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Puglia

 

     Bitonto (Ba)

 

 

 

 

Città rurale circondata da uliveti, famosa fin dall'antichità per l'eccellenza dell'olio delle sue campagne, sorge intorno alla gravina del torrente Tiflis. Abitata dai Peucezi, Bitonto inizialmente fu legata a Sparta, attraverso Taranto, poi divenne oppidum della provincia romana di Calabria, lungo la via Traiana.

Fiorente città libera dall'XI secolo, fece poi parte del Regno di Sicilia (Napoli) fino all’unificazione italiana del 1861. L’origine del nome è incerto. Secondo alcuni deriverebbe da Bytontinòn, ossia gente di Botone, re del popolo illirico che avrebbe, secondo le leggende, fondato la città. Secondo studi recenti, il significato di Butuntum o Botuntum, sarebbe invece: “città dove sotto scorre acqua” [dal greco “Bot” (o But): profondità dove scorre o stagna acqua e “ntum”, suffisso che indica "città", al pari di Tare-ntum, Sipo-ntum, Metapo-ntum]. Infatti, ai suoi piedi scorreva (oggi non più) l'antico torrente Tiflis o Tifris, oggi denominato "Lama Balice".

Si entra nell'antico nucleo cittadino di impianto medievale, dominato dalla cattedrale romanica, oltrepassando porta Baresana, presso cui si erge la torre trecentesca del castello angioino. La chiesa di San Francesco d'Assisi fu eretta alla fine del Xlll secolo, epoca di cui rimane la facciata gotica col portale e un'elegante trifora; nell'interno conserva pitture a fresco.

Il palazzo Vulpano, ora Sylos-Labini, del XVI secolo, ha un portale di tipo catalano e un cortile a loggia con decorazione rinascimentale a rilievo. Il museo civico ha sede nel settecentesco palazzo Rogadeo, che ospita anche la biblioteca civica. Raccoglie reperti archeologici della zona, oggetti dell'età risorgimentale e una pinacoteca.

Il centro storico è, come detto, dominato dalla cattedrale, dedicata a San Valentino, che fu eretta nel Duecento ed è la più rappresentativa costruzione romanica pugliese. L’edificio ripropone lo schema costruttivo di San Nicola di Bari con la fiancata destra intervallata da sei bellissime esafore che sormontano altrettante profonde arcate arcate cieche. La facciata ha tre portali, due bifore gemelle e un ricchissimo rosone che occupa la cuspide. Il portale principale è chiuso da colonne rette da leoni e sormontate da ippogrifi mentre l'architrave e la lunetta sono finemente decorate.

Nell'interno, a tre navate, si trova uno splendido ambone, realizzato nel 1229 dal maestro Nicolaus del 1229. Mostra quattro personaggi in posizione frontale, uno seduto e tre in piedi, ed un uccello piumato (forse un'aquila), tradizionalmente identificati come membri della dinastia sveva: Federico I Barbarossa, Enrico VI, Federico II e Corrado, in una sorta di celebrazione per immortalare la dinastia. Il parapetto della scala è una lastra scolpita con personaggi, probabilmente della casata sveva.

Nel maestoso interno, a tre navate, si trovano pregevoli arredi scultorei: una vasca battesimale monolitica del Xlll secolo; un pulpito della metà del Duecento. Sotto il vasto transetto si estende la cripta, con trenta colonne ornate da capitelli, decorata di pitture a fresco del XIV secolo.

Nel cortile dell'Episcopio è possibile visitare il lapidario del Museo Diocesano. Nel palazzo vescovile ha sede anche la pinacoteca. Vi sono esposti opere scultoree e materiali lapidei provenienti dalla cattedrale, pitture e statue in pietra e in legno dal Duecento al Seicento.

Nelle vicinanze si trova la chiesa romanica di Santa Caterina di Alessandria; fuori del centro storico sorgono l'abbazia medievale di San Leo e le chiese di San Valentino (XII secolo) e del Crocifisso, barocca.

Nella settimana santa, a Bitonto si porta in processione il Legno Santo, che secondo la tradizione è il terzo frammento della croce di Gesù, che Elena, madre dell’imperatore Costantino, avrebbe rintracciato a Gerusalemme.

Il 26 maggio 1734, Bitonto fu teatro di una famosa battaglia tra gli Austriaci e gli Spagnoli del generale Montemar, ricordata ancor’oggi con sfilate in costume, che mise fine alla dominazione austriaca nel Sud. L'Obelisco fu posto a memoria dell'avvenimento.

A seguito di questa battaglia, il ventenne Carlo di Borbone salì al trono di Napoli e di Sicilia nel 1735. Con i Borbone, si formò a Bitonto il primo quartiere esterno alla cinta muraria, e si sviluppò la borghesia rurale, che determinò una prosperosa economia agricola.


Bibliografia, fonti e riferimenti:

Centro Culturale e di Studi Storici "Brigantino - il Portale del Sud" - Napoli e Palermo

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