Le pagine della cultura

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

A-AM AN-AZ

 B-BI BL-BU

 C-CA  CE-CO  CR-CU

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 L-LE LI-LU

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 P-PA  PE-PI  PL-PU

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LI-LU

LIBERTINI

Titoli: barone di San Marco lo Vecchio

Dimora: Caltagirone

Famiglia di nobiltà riconosciuta dal XVI secolo; GIUSEPPE ottenne il titolo di barone di San Marco lo Vecchio per atto di donazione di Nicola Platamone in data 7 agosto 1844.

Successivamente, con decreto “motu proprio” in data 26 dicembre 1901 del re d’Italia Vittorio Emanuele III e con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 3 agosto 1903, venne concessa la trasmissione del titolo in linea di primogenitura maschile agli eredi di GESUALDO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al leone posto a destra affrontato ad una tenda da campo sostenuta da due lance sormontata da tre stelle il tutto d’oro.

LICATA

Titoli: principe di Baucina, marchese di Montemaggiore e Biscardo, conte di Isnello, barone d‘Aspromonte.

Dimora: Palermo

Famiglia che godette nobiltà gia del XVI secolo; per il matrimonio contratto in data 29 aprile 1863 da BIAGIO con Francesca Di Maria Termine, dama di corte della Regina Margherita, il casato acquisì i seguenti titoli: principe di Baucina, marchese di Montemaggiore e Biscardo, conte di Isnello, barone d‘Aspromonte, con il conseguente riconoscimento ufficiale in data 27 aprile 1891.

BIAGIO senatore del Regno d’Italia; il nipote BIAGIO con Decreto del Capo del Governo in data 16 luglio 1926 ottenne l’ufficialità rinnovata dei titoli già riconosciuti alla famiglia nel 1891.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al leone sormontato da tre stelle il tutto d’oro.

LI CHIAVI

Titoli: barone del Leone, nobili dei baroni

Dimora: Palermo

Famiglia nota dal XV secolo. BALDASSARRE, dottore in legge, proconservatore di Girgenti nel 1602; BENEDETTO primo barone del Leone con privilegio del 15 giugno 1788; nobili dei baroni in persona di ENRICO secolo XIX.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’oro al braccio armato al naturale impugnante una bandiera di verde, accostato da due chiavi di nero accompagnate da tre alberi di verde.

LI DESTRI

Titoli: barone di Rainò, di Equila Verde, di Montagna di Neglia, di Ficuzza, di Grotte di Famusa, di San Todaro e Montagna del Corvo, nobili dei baroni, cavaliere

Dimora: Palermo

ANTONIO con privilegio del 15 maggio 1602 ottenne il titolo di “regio cavaliere” e il riconoscimento del blasone; FRANCESCO proconservatore di Gangi anno 1792; ANTONIO acquistò i feudi di Rainò, di Equila Verde, di Montagna di Neglia, di Ficuzza, di Grotte di Famusa, di San Todaro e Montagna del Corvo dei quali fu investito del titolo di barone con investitura 27 aprile 1776; MICHELANGELO barone di Partisina con investitura del 31 agosto 1791; FRANCESCO ANTONIO, barone, capitano di giustizia nel 1812/13.

Con D. M. del 2 aprile 1899 i titoli del casato vennero riconfermati in persona di ANTONIO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso al braccio armato d’argento, impugnante con la mano di carnagione tre spighe d’oro.

LIETO

Titoli: barone

Dimora: Ravello, Napoli

Iscritta nel Patriziato di Ravello, di questa famiglia si hanno le prime memorie con PIETRO che fu stratigoto di Ravello nel XII secolo come da documentazione reperita presso l’Archivio di Amalfi. NICOLA 1° tenente del “5° Reggimento fanteria di Linea Borbone” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie , capitolò con la guarnigione nel marzo del 1861 a Messina.

Con R. D. dell’11 ottobre 1928 FRANCESCO, dottore in legge, conseguì il rinnovo del titolo e con RR. LL. PP. del 21 febbraio 1929 venne riconosciuta l’arma gentilizia.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro con tre stelle al capo, in punta un monte all’italiana di verde cimato da un uccello al naturale.

LIGNOLA

Titoli: nobile di Lettere

Dimora: Lettere, Napoli

Famiglia di antica nobiltà secolo XV; ANTONIO ascritto alla nobiltà di Lettere il 21 luglio 1791; RAIMONDO colonnello del Genio Navale della Regia Marina del Regno d’Italia nel XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre fasce d’oro, in capo tre stelle d’oro, in punta un leone al naturale.

LIGUORO o de LIGUORO o de LIGUORI

Titoli: patrizio napoletano, principe di Presicce, nobili dei principi

Dimora: Napoli, Milano, Roma

Antica e nobilissima famiglia napoletana che ha dato un santo e numerosi uomini d’arme, fedelissima a Casa Borbone Due Sicilie. MARCO de Ligorio, riconosciuto il capostipite della famiglia, governatore della città di Napoli nel 1190 con il Regno Normanno di Tancredi; ROBERTO, FLORIMANTE e GIAN CRESCENZO, capitano generale delle armi, furono investiti dell’Ordine militare del “Cingolo” da Carlo I d’Angiò; GIOVANNI tesoriere generale di re Ladislao; FILIPPO cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1422; la famiglia è iscritta al Seggio di Portanova in Napoli. Appartiene a questa casata Sant’ALFONSO MARIA, di GIUSEPPE e Anna Caterina Caballero nobile di Spagna, nato nella villa di Marianella (Napoli) il 27 settembre 1696, fondatore dell’Ordine dei Redentoristi nel 1732, vescovo di Sant’Agata dei Goti 1762, autore del tomo “La Teologia Morale” nel 1748 e di una “Storia delle Eresie” nel 1772, venne innalzato agli onori degli altari il 26 maggio 1839, ebbe come fratelli ANTONIO monaco in San Severino e Sossio, GAETANO cappellano del tesoro di San Gennaro, BARBARA e MARIANNA monache del convento di San Girolamo in Napoli. RAIMONDO ministro delle finanze del Regno delle Due Sicilie; FRANCESCO colonnello dell’Esercito di Murat il 5 febbraio 1815; GIROLAMO colonnello comandante “9° Reggimento fanteria di Linea Puglia”, in piena occupazione della capitale da parte dei garibaldini, attraversò Napoli con le sue truppe per recarsi a Capua, decorato della Croce di Ufficiale dell’Ordine di San Giorgio, promosso generale di brigata, il 1° ottobre 1860 combatté valorosamente contro i garibaldini a Santa Maria meritandosi la Croce al merito dell’Ordine di San Ferdinando, capitolò il 2 novembre dello stesso anno a Capua; FERDINANDO, figlio del precedente, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, tenente del “Real Corpo d’Artiglieria” combatté a Gaeta, a fine guerra si arruolò nell’Esercito Imperiale Austriaco, e come ufficiale “dell’ Artiglieria Imperiale” combatté a Custoza, insieme ad altri napoletani, contro gli italiani nel 1866; il cugino ACHILLE maggiore della “Gendarmeria Reale a Cavallo”, proveniente dalla “Compagnia delle Reali Guardie del Corpo”, si distinse nell’annientamento della colonna del garibaldino Nullo ad Isernia, presente a Macerone dove rallentò l’avanzata piemontese ed ivi fatto prigioniero; GIOVANNI, fratello del ministro RAIMONDO, colonnello comandante “1° Reggimento Ussari della Guardia Reale” decorato della Croce di Diritto dell’Ordine di San Giorgio, partecipò anch’egli alla difesa del Regno; FRANCESCO PAOLO nobile dei principi di Presicce vivente nel XX secolo.

Tutt’ora esistente palazzo de Liguoro Presicce in Napoli alla via Arena alla Sanità.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro e d’oro al leone dell’uno e dell’altro attraversato da una fascia d’argento.

LIOY

Titoli: nobile

Dimora: Terlizzi, Napoli, Vicenza

POTENZIANO riconosciuto nobile con Real Privilegio del 12 gennaio 1588, originario di Venosa. FRANCESCO ricevuto per “giustizia” nell’Ordine Costantiniano il 10 agosto 1800; e nello stesso ordine il sacerdote ENRICO in data 21 giugno 1817. Un ramo si trasferì a Vicenza nel prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata in capo da due teste di moro con la fascia d’argento, sormontate da tre stelle dello stesso, in punta da una stella cometa accostata da due bande d’oro.

DE LISI

Titoli: barone della decima degli agnelli e delle pecore di Taormina, nobili dei baroni

Dimora: Messina

Con atto del 23 marzo 1920 i titoli su descritti passarono dalla principessa Anna Balsamo Avarna al nipote ANTONINO De Lisi; e con R.D. del 24 marzo 1921 e RR. LL. PP. Del 16 marzo 1923 a SALVATORE.

Appartiene a questa famiglia CARLO 2° Tenente del “9° Reggimento Fanteria di Linea Puglia” che ha partecipato alla campagna del 1860 contro l’invasione del Regno delle Due Sicilie, il 27 maggio difese strenuamente Palermo, ricevendo l’onorificenza della Croce di Diritto di San Giorgio, capitolò con il suo reparto il 2 novembre a Capua.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922

Arma: partito il 1° d’azzurro a due spade al naturale, 2° d’argento al giglio d’azzurro.

LOFFREDO

Titoli: duca di Ossada, marchese di Melia, conte di Guido, barone della tonnara di Patti, barone di Longi, signore delle saline di Platanella, di Cianciana e Cantarella, marchese di Cassibile, marchese di Mongiuffi e Kaggi, nobili dei duchi

Dimora: Messina

Motto: “festina lente”

Originaria di Cava dei Tirreni, passò in Messina nel XVIII secolo.

SILVESTRO acquistò la baronia di Cassibile il 2 aprile 1785 e con privilegio del 4 dicembre 1797 ne ottenne il titolo di marchese, iscritto nella Mastra Nobile dal 1798 al 1807, sindaco di Messina il 24 febbraio 1812; il nipote SILVESTRO d’Auria assunse il cognome e il titolo dei Loffredo; VINCENZO ottenne il titolo di marchese con R. D. del 26 agosto 1898.

Con D. M. del 20 luglio 1898 e D. M. del 26 agosto 1899 vennero riconosciuti alla famiglia i titoli su indicati.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro troncato filettato d’oro, 1° al leone d’oro tenente un ramoscello, 2° a tre monti di verde sormontati da tre stelle d’argento - alias di vajo azzurro.

 

LOMBARDO e LOMBARDI

Titoli: duca di Cumia, nobile

Dimora: Palermo, Messina

FRANCESCO pretore di Palermo 1359/60; GIACOMO stessa carica 1779/80; NICOLA, milite, palermitano, ottenne la castellania di Castrogiovanni il 29 gennaio 1396, primo barone di Ghibellina nel 1397; GIORGIO barone di Francavilla nel 1463 e castellano di Ristretta 1479; PIETRO ANDREA conservatore del Regio Patrimonio 1527, pretore di Palermo anni 1537 e 1547/8, governatore della Nobile Compagnia dei Bianchi di Palermo 1541/48; ANNIBALE, MICHELE, GIOVANBERNARDO e SIMONE ascritti nella Mastra Nobile del Mollica anni 1588/98 e 1603; BIAGIO capitano di giustizia in Sutera nel 1578; ONOFRIO primo barone di Scala di Manchi e di Belice; BENEDETTO giudice pretoriano del Concistoro 1799/1801, del tribunale della Gran Corte del Regno nel 1796; ANDREA, colonnello di fanteria del Regio Esercito Italiano, ottenne il titolo di duca di Cumia nel 1910, trasmissibile ai primogeniti.

Un ramo della famiglia dal cognome LOMBARDI venne riconosciuto nobile dalla Commissione dei Titoli Nobiliari del Regno delle Due Sicilie il 30 aprile 1857 e insignita della stesso stemma gentilizio.

Arma: vajato di rosso e d’oro

LONGO (1)

Titoli: nobile di Nola

Dimora: Napoli, Marigliano

Di antica origine, feudataria dal tempo della dominazione Normanna. MARINO proprietario del feudo di Nardò nel XII secolo. Nobile in Napoli, Salerno, Benevento e Nola dove venne iscritta a quel patriziato nel 1648; diede due santi FILIPPO e SULPIZIO. Ricevuta nell’ordine di Malta nel 1578 in persona di VESPASIANO; BARTOLOMEO consigliere di re Alfonso I d’Aragona; MARINO e GIOSUE’ ricordati quali combattenti nell’azione presso Sarno tra Angioini e Aragonesi nel 1460; ANNA MARIA fondatrice nel 1521 dell’”Ospedale degli Incurabili” di Napoli – chiamato così dall’allora incurabile male che era la sifilide -.

Riconosciuta di antica nobiltà nelle prove per l’ammissione nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo nel 1860; COSTANTINO ufficiale del Regio Esercito delle Due Sicilie ha partecipato alla campagna del 1860/61 contro i piemontesi che invasero il Regno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata da tre stelle d’oro.

 

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LONGO (2)

Titoli: barone di Frassini e di Salicà

Dimora: Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, Palermo

Diramazione della precedente famiglia che passò da Napoli prima a Genova e poi in Palermo con ANTONIO nel 1506; MARCO portò la famiglia in Correale; GIOVAN GREGORIO portò la famiglia in Messina; FRANCESCO giudice della Gran Corte 1712/29, per acquisizione matrimoniale con Olivia Scammacca ottenne il titolo di Barone Della Corte; GIACOMO giudice della Gran Corte 1699/1711, giudice del tribunale della regia Monarchia, abate di santa maria di Terrana 1714, presidente del Concistoro 1725, consultore del Vicerè 1735; GIUSEPPE cavaliere dell’Ordine Costantiniano nel XVII secolo; GIUSEPPE consultore del governatore di Messina nel 1798; GIACOMO, dottore in teologia e legge, avvocato fiscale della Corte Arcivescovile di Palermo 1727, teologo consultore del Tribunale della Regia Monarchia, esaminatore sinodale 1731, avvocato dei poveri 1732, canonico della Cattedrale di Palermo 1734, vicario generale della Diocesi di Cefalù 1736, consultore del SS. Tribunale dell’Inquisizione; ANTONIO cavaliere dell’Ordine di Malta 1794; GASPARE, con acquisizione matrimoniale con Anna Perrelli, ottenne il titolo di barone di Frassini e Salicà in data 16 settembre 1769; GASPARE, barone di Frassini e Salicà, dottore in legge, capitano d’Artiglieria del Regio Esercito Italiano, comandante del “56° Gruppo Bombardieri”, decorato della medaglia di bronzo al valor militare, della Croce al merito di guerra, medaglia commemorativa della guerra 1915/18 con quattro stellette, medaglia Interalleata della Vittoria: SANTI, dottore in scienze agrarie, con RR. LL. PP. (regie lettere patenti) del 5 agosto 1927 riconosciuto dei titoli di barone di Frasini e di Salicà e dello stemma gentilizio.

Arma: di rosso all’aquila spiegata di nero coronata d’oro – alias di rosso alla fascia d’argento a tre stelle d’oro.

 

LONGOBARDI

Titoli: nobile

Dimora: Roma, Napoli

Originaria di Castellammare di Stabia. PIETRO ANIELLO possedette il feudo di Beffe in Abruzzo al quale impose il nome di Villanova nel 1748.

Riconosciuta del titolo di nobile con D. M. del 26 novembre 1927, con R.D.  del 1928 nominato barone “ad personam” GABRIELE.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro tenente una palma di verde.

LOPEZ

Titoli: duca di Taurisano

Dimora: Lecce, Taurisano, Napoli

Originaria della Spagna, passata nel Regno di Napoli, ottenne i feudi di Ortisana e Taurisano nel XVII secolo, decorata del titolo di duca di Taurisano nel 1692; ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1767, iscritta nel Priorato di Barletta nel 1801 con ANTONIO; ANTONIO capitano del “12° Battaglione Cacciatori” dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie, ha partecipato alla campagna contro l’invasione piemontese del 1860/61, FRANCESCO capitano della “Gendarmeria Reale a Piedi” ha combattuto a Macerone contro i piemontesi.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato 1° d’azzurro a due lupi d’oro l’uno sull’altro, 2° a cinque gru d’argento.

LOTETA

Titoli: marchese

Dimora: Messina

Famiglia già nota dal XVI secolo. Per acquisizione matrimoniale di GIACOMO con Giuseppa Maria Verardi il titolo di marchese, posseduta dalla consorte, passò nella sua famiglia nel XIX secolo; tale titolo venne riconosciuto nel 1913 a GAETANO di Giacomo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: d’azzurro al monte di rosso di tre vette, sostenente un’aquila al naturale, il terzo con una mano al naturale sostenente una fiaccola accesa.

LOTTI

Titoli: conte d’Oppido

Dimora: Messina

Di antica nobiltà conosciuta dal XIV secolo in Napoli. Per successione di casa Spinelli con il matrimonio di GAETANO con Laura Spinelli, la famiglia ottenne il titolo di duca d’Oppido nel 1857.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia e ad una aquila d’oro, in punta da tre stelle divise da due bande il tutto d’oro.

LUBELLI

Titoli: nobile

Dimora: Lecce

Famiglia di antica origine nota sin dai tempi dei Normanni nel XII secolo come feudatari.

Nel 1661 il casato venne decorato del titolo di duca di Sanarica poi passato ad altra famiglia.

Nel 1801 iscritta nel priorato di Malta di Bari in persona di FRANCESCO.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro a tre bande d’oro accompagnate al capo da tre gigli dello stesso.

LUCARELLI

Titoli: patrizio d’Aversa

Dimora: Aversa, Napoli

Antica famiglia nel patriziato di Aversa dal XIV secolo. Ricevuta nell’ordine di Malta dal 1687 come cavaliere di “giustizia”; ammessa nelle Regie Guardie del Corpo in persona di GIACINTO poi alfiere (sottotenente) del “2° Reggimento Lancieri” che partecipò alla campagna del 1860 contro i garibaldini, presente sia in Sicilia che sul Volturno, capitolò nel novembre col suo reparto nello Stato Pontificio.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano 1922.

Arma: d’azzurro alla fenice uscente dall’immortalità sopra un globo al naturale fissante un sole d’oro.

DE LUCA (1)

Titoli: patrizio di Trani

Dimora: Napoli,Trani

Di antica nobiltà iscritta al patriziato di Trani, ricevuta nell’Ordine di Malta per “giustizia” nel 1735, e poi alla fine del XVIII in persona del cavalier GIUSEPPE.

GIOVAN BATTISTA, maestro di campo, comandante delle truppe italiane nella guerra di Fiandra con l’Esercito di re Filippo II di Spagna. RAFFAELE alfiere del “2° Reggimento fanteria di Linea Regina”; DOMENICO 1° Tenente del “9° Reggimento fanteria di Linea Puglia”, hanno combattuto nella campagna del 1860/61 contro l’invasione piemontese del regno delle Due Sicilie. GIOVAN BATTISTA canonico metropolita di Napoli secolo XX.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro linguato di rosso, sormontato da una crocetta d’argento, attraversato da una fascia d’argento caricata da tre rose rosse.

DE LUCA di Melpignano

Titoli: nobile col predicato di Melpignano

Dimora: Molfetta, Melpignano

Diramazione della precedente famiglia, nel 1675 MARCELLO ebbe il possesso di Lizzano in terra Otranto, col titolo di marchese; nel 1757 la famiglia acquisì il feudo di Melpignano sino all’abolizione della feudalità; il ramo di Melpigano venne ricevuto nell’Ordine di Malta nel XVIII secolo; con D. M. del 6 febbraio 1907 venne riconosciuto il titolo di nobile col predicato di Melpignano.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro linguato di rosso, tenente nella zampa destra una croce con banda d’argento passante carica da tre rose rosse.

DE LUCA di Lizzano

Titoli: patrizio di Amantea  col predicato di Lizzano

Dimora: Amantea

Diramazione della precedente famiglia, nel 1704 GIOVAN BATTISTA dei marchesi di Lizzano venne inserito nel seggio nobile di Napoli; altro GIOVAN BATTISTA nel 1795 aggregato al patriziato di Amantea.

Con D. C. G. del 13 dicembre 1928 i fratelli CARLO e GIUSEPPE vennero investiti del titolo di patrizi di Amantea col predicato di Lizzano.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro tenente con la zampa destra una croce d’argento con una fascia d’argento caricata di tre rose rosse.

DE LUCA (4)

Titoli: marchese, marchese di Roseto

Dimora: Foggia

Nota dal XVI secolo, FRANCESCO 2° tenente “1° Reggimento Fanteria di Linea Re” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61, presente alla battaglia di Macerone.

Con R. D. del 14 aprile 1869 e RR. LL. PP. (regie lettere patenti) del 26 giugno 1870 GIUSEPPE venne decorato del titolo di marchese, e per successione materna di Maria Saggese ottenne il titolo di marchese di Roseto.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro, su una cima di un monte di verde, nel capo di una cometa d’argento, attraversato da una fascia di rosso.

DE LUCA (5)

Titoli: barone

Dimora: Campobasso

Nota sin dal XVI secolo, ha dato vari personaggi di toga e d’armi; NICOLA decorato del titolo di barone con R. D. del 1 maggio 1881, trasmissibile in linea maschile di primogenitura.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia d’oro al leone al naturale nascente, in punta un angelo.

DE LUCA Resta

Titoli: marchese

Dimora: Napoli, Noci

Nobile dal XV secolo; ORAZIO decorato con R. D. del 1 agosto 1855 del titolo di marchese; riconosciuto in seguito con Decreto Presidenziale del 2 settembre 1926; LUIGI , guardia a cavallo, della “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” ha partecipato alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al leone d’oro attraversato da una fascia d’argento tenente con la zampa destra una croce d’argento.

DE LUCA Selipigni

Titoli: barone della Dogana del Mare di Catania

Dimora: Messina

Per il matrimonio contratto da SEBASTIANO con Maria Selipigni, acquisì i titolo sopra descritti nel 1901; riconosciuti in seguito al nipote SEBASTIANO nel 1918.

Iscritta nel Libro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: trinciato di rosso e azzurro, alla colonna al naturale poggiata sull’erba, sormontata da un sole d’oro a tre stelle d’argento.

LUCIFERO

Titoli: marchese di Aprignano

Dimora: Crotone, Milazzo

Si vuole sia originaria d’Aragona, passata prima in Calabria e precisamente in Cotrone ed ascritta alla sua nobiltà da antico tempo, dove possedette feudi e titoli, in Messina ed in Milazzo, godendo nobiltà in tutte e due le città. Iscritta per “giustizia” nell’Ordine di Malta; il ramo di Crotone possessore del feudo di Aprignano in Calabria con investitura del 1703 da re Filippo V di Spagna, su cui ottenne il titolo di marchese nel 1705. Il ramo di Sicilia con FRANCESCO giurato di Milazzo nel 1701/2; PAOLO regio maestro secreto proprietario della città di Milazzo nel 1751, e secondo il Galluppi, ottenne investitura del titolo di barone di S. Nicolò; FEDERICO fu giurato di Milazzo nel 1762/3; PASQUALE capitano di giustizia di detta città nel 1763/4 ed un barone GIOVAN BATTISTA tenne la carica di senatore nel 1803/4.

n .d. a.: FALCONE, marchese di Aprignano, ramo di Crotone, venne nominato dall’ex re d’Italia Umberto II in esilio a Cascais (Portogallo), con decreto del 15 ottobre 1969, ministro della Real Casa e suo portavoce in Italia ed insignito dell’Ordine della SS. Annunziata.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.

Arma: troncato d’azzurro e rosso divisa d’argento al capo di due stelle d’oro ad una luna crescente d’argento.

LA LUMIA

Titoli: barone della Grazia di Vallebella

Dimora: Palermo

Si crede, ma non è certo, che la famiglia sia un ramo dei Lalomia.

TOMMASO giudice pretoriano di Palermo dal 1612 al 1633. GIUSEPPE stessa carica 1621/46, giudice del Tribunale della Gran Corte Pretoriana di Palermo 1693/1701; TOMMASO barone di Bellapietra e Salinelli con privilegio del 14 settembre 1774 e possessore del feudo di Campobianco in data 28 agosto 1797; stessa investitura BALDASSARRE il 12 settembre 1806; DOMENICO, per l’acquisizione della madre Giulia Di Giovanni, ottenne il titolo di barone di Grazia di Vallebella con autorizzazione con RR. LL. PP. del 19 febbraio 1899, ricevuto nell’Ordine di Malta il 2 giugno 1899 con il titolo di cavaliere d’Onore e Devozione.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di verde a cinque frutti al naturale.

LUPINACCI

Titoli: patrizio di Cosenza, barone Scalzati e Ponticelli

Dimora: Cosenza

Si hanno notizie sin dal XIII secolo con MARCO ANTONIO, feudatario di Carfizzi e San Remigio, decorato dell’Ordine del Cingolo Militare insieme al figlio GIULIO dagli Aragonesi di Sicilia. MARCO ANTONIO insignito del titolo di “regio familiare” nel 1498 da re Federico II d’Aragona re di Napoli; LUIGI nel 1793 infeudato di Scalzati e Ponticelli in Calabria Ultra.

Il casato fu insignito del titolo di barone onorario dall’imperatore Giuseppe nel 1708.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento alla fascia d’azzurro caricata da un lupo coronato d’oro, accompagnato nel capo da una aquila uscente di nero al volo abbassato.

LUVERÀ o LUVARÀ

Titoli: nobile

Dimora: Messina, Gerace

Nobili in Messina dal XV secolo. GIUSEPPE senatore in Messina 1741/42. Riconosciuta di “antica nobiltà” dalla commissione per i titoli di nobiltà del Regno delle Due Sicilie il 2 settembre 1843. Famiglia fedele alla “Patria Napoletana”, Partecipò alla difesa del Regno nella campagna del 1860/61 contro i piemontesi con i seguenti personaggi del casato: CARMINE, tenente colonnello dell’Artiglieria Reale, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, comandante delle batterie in Gaeta, promosso generale brigadiere, capitolò con tutta la guarnigione il 14 febbraio 1861; FRANCESCO SAVERIO, figlio del precedente, proveniente dalle “Compagnie Guardie del Corpo”, ufficiale di “Stato Maggiore”, promosso maggiore nel 1860, fu uno dei capi della guerriglia legittimista contro i piemontesi dopo la capitolazione di Gaeta insieme al francese De Christen, rientrato poi a Napoli dovette subire vessazioni e arresti da parte dei piemontesi; il cugino ANTONIO (Luvarà), 2° tenente del “1° Reggimento Dragoni” partecipò alla battaglia del Volturno.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato con la fascia d’argento, 1° d’azzurro alla rupe al naturale sopra una pianura al naturale sormontata da una stella d’argento con un uccello al naturale, 2° di rosso a tre bande d’argento.

 

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