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I casati del Sud
di
Ciro La Rosa
La Rosa
VI-VU
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LA
VIA
Titoli:
marchese
di Villarena, barone di Sant’Agrippina
Dimora:
Napoli,
Palermo, Nicosia
Originaria della
Guascogna (Francia), passata in Sicilia nel XIII; ANDREA notaro
dell’Ufficio
della Regia
Cancelleria nel 1479; FRANCESCO con privilegio del 13 marzo 1529
ottenne la concessione del titolo di “regio cavaliere”;
GIOVANNI LEONARDO il 23 settembre 1547 ottenne la castellania del
castello di San Filippo, già appartenuta al padre FILIPPO; ANTONIO
senatore in Catania nel 1586/7; GIUSEPPE proconsole in Nicosia nel
1655; LORENZO GAETANO con privilegio del 19 maggio 1674 ottenne la
concessione del titolo di barone di Sant’Agrippina; GIACOMO
proconservatore in Nicosia nel 1695; GABRIELE capitano di giustizia
in Nicosia anni 1697/8 e 1701/2; NICOLÒ giudice straticozionale
(giudice criminale) di Messina 1701/2, della Corte Pretoriana di
Palermo 1703/4, del Tribunale del Concistoro 1720, della Gran Corte
1722/24; LORENZO GAETANO il 15 dicembre 1748 ottenne l’investitura
della baronia dell’ufficio di maestro notaro della Corte Capitaniale
di Nicosia; FRANCESCO capitano della “Gendarmeria Reale a Cavallo”
ha preso parte alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno
delle Due Sicilie dall’invasione piemontese; NICOLA dei baroni di
Sant’Agrippina, ottenne con rescritto del 5 febbraio 1855 e con
altro rescritto del 6 agosto dello stesso anno, la trasmissibilità
del titolo, la concessione del titolo di marchese di Villarena con
riconoscimento di D. M. del 5 luglio 1879, capitano dell’Esercito
del Regno delle Due Sicilie, ottenne il grado di colonnello
d’artiglieria del Regio Esercito Italiano, il figlio GIUSEPPE
contrammiraglio della Regia Marina; ALFONSO, ramo marchesi di
Villarena, grand’Ufficiale Corona d’Italia, commendatore dell’Ordine
Mauriziano, cavaliere della Legion d’Onore, decorato della medaglia
d’argento dei benemeriti della salute pubblica, vice presidente
della Croce Rossa, LORENZO, ramo dei baroni di Sant’Agrippina,
viventi nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla banda accompagnata in capo di due stelle ed in punta
da una cometa ondeggiante e della pezza il tutto d’argento. |
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VIAL
de Maton
Titoli:
nobile,
barone di Santa Rosalia
Dimora:
Napoli
Famiglia napoletana
del XIX secolo, fedelissima a casa Borbone, di origine francese,
insignita del titolo di nobile con deliberazione dell’11 settembre
1858 dalla Commissione per i Titoli di Nobiltà, per l’ammissione
nella Compagnia delle Reali Guardie del Corpo in persona di PIETRO,
e del titolo di barone di Santa Rosalia in persona di GIOVANBATTISTA,
maresciallo di campo, comandante delle truppe dell’Esercito delle
Due Sicilie in Calabria, diede risultati deludenti nella difesa del
Regno nella campagna del 1860/61; PIETRO (1777-1863), padre del
precedente, capostipite della famiglia nel Napoletano, nativo di
Nizza, tenente generale dell’Esercito del regno delle Due Sicilie,
uomo di grande attaccamento alla Nazione Napoletana, uno dei pochi
ufficiali napoletani ad essere insignito dell’Ordine della Croce
militare di Savoia, partecipò alla difesa del Regno e seguì re
Francesco II nel suo esilio a Roma coordinando le azioni della
resistenza armata ai piemontesi, dette di “brigantaggio”; GIUSEPPE,
figlio del precedente, proveniente dalla Scuola Militare della
Nunziatella, aiutante maggiore del “2° Reggimento Dragoni” anch’egli
partecipe della difesa del Regno, morì in circostanze misteriose il
14 settembre 1860; PIETRO (1839 – 1929), figlio di Giovan Battista,
proveniente dalla Compagnia delle Reali Guardie del Corpo, tenente
del “15° Battaglione Cacciatori”, partecipe della difesa di Gaeta,
capitolò con i resti dell’armata il 14 febbraio 1861, nella sua
persona vennero riconosciuti con D. M. del 2 maggio 1926 i titoli di
nobile e barone di Santa Rosalia.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
inquartato: 1° di rosso a due sciabole al naturale decussate, nel 2°
d’azzurro alla freccia d’azzurro posta in sbarra; nel 3° d’azzurro
al serpe verdeggiante al naturale ondeggiante in sbarra accompagnato
da due stelle d’oro; nel 4° cinque punti di verde e quattro
d’argento, il tutto attraversato da una fascia d’argento. |
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VIANISI
Titoli:
duca di
Montagna Reale
Dimora:
Messina
Famiglia di Messina
e di Siracusa del XVIII secolo.
Famiglia patrizia di
Siracusa, si trapiantò in Messina nel XVII secolo e per alleanza
contratta con casa Corvaja Ansalone successe nel titolo di duca di
Montagna Reale, proveniente da Ascanio Ansalone nel 1642.
FILIPPO, dottore in legge, giudice di Messina nel 1681, del
tribunale del Concistoro nel 1684, avvocato fiscale del tribunale
del Real Patrimonio nel 1697; ANTONINO giurato nobile in Siracusa
negli anni 1705/6, 1722/3 e capitano di giustizia negli anni 1708/9
e 1714/5; FILIPPO giurato nobile in Siracusa nel 174/50; FILIPPO,
primo duca di Montagna Reale per investitura del 15 agosto 1743;
LUCIO capitano di giustizia in Siracusa nel 1753/4, e possedette il
diritto del Ponte e Supplemento del porto e marina di Siracusa nel
1780;GIUSEPPE duca di Montagna Reale per investitura del 10 gennaio
1758, senatore di Messina negli anni 1782/3, 1786, 1791/2, 1802,
regio secreto della stessa città nel 1801. Nell’Elenco Ufficiale
definitivo delle Famiglie Nobili e titolate della Regione Siciliana
è iscritto, con il titolo di duca di Montagna Reale, LUIGI, vivente
nella prima metà del XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro alla colomba d’argento volante;
alias:
d’azzurro
all’albero d’oro sopra il terreno di verde. |

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DE VICARIIS
di Santa Lucia
Titoli:
patrizio
di Salerno, nobile col predicato di Santa Lucia
Dimora:
Salerno
Si ritiene che la
famiglia sia venuta in Italia con i Normanni o con gli Svevi,
residente a Salerno ed iscritta da antico tempo nel Seggio di
Portanova; le prime memorie risalgono al 1197 con ROBERTO chiamato “de
Venusio” perché proveniente da Venosa, e imperiale giustiziere
in Venosa; GIACOMO cavaliere e ciambellano di corte della regina
Giovanna I, nel 1362 ottenne da Americo Sanseverino gran
contestabile del Regno, i feudi di Monteforte, Ponticelli e San
Pietro, portò la famiglia in Salerno, dove si divise in due rami,
uno dei quali si estinse entro la famiglia Correale. Ricevuta
nell’Ordine di Malta per “giustizia” dal 1623 in persona del
cavaliere GENNARO (Archivio Ordine di Malta 4888), nel 1642,
e nel 1668 con fra FABRIZIO MARIA (Archivio Ordine di Malta 4891)
nel 1782 col cavaliere GIACOMO fattane la “pruova” da
FABRIZIO patrizio di Salerno nel Seggio di Portanuova nel 1583: La
famiglia feudataria di Guaglietta con l’ultima intestazione ne
Cedolario il 26 settembre 1783. Decorata per successione delle
famiglie de Rossi e Bernalli del titolo di marchese di santa Lucia,
concesso in origine nel 1643; e propriamente per successione di
Vittoria de Rossi, marchesa di Santa Lucia madre di ANIELLO, che ne
fece vendita del feudo a Tommaso Criscuolo, riservando per se il
titolo di marchese; La famiglia iscritta nel Registro delle Piazze
Chiuse. L’attuale rappresentante nel XXI secolo è CARLO(1920),
patrizio di Salerno, residente in Napoli.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla banda d’argento caricata da tre scettri di nero. |
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VICUNA
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli,
Roma
Originaria della
Spagna, venuta a Napoli con Carlo III di Borbone nel 1734, quali
cavalieri con alti gradi militari; riconosciuta di “nobiltà
generosa” dalla Regia Commissione per i Titoli di Nobiltà nel 1838
per l’ammissione nella Compagnia delle Reali Guardie del Corpo in
persona di LEOPOLDO (Archivio di Stato di Napoli, Verbali Regia
Commissione dei Titoli, volume I, foglio 146), presente nei
ruoli attivi alla data del settembre 1860 come guardia a cavallo.
Riconosciuta con D. P. del 28 maggio 1927 del titolo di
nobile; GERARDO, nobile, capitano di vascello della Regia Marina
Italiana, vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a due mezzelune montanti d’argento, sospese a catene d’oro,
accompagnate da due stelle dello stesso, poste una in capo ed
un’altra in punta con la bordura di rosso caricata di sedici decusse
d’oro. |
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VIGO
Titoli:
nobile
dei Signori di Gallidoro
Dimora:
Catania,
Genova
Si crede di origine
genovese, insignita del titolo di signore di Gallidoro,
GIUSTINIANO, marchese di
Valdina, per investitura del 10 aprile 1751 e signore di Gallidoro;
ultimo investito GIUSTINIANO per donativo del 1806; DOMENICO, nobile
dei signori di Gallidoro, vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al leone d’oro affrontato ad una quercia, con un tralcio di vite
intorno al tronco, sul terreno erboso, il tutto al naturale. |
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VILLANO
Titoli:
nobile,
marchese della Polla, barone di Battiferano, patrizio napoletano
Dimora:
Napoli,
Roma, Cava
Originaria di Cava,
con investitura del feudo di Aiello nel XII secolo; passata da
Sanseverino e in Napoli nel XV secolo, con incarichi di
magistratura. Decorata del titolo di duca di Roscigno e Sacco,
titolo concesso a GIUSEPPE l’8 ottobre 1621, passato poi per
successione alla famiglia Patroni Griffi. Ricevuta per “giustizia”
nel S. M. O. di Malta dal 1586 con GIACOMO (Archivio di Stato
Napoli, volume 26, Priorato di Capua, Archivio Ordine di Malta,
4865) e nel 602. Il casato aggregato al patriziato napoletano
nel Seggio di Montagna ed iscritto nel Libro d’Oro nobiltà
napoletana con R. D. del 24 marzo 1851; nel 1591 decorata del titolo
di marchese della Polla, che per estinzione della linea feudale è “ricaduto
alla corona” ( clausola con la quale non essendoci eredi
legittimi, il titolo viene posto nelle mani di Casa Reale che dovrà
investirne ramo collaterale o nuova famiglia), venne rinnovato e
concesso a CARLO, barone di Battiferano, e per discendenza a GIOVAN
BATTISTA. Un ramo della famiglia aveva il titolo di conte in data 13
dicembre 1796, riconosciuto in persona di GIULIO con R. R. del 10
gennaio 1851, morto senza discendenza.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Napoletana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare anno 1922.
Arma:
Troncato:
1° d’azzurro alla branca di leone d’argento, 2° d’argento alla testa
di leone d’azzurro. |
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VILLARUEL o
VILLAROEL
Titoli:
barone
di San Calogero
Dimora:
Catania,
Palermo, Spagna
Originaria della
Spagna, trasferitasi a Catania nel XVII secolo;
LUDOVICO, capitano
d’arme, castellano in Termini nell’anno 1661; CRISTOFARO maestro di
campo e padre di ANTONIO, sergente maggiore di Caltagirone e
castellano del castellammare di Palermo nel 1691; FEDERICO dottore
in leggi, giudice della Gran Corte del Regno negli anni 1749/50,
1756/8, uditore generale delle genti di guerra nel 1765 aggregato
alla mastra nobile di Catania il 29 gennaio 1749; GIOVANNI, barone
di San Calogero, senatore in Catania negli anni 1759/60, 1773/4 e
capitano di giustizia nel 1774/5; FEDERCI VESPASIANO, barone di San
Calogero, senatore in Catania negli anni 1805/7; GIUSEPPE, con
decreto ministeriale del 20 marzo 1902, ottenne riconoscimento del
titolo di barone di San Calogero
vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
a tredici bisanti d’argento, ordinati tre a uno. |
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VINCI
Titoli:
barone
di Moschitta
Dimora:
Trapani,
Messina
Famiglia siciliana
nota del XV secolo,
godette nobiltà in Trapani, in Messina. FRANCESCO senatore in
Trapani negli anni 1437/8, 1444/5; TOMMASO tenne la stessa carica in
detta città nel 1479/80; SIMONE la tenne negli anni 1511/2, 1519/20;
messer ANTONIO è annotato nella mastra nobile del Mollica (lista
VII, anno 1594); DOMENICO, il 7 aprile 1791, ottenne la
concessione del titolo di barone di Moschitta; LUIGI alfiere del “
1° Reggimento Lancieri” ha partecipato alla difesa del Regno delle
Due Sicilie dall’invasione piemontese nel 1860.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla fascia rossa sostenente un leone d’oro, con la testa
rivolta, tenente nella bocca una spada d’argento, accompagnata in
capo da tre stelle in fascia ed in punta da un sole, il tutto d’oro. |
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DE
VIO
Titoli:
nobile
di Gaeta
Dimora:
Gaeta
Una grande figura
storica del casato fu TOMMASO (Gaeta 1469 - Roma 1534) fu un
eminente cardinale di Santa Romana Chiesa, ma anche un grande
filosofo e teologo, e un fine diplomatico. Battezzato col nome di
GIACOMO, entrò nell’Ordine domenicano e studiò a Napoli, Bologna e
Padova. Ebbe la cattedra di Teologia a Pavia e poi di Filosofia ed
Esegesi alla Sapienza di Roma. Nel 1494 ebbe a Ferrara un pubblico
dibattito col famoso Pico della Mirandola. Nel 1508 fu eletto Padre
Generale del suo Ordine. Tra le sue numerose opere risultano di
fondamentale importanza i “Commentaria super tractatum de ente et
essentiâ Thomae de Equino” (Venezia,1506). Nominato da papa Leone X
Cardinale nel 1517 e arcivescovo di Palermo, dovette optare l’anno
seguente per Gaeta. Legato apostolico in Germania, dove non riuscì a
convincere Lutero a ritrattare, ma aiutò il Papa nel 1519 per la
composizione della bolla “Exurge Domine” e lo rappresentò nella
Dieta di Francoforte di quell’anno. Nel 1534 pronunciò la sentenza
definitiva di validità del matrimonio di Enrico VIII e Caterina
d’Aragona, rifiutando il divorzio al sovrano inglese. Fu di piccola
statura, ma di intelletto gigantesco. Nell’Ordine di Malta in Priorato dal 1771, in persona di
GIUSEPPE, per la “pruova” fattane quale discendente da
Tommaso, la famiglia fu ascritta al Registro dei Cavalieri di Malta per
“giustizia”; riconosciuta di “nobiltà generosa” dalla Regia
Commissione dei Titoli di Nobiltà nel 1851 per l’ammissione nella
Compagnia delle Regie Guardie del Corpo in persona di LUIGI
(Verbali della regia Commissione dei Titoli, volume VI, pagina 318,
Archivio di Stato di Napoli); FRANCESCO cavaliere dell’Ordine
della Corona d’Italia, ascritto nel registro dell’Ordine di Malta,
vivente nella prima metà del XX secolo.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922
N.d.a.:
un ringraziamento speciale al dottor Italo Zamprotta per le
ulteriori informazioni sul casato.
Arma:
trinciato:
d’oro e di rosso al leone di verde attraversante. |
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VISCHI
Titoli:
patrizio
di Trani
Dimora:
Napoli,
Trani
Nobile ed antica
famiglia originaria di Manfredonia (l’antica Siponto), passata in
Trani ed ascritta nel 1637 al Sedile dell’Arcivescovado, ed in
seguito nel 1706 al Sedile di Portanova. SERAFINO secondo tenente
del “1° Reggimento Dragoni” ha partecipato alla campagna del 1860/61
per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese.
Ascritta al
Registro delle Piazze Chiuse e riconosciuta nobile di Trani con D.
M. del 28 luglio 1895. FABIO, nobile di Trani, deputato del Regio
Parlamento d’Italia e ANTONIO, nobile di Trani, cavaliere
dell’Ordine della Corona d’Italia, viventi nella prima metà del XX
secolo.
Ascritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana anno 1922.
Arma:
d’azzurro
alla fascia d’oro accompagnata in capo da una mezzaluna d’argento,
in punta da uno scaglione d’oro. |
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VITALE (1)
Titoli:
marchese
Dimora:
Napoli
Antica famiglia
nobile di Cava dei Tirreni, diramatasi in Napoli, Sessa, Nola;
decorata del titolo di marchese con riconoscimento del 14 settembre
1782; ricevuta nel S. M. O. di Malta in persona del cavaliere
GAETANO nell’anno 1782, passata in Convento nel 1797 con il
cavaliere RAFFAELE MARIA, nel 1788 con ALESSANDRO, nel 1789 con
GAETANO. Il ramo dei duchi di Tortora cui l’ultimo intestatario fu
FRANCESCO NICOLA si estinse nella famiglia Del Giudice, per il
matrimonio di donna Antonia Vitale duchessa di Tortora col predicato
di Trecchina con Vincenzo Del Giudice nel XIX secolo. Il casato
riconosciuto di “ nobiltà generosa” per l’ammissione nella Compagnia
delle Regie Guardie del Corpo, nel 1843, dalla Commissione per i
Titoli di Nobiltà, in persona di LUIGI (Archivio di Stato di
Napoli, verbali volume II pagina 277) in seguito capitano del
“3° Reggimento Lancieri della Guardia Reale” che ha preso parte alla
difesa del Regno dall’invasione piemontese nella campagna del
1860/61; il casato ammesso di nuovo nella Compagnia delle Regie
Guardie del Corpo nel 1851 (Archivio di Stato di Napoli, Volume
VI, pagina 321, volume VII pagina 10); LUIGI, cugino del
precedente, primo tenente del “2° Reggimento Fanteria di Linea
Regina” ha partecipato anch’egli alla difesa del Regno nella
campagna del 1860/61 capitolando a Gaeta il 14 febbraio 1861.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’oro alla
banda d’azzurro accompagnata a destra da un’aquila bicipite di nero
e a sinistra da un destrochero dalla banda, vestito di ermellino
indicante con la mano di carnagione tre stelle di rosso poste in
fascia. |
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VITALE
(2)
Titoli:
nobile
Dimora:
Gragnano, Buccino, Messina
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro a tre tralci di vite, fruttati d’oro impalati dello stesso
colore; alias partito: 1° d’argento al braccio armato al
naturale impugnante un compasso d’oro, misurando tre stelle,
ordinate in fascia, ed un ramo di vite, fruttifero d’oro in punta;
2° d’azzurro alla torre merlata d’argento, sostenuta da due leoni
controrampanti dello stesso. |

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VITALE
(3)
Titoli:
barone
Dimora:
Sicilia
Ramo della famiglia
precedente; GUGLIELMO ottenne la concessione del titolo di barone in
data 20 aprile 1814 e con successione primogenita maschile.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare anno 1922.
Arma:
d’azzurro
al volo d’argento. |
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VITI
Titoli:
conte, nobile
dei conti
Dimora:
Napoli,
Altamura, Trani, Roma
Motto:
“Prudens gubernat”
Famiglia
feudataria del XVII secolo in Calabria sulla terra di Caraffa,
inscrita al primo ordine civico di Altumura; decorata del titolo di
conte nel 1714 su decreto dell’imperatore Carlo VI; ricevuta
nell’Ordine di Malta per “giustizia” nel 1900 con il conte GAETANO
(Gran Magistero di Roma 385; Priorato di Napoli) per “onore e
devozione” nel 1912 (Gran Magistero di Roma, Proc. Onore e
devozione n. 114). Un ramo si stabilì in Trani con il conte
FRANCESCO (nato nel 1808); VINCENZO, conte, ufficiale di cavalleria
del Regio Esercito Italiano, vivente nella prima metà del XX secolo;
ramo dei nobili dei conti rappresentato da CLAUDIO vivente nella
prima metà del XX secolo.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Eelnco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro,
a la banda di rosso bordata d’oro, accompagnata in capo da una stela
d’oro, in punta dd un tralcio di vite con l’uva al naturale posto in
banda. |
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VOLLARO
Titoli:
nobile di
Lucca
Dimora:
Trentola
Ducenta
PIETRO giudice
criminale del governo francese del Regno di Napoli di Gioacchino
Murat nel 1815, alla caduta del Regno riparò nel Granducato di
Lucca. Dove sia per il matrimonio con Elisabetta Bartolomei, che per
la sua devozione al duca Carlo Ludovico di Borbone gli venne
affidato nel 1830 l’Intendenza del suo patrimonio privato, e
nominato Consigliere di Stato con decreto del 16 luglio dello stesso
anno. Iscritto nel Libro d’Oro delle famiglie nobili del Ducato di
Lucca con titolo di nobile, con estensione ai suoi congiunti
GIUSEPPE e GIROLAMO.
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’argento
all’albero sulla campagna erbosa di verde, sostenuto da un leone, il
tutto al naturale. |
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VOLPICELLA
Titoli:
nobile,
patrizio di Giovinazzo
Dimora:
Napoli
Motto: “Ex Virtute laus, ex fortitudine honor”
La prime memorie
certe risalgono al XII secolo con STASO nel 1135, la famiglia si
diffuse in Napoli, Amalfi ed in altri luoghi della Campania; SERGIO
nel1027 era aggregato alla nobiltà della città di Molfetta; nel XIV
secolo PIETRO, giudice, trasferì la famiglia a Giovinazzo ed
inserito in quella piazza nobile; la linea di Molfetta si estinse
nel XVII secolo; nella seconda metà del XVIII secolo un ramo della
famiglia si stabilì in Napoli con VINCENZO; alcuni personaggi
illustri del casato furono: PIETRO giudice nel XV secolo in Bari;
FRANCESCO magistrato nel principato di Taranto; GIOVANNI ANTONIO
ambasciatore di Molfetta per la regina Giovanna d’Aragona nel 1517;
GIOVAN BATTISTA, che appena quattordicenne fu nominato cavaliere
Mauriziano e militò, quale capitano d’arme, per Carlo Emanuele I di
Savoia; il canonico VESPASIANO fondatore della chiesa di Santa Maria
Consolatrice in Molfetta; GIOVANNI ANTONIO capitano d’arme che con
la sua milizia seguì il conte di Conversano nell’impresa contro il
popolo di Napoli nel 1648; VINCENZO avvocato e magistrato; FILIPPO,
SCIPIONE, LUIGI letterati e storici. Il casato ricevuto nell’Ordine
Mauriziano nel 1598, nell’Ordine dei Cavalieri di Calatrava nei
primi anni del XVIII secolo. Dichiarata ammissibile nella Compagnia
delle Regie Guardie del Corpo a cavallo nel 1837; aggregata al Monte
Manso tra le quaranta famiglie napoletane nobili fuori seggio.
Iscritta nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
argento alla
banda d’azzurro carica di tre gigli d’oro, accostata da due volpi al
naturale correnti in banda. |
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VOLTURALE
Titoli:
nobile
Dimora:
Napoli
Famiglia
originaria del napoletano, FRANCESCO ANTONIO ottenne da Carlo II il
riconoscimento di “nobiltà generosa” e vescovo di Vieste; con
diploma del 1 marzo 1700 venne creato conte palatino MICHELE
GERONIMO con investitura ottenuta da Livio Odescalchi, legato
imperiale principe del S.R.I., titolo trasmissibile in linea
mascolina reso esecutivo in Napoli in data 8 aprile 1700 (Titulatorum
XII folio
49 a t.)
Iscritta
nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
all’avvoltoio al naturale, spiccante il volo da tre monti,
accompagnato in capo da tre stelle d’argento. |
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VULCANO e
VULCANO
di Marraffa
Titoli:
ramo
Napoli: marchese di Cercemaggiore, nobile, patrizio
napoletano, col predicato di Maraffa; ramo di Longobucco:
conte
Dimora:
Napoli,
Longobucco, Tropea, Benevento
Originaria di
Sorrento, feudataria dal 1269, ascritta al patriziato napoletano al
Seggio di Nido, ed in Sorrento al Seggio di Dominova; in Tropea e
Benevento. Ricevuta per “giustizia” nel S. M. O. di Malta nel 1590.
Per eredità della famiglia Doria riconosciuta dei titoli di marchese
di Cercemaggiore col predicato di Maraffa. Il casato ha dato un
cardinale e incarichi ufficiali importantissimi sin dall’epoca di
Federico II di Svevia. Il ramo di Longobucco, Calabria, diramazione
del ramo di Tropea, ricevuto per “giustizia” nel S. M. O. di Malta
dal 1593; decorata del titolo di conte con Breve Pontificio
(Decreto) di S. S. Pio XI, in data 14 novembre 1922, e autorizzato
tale titolo nel Regno d’Italia con R. D. del 19 febbraio 1928 e RR.
LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 26 febbraio detto anno.
Iscritta nel Libro
d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale
Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma:
d’azzurro
graticolato d’oro, col capo d’oro di tre conchiglie di rosso
ordinate in fascia. |
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