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Il sole di Napoli
è una cosa troppo bella! Figuratevi che riesce a
intrufolarsi nello stretto vicolo dove abito, vico
Storto Pallonetto Santa Lucia, scaldando i panni stesi
tra gli alti palazzi, fissandovi sopra la fragranza
portata dalla brezza di mare. Quella mattina scesi
allegro le quattro rampe di scale, e salutai don
Virgilio, il fidato guardaporte.
Don Virgilio:
Dottò, buonciorno! Ca' stà il cavaliere Luigi
Settembrini, chillo amico d'o vuosto che nun potete
alleggerire .... accussì dicette Brigantino,
don Luigi, parola mia!
Settembrini:
Ma che dici, Virgì! A Brigantino, si sa, gli piace
scherzare! Su, andiamo a votare per l'Italia, il
Plebiscito ci aspetta!
Ma che stava
succedendo?! Solo allora mi accorsi che i nostri abiti
erano ... avete presente quelli dei ritratti dei
bisnonni e dei trisavoli? Beh, proprio quelli! Vidi
quindi nel vico lo striscione con scritto: "21
ottobre 1860, Viva l'Italia, Viva Vittorio Emanuele,
Viva il Plebiscito!", guardato a vista da Nicolino
Piezzelignamme e Sasà Dentecane, due
avanzi di galera che mò avevano il cappello con tanto di
coccarda tricolore. "Chi non vota, ci dovrà spiegare
.. a nuje personalmente", andavano ripetendo.
Settembrini:
Che splendida partecipazione popolare!
A palazzo
Reale, trasformato in bivacco da garibaldesi e
Piemontesi, stava il seggio elettorale. All'interno,
Settembrini fu accolto con un lungo applauso, a cui si
unirono senza capire le centinaia di armati che
presidiavano il seggio. Il presidente del seggio si
lasciò andare a stò panegirico:
Presidente di
seggio:
Italiani! Dinanzi a voi, il
vivente monumento della nostra rivoluzione: Luigi
Settembrini, patriota, letterato ed uomo di legge! Per
la sua devozione alla causa, dovette abbandonare
l'avvocatura, e si dedicò alla letteratura nella scuola
di Puoti. Fu perseguitato dai borbonici, arrestato nel
1839 per aver fondato, con Musolino, la setta dei
Figliuoli della Giovine Italia e fu incarcerato fino al
1842. Nel 1847 pubblicò, anonima, la "Protesta del
popolo delle Due Sicilie", asperrima denuncia del
malgoverno borbonico. Nel 1849 fu nuovamente arrestato
per aver dato vita alla setta dell'Unità italiana e fu
condannato a morte, pena poi commutata in ergastolo, da
scontare nell'isola di Santo Stefano. Graziato nel 1859,
fu avviato alla deportazione in America, ma la nave su
cui era imbarcato fu dirottata dal figlio Raffaele verso
l'Inghilterra. Oggi è tornato tra di noi! Ecco la Vostra
scheda con il "Sì", caro Settembrini, dovete solo
apporvi una firma leggibile, ed infilarla nell'urna del
"Sì". Se ne volete più di una, non fate
complimenti ... anche se non ne sono rimaste moltissime:
la brigata ungherese ha voluto votare a piene
mani!
Brigantino:
Scusate, Don Virgilio ed io invece vorremmo la scheda
per il "No".
Ciccio
Sfaccimmuso:
Brigante del Pallonetto! Addosso, cumparielli! |