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I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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 F-FE  FI-FU

 G-GA GE-GI  GO-GU

H-I-J

 L-LE LI-LU

 M-MA  ME-MI  MO-MU

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 P-PA  PE-PI  PL-PU

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FIGLIOLA

Titoli: patrizio di Trani

Dimora: Napoli, San Sebastiano al Vesuvio

Appartiene alle famiglie più antiche di Trani ed annoverata tra le famiglie patrizie di detta città nel 1479; decorata nel 1718 del titolo di duca di Civita Sant’Angelo, passato poi ad altra famiglia; nel 1782 ottenne la reintegra nel patriziato di Trani al Seggio dell’Arcivescovado; nel 1791 ricevuta nel S.M.O. di Malta.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla colomba posata su tre monti e fissante una stella posta nel cantone destro, il tutto d’argento.

FILIASI

Titoli: marchese di Carapelle

Dimora: Napoli

Originaria del padovano, decorata dalla Repubblica Veneta del titolo di conte nel 1730. FRANCESCO, di Venezia, portò la sua famiglia a Foggia nella seconda metà del XVIII secolo; con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 24 giugno 1797 LORENZO, di Foggia, ottenne da re Ferdinando IV di Borbone il titolo di marchese, che venne apposto sul feudo di Carapelle in data 18 aprile 1801.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro alla palma al naturale sul terreno di verde, sostenuta da due leoni di rosso controrampanti, col capo d’azzurro caricato da tre stelle d’oro.

FILOCAMO o FILOGAMO

Titoli: nobile

Dimora: Reggio Calabria

Famiglia di origine greca, passata in Calabria in tempi remoti, si crede verso il X secolo.

Aggregata al primo ordine civico di Reggio ed a quello di Messina nel 1585, ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1749; FRANCESCO con Breve Pontificio (Decreto) del 1921 venne decorato del titolo di conte della Candelora con riconoscimento del solo Stato Pontificio.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.

Arma: 1° d’azzurro ad una stella d’oro, 2° d’oro, 3° d’argento.

FINOCCHIARO

Titoli: barone di  Lupo

Dimora: Randazzo, Acireale

ANDREA barone di Giarretta nel XV secolo; VINCENZO giudice del Tribunale della Gran Corte del Regno nel 1661 e 1668, con privilegio del 4 settembre 1685 ottenne il titolo di duca di San Gregorio del Borgo; OTTAVIO giudice della regia Udienza di Messina 1699, duca di San Gregorio con investitura del 29 febbraio 1716; VINCENZO, tenente colonnello degli Eserciti Spagnoli, duca di San Gregorio con investitura del 20 novembre 1735; OTTAVIO GREGORIO duca di San Gregorio investitura del 14 agosto 1749; GIUSEPPE giurato nobile di Randazzo  1794/99, capitano di giustizia 184/05; IGNAZIO con privilegio del 18 settembre 1791 ottenne il titolo di barone di Lupo, giurato di Acireale 1799/1800, capitano di giustizia 1802/3; CESARE, barone di Lupo, giurato nobile di Randazzo 1812/13.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a nove stelle al naturale sostenente un giglio d’oro.            

FIORDELISI

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Famiglia originaria di Cerignola; possedette dal 1598 al 1729 il feudo di Manco; FILIPPO dichiarato ammissibile nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo il 22 aprile 1836; ALFONSO e FILIPPO, nobili, viventi nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata in capo da un fiordaliso tra due stelle, ed in punta un leone in maestà.

FIORI

Titoli: nobile

Dimora: Bisceglie

Originaria di Sorrento, iscritta al seggio di Porta di detta città, passata in Bisceglie nel XIII secolo.

OTTAVIANO milite e maresciallo di re Ladislao Durazzo d’Angiò. Il casato venne riscritto nel patriziato di Sorrento  sia nel 1572 che nel 1722 dal Sacro Regio Consiglio.

Riconosciuti nobili con D. M. del 1907.

Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.

Arma: d’azzurro al leone al naturale sostenente un giglio d’oro

FIRRAO

Titoli: patrizio di Cosenza

Dimora: Napoli, Calabria

Si crede che la famiglia sia di origine Normanna, derivata da RAHONE, i cui discendenti detti Filiis Rahonis da cui per corruzione linguistica in Firrahoni e quindi nella forma odierna di Firrao. Feudatari dal XIII secolo con RUGGIERO giustiziere in Calabria per conto dell’imperatore Federico II di Svevia; la famiglia si stabilì in Cosenza diventando tra i casati più potenti delle nobili famiglie del luogo ed indicata come “de Cusentia”; ricevuta nell’Ordine di Malta dal 1565, un ramo si stabilì in Napoli nel XVII secolo con CESARE, il quale fondò il “Collegio delle Scuole Pie” in Cosenza, ottenne la nomina di Montiero Maggiore (addetto alle cacce reali) della Real Corte e nel 1620 creato principe di Luzzi e di Sant’Agata. Il ramo di Napoli iscritto nel seggio di Porto e decorato del titolo di principe di Sant’Agata; GIUSEPPE arcivescovo di Aversa e Nunzio Apostolico (ambasciatore) della Santa Sede in Portogallo nel 1731;TOMMASO vicerè di Sicilia nel 1798 per conto di re Ferdinando IV; GIUSEPPE cardinale di Napoli che incoronò re Gioacchino Murat nella chiesa dello Spirito Santo. Il ramo dei principi di Luzzi si estinse con Livia che andò in sposa al principe di Bisignano, portando in questo casato i titoli di principe di Luzzi e di Sant’Agata. ANTONIO, avvocato (1916-1986), patrizio di Cosenza; attuale rappresentante TOMMASO (1952).

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

n. d. a. In Napoli in via Santa Maria di Costantinopoli al civico 98 si trova il monumentale palazzo Firrao, restaurato da Cesare Firrao nel XVII secolo, sede fino a pochi anni fa dell’Acquedotto Napoletano A.R.I.N., oggi in ristrutturazione e si crede adibito in futuro ad albergo, impreziosito da marmi e da pietra vulcanica scolpita in stile barocco, l’architetto si pensa sia stato individuato in Cosimo Fanzago, la facciata è particolare per la presenza sulla sommità di cinque busti in marmo raffiguranti altrettanti sovrani spagnoli con al centro l’imperatore Carlo V insignito dell’Ordine del Toson d’oro.

Arma: d’azzurro ad una vite d’oro e fruttifera dello stesso colore.

 

 

 

 

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FISAULA o FISAULI

Titoli: barone sul cognome, nobile, barone di Frascino e Briemi, nobile dei baroni

Dimora: Randazzo, Catania

Antica famiglia di Randazzo: PIETRO il 1 agosto 1519 ottenne l’investitura del feudo di Casalgiordano SANTORO possedette il feudo di di Gebbiarossa nel 1539; GIOVAN FRANCESCO proconservatore in Randazzo nel 1606; ANTONINO capitano di giustizia in detta città nel 1698/9; DIEGO proconservatore nel 1702; GIUSEPPE giurato in Randazzo nel 1746/7 e proconservatore nel 1758;GREGORIO il 30 aprile 1809 ottenne il titolo di barone di Frascino e Biremi; con D. M. del 1898 venne riconosciuto il titolo di nobile in persona di BENEDETTO e di conseguenza con decreti del 1899 e 1900 venne concesso il titolo di barone; con R. D. del 9 giugno 1901 e con RR. LL. PP. Del 21 agosto stesso anno venne concesso a GIUSEPPE il titolo di barone di Frascino e Briemi e riconosciuto ai fratelli FRANCESCO e FEDERICO ed ai figli di quest’ultimo il titolo di nobile dei baroni di Frascino e Briemi; ADRIANO, barone di Frascino e Briemi, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a due leoni affrontanti, tenenti un anello rovesciato sormontato da una stella, il tutto d’oro con la campagna di rosso, caricata da due fasce d’argento (baroni di di Frascino)

Alias: D’azzurro a due leoni coronati affrontanti da una cometa d’argento posta in banda con la campagna fasciata di rosso e d’azzurro, le fasce rosse velate d’argento (baroni sul cognome)

 

 

FISICARO

Titoli: barone di Cuddia Balati e Risalfi

Dimora: Trapani

Nobile in Monte San Giuliano e Trapani. BARTOLOMEO castellano di Monte San Giuliano nel 1501, ANTONIO giurato in detta città nel 1556; MARCELLO primo barone di Cuddia Balati e Risalfi per investitura del 14 marzo 1741 e il 3 luglio 1759 il parere favorevole per la nomina a conte e marchese di Santa Severina; PIETRO senatore in Trapani 1750/1; FRANCESCO FELICE barone con investitura del 16 febbraio 1767; MARCELLO FELICE, barone, ricevuto nel S. M. O. di Malta come cavaliere di “giustizia” nel 1772; GIUSEPPE barone dei su citati titoli in data 12 giugno 1803.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro a quindici fogli di fico di verde

alias: d’azzurro alla banda di rosso, caricata da tre rose d’oro.

FLORENO

Titoli: cavaliere

Dimora:  Adornò, Sciacca

Di origine spagnola  venuta in Sicilia nel XV secolo.

FRANCESCO nel 1532 comprò il feudo di Guelfa; GIOVANN TOMMASO ottenne il 10 ottobre 1535 il titolo di “regio cavaliere”; IGNAZIO giurato in Sciacca 1701/2; ONOFRIO capitano di giustizia 1694/5.

Con D. M. del 10 giugno 1894 il casato ottenne la riconferma del titolo di cavaliere.

Iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: 1° d’azzurro al giglio d’oro, 2° di rosso a sei colli d’argento - alias d’azzurro al giglio d’oro 2° d’oro all’aquila di nero, 3° di rosso al monte d’argento, 4° d’oro al guerriero al naturale

FORESTA o FLORESTA

Titoli:  marchesi della Scaletta

Dimora: Trapani

Originaria di Genova, portata in Sicilia al seguito dell’imperatore Carlo V in persona di FRANCESCO quale comandante di due galee della squadra navale dell’ammiraglio Andrea Doria nella guerra contro Tunisi. Nobili in Messina nel XIV e XV secolo; ANTONIO capitano in Randazzo; GIUSEPPE giudice del Tribunale della Gran Corte del Regno nel 1722; ORAZIO GIROLAMO acquistò il titolo di marchese della Scaletta con investitura dell’8 agosto 1752, capitano di giustizia in Trapani 1780/84; GIUSEPPE senatore in Trapani 1780/83.

Venne riconfermato, al casato,  il titolo di marchese della Scaletta  con R. D. del  10 luglio 1801.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: ai pali di rosso e oro alla banda di rosso attraversante alias di rosso al mare d’oro in punta al giglio nel cuore.

FORGES DAVANZATI

Titoli: patrizio di Trani

Dimora: Napoli, Trani, Roma, Palo del Colle

Famiglia d’origine francese, trasferitasi nel Regno di Napoli con Carlo I d’Angiò. La famiglia aggiunse il cognome Davanzati per il matrimonio contratto nel XVII secolo, da ANTONIO con Agata Davanzati, ultima di tale famiglia di Trani; il casato venne aggregato alla nobiltà di Trani al Seggio di San Marco nel 1751; GIUSEPPE arcivescovo di Trani nella prima metà del XVIII ed inviato da papa Clemente XI come ambasciatore presso l’imperatore Carlo VI d’Austria; GIUSEPPE e LORENZO caddero durante i moti della Repubblica Partenopea nel 1799 colpiti dalla reazione delle truppe realiste del cardinale Ruffo; DOMENICO celebre studioso, scampato alla reazione del 1799 si rifugiò in Francia, tornando con i francesi di Giuseppe Bonaparte nel 1806, si trasferì a Palo del Colle dando origine ad un altro ramo della famiglia. ALESSANDRO, nobile di Trani, vivente nella prima metà del XX secolo; ROBERTO (1880-1936) uomo politico di destra, sindacalista nazionalista, direttore del giornale “L’Idea Nazionale”, membro del Gran Consiglio del Fascismo, nominato senatore dal 1934.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: 1° d’oro alla fascia di rosso caricata dal motto “Tria haec” ed accompagnata nel capo da un’aquila di nero al volo abbassato, e nella punta da un palo d’azzurro caricato da una foglia di palma d’argento, e da altre due uguali ma di verde e rosso (Forges), nel 2° di verde al leone d’oro tenente una croce d’argento (Davanzati).

FOTI

Titoli: marchese di Inardo o San Leonardo, barone del Rotolo

Dimora: Messina

Nobile in Messina. Messer GIOVAN FILIPPO e Messer POMPEO ascritti nella Mastra Nobile del Mollica 1588/90 e 1602; SIMONE con privilegio del 12 giugno 1643 ottenne il titolo ereditario di “Don” , giurato in Messina 1635/6; stessa carica FRANCESCO 1615/16, 1622/3, MATTEO proconservatore in Casalnuovo nel 1655; ANTONINO per acquisizione matrimoniale con Anna David ottenne il titolo di barone del Rotolo sui Macelli in Messina; SIMONE con privilegio del 16 luglio 1727 esecutoriato il 23 dicembre dello stesso anno, ottenne per se e per gli eredi il titolo di marchese di Inardo o San Leonardo; NICOLÒ MARIA, figlio del precedente, titolato di marchese il 4 maggio 1743; DOMENICO investito del titolo di Portulanotto di Licata; CARLO barone del Rotolo, rettore nobile degli “Spersi” (orfanotrofio) in Messina 1759/60; NICOLÒ console nobile della Seta in Messina 1760/61; GIUSEPPE proconservatore di Casalnuovo 1811.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: troncato d’oro e nero, di quattro catene moventi negli angoli dello scudo, legate nel cuore ad un anello dell’uno e dell’altro.

FRAIA o de FRAJA

Titoli: patrizio di Pozzuoli

Dimora: Pozzuoli, Napoli

E’ un ramo della famiglia Frangipane.  Ottenne di poter aggiungere al proprio stemma l’aquila imperiale e il riconoscimento di nobiltà dall’imperatore Carlo V. Aggregata alla nobiltà di Pozzuoli nel XVI secolo, fu compresa tra le famiglie nobili nello speciale registro in seguito al Regio Rescritto del 24 novembre 1858 nel seggio di Pozzuoli.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento al monte di verde sostenente due leoni al naturale tenenti un pane di rosso.

FRANCHI

Titoli: patrizio dell’Aquila

Dimora: L’Aquila, Napoli

Si crede di origine germanica venuta in Italia quali militi al seguito degli Svevi. Fu una delle prime famiglie che si stabilirono nell'Aquila alla fondazione di questa città da parte dell’imperatore Federico II di Svevia nel XIII secolo. Iscritta al patriziato di detta città ed in quella di Napoli al seggio di Portanova. Ottenne il feudo di Civitatomassa e Collettara, e il feudo di Montoni nel 1503 col titolo di conte.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro e d’azzurro con la fascia d’argento accompagnata al capo da una aquila di nero, nella punta a due scaglione d’argento.

DI FRANCIA (di Santa Caterina)

Titoli: nobile col predicato di Santa Caterina

Dimora: Monteleone, Cosenza, Messina

Famiglia di origine francese al seguito degli Eserciti Angioini, diramatasi in Calabria e Sicilia.

Ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1795, iscritta nel Registro delle Piazze Chiuse del Regno. Ottenne le Signorie di Badolato e Santa Caterina, insignita del titolo di marchese di Ferolato e Altobello, aggregata alla nobiltà di Messina nel 1800; GIUSEPPE maggiore del “2° Reggimento di Fanteria di Linea Regina” ha partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione garibaldina nella campagna del 1860.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: trinciato d’azzurro e di rosso, tre gigli d’oro con la banda d’oro sostenente un leone d’oro - Alias trinciato d’azzurro e di rosso, tre gigli d’oro sull’azzurro alla banda d’oro sostenente un leone al naturale

FRANCICA

Titoli: marchese di Panaya

Dimora: Siracusa, Catania

Originaria della Francia, venuta in Italia con SINIBALDO, segretario di Enrico VI, governatore delle Calabrie nel 1196, la famiglia  ha dato vari uomini di toga e di lettere.

Decorata del titolo di marchese di Panaya per successione della famiglia Gagliardi con RR. LL. PP. (regie lettere patenti) del 15 maggio 1904 in persona di FRANCESCO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso alla  fascia d’argento attraversante un giglio d’oro accompagnato da quattro bisanti del medesimo nei cantoni.

DE FRANCISCO

Titoli: barone della Loggia

Dimora: Partinico, Palermo

Originaria di Capua, nobili in Messina e Palermo; GIOVAN FILIPPO cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1553, OTTAVIO nel 1573; FRANCESCO giudice della Corte del straticoziale di Messina 1515/16; GIROLAMO giudice Gran Corte del Regno 1526; ANTONINO senatore in Palermo 1581/82, governatore della Tavola Pecuniaria  (Banca) di Palermo 1524/25; FRANCESCO con privilegio del 18 maggio 1723 ottenne il titolo di barone della Loggia; GIOVANNI giudice della Corte Pretoriana 1726/27; VINCENZO, domenicano, vescovo di Lipari e arcivescovo di Damiata 1769; GIUSEPPE barone della Loggia e governatore del Monte di Pietà di Palermo 1748/49.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma:  troncato d’argento, 1° al mare d’azzurro caricato di un delfino dello stesso, sormontato da un'aquila di nero, 2° d’argento a tre fasce di rosso.

FRANCO

Titoli: barone di Altopiano, nobile dei baroni

Dimora: Palermo

Famiglia già nota nel XV secolo in Palermo, si crede di origine spagnola. Ha dato vari personaggi alla magistratura e a vari ordini Cavallereschi.

FRANCESCO alfiere (sottotenente) del “7° Reggimento fanteria di Linea Napoli”, partecipò alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie, presente alla difesa della cittadella militare di Messina capitolando nel marzo del 1861; PIETRO EMANUELE con R. D. del 10 gennaio 1927 ottenne il titolo di barone di Altopiano, FRANCESCO in pari data quello dei nobili dei baroni.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla sbarra di rosso con tre corone d’oro.

FRANGIPANE

Titoli: nobili dei Signori di Regalbono

Dimora: Licata, Sacile, Palermo, Vicenza

Si ritiene sia un ramo dei Frangipane di Udine. Vi sono varie tesi sull’origine del cognome da quella latina “frange panem” che avrebbe come significato “spezzare il pane” o da quella slava, la più attendibile, “francpan” che significa “signore libero, affrancato”  o dai Governatorati di Carlo Magno “francban” ossia Signorie Franche.

Noti in Sicilia sin dal XV secolo. ROSARIO, dottore in legge, giudice delle appellazioni del Tribunale di Palermo nel 1698, giudice del Concistoro nel 1708, della Gran Corte Civile nel 1717, maestro razionale del Regio Patrimonio nel 1722; GIROLAMO proconsole di Licata nel 1731, acquistò il feudo di Regalbono; PIETRO giudice pretoriano in Palermo 1745/46, della Gran Corte del Regno 1764; ANGELO, barone di Regalbono, proconsole di Licata 1798, con privilegio del 18 febbraio 1799 commutò il titolo di Marchese di Cavallaro in Regalbono, patrizio di Licata dal 1805 al 1807; in persona di CALOGERO dottore in medicina, capitano medico, decorato della croce di guerra per la 1a guerra mondiale, venne riconosciuto con R. D. del 18 giugno 1930 il titolo di nobile dei signori di Regalbono ed esteso poi anche al casato.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana anno 1933, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.  

Arma: di rosso a due leoni d’oro affrontanti in atto di spezzare un pane d’argento, sormontati da tre stelle d’oro.

FREZZA

Titoli: duca di San Felice, patrizio di Ravello

Dimora: Napoli

Una delle famiglie più antiche di Ravello, si fa risalire ad ORSO Freccia (Frezza) vissuto intorno al 1100; il casato venne compreso tra le famiglie nobili di Ravello esonerate dal pagamento fiscale nel 1420 con autorizzazione della regina Giovanna d’Angiò Durazzo.

Diramatasi in Puglia, Campania, Calabria, aggregata a Napoli al seggio del Nido (Nilo); ricevuta nell’Ordine Gerosolimitano nel 1596; GIOVANNI arcivescovo di Manfredonia nel 1217; MARINO consigliere dell’imperatore Carlo V, presidente della Regia Camera della Sommaria in Napoli, autore del trattato “De Suffeudis”; ANDREA partecipò alla battaglia di Lepanto avvenuta il 7 ottobre 1571 contro i saraceni, ed ottenne, quale ricompensa, nel 1572 il titolo di duca di San Felice. I figli del duca GIOVANNI: ALFONSO guardia a cavallo della “Regia Compagnia delle Reali Guardie del Corpo” partecipò alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, FERDINANDO capitano della “3^ Compagnia dei Tiragliatori della Guardia Reale” (corpo scelto di fanteria leggera della Regia Guardia del Corpo) distintosi nella battaglia del Volturno del 1 ottobre, ottenne la Croce di Grazia dell’Ordine di San Giorgio, e per la sua fedeltà alla Casa Reale Borbone delle Due Sicilie ricevette la Croce di Commendatore dell’Ordine di Francesco I dal re Francesco II nel 1870 in Roma; CARLO  cavaliere  di giustizia dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, duca di San Felice e patrizio di Ravello con riconoscimento  del 1905.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.

Arma: d’azzurro a tre fasce ondate d’oro caricate da tre gigli del medesimo - alias (con R. D. del 1905) d’azzurro a tre bande ondulate d’oro caricate da tre gigli del medesimo.

 

FRIOZZI

Titoli: principe di Cariati, principe di Montacuto, duca di Castrovillari, duca di Seminara, marchese sul cognome, marchese di Romagnano, conte di Santa Cristina, barone di Torre dell’Isola, barone di Palmi, barone di Garreri, nobile di Capua.

Dimora: Napoli, Capua

Le prime memorie si trovano in Capua. Nel 1547 GIUSEPPE ottenne la qualifica di “regio familiare” ed il riconoscimento dello stemma gentilizio; RINALDO, nel 1624, decorato da re Filippo III del titolo di conte, nel 1791 LORENZO senior decorato del titolo di marchese da Ferdinando IV re di Napoli; la famiglia ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1797; i titoli di principe di Cariati, principe di Montacuto, duca di Castrovillari, duca di Seminara, marchese, marchese di Romagnano, conte di Santa Cristina, barone di Torre dell’Isola, barone di Palmi, barone di Garreri assunti per successione di casa Spinelli; ALFREDO (1839 -1885) guardia a cavallo della “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 presente in Gaeta dove venne nominato da re Francesco II alfiere di cavalleria; LORENZO riconosciuto in tutti i titoli nel XIX secolo; FABIO, principe di Cariati, caduto in Libia nel 1914; CECILIO Ministro Regio Plenipotenziario vivente nella prima metà del XX secolo.

Arma: partito nel 1° d’azzurro alla fede di carnagione sormontata da una stella d’oro, nel 2° d’azzurro con due uccelli al naturale su di un terrazzo di verde.

FRISARI

Titoli: barone di castel Saraceno, nobile

Dimora: Bisceglie

Le prime notizie risalgono a LEONE nel 1096, nobile nella città di Scala, un ramo si stabilì in Bisceglie nel XIV secolo con FIORILLO identificato come “milite e nobile di Scala”. Il ramo di Scala si estinse, quello di Bisceglie ricevuto nell’Ordine di Malta nel 1704, dal quale si diramò il ramo d’Otranto decorato del titolo di duca di Scorrano nel 1725 con FRANCESCO PAOLO e nel 1755 titolo di conte di San Cassiano in persona di GIUSEPPE; FRANCESCO SAVERIO, duca di Scorrano e conte di San Cassiano, fondò nel 1785 in Scorrano l’accademia letteraria degli “Intrepidi”; LUIGI, generale del’Ordine ecclesiastico dei Teatini, vescovo di Lecce nel 1805. Al ramo di Otranto furono riconosciuti nel 1854 i titoli di principe di Tarsia, marchese di Cirò e di  Vico in persona di GIUSEPPE non trasmissibili agli eredi.

Il ramo di Bisceglie è insignito del titolo di barone di Castel Saraceno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento alla banda bordata di nero, caricata di tre rose di rosso ed accompagnata da due rose dello stesso.

FUCCIO

Titoli:  barone di San Nicolò e barone di Sanzà

Dimora: Lentini, Catania

PIETRO ottenne il 28 giugno 1757 venne investito del titolo di barone di Nicchiara, il 2 dicembre 1757 barone di Sanzà e capitano di giustizia in Lentini 178/2; GIOVANGASPARE, barone di Sanzà con investitura del 29 dicembre 1791, giurato nobile in Lentini 1790/91, capitano di giustizia 1792/3, patrizio nel 1805/6; con R. D. del 20 maggio 1905 vennero riconosciuti  i titoli in persona di GIOVANNI ALFIO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a quattro api d’oro.

FUSCO

Titoli: patrizio di Ravello

Dimora: Napoli, Ravello, Lettere

Aggregata alla nobiltà di Ravello nel 1743, appartennero alla famiglia otto vescovi, tra cui ANGELOTTO, commendatario di Cava,  eletto cardinale nel 1432 da papa Eugenio IV; NICOLA, signore di Acerno, coppiere di Carlo III d’Angiò; NICOLA, signore di Valenzano, tesoriere generale di re Ladislao D’Angiò Durazzo; la famiglia venne aggregata alla nobiltà di Lettere nel XIX secolo, riconosciuta ammissibile nelle Regie Guardie del Corpo in persona di FEDERICO, il quale come 1° tenente del “3° Reggimento Fanteria di Linea Principe” partecipò alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie, distinguendosi nelle azioni di guerriglia alla frontiera Pontificia e ricevendone l’onorificenza della Croce di San Giorgio e quella dell’Ordine di Francesco I da re Francesco II in persona, capitolò a Gaeta il 14 febbraio 1861.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922

Arma: d’argento ad una branca d’orso nero premente un cuore di rosso, sormontato da un giglio rosso con bordatura dello stesso.

 

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