia del malgoverno borbonico. Nel 1849 fu nuovamente arrestato per aver dato vita alla setta dell'Unità italiana e fu condannato a morte, pena poi commutata in ergastolo, da scontare nell'isola di Santo Stefano. Graziato nel 1859, fu avviato alla deportazione in America, ma la nave su cui era imbarcato fu dirottata dal figlio Raffaele verso l'Inghilterra. Oggi è tornato tra di noi! Ecco la Vostra scheda con il "", caro Settembrini, dovete solo apporvi una firma leggibile, ed infilarla nell'urna del "". Se ne volete più di una, non fate complimenti ... anche se non ne sono rimaste moltissime: la brigata ungherese ha voluto votare a piene mani!

Brigantino: Scusate, Don Virgilio ed io invece vorremmo la scheda per il "No".

Ciccio Sfaccimmuso: Brigante del Pallonetto! Addosso, cumparielli!

 

Don Virgilio: Dottò, iiihh e che paccheriata abbiamo avuto! Che bella idea avete avuto a votare "No"! Hanno stracciato le schede, ci hanno abbuffato di mazzate e, se non era per Settembrini, avremmo fatto la fine di quello che ha gridato "Viva Francesco II". Se lo sono portati via, e subito dopo abbiamo sentito le fucilate. Secondo voi, Dottò, l'hanno passato per le armi? Ma non doveva essere l'inizio della libertà?

 

L'angelo biondo: Brigantino, ... svegliati: è tutto un sogno!

Brigantino: Un sogno? Settembrini ... il plebiscito?

L'angelo biondo: Ci serviva per l'incidente probatorio, davanti alla Suprema Corte. Settembrini, da quando arrivò qui nel 1876, nega di aver votato "Sì" al plebiscito del 1860.

Brigantino: Qui? Intendete ... l'Altro Mondo, sigurì, vero? E avete bisogno di testimoni? Non siamo colà dove si puote ciò che si vuole?

L'angelo biondo: Certo, ma voi avvocati napoletani siete così bravi e astuti ....!

 

Pubblico Ministero: ... nacque a Napoli nel 1813 ... maestro venerabile della Giovine Italia ... prese di continuo ordini da Londra, aiutando gli Inglesi a realizzare i loro piani antimeridionali ... lui veramente pensava di servirsi degli Inglesi per svegliare e responsabilizzare i napoletani e, una volta al potere, di disfarsi della loro ingerenza ... ma riuscì solo ad essere un traditore della Patria ... insegnò letteratura all'Università di Napoli ... nel 1873 fu ricompensato dal nemico con la nomina a senatore del regno. L'iconografia risorgimentale ne ha fatto un'esemplare figura di patriota e di martire; in realtà l'imputato Settembrini fu un settario, staccato dalle masse popolari, indifferente ai loro interessi. La sua "Cronaca degli avvenimenti di Napoli del 1848" (rimasta inedita fino al 1969) ha solo l'accento di avversione a un governo che ha come pilastri i preti, i frati ed i gesuiti. Settembrini presentala letteratura italiana come la "gran lotta del pensiero nostro contro la Chiesa di Roma" ... Insomma, Vostro Onore, questo Settembrini è proprio un gran pezzo di ... massone!

Settembrini: Mi consenta! Ricuso il P.M. per manifesta inimicizia grave. Chiedo la nullità delle rogatorie dal Mondo dei Vivi. Chiedo che il tradimento sia derubricato a peccato veniale. Ricuso la Corte perchè evidentemente comunista!

Il bavoso latrare di un cane, che mi ricordò Bossi, annunziò l'arrivo del Male. Ad un tratto, si avvertì nell'aria l'opprimente presenza e calarono le tenebre. Poi, rombò la maligna voce: "Sono il tuo giudice naturale, Settembrì, vieni meco!"

***

Don Virgilio: Dottò, mò lo possiamo dire. Per alcuni è controproducente ricorrere al "giudice naturale"!

Brigantino: Ma io non mi faccio capace! Tu dicesti che Settembrini era un amico mio!

Don Virgilio: iooo??? Nooo! Quello fu lui a dire vicino a me che ...

e uscimmo a riveder le stelle

 

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