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La "SZ" guarda l'Italia:
«Paese rozzo e alla deriva»
«Per l'illuminista Gotthold Ephraim
Lessing, gli italiani erano come mosche, quelle che si nutrivano della
carcassa di Roma antica. Duecento anni più tardi, Rolf Dieter Brinkmann
descrive la Roma degli anni settanta come un luogo in declino, dominata da
rumore, cattivi odori e pubblicità. Contrariamente a una voce diffusa in
tutta Europa l'Italia e gli italiani non sempre sono stati popolari». È
questo l'inizio del pesante articolo sugli italiani, pubblicato dal
quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, dal titolo «Rozzi nell'animo».
L'immagine del Bel Paese è in caduta
libera in tutta Europa, ma soprattutto in Germania. E quest'articolo ne
spiega le ragioni. Riprendendo nel titolo una citazione dal traduttore di
Dante in tedesco, Rudolf Borchardts, descrive come l'Italia sia un Paese
alla deriva, con le tonnellate di rifiuti che la camorra blocca a Napoli. Ma
ciò che stupisce di più è l'assenza di intellettuali italiani capaci di
stimolare dibattiti nei salotti in Germania e, soprattutto, l'allontanamento
totale dei tedeschi dall'Italia, fatta eccezione per le sue spiagge.
Ma è un attacco soprattutto alla politica
e a chi ha voluto il successo della destra e di Berlusconi: «Il
neo-sindaco di Roma, crede di poter attirare l'attenzione sulla città
minacciando di demolire l'unica opera contemporanea riuscita in centro: il
museo dell'Ara Pacis di Richard Meier», scrive l'autore dell'articolo,
Gustav Seibt, chiedendosi come abbia fatto l'esponente di un partito
post-fascista (che è più a destra di Joerg Haider, nota) a conquistare la
Capitale, mentre Silvio Berlusconi è stato «eletto per la terza volta,
alla luce del giorno, nonostante gli insuccessi, le promesse non mantenute e
gli imbrogli a suo unico vantaggio».
«Sono lontani più di un decennio i
tempi in cui le librerie tedesche erano piene di opere di scrittori e
storici italiani e quando nomi come Umberto Eco o Carlo Ginzburg
influenzavano il dibattito» in Germania, scrive la Sueddeutsche Zeitung.
Da notare come Wagenbach, la casa editrice molto importante per gli autori
italiani in passato, ora pubblica per lo più scrittori che provengono dalla
Spagna o dal Sudamerica. Per non parlare poi del cinema italiano: gli unici
film che arrivano all'estero sono i lamenti del simpatico Nanni Moretti.
Ma la situazione descritta dall'articolo
della Sueddeutsche Zeitung è ancor più desolante quando si passa in rassegna
l'attualità. «Cosa ci arriva dall'Italia di oggi?», si chiede il
giornalista e poi comincia a fare un lungo e pietoso elenco: «Vediamo
immagini al Senato, dove dei vecchi fanno a pugni, mangiano mortadella in
pubblico e poi innaffiano il tappeto rosso con il prosecco. L'oppositore più
importante è un comico grasso che fa battute ad personam (Beppe Grillo). E
il problema più urgente è l'incapacità delle amministrazioni locali di
togliere l'immondizia dalle strade». L'articolo si occupa anche dei
cittadini italiani, che usano i luoghi più belli dell'Italia come
«discariche private», lasciando per strada televisioni, materassi e
frigoriferi.
Per non parlare del calcio italiani:
«i teppisti e i tifosi sono altrettanto razzisti e pronti alla violenza dei
loro colleghi della Sassonia o Brandeburgo», scrive il quotidiano di
Monaco di Baviera. Il calcio italiano è «una grande macchina per far
soldi» e i suoi protagonisti si fanno ingaggiare come «modelli di
biancheria intima, "testimonial" di un sessismo disinvolto». A loro si
guarda con «tranquillità» come modelli da seguire, non fosse che lo stesso
capo di governo, Berlusconi, si fa notare per il suo «primitivo modo di
abbordare» le donne. Dietro a tutto ciò, c'è infine una fondamentale
«mancanza di solidarietà nella società italiana», che mette a rischio la
coesione dell'Italia come nazione. Insomma, un articolo che il titolo ben
sintetizza: «Rozzi nell'animo».
Tratto da:
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75391 |